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Diritto penale e penitenziario - Appunti Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto penale e penitenziario per l'esame della professoressa Giors, ricchi di riferimenti a norme e leggi, con modificazioni. Utile per ripasso e studio non mnemonico. Gli argomenti trattati sono i seguenti: il diritto penale moderno, la responsabilita' penale, il principio di stretta legalità, la certezza del diritto.
Di OLE89.

Esame di Diritto penale e penitenziario docente Prof. B. Giors

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ESTRATTO DOCUMENTO

Art. 17 CP

Pene principali: specie.

Le pene principali stabilite per i delitti sono:

1) la morte;

2) l'ergastolo;

3) la reclusione;

4) la multa.

Le pene principali stabilite per le contravvenzioni sono:

1) l'arresto;

2) l'ammenda.

Vi sono inoltre nuove misure di sanzioni penali in mano alle autorità giudiziarie , soprattutto dopo la proliferazione

dei Giudici di Pace.

Giugici che secondo il legislatore dovrebbero sveltire le cause intentate, sbrigando i procedimenti più semplici denza

dover ricorre ad un giudice ordinario.

Sanzioni Paradetentive:

 Lavori di pubblica utilità.

 Detenzione a tempo in fasce orarie prestabilite anche ai domiciliari.

Sanzioni penali per le persone giuridiche:

 Applicabili alle società prima impunibili.

 Sanzioni pecuniarie e di limitazione dell’attività (Interattive).

Prinicipi Costituzionali:

Presenti nel Codice Penale del 1930 che derivano dalla cultua Illumunista a cui lo stesso si ispirava, confluiscono e

influenzano la stesura della Costituzione del 1948.

La cultura Illuminista vede come maggiore esponente Cesare Beccaria della scuola classica, in reazione alle

monarchie assolute.

Viene ricollocato l’individuo al centro: Art. 25 Cost

Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge.

Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso.

Nessuno può essere sottoposto a misure di sicurezza se non nei casi previsti dalla legge.

Analizzando l’Art 25 Costituzione si ritrovano i Pincipi denerali del Diritto Penale:

Principio di Lealità, composto da una Triade di principi:

 Principio di Riserva di Legge: La legge prevale sui Regolamenti

Fonti di I Livello Legge formale del parlamento

Legge in senso materiale: Decreto Legge o Decreti Legislativi

delegati, in questi casi vide il controllo di Costituzionalità.

Art. 76 Cost

L'esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principî e criteri direttivi e

soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti.

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Art. 77 Cost

Il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria.

Quando, in casi straordinari di necessità e d'urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con

forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente

convocate e si riuniscono entro cinque giorni.

I decreti perdono efficacia sin dall'inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione.

Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti.

Per quanto riguarda le leggi sovranazionali la materia penale è vincolata.

Regolamenti: Fonti di II Livello di provenienza governativa:

Ruolo di integrazione della Norma penale sotto forma di Legge, questa rimanda ad un regolamento esterno

alla Legge, spesso di origine ministeriale in cui se ne declinano le caratteristiche.

Le pene non possono essere previste nei regolamenti, queste devono essere contenute nella Legge.

Consuetudini: Fonti di pratiche consolidate e condivise all’unanimità da un gruppo di persone in un dato tempo in un

dato luogo:

Non è scritta e non vi è certezza.

Scavalca in alcuni casi la sovranità dello Stato.

Orienta la decisione del giudice.

Principio di determinatezza e tassatività: Art. 1CP

Reati e pene: disposizione espressa di legge.

Nessuno può essere punito per un fatto che non sia espressamente preveduto come reato dalla legge, né con pene che non siano

da essa stabilite.

La legge deve essere chiara e intelligibile, da notare il termine “espressamente”.

La Determinatezza non può mai essere assoluta altrimenti si andrebbe in contro alla regolamentazione di un caso

specifico e concreto. Questo principio vale anche per la pena.

Elementi che compongono una legge in materia penale:

Elemento Rigido: soddisfa la determinatezza

Elemento Elastico: soddisfa la generalizzazione

Si devono evitare degli elementi che rendono inapplicabile la legge penale:

Elemento Vago: non gli so può attribuire significati certi

Con la Tassatività si da senso alla determinatezza facendo corrispondere la norma concepita dal legislatore a quella

conosciuta dal cittadino e applicabile dal giudice.

Divieto di Analogia: a sfavore del reo, si tratta di un principio di garanzia.

Principio di Irretroattività: consiste in un principio di affidamento che prevede l’Autodeterminazione

delle proprie azioni, consapevolezza di cosa si incorre compiendo un qualsiasi comportamento.

Consite nella non applicabilità di leggi che il legislatore introduce a seguito del compimento di un fatto, se a

svantaggio del soggetto interessato, in caso contrario è prevista la retroattività.

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In questo caso il reo cessa l’esecuzione di tutti gli addebiti penali.

La diversità di trattamento contrasta con il principio di uguaglianza, aderendo però al principio di ragionevolezza, che

prevede la libera scelta di commettere meno un atto, consapevole delle conseguenze.

Attraverso la retroattività in senso positivo, si rispetta il principio di garanzia che prevede la cessazione di un

procedimento penale se viene a cadere l’accezione di reato per l’azione compiuta.

