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Diritto Processuale Penale Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto processuale penale basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni dell’università dell'Università degli Studi di Bergamo - Unibg, Facoltà di Giurisprudenza, Corso di laurea magistrale in giurisprudenza Giurisprudenza . Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto processuale penale docente Prof. P. Scienze giuridiche

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ESTRATTO DOCUMENTO

C ’

ORTE D ASSISE

è competente per i delitti più gravi. Infatti, si caratterizza per il fatto che intervengono nel giudizio 2

giudici professionali e 6 giudici popolari.

In particolare, la Corte d’assise è competente per:

 

Criterio quantitativo delitti punibili con pena dell’ergastolo o della reclusione non < nel max. a 24

anni (esclusione: delitti di tentato omicidio, rapina, estorsione,

associazioni di tipo mafioso, delitti di cui al T.U. sugli stupefacenti);

 

Criterio qualitativo omicidio del consenziente; istigazione o aiuto al suicidio; omicidio

preterintenzionale; ogni altro delitto doloso se dal fatto è derivata la morte

di una/più persone; delitti con finalità di terrorismo.

T

RIBUNALE

ha una competenza residuale per tutti i reati che non sono di competenza della Corte d’assise e del

Giudice di pace.

La competenza del Tribunale si divide al suo interno in:

 Composizione Collegiale (3 componenti)

competente per i reati puniti con pena detentiva > nel max. a 10 anni (purché non rientranti nella

competenza della Corte d’assise); per i reati commessi dai ministri nell’esercizio delle loro funzioni.

 Composizione Monocratica (1 giudice)

competente per i reati puniti con pena detentiva fino a 10 anni (purché non rientranti nella

competenza del Giudice di pace); per i delitti di produzione, traffico e detenzione illeciti di

stupefacenti. 

B) Competenza funzionale ripartizione in base al grado e stato del processo

Riguardo alla suddivisione in base al grado, è possibile distinguere tra giudici di 1° grado (Giudice di pace;

Tribunale in composizione monocratica/collegiale; Corte d’assise; Tribunale per i minorenni) e giudici di 2°

grado (Corte d’appello; Corte d’assise d’appello; Sezione della Corte d’appello per i minorenni) + Corte di

Cassazione, cui è demandato il controllo di legittimità sulle decisioni assunte nei gradi precedenti.

Riguardo alla suddivisione in base allo stato, è possibile distinguere tra fase anteriore al giudizio (in cui si

colloca l’attività del Gip e, successivamente, del Gup), fase del giudizio (in cui si colloca l’attività del

Tribunale, Corte d’appello, Corte d’assise, Corte d’assise d’appello, Corte di Cassazione), fase

dell’esecuzione (in cui vi è ≠ di funzioni tra Giudice dell’esecuzione e Magistratura di sorveglianza).

C) Competenza per territorio (art. 8-10) ripartizione in base al distretto geografico

La suddivisione del lavoro deve avvenire anche in senso orizzontale, tra giudici parimenti competenti

per materia aventi sede in luoghi diversi.

 tutela del diritto alla naturalità del giudice.

R Giudice territorialmente competente è il giudice del luogo di consumazione del reato.

EGOLA Per determinare la consumazione bis. fare riferimento nei reati materiali all’evento, nei

reati formali alla condotta.

 

E caso di morte di una persona giudice del luogo in cui è stata realizzata la condotta che

CCEZIONI ha causato la morte; 

caso di reato permanente giudice del luogo in cui ha avuto inizio la consumazione;

caso di delitto tentato giudice del luogo in cui è stato compiuto l'ultimo atto diretto a

commettere il delitto; 

caso di reato commesso interamente all’estero giudice del luogo di residenza,

dimora, domicilio o arresto dell’imputato.

I quando le regole ordinarie non sono sufficienti a determinare la competenza, si

N VIA SUSSIDIARIA devono applicare regole suppletive:

a) giudice dell’ultimo luogo conosciuto in cui è stata realizzata una parte della

condotta;

b) (se competenza non è ancora determinabile) giudice della residenza, dimora

o domicilio dell'imputato;

c) (se competenza non è ancora determinabile) giudice della sede della Procura

della Repubblica che per 1^ ha iscritto la notizia di reato.

D) Competenza per connessione (art. 12-16)

La competenza per connessione è finalizzata allo svolgimento del simultaneus processus.

Tre casi in cui si ha connessione di procedimenti:

a) Connessione plurisoggettiva = quando il reato per cui si procede è stato commesso da più persone

in concorso o in cooperazione; più persone con più condotte indipendenti hanno determinato

l’evento;

b) Connessione monosoggettiva = quando una sola persona è imputata di più reati commessi con una

sola azione/omissione (concorso formale) ovvero con più azioni/omissioni esecutive del medesimo

disegno criminoso (reato continuato).

c) Connessione teleologica = quando si procede per più reati, se gli uni sono stati commessi per

eseguire/occultare gli altri.

Nei casi di connessione, se i giudici hanno = competenza per materia e solo ≠ competenza territoriale, la

competenza spetta interamente al giudice territorialmente competente per il reato più grave (in caso di

pari gravità, al giudice competente per il 1° reato).

* Quando la connessione investe procedimenti spettanti sia a giudici ordinari sia a giudici speciali, la Corte

Cost. attrae a sé tutti i procedimenti connessi (eccezione Tribunali militari).

RIUNIONE e SEPARAZIONE

 RIUNIONE DEI PROCEDIMENTI (art. 17)

Le connessione non comporta necessariamente la riunione. Essa è facoltativa e, in ogni caso,

subordinata alla presenza di alcuni requisiti:

- I procedimenti che possono essere riuniti pendono nello stesso grado e stato davanti al medesimo

giudice;

- La riunione non determina una ritardo nella loro definizione (infatti, bis. annotare che la riunione

tende a comportare il c.d. “gigantismo delle carte”).

 non deve nuocere all’economia processuale.

Se un processo pende davanti al Trib. collegiale ed un altro davanti al Trib. monocratico, la riunione è disposta

davanti al Trib. collegiale.

 SEPARAZIONE DEI PROCEDIMENTI (art. 18)

I processi cumulativi possono essere oggetto di provvedimento di separazione.

SEPARAZIONE FACOLTATIVA

Il giudice può adottare tale provvedimento discrezionalmente, con l’accordo delle parti, quando lo

ritenga utile ai fini della speditezza del processo.

SEPARAZIONE OBBLIGATORIA

1. Nel corso dell’udienza preliminare, nei cfr. di uno/più imputati è possibile pervenire prontamente

alla decisione, mentre nei cfr. di altri imputati è necessaria attività di integrazione probatoria

(supplemento istruttorio);

2. Per uno/più imputati o per una/più imputazioni è stata disposta la sospensione del procedimento;

3. Mancata comparizione in dibattimento dell’imputato è dovuta a nullità atto di citazione/sua

notificazione (vizio della vocatio in ius); a legittimo impedimento; ignoranza incolpevole dell’atto

di citazione;

4. Mancata comparizione in dibattimento del difensore è dovuta a mancato avviso o legittimo

impedimento;

5. Istruzione dibattimentale risulta conclusa per alcune delle res giudicande, mentre per altre deve

proseguire;

6. Termini di durata della custodia cautelare sono prossimi alla scadenza ed è necessario definire

con urgenza lo stato o il grado del procedimento x evitare la scarcerazione automatica.

Una volta disposta la separazione, le sentenze si moltiplicano in funzione dei distinti oggetti di

decisione. Tuttavia, la separazione non fa venire meno la comune matrice dei procedimenti separati

 i vizi e le invalidità che si verificano nel processo cumulativo si trasmettono ai nuovi procedimenti

separati.

DIFETTO DI GIURISDIZIONE, COMPETENZA e RELATIVI CONFLITTI

- DIFETTO DI GIURISDIZIONE

In generale, si può verificare in tre hp:

 Giudice penale esercita poteri che non rientrano nella sua giurisdizione (ex.: emana una legge

ordinaria)

 ricorso in Cassazione;

 Giudice extra-penale esercita poteri in una materia riservata alla giurisdizione del giudice penale

 vizio di inesistenza del provvedimento

 Giudice ordinario esercita poteri in una materia riservata alla giurisdizione del giudice speciale

 art. 20 c.p.p.:

Il difetto di giurisdizione è sempre rilevabile, anche di ufficio, in ogni stato e grado del procedimento.

Prima della chiusura delle indagini preliminari giudice pronuncia ordinanza e dispone la

restituzione degli atti al P.M.; 

Dopo la chiusura delle indagini preliminari giudice pronuncia sentenza e, se del caso, ordina la

trasmissione degli atti all’autorità competente.

- DIFETTO DI COMPETENZA

Deriva dalla violazione delle regole di distribuzione del lavoro giudiziario fra i diversi giudici penali

ordinari.

 Incompetenza per materia

Può essere rilevata, anche di ufficio: l’incompetenza in difetto è rilevabile in ogni stato e grado del

procedimento; l’incompetenza in eccesso fino all’apertura del dibattimento (di 1° grado).

Se la questione d’incompetenza non è stata eccepita o rilevata rimane successivamente preclusa.

Se il giudice non ha accolto l’eccezione sollevata dalle parti, queste possono proporre appello sul punto

(in modo da ottenere l’annullamento della sent. viziata).

n.b. Nella ripartizione interna al Trib. tra giudice monocratico e collegiale non si pone una questione di

.

competenza, bensì di attribuzione = regime affievolito rispetto a quello dell’incompetenza

 Incompetenza territoriale

Può essere rilevata od eccepita fino alla chiusura della discussione nell’udienza preliminare, a pena di

decadenza.

* Se manca l’udienza preliminare, può essere rilevata od eccepita in dibattimento nel corso delle

questioni preliminari (termine entro cui riproporre l’eccezione respinta nell’udienza preliminare).

 Incompetenza per connessione

Può essere rilevata od eccepita entro gli stessi termini previsti per l’incompetenza territoriale.

R

ITO

 Se giudice di 1° grado riconosce la propria incompetenza:

Prima della chiusura delle indagini preliminari pronuncia ordinanza e dispone la restituzione degli

atti al P.M.; 

Dopo la chiusura delle indagini preliminari ottenuta piena giurisdizionalità, pronuncia sentenza e

ordina la trasmissione degli atti al P.M. presso il giudice competente;

Nel corso del dibattimento pronuncia sentenza e ordina la trasmissione degli atti al giudice

competente.

 Se giudice di 2° grado riconosce l’incompetenza del giudice di 1° grado

Nel corso del giudizio d’appello pronuncia l’annullamento del provvedimento di 1° grado e ordina

la trasmissione degli atti al giudice di 1° grado competente (nel caso d’incompetenza per territorio o

connessione solo se vi è stata l’eccezione, riproposta nei motivi d’appello).

In tutti gli altri casi (ex. incompetenza per materia in eccesso) pronuncia nel merito.

O SSERVAZIONI

Le prove già acquisite dal giudice incompetente non sono inefficaci.

- RELATIVI CONFLITTI

Le questioni di giurisdizione/competenza possono determinare conflitti fra diversi giudici. Il conflitto

sorge quando due giudici contemporaneamente si dichiarano competenti/con giurisdizione (c.d.

“conflitto positivo”) o incompetenti/privi di giurisdizione (c.d. “conflitto negativo”).

Il conflitto è devoluto alla Cassazione, che decide in camera di consiglio con sentenza vincolante.

REGOLE IN MAT. DI CAPACITÀ, INCOMPATIBILITÀ, ASTENSIONE, RICUSAZIONE

ATTUAZIONE DI IMPARZIALIT , INDIPENDENZA, TERZIET

À À

CAPACITÀ

I requisiti di capacità del giudice sono definiti dalle Leggi sull’ordinamento giudiziario. La mancanza di

capacità del giudice (come la violazione del n° dei giudici necessario a comporre un collegio) integra una

nullità assoluta.

Giur. dal regime di nullità assoluta sono escluse sia norme che presiedono alla regolare costituzione

dell’organo giudicante nell’ambito del processo, sia norme poste a tutela dell’indipendenza e

imparzialità del giudice (tali vizi sono tutelati con gli istituti successivi).

INCOMPATIBILITÀ (art. 34-35)

Situazione che pregiudica l’imparzialità del giudice. Il sistema delle incompatibilità, inizialmente riguardante

la sola fase dibattimentale, deve ora riferirsi anche all’udienza preliminare.

Il novero delle situazioni di incompatibilità è molto ampio. Tre categorie:

1. Giudice che nel medesimo procedimento ha già svolto funzione giurisdizionale: egli resterebbe

condizionato da quanto già deciso in precedenza ex:

 colui che ha pronunciato sent. in un grado precedente non può partecipare al giudizio successivo:

 colui che ha rigettato la richiesta di patteggiamento prima dell’apertura del dibattimento non può

partecipare al giudizio successivo (e altre hp);

2. Giudice che nel medesimo procedimento ha assunto ruoli da mantenere distinti rispetto alla

funzione giudicante (P.M., difensore, P.G., testimone, perito, consulente tecnico);

3. Rapporto di coniugio/parentela/affinità (fino al 2° grado) tra giudici che hanno esercitato nel

medesimo procedimento funzioni (anche separate o diverse);

Il giudice che versa in una situazione d’incompatibilità è tenuto ad astenersi e le parti hanno il potere di

ricusarlo.

ASTENSIONE (art. 36)

Il ha obbligo di astenersi non solo nell’eventualità di una situazione di incompatibilità, ma anche in

GIUDICE

una serie di altre hp indicate da tale articolo (ex: se ha interesse nel procedimento; è debitore/creditore di

una parte privata/difensore; è prossimo congiunto di un difensore; ha manifestato il suo parere sull’oggetto

del processo fuori dall’esercizio delle sue funzioni; se vi è inimicizia grave fra lui ed una parte privata). Ed

inoltre qualora sussistano gravi ragioni di convenienza.

La dichiarazione di astensione deve essere presentata al Presidente dell’organo giudiziario cui

appartiene il magistrato. decide con decreto, senza formalità di rito, dopo aver valutato la

sussistenza del presupposto dell’astensione;

nelle more della decisione: giudice astenuto è sostituito con altro

magistrato dello = ufficio (x evitare paralisi procedimentale);

se accolta: giudice astenuto non può più compiere alcun atto del

procedimento; decreto stabilisce se e quali atti compiuti in precedenza

dall’astenuto conservino efficacia.

* sull’astensione del Presidente del Tribunale decide il presidente della Corte d’appello;

** sull’astensione de Presidente della Corte d’appello decide il Presidente della Cassazione;

*** Presidente della Cassazione si astiene motu proprio.

RICUSAZIONE (art. 37)

Le possono ricusare il giudice per gli = motivi che giustificano la sua astensione (escluso il caso in cui

PARTI

sussistano gravi ragioni di convenienza).

La dichiarazione di ricusazione deve essere presentata prima del compimento dell’atto da parte del

giudice (nel dibattimento entro la scadenza termine di proposizione delle questioni preliminari) alla

Corte d’appello (o a sezione ≠ della Corte d’appello, se è ricusato un giudice della Corte d’appello; =

per Cassazione). Essa deve contenere l’indicazione dei motivi e delle prove.

 decide con ordinanza, a seguito di rito camerale:

può essere ordinanza di inammissibilità (ex: inosservanza termini, forme, manifesta

infondatezza), o di rigetto o accoglimento nel merito (dopo aver assunto eventuali informazioni

necessarie);

nelle more della decisione: giudice ricusato è sostituito con altro magistrato dello = ufficio (x

evitare paralisi procedimentale); giudice ricusato non può pronunciare sent., ma non deve

sospendere temporaneam. ogni sua attività processuale, a meno che la Corte disponga in tal

senso.

se accolta: giudice ricusato non può più compiere alcun atto del procedimento; ordinanza

stabilisce se e quali atti compiuti in precedenza dal ricusato conservino efficacia.

n.b.: Non è possibile ricusare i giudici chiamati a decidere sulla dichiarazione di ricusazione: previsione volta ad

evitare circolo vizioso.

In caso di ordinanza di inammissibilità o rigetto, parte può essere condannata a sanzione pecuniaria.

RIMESSIONE DEL PROCESSO istituto ≠ da astensione e ricusazione

 

Ratio dell’istituto salvaguardare imparzialità/indipendenza dell’Autorità Giudicante, innanzi a dei

possibili condizionamenti ambientali presenti nel luogo in cui si dovrebbe

svolgere il processo (secondo la competenza territoriale);

la rimessione non riguarda il singolo magistrato, ma l’intero organo giudicante.

Con il provvedimento di rimessione si verifica il trasferimento del processo in una sede giudiziaria ≠ (che

si presume immune da condizionamenti ambientali).

 Il codice di rito opera un bilanciamento tra interessi: l’interesse dell’imputato alla naturalità del giudice è

sacrificato a favore dell’interesse a garantire il regolare svolgimento processuale.

 

Presupposti rimessione gravi situazioni locali tali da turbare la svolgimento del processo:

tali situazioni devono essere contemporanee al processo, radicate e

circoscritte nella sede giudiziaria naturale, non altrimenti eliminabili, in

grado di alterare il corretto svolgimento processuale (pregiudicano la libera

determinazione delle persone che partecipano al processo, la sicurezza,

l’incolumità pubblica)

 è suff. il legittimo sospetto, ossia il ragionevole dubbio che la gravità

della situazione locale possa portare il giudice a non essere imparziale.

 La richiesta di rimessione del processo può essere presentata dall’imputato o dal P.M., in ogni stato e

grado del processo di merito (perciò, con esclusione della fase delle indagini preliminari).

Su di essa è competente a giudicare la Corte di Cassazione, che decide con ordinanza, a seguito di rito

camerale (dopo aver assunto eventuali informazioni necessarie).

nelle more della decisione: può essere disposta la sospensione del processo, la quale non impedisce il

compimento di atti urgenti

se accolta: l’ordinanza designa il giudice incaricato per la prosecuzione del processo; questi deve

rinnovazione degli atti compiuti anteriormente alla rimessione, se una parte lo richiede e

procedere alla

se non si tratta di atti di cui è divenuta impossibile la ripetizione.

n.b.: In caso di ordinanza di inammissibilità o rigetto, parte può essere condannata a sanzione pecuniaria.

Anche in caso di accoglimento della richiesta, imputato o P.M. può chiedere la revoca del provvedimento o

la designazione di un altro giudice.

PUBBLICO MINISTERO

AZIONE PENALE (art. 50)

È la parte pubblica cui è affidato il compito di esercitare l’ AZIONE PENALE

= Formulazione dell’imputazione (su cui giudice è chiamato a pronunciarsi); con essa è cristallizzato

l’addebito a carico dell’imputato, in modo tendenzialm. stabile.

L’azione penale segna il passaggio dalla fase procedimentale delle indagini preliminari alla fase

processuale (caratterizzata da piena giurisdizionalità).

L’imputazione contiene:

profilo soggettivo, ossia l’individuazione dell’imputato;

a) profilo oggettivo, ossia la descrizione precisa del fatto di reato addebitato.

b)

Caratteristiche dell’azione penale

Obbligatorietà  P.M. ha l’obbligo di esercitare l’azione penale ex art. 112 Cost.

l’obbligatorietà è un corollario del più generale principio di legalità:

P.M. non può operare scelte diverse dal rigoroso rispetto della legge

all’esito delle indagini preliminari, P.M. deve scegliere tra due alternative:

- esercizio dell’azione penale, con la formulazione dell’imputazione;

- richiesta di archiviazione.

criterio di scelta valutazione della fondatezza o meno della notizia di reato, in base

al principio di non superfluità del processo: P.M. deve valutare gli elementi acquisiti

nel corso delle indagini, x verificare se sono idonei a sostenere l’accusa in giudizio.

 richiesta di archiviazione solo quando il processo si palesa superfluo:

la notizia di reato è infondata sul piano processuale e l’accusa è insostenibile.

Irretrattabilità  Una volta esercitata, l’azione penale è irretrattabile da parte del P.M.

all’esercizio dell’azione deve sempre seguire una risposta giurisdizionale: non è

possibile la revoca dell’azione.

Tuttavia:

 è possibile la modificazione dell’imputazione;

 P.M. può successivamente richiedere l’assoluzione dell’imputato, mutando

avviso nel corso del processo (ciò non costituisce ritrattazione dell’azione).

Indivisibilità  Azione penale è esercitata vs. tutti coloro che hanno commesso il reato per cui si procede.

Pubblicità  Azione penale è pubblicizzata, in quanto P.M. è soggetto pubblico, che agisce a tutela

dell’interesse generale della collettività.

Officialità  Esercitando azione penale, P.M. adempie alla sua specifica funzione attribuitagli dalla legge

(“officium”).

azione penale è esercitata d’ufficio, quando non è necessaria l’iniziativa di parte (querela,

richiesta, istanza) o l’autorizzazione a procedere.

STRUTTURA UFFICI

Il pubblico ministero è strutturato in una serie di uffici

 P R T

nel giudizio di 1° grado, le funzioni di P.M. sono svolte da ;

ROCURA DELLA EPUBBLICA PRESSO IL RIBUNALE

 P G R C ’ ;

nel giudizio d’appello, dalla ROCURA ENERALE DELLA EPUBBLICA PRESSO LA ORTE D APPELLO

 , P G R C .

nel giudizio di Cassazione dalla ROCURA ENERALE DELLA EPUBBLICA PRESSO LA ASSAZIONE

Tali uffici sono strutturati al loro interno su base gerarchica, al cui vertice vi è il Procuratore della

Repubblica. Egli è il titolare esclusivo dell’azione penale e la esercita o personalmente o mediante

assegnazione ad un magistrato dell’ufficio: con l’atto di assegnazione può stabilire i criteri cui il magistrato

assegnatario deve attenersi. COMPETENZA DEL P.M.

Fase processuale la definizione del giudice competente determina anche il P.M. chiamato a svolgere le

funzioni.

Fase delle indagini preliminari in generale si seguono le regole di competenza del giudice

in ragione della fluidità dell’ipotesi accusatoria è preferibile non

cristallizzare la competenza per materia o per territorio

 ∀ ∀

Procura può indagare su fatto: è possibile che si svolgano

indagini parallele e che si abbia un contrasto tra più P.M.

 C : un ufficio del P.M., riconosciutosi incompetente, trasmette gli atti alla

ONTRASTO NEGATIVO

Procura presso il giudice che reputa competente; ma quest’ultima ritiene competente la Procura

precedente.

 C : più Procure indagano al contempo sullo = fatto, addebitato alla = persona e

ONTRASTO POSITIVO

uno Procura, ritenendosi competente, richiede la trasmissione degli atti all’altra; quest’ultima si

rifiuta di trasmettere.

Il contrasto è risolto dal P G C ’ , se gli uffici sono interni al

ROCURATORE ENERALE PRESSO LA ORTE D APPELLO

distretto; dal P G C , se gli uffici appartengono a distretti ≠.

ROCURATORE ENERALE PRESSO LA ASSAZIONE

Il contrasto è risolto secondo le regole sulla competenza del giudice.

Gli atti di indagine precedentemente compiuti rimangono utilizzabili.

* Questione di competenza del P.M. può essere sollevata anche dall’indagato/difensore.

Possono presentare istanza al P.M. procedente, in cui richiedere la trasmissione degli atti alla Procura

reputata competente (enunciando le ragioni a sostegno).

In caso di accoglimento, P.M. trasmette gli atti alla Procura competente;

In caso di rigetto, il richiedente può proporre la = istanza al Procuratore Generale presso la Corte

d’appello o presso la Cassazione.

ASTENSIONE ed AUTONOMIA

ASTENSIONE

P.M. ha facoltà di astenersi quando esistono gravi ragioni di convenienza.

Sulla dichiarazione di astensione decidono, nell'ambito dei rispettivi uffici, il Procuratore della

Repubblica presso il Tribunale e il Procuratore Generale.

se accolta: P.M. astenuto è sostituito con altro P.M. appartenente allo = ufficio.

AUTONOMIA

Nell'udienza, il magistrato del pubblico ministero esercita le sue funzioni con piena autonomia.

MA

Il capo dell'ufficio provvede alla sua sostituzione nei casi di grave impedimento, di rilevanti esigenze di

servizio, alcuni casi in cui è prescritto obbligo di astensione per il giudice.

Negli altri casi può essere sostituito solo con il suo consenso.

