Preappello dicembre-gennaio: programma del parziale
Struttura dei codici
Il codice di procedura civile è diviso in quattro libri:
- Principi generali
- Processo di cognizione
- Processo di esecuzione forzata
- Procedimenti speciali
Che cos'è il diritto processuale civile?
Innanzitutto, è un diritto, cioè una materia composta da materie giuridiche vincolanti, norme cogenti e che hanno anche delle sanzioni nel caso della mancata osservanza. A volte queste sanzioni sono dette “interne” allo stesso processo (serie di atti continuati che vanno avanti verso un fine ultimo, cioè la sentenza). Ci sono delle attività che si possono compiere solo a pena di preclusione (cioè, sforato un termine di tempo non si può più compiere, ad es. art. 167). Art. 183 disciplina le memorie che entrambe le parti possono fare per sviluppare il processo, questo art. dà possibilità di fare determinate azioni in un determinato momento.
Ci sono anche delle sanzioni, sempre all'interno del processo, ma che hanno degli effetti sostanziali cioè vanno al di là del processo. Art. 96 parla di responsabilità aggravata — se si usa il processo in malo modo (litigante temerario?) tende a colpire i casi in cui un soggetto utilizzi il processo in modo indebito, fuori da quella che dovrebbe essere la sua logica. La conseguenza è che il giudice può anche condannarlo al risarcimento del danno.
Il processo è un fenomeno molto articolato che ha tante funzioni e sfumature. Diritto processuale, nel senso che si insiste sulla valenza sistematica e delle garanzie, più che sulla forma.
Processo e le sue funzioni
Il diritto processuale occupa delle relazioni che riguardano i privati, studia gli strumenti di tutela dei diritti che hanno natura privata. Non è comunque escluso che anche la pubblica amministrazione possa essere soggetta alla giurisdizione ordinaria. Comunque in sé questa materia appartiene al diritto pubblico, in quanto i giudici sono un potere dello stato.
Il processo è un fenomeno complesso in cui, in una situazione controversa tra due o più soggetti, uno di questi decide di rivolgersi all'autorità per ottenere tutela di un suo diritto che afferma leso, attraverso un provvedimento giurisdizionale.
Il processo ha differenti funzioni:
- Tutela dei diritti o altri situazioni soggettive;
- Ricerca della verità: corretta ricostruzione dei fatti. L'attività del giudice quindi ha delle analogie con l'attività dello storico, ma con alcune differenze: lo storico è molto più libero rispetto al giudice, libero nello scopo. Il giudice invece ha un dovere essendo una funzione dello stato, ha un munus publico. Il processo non può finire "pari", il giudice non può non pronunciarsi — principio dell'onere della prova, il giudice può decidere anche se non ne è convinto, in base allo sviluppo del processo. C'è una differenza anche nel metodo: il giudice deve seguire le norme del processo e nella ricostruzione della verità deve utilizzare le prove. Tendenzialmente le prove sono tipiche, individuate dal legislatore.
- Scopo di dare certezza alle situazioni giuridiche: il processo nasce da una situazione di incertezza (cioè la controversia), per poi arrivare ad una situazione di certezza;
- Funzione sociale: di garantire l'ordine sociale;
- Funzione di favorire i soggetti più deboli: per esempio casi di processi minorili, casi di diritto del lavoro. Questa funzione viene attivata con l'ampliamento dei poteri del giudice.
Simbolismo della giustizia
La giustizia è rappresentata da una dea bendata — imparziale, applica il diritto indipendentemente da chi siano i protagonisti. La dea bendata porta con sé anche una bilancia (cognizione) e una spada (esecuzione forzata). La bilancia vuole rappresentare il decidere, in modo ponderato, sentimento del giudizio, attività logica e razionale. Allo stesso tempo questo giudizio è autoritativo, giudizio al quale lo stato stesso attribuisce una particolare auctoritas.
Aspetto oggettivo del processo — situazione controversa. Crisi di cooperazione. Dal punto di vista oggettivo questa controversia riguarda aspetti giuridici. L'oggetto del processo è costituito da diritti soggettivi, rapporti giuridici o status personali. Non ha per oggetto dei fatti. Ci sono processi che hanno ad oggetti diritti semplici, a volte status personali quindi situazioni giuridiche molto articolate.