Quanto vale la Retroattività?

Vale per tutti i procedimenti penali ancora aperti in base ai cambiamenti apportati al Reato.

Per i processi penali conclusi:

La cancellazione di un reato vale retroattivamente: Procedimenti di revoca incaricati agli uffici giudiziari

La riduzione di un reato non vale retroattivamente: Conferma della Sentenza di condanna perché

mantiene fermo il reato.

Eccezione: Se si passa da una condanna detentiva ad una pecuniaria.

Art. 2 CP

Successione di leggi penali.

Nessuno può essere punito per un fatto che, secondo la legge del tempo in cui fu commesso, non costituiva reato.

Nessuno può essere punito per un fatto che, secondo una legge posteriore, non costituisce reato; e, se vi è stata condanna, ne

cessano l'esecuzione e gli effetti penali.

Se vi è stata condanna a pena detentiva e la legge posteriore prevede esclusivamente la pena pecuniaria, la pena detentiva

inflitta si converte immediatamente nella corrispondente pena pecuniaria, ai sensi dell'articolo 135. (1)

Se la legge del tempo in cui fu commesso il reato e le posteriori sono diverse, si applica quella le cui disposizioni sono più

favorevoli al reo, salvo che sia stata pronunciata sentenza irrevocabile.

Se si tratta di leggi eccezionali o temporanee, non si applicano le disposizioni dei capoversi precedenti.

Le disposizioni di questo articolo si applicano altresì nei casi di decadenza e di mancata ratifica di un decreto-legge e nel caso di

un decreto-legge convertito in legge con emendamenti.

Sanzioni Penali:

PENE

MISURE DI SICUREZZA: Scuola positiva, i contrasto con il concetto di pena, in relazione alla scuola cllassica

che studia la figura del reo, si indaga sulle cause che inducono le persone a tenere il comportamento.

 La misura di sicurezza è adeguata al reo, per neutralizzarne la pericolosità proteggendo la società.

Indirizzo Tecnico Giuridico, il legislatore del 1930 ha introdotto un sistema definito a Doppio Binario:

Coesistenza delle sanzioni penali. Significato Retributivo + Protezione della società.

Protezione della società: Limitazione della libertà personale e recupero del soggetto pericoloso per un suo

reinserimento nella stessa. Art. 27 Cost

La responsabilità penale è personale.

L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.

Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.

Non è ammessa la pena di morte.

Personalità della Responsabilità Penale: Ognuno risponde del fatto proprio, autore o soggetto che contribuisce

causalmente alla realizzazione del fatto illecito. 9

Principio di Prevedibilità: Atteggiamento psicologico che precede l’esecuzione di un fatto illecito, conoscenza e

consapevolezza.

Il Reato

2 Categorie di Reato: • DELITTI: Puniti con Ergastolo, Reclusione e Multa

• CONTRAVVENZIONI: Puniti con Arresto e Ammenda

Per sceleta del legisletore del 1930, sulla base della gravità del reato si commisurano le pene, con qualche eccezione.

Per le contravvenzioni non sono previste le misure cautelari.

Il tentativo di commettere un reato è punito soltanto se il suo intento configura un delitto.

Elementi del Reato:

ELEMENTI OGGETTIVI POSITIVI:

CONDOTTA: Comportamento umano manifesto, la condotta può essere ATTIVA se vede l’azione del soggetto

o OMISSIVA se era richiesta una azione che viene disattesa.

La condotta può avere una forma VINCOLATA ovvero rispondere a criteri istituiti dal legislatore o a forma

LIBERA ovvero essere ricompresa in un quadro più grande.

NESSO DI CAUSALITA’: Rapporto di causa-effetto che collega la Condotta tenuta con l’Evento causato, questo

nesso deve essere riscontrato in sede di processo.

EVENTO: Risultato del comportamento, può costituirsi come DANNO quando provoca un’alterazione

dell’esistente in senso negativo oppure costituirsi come PERICOLO quando non vi è una lesione di un bene

ma un comportamento lo mette in pericolo.

L’evento può assumere un senso NATURALISTICO o soltanto GIURIDICO a seconda dell’effetto prodotto.

Giudizio probabilistico in concreto del nesso di causalità per verificare se un’azione è strettamente legata all’evento

prodotto.

La Concausa:

Diversi apporti causali che uniti producono le conseguenze che costituiscono un fatto illecito.

Art. 41 CP

Concorso di cause.

Il concorso di cause preesistenti o simultanee o sopravvenute, anche se indipendenti dall'azione od omissione del colpevole, non

esclude il rapporto di causalità fra l'azione od omissione e l'evento.

Le cause sopravvenute escludono il rapporto di causalità quando sono state da sole sufficienti a determinare l'evento. In tal caso,

se l'azione od omissione precedentemente commessa costituisce per sé un reato, si applica la pena per questo stabilita.

Le disposizioni precedenti si applicano anche quando la causa preesistente o simultanea o sopravvenuta consiste nel fatto illecito

altrui.

Le cause preesistenti o simultanee non fanno venir meno il rapporto di causalità, configurando il fatto illecito in

questione.