POLIZIA GIUDIZIARIA

FUNZIONI

Premessa Stato si serve di 5 corpi di polizia: Polizia di stato, Arma dei carabinieri, Guardia di finanza,

Corpo di polizia penitenziaria e Corpo forestale dello stato. I predetti corpi svolgono funzioni

di polizia giudiziaria e polizia di sicurezza.

F (art. 55)

UNZIONI DI POLIZIA GIUDIZIARIA

La P.G. deve, anche di propria iniziativa: Funzione di polizia di sicurezza

- prendere notizia dei reati; si basa sulla prevenzione dei

- impedire che vengano portati a conseguenze ulteriori; reati;

- ricercarne gli autori; Funzione di polizia giudiziaria si

- compiere gli atti necessari per assicurare le fonti di prova; basa sulla repressione dei reati,

- raccogliere quant’altro possa servire per l’applicazione della legge penale. mediante uso poteri coercitivi

D ’ ( . .) (art. 56)

IPENDENZA FUNZIONALE DALL AUTORITÀ GIUDIZIARIA P M

Sebbene rimangano sotto la dipendenza organica del corpo di appartenenza, ufficiali ed agenti di polizia

svolgono la funzione di polizia giudiziaria sotto la dipendenza funzionale e direzione del P.M. (e sotto la

sorveglianza del Procuratore Generale presso la Corte d’appello).

Strutture di P.G. :

o S P.G. (> grado di dipendenza funzionale):

EZIONI DI

Organi costituiti presso gli uffici del P.M. Svolgono soltanto funzioni di p.g. sotto la dipendenza del

capo del singolo ufficio del P.M. Quest’ultimo dispone direttamente del personale della sezione,

dirigendo e coordinando le attività. Tale personale non può essere distolto dall’attività di p.g. (se non

per disposizione del P.M. da cui dipendono).

o S P.G. (< grado di dipendenza funzionale):

ERVIZI DI

Organi costituiti presso i corpi di appartenenza. Sono gli uffici e le unità cui le rispettive

amministrazioni affidano il compito di svolgere funzioni di p.g. in via prioritaria e continuativa. Il P.M.

dà un incarico non personalmente ad un ufficiale, ma impersonalmente all’ufficio.

o Organi di P.G. non ricompresi in Sezioni/Servizi restano sotto la dipendenza funzionale del P.M.

UFFICIALI e AGENTI DI P.G.

Ufficiali ed agenti di p.g. sono tenuti ad eseguire i compiti a essi affidati. Essi svolgono ogni indagine e

attività disposta o delegata dall’A.G.

Possono avere una competenza generale per l’accertamento di tutti i reati ovvero una competenza limitata.

Tra i primi ufficiali cui l’ordinamento dell’amministrazione della pubblica sicurezza riconosce tale qualità;

Tra i secondi ufficiali e agenti di p.g. cui leggi/reg. attribuiscono le funzioni di p.g.

IMPUTATO

PARTE NECESSARIA e FONTE DI PROVA

 Alla ≠ tra procedimento in senso stretto e processo corrisponde la ≠ fra e . Il primo

INDAGATO IMPUTATO

è

la persona nei cui cfr. vengono svolte le indagini preliminari; il secondo è la parte a carico della quale è

stata formulata l’imputazione (con richiesta di rinvio a giudizio, di giudizio immediato, di decreto penale di condanna, di

applicazione della pena su richiesta delle parti, nel decreto di citazione diretta a giudizio e nel giudizio direttissimo).

La qualità di imputato si conserva in ogni stato e grado del processo.

 L’imputato è parte necessaria del processo (al pari del P.M.): la regola del contraddittorio paritario

innanzi al Giudice terzo non può prescindere dall’Accusa e dalla Difesa.

 I poteri difensivi dell’imputato si colgono spt. quando egli diviene nel processo.

FONTE DI PROVA

Nel modello inquisitorio imputato è considerato depositario di una verità da ottenere ad ogni modo

 NO garanzie per l’imputato che deve raccontare tutto ciò di cui è a

conoscenza;

Nel modello accusatorio giudice ed inquisitore sono soggetti ≠ e la colpevolezza deve essere

dimostrata (al di là di ogni ragionevole dubbio) sulla base di elementi

addotti dall’organo dell’accusa.

 SÌ specifici diritti e garanzie, tra cui facoltà di non collaborare alla

propria condanna diritti e garanzie dell’imputato si estendono alla

persona indagata.

INTERROGATORIO INDAGATO (artt. 64-65)

Sebbene il nostro modello processuale sia ispirato alla tradizione accusatoria, esso non ha rinunciato alla

possibilità che sia l’indagato stesso a fornire elementi utili alla ricostruzione dei fatti.

 INTERROGATORIO:

strumento dell’ la sua disciplina consente di analizzare i dir. fondamentali

dell’indagato.

- LIBERTÀ FISICA e MORALE

 indagata interviene libera all’interrogatorio, salve le cautele necessarie per prevenire il

«Persona

pericolo di fuga o di violenze».

La libertà è intesa sia come libertà fisica sia come libertà morale. La prima è presupposto

L

imprescindibile per l’esistenza della seconda. = dir. di autodeterminarsi

IBERTÀ MORALE

liberamente nell’esercizio della difesa; dir. fondamentale non disponibile ed irrinunciabile.

 possono essere utilizzati (neppure con il consenso dell’interrogato) metodi o tecniche idonei a

«Non

influire sulla libertà di autodeterminazione, o ad alterare la capacità di ricordare/valutare i fatti».

Corollario del principio generale di cui sopra. Sulla base di ciò è fatto divieto di usare: ipnosi,

narcoanalisi e lie detector (macchina della verità).

In generale libertà di ragionare senza condizionamenti fisici e psicologici, dir. di non essere

ingannato, divieto di forme di interrogatorio lesive della salute dell’interrogato (torture, violenze,

c.d. “interrogatorio di 3° grado” = pratiche violente x ottenere confessione attraverso interrogatori

che possono durare molte h od effettuati durante la notte svegliando bruscamente e a più riprese

l’interrogato).

- DIRITTO DI AUTODIFESA

Il dell’interrogato si manifesta in:

DIRITTO DI AUTODIFESA

 Principio nemo tenetur se detegere, per cui nessuno può essere costretto ad autoaccusarsi:

in sede di indagini preliminari, l’interrogato ha facoltà di non rispondere alle domande.

1. Inesistenza di un obbligo di verità (≠ testimonianza):

l’interrogato ha facoltà di mentire (≠ testimone, penalmente perseguibile x falsa testimonianza).

MA menzogna deve essere strettamente strumentale all’esercizio del dir. di autodifesa:

deve esistere una relazione funzionale tra l’oggetto del mendacio ed il contenuto (effettivo

o potenziale) dell’ipotesi accusatoria.

- PRESUNZIONE DI INNOCENZA/NON COLPEVOLEZZA /

Inoltre, l’interrogato è tutelato dalla (per taluni fondata

PRESUNZIONE DI INNOCENZA NON COLPEVOLEZZA

sull’art. 27, c. 2, Cost. per cui «l'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva»).

,

Essendo considerato alla stregua di un presunto innocente, non è concepibile pretendere da lui un

contributo conoscitivo su circostanze che si devono ritenere da lui non conosciute.

Tale presunzione opera come regola di giudizio e di distribuzione dell’onus probandi tra le parti:

 P.M. deve fornire tutte le prove a carico, dimostrando tutti gli elementi della fattispecie di reato al di

là di ogni ragionevole dubbio;

 Imputato (sulla base delle prove dell’accusa) può scegliere se fornire prove a discarico o limitarsi alla

negativa.

- DISCIPLINA DELL’INTERROGATORIO

(A) PRELIMINARI ’ ’ ’

Nel corso dei , si ha la .

PRELIMINARI DELL INTERROGATORIO VERIFICA DELL IDENTITÀ PERSONALE DELL IMPUTATO

L’A.G. procedente invita l’indagato a dichiarare le proprie generalità e quant’altro può valere al fine di

identificarlo (ex: soprannome, pseudonimo, beni patrimoniali, condizioni di vita). A.G. ammonisce

indagato circa le conseguenze cui si espone qualora rifiuti di dare generalità o dia generalità false.

 nel corso dei preliminari, l’indagato è obbligato a dire la verità, poiché l’esplicazione delle generalità

non costituisce esercizio del dir. di difesa .

(salvo che sia indagato per sostituzione di persona)

 eventuale errore materiale nell’attribuzione generalità viene rettificato con apposita procedura;

 attività dei preliminari non è indispensabile e non pregiudica alcun atto dell’A.G., quando è certa

l’identità fisica della persona (ex: è esattamente individuata nell’imputazione);

 in caso di errore sull’identità fisica della persona, vi è una causa di improcedibilità che deve

essere dichiarata in ogni stato e grado del giudizio (con la dichiarazione la persona viene

estromessa dal giudizio).

I preliminari proseguono con la nomina di un difensore di fiducia e, in caso negativo, di un difensore

d’ufficio. L’ultimo atto consiste nell’individuazione da parte dell’indagato di un luogo per le

notificazioni.

(B) I 3 AVVERTIMENTI

Segnano il passaggio dalla fase dei preliminari alla fase del merito dell’interrogatorio.

3

Prima che abbia inizio l'interrogatorio, la persona deve ricevere :

AVVERTIMENTI (senza formule sacramentali)

a) le sue dichiarazioni potranno sempre essere utilizzate nei suoi cfr.

 illustrate all’indagato conseguenze del suo contegno collaborativo;

b) (salva l’esposizione delle generalità) ha facoltà di non rispondere ad alcuna domanda, ma cmq il

procedimento seguirà il suo corso

 illustrate all’indagato conseguenze del suo contegno omissivo: fine di stimolare la

collaborazione;

c) se renderà dichiarazioni su fatti concernenti la responsabilità di altri, assumerà in ordine a tali

fatti l'ufficio di testimone.

illustrati all’indagato gli obblighi testimoniali rispetto ai fatti altrui

 nozione di concernenti la responsabilità di altri»:

«fatti

sono inclusi fatti che integrano immediatamente una condotta criminosa altrui (ma anche

fatti che, pur non integrando fatto di reato, si riconducono ad elementi della condotta

criminosa); sono esclusi fatti relativi alla resp. di attuali/futuri coimputati del = reato nel =

procedimento (o in procedimenti connessi).

L’interrogato può già riferire all’A.G. di avvalersi della facoltà di non rispondere, rifiutando in toto

l’interrogatorio.

(C) CONSEGUENZE IN CASO DI OMESSO/INSUFFICIENTE AVVERTIMENTO

C / :

ONSEGUENZE IN CASO DI OMESSO INSUFFICIENTE AVVERTIMENTO

 I

Lett. a) – b) delle dichiarazioni rese dalla persona interrogata;

NUTILIZZABILITÀ

si ritiene preferibile una inutilizzabilità solo in malam partem;

 I

Lett. c) vs. gli altri delle dichiarazioni rese dalla persona interrogata su fatti

NUTILIZZABILITÀ

concernenti la loro resp. ed impossibilità di assumere l’ufficio di testimone su tali fatti.

(D) INTERROGATORIO NEL MERITO

Contestazione dell’addebito  sorta di imputazione preliminare

A.G. deve contestare all’indagato il fatto che gli è attribuito e rendere noti gli elementi di prova a carico

nonché le fonti di prova (a meno che ciò pregiudichi lo svolgimento delle indagini A.G. può non rendere

note le fonti solo se vi sono motivi fondati e concreti x ritenere che, a seguito dell’interrogatorio, l’indagato possa

).

inquinare le prove, mediante pressioni sulle fonti

La contestazione deve essere eseguita in forma chiara e precisa:

- chiarezza: A.G. deve esplicitare la rilevanza accusatoria dei dati acquisiti;

- precisione: A.G. deve esporre integralmente i dati acquisiti sino a quel momento.

 In caso di contestazione omessa/insufficiente/erronea si incide sull’intervento dell’indagato;

pertanto, l’interrogatorio è affetto da .

NULLITÀ INTERMEDIA

Interrogatorio in senso stretto

A.G. dà avvio al vero e proprio interrogatorio, invitando l’interrogato ad esporre quanto ritiene utile

per la sua difesa e ponendogli direttamente domande.

L’indagato può liberamente esercitare il proprio dir. di autodifesa, anche rifiutando di rispondere.

Dell’interrogatorio è data documentazione mediante verbale, in cui bis. fare menzione anche del fatto

che la persona si è rifiutata di rispondere.

CAPACITÀ (art. 70-71)

L’esercizio di tutti i diritti/facoltà riconosciute all’imputato presuppone la sua .

CAPACITÀ

= idoneità psichica dell’imputato a partecipare coscientemente al procedimento, ossia a comprendere il

significato degli atti compiuti a suo carico; è richiesta a garanzia dell’effettività del dir. di difesa.

A '

CCERTAMENTI SULLA CAPACITÀ DELL IMPUTATO

Quando vi è ragione di ritenere che, x infermità mentale sopravvenuta al fatto, l’imputato non è capace di

partecipare coscientemente al procedimento, il giudice può disporre perizia

nel frattempo il giudice assume:

- a richiesta del difensore, le prove che possono condurre al proscioglimento dell'imputato;

- a richiesta delle parti, ogni altra prova per cui vi sia pericolo nel ritardo.

in sede di indagini preliminari, la perizia è disposta dal giudice con le forme dell’incidente probatorio; nel

frattempo termine indagini preliminari rimane sospeso e P.M. può compiere solo gli atti che non richiedono

.

la partecipazione cosciente dell’indagato

S '

OSPENSIONE DEL PROCEDIMENTO PER INCAPACITÀ DELL IMPUTATO

Se, a seguito degli accertamenti, risulta che l'imputato non può partecipare coscientemente al

procedimento, il giudice deve pronuncia ordinanza di sospensione del procedimento

 con essa è nominato un curatore speciale a favore dell’imputato;

 la sospensione non impedisce al giudice di assumere prove (secondo la disciplina di cui sopra);

 ogni 6 mesi sono disposti ulteriori accertamenti peritali sullo stato di mente dell’imputato, nella

prospettiva di una revoca della sospensione e prosecuzione del giudizio;

 quando è stata/deve essere disposta la custodia cautelare, giudice ordina che la misura sia eseguita

nelle forme della custodia cautelare in luogo di cura (ricovero in struttura del servizio psichiatrico

ospedaliero);

La perizia non è disposta e l’ordinanza di sospensione non è pronunciata quando deve essere deve essere

pronunciata sent. di proscioglimento (per difetto di imputabilità al momento del fatto) o sent. di non luogo

a procedere. DIFENSORE

DIFESA TECNICA

DIRITTO DI DIFESA TECNICA

D è soggetto abilitato alla funzione di , incaricato di assistere e rappresentare

IFENSORE AVVOCATO

l’imputato. Il dir. di difesa tecnica è indisponibile ed irrinunciabile.

NOMINA DIFENSORE DI FIDUCIA (art. 96)

 L’imputato ha diritto di nominare non più di due .

DIFENSORI DI FIDUCIA

 gli ulteriori difensori possono intervenire solo in qualità di sostituti processuali;

 La nomina:

- deve essere effettuata dall’imputato; qualora egli sia in stato di fermo, arresto, custodia

cautelare,

può essere fatta da un prossimo congiunto;

- è atto a forma libera: è effettuata con dichiarazione resa all’autorità procedente, consegnata alla

stessa dal difensore o trasmessa con raccomandata.

DIFENSORE D’UFFICIO (art. 97)

 Se imputato non ha nominato un difensore di fiducia o ne è rimasto privo, autorità procedente

designa .

DIFENSORE DI UFFICIO

 scelto dagli elenchi predisposti dal Consiglio dell’ordine degli avvocati, in base a turno di

reperibilità.

 Ha l’obbligo di prestare il patrocinio e può essere sostituito solo x giustificato motivo.

 

Ha gli = poteri del difensore di fiducia; non può rifiutare/rinunciare all’incarico, salvo

ECCEZIONE

giustificato motivo.

 Anche dopo la nomina del difensore d’ufficio, imputato può nominare difensore di fiducia: in tal caso

il 1° cessa dalle sue funzioni.

 Quando è richiesta la presenza del difensore ed il difensore di fiducia/di ufficio non è stato reperito,

non è comparso, ha abbandonato la difesa, giudice designa come altro difensore

SOSTITUTO

immediatamente reperibile .

(cmq il titolare dell’ufficio di difesa rimane l’originario difensore)

imputato non può rifiutare la difesa tecnica.

GRATUITO PATROCINIO

Al fine di assicurare la difesa tecnica anche alle persone non abbienti, è istituito il gratuito patrocinio a

spese dello Stato pagamento delle spese posto a carico dello Stato.

POTERI/DOVERI DEL DIFENSORE

o Difensore ha potere di compiere, x conto del suo assistito, atti non riservati personalmente

all’imputato. Al difensore sono estesi gli = diritti/facoltà riconosciuti all’imputato.

MA imputato può togliere effetto all’atto del difensore prima che su di esso intervenga un

provv. giudiziale.

 titolarità della difesa rimane in capo all’imputato.

o Difensore ha dovere di partecipare agli atti per i quali è richiesta la sua presenza necessaria.

INCOMPATIBILITÀ

Difensore può assumere la difesa comune di più imputati, purché le ≠ posizioni non siano tra di loro

incompatibili (è una prerogativa del difensore). Nel caso si abbia una situazione di incompatibilità,

l’A.G. fissa un termine x rimuoverla. Se non viene rimossa a causa dell’inerzia delle parti, il giudice la

dichiara e provvede alla sostituzione.

unico caso in cui giudice può disporre la sostituzione del difensore di fiducia; se la dispone per altri motivi, si ha la nullità del

giudizio di merito.

NON ACCETTAZIONE, RINUNCIA, REVOCA

N difensore che non accetta incarico ne dà immediata comunicazione all’autorità

ON ACCETTAZIONE procedente e a chi lo ha nominato;

essa ha effetto dal momento in cui è comunicata all’autorità procedente.

R difensore che rinuncia all’incarico ne dà immediata comunicazione all’autorità

INUNCIA

procedente e a chi lo ha nominato;

essa ha effetto solo dal momento in cui la parte risulti assistita da nuovo difensore.

R = disciplina rinuncia.

EVOCA PARTE CIVILE

PERSONA OFFESA e PERSONA DANNEGGIATA DAL REATO

Il fatto di reato, da un lato, offende il bene giur. tutelato dalla norma incriminatrice, dall’altro lato, obbliga

l’autore al risarcimento del danno o alla restituzione.

 reato presenta duplice illiceità: penale e civile.

PERSONA OFFESA DAL REATO PERSONA DANNEGGIATA DAL REATO

Nozione Soggetto titolare del bene Soggetto titolare del diritto al risarcimento o alla

giuridico offeso. restituzione

Fase Affianca il P.M., al fine di La sua posizione non è disciplinata da legislatore.

procedimentale stimolarne e controllarne

l’attività.

Può partecipare a det. atti.

Fase processuale Può esclusivam. presentare Può fare valere il proprio diritto attraverso l’ ATTO DI

memorie difensive ed COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE

indicare elementi di prova.

Le due figure tendenzialmente coincidono.

Caso di divergenza: ucciso (persona offesa da reato) ed eredi (persone danneggiate da reato).

COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE (art. 74 e ss.)

ISTITUTO

Se tra persona offesa da reato e persona danneggiata da reato non vi è coincidenza, il DANNEGGIATO

può fare valere il proprio diritto attraverso l’ATTO DI COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE

 può essere esercitata solo a seguito dell’esercizio dell’azione penale;

consiste nell’esercizio dell’azione civile direttamente nella sede processuale penale (anziché nella

sua sede naturale civile);

 consiste nell’esercizio dell’azione risarcitoria o restitutoria.

LEGITTIMAZIONE

P / nei cfr. di e

ERSONA DANNEGGIATA DAL REATO SUOI SUCCESSORI UNIVERSALI IMPUTATO RESPONSABILE

.

CIVILE

La costituzione non è ammessa in processi a carico di minorenni.

CAPACITÀ PROCESSUALE

Le persone che non hanno il libero esercizio dei diritti possono costituirsi solo se rappresentate,

assistite autorizzate nelle forme prescritte per le azioni civili.

se manca la persona cui spetta rappresentanza/assistenza:

in caso di urgenza, può essere nominato un curatore speciale; in caso di assoluta urgenza

l’azione può essere esercitata dal P.M.

TERMINE DI COSTITUZIONE

Danneggiato si deve costituire entro l’udienza preliminare; successivamente, fino al compimento degli

atti introduttivi al dibattimento.

 termine stabilito a pena di .

DECADENZA

T se costituzione avviene dopo 7 gg precedenti alla data fissata x dibattimento, parte civile

UTTAVIA non può presentare lista dei testimoni, periti o consulenti tecnici.

OGGETTO

Tale azione ha ad oggetto l’obbligo civilistico al risarcimento del danno o alla restituzione.

Infatti ogni reato che ha cagionato danno patrimoniale/non patrimoniale obbliga al risarcimento

del danno il colpevole (e le persone che devono rispondere per il fatto di lui); ogni reato

obbliga alla restituzione.

a. Pretesa risarcitoria può avere ad oggetto sia il danno materiale (comprensivo del danno

emergente e del lucro cessante) sia il danno morale;

b. Pretesa restitutoria si riferisce all’oggetto specifico del reato:

l’obbligo restitutorio può essere adempiuto con la riconsegna del “maltolto” o con la restitutio in

integrum (ripristino della situazione originaria).

FORMALITÀ DI COSTITUZIONE

 A è una dichiarazione scritta che, a pena di , deve

TTO DI COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE INAMMISSIBILITÀ

contenere:

a) generalità persona fisica (denominazione associazione/ente) che si costituisce parte civile;

b) generalità dell'imputato nei cui cfr. è esercitata azione civile;

c) nome e cognome del difensore, con indicazione della procura ad litem;

d) esposizione delle ragioni che giustificano la domanda (causa petendi);

e) sottoscrizione del difensore.

 Atto deve essere depositato fuori udienza nella cancelleria del giudice procedente o presentato in

udienza;

 Se presentato fuori udienza, la parte civile deve notificarlo alle altre parti (imputato e P.M.)

produce effetto per ciascuna di esse dal giorno in cui è eseguita la notificazione.

La costituzione di parte civile produce i suoi effetti in ogni stato e grado del processo.

perciò, non deve essere rinnovata negli eventuali gradi successivi.

REVOCA DELLA COSTITUZIONE

Revoca espressa: con atto scritto depositato e notificato o con dichiarazione in udienza, in ogni stato e

grado del procedimento.

Revoca tacita: parte civile non presenta le conclusioni del dibattimento o propone l'azione davanti al

giudice civile.

ESCLUSIONE PARTE CIVILE

R :

ICHIESTA DI ESCLUSIONE

P.M., imputato e responsabile civile pox. presentare richiesta motivata di esclusione della

parte civile. L’esclusione nell’udienza preliminare non preclude una successiva costituzione (fino

.

al compimento degli atti introduttivi al dibattimento)

E ’ :

SCLUSIONE D UFFICIO

giudice dispone l'esclusione d’ufficio quando accerta che difettano requisiti x costituzione di

parte civile (ex: carenza di legittimazione, decorso del termine).

N.B. RAPPORTI TRA AZIONE CIVILE E AZIONE PENALE

1) Azione civile può essere trasferita in sede penale fino a quando in sede civile non sia stata

pronunciata sent. di merito.

 facoltà consentita x economia processuale e armonizzazione decisioni.

2) Se azione civile non è trasferita in sede penale (o è stata iniziata quando non è più ammessa la

costituzione in sede penale), azione civile prosegue in sede civile;

3) Se azione civile è proposta in sede civile dopo che è già stata proposta in sede penale o dopo la

pronuncia della sent. penale di 1° grado, processo civile rimane sospeso fino a quando la sent.

penale non diventi irrevocabile.

 efficacia vincolante della sent. penale x giudice civile.

ALTRI SOGGETTI

 RESPONSABILE CIVILE

= Soggetto che non ha partecipato al fatto di reato, ma è obbligato a risarcire il danno provocato

dall’imputato; colui che, ai sensi delle leggi civili, deve rispondere per il fatto dell’imputato

(ex: ).

PROPRIETARIO DEL VEICOLO PER IL DANNO PROVOCATO DAL CONDUCENTE

È una parte eventuale, in quanto la sua presenza non è indefettibile; è una parte accessoria, in quanto la

sua posizione giuridica è secondaria rispetto all’azione penale.

