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Il modello ottomano

È caratterizzato dall’interazione di una parziale codificazione con imitazione pedissequa di modelli normativi prevalentemente francesi in materia di diritto commerciale terrestre e marittimo, e una condensazione di norme di diritto musulmano di scuola hanafita in materia di obbligazioni e contratti (la Magialla).

Codice di commercio ottomano

Il codice di commercio ottomano è del 1850, ed è suddiviso in due libri: Del commercio in generale e dei fallimenti e delle bancarotte. Recepisce quindi i libri I e III del code de commerce francese, mentre la materia del II libro verrà sistemata nel codice di commercio marittimo e quella del IV libro sarà regolata da un codice di procedura commerciale.

Codice di commercio marittimo

Il codice di commercio marittimo risale al 1863. La Commissione integrò la normativa francese con materiali tratti dai codici di commercio di Olanda, Spagna, Portogallo, Regno delle due Sicilie e Regno di Sardegna.

La Magialla

Introdotta nel 1876, l’occidentalizzazione si limita alla forma esteriore, cioè nella suddivisione in articoli; i sedici libri del codice (Code civil ottoman) sono disposti secondo la tradizionale sistemazione del fiqh hanafita, delle quali hanno mantenuto anche la terminologia.

Conseguenze della sconfitta dell'Impero Ottomano

Sconfitto l’Impero Ottomano e smembrata la sua compagine territoriale, alcuni paesi arabi assurgono a Stati nazionali: Siria, Libano (assoggettati al Mandato francese), Iraq, Transgiordania e Palestina (assoggettati al Mandato britannico). La Palestina manterrà il precedente modello ottomano; Siria, Iraq e Giordania opteranno per il modello egiziano. Il Libano conserverà la morfologia del sistema ottomano sostituendo alla Magialla il codice delle obbligazioni e dei contratti. Il Libano in un quindicennio emanerà tre codici:

  • Codice delle obbligazioni e dei contratti: È all’epoca uno dei testi legislativi più aggiornati e moderni. Più di mille articoli, suddivisi in diciannove libri. La prima parte riguarda le obbligazioni in generale; la seconda le norme particolari relative ad alcuni contratti.
  • Codice di commercio libanese: È un testo eclittico, non vi mancano influenze portoghesi, spagnole, rumene e italiane. Di modello italiano soprattutto la normativa relativa al concordato preventivo.
  • Codice di commercio marittimo: Il progetto preliminare riproduceva quasi alla lettera gli articoli del codice ottomano, con alcune innovazioni dovute alle recezioni di alcuni articoli del codice di commercio marittimo marocchino in materia di assistenza di salvataggio e di abbordaggio. Come fonti da prendere come modello la Commissione si attenne ai classici francesi.
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Scienze giuridiche IUS/02 Diritto privato comparato

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