Dal punto di vista soggettivo il nostro processo tendenzialmente ha tre protagonisti: attore, convenuto e giudice. Ma le parti sono due. "Litisconsortio" quando il processo è plurisoggettivo.
Il processo ha lo scopo di chiudere una situazione di incertezza attraverso un provvedimento autoritativo, cioè la sentenza: atto autoritativo che rimane comunque un atto compiuto da un giudice personale fisica e non è scontato che sia conforme alla giustizia — per questo vi è la possibilità che queste sentenze siano impugnate.
- Primo grado
- Secondo grado
- Giudizio di legittimità davanti alla Cassazione
Una volta che si sono esauriti gli elementi di impugnazione ordinaria, arriviamo ad una situazione che si chiama giudicato. Passato in giudicato —> formale o sostanziale?
Fonti del diritto processuale civile
Le fonti del diritto processuale civile sono molte: codice di procedura civile, che ha subito molte modifiche, ma è ancora quello del 1940. Nel 1950 ci fu una grande modifica e una svolta liberale. 1973 ci fu la riforma del lavoro. In questi ultimi anni ci sono state tante riforme processuali molto significative.
Il diritto processuale civile viene considerato molto spesso un diritto strumentale, di conseguenza il rito viene modellato in base alle finalità da perseguire. Il legislatore ha dato delle particolari caratteristiche a seconda del settore. Questo ha portato ad una proliferazione di riti — nel 2011 c'è stato un decreto legislativo che ha affermato che la grande quantità di riti nuoceva direttamente ai cittadini (all'epoca erano più di 25 i riti). Ora ci sono solamente 3 diversi riti (rito ordinario di cognizione, rito del lavoro e processo sommario di cognizione art. 702 bis —> rito voluto per contrarre i tempi del processo).
Norme costituzionali e diritto processuale civile
Il processo risponde ad una esigenza del diritto pubblico, i magistrati sono organi dello stato e quindi personificano un dovere dello stato. Le norme costituzionali hanno una duplice differenza da norme ordinarie:
- Dal punto di vista formale: sono sovraordinate rispetto alle norme ordinarie, a tal punto che per una loro modifica occorrono procedimenti, ma fungono anche da cartina al tornasole. Resistenza superiore delle norme costituzionali rispetto norme ordinarie;
- Le norme costituzionali riguardano principi: norme che si limitano a dare una linea programmatica sulla quale poi si devono costruire gli istituti del nostro ordinamento.
Abbiamo due comparti di norme:
- Alcune si occupano della magistratura in senso ampio, ruolo dei magistrati: garanzie costituzionali della magistratura;
- Altre invece hanno maggiore riguardo alla posizione del singolo cittadino che affronta il processo civile, si occupano dello svolgimento concreto del processo.
Il nostro diritto non è un fenomeno stabile, ma dinamico e modellabile che cambia a seconda delle istanze della società. Vaglio di ammissibilità —> terminava con un decreto che non poteva essere impugnato. La corte costituzionale e il legislatore successivamente sono intervenuti su questo aspetto. Contro questo decreto si poteva fare un reclamo. Nel 2006 la corte costituzionale intervenne su questo norma dichiarandola incostituzionale in quanto si sottopone ad una condizione eccessiva la possibilità di iniziare un processo.
Le norme della Costituzione possono essere suddivise sulla base di un altro criterio: alcune di queste norme hanno la caratteristica di toccare direttamente dei diritti e delle libertà fondamentali del singolo. Norme che operano nel processo, ma dandoci l'idea che un processo per essere corretto deve rispettare tali norme e se non lo fa il processo stesso è viziato in modo tale che il cittadino può far valere direttamente questo vizio. Art. 24 II comma —> diritto di difesa. Norma che riguarda direttamente tutti i partecipanti al processo. Una violazione di questo diritto può portare anche all'annullamento del processo. Si dice che queste norme siano self-executing, possono essere fatte valere direttamente nel processo.