Le cause sopravvenute fanno venir meno il rapporto di causalità, configurando un diverso fatto illecito.

Passaggio di verifica, in caso di una Omissione il giudizio probabilistico valuta le probabili conseguenze dellle diverse

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azioni disattese, valutando la gravità dell’omissione stessa in base alle conseguenze che avrebbero potuto

configurare.

ELEMENTI SOGGETTIVI POSITIVI:

DOLO: Reato secondo l’intenzione

COLPA : Reato contro l’intenzione

PRETERINTENZIONE: Reato oltre l’intenzione Art. 42 CP

Responsabilità per dolo o per colpa o per delitto preterintenzionale. Responsabilità obiettiva.

Nessuno può essere punito per un'azione od omissione preveduta dalla legge come reato, se non l'ha commessa con coscienza e

volontà.

Nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come delitto, se non l'ha commesso con dolo, salvi i casi di delitto

preterintenzionale o colposo espressamente preveduti dalla legge.

La legge determina i casi nei quali l'evento è posto altrimenti a carico dell'agente, come conseguenza della sua azione od

omissione.

Nelle contravvenzioni ciascuno risponde della propria azione od omissione cosciente e volontaria sia essa dolosa o colposa.

Il Dolo:

A. Art. 43 CP

Elemento psicologico del reato.

Il delitto: è doloso, o secondo l'intenzione, quando l'evento dannoso o pericoloso, che è il risultato dell'azione od omissione e da

cui la legge fa dipendere l'esistenza del delitto, è dall'agente preveduto e voluto come conseguenza della propria azione od

omissione;

è preterintenzionale, o oltre l'intenzione, quando dall'azione od omissione deriva un evento dannoso o pericoloso più grave di

quello voluto dall'agente;

è colposo, o contro l'intenzione quando l'evento, anche se preveduto, non è voluto dall'agente e si verifica a causa di negligenza o

imprudenza o imperizia, ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline.

La distinzione tra reato doloso e reato colposo, stabilita da questo articolo per i delitti, si applica altresì alle contravvenzioni, ogni

qualvolta per queste la legge penale faccia dipendere da tale distinzione un qualsiasi effetto giuridico.

Un soggetto agisce causando un evento previsto e voluto in 3 diverse forme:

PREVISIONE o RAPPRESENTAZIONE + VOLIZIONE

Dolo Intenzionale: ++ (Conseguenza certa) ++ (Finalità o scopo)

Dolo Diretto: ++ (Conseguenza probabile) - (Accettazione)

Dolo Eventuale: - (Conseguenza possibile) - (Accettazione)

Lasso di tempo che intercorre tra l’intenzione e l’esecuzione di un reato:

Dolo d’impeto: lasso di tempo non apprezzabile

Dolo di proposito: lasso di tempo apprezzabile

Dolo di premeditazione: lasso di tempo significativo, attraverso una progettazione

predisponendone i mezzi

Il dolo inoltre si distingue inoltre in:

Dolo specifico: reati dove il legislatore specifica le modalità e le finalità dello stesso.

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ESEMPIO Art. 624 CP

Furto.

Chiunque s'impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri, è punito

con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 154 a euro 516.

Agli effetti della legge penale, si considera cosa mobile anche l'energia elettrica e ogni altra energia che abbia un valore

economico.

Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo che ricorra una o più delle circostanze di cui agli articoli 61, numero 7), e

625

Dolo generico: reati dove il legislatore non specifica le modalità e le finalità dello stesso.

ESEMPIO Art. 575 CP

Omicidio.

Chiunque cagiona la morte di un uomo è punito con la reclusione non inferiore ad anni ventuno.

Errore di Fatto (1)

Errore Errore di diritto (2)

(1). Vi possono essere errori di valutazione , ricadendo sul dolo stesso.

L’errore nella valutazione di fatto inficia il dolo stesso.

(2). Ignoranza e sottovalutazione non escludono il dolo poiché non previsti dal codice penale.

Ininfluente al fine di un reato.

CASO: Ignoranza inevitabile della legge penale: se manca un orientamento giurisprudenziale

A causa di una stesura incomprensibile, o a seguito di chiarimenti richiesti ne ricevo di erronei.

Se si rileva l’errore si esclude il dolo, il reato poggia quindi sulla colpa.

B. La Colpa:

(1). Si distingue per mancanza di volontà del risultato ma non della condotta.

(2). Si traduce in una violazione di regole cautelari di attenzione che prevedono di attenersi a norme e prudenza

Regole cautelari: Specifiche: Leggi e regolamenti.

Generiche: Ogni cittadino deve uniformarsi al buon padre di famiglia che si comporta con

prudenza perizia e diligenza.

ESEMPIO: Art. 43 CP

Elemento psicologico del reato.

Il delitto:

è doloso, o secondo l'intenzione, quando l'evento dannoso o pericoloso, che è il risultato dell'azione od omissione e da cui la legge

fa dipendere l'esistenza del delitto, è dall'agente preveduto e voluto come conseguenza della propria azione od omissione;

è preterintenzionale, o oltre l'intenzione, quando dall'azione od omissione deriva un evento dannoso o pericoloso più grave di

quello voluto dall'agente;

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è colposo, o contro l'intenzione quando l'evento, anche se preveduto, non è voluto dall'agente e si verifica a causa di negligenza o

imprudenza o imperizia, ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline.

