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Il modello maghrebino

Nasce in Tunisia tra la fine del secolo scorso e il primo decennio di questo. Il modello maghrebino è un sistema monocodice, incentrato su un codice delle obbligazioni e dei contratti. Il codice tunisino delle obbligazioni e dei contratti è detto in arabo Magialla per dare l'impressione che non si trattasse di opera legislativa statale, ma al pari di quella ottomana si trattava di una condensazione di norme di diritto musulmano. Il codice (civile e commerciale), al cui progetto partecipò il celebre giurista italiano Santillana, si presenta con un impianto di tipo romanistico, ma con molte delle norme estratte da fonti musulmane malichite e hanafite.

Variante marocchina

Nella variante marocchina l'originario modello tunisino subisce una serie di modificazioni: il sistema si trasforma da monocodice a un sistema a tre codici (il codice delle obbligazioni e dei contratti, trapianto di quello tunisino; il codice di commercio, improntato al code de commerce di Napoleone; e il codice di commercio marittimo).

  • Il codice di commercio marocchino non regola il commercio marittimo;
  • Il codice di commercio marittimo marocchino: nel progetto la Commissione era stata molto affrettata e distratta tanto che si dovettero abrogare alcuni articoli perché doppi. Tuttavia Ripert dà al codice un giudizio molto positivo.
  • Il codice delle obbligazioni e dei contratti è un trapianto di quello tunisino.

Sviluppi in Tunisia

Non appena conseguita l'indipendenza e proclamata la Repubblica (1956), la Tunisia si trovò dinanzi al problema della pluralità degli ordinamenti giuridici e si pose come obiettivo l'unificazione delle giurisdizioni confessionali.

  • Nel 1959 veniva emanato il codice di commercio. Si sente l'influenza del codice libanese. L'impianto del codice è moderno e articolato. L'influenza francese è sempre viva; il codice di commercio tunisino rispetto al modello francese realizza una maggiore razionalizzazione.
  • Il codice di commercio marittimo tunisino (1962) riunisce in un unico corpo organico la legislazione marittima che in precedenza era incompleta e frammentaria. Sono stati tenuti presenti dalla Commissione i codici libanese, marocchino e belga. Sono state inserite nel codice le principali norme uniformi contenute nelle convenzioni marittime internazionali ed è stato lasciato ampio spazio alla consuetudine internazionale.
  • Il Codice dei Diritti Reali è entrato in vigore in Tunisia nel 1965. Consta di due libri: il primo dedicato ai diritti reali in generale, il secondo agli immobili registrati e alla procedura di registrazione. Vi è una ridefinizione del concetto di proprietà perché l'art. 21 impone al proprietario di esercitare.
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Scienze giuridiche IUS/02 Diritto privato comparato

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