Altre norme invece hanno un potere più attentato: art. 111 detta i canoni del giusto processo e tra questi c'è anche il canone della ragionevole durata. Dopo essere stata condannata per violazione di questo principio, l'Italia ha introdotto la Legge Pinto, che ha stabilito che se un processo dura oltre la ragionevole durata, la parte che per ottenere giustizia ha atteso un tempo irragionevole, può ottenere una somma di denaro che può compensare in parte questa illegittima durata del processo.
Norme che si occupano della magistratura
“La giustizia è amministrata in nome del popolo. I giudici sono sottoposti solo alla legge”. La giustizia costituisce una funzione dello stato ed esercitata per nessun altro fine se non quello di rispondere al benessere del popolo.
II comma:
- Ci ricorda che è ancora valido il principio della divisione dei poteri, i giudici non possono disapplicare la legge.
- I giudici sono soggetti solo alla legge, diverso rispetto dei giudici nei confronti della legge rispetto per es. agli atti della pubblica amministrazione.
- Nel nostro ordinamento non vale il cosiddetto vincolo del precedente, come succede nei paesi di common law che si basano sulle decisioni dei magistrati precedenti. Il giudice non è vincolato nel nostro ordinamento. I precedenti giudiziari ovviamente hanno una loro forza. Questo principio sta scemando dovute alle recenti riforme processuali (art. 363 c.p.c anche nei casi in cui non si arrivi in cassazione, il procuratore generale di cassazione può chiedere comunque che la corte applichi il principio che in quella ipotesi avrebbe dovuto informare la fattispecie. Art. 374 la corte di cassazione a volte si pronuncia a sezione unite a 9 magistrati, questo articolo afferma che la sezione semplice (5 magistrati) non può di sua iniziativa decidere il caso in contrasto con le sezioni unite.
“La funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari istituiti e regolare dalle norme sull’ordinamento giudiziario”. I magistrati ordinari sono i giudici di pace, tribunali (giudici di primo grado), corte d’appello (giudice di secondo grado) e corte di cassazione. Per capire se una causa spetta ad un giudice ordinario vengono applicate le regole di competenza.
“Non possono essere istituiti giudici straordinari o speciali, possono solo istituirsi sezioni specializzate anche con cittadini estranei alla magistratura”. Giudici straordinari istituiti dopo l’evento che essi devono giudicare, vengono creati ad hoc per una determinata causa (come per es. processo di Norimberga). Nel nostro ordinamento è vietato per garantire principio di imparzialità.
I giudici speciali non sono istituiti post factum, ma devono giudicare solo specifiche controversie — qui l’idea sottostante era quella di non inventare giudici che abbiano delle specifiche controversie perché sembrerebbe toglierli dalla soggezione alla legge.
Art. 25 Cost garanzia del giudice naturale: “nessuno può essere distolto da giudice naturale precostituito per legge”.
Norma che si occupano del processo
Art. 24 Cost “tutti possono agire in giudizio...”
I comma —> diritto di azione e di accesso ai tribunali. Ci dà una dimensione molto ampia: tutti possono agire in giudizio. Richiedere cioè tutela giurisdizionale agli organi giurisdizionali attraverso il processo. “Per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi” parallelismo tra queste due figure. Questa norma nasce in reazione ad un periodo cupo della guerra e del regime. Norme che vuole avere un significato di garanzia.
Capire da un lato se questo diritto sia un diritto incondizionato che non possa mai tollerare dei limiti, e dall’altro capire come si deve esprimere. Il diritto di azione deve essere un diritto libero tendenzialmente privo di barriere, però si giurisdizione condizionata è posto nel tempo il tema dal nel senso che il legislatore ha introdotto delle attività considerate preliminari alla possibilità di un soggetto di rivolgersi agli organi. Il legislatore ha introdotto degli step intermedi — come nel diritto del lavoro (tentativo di conciliazione), le recenti riforme comunque hanno soppresso l’obbligatorietà di questo step.