La distinzione tra reato doloso e reato colposo, stabilita da questo articolo per i delitti, si applica altresì alle contravvenzioni, ogni

qualvolta per queste la legge penale faccia dipendere da tale distinzione un qualsiasi effetto giuridico.

Generico

La colpa quindi si configura Specifico

Cosciente o con previsione: somiglia al dolo eventuale, ma non vi è

accettazione perché viene pensato in astratto.

La colpa può essere Incosciente: Non prevedono le conseguenze.

C. Preterintezione:

“Voglio commettere un fatto illecito che si traduce in uno più grave”

Compatibilità con l’Art 27 solo se il reato più giovane è prevedibile

Cosa si configura nei casi di Dolo Colpa e Preterintenzione.

Art 734-bis CP, Regola specifica di contravvenzione, prevede i casi di colpa o dolo.

Art. 734-bis CP

Divulgazione delle generalità o dell'immagine di persona offesa da atti di violenza sessuale.

Chiunque, nei casi di delitti previsti dagli articoli 600-bis, 600-ter e 600-quater, anche se relativi al materiale pornografico di cui

all'articolo 600-quater.1, 600-quinquies, 609-bis, 609-ter, 609-quater, 609-quinquies e 609-octies, divulghi, anche attraverso

mezzi di comunicazione di massa, le generalità o l'immagine della persona offesa senza il suo consenso, è punito con l'arresto da

tre a sei mesi.

Art 635 CP, Solo se commesso con dolo poichè non riguarda un caso specifico ma in generale.

Art. 635 CP

Danneggiamento.

Chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili cose mobili o immobili altrui, è punito, a querela

della persona offesa, con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 309.

La pena è della reclusione da sei mesi a tre anni e si procede d'ufficio, se il fatto è commesso:

1) con violenza alla persona o con minaccia;

2) da datori di lavoro in occasione di serrate, o da lavoratori in occasione di sciopero, ovvero in occasione di alcuno dei delitti

preveduti dagli articoli 330, 331 e 333;

3) su edifici pubblici o destinati a uso pubblico o all'esercizio di un culto, o su cose di interesse storico o artistico ovunque siano

ubicate o su immobili compresi nel perimetro dei centri storici ovvero su immobili i cui lavori di costruzione, di ristrutturazione, di

recupero o di risanamento sono in corso o risultano ultimati (1), o su altre delle cose indicate nel n. 7 dell'articolo 625;

4) sopra opere destinate all'irrigazione;

5) sopra piante di viti, di alberi o arbusti fruttiferi, o su boschi, selve o foreste, ovvero su vivai forestali destinati al

rimboschimento;

5-bis) sopra attrezzature e impianti sportivi al fine di impedire o interrompere lo svolgimento di manifestazioni sportive.

Peri reati di cui al secondo comma, la sospensione condizionale della pena è subordinata all’eliminazione delle conseguenze

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dannose o pericolose del reato, ovvero, se il condannato non si oppone, alla prestazione di attività non retribuita a favore della

collettività per un tempo determinato, comunque non superiore alla durata della pena sospesa, secondo le modalità indicate dal

giudice nella sentenza di condanna.

Art 575 CP e Art 589 CP, Norme che prescrivono due casi di dolo o colpa specificate dal legislatore.

Art. 575 CP

Omicidio.

Chiunque cagiona la morte di un uomo è punito con la reclusione non inferiore ad anni ventuno .

Art. 589 CP

Omicidio colposo.

Chiunque cagiona per colpa la morte di una persona è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.

Se il fatto è commesso con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale o di quelle per la prevenzione degli

infortuni sul lavoro la pena è della reclusione da due a sette anni.

Si applica la pena della reclusione da tre a dieci anni se il fatto è commesso con violazione delle norme sulla disciplina della

circolazione stradale da:

1) soggetto in stato di ebbrezza alcolica ai sensi dell'articolo 186, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n.

285, e successive modificazioni;

2) soggetto sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope.

Nel caso di morte di più persone, ovvero di morte di una o più persone e di lesioni di una o più persone, si applica la pena che

dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse aumentata fino al triplo, ma la pena non può superare gli anni

quindici.

ELEMENTI OGGETTIVI NEGATIVI:

Sono elementi che devono mancare per configurare un reato, che perde l’antigiuridicità (cause di giustificazione):

SCRIMINANTI:

Speciali: Applicabili a casi specifici

Generali: Applicabili a tutti i reati (Dall’Art 50 in poi)

Scriminanti Generali:

1. Consenso dell’avente diritto: Art. 50 CP

Consenso dell'avente diritto.

Non è punibile chi lede o pone in pericolo un diritto, col consenso della persona che può validamente disporne.

Deve essere un consenso valido e non riguarda il caso del medico che opera d’urgenza.

Gli Articoli 579 e 580 regolano due casi particolari: Art. 579 CP

Omicidio del consenziente.

Chiunque cagiona la morte di un uomo, col consenso di lui, è punito con la reclusione da sei a quindici anni.

Non si applicano le aggravanti indicate nell'articolo 61.