 Egli può partecipare al processo in due modi:

- a seguito di citazione richiesta della parte civile e disposta dal giudice con decreto (cui segue la

costituzione con apposita dichiarazione);

- con intervento volontario quando vi è stata costituzione di parte civile.

presupposto per la sua partecipazione è la precedente costituzione della parte civile.

 citazione perde efficacia se costituzione di parte civile è revocata o se è ordinata l’esclusione della

parte civile.

 Egli può essere estromesso dal processo a seguito di iniziativa delle altre parti o d’ufficio.

Non è prevista la revoca della costituzione del responsabile civile, poiché non può sottrarsi

discrezionalm. alla pretesa del danneggiato.

 PERSONA CIVILMENTE OBBLIGATA PER LA PENA PECUNIARIA

= Soggetto obbligato al pagamento della pena pecuniaria (multa, ammenda), in caso di insolvenza

dell’imputato condannato e sottoposto ad esecuzione.

Sono le persone rivestite di autorità/direzione/vigilanza sul colpevole, se si tratta di reato commesso con

violazione di disp. che esse dovevano far osservare.

Sono gli enti dotati di personalità giuridica, qualora sia pronunciata condanna vs. rappresentanti/

amministratori/dipendenti, se si tratta di reato commesso con violazione degli obblighi inerenti alla qualità

del colpevole o nell’interesse della persona giuridica.

È una parte eventuale, in quanto la sua responsabilità civile in sede penale viene attivata in via eventuale e

sussidiaria

Egli partecipa al processo a seguito di citazione richiesta dal P.M. o dall’imputato.

Si osservano in quanto applicabili le disp. relative al responsabile civile.

 ENTE RAPPRESENTATIVO DI INTERESSI LESI DAL REATO

= soggetto (ente, associazione) che si può qualificare come “persona offesa di creazione politica”;

: CONSOB .

EX PER PROCEDIMENTI PER INSIDER TRADING

Requisiti 1) ente collettivo deve essere riconosciuto in forza di legge, prima della commissione del reato;

2) deve avere come finalità la tutela dell’interesse del reato, e non scopo di lucro; 3) vi deve

essere il consenso della persona offesa.

È un soggetto del procedimento e non può diventare parte: si colloca come accusatore a fianco del P.M.,

senza poter esercitare né azione penale né azione civile di danno.

Esso può esercitare in ogni stato e grado del procedimento diritti e facoltà attribuiti alla persona offesa dal

reato (attraverso difensore) => a tali enti sono riconosciuti poteri molto simili a quelli della persona offesa.

ATTI

ATTO PROCESSUALE PENALE

- NOZIONE

Il libro II del c.p.p. disciplina in via generale tutti gli , sia gli atti compiuti nella

ATTI DEL PROCEDIMENTO

fase investigativa, sia gli atti compiuti nella fase processuale.

 “ ”

Dottr. Nozione di ATTO PROCESSUALE (manca def. normativa)

atto giuridico (fatto cui l’ordinam. giur. riconosce rilevanza), realizzato da una condotta

volontaristica all’interno del procedimento penale, finalizzato a produrre effetti all’interno

del processo penale.

- LINGUA

Gli atti del procedimento penale sono compiuti in lingua italiana.

Tuttavia, il cittadino appartenente ad una minoranza linguistica riconosciuta può richiedere che venga

utilizzata la propria madrelingua all’A.G. competente su un territorio dove è insediata tale minoranza.

- SOTTOSCRIZIONE e DATA

o Quando per un det. atto è richiesta la sottoscrizione, essa deve essere autografa e apposta in calce

all’atto .

(se la legge non dispone altrimenti)

 divieto di apporla con mezzi meccanici o segni ≠ dalla scrittura.

Se il soggetto chiamato a sottoscrivere è analfabeta, il p.u. cui è presentato l’atto, accertata l’identità

del soggetto, ne fa annotazione in calce all’atto.

o Quando per un det. atto è richiesta la data, bis. indicare la c.d. “data topica”: giorno/mese/anno e

luogo in cui l’atto è compiuto.

- SURROGAZIONE, RICOSTITUZIONE e RINNOVAZIONE ∀

Problema: distruzione, smarrimento, sottrazione di un atto per causa.

S se vi è una copia autentica, essa assume il valore dell’originale ed è posta nel luogo in

URROGAZIONE cui l’originale dovrebbe trovarsi.

R se non è possibile procedere alla surrogazione, il giudice accerta il contenuto dell’atto

ICOSTITUZIONE mancante e stabilisce se ed in quale tenore deve essere ricostituito (eventualmente

.

basandosi sulla minuta presente)

R se non è possibile procedere nemmeno alla ricostituzione, in via residuale il giudice

INNOVAZIONE dispone la rinnovazione dell’atto, se necessaria e possibile.

- DIVIETO DI PUBBLICAZIONE

Il legislatore ha previsto alcune hp di divieto di pubblicazione, al fine di recepire l’esigenza di

riservatezza dell’indagato e le esigenze investigative.

Si può ≠ tra:

i. A TTI NON PUBBLICABILI IN MODO ASSOLUTO

Atti coperti da segreto investigativo: divieto di pubblicazione (anche parziale o x riassunto) sia del

testo sia del contenuto.

ii. A TTI NON PUBBLICABILI IN MODO RELATIVO

Atti non più coperti da segreto: divieto di pubblicazione è solo relativo al testo e non anche al

contenuto. 

Se il processo non giunge al dibattimento atti diventano totalmente pubblicabili all’esito delle

indagini/udienza preliminare; 

Se il processo giunge al dibattimento atti del fascicolo per il dibattimento diventano totalmente

pubblicabili dopo la pronuncia della sent. di 1° grado;

atti del fascicolo del P.M. diventano totalmente pubblicabili dopo la pronuncia della sent. di 2°

grado.

- COPIE DI ATTI, ESTRATTI, CERTIFICATI (art. 116)

∀ vi abbia interesse può ottenere il rilascio a proprie spese di copie, estratti o certificati di singoli atti.

Durante il procedimento: sull’istanza provvede P.M. o giudice procedente;

Dopo la definizione del procedimento: sull’istanza provvede Presidente del collegio o giudice che ha

emesso sentenza o provv. di archiviazione.

* Quando difensore deposita atti/documenti, ha diritto al rilascio dell’attestazione di avvenuto deposito

(c.d. “depositato”).

- DOCUMENTAZIONE DEGLI ATTI

Alla documentazione degli atti si procede mediante verbale. La sua funzione è stata circoscritta: in

passato faceva fede fino a querela di falso; mentre ora serve solo a rappresentare e conservare l’atto

all’interno del procedimento.

giudice può liberamente valutare l’attendibilità e l’esattezza di quanto in esso attestato.

o può essere redatto in forma integrale, con descrizione completa dell’intero atto processuale; o in

forma riassuntiva, con descrizione parziale dell’attività oggetto di documentazione.

o quanto alle tecniche di verbalizzazione: è prescritto l’impiego della stenotipia, altro strumento

meccanico, scrittura manuale (se gli strumenti meccanici non sono disponibili), riproduzione

fonografica (se verbale è redatto in forma riassuntiva).

o è redatto dall'ausiliario che assiste il giudice;

una volta letto, deve essere sottoscritto (con firma alla fine di ogni foglio) da parte del p.u. che l’ha

redatto, giudice, soggetti intervenuti.

o due cause di del verbale: incertezza assoluta sui soggetti intervenuti, mancanza della

NULLITÀ RELATIVA

sottoscrizione del p.u. che l’ha redatto.

TESTIMONIANZA “IMPROPRIA”, MEMORIE, PROCURA

- TESTIMONIANZA “IMPROPRIA”

La testimonianza “impropria” è la testimonianza ad atti del procedimento:

non ha finalità probatoria, ma consiste nel fatto che un soggetto interviene al procedimento di

formazione di un atto x testimoniare sulla regolarità dell’attività realizzata.

È prescritto il divieto di testimoniare per alcuni soggetti (ex: minori di 14 anni, infermi di mente, persone

soggette a misure di sicurezza detentive).

- MEMORIE e RICHIESTE DELLE PARTI (art. 121)

In ogni stato e grado del procedimento le parti possono presentare al giudice memorie o richieste

scritte (mediante deposito in cancelleria).

Memorie = sono volte ad esplicitare opinioni/ragioni della parte (indagato/imputato, p.o.).

 non esigono un’apposita pronuncia del giudice.

Richieste = sono volte a promuovere un’iniziativa o l’adozione di un det. provvedimento.

 esigono un’apposita pronuncia del giudice entro 15 gg dalla presentazione della richiesta.

l’inosservanza di tale termine non ha effetti sul piano processuale.

- PROCURA SPECIALE (art. 122)

Caso in cui la legge prevede che un det. atto sia realizzato attraverso procuratore speciale.

La procura speciale deve essere rilasciata (a pena di inammissibilità) x atto pubblico/scrittura privata

autenticata; deve contenere, oltre alle indicazioni specificamente richieste dalla legge, la

determinazione dell’oggetto per cui è stata conferita e dei fatti cui si riferisce.

Se la procura è rilasciata per scrittura privata al difensore, la sottoscrizione può essere autenticata dal

difensore stesso. PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE (art. 125)

La legge stabilisce i casi nei quali il assume la forma della ,

PROVVEDIMENTO DEL GIUDICE SENTENZA ORDINANZA

o : c.d. “principio di tipizzazione delle forme”.

DECRETO 

S deve essere emessa nel nome del popolo e deve essere motivata a pena di nullità (l’obbligo

ENTENZA motivazionale trova copertura costituzionale ex art. 111 Cost.); è provvedimento

definitorio, avente carattere di decisorietà, e, quindi, idoneità ad acquisire autorità di cosa

giudicata; può essere di natura procedurale o di merito .

O deve essere motivata a pena di nullità; è provvedimento non definitorio, avente carattere di

RDINANZA parziale decisorietà, in quanto risolve questioni incidentali, definisce taluni segmenti

processuali (ex: ordinanza di ammissione dei mezzi istruttori, ordinanza di applicazione

misura cautelare); di solito è revocabile.

D provv. di natura tendenzialmente amministrativa, nella disponibilità sia del giudice sia del

ECRETO P.M.; non vi è l’obbligo di motivazione (deve essere motivato a pena di nullità solo se

espressam. prescritto da legge); è provvedimento non definitorio, avente carattere

prevalentemente ordinatorio ed è finalizzato alla progressione dinamica del procedimento.

Il provv. giudiziale è adottato dal giudice in camera di consiglio, con deliberazione segreta (senza

l’assistenza dell’ausiliario e la presenza delle parti).

Nel caso di provv. giudiziale collegiale, il componente che non ha espresso voto conforme alla decisione

può chiedere che sia verbalizzato il suo dissenso.

N.B. Tutti gli altri provvedimenti sono adottati senza l'osservanza di particolari formalità (anche oralmente).

PROCEDIMENTO IN CAMERA DI CONSIGLIO (art. 127)

Particolare tipologia di procedimento, che si svolge in modo più semplificato rispetto al dibattimento.

Le caratteristiche peculiari di questo modello sono l’assenza di pubblicità e la partecipazione solo

eventuale delle parti.

 Giudice fissa la data dell'udienza e ne fa dare avviso a parti/altre persone interessate/difensori.

AVVISO L'avviso è notificato o comunicato almeno 10 gg prima dell’udienza camerale.

 Parti possono presentare memorie in cancelleria fino a 5 gg prima dell'udienza camerale:

MEMORIE forme di contraddittorio cartolare.

 P.M./altri destinatari dell'avviso/difensori sono sentiti se compaiono.

AUDIZIONE  L'udienza è rinviata se sussiste legittimo impedimento di imputato (condannato

LEGITTIMO IMPEDIMENTO che ha chiesto di essere sentito personalmente).

* Le disposizioni su avviso, audizione, legittimo impedimento sono previste a pena di .

NULLITÀ

 Giudice provvede con ordinanza notificata o comunicata senza ritardo ai soggetti destinatari

ORDINANZA dell’avviso (essi possono proporre ricorso per Cassazione, il quale non sospende

l'esecuzione dell'ordinanza).

* L’inammissibilità dell'atto introduttivo del procedimento è dichiarata con ordinanza, anche senza

.

formalità di rito

 verbale di udienza è redatto soltanto in forma riassuntiva.

VERBALE

In realtà, esistono vari modelli di procedimento camerale. Procedimenti in cui contraddittorio è:

o meramente eventuale (ex: procedimento sul conflitto di giurisdizione);

o necessario (ex: incidente probatorio e udienza preliminare);

o solo cartolare (ex: procedimento x proroga dei termini di durata delle indagini preliminari);

o del tutto inesistente (c.d. “procedimento camerale de plano”; ex: procedimento di esecuzione).

IMMEDIATA DECLARATORIA DI DET. CAUSE DI NON PUNIBILITÀ (art. 129)

In ogni stato e grado del processo, il giudice, se riconosce che fatto non sussiste/imputato non lo ha

commesso/fatto non costituisce reato/fatto non è previsto dalla legge come reato/reato è estinto/manca

una condizione procedibilità, ha l’obbligo di dichiararlo con sentenza.

La pronuncia della avviene d'ufficio (il giudice si pronuncia de

SENTENZA DI NON LUOGO A PROCEDERE

plano).

Si garantisce all’imputato una rapida fuoriuscita dal processo, con un provvedimento liberatorio adottato in

via anticipata (x finalità di economia processuale).

Tale provvedimento è escluso nella fase procedimentale: qui la declaratoria di det. cause di non punibilità

avviene solo con il provvedimento di archiviazione.

CORREZIONE DELL’ERRORE MATERIALE

Se provv. giudiziale è inficiato da errore/omissione materiale che non determina nullità e la cui

eliminazione non comporta modificazione essenziale dell’atto, il giudice che ha emesso il provvedimento

può disporre la correzione.

 lo stesso giudice che ha errato può dare avvio ad un meccanismo di autocorrezione.

- presupposto provv. viziato deve aver già assunto valenza esterna; se provv. non è ancora uscito dalla

sfera dell’autore è effettuata la correzione in itinere;

- ratio evitare un antieconomico mezzo di impugnazione;

- specifiche hp di correzione erronea indicazione delle generalità; motivazione insufficiente; mancata

pronuncia sulle spese del procedimento.

POTERI COERCITIVI DEL GIUDICE ed ACCOMPAGNAMENTO COATTIVO

 POTERI COERCITIVI DEL GIUDICE

Il giudice, nell’esercizio delle sue funzioni, può chiedere l'intervento della polizia giudiziaria e della forza

pubblica (se necessario) prescrive tutto ciò che è necessario x il sicuro ed ordinato compimento degli

atti ai quali procede.

 ACCOMPAGNAMENTO COATTIVO

Dell’imputato:

Il giudice lo dispone con decreto motivato nei casi previsti dalla legge: egli ordina di condurre l'imputato

alla sua presenza, se occorre anche con la forza.

è cmq previsto un termine di restrizione della libertà personale dell’imputato sottoposto ad

accompagnamento coattivo:

 non può essere tenuto a disposizione oltre il compimento dell'atto previsto e di quelli

conseguenziali per cui perduri la necessità della sua presenza;

 in ogni caso, non può essere trattenuto oltre le 24 h.

Di altre persone

Il giudice può disporre l’accompagnamento coattivo anche di altre persone, se queste, regolarmente

citate/convocate, omettono di comparire senza legittimo impedimento (ex: testimone, perito,

consulente tecnico). Inoltre, li può condannare al pagamento di una sanzione pecuniaria e delle spese

derivanti dalla mancata comparizione. NOTIFICAZIONI

Gli atti del procedimento devono essere portati a conoscenza dei soggetti chiamati ad agire.

NOTIFICAZIONE = Attività volta ad assicurare la conoscenza degli atti. Quando la notificazione è effettuata

nel rispetto delle modalità previste dalla legge, l’atto notificato si presume conosciuto.

L’ufficiale giudiziario deve anche redigere la = documento che

RELAZIONE DI NOTIFICA

descrive l’attività svolta ( In caso di discrepanza tra la relazione di notifica e la copia notificata

).

prevalgono attestazioni contenute nella copia notificata

SOGGETTI INCARICATI

- 

A P.M. e (la 2^ solo con rif. agli atti che essa stessa

UFFICIALE GIUDIZIARIO POLIZIA GIUDIZIARIA

TTI DEL deve compiere o eseguire);

- 

A e (la 2^ nel caso di notificazione a

UFFICIALE GIUDIZIARIO POLIZIA PENITENZIARIA

TTI DEL GIUDICE detenuti).

FORMA

Di regola, l’atto è notificato per intero mediante consegna di copia dell’atto in mani proprie del

destinatario. Tuttavia, in casi di urgenza, è possibile utilizzare mezzi tecnici idonei più rapidi

(telefono/telefax/telegrafo/e-mail). La lettura del provvedimento alle persone presenti da parte del

giudice sostituisce la notificazione (purché ne sia fatta menzione nel verbale).

È possibile anche la notificazione a mezzo posta.

NOTIFICAZIONE ALL’IMPUTATO

È ammissibile solo la forma di notificazione mediante consegna di copia dell’atto in mani proprie

dell’imputato:

Imputato detenuto

  È eseguita nel luogo di detenzione mediante consegna di copia dell’atto in

mani proprie dell’imputato.

Se legittimamente assente dall’istituto, la copia va consegnata al direttore

dell’istituto (che informerà immediatamente l’imputato).

Imputato non detenuto

  1^ notificazione è eseguita mediante consegna di copia dell’atto in

(art. 157) mani proprie dell’imputato nella casa di abitazione o nel luogo di

lavoro, ovvero, in subordine, nella temporanea dimora.

In mancanza dell’imputato, la copia va consegnata a persona

convivente o al portiere.

o criterio del doppio accesso: in mancanza di tali persone, si deve

procedere ad un secondo accesso ai luoghi indicati;

o in caso negativo: l’atto è depositato nella casa del comune,

avviso del deposito è affisso alla porta della casa di abitazione/

luogo di lavoro, e all’imputato è data comunicazione

dell’avvenuto deposito a mezzo lettera raccomandata A/R.

Notificazioni successive sono eseguite mediante consegna al difensore

di fiducia (x rendere più agevole la procedura). Questi ha possibilità di

non accettare la notificazione.

 DOMICILIO DICHIARATO O ELETTO PER LE NOTIFICAZIONI (art. 161)

 Il giudice, il P.M., la p.g., nel 1° atto compiuto con l’intervento dell’indagato/imputato (non

detenuto) lo invita a dichiarare la casa di abitazione/luogo di lavoro (“ ”) oppure

DOMICILIO DICHIARATO

ad eleggere domicilio (“ ”) in cui dovranno essere eseguite le notificazioni.

DOMICILIO ELETTO ∀

Al contempo, lo avverte che ha l’obbligo di comunicare mutamento del domicilio dichiarato o

eletto. In mancanza, le notificazioni verranno eseguite mediante consegna al difensore.

 imputato è chiamato a collaborare alla corretta costituzione e prosecuzione del processo.

 Fuori dal caso considerato, invito è formulato con informazione di garanzia o con 1° atto notificato

per disposizione dell’autorità giudiziaria.

 

IMPUTATO IRREPERIBILE, LATITANTE, EVASO, ALL’ESTERO IMPOSSIBILITÀ DI NOTIFICAZIONE DIRETTA

Imputato irreperibile  Disciplina particolare al fine di non violare il diritto di difesa.

Se non è possibile eseguire la notificazione ex art. 157, sono disposte nuove

ricerche in vari luoghi (ex: luogo di nascita, ultima residenza anagrafica/

dimora). In caso negativo, l’A.G. emette decreto di irreperibilità

 ordina di effettuare la notificazione al difensore.

Tale decreto ha efficacia temporanea e, prima di essere rinnovato, devono

essere disposte nuove ricerche.

Imputato latitante/evaso  Viene effettuata notificazione al difensore.

Imputato residente all’estero  Nell’informativa sul procedimento in corso a suo carico è contenuto

anche l’invito a dichiarare od eleggere domicilio in Italia; in

mancanza, viene effettuata notificazione al difensore.

NULLITÀ DELLA NOTIFICAZIONE (art. 171)

Casi EX: atto notificato in modo incompleto; incertezza assoluta sull’autorità o sul destinatario; nella

relazione di notifica manca la sottoscrizione di chi l’ha eseguita; violazione delle disp. circa

la persona che deve ricevere la copia; omissione avvertimento ex art. 161, con notificazione

al difensore.

 S

MA ANABILITÀ DEL VIZIO DI NULLITÀ DELLA NOTIFICAZIONE

Tutti i vizi di nullità di cui all’art. 171 sono sanati, se la parte interessata ha rinunciato ad

eccepirli, ha accettato conseguenze dell’atto, o si è avvalsa delle facoltà derivanti dall’atto.

 è cmq consentita l’effettiva conoscenza dell’atto.

 la notificazione all’imputato affetta da vizio di nullità grave equivale ad omessa

ECCEZIONE citazione: perciò non è sanabile.

PATOLOGIE DEGLI ATTI PROCESSUALI

La violazione della normativa in mat. di atti comporta alcune conseguenze negative, tra le quali la + grave è

la nullità. Altre conseguenze sono l’irregolarità, la decadenza, l’inammissibilità e l’inutilizzabilità.

– INESISTENZA –

Non sussistono i presupposti minimi x qualificare l’atto compiuto come atto processuale.

EX: .

SENTENZA EMESSA DA UN SOGGETTO NON GIUDICE

L’inesistenza non può essere catalogata come un’ipotesi di invalidità: quest’ultima presuppone che l’atto

compiuto abbia pur sempre i requisiti minimi dell’atto processuale.

L’inesistenza è insanabile. – IRREGOLARITÀ –

Atto è difforme dall’astratta previsione normativa, ma tale difformità non è prevista dalla

legge quale causa di nullità.

EX: .

PROCEDIMENTO DI CORREZIONE DEGLI ERRORI MATERIALI

In tema di nullità degli atti processuali vige il principio di tassatività: l’inosservanza delle disposizioni di rito

è causa di nullità solo nei casi espressamente previsti dalla legge.

La mera irregolarità è un vizio formale dell’atto non sanzionato dalla legge con la nullità. Quando si

verifica, giudice deve provvedere tempestivamente alla sua eliminazione.

– DECADENZA, INAMMISSIBILITÀ, PRECLUSIONE –

Perdita del diritto o facoltà di compiere l’atto del procedimento, una volta trascorso un

DECADENZA termine perentorio stabilito dalla legge

EX: TERMINE PER PROPORRE ATTO DI IMPUGNAZIONE

La decadenza consiste in una vicenda estintiva del potere di compiere un det. atto processuale.

T (prescritto a pena di decadenza) ≠ da (prescritto per

ERMINE PERENTORIO TERMINE ORDINATORIO

regolare il processo, ma la sua violazione non comporta alcuna sanzione) e ≠ da TERMINE DILATORIO

(durante la sua pendenza non può essere compiuta una det. attività processuale).

I termini stabiliti a pena di decadenza non possono essere prorogati.

Tuttavia, è possibile la reviviscenza del potere estintosi per decadenza tramite l’istituto della

:

RESTITUZIONE NEL TERMINE

P.M., parti private, difensori sono restituiti nel termine, se provano che il decorso del termine

perentorio è stato causato da caso fortuito o forza maggiore.

La richiesta di restituzione nel termine deve essere avanzata entro 10 gg dal momento della

cessazione della situazione di caso fortuito o forza maggiore. La restituzione non può essere

∀ ∀

concessa più di una volta per parte in grado del procedimento.

A seguito della restituzione, è possibile la rinnovazione degli atti cui la parte aveva dir. di assistere.

EX: .

RESTITUZIONE NEL TERMINE PER IMPUGNARE LA SENTENZA

Atto è ugualmente compiuto dal soggetto che ha perso il diritto o la facoltà di

INAMMISSIBILITÀ compierlo per decadenza.

EX: ATTO DI IMPUGNAZIONE DOPO LA DECADENZA

Comportamento tenuto da una parte non consente di tenere un altro comportamento.

PRECLUSIONE EX: ’

ESERCIZIO DELL AZIONE CIVILE IN SEDE CIVILE IMPLICA REVOCA DELLA COSTITUZIONE DI PARTE

.

