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Diritto internazionale - Convenzione di Vienna Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto internazionale - Convenzione di Vienna. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Gli Stati parti alla presente Convenzione,Considerando il ruolo fondamentale dei trattati nella storia delle relazioni internazionali, ecc.

Esame di Diritto internazionale docente Prof. E. Pagano

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ESTRATTO DOCUMENTO

Se il potere di un rappresentante di esprimere il consenso di uno Stato a vincolarsi a un determinato trattato

ha formato oggetto di una specifica restrizione, il fatto che il rappresentante in questione non ne abbia tenuto

conto non può essere invocato come viziante il consenso che egli ha espresso, a meno che la restrizione non

sia stata notificata, prima che il consenso sia stato espresso, agli altri Stati che hanno partecipato alla

negoziazione.

Articolo 48 - Errore

1. Uno Stato può invocare un errore in un trattato come vizio del suo consenso a vincolarsi a quel

trattato se l'errore riguarda un fatto o una situazione che quello Stato supponeva esistente al

momento in cui il trattato è stato concluso e che costituiva una base essenziale del consenso di quello

Stato a vincolarsi al trattato.

2. Il paragrafo 1 non si applica quando lo Stato in questione ha contribuito a quell'errore con il suo

comportamento o quando le circostanze erano tali che esso doveva rendersi conto della possibilià di

un errore.

3. Un errore che riguardi soltanto la formulazione del testo di un trattato non incide sulla sua validità;

in questo caso, si applica l'articolo 79.

Articolo 49 - Dolo

Se uno Stato è stato indotto a concludere un trattato dal comportamento fraudolento di un altro Stato che ha

partecipato al negoziato, può invocare il dolo come vizio del suo consenso a vincolarsi al trattato.

Articolo 50 - Corruzione del rappresentante di uno Stato

Se l'espessione del consenso di uno Stato a vincolarsi a un trattato è stata ottenuta ricorrendo alla corruzione

del suo rappresentante attraverso l'azione diretta o indiretta di un altro Stato che ha partecipato al negoziato,

lo Stato può invocare tale corruzione come vizio del suo consenso a vincolarsi al trattato.

Articolo 51 - Violenza esercitata sul rappresentante di uno Stato

L'espressione del consenso di uno Stato a vincolarsi a un trattato che sia stata ottenuta attraverso la violenza

esercitata sul suo rappresentante per mezzo di atti o di minacce diretti contro di lui, è priva di qualsiasi

effetto giuridico.

Articolo 52 - Violenza esercitata su uno Stato con la minaccia o l'impiego della forza

E’ nullo ogni trattato la cui conclusione sia stata ottenuta con la minaccia o l'impiego della forza in

violazione dei principi di diritto internazionale incorporati nella Carta delle Nazioni Unite.

Articolo 53 - Trattati in conflitto con una norma imperativa del diritto internazionale generale (ius

cogens)

E’ nullo qualsiasi trattato che, al momento della sua conclusione, è in conflitto con una norma imperativa del

diritto internazionale generale. Ai fini della presente Convenzione, una norma imperativa del diritto

internazionale generale è una norma accettata e riconosciuta dalla comunità internazionale degli Stati nel suo

complesso come norma alla quale non è consentita alcuna deroga e che può essere modificata soltanto da

un'altra norma del diritto internazionale generale avente lo stesso carattere.

Sezione 3 - ESTINZIONE DEI TRATTATI E SOSPENSIONE DELLA LORO APPLICAZIONE

Articolo 54 - Estinzione di un trattato o recesso in virtù delle disposizioni del trattato o per consenso

delle parti

L'estinzione di un trattato o il recesso di una parte possono aver luogo: a. in conformità alle disposizioni del

trattato; oppure b. in ogni momento, per consenso di tutte le parti, previa consultazione degli altri Stati

contraenti.

Articolo 55 - Riduzione del numero delle parti di un trattato multilaterale al di sotto del numero

necessario per la sua entrata in vigore

Salvo diversa disposizione del trattato, un trattato multilaterale non si estingue per il solo motivo che il

numero delle parti cade al di sotto del numero necessario per la sua entrata in vigore.

Articolo 56 - Denuncia o recesso nel caso di un trattato che non contenga disposizioni relative

all'estinzione, alla denuncia o al recesso

1. Un trattato che non contenga disposizioni relative alla sua estinzione e che non preveda possibilità di

denuncia o di recesso non può formare oggetto di una denuncia o di un recesso, a meno che:

a. non risulti che corrispondeva all'intenzione delle parti ammettere la possibilità di una

denuncia o di un recesso; oppure

b. il diritto di denuncia o di recesso possa essere dedotto dalla natura del trattato.