Si applicano le disposizioni relative all'omicidio se il fatto è commesso:

1) contro una persona minore degli anni diciotto;

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2) contro una persona inferma di mente, o che si trova in condizioni di deficienza psichica, per un'altra infermità o per l'abuso di

sostanze alcooliche o stupefacenti;

3) contro una persona il cui consenso sia stato dal colpevole estorto con violenza, minaccia o suggestione, ovvero carpito con

inganno.

Art. 580 CP

Istigazione o aiuto al suicidio.

Chiunque determina altrui al suicidio o rafforza l'altrui proposito di suicidio, ovvero ne agevola in qualsiasi modo l'esecuzione, è

punito, se il suicidio avviene, con la reclusione da cinque a dodici anni. Se il suicidio non avviene, è punito con la reclusione da uno

a cinque anni sempre che dal tentativo di suicidio derivi una lesione personale grave o gravissima.

Le pene sono aumentate se la persona istigata o eccitata o aiutata si trova in una delle condizioni indicate nei numeri 1 e 2

dell'articolo precedente. Nondimeno, se la persona suddetta è minore degli anni quattordici o comunque è priva della capacità

d'intendere o di volere, si applicano le disposizioni relative all'omicidio.

2. Esercizio di un diritto, adempimento di un dovere:

Art. 51 CP

Esercizio di un diritto o adempimento di un dovere.

L'esercizio di un diritto o l'adempimento di un dovere imposto da una norma giuridica o da un ordine legittimo della pubblica

autorità, esclude la punibilità.

Se un fatto costituente reato è commesso per ordine dell'autorità, del reato risponde sempre il pubblico ufficiale che ha dato

l'ordine. Risponde del reato altresì chi ha eseguito l'ordine, salvo che, per errore di fatto abbia ritenuto di obbedire a un ordine

legittimo. Non è punibile chi esegue l'ordine illegittimo, quando la legge non gli consente alcun sindacato sulla legittimità

dell'ordine.

Causa di giustificazione com evincolo di coerenza dell’ordinamento, esigenza di non contraddizione.

Un avvenimento è tenuto seguendo un a norma, non può costituire un reato:

A. Si configura per l’esercizio di un diritto. (il buon padre di famiglia, il diritto di cronaca,...)

B. Si configura per adempimento di un dovere. (arresto, demolizione,...)

L’adempimento di un dovere imposto da un apubblica autorità:

1. Ordini Legittimi: Considerati scriminanti, non riguarda l’autorità privata.

2. Ordini Illegittimi: Non sono considerati scriminanti, ne risponde chi ha emanato l’ordine mentre chi lo ha

eseguito ne risponde solo se è dimostrato non potesse essere a conoscienza del fatto illecito.

Nel caso delle gerarchie militari: Il sottoposto non ha il potere di sindacare l’ordine, è scriminato poichè vincolato,

tranne nei casi previsti dalla legge.

 Legittima difesa: Art. 52 CP

Difesa legittima.

Non è punibile chi ha commesso il fatto, per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro

il pericolo attuale di una offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all'offesa.

Nei casi previsti dall'articolo 614, primo e secondo comma, sussiste il rapporto di proporzione di cui al primo comma del presente

articolo se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati usa un'arma legittimamente detenuta o altro mezzo

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idoneo al fine di difendere:

a) la propria o la altrui incolumità:

b) i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d'aggressione.

La disposizione di cui al secondo comma si applica anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto all'interno di ogni altro luogo ove

venga esercitata un'attività commerciale, professionale o imprenditoriale.

Non è punibile colui il quale per difendersi da un offesa reca un danno commisurato al soggetto che lo mette in

pericolo.

Il cittadino deve poter tutelare i propri diritti attraverso:

A. Sollecito delle forze dell’ordine.

B. Sottoposizione del fatto di fronte al giudice.

In certi casi non vi è tempo per operare in questo modo optando per una sorta di giustizia privata.

I requisiti per il veificarsi della Legittima difesa:

1. Offesa Ingiusta: Pericolo di ricevere offesa, se il fatto è già accaduto non si può reagire e non si può

preventivamente agire per impedire una ipotetica lesione della propria sfera giuridica.

2. Inevitabilità del pericolo: Se il pericolo non può essere evitato dal soggetto attraverso la fuga altre azioni,

cercando di difendersi attraverso un’azione minima.

3. Proporzionalitàn della difesa: La difesa deve essere proporzionata all’offesa. La proporzione rigurda i beni in

gioco e non i mezzi utilizzati i quali devono essere opportuni a non eccedere.

 Stato di necessità: Art. 54.

Stato di necessità.

Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un

danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia

proporzionato al pericolo.

Questa disposizione non si applica a chi ha un particolare dovere giuridico di esporsi al pericolo.

La disposizione della prima parte di questo articolo si applica anche se lo stato di necessità è determinato dall'altrui minaccia;

ma, in tal caso, del fatto commesso dalla persona minacciata risponde chi l'ha costretta a commetterlo.

Chi cagiona un danno ad altri soggetti se in concreto protegge se o altri da un pericolo di un bene.

La lesione di unbene del terzo incolpevole è scrimato se giustificato.