CIVILE IN SEDE PENALE PER PRECLUSIONE

– INUTILIZZABILITÀ (art. 191) –

Atto acquisito in violazione dei divieti stabiliti dalla legge è inidoneo ad essere utilizzato

ai fini probatori.

L’inutilizzabilità è una patologia caratteristica unicamente delle prove.

INUTILIZZABILITÀ vizio formale nel procedimento di formazione della prova, vizio tale da non porre

il procedimento completamente al di fuori del parametro normativo di rif.

atto inutilizzabile non può essere mai utilizzato probatoriamente.

NULLITÀ La prova è vietata per la sua intrinseca illegittimità oggettiva.

atto nullo, se sanato, può essere utilizzato probatoriamente.

Atto è inutilizzabile in fase del procedimento e del processo ed è rilevabile

I NUTILIZZABILITÀ anche d’ufficio.

ASSOLUTA EX: . .

DICHIARAZIONE RESA DA INFORMATORE DELLA P G

( )

PATOLOGICA Atto è inutilizzabile nel dibattimento, ma è utilizzabile durante il procedimento,

I NUTILIZZABILITÀ l’udienza preliminare, in taluni riti speciali (abbreviato, patteggiamento, decreto

RELATIVA penale di condanna).

( )

FISIOLOGICA EX: .

ATTI DELLE INDAGINI PRELIMINARI

– NULLITÀ (artt. 177-186) –

Atto è difforme dall’astratta previsione normativa (schema legale), e tale difformità è

prevista dalla legge quale causa di nullità (è il vizio più grave).

La disciplina mira a bilanciare le esigenze di speditezza/celerità procedimento con la tutela degli interessi

sottesi all’atto difforme. Tale tutela è garantita con:

- principio di tassatività/tipicità: l’inosservanza delle disposizioni di rito è causa di nullità solo nei casi

espressamente previsti dalla legge;

- ;

gradazione delle nullità in base alla loro gravità: si ≠ tra NULLITÀ ASSOLUTA ;

NULLITÀ A REGIME INTERMEDIO

.

NULLITÀ RELATIVA

NULLITÀ D’ORDINE GENERALE: ASSOLUTE e A REGIME INTERMEDIO (art. 178)

N ’

Le sono det. dalla violazione delle norme procedurali riguardanti:

ULLITÀ D ORDINE GENERALE

a) Condizioni di capacità del giudice ed il n° dei giudici (necessario x costituire il collegio);

b) Iniziativa del P.M. nell’esercizio dell’azione penale e sua partecipazione al procedimento;

c) Intervento, assistenza e rappresentanza dell’imputato/altre parti private (nonché citazione in giudizio

della persona offesa e del querelante).

N (art. 179): nullità concernenti condizioni di capacità del giudice e n° dei giudici, quelle

ULLITÀ ASSOLUTE relative all’iniziativa del P.M. nell’esercizio dell’azione penale, quelle

derivanti dall’omessa citazione dell’imputato o dall’assenza del suo

difensore nei casi in cui ne è obbligatoria la presenza.

 ∀

sono rilevabili d’ufficio o deducibili da parte in ogni stato e grado del

procedimento;

 sono insanabili .

(salvo il passaggio in giudicato del provv. conclusivo)

N (art. 180): in via residuale, sono tutte le altre hp di nullità di cui all’art. 178

ULLITÀ A REGIME INTERMEDIO non rientranti tra le cause di nullità assoluta di cui all’art. 179

(nullità relative alla partecipazione del P.M. al procedimento,

nullità relative a intervento, assistenza e rappresentanza

dell’imputato).

 sono rilevabili d’ufficio o deducibili dalla parte;

 sono rilevabili o deducibili, a pena di decadenza:

entro la deliberazione della sentenza di 1° grado, se si sono

verificate prima del giudizio;

entro la deliberazione della sentenza del grado successivo,

se si sono verificate nel giudizio;

 sono sanabili.

NULLITÀ RELATIVE (art. 181)

N

Le sono le nullità più lievi, diverse da quelle di ordine generale (al confine con le mere

ULLITÀ RELATIVE

irregolarità). Si tratta sempre di nullità di ordine speciale.

 non sono rilevabili d’ufficio; possono essere dichiarate solo su eccezione di parte;

 sono deducibili, a pena di decadenza:

o entro la pronuncia del provv. conclusivo dell’udienza preliminare (sent. di non luogo a procedere o

decreto che dispone il giudizio) x le nullità concernenti gli atti delle indagini preliminari e dell'udienza

preliminare;

o entro la scadenza termine di proposizione delle questioni preliminari x le nullità concernenti il

decreto che dispone il giudizio e gli atti preliminari al dibattimento;

o con l'impugnazione della relativa sentenza x le nullità concernenti il giudizio.

 sono sanabili.

 DEDUCIBILITÀ

Per quanto riguarda le non vi sono limiti di tempo e legittimazione.

NULLITÀ ASSOLUTE

Per quanto riguarda le e le :

NULLITÀ A REGIME INTERMEDIO NULLITÀ RELATIVE

- quando la parte assiste all’atto, la nullità deve essere eccepita prima del suo compimento

(se ciò non è possibile immediatamente dopo);

- non può essere eccepita da chi vi ha dato causa/concorso a darvi causa e da chi non ha interesse

all'osservanza della disposizione violata;

 SANATORIA

Le sono insanabili.

NULLITÀ ASSOLUTE

Le e le sono sanate se:

NULLITÀ A REGIME INTERMEDIO NULLITÀ RELATIVE

- la parte interessata ha rinunciato espressam. ad eccepirle ovvero ha accettato gli effetti dell'atto;

- la parte interessata si è avvalsa della facoltà al cui esercizio l'atto nullo è preordinato.

La nullità di una citazione o della relativa notificazione è sanata se la parte interessata è comparsa o ha rinunciato a

.

comparire

 EFFETTI DELLA DECLARATORIA DI NULLITÀ

La nullità di un atto rende invalidi gli atti consecutivi che dipendono da quello dichiarato nullo

(relazione di dipendenza causale, logica e giuridica)

EX: nullità della citazione dell’imputato per l’udienza preliminare cagiona nullità e travolge i successivi atti del

dibattimento.

La declaratoria di nullità comporta:

la dell’atto, se possibile e necessaria;

RINNOVAZIONE

diversamente, si ha la del procedimento allo stato e grado in cui è stato compiuto

REGRESSIONE

l’atto nullo.

 non si ha la regressione nel caso di nullità concernente le prove.

ECCEZIONE – ABNORMITÀ –

Atto che risulta avulso dall’intero ordinamento processuale a causa della singolarità e

stranezza del suo contenuto.

Atto che, pur essendo manifestazione di un legittimo potere, si esplica al di fuori dei

casi consentiti e delle ipotesi previste, al di là di ogni ragionevole limite.

EX: GIP .

SENTENZA DI INCOMPETENZA EMESSA DAL INNANZI AD UNA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE

Vizio non espressamente codificato, di elaborazione dottrinal-giurisprudenziale.

DIRITTO DELLE PROVE

TERMINOLOGIA

La disciplina in mat. di prova è collocata in più comparti del c.p.p.:

Parte I, Libro III: regole generali circa la funzione probatoria;

Parte II, Libri vari: regole specifiche per l’esercizio della funzione probatoria in una singola fase del

procedimento.

- MEZZI DI PROVA e MEZZI DI RICERCA DELLA PROVA

“M ” = Istituti finalizzati ad introdurre nel processo i dati di ricostruzione del fatto storico.

EZZI DI PROVA

“M ” = Mezzi probatori la cui operatività si basa sulla “sorpresa”

EZZI DI RICERCA DELLA PROVA (categoria solo tendenziale).

La sede principale del loro impiego pratico è la fase delle

indagini preliminari.

EX: , , .

ISPEZIONE PERQUISIZIONE SEQUESTRO

Le disposizioni che disciplinano i mezzi di prova e i mezzi di ricerca della prova costituiscono il c.d.

“catalogo legale”.

- MEZZI DI PROVA e MEZZI DI RICERCA DELLA PROVA

La costituisce un ragionamento che da un fatto noto ricava l’esistenza di un fatto storico avvenuto

PROVA

in passato, delle cui modalità di svolgimento occorre convincere il giudice.

“Prova” è un vocabolo non univoco. Dal p.d.v. giuridico è necessario ≠ 4 significati:

“F ” = persone, cose o documenti idonei a fornire un elemento di prova; fonti da cui

ONTE DI PROVA possono essere tratte le informazioni utili x ricostruire un fatto del passato;

preesistono al giudizio; p.g. e P.M. hanno il compito di assicurarle.

“M ” = strumento con cui si acquisisce al processo un elemento necessario x la decisione

EZZO DI PROVA EX: la testimonianza è mezzo di prova, il teste è fonte soggettiva di prova.

“E ” = informazione (intesa come dato grezzo) che si ricava dalla fonte di prova, non

LEMENTO DI PROVA ancora valutata dal giudice.

“R ” = è quanto ricavato dopo che il giudice ha valutato la credibilità della fonte

ISULTATO PROBATORIO e l’attendibilità dell’elemento probatorio ottenuto.

PRINCIPIO DI LEGALITÀ PROBATORIA e PROVA ATIPICA

- PRINCIPIO DI LEGALITÀ PROBATORIA

In base al , la funzione probatoria deve essere esercitata secondo le

PRINCIPIO DI LEGALITÀ PROBATORIA

regole previste in mat. di diritto delle prove. Pertanto, è stabilito il divieto di utilizzare i mezzi di prova

non previsti dal “catalogo legale”.

 principio di tassatività del catalogo legale.

- AMMISSIBILITÀ ed ASSUNZIONE PROVA ATIPICA

Nonostante tale principio, talora è possibile fare ricorso a .

MEZZI PROBATORI ATIPICI

Il fenomeno dell’atipicità probatoria va definito in tre aspetti:

>>> FONDAMENTO NORMATIVO

Manca una norma generale di apertura. Pertanto, bis. rifarsi all’art. 189:

tale norma, facendo rif. alla non disciplinata dalla legge», lascia intendere che la prova atipica è

«prova

in astratto ammissibile; tuttavia, non è un’ammissibilità illimitata, in quanto devono essere osservate

tutte le norme inderogabili del catalogo legale (quelle prescritte a pena di invalidità).

>>> REQUISITI

La prova atipica è in concreto ammissibile solo se rispetta due requisiti:

deve risultare idonea ad assicurare l'accertamento del fatto; non deve pregiudicare la libertà morale

della persona

.

>>> MODI DI ASSUNZIONE

Le parti devono preventivam. conoscere a quali modalità di assunzione si deve attenere l’operazione

probatoria atipica. In caso di mancata predeterminazione, spetta al giudice stabilire tali regole, nel

contraddittorio delle parti.

T IPI DI PROVA ATIPICA

- “ ”: mezzo probatorio richiesto è interamente non previsto nel catalogo legale;

PROVA ATIPICA INNOMINATA

- “ ”: nel mezzo probatorio richiesto una componente tipica della sua struttura è

PROVA ATIPICA ANOMALA

sostituita con una componente tipica di un altro mezzo probatorio (ex: richiesta di assumere

l’elemento tipico della ricognizione con la testimonianza) non è ammissibile (viola la tassatività del

;

catalogo legale)

- nel mezzo probatorio richiesto una componente tipica della sua struttura è sostituita con una

componente atipica. PROVA e GIUSTO PROCESSO

L’art. 111 Cost. disciplina la struttura necessaria minima che il processo deve avere (c.d. “giusto processo”).

I fattori del giusto processo rilevanti in mat. di funzione probatoria:

 Principio di legalità, ;

con limitazioni all’ammissibilità della prova atipica

 Tale funzione deve essere esercitata davanti ad un giudice terzo e imparziale:

- terzietà: giudice non è titolare di poteri di iniziativa probatoria (salve eccezioni);

- Imparzialità: giudice deve essere collocato in un ordinamento giudiziario che non lo renda

organo parziale. OGGETTO DELLA PROVA

- THEMA PROBANS

L’ambito di esercizio della funzione probatoria è definito da due concetti:

T : enunciazione storica dell’imputazione, formulata con l’atto di esercizio dell’azione

HEMA PROBANDUM penale.

T : enunciazione del fatto, posta alla base della richiesta di un mezzo probatorio (ogni

HEMA PROBANS fatto rilevante x la decisione).

L’oggetto della singola prova è il , il quale può consistere in:

THEMA PROBANS

 Fatti che si riferiscono all’imputazione, punibilità, determinazione della pena

« »:

fatti costitutivi/modificativi/impeditivi/estintivi di un fatto di reato oppure “fatti semplici” (fatti

rilevanti perché da essi si può inferire l’affermazione o negazione un fatto giuridico, come l’alibi;

fatti rilevanti per il giudizio di attendibilità del risultato di un altro mezzo probatorio, come i

riscontri).

 Fatti dai quali dipende l’applicazione di una norma processuale

« »

 Fatti inerenti alla responsabilità civile derivante dal reato nel caso di promovimento dell’azione

« »,

civile in sede penale.

- LIMITI DI PROVA STABILITI DALLE LEGGI CIVILI

Nell’uso dei mezzi probatori in sede penale non si osservano i limiti di prova stabiliti dalle leggi civili

E limiti civilistici riguardanti lo stato di famiglia e di cittadinanza.

CCEZIONI tali materie sono tanto importanti per la persona da necessitare uniformità di

accertamenti nelle diverse sedi giurisdizionali.

CLASSI PROBATORIE

Prova che si è formata prima del processo; la parte deve semplicemente esibirla

P

ROVA (si tratta spt. della ).

PROVA DOCUMENTALE

PRECOSTITUITA EX: .

ATTO PUBBLICO

Prova che viene formata nel corso del processo, mediante l’attività di assunzione del

P

ROVA mezzo probatorio.

COSTITUENDA EX: .

TESTIMONIANZA

P Ragionamento che dal fatto noto ricava l’esistenza del fatto da

PER RAPPRESENTAZIONE

ROVA provare.

RAPPRESENTATIVA Giudice deve accertare il grado di:

affidabilità della fonte => quanto il dichiarante è sincero;

attendibilità della rappresentazione => quanto la rappresentazione effettuata dalla

fonte è idonea a descrivere il fatto storico.

Tale accertamento, di solito, è operato con l’ .

ESAME INCROCIATO

Ragionamento che da un fatto provato (fatto secondario, c.d. “circostanza

P

ROVA indiziante”) ricava l’esistenza di un ulteriore fatto da provare (può

PER INFERENZA

INDIZIARIA essere fatto principale di reato o altro fatto secondario).

(P )

ROVA CRITICA Il ragionamento inferenziale viene attuato sulla base di o

LEGGI SCIENTIFICHE MASSIME

’ . La seconda = regola di comportamento che esprime quello che avviene

D ESPERIENZA

nella maggior parte dei casi simili al fatto provato.

La prova a carico è richiesta per confermare la fondatezza dell’accusa.

P

ROVA A CARICO prova a discarico è richiesta per smentire la fondatezza dell’accusa.

P

ROVA A DISCARICO

Quando hanno ad oggetto lo = fatto, l’ammissione di una rende automaticamente necessaria l’ammissione dell’altra.

P ha ad oggetto fatti/circostanze articolate in senso contrario rispetto all’oggetto

ROVA CONTRARIA della prova principale, al fine di inficiarlo.

MA non deve essere necessariamente prova dello stesso genus di segno

contrario (ex: si può inficiare il contenuto di una consulenza tecnica anche

mediante una testimonianza);

non deve avere necessariamente contenuto speculare e dipendente da

quello della prova principale (non è una «controprova» di matrice

civilistica).

PROCEDIMENTO PROBATORIO

Esso si articola in un insieme di atti, che si succedono nella sequenza stabilita dalla legge e che sono legati

tra di loro da un rapporto di implicazione: il compimento di un atto è presupposto per il compimento

dell’atto successivo. Gli atti del procedimento probatorio si raggruppano in tre fasi:

I. A ;

MMISSIONE

II. A ;

SSUNZIONE

III. V .

ALUTAZIONE Ammissione (art. 189-190)

I.  Diritto alla prova

È l’attività con cui .

SI INTRODUCONO NEL PROCESSO I MEZZI PROBATORI

L’ammissione avviene su richiesta di parte, salvi i casi stabiliti dalla legge in cui al giudice è attribuito il

potere di ammetterli di ufficio alle parti è riconosciuto il “diritto alla prova”.

Il giudice, nel valutare la richiesta, non deve inoltrarsi in giudizi approfonditi sull’utilità ed il valore del

possibile risultato dell’operazione probatoria. Infatti, egli deve provvedere senza ritardo con ordinanza.

T UTTAVIA

Sono previsti due regimi:

 R (art. 190)

EGIME DI INCLUSIONE DEI MEZZI PROBATORI TIPICI

Devono essere ammessi tutti i mezzi probatori tipici richiesti dalle parti, salvo che

ne discendano connotazioni negative Giudice deve escludere:

Tali limiti di  prove vietate dalla legge;

ammissibilità  prove manifestamente superflue o irrilevanti.

sono previsti x ex: si richiede l’esame di + testimoni il cui n° non è giustificato dall’esigenza di

principio di dimostrare/negare in modo esaustivo il fatto imputato.

economia

processuale  R (art. 189)

EGIME DI ESCLUSIONE DEI MEZZI PROBATORI ATIPICI

In una prospettiva di limitazione, possono essere ammessi solo i mezzi probatori

atipici richiesti dalle parti che risultino idonei ad accertare il fatto e non

pregiudichino la libertà morale della persona (due presupposti di ammissione).

I provvedimenti sull'ammissione della prova possono essere revocati, sentite le parti in contraddittorio.

A . . “ ”

MMISSIONE DELLA C D NUOVA PROVA SCIENTIFICA

Nella prassi processuale è sempre più frequente l’uso di risorse tecnico-scientifiche. Tali mezzi probatori, esorbitando

dal sapere comune, necessitano dell’intervento di un esperto. Essi sono definiti “strumenti di prova”:

- “comune”: il suo uso è ampiamente verificato nel campo delle ricerche tecnico-scientifiche;

- “nuovo”: il suo uso non è ancora stato ampiamente verificato e non vi è stato un impiego consolidato.

La sua fase di risulta problematica e si ritiene applicabile l’art. 189 (prova atipica).

AMMISSIONE

 per poter essere ammessa, la “nuova prova scientifica” deve risultare idonea a ricostruire il fatto e non deve

ledere la libertà morale della persona (ex: non è ammissibile la macchina della verità).

Essendo “nuova”, la legge non può aver preventivamente verificato il rispetto di tali due parametri. Pertanto, il

giudice ha il compito sia di verificare ciò nel caso concreto ai fini dell’ammissibilità, sia di predeterminare le modalità

di assunzione nel contraddittorio delle parti.

Assunzione

II.  Contraddittorio per la prova

È l’attività con cui .

SI DÀ CONCRETA ATTUAZIONE AI MEZZI PROBATORI AMMESSI

Tale attività non è unilaterale, in quanto non è attribuita esclusivamente ad una parte, e non è autoritativa,

in quanto non è attribuita al giudice (eccetto in sede di udienza preliminare).

Nella fase di assunzione si realizza il “contraddittorio per la prova”: l’assunzione è concepita come attività

dialettica tra le parti (spt. nel dibattimento).

Realizza due valori valore politico: parti hanno diritto di esercitare i loro poteri di azione/difesa

anche nel procedimento di formazione della prova;

valore gnoseologico: metodo dialettico è riconosciuto come il metodo migliore x

ottenere informazioni più veritiere possibili.

 In sede di assunzione, è stabilito il divieto di usare metodi/tecniche idonei ad influire sulla libertà di

autodeterminazione o ad alterare la capacità di ricordare/valutare i fatti (anche se vi è il consenso della

persona interessata)

 tutela della libertà morale. Valutazione

III.  Contraddittorio sulla prova

È l’attività con cui .

SONO VALUTATI I RISULTATI DELL ASSUNZIONE PROBATORIA

Sulla fase di valutazione incidono prima le parti (esse, argomentando dialetticamente in “contraddittorio

sulla prova”, valutano i risultati probatori), poi spt. il giudice (egli, chiuso il giudizio, deve valutare i risultati

probatori e pronunciare la decisione finale).

- STRUTTURA LOGICA DELLA VALUTAZIONE

La funzione valutativa si sviluppa in due stadi logici:

1° Valutazione del risultato della singola operazione probatoria:

- giudice in motivazione deve dare conto dei risultati acquisiti e dei criteri adottati;

- giudice non può desumere l’esistenza di un fatto da meri indizi, salvo che questi presentino 3

caratteri: gravità (resistono alle obiezioni), precisione (non sono suscettibili di ≠

interpretazioni) e concordanza (convergono tutti verso la = conclusione).

2° valutazione del risultato complessivo dell’istruzione probatoria (e successiva decisione finale):

- LIBERO CONVINCIMENTO

Prima regime della “intima convinzione”: giudice maturava una propria convinzione soggettiva, non

sottoposta a giustificazione e controllo;

Ora regime del “libero convincimento”

valutazione della prova è libera, in quanto giudice non è vincolato da norme di legge che

impongano di attribuire ad un risultato probatorio un det. valore; razionale, in quanto il

giudice deve valutarla in base a regole razionali (logiche, tecnico-scientifiche, di senso

comune). PATOLOGIA DELL’ATTO PROBATORIO

Nell’espletamento del procedimento probatorio si può verificare la violazione di norme giuridiche.

Si distingue tra invalidità e illiceità dell’atto probatorio, a seconda che siano violate norme processuali o

sostanziali.

PROVA NULLA

È determinata dalla violazione di norme processuali che definiscono la figura tipica dell’atto probatorio,

ossia i presupposti e le forme di compimento (pox. essere assolute, a regime intermedio e relative).

PROVA INUTILIZZABILE

È determinata dalla violazione di norme processuali che stabiliscono il divieto di det. attività probatorie, sia

con rif. all’ammissione sia con rif. all’assunzione probatoria (ex: macchina della verità, ipnosi)

Essa è rilevabile anche di ufficio in ogni stato e grado del procedimento.

PROVA ILLECITA 

È determinata dalla violazione di norme penali sostanziali l’attività probatoria integra un reato.

MA Atto probatorio illecito non è automaticamente atto probatorio invalido.

 illiceità non comporta di per sé che il risultato probatorio è viziato sul piano processuale:

serve una norma processuale che preveda la nullità/inutilizzabilità quale conseguenza della

prova illecitamente ottenuta con violazione della norma sostanziale.

EX: perquisizione personale eseguita dal p.u. abusando dei propri poteri integra un reato;

ma il corpo del reato acquisito è validam. sequestrato e validam. introdotto nel processo.

(brocardo male captum bene retentum).

Legge processuale penale è autonoma rispetto a Legge sostanziale penale.

MEZZI DI PROVA

TESTIMONIANZA

= Rappresentazione nel processo di un fatto da parte di una persona che l’ha percepito nella realtà

storica mediante i propri sensi.

La sua sede naturale è l’istruzione probatoria dibattimentale (oppure può aversi nell’incidente probatorio).

Non si ha nella fase delle indagini preliminari, dove la persona informata dei fatti rende agli organi accertatori

sommarie informazioni (“sommarie informazioni testimoniali”). Tuttavia, tali informazioni sono utilizzabili in

dibattimento dopo le contestazioni.

 CAPACITÀ PROCESSUALE DI TESTIMONIARE

Appartiene a qualsiasi persona.

MA capacità fisica e mentale di testimoniare varia da persona a persona: attribuisce > o < credibilità

al teste ed attendibilità alla testimonianza.

può essere oggetto di accertamenti, anche peritali.

 OGGETTO e LIMITI

Oggetto Teste è esaminato sui fatti determinati e specifici che costituiscono oggetto di prova;

può estendersi anche ai rapporti di parentela/di interesse tra testimone e le parti/altri testi,

nonché alle circostanze funzionali a valutarne la credibilità.

Limiti Non può deporre su: - moralità dell’imputato (salvo che si tratti di fatti specifici, idonei a

qualificarne la personalità in relazione a reato/sua pericolosità sociale);

voci correnti nel pubblico ed apprezzamenti personali.

-

Rito: divieto di domande che possono nuocere alla sincerità delle risposte; domande che tendono a suggerire le

risposte; giudice interviene x assicurare pertinenza delle domande, genuinità delle risposte, lealtà dell'esame

e correttezza delle contestazioni; testimone può essere autorizzato a consultare, in aiuto della memoria,

.

documenti da lui redatti

 INCOMPATIBILITÀ CON L’UFFICIO DI TESTIMONE (art. 197)

Casi in cui un soggetto non può testimoniare per incompatibilità.