2. Una parte deve notificare almeno dodici mesi prima la sua intenzione di denunciare un trattato o di

recederne in conformità alle disposizioni del paragrafo 1.

Articolo 57 - Sospensione dell'applicazione di un trattato in virtù delle sue disposizioni o per consenso

delle parti

L'applicazione di un trattato nei confronti di tutte le parti o di una parte determinata può essere sospesa: a. in

conformità alle disposizioni del trattato; oppure b. in ogni mornento, per consenso di tutte le parti, previa

consultazione degli altri Stati contraenti.

Articolo 58 - Sospensione dell'applicazione di un trattato multilaterale per accordo intervenuto fra

alcune parti soltanto

1. Due o più parti di un trattato multilaterale possono concludere un accordo per sospendere, in via

temporanea e solamente nei loro rapporti reciproci, l'applicazione di disposizioni del trattato:

a. se la possibilità di una tale sospensione è prevista dal trattato; oppure

b. se la sospensione in questione non è proibita dal trattato, a condizione che essa:

i. non pregiudichi il godimento da parte delle altre parti dei diritti che esse desumono

dal trattato né l'adernpimento dei loro obblighi; e

ii. non sia incompatibile con l'oggetto e il scopo del trattato.

2. A meno che, nel caso previsto dal paragrafo 1, lettera a), il trattato non disponga diversamente, le

parti in questione devono notificare alle altre la loro intenzione di concludere l'accordo e le

disposizioni del trattato di cui esse hanno l'intenzione di sospendere l'applicazione.

Articolo 59 - Estinzione di un trattato o sospensione della sua applicazione derivanti implicitamente

dal fatto della conclusione di un trattato successivo

1. Un trattato è considerato estinto quando tutte le parti di questo trattato concludono successivamente

un trattato avente per oggetto la stessa materia e:

a. se risulta dal trattato posteriore o per altra via che secondo l'intenzione delle parti la materia

deve essere disciplinata dal trattato medesimo; oppure

b. se le disposizioni del trattato successivo sono incompatibili con quelle del trattato precedente

a tal punto che è impossibile applicare contemporaneamente i due trattati.

2. Il trattato anteriore è considerato come soltanto sospeso se risulta dal trattato posteriore o se è

accertato per altra via che ciò corrispondeva alla intenzione delle parti.

Articolo 60 - Estinzione di un trattato o sospensione della sua applicazione come conseguenza della sua

violazione

1. Una violazione sostanziale di un trattato bilaterale ad opera di una delle parti legittima l'altra ad

invocare la violazione come motivo di estinzione del trattato o di sospensione totale o parziale della

sua applicazione.

2. Una violazione sostanziale di un trattato multilaterale ad opera di una delle parti legittima:

a. le altre parti, operanti di comune accordo, a sospendere totalmente o parzialmente

l'applicazione del trattato o a considerarlo estinto:

i. sia nei rapporti fra esse stesse e lo Stato autore della violazione,

ii. sia nei loro rapporti reciproci;

b. una parte colpita in modo particolare dalla violazione ad invocare quest'ultima come motivo

di sospensione totale o parziale dell'applicazione del trattato nei suoi rapporti con lo Stato

autore della violazione;

c. qualsiasi altra parte diversa dallo Stato autore della violazione a invocare quest'ultima come

motivo di sospensione totale o parziale dell'applicazione del trattato per quanto la riguarda se

tale trattato è di tale natura che una violazione sostanziale delle sue disposizioni ad opera di

una delle parti modifica radicalmente la situazione di ciascuna delle parti per ciò che

riguarda l'adempimento dei suoi obblighi ai sensi del trattato.

3. Ai fini del presente articolo, per violazione sostanziale di un trattato si intende:

a. un ripudio del trattato non autorizzato della presente Convenzione; oppure

b. la violazione di una disposizione essenziale per la realizzazione dell'oggetto o dello scopo

del trattato.

4. I paragrafi che precedono non pregiudicano in alcun modo le disposizioni del trattato applicabili in

caso di violazione.

5. I paragrafi da 1 a 3 non si applicano alle norme relative alla tutela della persona umana contenute nei

trattati di carattere umanitario, in particolare alle disposizioni che proibiscono qualsiasi forma di

rappresaglia nei confronti delle persone protette dai trattati in questione.

