Diritto processuale civile
Orari delle lezioni
Martedì 9.00 - 11.15
Mercoledì 12.45 - 2.15
Giovedì 9.00 - 11.15
Periodo esami
Dicembre - gennaio parziale
Data di riferimento
01/10/2014:
Diritto
Quale è l'oggetto del corso? È una materia giuspositiva. È una branca del diritto che si occupa della tutela di diritti attraverso lo strumento del processo. È un diritto, cioè è un insieme di norme che hanno un carattere cogente, vincolante per tutti i soggetti dell'ordinamento.
Processuale
È però un diritto processuale, che si contrappone all’idea di diritto sostanziale. Ci occuperemo quindi fondamentalmente del processo, cioè un fenomeno costruito dagli ordinamenti giuridici per consentire la tutela dei diritti che i soggetti sono in grado di far rispettare tra loro.
Perché si dice diritto processuale civile e non procedura civile? Grazie all'impegno dato da una serie di autori (tra i quali Chiovetta) e dei giuristi, guardando all'esperienza del diritto processuale tedesco, si è giunti a dire che questa materia non è una mera procedura, non è un insieme di norme tecniche, ma ha un apparato sistematico che la rende un settore del diritto dotato di autonoma valenza.
Struttura del codice
Nel codice ci sono 4 libri:
- Principi generali
- Processo di cognizione
- Processo di esecuzione
- Procedimenti speciali
A noi interessano i primi 2 libri.
Civile
Processo come strumento di tutela dei diritti civili, diritti di ambito civile che appartengono ai privati cittadini. Ma ci possono essere processi in cui una delle parti sia una PA (o la PA agisce iure privatorum come se volesse stipulare un contratto di diritto privato). Viene usato anche quando vengono in gioco dei diritti e non si è in un campo particolare si usa lo stesso il processo civile.
Cos'è un processo?
Quando parliamo di processo, un termine che ci viene spontaneo collegare è quello di giustizia (che descriviamo come una donna bendata, perché deve essere imparziale, non deve avere preconcetti).
È un fenomeno giuridico per il quale partendo da una situazione controversa si arriva a rendere chiara quella che all'inizio era la situazione controversa c'è un momento di attrito tra due o più soggetti che sono in contesa tra di loro perché litigano su determinati diritti. Il processo è lo strumento che porta ad un risultato, che chiamiamo sentenza, che serve per restituire certezza laddove all'inizio mancava.
Quando la sentenza non sarà più attaccabile, cioè passa in giudicato, quel giudicato che si è formato è di nuovo diritto sostanziale (partendo da un diritto sostanziale controverso).
Funzioni del processo
Il processo ha una serie di funzioni, tra le quali proviamo quella di tutelare i diritti.
Art 2907. Attività giurisdizionale. Alla tutela giurisdizionale dei diritti provvede l'autorità giudiziaria su domanda di parte e, quando la legge lo dispone, anche su istanza del pubblico ministero o d'ufficio. L’autorità giudiziaria provvede alla tutela dei diritti attraverso il processo.
Il processo ha però altri scopi, per esempio serve a raggiungere la verità in una certa fattispecie sulla quale ci sono dubbi è vero fino ad un certo punto. Il giudice sicuramente quando si trova davanti un caso deve capire come stanno le cose, ma il giudice lo fa con una serie di regole e accorgimenti.
Il giudice non è uno storico che ricostruisce una certa vicenda del passato, non è uno storico tra le due attività vi sono delle differenze: lo storico è molto più libero in quello che è il suo obiettivo (può scegliere il campo di indagine), può anche limitarsi a dare delle soluzioni come verosimili, il suo metodo è libero anche nella ricerca delle prove.
Il giudice è vincolato prima di tutto perché il giudice fa questo lavoro come dovere istituzionale (il magistrato incarna un potere dello stato). Il giudice non può emettere una sentenza nel quale dice di non essere in grado di decidere.
Il giudice non è libero nel metodo, perché si serve delle prove, cioè strumenti che servono al giudice per conoscere la verità di un certo fatto e normalmente queste prove sono tipiche, cioè sono prove che il legislatore ha inquadrato (esempio: testimonianza, presunzione, confessione, giuramento).