I. Responsabile civile e persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria.

 in quanto sono parti processuali e, pertanto, non imparziali.

La parte civile può testimoniare, ma la sua deposizione deve essere valutata con rigore: il fatto che

abbia nel processo un interesse personale risarcitorio può incidere sulla sua imparzialità.

II. Persone che nello = procedimento svolgono o hanno svolto funzioni di giudice, P.M. (o loro

ausiliario), il nonché il difensore che ha svolto attività di investigazione difensiva.

 COMPATIBILITÀ DEI “COIMPUTATI DEL MEDESIMO REATO” e “PERSONE IMPUTATE IN PROCEDIMENTO

CONNESSO O DI UN REATO COLLEGATO” (art. 197 bis)

In passato non potevano assumere l’ufficio di testimone. La Legge sul giusto processo ne ha previsto la

compatibilità, in presenza di alcune condizioni.

Possono assumere l’ufficio di testimone :

(con l’assistenza di un difensore: c.d. “testimonianza assistita”)

C

1. , a condizione che nei suoi cfr. sia stata pronunciata sent.

OIMPUTATO DEL MEDESIMO REATO

irrevocabile di proscioglimento, di condanna, di applicazione della pena.

MA non può essere obbligato a deporre sui fatti x cui è stata pronunciata sent. di condanna nei suoi

cfr., se nel procedimento aveva negato la propria responsabilità.

I * **

2. , a condizione che nei suoi

MPUTATO IN UN PROCEDIMENTO CONNESSO O DI UN REATO COLLEGATO

cfr. sia stata pronunciata sent. irrevocabile di proscioglimento, di condanna, di applicazione della

pena.

* = a) quando il reato per cui si procede è stato commesso da più persone in concorso o in cooperazione; più

persone con più condotte indipendenti hanno determinato l’evento;

b) quando una sola persona è imputata di più reati commessi con una sola azione/omissione ovvero con

più azioni/omissioni esecutive del medesimo disegno criminoso.

c) se dei reati per cui si procede gli uni sono stati commessi per eseguire/occultare gli altri.

** = reato commesso in occasione di una altro; per conseguire/assicurare al colpevole/ad altri il profitto, il

prezzo, il prodotto di un altro reato o l'impunità; reati commessi in danno reciproco; se la prova di un

reato influisce sulla prova di un altro reato (vincolo probatorio).

MA non può essere obbligato a deporre sui fatti x cui è stata pronunciata sent. di condanna nei suoi

cfr., se nel procedimento aveva negato la propria responsabilità.

I

3. ,

MPUTATO IN UN PROCEDIMENTO CONNESSO X CONNESSIONE TELEOLOGICA O DI UN REATO COLLEGATO

prima che nei suoi cfr. sia stata pronunciata la sent. di cui sopra, a condizione che gli sia stato dato

l’avvertimento di cui all’art. 64 («se renderà dichiarazioni su fatti concernenti la resp. di altri,

assumerà in ordine a tali fatti l'ufficio di testimone»).

MA non può essere obbligato a deporre sui fatti che concernono la propria responsabilità in ordine

al reato per cui si procede nei suoi cfr.

 OBBLIGHI DEL TESTIMONE

Ha obbligo di presentarsi al giudice e di attenersi alle sue prescrizioni per le esigenze processuali;

Ha obbligo di rispondere secondo verità alle domande che gli sono rivolte:

 p

rima che l'esame abbia inizio, giudice lo avverte dell’obbligo di dire la verità, nonché delle responsabilità

penali previste x testimone falso/reticente/renitente.

Non ha obbligo di deporre su fatti dai quali potrebbe emergere una sua responsabilità penale (garanzia

del dir. di difesa).

 TESTIMONIANZA FALSA, TESTIMONE RETICENTE O RENITENTE

Se testimone è sospettato di falsità o reticenza, giudice rinnova l’avvertimento di cui sopra e, all’esito

del processo, potrà informare P.M.;

Se testimone è renitente (si rifiuta di testimoniare), giudice rinnova l’avvertimento di cui sopra e può

immediatamente informare P.M., trasmettendogli gli atti.

 FACOLTÀ DI ASTENSIONE

 I prossimi congiunti dell’imputato non hanno obbligo di deporre, essendo loro riconosciuta facoltà

di astensione a pena di nullità, devono essere preavvertiti della facoltà di astensione.

Hanno obbligo di deporre quando hanno presentato denuncia-querela ovvero se sono p.o.

 I soggetti tenuti al segreto professionale/di ufficio hanno facoltà di astensione su quanto coperto

dal segreto. E caso in cui hanno obbligo di riferirne all'A.G.;

CCEZIONI caso in cui il segreto è sindacato dal giudice, in quanto ritenuto infondato.

 I soggetti tenuti al segreto di Stato hanno obbligo di astensione su quanto coperto dal segreto.

 TESTIMONIANZA INDIRETTA o DE RELATO

T = Testimone è detentore di scienza diretta dei fatti da lui affermati.

ESTIMONIANZA DIRETTA

T = Testimone trae la conoscenza dei fatti da terzo (oralmente o con altri

ESTIMONIANZA INDIRETTA mezzi), che deve essere chiamato a deporre (su istanza di parte o d’ufficio).

finalità di individuare ed acquisire nuove fonti di prova.

 se terzo da cui il teste indiretto trae la sua conoscenza non è chiamato a

deporre, la testimonianza indiretta è .

INUTILIZZABILE

 esame del teste diretto risulta impossibile x morte/

ECCEZIONE infermità/irreperibilità.

 se teste indiretto si rifiuta o non è in grado di indicare il terzo da cui ha

tratto la conoscenza dei fatti, la testimonianza indiretta è .

INUTILIZZABILE

 divieto per il teste indiretto di deporre su fatti appresi da persone tenute

al segreto professionale o d’ufficio (salvo che tali fatti siano già stati

acquisiti al processo).

 divieto per la p.g. di deporre de relato sulle dichiarazioni acquisite dai

testimoni, quando tali dichiarazioni sono state raccolte in qualità di:

- deposizioni delle persone informate sui fatti;

- sommarie informazioni dell’indagato;

- informazioni ricevute con denunce, querele.

 al di fuori di tali hp, p.g. può deporre de relato.

ESAME DELLE PARTI PRIVATE

= Dichiarazioni rese in qualità di parte processuale. Segnatamente, l’esame riguarda una delle parti private

 

SÌ I , ( ), ,

MPUTATO PARTE CIVILE NON TESTIMONE RESPONSABILE CIVILE PERSONA CIVILMENTE OBBLIGATA PER

;

LA PENA PECUNIARIA

 

NO P.M., che, essendo parte pubblica, non può essere sottoposto ad esame (né a testimonianza).

La sua sede naturale è l’istruzione probatoria dibattimentale (oppure può aversi nell’incidente probatorio).

Non si ha nella fase delle indagini preliminari, dove la persona informata dei fatti (soggetto portatore di un interesse,

non ancora parte) rende agli organi accertatori sommarie informazioni (“sommarie informazioni testimoniali”).

Tuttavia, tali informazioni sono utilizzabili in dibattimento dopo le contestazioni.

Ha = oggetto e limiti della testimonianza.

ESAME DELLE Colui che rende le dichiarazioni è parte nello = processo.

PARTI Non ha obbligo, ma facoltà di assoggettarsi ad esame (su propria richiesta o se vi

(≠ testimonianza) consente).

Non ha obbligo di dire la verità: l’esaminato mendace non è penalm. perseguibile.

Se la parte esaminata rifiuta di rispondere a una domanda, ne è fatta menzione nel

verbale il rifiuto è suscettibile di valutazione probatoria.

Non ha obbligo di rilasciare dichiarazioni su fatti dai quali potrebbe emergere una

sua responsabilità penale (garanzia del dir. di difesa, = testimonianza).

Si applica la disciplina sulla testimonianza indiretta.

* Inoltre, può essere disposto anche l’esame (con assistenza difensore) di:

 Imputato in un procedimento connesso x connessione plurisoggettiva, che non può assumere

l’ufficio di testimone;

 Imputato in un procedimento connesso x connessione teleologica o imputato di un reato collegato,

che non ha reso in precedenza dich. concernenti la responsabilità dell'imputato.

Requisito: deve essergli dato l'avvertimento di cui all’art. 64.

MA

se non si avvale della facoltà di non rispondere, assume l’ufficio di testimone.

CONFRONTO

= Esame incrociato tra vari soggetti processuali, eseguito nel loro contraddittorio, qualora vi sia disaccordo

tra di loro su fatti riferiti in precedenza.

Atto a partecipazione necessariamente plurima: più parti, ovvero una parte e un testimone, ovvero più

testimoni.

La sua sede naturale è l’istruzione probatoria dibattimentale (oppure può aversi nell’incidente probatorio).

Nella fase delle indagini preliminari la corrispondente attività è sempre qualificata come “confronto”. Tuttavia, il

confronto delle indagini preliminari è utile solo a fine dell’investigazione e non per la formazione delle prove (pertanto,

non ha specifica disciplina).

P :

RESUPPOSTI PER PROCEDERE A CONFRONTO

1. Le persone da sottoporre a confronto devono essere già state interrogate o esaminate;

2. Vi deve essere disaccordo tra di loro su fatti e circostanze importanti.

M :

ODALITÀ DI SVOLGIMENTO

Giudice richiama ai soggetti le loro precedenti dichiarazioni, poi chiede loro se le confermano oppure se le

modificano. Qualora necessario, le invita alle reciproche contestazioni.

O :

BBLIGHI

L’imputato non ha obbligo di dire la verità.

Testimoni hanno gli = obblighi relativi al loro status.

RICOGNIZIONE

= Individuazione di persone, cose o altre realtà sensoriali (voci, suoni, profumi) da parte di un soggetto

chiamato in sede processuale a riconoscere ciò che è già caduto sotto la sua percezione sensoriale.

La sua sede naturale è l’istruzione probatoria dibattimentale (oppure può aversi nell’incidente probatorio).

Nella fase delle indagini preliminari la corrispondente attività è qualificata come “identificazione di persone” (innanzi

al P.M.) e “assunzione di informazioni” (innanzi alla p.g.).

1) RICOGNIZIONE DI PERSONA

Atti preliminari

Giudice, a pena di nullità della ricognizione:

invita colui che la deve eseguire a descrivere la persona, indicando tutti i particolari che ricorda; gli

chiede se ha visto la persona da riconoscere (anche se riprodotta in fotografia); gli chiede se la stessa gli

sia stata indicata o descritta e se vi siano altre circostanze che possano influire sull'attendibilità del

riconoscimento.

Svolgimento della ricognizione

 Giudice, allontanato il riconoscente, procura almeno due persone il più possibile somiglianti a quella

sottoposta a ricognizione. Quest’ultima è invitata a scegliere il suo posto rispetto alle altre, (si

presenta nelle = condizioni in cui sarebbe stata vista dal riconoscente);

 Giudice, reintrodotto il riconoscente, gli chiede se riconosce taluno dei presenti e lo invita ad

indicarlo.

n.b.: se vi è fondata ragione di ritenere che il riconoscente possa subire intimidazione, l’atto è compiuto

senza possibilità di vedersi.

Il verbale, a pena di nullità deve fare menzione delle modalità di svolgimento.

2) RICOGNIZIONE DI COSA (corpo del reato o altre cose pertinenti al reato)

Giudice osserva il rito della ricognizione di persona, in quanto applicabile.

Giudice procura almeno due oggetti simili a quello da riconoscere. Poi, chiede al riconoscente se

riconosce taluno tra essi e lo invita ad indicarlo.

3) RICOGNIZIONE DI FENOMENI IMMATERIALI (voci, suoni, etc.)

Giudice osserva il rito della ricognizione di persona, in quanto applicabile.

Giudice ha il compito di predisporre accorgimenti tali da assicurare l’attendibilità della prova.

* PLURALITÀ DI RICOGNIZIONI

La ricognizione può essere plurima dal p.d.v. attivo (+ soggetti che devono riconoscere) o dal p.d.v.

passivo (+ persone/oggetti da riconoscere). Nel primo caso giudice deve procedere con atti separati,

impedendo ogni comunicazione tra i riconoscenti.

ESPERIMENTO GIUDIZIALE

= Atto di sperimentazione della ripetizione dell’accadimento che s’intende provare. Finalità di accertare

la veridicità o la verosimiglianza dell’accadimento.

La sua sede naturale è l’istruzione probatoria dibattimentale (oppure può aversi nell’incidente probatorio).

Nella fase delle indagini preliminari la corrispondente attività può essere compiuta dal P.M. con “accertamenti tecnici

ripetibili/irripetibili)” e dalla p.g. con “atti od operazioni tecniche”.

ESPERIMENTO ≠ PERIZIA il 1° implica la riproduzione del contesto in cui il fatto si inserisce e nella

ripetizione delle modalità di svolgimento di un fatto;

non richiede l’intervento di un esperto (è solo possibile).

Ordinanza che dispone l’esperimento giudiziale

deve indicare data in cui si procederà alle operazioni; può designare un esperto per la loro esecuzione;

deve indicare l’oggetto e le modalità dell’esperimento

tali modalità non devono offendere sentimenti di coscienza e non deve mettere in pericolo

l’incolumità delle persone o la sicurezza pubblica.

PERIZIA

= Svolgimento di indagini, acquisizione di dati/valutazioni che richiedono una particolare competenza

tecnica/scientifica/artistica (e formulazione di giudizi che implicano detta competenza).

La sua sede naturale è l’istruzione probatoria dibattimentale (oppure può aversi nell’incidente probatorio).

Nella fase delle indagini preliminari la corrispondente attività può essere compiuta dal P.M. con la “consulenza

tecnica” e dalla p.g. con “atti od operazioni tecniche”.

Ordinanza che dispone la perizia

 Qualora vi sia la necessità dell’intervento dell’esperto, la perizia è obbligatoria: perciò, può essere

disposta anche d’ufficio.

Ammissibile x accertare la capacità di intendere e di volere dell’imputato.

Inammissibile x stabilire abitualità/professionalità nel reato/tendenza a delinquere; qualità

psichiche dell’imputato non dipendenti da cause patologiche (il mero carattere, la

personalità).

 iudice dispone la perizia con , contenente la nomina del , la sommaria

ORDINANZA MOTIVATA PERITO

G

enunciazione dell'oggetto delle indagini, l'indicazione della data per la comparizione del perito.

Status del perito

 Nomina  è scelto tra gli iscritti negli appositi albi o tra persone aventi particolare competenza nella

disciplina.

 Obbligatorietà  ha l'obbligo di prestare il suo ufficio .

(salvo che ricorra uno dei motivi di astensione)

 Incapacità/incompatibilità  non può prestare il suo ufficio, a pena di nullità, il perito incapace

(infermo di mente, interdetto dai pubblici uffici, dall’esercizio di una

professione/arte) o incompatibile (chi è chiamato a prestare ufficio di

testimone, chi è già stato nominato consulente tecnico nello stesso

procedimento o in uno connesso).

 Astensione e ricusazione  si applica la disciplina prevista per giudice, in quanto compatibile; il perito

astiene nei casi previsti e le parti pox. ricusarlo se versa in situazione di

parzialità (in tali casi è sostituito).

Modalità di espletamento della perizia

Premessa: una volta nominato, il perito si deve presentare innanzi al giudice x ricevere il conferimento

dell’incarico: giudice, nel contraddittorio delle parti, formula i quesiti.

Il perito procede immediatamente agli accertamenti necessari. Deve adempiere al suo ufficio con il solo

scopo di fare conoscere la verità e deve mantenere il segreto su tutte le operazione peritali.

.

In caso di complessità dei quesiti, può chiedere un termine al giudice (eventualmente prorogabile)

Risponde ai quesiti con parere raccolto nel verbale: x celerità, il parere è espresso oralmente, ma può

essere autorizzato a presentare relazione scritta.

Diritti delle parti

Nell’esecuzione della perizia, vi è il divieto di adottare misure idonee ad incidere sulla libertà

personale della parte (o di terzi).

O “ ”

RDINANZA CHE DISPONE LA PERIZIA COATTIVA

Nei casi di legge, giudice può disporre con ordinanza l’esecuzione coattiva della perizia idonea ad incidere

sulla libertà personale (ex: prelievo di capelli), se non vi è il consenso della persona da sottoporre ad esame e

se questa è assolutamente indispensabile.

MA Divieto di adottare misure che pox. mettere in pericolo vita/integrità fisica/salute della persona o

offendere la sua dignità/pudore.

Nullità dell’atto peritale, se la persona sottoposta ad esame non è assistita dal difensore.

Le parti (parti private, P.M.) pox. controllare l’operato del perito, nominando a loro volta CONSULENTI

.

TECNICI CONSULENZA TECNICA

= Difesa tecnica che garantisce la possibilità di partecipare alle operazioni del perito, presentare al giudice

richieste/osservazioni/riserve, procedere direttam. all’esame di persona/cosa/luogo oggetto di perizia.

Disposta la perizia, le parti hanno facoltà di nominare propri (in n° non >, per ciascuna

CONSULENTI TECNICI

.

parte, a quello dei periti)

Attività dei consulenti tecnici

Essi possono assistere al conferimento dell'incarico al perito;

presentare al giudice richieste/osservazioni/riserve;

partecipare alle operazioni peritali, proponendo al perito specifiche indagini;

(dopo l'esaurimento della perizia) procedere direttam. all’esame di persona/cosa/luogo

oggetto della perizia.

* C -

ONSULENZA TECNICA EXTRA PERITALE

Le parti pox. ricorrere alla consulenza tecnica anche laddove non sia stata disposta la perizia.

I consulenti possono esporre al giudice il proprio parere, anche presentando memorie;

esaminare cose sequestrate; intervenire ad ispezioni ed esaminare l’oggetto

delle ispezioni.

PROVA DOCUMENTALE

= Scritti, fotografie, pellicole (cinematografiche o fonografiche) o altri mezzi in cui è rappresentata una

realtà di un fatto, persona, cosa. La prova documentale è una “prova precostituita”, in quanto si forma

al di fuori del processo ed è meramente prodotta al suo interno (≠ “prova costituenda”).

Per poter essere utilizzato ai fini probatori, il documento deve avere il requisito di certezza in ordine alla

sua paternità o provenienza.

 se occorre accertare la provenienza, il documento è sottoposto alle parti private/testimoni per il

riconoscimento;

 divieto di acquisire documenti anonimi ed apocrifi (salvo che costituiscano corpo del reato o provengano

.

cmq dall’imputato)

o Quanto ai verbali di prove assunte in altri procedimenti, è ammessa l’acquisizione di:

- verbali di prove di un procedimento penale assunte nell’incidente probatorio o dibattimento ( se si

);

tratta di dichiarazioni sono acquisibili solo se difensore dell’imputato ha partecipato all’assunzione

- verbali di dichiarazioni ≠ da quelle assunte nell’incidente probatorio o dibattimento pox. essere

assunti solo con il consenso delle parti;

- verbali di prove di un giudizio civile, definito con sent. passata in giudicato che fa stato contro

imputato;

- documentazione di atti irripetibili.

o Sono sempre acquisibili le sentenze irrevocabili in altri processi, ai fini della prova di un fatto in esse

accertato (ex: se si procede per associazione mafiosa, può essere acquisita ed utilizzata la sent.

irrevocabile di un altro processo che accerta l’esistenza dell’associazione stessa).

MEZZI DI RICERCA DELLE PROVE “

I mezzi di ricerca della prova operano prima della formazione della prova e hanno la natura di ATTI A

” e, per questo, (in quanto la sorpresa non può essere ricreata).

SORPRESA ATTI NON RIPETIBILI

Attraverso essi si viene in contatto con fonti che preesistono rispetto al processo (ex: tracce, cose,

dichiarazioni).

Dunque, tali mezzi devono essere assunti nella (non pox. essere assunti

FASE DELLE INDAGINI PRELIMINARI

nell’incidente probatorio, poiché qui vige un regime di avvisi che escluderebbe l’effetto a sorpresa).

ISPEZIONE

= Attività volta a ricercare tracce di un reato e gli altri effetti materiali del reato su persone/luoghi/cose.

(ex: tracce di sangue, impronte, scalfitture di proiettili).

Le ispezioni sono effettuate nella fase delle indagini preliminari ad opera del P.M. o della p.g.; ma pox.

essere effettuate anche nel corso della fase processuale da parte del giudice. .

Il P.M. ed il giudice, per potervi procedere, devono emettere DECRETO MOTIVATO DI ISPEZIONE

L a p.g., quando agisce di sua iniziativa per motivi d’urgenza, procede senza decreto (diversamente, può

agire su delega del P.M., prevista dallo stesso decreto).

IN GENERALE ∀

L’A.G. ha il potere di disporre rilievi segnaletici, descrittivi e fotografici e altra operazione tecnica (anche

in relazione a sistemi informatici).

 Se il reato non ha lasciato tracce od effetti materiali (oppure se questi sono scomparsi/rimossi/alterati),

l’A.G. descrive lo stato attuale e verifica quello preesistente (se possibile).

FORME 

ISPEZIONE PERSONALE Prima di procedere ad essa, l'interessato è avvisato della facoltà di farsi

assistere da una persona di fiducia

(purché prontamente reperibile ed idonea alla testimonianza “impropria”).

durante il suo svolgimento, devono essere rispettati i limiti della dignità e del

pudore dell’ispezionato.

* L'ispezione può essere eseguita anche attraverso un medico: in tal caso

l’A.G. può astenersi dall'assistere alle operazioni ispettive.

ISPEZIONE LOCALE Prima di procedere ad essa, deve essere consegnata copia del decreto d’ispezione

all’imputato o a chi abbia l’attuale disponibilità del luogo (qualora presenti sul

luogo d’ispezione).

Nel corso dell’operazione, l’A.G. può ordinare che taluno non si allontani prima

della sua conclusione .

(nel verbale deve motivare tale provvedimento)

 in caso di trasgressione, può far ricondurre coattivam. sul posto il trasgressore.

ISPEZIONE REALE ha ad oggetto cose (vd. disciplina ispezione locale).

* è stata introdotta anche la possibilità di ispezione di sistemi informatici.

N.B. In ogni caso, il difensore dell’interessato ha la possibilità di partecipare all’ispezione, ma non ha diritto

al preavviso (esso farebbe venire meno il carattere a sorpresa), a meno che l’ispezione non sia urgente.

PERQUISIZIONE

= Attività volta a ricercare il corpo del reato o le cose pertinenti al reato.

“ ” = cose sulle quali o mediante le quali il reato è stato commesso, nonché le cose che

CORPO DEL REATO ne costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo;

“ ” = cose che servono (anche indirettamente) ad accertare la consumazione

COSE PERTINENTI AL REATO dell’illecito, il suo autore e le circostanze del reato.

≠ in cui si ricercano le tracce del reato o gli effetti materiali del reato;

ISPEZIONE

Le perquisizioni sono effettuate nella fase delle indagini preliminari ad opera del P.M. o della p.g.; ma pox.

essere effettuate anche nel corso della fase processuale da parte del giudice. .

Il P.M. ed il giudice, per potervi procedere, devono emettere DECRETO MOTIVATO DI PERQUISIZIONE

L a p.g., quando agisce di sua iniziativa per motivi d’urgenza, procede senza decreto; il controllo diventa

successivo: il sarà oggetto di (diversamente, può agire su

VERBALE DI PERQUISIZIONE PROCEDURA DI CONVALIDA

delega del P.M., prevista dallo stesso decreto).

Le perquisizioni invadono la sfera giuridica dell’interessato, sul piano della libertà personale/libertà

domiciliare/patrimonio: perciò hanno una particolare normativa di garanzia.

FORME Presupposto: fondato motivo di ritenere che taluno occulti sulla persona il corpo

PERQUISIZIONE del reato o cose pertinenti al reato.

PERSONALE Prima di procedere ad essa, deve essere consegnata copia del decreto di

perquisizione personale all’interessato. Questi deve essere avvisato della facoltà di

farsi assistere da una persona di fiducia (purché prontamente reperibile ed idonea

alla testimonianza “impropria”).

durante il suo svolgimento, devono essere rispettati i limiti della dignità e del

pudore dell’perquisito.