Limitazione dei diritti: solo per danni gravi alla persona, sono esclusi i danni patrimoniali.

E’ più facile quindi mantenere la proporzione dei beni.

Chi è autore del fatto lesivo non deve essere causa del pericolo da cui sis ta difendendo.

 Uso legittimo delle armi: Art. 53 CP

Uso legittimo delle armi.

Ferme le disposizioni contenute nei due articoli precedenti, non è punibile il pubblico ufficiale che, al fine di adempiere un dovere

del proprio ufficio, fa uso ovvero ordina di far uso delle armi o di un altro mezzo di coazione fisica, quando vi è costretto dalla

necessità di respingere una violenza o di vincere una resistenza all'autorità e comunque di impedire la consumazione dei delitti di

strage, di naufragio, sommersione, disastro aviatorio, disastro ferroviario, omicidio volontario, rapina a mano armata e

sequestro di persona.

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La stessa disposizione si applica a qualsiasi persona che, legalmente richiesta dal pubblico ufficiale gli presti assistenza.

La legge determina gli altri casi, nei quali è autorizzato l'uso delle armi o di un altro mezzo di coazione fisica .

Il pubblico ufficiale che ha il potere di usare le armi o coazione per vincere una resistenza, in fase di dibattimento è

poco utilizzato perchè non prevede il principio di proporzionalità.

Se si eccede dai limiti della scriminante si risponde del reato venendo puniti in maniera colposa, escludendo quindi il

dolo.

2 SITUAZIONI:

A. E’ presente una scriminante ma chi commette il fatto illecito non ne è a conoscienza al momento del fatto

compiuto. = La scriminante opera oggettivamente nel venendo applicata.

B. Non è presente una scriminante ma chi commette il fatto illecito pensa di esserne in presenza al momento

del fatto compiuto. = La scriminante non si applica a causa dell’errore di valutazione. Chi ha commesso il

fatto illecito risponderà di colpa.

Forme di manifestazione del reato:

1. Il reato può essere commesso in circostanze che lo aggravano o lo attenuano.

Applicazione della norma variabile rispetto alle circostanze, il giudice può superare i limiti della pena.

2. Il reato può essere anche solo tentato, quando l’evento non si configura come preventivato dall’attore.

3. Il reato si può manifestare per concorso di azioni di diversi soggetti.

1. Le Circostanze:

AGGRAVANTI COMUNI

CIRCOSTANZE

ATTENUANTI SPECIALI

Circostanze Speciali:

Sono disposte in ogni norma che descrive un caso specifico, sono a EFFETTO SPECIALE siccome comportano

l’aumento e la diminuzione variabile della pena, oppure ne stabiliscono nuovi limiti o la variazione del tipo

stesso di pena.

Circostanze Comuni: (Art 61 e 62)

Come per le scriminanti riguardano tutte le materie , essendo a EFFETTO COMUNE comportano l’aumento e

la diminuzione della pena sino a 1/3 rispetto alla PENA BASE (Art 133)

Art. 61 CP

Circostanze aggravanti comuni.

Aggravano il reato quando non ne sono elementi costitutivi o circostanze aggravanti speciali le circostanze seguenti:

1) l'avere agito per motivi abietti o futili;

2) l'aver commesso il reato per eseguirne od occultarne un altro, ovvero per conseguire o assicurare a sé o ad altri il prodotto o il

profitto o il prezzo ovvero la impunità di un altro reato;

3) l'avere, nei delitti colposi, agito nonostante la previsione dell'evento;

4) l'avere adoperato sevizie, o l'aver agito con crudeltà verso le persone;

5) l’avere profittato di circostanze di tempo, di luogo o di persona, anche in riferimento all’età, tali da ostacolare la pubblica o

privata difesa;

6) l'avere il colpevole commesso il reato durante il tempo, in cui si è sottratto volontariamente alla esecuzione di un mandato o di

un ordine di arresto o di cattura o di carcerazione, spedito per un precedente reato;

17

7) l'avere, nei delitti contro il patrimonio o che comunque offendono il patrimonio, ovvero nei delitti determinati da motivi di

lucro, cagionato alla persona offesa dal reato un danno patrimoniale di rilevante gravità;

8) l'avere aggravato o tentato di aggravare le conseguenze del delitto commesso;

9) l'avere commesso il fatto con abuso dei poteri, o con violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione o a un pubblico

servizio, ovvero alla qualità di ministro di un culto;

10) l'avere commesso il fatto contro un pubblico ufficiale o una persona incaricata di un pubblico servizio, o rivestita della qualità

di ministro del culto cattolico o di un culto ammesso nello Stato, ovvero contro un agente diplomatico o consolare di uno Stato

estero, nell'atto o a causa dell'adempimento delle funzioni o del servizio;

11) l'avere commesso il fatto con abuso di autorità o di relazioni domestiche, ovvero con abuso di relazioni di ufficio, di

prestazione d'opera, di coabitazione, o di ospitalità;

11-bis) l’avere il colpevole commesso il fatto mentre si trova illegalmente sul territorio nazionale;

11-ter) l’aver commesso un delitto contro la persona ai danni di un soggetto minore all’interno o nelle adiacenze di istituti di

istruzione o formazione;

11-quater) l'avere il colpevole commesso un delitto non colposo durante il periodo in cui era ammesso ad una misura alternativa

alla detenzione in carcere.