Mediazione obbligatoria e negoziazione assistita introdotto nel 2014 — le parti si rivolgono agli avvocati i quali negoziano una soluzione.
La Corte Costituzionale afferma che l’art. 24 non è un dogma assoluto, la cosa importante è che la compressione al diritto all’accesso immediato al tribunale sia ragionevole e proporzionata.
Diverso per gli arbitrati obbligatori: considerati incostituzionale rispetto all’art. 24.
Come si sviluppa questo diritto? La legge deve anche assicurare che la tutela giurisdizionale sia effettiva. L’art. viene rivestito di questa regola della effettività della tutela giurisdizionale. Necessità di provvedimenti che assicurino il risultato ottenuto — a volte la sentenza del giudice non basta. Si devono dare degli strumenti per garantire che il risultato possa essere ottenuto anche contro la volontà del soggetto convenuto.
Ci sono delle ipotesi che impongono invece di agire immediatamente: giurisdizionale cautelare serve per far sì che in alcuni casi di tutele più pressanti si possa agire in maniera più rapida.
“la difesa è diritto inviolabile in tutti gli stati e gradi del procedimento” diritto di difesa. Principio del contraddittorio per il quale il nostro processo deve essere sempre costituito come un rapporto dialettico, tale per cui, rispetto a qualsiasi attività della parte, l’altra parte deve essere sempre messa in condizioni di difendersi.
Dal punto di vista dell’oggetto riguarda tutte le attività che vengono in processo. Si deve esplicare sul piano dei fatti (allegazioni di fatto). Il principio del contraddittorio si deve esplicare sul piano del diritto. Si deve esplicare anche sul piano delle prove.
Il contraddittorio riguarda anche le eventuali iniziative del giudice. Il giudice non può decidere su una causa sulla base di qualcosa da lui recepito senza aver sollecitato le parti a difendersi.
L’art. 24 II comma si ricollega all’art. 3 in quanto in particolare le posizioni dell’attore e del convenuto non sono identiche tra di loro.
Il processo per essere tale ha bisogno del contraddittorio, il contraddittorio differenzia il processo da dei meri procedimenti in cui manca la componente dialettica.
Duplice controllo della Corte Costituzionale e CEDU
La corte costituzionale sindaca solo sulle norme di legge. La corte europea controlla non solo le norme di legge, ma anche le singole vicende processuali.
Efficacia diversa: se la corte costituzionale accoglie una questione che le viene sottoposta dichiara incostituzionale la norma la quale viene espulsa dall’ordinamento (efficacia diretta). La CEDU ha una portata diversa: invita lo stato membro ad adeguarsi e modificare la normativa, non ha effetto diretto ma di indirizzo.
Art. 111 Cost
Un primo aspetto importante è che le norme sul processo devono essere norme di legge, quindi c’è una chiara riserva di legge in questo ambito.
Il giudice ha un più o meno ambito di discrezionalità: alcuni hanno sottolineato che questo deve essere, dove è possibile limitato, in quanto potrebbe andare in contrasto con il giusto processo regolato dalla legge. Questa interpretazione forse è un po’ troppo, occorre però sempre un giudizio di proporzione. Il giudice non può essere un mero esecutore materiale della legge. “principio del contraddittorio”
Art 111 cpc il contraddittorio non riguarda solo le parti, ma anche gli eventuali interventi del giudice.
II comma: se il giudice vuole rilevare una questione di ufficio dà un termine compreso tra 20 e 40 giorni alle parti per poter presentare una memoria. La norma comunque non è considerata troppo garantistica per il contraddittorio in quanto indica un solo termine.
“In condizioni di parità” principio di parità delle armi tra le parti: una delle declinazioni del contraddittorio è quella per cui la posizione delle parti deve essere equivalente.
“Davanti ad un giudice imparziale” vi sono casi di imparzialità oggettiva e soggettiva.
“La legge ne assicura la ragionevole durata” vi è l’idea che il processo per essere giusto deve rispettare una ragionevole durata. Legge Pinto n. 89/2001 intitolata “sulla previsione di un’equa riparazione in caso di durata irragionevole del processo”. Riparazione non si in...
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