Il legislatore si è mosso nel 1940 Di fronte a queste prove oggi siamo di fronte a possibilità che ci offre la tecnica che hanno rivoluzionato una serie di giudizi.
Altre funzioni del processo
- Riportare la certezza del diritto, eliminare lacune
- Tutelare soggetti più deboli (lavoro, consumatori)
- Strumento per l'economia nazionale
Composizione di un processo
È composto da due componenti:
- Componente oggettiva: è la controversia, si arriva al processo quando c'è una crisi di cooperazione. Il processo ha ad oggetto non fatti, ma diritti, rapporti giuridici o status personali (comunque sempre situazioni che hanno una rilevanza giuridica). Ad esempio, Tizio e Caio litigano per un quadro: il processo non avrà mai ad oggetto il quadro, il terreno, l’immobile, ma un diritto ad esso relativo il diritto di proprietà, diritto di restituzione, diritto all’immagine. Ci sono dei casi in cui il processo ha ad oggetto dei fatti: disconoscimento della scrittura privata e querela di falso (processi in cui si attacca il fatto che è stato prodotto un documento che però non è vero).
- Componente soggettiva: il processo può essere accostato ad altri fenomeni, quali un gioco, una competizione, una rappresentazione teatrale (il processo è un fenomeno dialettico e dinamico). Protagonisti del processo sono: le parti (due o più), che sono qualificati con i termini di attore e di convenuto (colui che subisce l’iniziativa del processo) e il giudice (soggetto autoritario, terzo e imparziale). Quando vi è una pluralità di soggetti che sono tutti protagonisti della vicenda processuale litisconsorzio (che può esserci dall’inizio oppure può svilupparsi nel corso del processo).
Non esiste un processo civile unico è qualcosa da un lato di fisiologico dall'altro è qualcosa di rischioso. Il processo serve alla tutela dei diritti e quindi è anche vero che a seconda del tipo di diritto da tutelare potrebbe essere necessario predisporre degli strumenti giudiziali diversi. Questo ha portato ad una situazione di grande confusione. Fino a poco tempo fa avevamo circa 25 riti civili tutti diversi. Il legislatore è intervenuto con il decreto 150/2011 semplificazione dei riti civili individuando 3 grandi comparti:
- Processo di cognizione – processo ordinario: secondo libro
- Processo di lavoro: secondo libro
- Procedimento sommario di cognizione (dal 2009 con scarsa prova, anche perché poco valorizzato dagli stessi magistrati): quarto libro art. 702bis
02/10/2014:
Dal punto di vista soggettivo il processo può essere accostato ad altri fenomeni (gioco, competizione, rappresentazione teatrale). Il processo è un fenomeno dialettico e dinamico.
Principi costituzionali che reggono la tutela giurisdizionale
La costituzione nei suoi articoli ha ritenuto fondamentale occuparsi del processo civile.
Innanzitutto delle premesse:
- La nostra costituzione ha un valore che è superiore a quella delle leggi ordinarie (sia a livello formale perché per essere modificata richiede un meccanismo di maggioranze qualificate superiori rispetto a quelle che servono per le leggi ordinarie sia perché la costituzione si occupa di definire i principi che contraddistinguono l'ordinamento).
- I principi generali non sono statici e immutabili il nostro diritto è in continua mutazione poiché risponde alle esigenze della società sottostante ci sono dei principi anche costituzionali che in un certo momento storico possono essere considerati corretti l’ordinamento e che poi nel tempo possono rivelarsi anche non più corretti (certi istituti possono risultare non essere più consoni al comune sentire).