Presupposto: fondato motivo di ritenere che il corpo del reato o cose pertinenti al

PERQUISIZIONE reato si trovino in un determinato luogo, ovvero che in esso si possa

LOCALE eseguire l'arresto dell'imputato/evaso.

Prima di procedere ad essa, deve essere consegnata copia del decreto d’ispezione

locale all’imputato o a chi abbia l’attuale disponibilità del luogo (qualora presenti

sul luogo di perquisizione). Questi deve essere avvisato della facoltà di farsi

rappresentare o assistere da una persona di fiducia (purché prontamente

reperibile ed idonea alla testimonianza “impropria”).

In mancanza delle persone di cui sopra, la copia è consegnata e l'avviso è rivolto ad un

congiunto, un coabitante o un collaboratore.

Nel corso dell’operazione, l’A.G. può ordinare che taluno non si allontani prima della

sua conclusione .

(nel verbale deve motivare tale provvedimento)

 in caso di trasgressione, trasgressore è trattenuto o ricondotto coattivam. sul

posto.

L’A.G. può disporre che siano perquisite le persone presenti o sopraggiunte, se

ritiene che possano occultare il corpo del reato o le cose pertinenti al reato.

PERQUISIZIONE DOMICILIARE

È soggetta a limiti temporali: non può essere iniziata prima delle ore 7:00 e dopo le

ore 20:00.

T nei casi urgenti l’A.G. può disporre per iscritto che sia eseguita fuori di

UTTAVIA tali limiti temporali.

Presupposto: fondato motivo di ritenere che dati, informazioni, programmi

PERQUISIZIONE Informatici o tracce comunque pertinenti al reato si trovino in un

INFORMATICA sistema informatico o telematico.

Richiesta di consegna quando con la perquisizione si ricerca una cosa determinata, l’A.G. può invitare

a consegnarla; se la cosa è consegnata, non si procede alla perquisizione

.

(salvo che si utile per la completezza delle indagini)

SEQUESTRO CONSEGUENTE A PERQUISIZIONE le cose rinvenute a seguito della perquisizione sono

sottoposte a sequestro.

N.B. In ogni caso, il difensore dell’interessato ha diritto di assistere al compimento dell’atto di

perquisizione, ma non ha diritto al preavviso (esso farebbe venire meno il carattere a sorpresa).

Nella fase processuale vi deve essere preavviso.

SEQUESTRO PROBATORIO

= Attività volta all’acquisizione del corpo del reato e cose pertinenti al reato necessarie per l’accertamento

dei fatti. Esso si inserisce in un momento successivo rispetto alla ricerca, ed è disposto solo su cose.

≠ in cui l’attività è limitata alla ricerca, e può essere disposta anche su persone.

PERQUISIZIONE ≠ , ,

* Il c.p.p. prevede 3 tipi di sequestro: SEQUESTRO PROBATORIO SEQUESTRO PREVENTIVO SEQUESTRO

. Il primo è un mezzo di ricerca della prova, gli altri due sono misure cautelari.

CONSERVATIVO

Tutti e tre creano un vincolo di indisponibilità su una cosa mobile od immobile.

Nel SEQUESTRO PROBATORIO il vincolo di indisponibilità serve per conservare immutate le caratteristiche

della cosa, al fine dell’accertamento dei fatti.

 .

Sono necessari : si deve trattare di un bene materiale;

REQ NATURALISTICO

. : si deve trattare del corpo del reato o di una cosa pertinente al reato;

REQ GIURIDICO la cosa deve essere necessaria per l’accertamento dei fatti.

I sequestri probatori sono effettuati nella fase delle indagini preliminari ad opera del P.M. o della p.g.; ma

pox. essere effettuati anche nel corso della fase processuale da parte del giudice. .

Il P.M. ed il giudice, per potervi procedere, devono emettere DECRETO MOTIVATO DI SEQUESTRO

L a p.g., quando agisce di sua iniziativa per motivi d’urgenza, procede senza decreto. Il controllo diventa

successivo: il sarà oggetto di . Entro 48 h il verbale deve

VERBALE DI SEQUESTRO PROCEDURA DI CONVALIDA

essere trasmesso al P.M. che procede alla convalida.

(diversamente, la p.g. può agire su delega del P.M., prevista dallo stesso decreto).

Copia del decreto di sequestro e' consegnata all'interessato (qualora presente).

AUTONOMIA DEL SEQUESTRO

Il sequestro non segue sempre la perquisizione: è possibile che l’oggetto da sequestrare non debba

essere ricercato.

Quando il sequestro segue la perquisizione, esso mantiene cmq una propria autonomia: se la

perquisizione è illegittima, il sequestro può rimanere valido.

CUSTODIA DELLE COSE SEQUESTRATE

Le cose sequestrate vengono materialmente affidate in custodia alla segreteria del P.M. oppure alla

cancelleria del giudice (a seconda della fase procedimentale).

Se ciò non è possibile o opportuno, l’A.G. dispone che la custodia avvenga in luogo ≠, nominando un

 obbligo di conservare e presentare le cose a ogni richiesta dell'A.G.;

CUSTODE può essergli imposta una cauzione.

APPOSIZIONE DEI SIGILLI

Le cose sequestrate si assicurano con il sigillo dell'ufficio giudiziario (e con le sottoscrizioni dell'A.G.)

 vincolo imposto a fini di giustizia.

* Cose deperibili A.G. ordina l'alienazione o la distruzione (a seconda dei casi).

* Merci di cui è vietata fabbricazione/possesso A.G. ordina la distruzione, quando sono di difficile

custodia, o quando la custodia è particolarmente

onerosa o pericolosa.

DURATA DEL SEQUESTRO, CONVERSIONE e RESTITUZIONE DELLE COSE SEQUESTRATE

Durata Il sequestro probatorio ha durata necessariamente limitata, in quanto finalizzato

all’accertamento dei fatti oggetto d’imputazione: è mantenuto fin quando sussistono le

esigenze probatorie; il limite max. è dato dalla sent. irrevocabile.

Conversione Talora non si fa luogo alla restituzione e si ha la in

CONVERSIONE SEQUESTRO

con ordinanza .

CONSERVATIVO O PREVENTIVO (quando ne ricorrono i presupposti)

Restituzione Quando non è più necessario mantenere il sequestro a fini probatori, le cose

sequestrate sono . Decide il P.M. o il giudice a

RESTITUITE A CHI NE ABBIA DIRITTO

seconda della fase.

PROCEDIMENTO PER LA RESTITUZIONE DELLE COSE SEQUESTRATE

Fase delle .

Sulla richiesta di restituzione provvede il P.M. con DECRETO

indagini L’interessato può proporre vs. decreto P.M. che respinge la richiesta

OPPOSIZIONE

preliminari o dispone la restituzione.

Sull’opposizione provvede il giudice (con rito camerale).

Fase Sulla richiesta di restituzione provvede il giudice con : dispone la

ORDINANZA

restituzione se non vi è dubbio sulla loro appartenenza.

processuale * Quando le cose sono state sequestrate presso un terzo, la restituzione può essere

ordinata a favore di altri solo dopo aver sentito il terzo.

In caso di controversia sulla proprietà, il giudice penale rimette la risoluzione al

giudice civile (mantenendo nel frattempo il sequestro).

Dopo la sentenza irrevocabile provvede il giudice dell'esecuzione.

Fase

dell’esecuzione

RIESAME DEL DECRETO DI SEQUESTRO

Vs. decreto di sequestro l’imputato, la persona a cui le cose sono state sequestrate, la persona che

avrebbe diritto alla loro restituzione pox. proporre richiesta di ex art. 324 (anche nel merito)

RIESAME

T L

presso il .

RIBUNALE DELLA IBERTÀ

La richiesta di riesame non sospende l'esecuzione del sequestro.

N.B. In ogni caso, il difensore dell’interessato ha diritto di assistere al compimento dell’atto di

perquisizione, ma non ha diritto al preavviso (esso farebbe venire meno il carattere a sorpresa).

Nella fase processuale vi deve essere preavviso.

INTERCETTAZIONI

= Captazioni occulte e contestuali di una comunicazione o conversazione tra due o più soggetti con

l’intenzione di escludere altri, attuata da un soggetto estraneo alla stessa.

È attuata con strumenti tecnici tali da vanificare le cautele poste a tutela del suo carattere riservato.

 NO intercettazione la registrazione di un colloquio, effettuata da uno dei partecipanti ad esso.

Tipologie

 I T : effettuate mediante il telefono;

NTERCETTAZIONI ELEFONICHE

I A : effettuate acquisendo colloqui tra presenti;

NTERCETTAZIONI MBIENTALI

I : effettuate in relazione a sistemi informatici/telematici.

NTERCETTAZIONI DEL FLUSSO DI COMUNICAZIONI

Limiti di ammissibilità

 Sono previste limitazioni stringenti, in quanto l’intercettazione viola il diritto alla privacy.

 È consentita solo per talune categorie di reati:

EX: delitti non colposi per cui è prevista pena ergastolo o pena reclusione > nel max. a 5 anni;

specifici delitti (ex: in mat. di sostanze stupefacenti, contrabbando, usura, pornografia).

 L’intercettazione ambientali nei luoghi di domicilio, è consentita solo se vi è fondato motivo di

ritenere che ivi si stia svolgendo l’attività criminosa (req. dell’attualità dell’attività criminosa).

 P.M. procede alle operazioni personalmente ovvero avvalendosi di un ufficiale di p.g.

 è vietato l’intervento della p.g. di propria iniziativa.

Presupposti di ammissibilità

  Gravi indizi di reità = elementi che lasciano supporre che si stia svolgendo un reato, ma non è ancora

identificabile un possibile colpevole (≠ gravi indizi di colpevolezza, necessari per richiedere le misure

cautelari).

 L'intercettazione è assolutamente indispensabile ai fini della prosecuzione delle indagini.

Modalità di ammissione

 

R G P.M. richiede al Gip l’autorizzazione a disporre le operazioni di intercettazione

ICHIESTA AL IP  in caso positivo pronuncia .

DECRETO MOTIVATO DI AUTORIZZAZIONE

l’intervento del Gip è previsto con funzioni di controllo e garanzia.

C Quando vi è fondato motivo di ritenere che dal ritardo possa derivare grave

ASI DI URGENZA pregiudizio per le indagini, P.M. dispone .

DECRETO MOTIVATO DI INTERCETTAZIONE

entro le 24 h successive deve essere comunicato al Gip, il quale, entro 48 h dal

provvedimento, deve decidere sulla con .

CONVALIDA DECRETO MOTIVATO

In mancanza di convalida, il decreto del P.M. è caducato ab initio; l'intercettazione

non può essere proseguita ed i suoi risultati non sono utilizzabili.

T Le intercettazioni non possono essere autorizzazione/convalidate per una durata > a 15

ERMINE giorni; tuttavia, può essere prorogata dal giudice per periodi successivi di 15 gg.

Esecuzione delle operazioni

 - Le conversazioni intercettate sono registrate, redigendo verbale delle operazioni.

Strumento: si possono usare soltanto gli impianti installati presso la Procura della Repubblica;

in caso di inidoneità ed eccezionali ragioni di urgenza, si possono usare gli impianti di

pubblico servizio o in dotazione alla p.g.

- Terminate le operazioni, registrazioni e verbali sono immediatam. trasmessi al P.M. ed entro 5 gg

sono depositati presso la sua segreteria.

Termine di deposito: se dal deposito può derivare un grave pregiudizio per le indagini, il giudice

autorizza a ritardarlo.

Difensori delle parti sono immediatam. avvisati che, entro termine di deposito, hanno facoltà di

esaminare gli atti e ascoltare le registrazioni.

- Scaduto tale termine, il Gip deve disporre l'acquisizione delle conversazioni indicate dalle parti non

manifestam. irrilevanti.

 deve procedere allo stralcio delle registrazioni/verbali irrilevanti e di cui è vietata l’utilizzazione.

Il Gip deve disporre la trascrizione integrale delle registrazioni da acquisire (osservando la disciplina

in mat. di perizie).

le trascrizioni sono inserite nel fascicolo per il dibattimento: i difensori possono estrarne copia.

Conservazione della documentazione

 La documentazione è conservata integralmente presso il P.M. fino alla sentenza definitiva.

D A tutela della propria privacy, gli interessati pox. chiedere

ISTRUZIONE DELLE INTERCETTAZIONI IRRILEVANTI al Gip distruzione della documentazione non necessaria.

Gip decide con rito camerale e la distruzione è eseguita

sotto il suo controllo.

Utilizzazione delle intercettazioni

 D IVIETI DI UTILIZZAZIONE

Intercettazioni non possono essere utilizzate se eseguite fuori dei casi non consentiti dalla legge

(“illegalmente acquisite”) o violando la disciplina sulla loro formazione (“illegalmente formate”).

D /

ISTRUZIONE DELLE INTERCETTAZIONI ILLEGALMENTE FORMATE ACQUISITE

In ogni stato e grado del processo Gip dispone la distruzione (salvo che costituisca corpo del reato).

All’udienza di stralcio deve essere garantita la presenza delle parti.

 ratio: instaurare il contraddittorio, affinché la parte lesa possa provare i fatti illeciti in un

eventuale giudizio risarcitorio.

 U

TILIZZAZIONE IN ALTRI PROCEDIMENTI

Le intercettazioni, di regola, utilizzabili sono nel procedimento in cui si formano.

Eccezionalmente, sono utilizzabili in procedimenti ≠ se indispensabili x accertare delitti x cui è

previsto l’arresto obbligatorio in flagranza.

REATI DI CRIMINALITÀ ORGANIZZATA (disciplina più rigida)

Quanto ai presupposti, sono sufficienti meri indizi di reità (non gravi).

Il termine di durata delle intercettazioni e delle proroghe è superiore.

TUTELA DELLA LIBERTÀ PERSONALE

INTRODUZIONE

ART. 13 COST.

La libertà personale è inviolabile e può essere limitata solo in presenza di due garanzie:

 R : la limitazione in astratto è consentita solo casi e modi previsti

«nei

ISERVA ASSOLUTA DI LEGGE  “ ”.

dalla legge» MISURE CAUTELARI

 R : la limitazione in concreto è consentita solo atto motivato dell’A.G.»

«per

ISERVA DI GIURISDIZIONE

E coperta da R (indicazione tassativa dei casi):

CCEZIONE ISERVA DI LEGGE RINFORZATA

in casi eccezionali di necessità e urgenza, l’autorità di pubblica sicurezza (p.g.) può

adottare provvedimenti provvisori (senza autorizzazione), che devono essere trasmessi

all’A.G. entro 48 h, e da questa convalidati nelle 48 h successive.

In mancanza di tempestiva convalida, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.

 - ”.

“ MISURE PRE CAUTELARI

Pertanto, emerge tale ≠: 

“M - ” ,

Sono di pertinenza della p.g. (

ISURE PRE CAUTELARI ARRESTO IN FLAGRANZA FERMO DI INDIZIATO DI

) o del P.M. ( ). Nel caso in cui agisca direttamente la p.g., è

DELITTO FERMO

necessaria la convalida del Giudice nelle 96 h successive.

“M ” Sono di pertinenza del giudice (che può adottarle solo su richiesta del P.M.).

ISURE CAUTELARI Si classificano come segue.

COERCITIVE

PERSONALI - C ;

USTODIA CAUTELARE IN CARCERE

- C ;

USTODIA CAUTELARE IN LUOGO DI CURA

- A ;

RRESTI DOMICILIARI

- D ;

IVIETO DI ESPATRIO

- O . .;

BBLIGO DI PRESENTAZIONE ALLA P G

- D .

IVIETO O OBBLIGO DI DIMORA

- A ;

LLONTANAMENTO DALLA CASA FAMILIARE

- D . .

IVIETO DI AVVICINAMENTO AI LUOGHI FREQUENTATI DALLA P O

INTERDITTIVE

- S ’ ;

OSPENSIONE DALL ESERCIZIO DI UN PUBBLICO UFFICIO O SERVIZIO

- S ’ ;

OSPENSIONE DALL ESERCIZIO DELLA POTESTÀ GENITORIALE

- D .

IVIETO TEMPORANEO DI ESERCITARE DET ATTIVITÀ PROFESSIONALI

.

O IMPRENDITORIALI

REALI - S ;

EQUESTRO CONSERVATIVO

- S .

EQUESTRO PREVENTIVO

MISURE PRE-CAUTELARI

ARRESTO IN FLAGRANZA

L’ è una misura pre-cautelare privativa della libertà personale. Rientra tra i poteri

ARRESTO IN FLAGRANZA

attribuiti alla P.G. e si ripartisce in e .

OBBLIGATORIO FACOLTATIVO

P Stato di flagranza di reato o, quantomeno, c.d. “quasi flagranza”

RESUPPOSTI Stato di flagranza = chi viene colto nell'atto di commettere il reato;

Stato di quasi flagranza = chi, subito dopo il reato, è inseguito dalla p.g., dalla p.o. (o da

altre persone);

chi viene sorpreso con cose/tracce da cui appaia che abbia

commesso il reato immediatamente prima. .

Nel reato permanente lo stato di flagranza dura fino alla cessazione della permanenza

A (art. 380)

RRESTO OBBLIGATORIO

R delitto non colposo per cui è prevista la pena dell’ergastolo e della reclusione non < nel

EGOLA GENERALE min. a 5 anni e nel max. a 20 anni.

E EX: delitti vs. personalità Stato, vs. minori, violenza sessuale, furto aggravato,

LENCAZIONE TASSATIVA rapina, sostanze stupefacenti, associazione a delinquere (di stampo mafioso).

* .

In caso di delitto perseguibile a querela, l'arresto in flagranza è eseguito solo se la querela viene proposta

** O gni persona ha facoltà di procedere all'arresto in flagranza, quando si tratta di delitti perseguibili d’ufficio.

A (art. 381)

RRESTO FACOLTATIVO

R delitto non colposo per cui è prevista la pena della reclusione > nel max. a 3 anni;

EGOLA GENERALE delitto colposo per cui è prevista la pena della reclusione non < nel max. a 5 anni.

E EX: delitti in mat. di peculato, corruzione, furto, truffa.

LENCAZIONE TASSATIVA

* .

In caso di delitto perseguibile a querela, l'arresto in flagranza è eseguito solo se la querela viene proposta

Nell’esercizio di tale facoltà la p.g. si deve attenere a dei criteri:

la misura deve essere giustificata dalla gravità del fatto (crit. oggettivo) oppure dalla pericolosità del

soggetto desunta dalla sua personalità/circostanze del fatto (crit. soggettivo).

E vietato l’arresto della persona che, richiesta di fornire informazioni dalla p.g./P.M., si rifiuta di fornirle o le

ratio:

fornisce false/reticenti garantire la libertà del testimone, evitando la coazione psicologica che può

derivare dalla minaccia dell’arresto.

FERMO DI INDIZIATO DI DELITTO

Il (art. 384) è misura pre-cautelare privativa della libertà personale. Può

FERMO DI INDIZIATO DI DELITTO

essere disposto discrezionalmente dalla P.G. o dal P.M., anche al di fuori dei casi di flagranza.

Dopo la sua effettuazione è assoggettato allo stesso regime di convalida dell’arresto.

 -

P gravi indizi di colpevolezza in merito a:

RESUPPOSTI delitto per cui è prevista la pena dell’ergastolo o della reclusione non < nel min. a 2 anni

e > nel max. a 6 anni;

delitto concernente armi da guerra ed esplosivi;

delitto commesso per finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico.

- pericolo di fuga desunto da elementi specifici (anche in relazione alla impossibilità di

.

identificare l'indiziato)

In presenza di tali presupposti, P.M. può procedere al fermo.

La P.G. può procedere di propria iniziativa:

 Prima che il P.M. abbia assunto la direzione delle indagini.

 Dopo che il P.M. abbia assunto la direzione delle indagini, se per la situazione di urgenza non è

possibile attendere il provvedimento del P.M. e ricorrono due situazioni alternative:

a) è stato successivamente individuato l’indiziato;

b) sono sopravvenuti elementi specifici (ex: possesso di doc. falsi) che rendono fondato il pericolo

di fuga da parte dell’indiziato.

F ≠ A

ERMO RRESTO

Titolarità: sia del P.M. sia della p.g.; Presupposti ≠; Finalità: evitare che l’indagato possa fuggire nel caso in

cui, mancando il requisito della flagranza, non si può procedere all’arresto.

Divieto di procedere all’arresto o fermo:

Non sono consentiti quando, in base alle circostanze, appare che il fatto è stato compiuto nell'adempimento

di un dovere, nell’esercizio di una facoltà legittima, in presenza di una causa di non punibilità.

ADEMPIMENTI DELLA P.G.

La P.G. (che ha eseguito arresto/fermo o ha ricevuto in consegna l’arrestato) è tenuta ad adempiere ad una

serie di doveri. Essa deve:

 Dare immediata notizia dell’operazione al P.M. del luogo di esecuzione della misura.

 Consegnare alla persona una comunicazione scritta, con vari avvertimenti tra cui:

i. facoltà di nominare un difensore di fiducia;

ii. diritto di ottenere informazioni in merito all'accusa;

iii. diritto di avvalersi della facoltà di non rispondere;

iv. diritto di essere condotto davanti all’A.G. per la convalida entro 96 h dalla misura;

v. diritto di comparire dinanzi al giudice per rendere l'interrogatorio.

 Informare immediatamente il difensore di fiducia nominato o quello d’ufficio.

La P.G. deve mettere la persona a disposizione del P.M. e trasmettere il verbale al P.M.

immediatam. e cmq entro 24 h dalla misura.

* V

iene messa a disposizione del P.M. tramite conduzione nella Casa Circondariale del luogo di

esecuzione della misura. PROCEDIMENTO DI CONVALIDA

- INTERROGATORIO FACOLTATIVO DEL P.M.

Il P.M. può procedere all' dell’arrestato/fermato nelle forme di cui all’art. 64.

INTERROGATORIO

P.M. lo informa del fatto per cui si procede, delle ragioni che hanno determinato il provvedimento, degli

elementi a suo carico (ed eventualmente delle fonti).

- RICHIESTA DI CONVALIDA DEL P.M.

Il P.M. deve richiedere la convalida dell’arresto/fermo al Gip competente del luogo di

esecuzione della misura entro 48 h dalla misura stessa.

E '

VENTUALITÀ OBBLIGO DI IMMEDIATA LIBERAZIONE DELL ARRESTATO O DEL FERMATO

o se risulta evidente che la misura è stata eseguita per errore di persona;

o se risulta evidente che la misura è illegittima (eseguita fuori dei casi previsti dalla

legge, con carenza dei presupposti);

o se la misura è divenuta inefficace o per decorrenza del termine di 24 h assegnato alla

P.G. o del termine di 48 h assegnato al P.M.

P.M. dispone che la persona sia posta immediatamente in libertà.

Prima dell’intervento del P.M., la liberazione è disposta dalla P.G.

- UDIENZA DI CONVALIDA DEL GIP

Il Gip deve fissare l’udienza di convalida immediatamente e cmq. entro 48 h dalla richiesta

di convalida (dandone avviso a P.M. e difensore).

Udienza di convalida ( )

RITO CAMERALE

Parti È prevista la partecipazione necessaria del difensore dell’arrestato/fermato

;

(se non compare/è irreperibile, è nominato il sostituto d’udienza)

Non è prevista la partecipazione necessaria del P.M.:

 Se ritiene di non comparire, trasmette al Gip per iscritto le sue richieste circa la libertà

personale;

 Se compare, indica i motivi dell’arresto/fermo e illustra le sue richieste circa la libertà

personale.

Interrogatorio Giudice provvede all’interrogatorio della persona ex art. 64; sente il suo difensore.

Decisione Se la misura è stata legittimamente eseguita e sono stati rispettati i termini di efficacia,

Giudice pronuncia (ricorribile per Cassazione): con essa è

ORDINANZA DI CONVALIDA

esercitato il controllo giurisdizionale necessario sull’atto privativo della libertà.

L’arresto/fermo diventa inefficace se l’ordinanza di convalida non è pronunciata entro 48 h

dal momento in cui la persona è stata messa a disposizione del giudice.