Art. 62 CP

Circostanze attenuanti comuni.

Attenuano il reato, quando non ne sono elementi costitutivi o circostanze attenuanti speciali, le circostanze seguenti:

1) l'avere agito per motivi di particolare valore morale o sociale;

2) l'aver reagito in stato di ira, determinato da un fatto ingiusto altrui;

3) l'avere agito per suggestione di una folla in tumulto, quando non si tratta di riunioni o assembramenti vietati dalla legge o

dall'autorità, e il colpevole non è delinquente o contravventore abituale o professionale, o delinquente per tendenza;

4) l'avere, nei delitti contro il patrimonio, o che comunque offendono il patrimonio, cagionato alla persona offesa dal reato un

danno patrimoniale di speciale tenuità ovvero, nei delitti determinati da motivi di lucro, l'avere agito per conseguire o l'avere

comunque conseguito un lucro di speciale tenuità, quando anche l'evento dannoso e pericoloso sia di speciale tenuità;

5) l'essere concorso a determinare l'evento, insieme con l'azione o l'omissione del colpevole, il fatto doloso della persona offesa;

6) l'avere, prima del giudizio, riparato interamente il danno, mediante il risarcimento di esso, e, quando sia possibile, mediante le

restituzioni; o l'essersi, prima del giudizio e fuori del caso preveduto nell'ultimo capoverso dell'articolo 56, adoperato

spontaneamente ed efficacemente per elidere o attenuare le conseguenze dannose o pericolose del reato.

Art. 133 CP

Gravità del reato: valutazione agli effetti della pena.

Nell'esercizio del potere discrezionale indicato nell'articolo precedente, il giudice deve tener conto della gravità del reato,

desunta:

1) dalla natura, dalla specie, dai mezzi, dall'oggetto, dal tempo, dal luogo e da ogni altra modalità dell'azione;

2) dalla gravità del danno o del pericolo cagionato alla persona offesa dal reato;

3) dalla intensità del dolo o dal grado della colpa.

Il giudice deve tener conto, altresì, della capacità a delinquere del colpevole, desunta:

1) dai motivi a delinquere e dal carattere del reo;

2) dai precedenti penali e giudiziari e, in genere, dalla condotta e dalla vita del reo, antecedenti al reato;

3) dalla condotta contemporanea o susseguente al reato;

4) dalle condizioni di vita individuale, familiare e sociale del reo.

Il giudice deve motivare la sentenza per rendere trasparente la pronuncia a garanzia dell’imputato, che può

impugnarla per far rivalutare le circostanze ad un giudice superiore.

Motivazione della Pena:

CONCORSO OMOGENEO: 18

Più circostanze dello stesso segno operano in maniera comulativa sulla pena base entro i limiti stabiliti dalla legge.

CONCORSO ETEROGENEO:

Più circostanzre di segno diverso obbligano il giudice a pesare dal punto di vista qualitativo aggravanti e attenuanti,

operando un giudizio motivato.

Se prevalgono le AGGRAVANTI si applicheranno soltanto esse ritornando al CONCORSO OMOGENEO.

Se prevalgono le ATTENUANTI si applicheranno soltanto esse ritornando al CONCORSO OMOGENEO.

Se AGGRAVANTI e ATTENUANTI si bilanciano non si appica nessuna di queste permenttendo al giudice di applicare la

PENA BASE entro i limiti stabiliti dalla legge.

Esistono inoltre le ATTENUANTI GENERICHE, non descritte nel Codice, ma possono essere prese in considerazione dal

giudice operando fino ad 1/3 di sconto sulla pena base.

Queste sono state limitate nel 2008 per impendirne un uso improprio, spesso assieme all’attenuante concessa

all’incensurato, diminuendo notevolmente la pena.

Queste inoltre se da sole devono essere soppesate con le aggravanti, costringendo il giudice ad un valutazione

oggettiva.

AGGRAVANTI ATTENUANTI

NINIMO PENA PENA BASE MASSIMO PENA

SENTENZA DEFINITIVA

CASI:

A. AGGRAVANTI > ATTENUANTI = PENA BASE + AGGRAVANTI

B. AGGRAVANTI < ATTENUANTI = PENA BASE + ATTENUANTI

C. AGGRAVANTI = ATTENUANTI = PENA BASE

L’imputabilità va verificata dal giudice prima della determinazione della colpevolezza.

Art. 85 CP

Capacità d'intendere e di volere.

Nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato, se, al momento in cui lo ha commesso non era

imputabile.

È imputabile chi ha la capacità d'intendere e di volere.

Questa si situa tra l’elemento oggettivo e quello soggettivo del reato e sottolinea la possibilità o meno di essere

puniti per una certa condotta.

Il non imputabile deve scontare una misura di sicurezza, se socialmente pericoloso, altrimenti non vi si ricorre.

La capacità di intendere e di volere è soggettiva, composta da due variabili, essa si modula da soggetto a soggetto

prevedendo sfumature e pesi differenti.

La riduzione di questa capacità comporta la riduzione della pena sino a 1/3.