Articolo 61 - Sopravvenienza di una situazione che rende impossibile l'esecuzione

1. Una parte può invocare l'impossibilità di esecuzione come motivo di estinzione o di recesso se

questa impossibilità risulta dalla scomparsa o dalla distruzione definitiva di un oggetto

indispensabile alla esecuzione del trattato. Se l'impossibilità è temporanea, può essere invocata

soltanto come motivo per sospendere l'applicazione del trattato.

2. L'impossibilità di esecuzione non può essere invocata da una parte come motivo di estinzione o di

recesso o di sospensione dell'applicazione se tale impossibilità deriva dalla violazione, perpetrata

dalla parte che l'invoca, sia di un obbligo del trattato, sia di qualsiasi altro obbligo internazionale a

danno di una qualsiasi altra parte del trattato.

Articolo 62 - Cambiamento fondamentale delle circostanze

1. Un cambiamento fondamentale delle circostanze intervenuto rispetto alle circostanze esistenti al

momento della conclusione di un trattato e che non era stato previsto dalle parti non può essere

invocato come motivo di estinzione o di recesso, a meno che:

a. l'esistenza di tali circostanze non abbia costituito una base essenziale del consenso delle parti

a vincolarsi al trattato; e che

b. tale cambiamento non abbia per effetto di trasformare radicalmente la portata degli obblighi

che rimangono da adempiere in base al trattato.

2. Un cambiamento fondamentale delle circostanze non può essere invocato come motivo di estinzione

o di recesso:

a. se si tratta di un trattato che fissa un confine; o

b. se il cambiamento fondamentale deriva da una violazione, ad opera della parte che l'invoca,

sia di un obbligo del trattato, sia di qualsiasi altro obbligo internazionale a danno di qualsiasi

altra parte del trattato.

3. Se, in applicazione dei precedenti paragrafi, una parte può invocare un mutamento fondamentale di

circostanze come motivo di estinzione o recesso da un trattato, essa può ugualmente invocare detto

mutamento come motivo di sospensione.

Articolo 63 - Rottura delle relazioni diplomatiche e consolari

La rottura delle relazioni diplomatiche e consolari fra le parti di un trattato non produce effetti sui rapporti

giuridici instaurati fra di esse dal trattato, salvo nella misura in cui l'esistenza di relazioni diplomatiche o

consolari è indispensabile all'applicazione del trattato.

Articolo 64 - Sopravvenienza di una nuova norma imperativa del diritto internazionale generale (ius

cogens)

In caso di sopravvenienza di una nuova norma imperativa di diritto internazionale generale, qualsiasi trattato

esistente che sia in conflitto con tale norma è nullo e si estingue.

Sezione 4 - PROCEDURA

Articolo 65 - Procedura da seguire in materia di nullità, estinzione, recesso di una parte o sospensione

della applicazione di un trattato

1. La parte che, in base alle disposizioni della presente Convenzione, invoca sia un vizio del suo

consenso ad essere vincolato ad un trattato, sia un motivo per contestarne la validità o per sostenere

l'estinzione del trattato, il recesso da esso o la sospensione della sua applicazione, deve notificare la

sua pretesa alle altri parti. La notifica deve indicare la misura proposta nei riguardi del trattato e le

ragioni di essa.

2. Se, dopo un periodo che, salvo i casi di particolare urgenza, non sarà inferiore ai tre mesi a partire

dal ricevimento della notifica, nessuna parte fa obiezioni, la parte che ha proceduto alla notifica può

adottare, nelle forme previste dall'articolo 67, la misura proposta.

3. Se però è stata sollevata una obiezione da un'altra parte, le parti dovranno ricercare una soluzione

attraverso i mezzi indicati dall'articolo 33 della Carta delle Nazioni Unite.

4. Nulla di quanto disposto nei paragrafi precedenti pregiudica i diritti e gli obblighi delle parti

derivanti da qualsiasi norma in vigore fra di esse in materia di soluzione delle controversie.

5. Salvo quanto disposto dall'articolo 45, il fatto che uno Stato non abbia inoltrato la notifica prescritta

al paragrafo 1 non gli impedisce di effettuarla in risposta ad un’altra parte che richieda

l'adempimento del trattato o faccia valere la sua violazione.