Sulla libertà personale

* Se ricorrono i requisiti previsti in sede cautelare, Giudice dispone contestualmente l’applicazione di

una misura cautelare personale coercitiva;

** In caso contrario, Giudice dispone l’immediata liberazione dell'arrestato/fermato.

MISURE CAUTELARI

Le sono provvedimenti adottati nel corso del procedimento per evitare situazioni di

MISURE CAUTELARI

pericolo per la collettività o pregiudizio per l’attività procedimentale.

Si dividono in:

 M ;

ISURE CAUTELARI PERSONALI

 M .

ISURE CAUTELARI REALI MISURE CAUTELARI PERSONALI

IN GENERALE

- NOZIONE

Le costituiscono limitazioni alle libertà della persona.

MISURE CAUTELARI PERSONALI

Sono assistite da e da .

RISERVA DI LEGGE RISERVA DI GIURISDIZIONE

Infatti, sono sempre disposte da un Giudice, sia quando sono richieste nella fase delle indagini

preliminari (Gip), sia quando sono richiesta nella fase processuale.

Tuttavia, il Giudice non può provvedere autonomamente: è sempre necessaria una richiesta del P.M.

In base al principio di tipicità/tassatività, le misure cautelari personali sono solo quelle tipiche previste

dal legislatore. Esse si dividono in:

 M : privano o limitano la libertà personale;

ISURE COERCITIVE

 M : limitano l’esercizio di taluni poteri/facoltà personali.

ISURE INTERDITTIVE

- REQUISITI GENERALI DI APPLICABILITÀ

A. “GRAVI INDIZI DI COLPEVOLEZZA” (art. 273)

Presenza di elementi di prova idonei a condurre ad una probabile condanna in un futuro processo.

“ ”

Il termine non deve essere interpretato come indizio probatorio, ma come probabilità di una futura

INDIZI

condanna.

 Sono previsti alcuni criteri vincolanti cui il giudice si deve attenere nella valutazione degli indizi:

o Le dichiarazioni rese dal coimputato o da un imputato in procedimento connesso per la loro attendibilità

richiedono riscontri estrinseci;

o Non sono utilizzabili le testimonianze indirette, in caso di mancata identificazione della persona da cui il

teste indiretto ha appreso il fatto;

o Non sono utilizzabili le notizie ricevute da informatori di p.g., quando non sono stati ascoltati;

o Non sono utilizzabili le intercettazioni illegittimamente formate/acquisite.

 Nessuna misura può essere applicata se fatto è stato compiuto in presenza di causa di giustificazione,

causa di non punibilità, se sussiste una causa di estinzione del reato/pena (che si ritiene possa essere

irrogata).

B. “ESIGENZE CAUTELARI” (art. 274)

È necessaria la presenza di almeno una delle tre esigenze cautelari descritte.

E

a) Esigenze d’indagine specifiche ed inderogabili, relative a situazioni di

SIGENZE DI INDAGINE

E concreto ed attuale pericolo x l’acquisizione/genuinità della prova.

SIGENZE PROBATORIE  prevenire pericolo di inquinamento delle prove.

Le situazioni di concreto ed attuale pericolo devono essere fondate su

circostanze espressam. indicate; esse non possono essere individuate

nel rifiuto dell’indagato/imputato di rendere dichiarazioni.

F

b) L’imputato si è dato alla fuga o sussiste concreto ed attuale pericolo

UGA O PERICOLO DI FUGA che egli si dia alla fuga.

 prevenire pericolo di fuga.

Inoltre, è necessaria una prognosi di irrogazione di una pena > a 2

anni di reclusione.

Le situazioni di concreto ed attuale pericolo non possono essere

fondate esclusivam. sulla gravità del titolo di reato.

T

c) Sussiste il concreto e attuale pericolo che egli commetta gravi

UTELA DELLA COLLETTIVITÀ delitti o delitti della = specie di quello per cui si procede.

 prevenire il pericolo di recidiva.

Le situazioni di concreto ed attuale pericolo devono essere

fondate su specifiche modalità e circostanze del fatto, personalità

dell’indagato/imputato; non possono essere fondate esclusivam.

sulla gravità del titolo di reato.

C. LIMITE EDITTALE DI PENA

È richiesta una soglia minima di gravità dell’illecito commesso. Si deve sempre trattare di un delitto.

La pena edittale min. varia in base al tipo di misura:

Misura della custodia in carcere: delitto punibile con reclusione non < nel max. a 5 anni;

 Misura ≠ dalla custodia in carcere: delitto punibile con reclusione > nel max. a 3 anni;

Misura ∀ in cui l’esigenza cautelare è il pericolo di recidiva: delitto punibile con reclusione non < nel

max. a 5 anni (x custodia in carcere); non < nel max. a 4 anni (x altre).

.

In tutti i casi delitti punibili con ergastolo

- CRITERI DI SCELTA

Giudice, all’esito della sua valutazione, può adottare la stessa misura o misura meno gravosa rispetto a

quella richiesta dal P.M. Divieto di adottare misura più gravosa.

Criteri di scelta:

 P : misura deve essere adeguata in relazione alla natura ed al grado delle

RINCIPIO DI ADEGUATEZZA esigenze cautelari da soddisfare in concreto.

Perciò, si opera una graduazione di “gravità” delle varie misure:

 P : misura deve essere proporzionale all’entità del fatto e alla sanzione

RINCIPIO DI PROPORZIONALITÀ irrogata/da irrogare.

 L : in base al p. di adeguatezza, rappresenta la extrema ratio ( si può

IMITI ALLA CUSTODIA IN CARCERE disporre solo quando le altre misure risultano inadeguate);

NO se: prognosi di concessione della sospensione condizionale (NO

anche aa.dd.); prognosi di irrogazione di una pena non > a 3 anni;

donna incinta; padre, con madre deceduta; ultrasettantenne; malato di

AIDS; malato grave.

Il giudice d’appello ha obbligo di applicare una misura in presenza di det. condizioni.

 obiettivo di dotare la sent. di 2° grado di una certa esecutività.

T RASGRESSIONE DELLE PRESCRIZIONI IMPOSTE CIRCA LA MISURA CAUTELARE

Giudice può disporre la sostituzione con altra misura più grave => .

SOSTITUZIONE FACOLTATIVA

MA Se la trasgressione riguarda il divieto di allontanamento da luogo degli arresti domiciliari, tale misura

è automaticamente revocata e sostituita con quella della custodia in carcere.

MISURE COERCITIVE

Le consistono in misure cautelari personali che comportano la privazione o limitazione

MISURE COERCITIVE

della libertà personale. Si dividono in:

 M : Soppressione della libertà fisica, in quanto l’interessato deve rimanere ristretto

ISURE CUSTODIALI in un det. luogo (istituto carcerario, presidio ospedaliero, privata dimora).

In caso di allontanamento, il trasgressore risponde sempre di evasione.

Regime applicabile scarcerazione per decorrenza dei termini max. di custodia;

detraibilità della durata della restrizione dalla pena

principale definitiva in caso di condanna;

indennizzabilità per carcerazione ingiusta o illegittima.

 M : Mera limitazione della libertà di locomozione (no totale soppressione della

ISURE NON CUSTODIALI libertà fisica).

M

ISURE NON CUSTODIALI

DIVIETO DI ESPATRIO

= Divieto di uscire dal territorio nazionale della Repubblica Italiana, senza autorizzazione (incide sulla

di cui alla Cost.).

LIBERTÀ DI CIRCOLAZIONE

Nel provvedimento il giudice dà disposizioni per impedire l’utilizzo del passaporto e degli altri documenti

d’identità validi per l’espatrio.

Il divieto di espatrio è applicato automaticamente, quando è disposta una delle altre misure coercitive.

OBBLIGO DI PRESENTAZIONE ALLA P.G.

= Obbligo di presentazione periodica ad un determinato e prefissato ufficio di p.g.

La finalità è quella di verificare la reperibilità dell’imputato. Ad ogni modo, non pox. essere compromesse le

sue esigenze di vita e di lavoro.

ALLONTANAMENTO DALLA CASA FAMILIARE  Introdotta dalla .

LEGGE VS VIOLENZE FAMILIARI

= Obbligo di lasciare immediatamente il domicilio familiare o di non farvi rientro e di non accedervi, senza

autorizzazione.

La finalità è quella di prevenire il pericolo di violenze domestiche.

Nei casi di maggiore gravità (esigenza di tutela della p.o. e suoi prossimi congiunti), giudice può prescrivere

il divieto di avvicinarsi a luoghi det. abitualmente frequentati dalla p.o. (ex: luogo di lavoro).

Infine, il giudice può ingiungere il pagamento di un assegno periodico di mantenimento a favore delle

persone conviventi che, a seguito del suo allontanamento, rimangano privi di mezzi di sussistenza.

DIVIETO DI AVVICINAMENTO AI LUOGHI FREQUENTATI DALLA P.O.

= Divieto di avvicinarsi a luoghi det. abitualmente frequentati dalla p.o. (oppure obbligo di mantenere una

det. distanza da tali luoghi o dalla p.o.),

Qualora sussistano ulteriori esigenze di tutela, giudice può prescrivere il divieto di avvicinarsi a luoghi det.

abitualmente frequentati dai prossimi congiunti della p.o. (o da persone con lei conviventi).

Inoltre, il giudice può prescrivere il divieto di comunicare con dette persone.

DIVIETO O OBBLIGO DI DIMORA

= Il primo consiste nel divieto di dimorare in una det. località e di accedervi, senza autorizzazione;

Il secondo consiste nell’obbligo di non allontanarsi dal territorio del comune di dimora abituale, senza

autorizzazione.

Mentre gli aa.dd. limitano la libertà personale entro il domicilio, tali misure lasciano il soggetto libero di

circolare al di fuori o entro un certo territorio: pur comportando un notevole restringimento della libertà,

non sono custodiali. M

ISURE CUSTODIALI

ARRESTI DOMICILIARI (art. 284)

= divieto di allontanarsi dalla propria abitazione (o da altro luogo di privata dimora, da un luogo pubblico

di cura o di assistenza).

A :

RRESTI DOMICILIARI E CARCERE 

L'imputato agli aa.dd. si considera in stato di custodia cautelare equivalente alla custodia cautelare

carceraria.

Tuttavia, costituisce un’attenuazione sotto due profili: - luogo in cui si applica (domicilio, anziché

carcere); - possibili mitigazioni della restrizione (ex: autorizzazione ad allontanarsi).

P RESCRIZIONI

Il giudice individua il luogo degli aa.dd. in modo da assicurare le prioritarie esigenze di tutela della p.o.

All’interno dell’abitazione, l’imputato è libero. MA giudice può imporre limiti/divieti alla sua facoltà

di comunicare con persone estranee.

P.M. e p.g. possono controllare in ogni momento l'osservanza delle prescrizioni imposte.

R

IGIDITÀ DELLA DISCIPLINA

Preso atto della facilità con cui le persone si sottraggono al vincolo degli aa.dd., la disciplina è stata

resa rigida:

a. Quando vi sono particolari esigenze cautelari da garantire in concreto, il giudice può disporre

procedure di controllo mediante strumenti elettronici di cui la p.g. abbia disponibilità (ex:

braccialetto elettronico).

Se l’imputato si oppone all’utilizzazione di tali strumenti, si prevede l’applicazione della

custodia cautelare in carcere.

b. In caso di violazione degli aa.dd. (con allontanamento dal luogo), è automaticamente revocata e

sostituita con quella della custodia in carcere.

c. Non possono essere concessi aa.dd. a chi, nei 5 anni precedenti, è stato condannato per il delitto

di evasione .

(salvo il fatto di lieve entità)

A ’

UTORIZZAZIONE ALL ALLONTANAMENTO PER LAVORO

Se l’imputato non può altrimenti provvedere alle sue indispensabili esigenze di vita o versa in stato di

assoluta indigenza, giudice può autorizzarlo ad assentarsi dal luogo degli aa.dd. x provvedere a tali

esigenze o x esercitare attività lavorativa.

CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE (art. 285)

= È la forma più piena di privazione della libertà personale, realizzata mediante la restrizione presso un

istituto carcerario.

P. DI ADEGUATEZZA

In base a tale principio, rappresenta la extrema ratio ( si può disporre solo quando le altre misure risultano

inadeguate).

D IVIETI

Pur in presenza di gravi indizi di colpevolezza ed esigenze cautelari, per alcuni soggetti non è

applicabile tale misura (se già disposta deve essere immediatam. sostituita con altra misura).

In particolare:

donna incinta; padre, con madre deceduta; ultrasettantenne; malato di AIDS; persona affetta da una

malattia di tale gravità da renderle incompatibile con il regime carcerario.

O

PERAZIONI PRELIMINARI ALLA CARCERAZIONE

Con l’ordinanza il giudice ordina a p.g. che l’imputato sia catturato e immediatam. condotto in un

istituto di custodia (x rimanere a disposizione dell'A.G). Prima della traduzione nell’istituto, la persona

non può subire limitazione della libertà.

CUSTODIA CAUTELARE IN LUOGO DI CURA

= Privazione della libertà personale, realizzata mediante la restrizione presso una struttura del servizio

psichiatrico ospedaliero di persona inferma totale o parziale di mente.

P :

RESUPPOSTI

profilo soggettivo: solo persona inferma totale o parziale di mente (stato di infermità mentale tale da

escludere o diminuire grandemente la capacità di intendere o di volere);

profilo oggettivo: ha luogo presso una struttura del servizio psichiatrico ospedaliero.

T :

EMPORANEITÀ

La restrizione ed il ricovero nella struttura sono meramente provvisori.

 ricovero è sostituito quando risulta che l’imputato non è più infermo di mente.

Nei cfr. infermo di mente è possibile anche il cumulo tra tale misura cautelare ed una misura di sicurezza.

MISURE INTERDITTIVE

Le consistono in misure cautelari personali che comportano la limitazione all’esercizio

MISURE INTERDITTIVE

di taluni poteri/facoltà personali.

Non può avere durata superiore a 12 mesi.

La durata della misura interdittiva deve essere detratta dalla pena accessoria definitiva in caso di condanna;

SOSPENSIONE DALL’ESERCIZIO DELLA RESPONSABILITÀ GENITORIALE

Consiste nella privazione temporanea della possibilità di esercitare i poteri genitoriali.

Nel caso in cui si proceda per un delitto vs. libertà sessuale commesso vs. prossimo congiunto, essa potrà

essere applicata prescindendo dal limite edittale di pena.

SOSPENSIONE DALL’ESERCIZIO DI UN PUBBLICO UFFICIO O SERVIZIO

Consiste nella interdizione temporanea dall’esercizio delle attività inerenti alla qualità di pubblico ufficiale o

incaricato di pubblico servizio.

Nel caso in cui si proceda per un delitto contro la p.a., essa potrà essere applicata prescindendo dal limite

edittale di pena.

DIVIETO TEMPORANEO DI ESERCITARE DET. ATTIVITÀ PROFESSIONALI O IMPRENDITORIALI

Consiste nella interdizione temporanea dall’esercizio delle attività inerenti a det. professioni, imprese, uffici

direttivi delle persone giuridiche.

 Si differenzia dalla precedente misura perché quella presuppone la qualità pubblica, mentre questa la

qualità privata dell’imputato.

Nel caso in cui si proceda per un delitto vs. economia pubblica/industria/commercio, essa potrà essere

applicata prescindendo dal limite edittale di pena.

PROCEDIMENTO DI APPLICAZIONE:

ORDINANZA APPLICATIVA MISURA e “INTERROGATORIO DI GARANZIA”

- RICHIESTA DEL P.M.

Anzitutto, P.M. deve richiedere a giudice competente l’applicazione di una misura cautelare personale:

 nella richiesta deve presentare non solo gli elementi di prova a carico dell’imputato (su cui si fonda

la richiesta), ma anche tutti gli elementi di prova a discarico dell’imputato, nonché le eventuali

deduzioni e memorie difensive già depositate.

- DECISIONE DEL GIUDICE

Innanzi alla richiesta del P.M., il GIUDICE PROCEDENTE decide con :

ORDINANZA

nel corso delle indagini preliminari procede il Gip; nel corso dell’udienza preliminare il Gup; nel corso del

.

dibattimento il Giudice dibattimentale

 Limiti della decisione

Nell’emanazione dell’ordinanza, il giudice deve rispettare un duplice limite:

o Non può andare oltre la richiesta del P.M. Il giudice può adottare una misura della stessa gravità

o di gravità minore, ma non può mai adottarne una di gravità maggiore.

Nel caso di misure interdittive, posto che queste si ≠ solo per qualità non per gravità, giudice può solo

.

diminuire la durata, senza poter cambiare il tipo

o Non può fondare la propria decisione su elementi di prova ≠ da quelli forniti dal P.M.

 Ordinanza applicativa della misura cautelare

Il giudice ha varie possibilità d’azione: rigettare la richiesta; accogliere la richiesta; accogliere la

richiesta limitatamente ad alcuni imputati/imputazioni, rigettandola per altri imputati/imputazioni.

In caso di accoglimento, il giudice pronuncia .

ORDINANZA APPLICATIVA DELLA MISURA CAUTELARE

Essa, a pena di , deve contenere quanto segue:

NULLITÀ

- Generalità dell’imputato; con

- Descrizione sommaria del fatto addebitato indicazione delle norme di legge violate (c.d.

“capo d’accusa”);

- Esposizione (e autonoma valutazione) dei 2 requisiti, ossia i gravi indizi di colpevolezza e le

specifiche esigenze cautelari

indicazione degli elementi fattuali da cui sono desunti e dei motivi x cui sono ritenuti rilevanti;

 indicazione dei motivi x cui sono ritenuti irrilevanti gli elementi forniti dalla difesa;

- In caso di custodia in carcere, esposizione delle ragioni x cui le esigenze cautelari non pox.

essere soddisfatte con misure meno gravose;

- In caso di misura adottata per esigenze di indagine (lett. a), fissazione del termine di scadenza

della stessa;

- Data e sottoscrizione del giudice.

* Ordinanza è se non contiene la valutazione degli elementi a carico/discarico dell’imputato

NULLA

con rif. alle attività di indagine del P.M./difensore.

- ADEMPIMENTO ESECUTIVI

La p.g. incaricata di eseguire l’ordinanza deve consegnare alla persona una comunicazione scritta,

avente lo stesso contenuto di quella prevista in sede di arresto/fermo.

Come uniche differenze, contiene gli avvertimenti relativi a:

- diritto di essere condotto davanti all’A.G. non oltre 5 gg dall’esecuzione della misura se si tratta di

custodia cautelare in carcere, oppure non oltre 10 gg negli altri casi;

- diritto di comparire innanzi al giudice x rendere interrogatorio; impugnare l'ordinanza; richiederne

la sostituzione o revoca.

V “L ”

ERBALE DI VANE RICERCHE E ATITANZA

Qualora la persona nei cui cfr. la misura è disposta non viene rintracciata, la p.g. redige il ed

VERBALE I VANE RICERCHE

il giudice dichiara lo “ ” (se ritiene le ricerche esaurienti).

STATO DI LATITANZA

È latitante chi volontariamente si sottrae alla custodia cautelare, agli aa.dd., al divieto di espatrio, all'obbligo di

dimora (o a un ordine di carcerazione).

Al latitante per ogni effetto e' equiparato l'evaso.

- c.d. “INTERROGATORIO DI GARANZIA” DEL GIUDICE (art. 294)

Il c.d. costituisce il 1° ed imprescindibile strumento di difesa

INTERROGATORIO DI GARANZIA

dell’indagato/imputato in stato di custodia cautelare. È definito così x distinguerlo dall’interrogatorio

del P.M. a fini investigativi. Esso si svolge alla presenza facoltativa del P.M. e con obbligo di intervento

del difensore.

 È necessario in caso di misura cautelare personale adottata nella fase delle indagini preliminari

ovvero prima della dichiarazione di apertura del dibattimento;

Non è necessario dopo l’apertura del dibattimento, in quanto in tal caso l’esigenza del contraddittorio è già

.

stata soddisfatta dalla celebrazione del dibattimento

C OMPETENZA

Vi deve procedere, ai sensi dell’art. 64, il GIUDICE CHE HA APPLICATO LA MISURA (se non vi ha già

.

proceduto nell’udienza di convalida arresto/fermo)

* Eventualmente, in caso di interrogatorio da assumere nella circoscrizione di un altro Trib., egli può

.

richiedere di procedervi al Gip del luogo ( . . “ ”)

C D INTERROGATORIO DI GARANZIA PER ROGATORIA

T ERMINE PERENTORIO

Non oltre 5 gg dall’esecuzione della misura se si tratta di custodia cautelare in carcere, oppure non

oltre 10 gg negli altri casi in caso di violazione, la misura perde immediatamente efficacia.

F UNZIONE

Accertare la persistenza dei gravi indizi di colpevolezza e di almeno una delle esigenze cautelari,

nonché l’adeguatezza e proporzionalità della misura cautelare disposta.

 Può provvedere alla revoca o sostituzione della misura ex art. 299.

REVOCA, MODIFICA, SOSTITUZIONE (art. 299) o ESTINZIONE

Le misure cautelari personali pox. essere costantemente influenzate da circostanze relative alla persistenza

dei gravi indizi di colpevolezza e delle esigenze cautelari, nonché relative all’adeguatezza e proporzionalità

delle stesse.

Pertanto, sono possibili casi di revoca, sostituzione, modificazione ed estinzione della misura originariam.

applicata. In ogni caso, è competente il giudice che procede (in sede d’indagine il Gip).

REVOCA Fenomeno estintivo che si verifica quando vengono a cessare i requisiti che avevano

giustificato l’applicazione della misura cautelare (gravi indizi di colpevolezza, esigenze

cautelari, disposizioni su singole misure).

SOSTITUZIONE Conversione in altra misura cautelare, appartenente o meno alla stessa categoria

(coercitiva o interdittiva), di maggiore o minore gravità.

Si verifica quando si ha il cambiamento delle esigenze cautelari, le quali pox. aggravarsi

od attenuarsi in un momento successivo.

MODIFICAZIONE Variazione delle modalità applicative nell’ambito della stessa misura, in modo che

tali modalità risultino più o meno gravose.

Si verifica quando si ha la limitata variazione delle esigenze cautelari.

Tali provvedimenti sono assunti dal giudice con mediante valutazione discrezionale, di cui deve

ORDINANZA

rendere conto in motivazione.

 In caso di cessazione dei requisiti/attenuazione delle esigenze cautelari:

Imputato o P.M. può chiedere la revoca/sostituzione in melius della misura.

P ROCEDIMENTI RELATIVI A DELITTI COMMESSI CON VIOLENZA ALLA PERSONA

La richiesta di revoca/sostituzione proposta fuori dell’interrogatorio di garanzia deve essere contestualm.

notificata (a cura parte richiedente) al difensore della p.o. a pena d’ .

INAMMISSIBILITÀ

Il difensore può presentare memorie nei 2 gg. successivi alla notificazione.

Giudice provvede entro 5 gg. dal deposito della richiesta (in caso di richiesta dell’imputato o

d’ufficio, deve sentire previamente il P.M.; se l’istanza è basata su elementi nuovi, deve essere

assunto l’interrogatorio dell’imputato che ne ha fatto richiesta).

 In caso di aggravamento delle esigenze cautelari:

P.M. può chiedere la sostituzione in peius della misura.

Giudice provvede entro 5 gg. dal deposito della richiesta.

 

ESTINZIONE AUTOMATICA Situazioni che determinano l’estinzione automatica della misura cautelare,

la quale perde immediatamente efficacia.

Giudice deve limitarsi a prendere atto dell’evento estintivo, ordinando la

immediata liberazione della persona.

Sopravviene provvedimento di archiviazione, sentenza di non luogo a procedere,

P

RONUNCIA DI sentenza di proscioglimento.

DETERMINATE La pena irrogata è dichiarata estinta (ex: per indulto) o condizionalmente sospesa.

.

SENTENZE La durata della custodia già subita non è < all'entità della pena irrogata.

La misura cautelare fondata solo sull’esigenza probatoria è soggetta ad un limite di

S

CADENZA durata, prefissato nell’ordinanza applicativa. Alla scadenza, in mancanza di

DELL ESIGENZA espressa rinnovazione o proroga, la misura si estingue automaticamente.

CAUTELARE

PROBATORIA Non oltre 5 gg dall’esecuzione della misura se si tratta di custodia cautelare in

S

CADENZA DEL carcere, oppure non oltre 10 gg negli altri casi, giudice deve procedere al c.d.

TERMINI PER “interrogatorio di garanzia” dell’indagato in stato di custodia cautelare.