ESEMPIO: in materia di dichiarazione giudiziale di maternità e paternità l’azione volta a far sì che un determinato figlio chieda il riconoscimento giudiziale di una maternità o paternità nel nostro sistema originario del codice civile era stata blindata da una fase di preventiva ammissibilità dell’azione (mentre normalmente se si parte per chiedere tutela si propone subito la domanda e si chiede la tutela che pensi ci spetti, in quel caso il legislatore aveva costruito una sorta di filtro, che era un giudizio ulteriore deputato a verificare che l’azione fosse ammissibile). Perché? Nel 1940 si voleva che la famiglia che fosse fondata sul matrimonio avesse un’importanza e una valenza molto superiore a quella non fondata sul matrimonio. Anche questa tipologia di azione era stata introdotta per evitare che ci potessero essere delle iniziative volte a attaccare quella che poteva essere la sacralità del matrimonio. Il legislatore tuttavia ammette la possibilità dell’impugnazione del procedimento, poiché altrimenti veniva meno la garanzia propria del processo. Quindi fino a 10 anni fa cosa accadeva? Per portare avanti questi giudizi si doveva riuscire a passare attraverso tutti i gradi di giudizio, compresa la cassazione, solo per dichiarare ammissibile la cassazione, ed dopo di che si ripartiva da zero per il giudizio di merito. La corte costituzionale decise quindi con la sentenza 50/2006 che questa era una norma non conforme con il nostro ordinamento.
- Quando parliamo di norme costituzionali dobbiamo tenere presente che queste possono avere un oggetto e un modo di porsi duplice. Ci sono alcune norme che individuano dei veri e propri diritti e diritti fondamentali. Le norme costituzionali non solo danno diritti generali, ma riescono a individuare un diritto in capo a tutti i singoli soggetti dell’ordinamento. Quando questo avviene nel processo questo fenomeno ha delle conseguenze importanti, perché nel momento in cui riconosco in capo a ciascun soggetto dell’ordinamento un certo diritto come immediatamente a lui riferibile e il processo viola questo diritto, il risultato è che il singolo può porre nel nulla il risultato ottenuto del processo e chiedere di cambiarlo (esempio: diritto di difesa art. 24 secondo comma la difesa è diritto inviolabile nel procedimento se un processo non rispetta questo diritto il singolo leso potrà sempre chiedere l’annullamento della sentenza perché la sentenza ha violato il suo diritto).
- Ci sono casi in cui la norma costituzionale dà dei criteri informatori ci dice come un processo dovrebbe svolgersi, a quali direttive dovrebbe tendere. Il compito del legislatore è fare in modo che questo avvenga nel miglior modo possibile. Se questo non succede il singolo non può chiedere di annullare la sentenza come se fosse stato leso un suo proprio diritto, ma potrà al massimo chiedere il risarcimento dei danni per aver subito un processo nel quale non sono stati rispettati criteri posti dal legislatore (ragionevole durata del processo: se non si rispetta il criterio della ragionevole durata chi ne è stato parte può reagire chiedendo i danni).
Garanzie costituzionali
Le norme costituzionali dettano delle garanzie e possiamo quindi distinguere:
- Garanzie soggettive che riguardano la magistratura (cioè il soggetto posto al vertice del nostro meccanismo processuale e che deve dirigere)
- Garanzie che riguardano il processo vero e proprio
Articoli relativi alla magistratura
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Art. 101 cost:
- Comma 1: la giustizia è amministrata dal popolo: richiama il principio più generale dell’art. 1 (in tutti i settori la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione)
- Comma 2: i giudici sono soggetti soltanto alla legge: questa norma trae la sua ispirazione da un principio di matrice illuministica (principio di separazione dei poteri). All’interno dei 3 poteri dello stato noi dobbiamo far sì che ci sia il più possibile una separazione dei poteri che garantisca autonomia a ciascun ambito che sorregge lo stato per evitare commistioni.