Articolo 66 - Procedure di regolamento giudiziario, di arbitrato e di conciliazione

Se, nei dodici mesi seguenti alla data in cui l'obiezione è stata sollevata, non è stato possibile pervenire ad

una soluzione in conformità al paragrafo 3 dell'articolo 65, si adotteranno le seguenti procedure:

a. ogni parte di una controversia riguardante l'applicazione o l'interpretazione degli articoli 53 o 64,

può, con una sua richiesta, sottoporre la controversia alla decisione della Corte internazionale di

giustizia, a meno che le parti non decidano di comune accordo di sottoporre la controversia ad

arbitrato;

b. ogni parte di una controversia riguardante l'applicazione o l'interpretazione di uno qualsiasi degli

altri articoli della parte V della presente Convenzione può mettere in opera la procedura indicata

nell'Allegato alla Convenzione indirizzando a questo effetto una domanda al Segretario delle

Nazioni Unite.

Articolo 67 - Atti per dichiarare la nullità di un trattato, la sua estinzione, per realizzare il recesso o

sospendere l'applicazione del trattato

1. La notifica prevista dal paragrafo I dell'articolo 65 deve essere fatta per iscritto.

2. Qualsiasi atto che dichiari la nullità di un trattato, che vi ponga termine o realizzi il recesso o la

sospensione della sua applicazione sulla base delle disposizioni del trattato medesimo o dei paragrafi

2 o 3 dell'articolo 65 deve essere contenuto in uno strumento comunicato alle altre parti. Se lo

strumento non è sottoscritto dal capo dello Stato, dal capo del governo o dal ministro degli affari

esteri, il rappresentante dello Stato che fa la comunicazione può essere invitato a esibire i suoi pieni

poteri.

Articolo 68 - Revoca delle notifiche e degli strumenti previsti dagli articoli 65 e 67

Una notifica o uno strumento previsti dagli articoli 65 e 67 possono essere revocati in ogni momento prima

che abbiano avuto effetto.

Sezione 5 - CONSEGUENZE DELLA NULLITA’, DELL'ESTINZIONE O DELLA SOSPENSIONE

DELL'APPLICAZIONE DI UN TRATTATO

Articolo 69 Conseguenze della nullità di un trattato

1. E’ nullo un trattato la cui nullità è stabilita in virtù della presente Convenzione. Le disposizioni di un

trattato nullo non hanno forza giuridica.

2. Se tuttavia sulla base di un tale trattato sono stati compiuti degli atti:

a. qualsiasi parte può chiedere a qualsiasi altra di ristabilire per quanto è possibile nei loro

rapporti reciproci la situazione che sarebbe esistita se quegli atti non fossero stati compiuti;

b. gli atti compiuti in buona fede prima che la nullità sia stata invocata non sono resi illeciti dal

solo fatto della nullità del trattato.

3. Nei casi di cui agli articoli 49, 50, 51 o 52, il paragrafo 2 non si applica nei confronti della parte alla

quale sono imputabili il dolo, la corruzione o la violenza.

4. Nei casi in cui il consenso di un determinato Stato ad essere vincolato da un trattato multilaterale è

viziato, le regole che precedono si applicano nei rapporti fra detto Stato e le parti del trattato.

Articolo 70 - Conseguenze dell'estinzione di un trattato

1. Salvo diversa disposizione del trattato o diverso accordo delle parti, il fatto che un trattato si sia

estinto in virtù delle disposizioni del trattato medesimo o in conformità della presente Convenzione:

a. libera le parti dall'obbligo di continuare ad applicare il trattato;

b. non pregiudica alcun diritto, obbligo o situazione giuridica delle parti, sorti per effetto della

esecuzione del trattato prima della sua estinzione.

2. Quando uno Stato denuncia un trattato multilaterale o esercita il recesso, il paragrafo 1 si applica nei

rapporti fra questo Stato e ciascuna delle altre parti del trattato a partire dalla data in cui la denuncia

o il recesso prende effetto.

Articolo 71 - Conseguenze della nullità di un trattato in conflitto con una norma imperativa del diritto

internazionale generale

1. Nel caso di un trattato nullo in virtù dell'articolo 53, le parti sono tenute:

a. ad eliminare, nella misura del possibile, le conseguenze di qualsiasi atto compiuto sulla base

di una disposizione che è in conflitto con una norma imperativa del diritto internazionale

generale; e

b. a rendere i loro rapporti reciproci conformi alla norma imperativa del diritto internazionale

generale.

2. Nel caso di un trattato che diventa nullo e si estingue in virtù dell'art. 64, l'estinzione del trattato:

a. libera le parti dall'obbligo di continuare ad eseguirlo;

b. non pregiudica alcun diritto, obbligo o situazione giuridica delle parti scaturita attraverso

l'esecuzione del trattato prima della sua estinzione; tuttavia, questi diritti, obblighi o

situazioni giuridiche non possono essere conservati in seguito se non nella misura in cui il

loro mantenimento non è in se stesso in conflitto con la nuova norma imperativa del diritto

internazionale generale.