L INTERROGATORIO In caso di omissione, la misura si estingue automaticamente.

DI GARANZIA Tuttavia, essa potrà essere ripristinata, previo interrogatorio dell’indagato in stato di

.

libertà 

Ratio evitare che la persona possa trovarsi in stato di custodia sine die, in attesa

S

CADENZA DEL di una sent. definitiva.

TERMINE DI .

DURATA MAX Sono stabiliti vari segmenti processuali che corrispondono ai vari stati e gradi del

DELLA MISURA procedimento (esecuzione della misura – rinvio a giudizio; rinvio a giudizio – sent.

di 1° grado; sent. di 1° grado – sent. di 2° grado; sent. di 2° grado – sent.

CAUTELARE irrevocabile).

CUSTODIALE Ad ognuno di tali segmenti corrisponde un termine di durata massima della misura

cautelare, entro cui deve essere adottato un det. provvedimento. Alla scadenza, la

misura si estingue automaticamente.

Inoltre, è previsto un termine di durata max. omnicomprensivo. Esso si ≠ in base al

limite edittale del delitto per cui si procede:

a) due anni, quando si procede per un delitto per cui è prevista la reclusione non

superiore nel massimo a sei anni;

b) quattro anni, quando si procede per un delitto per cui è prevista la reclusione

non superiore nel massimo a venti anni;

c) sei anni, quando si procede per un delitto per cui è previsto l'ergastolo o la

reclusione superiore nel massimo a venti anni.

Osservazioni:

- D :

ECORRENZA DEL TERMINE

esso si calcola a partire dal giorno di esecuzione della misura (o dal giorno di

notificazione della misura);

- S ;

OSPENSIONE DEL TERMINE

ex: quando il dibattimento è sospeso per impedimento dell’imputato o del suo

difensore; quando si tratta di dibattimenti complessi.

L’allungamento determinato dalla causa di sospensione non può cmq superare

precisi limiti.

- P :

ROROGA DEI TERMINE

Nella fase delle indagini preliminari, P.M. può richiedere la proroga del termine

se sussistono gravi esigenze cautelari che rendano necessario il protrarsi della

custodia caso di accertamenti particolarmente complessi o nuove indagini

disposte ex art. 415-bis, c. 4.

- P (“ ”):

LURALITÀ DI MISURE CAUTELARI CONTESTAZIONI A CATENA

L’imputato non patisce una pluralità di carcerazioni preventive, ma un’unica

carcerazione: il suo termine di durata è commisurato a quello previsto per il

più grave dei delitti, con decorrenza dalla 1^ contestazione (“retrodatazione”).

 impedire di prolungare pretestuosamente la custodia, tramite una nuova

ordinanza applicativa emessa per un reato che poteva essere contestato in

precedenza.

 La misura coercitiva non custodiale perde efficacia quando è decorso un

SCADENZA DEL periodo di tempo pari al doppio dei termini previsti per la custodia cautelare;

TERMINE DI 

. La misura interdittiva non può avere durata superiore a 12 mesi e perde

DURATA MAX efficacia quando è decorso il termine fissato dal giudice nell'ordinanza.

DELLA MISURA

CAUTELARE NON

CUSTODIALE Il Tribunale del Riesame deve decidere entro 10 gg. dalla ricezione degli atti (da

R

ITARDATA parte del giudice che ha applicato la misura). Alla scadenza, la misura si estingue

DECISIONE DEL automaticamente.

T RIBUNALE DEL La misura si estingue altresì se sono violati i termini prescritti per la trasmissione

RIESAME degli atti e per il deposito della decisione da parte del Tribunale del Riesame.

IMPUGNAZIONI MISURE CAUTELARI PERSONALI

Tutte le misure cautelari (personali e reali) sono impugnabili.

 M

R rispetto a quelli previsti per la sentenza.

EZZI DI IMPUGNAZIONE AUTONOMI

EGOLA 

E l’ordinanza cautelare adottata con la sentenza di merito è impugnabile solo congiuntamente

CCEZIONE con la sentenza (usando il mezzo previsto per la sentenza).

Inoltre, occorre precisare che per le è previsto un sistema di gravami più

MISURE CAUTELARI PERSONALI

complesso rispetto delle .

MISURE CAUTELARI REALI

Tale sistema si articola si articola in due gradi: uno di merito e uno di legittimità.

G RIESAME” o “APPELLO”

“ , in alternativa tra loro.

RAVAME DI MERITO L’esperibilità dell’uno o dell’altro dipende dal contenuto del provv. impugnato:

“RIESAME” riservato all’ .

ORDINANZA CHE DISPONE UNA MISURA COERCITIVA

“APPELLO” previsto per TUTTE LE ORDINANZE CHE DISPONGONO MISURE

≠ e per le

CAUTELARI PERSONALI DALLE MISURE COERCITIVE (con rif.

ORDINANZE DI RIGETTO DI MISURE CAUTELARI COERCITIVE

all’atto di appello del P.M.).

 criterio residuale,

Fondamentali ≠:

1. Diverse ordinanze impugnabili;

2. RIESAME non richiede i motivi di gravame a sostegno; APPELLO richiede i

motivi dell’impugnazione, a pena di ;

INAMMISSIBILITÀ

3. RIESAME prevede un termine per la decisione, scaduto il quale la misura si

estingue automaticamente; APPELLO non prevede sanzioni in caso di

mancato rispetto del termine. 

G RICORSO PER CASSAZIONE solo per violazione di legge relativa alla

RAVAME DI LEGITTIMITÀ decisione in sede di Riesame o Appello.

RIESAME (art. 309)

RIESAME

Il consiste nel mezzo di impugnazione avverso le ORDINANZE APPLICATIVE DI MISURE COERCITIVE

(NON sono impugnabili con esso le ordinanze applicative di misure interdittive).

RICHIESTA DI RIESAME

 Legittimata alla RICHIESTA DI RIESAME, anche nel merito, è soltanto la DIFESA

(P.M. non ha interesse ad impugnare in quanto ha ottenuto l’accoglimento della sua richiesta: ciò vale

anche se ha ottenuto un rigetto parziale):

 I può proporre la richiesta di riesame dell’ordinanza entro 10 gg. dalla sua

MPUTATO

esecuzione o notificazione.

E caso in cui si tratta dell’ordinanza emessa a seguito di appello del P.M.;

CCEZIONE

 D ' può proporre la richiesta di riesame dell’ordinanza entro

IFENSORE DELL IMPUTATO

10 gg. dalla notificazione dell'avviso di deposito.

 La richiesta deve essere presentata presso la cancelleria del Tribunale in composizione

collegiale del luogo in cui ha sede la corte d’appello nella cui circoscrizione è compreso il

. . T R L

giudice che ha emesso l’ordinanza ( ).

C D RIBUNALE DEL IESAME O DELLA IBERTÀ

Le parti private e i difensori possono presentare la richiesta anche nella cancelleria del tribunale del luogo in cui si

.

trovano

 

Contenuto Motivi di gravame a sostegno possono essere enunciati (ma

RICHIESTA DI RIESAME non è obbligatorio ≠ Appello ex art. 310);

l’imputato può chiedere di comparire personalmente ed in

tal caso vi ha diritto;

* CMQ il legittimato alla richiesta ha facoltà di enunciare

motivi nuovi davanti al giudice del riesame prima

dell'inizio della discussione (integrazione).

Viene dato immediato avviso dell’impugnazione all’A.G. procedente. Essa, entro i 5 gg

successivi, trasmette al Trib. del Riesame gli atti (atti originariamente presentati dal P.M.

nella sua richiesta: elementi di prova a carico/discarico dell’indagato, deduzioni e memorie

difensive; elementi sopravvenuti a favore dell’indagato).

È notificato avviso di fissazione udienza alle parti.

PROCEDIMENTO DI RIESAME

Il procedimento davanti al Tribunale del Riesame si svolge in camera di consiglio ex art. 127.

Vi è la partecipazione facoltativa delle parti. Il Tribunale ha cognizione piena (oltre i motivi ed

anche per il merito).

 Esso deve decidere con entro 10 gg. dalla ricezione degli atti (da parte dell’A.G.

ORDINANZA

che ha applicato la misura). Deve decidere anche sulla base degli elementi addotti dalle parti in

udienza.

 Possibili decisioni:

I

* sul piano procedurale.

NAMMISSIBILITÀ 

A

a) dell’ordinanza Può essere pronunciato anche per motivi ≠ da quelli enunciati;

NNULLAMENTO deve essere pronunciato se nell’ordinanza impugnata manca la

motivazione o non vi è l’autonoma valutazione dei gravi indizi di

colpevolezza, esigenze cautelari, elementi forniti dalla difesa.

R dell’ordinanza in melius È vietata la reformatio in peius.

b) IFORMA Può essere pronunciato anche per motivi ≠ da quelli enunciati;

C dell’ordinanza

c) Può essere pronunciato anche per ragioni ≠ da quelle indicate

ONFERMA nell’ordinanza.

 Ordinanza del Trib. del Riesame deve essere depositata entro 30 gg. dalla decisione (o 45

gg. se motivazione complessa).

 La decisione è sempre immediatamente esecutiva (≠ Appello).

Ordinanza perde efficacia e misura applicata si estingue automaticamente (non è rinnovabile):

se non sono rispettati i termini prescritti x trasmissione degli atti; decisione sulla richiesta di riesame;

deposito dell'ordinanza del Tribunale in cancelleria.

APPELLO CAUTELARE (art. 310)

L’APPELLO CAUTELARE consiste nel mezzo di impugnazione, proposto in via residuale, avverso TUTTE LE

≠ (quindi, per misure

ORDINANZE CHE DISPONGONO MISURE CAUTELARI PERSONALI DALLE MISURE COERCITIVE

interdittive) e avverso (con rif. all’atto di appello del P.M.).

ORDINANZE DI RIGETTO DI MISURE CAUTELARI COERCITIVE

ATTO DI APPELLO

 . .

Legittimati all’ATTO DI APPELLO sono la ed il (estensione). Quanto al termine di

DIFESA P M

proposizione si applica la disciplina sul riesame.

 L’atto deve essere presentato presso la cancelleria del Tribunale in composizione collegiale del

luogo in cui ha sede la corte d’appello nella cui circoscrizione è compreso il giudice che ha

. . T L

emesso l’ordinanza ( ).

C D RIBUNALE DELLA IBERTÀ

Le parti private e i difensori possono presentare l’atto anche nella cancelleria del tribunale del luogo in cui si

.

trovano

 

Contenuto Motivi di gravame a sostegno devono essere enunciati

ATTO DI APPELLO obbligatoriamente

 limitano la cognizione del giudice (effetto devolutivo non

pieno)

Le doglianze possono investire sia profili di merito, sia profili di

legittimità.

Viene dato immediato avviso dell’appello all’A.G. procedente. Essa, entro il giorno

successivo, trasmette al Trib. della Libertà l’ordinanza appellata e gli atti su cui essa si fonda.

PROCEDIMENTO DI APPELLO

Il procedimento davanti al Tribunale della Libertà si svolge in camera di consiglio ex art. 127.

Il Tribunale ha cognizione non piena.

 Esso deve decidere con entro 20 gg. dalla ricezione degli atti (da parte dell’A.G.

ORDINANZA

che ha applicato la misura).

 Possibili decisioni:

I

* sul piano procedurale;

NAMMISSIBILITÀ

A ;

a) CCOGLIMENTO

R

b) .

IGETTO

 Ordinanza del Trib. del Riesame deve essere depositata entro 30 gg. dalla decisione (o 45 gg. se

motivazione complessa).

 La decisione che dispone misura cautelare non è immediatamente esecutiva: la sua esecuzione

rimane sospesa fino all’esito dell’eventuale Ricorso per Cassazione (favor rei).

La decisione pro reo è sempre immediatamente esecutiva.

In caso di mancato rispetto dei termini, non si ha estinzione automatica della misura cautelare.

RICORSO PER CASSAZIONE (art. 311)

Il RICORSO PER CASSAZIONE rappresenta lo strumento con cui possono essere impugnate le ORDINANZE

T L in sede di Riesame o Appello ex artt. 309-310.

EMESSE DAL RIBUNALE PER LA IBERTÀ

Inoltre, possono essere impugnate direttamente anche le nel caso

ORDINANZE APPLICATIVE DI MISURE COERCITIVE

del c.d. Ricorso per saltum proposizione del ricorso rende inammissibile richiesta di Riesame ex art. 309.

In particolare:

- Ordinanze emesse dal Tribunale per la Libertà sono ricorribili in Cassazione per:

- Violazione di legge;

- Vizi della motivazione (non logicità o contraddittorietà).

- Ricorso per saltum è ricorribile solo per violazione di legge.

Il procedimento davanti alla Cassazione si svolge in camera di consiglio ex art. 127.

La sua cognizione non è piena, ma limitata ai vizi censurati, i quali limitano l’oggetto della decisione.

La decisione della Cassazione può avere contenuto procedurale (inammissibilità) ovvero di merito

(accoglimento o rigetto). In caso di annullamento con rinvio, è disposto rinvio al giudice di 1° o 2° grado per

la nuova decisione.

In caso di mancato rispetto dei termini, non si ha estinzione automatica della misura cautelare.

GIUDICATO CAUTELARE

Esauriti i diversi gradi di impugnazione, l’ acquista la caratteristica dell’ : si forma il

ORDINANZA IRREVOCABILITÀ

c.d. “giudicato cautelare”.

Divieto di bis in idem non potrà essere più discussa la questione (ad eccezione del caso di sopravvenienze

in fatto e in diritto).

( )

MISURE CAUTELARI DI SICUREZZA O MISURE DI SICUREZZA PROVVISORIE

In pendenza del procedimento penale possono essere provvisoriamente applicate MISURE DI SICUREZZA DI

.

TIPO PERSONALE

L’applicazione anticipata (prima della sentenza definitiva) è subordinata alla presenza di due requisiti:

1) Pericolosità sociale dell’imputato; 2) Gravi indizi di commissione del fatto.

Nel procedimento non è ipotizzabile una applicazione definitiva delle misure di sicurezza:

la pericolosità sociale è definitivamente accertata solo all’esito del processo, con la sentenza irrevocabile.

Pertanto, è consentito solo che la persona (infermo di mente, ubriaco abituale, tossico o l’alcool

dipendente) sia sottoposto provvisoriamente a ricovero in una det. struttura (ospedale psichiatrico

giudiziario; casa di cura e di custodia).

Ai fini delle impugnazioni, la misure di sicurezza provvisoria è equiparata alla custodia cautelare.

M ≠

ISURE DI SICUREZZA MISURE CAUTELARI

Le misure di sicurezza sono caratterizzate dall’intuitu personae, essendo incentrate sulla pericolosità sociale

dell’imputato.

In generale, mentre le misure cautelari sono applicabili nel corso del procedimento con ordinanza, le

misure di sicurezza “definitive” sono irrogate necessariamente con sentenza all’esito del processo (sebbene

eccezionalmente possano essere applicate con ordinanza anche misure di sicurezza “provvisorie” nel corso del

procedimento).

Con la pronuncia della sentenza le misure cautelari cessano e possono essere seguite dalla pena principale;

invece, le misure di sicurezza si sostituiscono alla pena principale.

MISURE CAUTELARI REALI

Le sono quelle che incidono su beni patrimoniali.

MISURE CAUTELARI REALI

 Esse possono avere principalmente due FINALITÀ:

F

I. = garantire l’esecuzione della sentenza definitiva;

INALITÀ CONSERVATIVA

F

II. = impedire che la libera disponibilità di una cosa pertinente al reato possa

INALITÀ PREVENTIVA agevolare le conseguenze di esso o la commissione di altri reati.

 Per potersi applicare, necessitano di due PRESUPPOSTI GENERALI:

F si deve procedere in ordine ad un fatto che corrisponde ad una fattispecie

UMUS DEL REATO astratta di reato; non è necessaria la presenza di gravi indizi di colpevolezza.

P concreta possibilità che la disponibilità del bene comprometta le finalità

ERICULUM IN MORA conservative o preventive.

Si tratta principalmente del sequestro conservativo e del sequestro preventivo.

SEQUESTRO CONSERVATIVO

= Finalità di evitare che vengano a mancare o si disperdano le garanzie reali per l’esecuzione della

sentenza definitiva

. 

. .

L la sua richiesta è a garanzia del pagamento di pena pecuniaria,

P M

EGITTIMATI ALLA RICHIESTA spese di procedimento, ogni altra somma dovuta all'Erario.

≠ interesse sostanziale chiede il sequestro conservativo di beni mobili o immobili propri

dell'imputato oppure somme/cose a lui dovute.

P la sua richiesta è a garanzia delle obbligazioni civili nascenti

ARTE CIVILE dal reato (pretesa risarcitoria)

chiede il sequestro conservativo di beni dell’imputato o del

responsabile civile.

G La richiesta può essere avanzata solo nella fase processuale al giudice procedente.

IUDICE COMPETENTE Il provvedimento che dispone il sequestro conservativo è emesso con .

ORDINANZA

C può proporre ex art. 324 vs. tale

HIUNQUE VI ABBIA INTERESSE RICHIESTA DI RIESAME

ordinanza.

E Per effetto del sequestro, è apposto un vincolo di indisponibilità sul bene.

FFETTI DELLA MISURA Inoltre, i crediti indicati in precedenza si considerano privilegiati (rispetto ai

crediti non privilegiati di data anteriore e a tutti i crediti di data posteriore).

Gli effetti del sequestro cessano quando la sent. positiva (proscioglimento o

non luogo a procedere) diventa definitiva.

Nel caso di beni immobili, la cancellazione della trascrizione del sequestro è

eseguita dal P.M. Se non vi provvede, l’interessato può proporre incidente di

.

esecuzione

E Il sequestro è eseguito dall'ufficiale giudiziario, con le forme previste dal c.p.c. per

SECUZIONE l’esecuzione del sequestro conservativo sui beni mobili/immobili.

Il sequestro si converte in pignoramento quando diventa irrevocabile la sent. di condanna

alla pena pecuniaria oppure quando diventa esecutiva la sent. di condanna al risarcimento

del danno.

L’esecuzione forzata ha luogo nelle forme prescritte dal c.p.c.

Sul prezzo ricavato dalla vendita dei beni sono pagate, nell’ordine, le somme

dovute alla parte civile, le pene pecuniarie, le spese di procedimento e ogni altra

somma dovuta all'erario dello Stato.

O Se viene offerta idonea cauzione dall’imputato (o responsabile civile), non si fa

FFERTA DI CAUZIONE luogo al sequestro o quello già disposto viene revocato.

SEQUESTRO PREVENTIVO

= Finalità di impedire che la liberà disponibilità di una cosa pertinente al reato possa agevolare

le conseguenze di esso o la commissione di altri reati

interrompere l'iter crimonoso

. .

L P M

EGITTIMATI ALLA RICHIESTA

C La richiesta può essere avanzata sia nella fase delle indagini preliminari sia nella fase

OMPETENZA processuale al giudice procedente.

Il provvedimento che dispone il sequestro preventivo è emesso con .

DECRETO MOTIVATO

MA nella fase delle indagini preliminari:

a) Se per la situazione di urgenza non è possibile attendere l’intervento del

giudice, il sequestro è disposto dal P.M. con decreto motivato.

b) In caso di urgenza, prima dell’intervento del P.M., sequestro è disposto dalla P.G.

di propria iniziativa. Essa, nelle 48 h successive, deve trasmettere il verbale al P.M.

Il P.M. richiede al giudice l’ordinanza di convalida e l’emissione del decreto di

sequestro entro 48 h dal sequestro (in a); entro 48 h dalla ricezione del verbale

della P.G. (in b).

il sequestro perde efficacia: in caso di mancato rispetto dei termini; se il giudice non

emette l'ordinanza di convalida entro 10 gg. dalla ricezione della richiesta.

 La , la , la

DIFESA PERSONA ALLA QUALE LE COSE SONO STATE SEQUESTRATE PERSONA CHE

pox. proporre ex art.

AVREBBE DIRITTO ALLA LORO RESTITUZIONE RICHIESTA DI RIESAME

324 vs. il decreto di sequestro preventivo.

 , . .,

La il la , la

DIFESA P M PERSONA ALLA QUALE LE COSE SONO STATE SEQUESTRATE

pox. proporre

PERSONA CHE AVREBBE DIRITTO ALLA LORO RESTITUZIONE ATTO DI APPELLO

ex art. 322 bis vs. le ordinanze in mat. di sequestro preventivo e vs. provv. di

revoca del sequestro disposto dal P.M. Si applica l’art. 310, in quanto compatibile.

E Per effetto del sequestro, è apposto un vincolo di indisponibilità sul bene.

FFETTI DELLA MISURA Funzione inibitoria: impone al soggetto un obbligo di non facere (ex: non

continuare la costruzione abusiva) e o un obbligo di facere (ex: rimuovere

una situazione di pericolo).

R Il sequestro è immediatamente revocato quando risultano mancanti (anche

EVOCA DELLA MISURA per fatti sopravvenuti) le condizioni di applicabilità.

Il dissequestro deve essere ordinato da:

- P.M., nella fase delle indagini preliminari;

- Giudice, nella fase processuale.

E Il sequestro preventivo perde efficacia e le cose sequestrate devono essere

FFICACIA DELLA MISURA restituite a chi ne abbia diritto quando è pronunciata sent. di proscioglimento

o di non luogo a procedere.

Il sequestro preventivo mantiene efficacia quando è pronunciata sent. di

condanna ed è stata disposta la confisca delle cose sequestrate.

IMPUGNAZIONI MISURE CAUTELARI REALI

RICHIESTA DI RIESAME

La è prevista per entrambe le misure cautelari reali.

APPELLO CAUTELARE

L’ non può mai essere presentato nel caso di sequestro conservativo, ma solo nel

caso del sequestro preventivo (CON I LIMITI VISTI PRIMA).

RICORSO PER CASSAZIONE

Il è previsto per entrambe le misure cautelari reali.

RIESAME (art. 324)

RICHIESTA DI RIESAME

 L’imputato può proporre la richiesta di riesame del provv. che ha disposto il sequestro entro 10 gg.

dalla sua esecuzione.

 La richiesta deve essere presentata presso la cancelleria del Tribunale in composizione collegiale del

capoluogo della Provincia in cui ha sede l’ufficio che ha emesso il provvedimento.

 Motivi di gravame a sostegno possono essere enunciati (ma non è obbligatorio).

* CMQ il legittimato alla richiesta ha facoltà di enunciare motivi nuovi davanti al giudice del

riesame (integrazione).

Viene dato immediato avviso dell’impugnazione all’A.G. procedente. Essa, entro il giorno successivo,

trasmette al Tribunale del Riesame gli atti su cui si fonda il provvedimento.

È notificato avviso di fissazione udienza alle parti.

PROCEDIMENTO DI RIESAME

Il procedimento davanti al Tribunale del Riesame si svolge in camera di consiglio ex art. 127.

Esso deve decidere con ordinanza entro 10 gg. dalla ricezione degli atti (da parte dell’A.G. che ha

applicato la misura).

Quanto alla disciplina sui tipi/contenuto della decisione, sul suo deposito, sulla perdita di efficacia della

misura cautelare reale, si osserva quanto stabilito dall’art. 309.

* In caso di contestazione della proprietà, il Trib. del riesame rinvia la decisione della controversia al

giudice civile, mantenendo nel frattempo il sequestro.

RICORSO PER CASSAZIONE (art. 325)

Il RICORSO PER CASSAZIONE rappresenta lo strumento con cui possono essere impugnate le ORDINANZE

T L in sede di Riesame o Appello ex artt. 324-322 bis.

EMESSE DAL RIBUNALE PER LA IBERTÀ

Inoltre, possono essere impugnati direttamente anche i DECRETI DI SEQUESTRO PREVENTIVO EMESSI DAL GIUDICE

nel caso del c.d. Ricorso per saltum proposizione del ricorso rende inammissibile richiesta di Riesame

ex art. 324.

In particolare:

- Ordinanze emesse dal Tribunale per la Libertà sono ricorribili in Cassazione per:

- Violazione di legge;

- Mancanza assoluta di motivazione (non mero vizio ≠ da art. 311).

- Ricorso per saltum è ricorribile solo per violazione di legge.


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151

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Bergamo - Unibg
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Avv. Gabriele Pellicioli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto processuale penale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bergamo - Unibg o del prof Scienze giuridiche Prof.

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