La misura di sicurezza è assegnabile ad ogni imputato con capacità di intendere e volere secondo il principio della

pericolosità sociale.

I casi di esclusione totale e parziale della imputabilità: 19

Art. 86 CP

Determinazione in altri dello stato d'incapacità allo scopo di far commettere un reato.

Se taluno mette altri nello stato d'incapacità d'intendere o di volere, al fine di fargli commettere un reato, del reato commesso

dalla persona resa incapace risponde chi ha cagionato lo stato d'incapacità.

Art. 87 CP

Stato preordinato d'incapacità d'intendere o di volere.

La disposizione della prima parte dell'articolo 85 non si applica a chi si è messo in stato d'incapacità d'intendere o di volere al fine

di commettere il reato, o di prepararsi una scusa.

Art. 88 CP

Vizio totale di mente.

Non è imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, era, per infermità, in tale stato di mente da escludere la capacità

d'intendere o di volere.

Art. 89 CP

Vizio parziale di mente.

Chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, era, per infermità, in tale stato di mente da scemare grandemente, senza

escluderla, la capacità d'intendere o di volere, risponde del reato commesso; ma la pena è diminuita.

Art. 90 CP

Stati emotivi o passionali.

Gli stati emotivi o passionali non escludono nè diminuiscono l'imputabilità.

Art. 91 CP

Ubriachezza derivata da caso fortuito o da forza maggiore.

Non è imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, non aveva la capacità d'intendere o di volere, a cagione di piena

ubriachezza derivata da caso fortuito o da forza maggiore.

Se l'ubriachezza non era piena, ma era tuttavia tale da scemare grandemente, senza escluderla, la capacità d'intendere o di

volere, la pena è diminuita.

Art. 92 CP

Ubriachezza volontaria o colposa ovvero preordinata.

L'ubriachezza non derivata da caso fortuito o da forza maggiore non esclude né diminuisce l'imputabilità.

Se l'ubriachezza era preordinata al fine di commettere il reato, o di prepararsi una scusa, la pena è aumentata.

Art. 93 CP

Fatto commesso sotto l'azione di sostanze stupefacenti.

Le disposizioni dei due articoli precedenti si applicano anche quando il fatto è stato commesso sotto l'azione di sostanze

stupefacenti.

Art. 94 CP

Ubriachezza abituale.

20

Quando il reato è commesso in stato di ubriachezza, e questa è abituale, la pena è aumentata.

Agli effetti della legge penale, è considerato ubriaco abituale chi è dedito all'uso di bevande alcooliche e in stato frequente di

ubriachezza.

L'aggravamento di pena stabilito nella prima parte di questo articolo si applica anche quando il reato è commesso sotto l'azione

di sostanze stupefacenti da chi è dedito all'uso di tali sostanze.

Art. 95 CP

Cronica intossicazione da alcool o da sostanze stupefacenti.

Per i fatti commessi in stato di cronica intossicazione prodotta da alcool ovvero da sostanze stupefacenti, si applicano le

disposizioni contenute negli articoli 88 e 89.

Art. 96 CP

Sordomutismo.

Non è imputabile il sordomuto che, nel momento in cui ha commesso il fatto, non aveva, per causa della sua infermità, la

capacità d'intendere o di volere.

Se la capacità d'intendere o di volere era grandemente scemata, ma non esclusa, la pena è diminuita.

Art. 97 CP

Minore degli anni quattordici.

Non è imputabile chi nel momento in cui ha commesso il fatto, non aveva compiuto i quattordici anni.

Art. 98 CP

Minore degli anni diciotto.

E' imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, aveva compiuto i quattordici anni, ma non ancora i diciotto, se aveva

capacità d'intendere e di volere; ma la pena è diminuita.

Quando la pena detentiva inflitta è inferiore a cinque anni, o si tratta di pena pecuniaria, alla condanna non conseguono pene

accessorie. Se si tratta di pena più grave, la condanna importa soltanto l'interdizione dai pubblici uffici per una durata non

superiore a cinque anni, e, nei casi stabiliti dalla legge, la sospensione dall'esercizio della patria potestà o dell'autorità maritale.

Vediamo i casi di Vizio di Mente:

Inteso come malattia del corpo o deliri, non sono giustificabili gli stati emotivi.

Valutazione del giudice attraverso periti come psichiatri e psicologi, che determinano il vizio totale o parziale.

Vediamo i casi di Minore Età:

1. <14 anni Sempre incapace di intendere e di volere

2. >14>18 Il giudice valuta il caso in questione:

Accertamento della capacità di conoscere il gesto compiuto, il giudizio passa al tribunale dei

minorenni , istituto che prevede una commissione di giuristi, medici e sociologi . Possibile

riduzione della pena fino a 1/3.

Vediamo i casi di Ubriachezza:

1. Volontaria o colposa Imputabile Pena immutata

2. Accidentale o per caso fortuito Non Imputabile

3. Preordinata (per scusa) Imputabile Pena aggravata

4. Abituale Imputabile Pena aggravata

5. Intosssicazione cronica Non Imputabile

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Ole89

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'amministrazione e consulenza del lavoro (CUNEO - TORINO)
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ole89 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto penale e penitenziario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Giors Barbara.

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