Questa norma ci dice altre 2 cose:
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I giudici sono soggetti alle legge I giudici non sono a rigore soggetti a quelli che sono i precedenti giudiziali (caratteristica che distingue gli ordinamenti di matrice continentale da quelli del common law, nei quali i giudici sono vincolati dallo stare decisis) questo non vale in linea di principio, perché ovviamente si ha una piramide gerarchica a livello di magistratura civile (abbiamo un giudice di pace e un tribunale come organi di primo grado, la corte d’appello come giudice di secondo grado salvo rarissime occasioni e infine la corte di cassazione) la corte di cassazione ha un’influenza molto importante e ogni giudice deve tenere presente comunque l’orientamento del supremo collegio al quale la controversia potrebbe giungere ogni giudice che si tiene aggiornata deve sapere quale sia l’orientamento del supremo collegio (è inutile modificare orientamento, anche se comunque si può fare). Pur essendo il principio di fondo la mancanza di precedenti, abbiamo una serie di norme che ci stanno portando verso una linea più aperta all’idea del precedente, per evitare che i giudici utilizzano interpretazioni troppo innovative:
- Art. 118 disposizioni di attuazioni del cod proc civ la motivazione della sentenza il giudice può in un processo con fattispecie già decisa può richiamarsi alla sentenza già emessa il precedente non diventa vincolante ma si dà ad esso più valore
- Art. 363: in un caso in cui magari la sentenza è passata in giudicato se il capo dell’ordinamento si accorge che qualcosa non ha funzionato può chiedere che la corte di cassazione enunci il principio di diritto al cui il giudice di merito avrebbe dovuto attenersi (si utilizzerà per i casi a venire)
- Art. 374: la corte di cassazione semplice non può decidere in maniera diversa da quanto deciso dalle sezioni unite, ma al massimo possono rimettere la causa di nuovo alle sezioni unite
- Art. 360 bis: prevede che la corte quando il ricorrente non offre dei motivi per mutare orientamento già espresso dalla corte, questa può considerare inammissibile il ricorso
- Il giudice è tenuto ad applicare la legge Il giudice non può disapplicare la legge. Se la legge non risponde più al sistema generale della costituzione (obsoleta o in contrasto con il sentire comune) o la applica lo stesso oppure non può disapplicarla, ma può rimettere gli atti alla corte costituzionale (legge n. 87/1953). Questo non vale se ad esempio il giudice si trova in un processo davanti ad un atto della PA, ad esempio un atto di espropriazione di un bene, accorgendosi della sua illegittimità il giudice non è obbligato al rispetto di questo atto.
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Art. 102 cost:
La funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari istituiti e regolati dalle norme sull'ordinamento giudiziario. Non possono essere istituiti giudici straordinari o giudici speciali il nostro processo civile deve essere deciso dai giudici ordinari già previsti dall’ordinamento giudiziale e tendenzialmente solo da questi. Non possono tirare fuori magistrati di altra natura (magistrati speciali e straordinari nel nostro sistema è vietato istituire un certo giudice ad hoc dopo che si è verificato un fatto per giudicare questo fatto questo perché si manderebbe il messaggio che di quella situazione bisogna giudicare indipendentemente da tutto, facendo anche venire meno il carattere di imparzialità. Inoltre il divieto si ricollega alla garanzia dell’art. 25, per il quale esiste un giudice naturale che deve essere già precostituito dalla legge prima che la fattispecie controversa abbia inizio perché l’attore già prima sa a chi deve fare riferimento nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge).
Esistono però dei giudici speciali che erano anteriori alla costituzione e questi sono rimasti (tribunali regionali e delle acque pubbliche, i commissari liquidatori di usi civici, con funzione giurisdizionale per verificare contrasti tra diritti accampanati da singoli cittadini e quelli che spetterebbero alla collettività a titolo di demanio, tribunale per i minorenni, giustizia amministrativa).
Possono soltanto istituirsi presso gli organi giudiziari ordinari sezioni specializzate per determinate materie, anche con la partecipazione di cittadini idonei estranei alla magistratura (il tribunale per i minorenni spesso giudica con esperti di materie psicologiche e non è considerato tribunale speciale). Sono le sezione specializzate agrarie, sezioni specializzate per la proprietà intellettuale e industriale (2003, istituite presso 12 tribunali). Nel 2012 sono state accorpate e sono state istituite le sezione specializzate d’impresa o tribunali delle imprese (sono 21 tribunali, uno per ogni capoluogo di regione, tranne Aosta, delle imprese che giudicano in materia di impresa. Sono sezioni specializzate presso il tribunale ordinario).
La legge regola i casi e le forme della partecipazione diretta del popolo all'amministrazione della giustizia.
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Art. 104:
La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere. Il Consiglio superiore della magistratura è presieduto dal Presidente della Repubblica.
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Art. 107:
I magistrati sono inamovibili garanzia del fatto che il magistrato deve esercitare le sue prerogative nel modo più libero possibile, salvo rispondere alla legge.
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