Articolo 72 - Conseguenze della sospensione dell'applicazione di un trattato

1. Salvo diversa disposizione del trattato o salvo diverso accordo fra le parti, la sospensione

dell'applicazione di un trattato in base alle disposizioni di quest'ultimo o in conformità alla presente

Convenzione:

a. libera le parti fra le quali l'applicazione d'un trattato è sospesa dall'obbligo di eseguire il

trattato nei loro rapporti reciproci durante il periodo della sospensione;

b. non incide altrimenti sui rapporti giuridici instaurati dal trattato tra le parti.

2. Durante il periodo di sospensione, le parti devono astenersi dal compiere qualsiasi atto che possa

costituire un ostacolo alla ripresa dell'applicazione del trattato.

PARTE VI - DISPOSIZIONI DIVERSE

Articolo 73 - Casi di successione di Stati, di responsabilità di uno Stato o di scoppio di ostilità

Le disposizioni della presente Convenzione non pregiudicano alcuna questione che potrebbe porsi a

proposito di un trattato per il fatto di una successione fra Stati o in ragione della responsabilità internazionale

di uno Stato o dello scoppio di ostilità fra Stati.

Articolo 74 - Relazioni diplomatiche o consolari e conclusione di trattati

La rottura delle relazioni diplomatiche o, consolari o l'assenza di tali relazioni fra due o più Stati non

costituisce un ostacolo alla conclusione di trattati fra gli stessi. La conclusione di un trattato non ha di per sé

effetto per quanto riguarda le relazioni diplomatiche o consolari.

Articolo 75 - Caso di uno Stato aggressore

Le disposizioni della presente Convenzione non pregiudicano gli obblighi che, in relazione ad un trattato,

possono scaturire per uno Stato aggressore da misure adottate in confortnità alla Carta delle Nazioni Unite a

proposito dell'aggressione commessa dallo Stato suddetto.

PARTE VII - DEPOSITARI, NOTIFICHE, CORREZIONI E REGISTRAZIONE

Articolo 76 - Depositari dei trattati

1. La designazione del depositario di un trattato può essere effettuata dagli Stati che hanno partecipato

al negoziato, sia nello stesso trattato, sia in qualche altra maniera. Possono essere depositario uno o

più Stati, un'organizzazione internazionale o il principale funzionario amministrativo di una tale

organizzazione.

2. Le funzioni del depositario di un trattato hanno un carattere internazionale e il depositario è tenuto

ad operare imparzialmente nell'espletamento delle sue funzioni. In particolare, il fatto che il trattato

non sia entrato in vigore fra alcune delle parti o che una divergenza sia insorta fra uno Stato e un

depositario per quanto riguarda l'esercizio delle funzioni di quest'ultimo, non deve influire su tale

obbligo.

Articolo 77 - Funzioni del depositario

1. Salvo diversa disposizione del trattato o diverso accordo fra le parti, le funzioni del depositario sono

in particolare le seguenti:

a. assicurare la custodia del testo originale del trattato e dei pieni poteri che gli siano rimessi;

b. redigere copie certificate conformi del testo originale e di tutti gli altri testi del trattato in

altre lingue secondo quanto dal trattato previsto, e comunicarle alle parti del trattato e agli

Stati che hanno titolo per diventarlo;

c. ricevere tutte le sottoscrizioni del trattato, ricevere e custodire tutti gli strumenti, notifiche e

comunicazioni relativi al trattato;

d. verificare se una firma, uno strumento, una notifica o una comunicazione riferentesi al

trattato ha i dovuti requisiti di forma e, se il caso lo richiede, sottoporre la questione

all'attenzione dello Stato in causa;

e. informare le parti di un trattato e gli Stati aventi titolo per diventarlo degli atti, notifiche, e

comunicazioni che ad esso si riferiscono;

f. informare gli Stati che hanno titolo per diventare parti del trattato della data in cui è stato

ricevuto o depositato il numero di sottoscrizioni o di strumenti di ratifica, d'accettazione,

d'approvazione o di adesione richiesto per l'entrata in vigore del trattato;

g. assicurare la registrazione del trattato presso il Segretariato dell'Organizzazione delle

Nazioni Unite;

h. espletare le funzioni specificate in altre disposizioni della presente Convenzione.

2. Quando insorga una divergenza fra uno Stato e il depositario a proposito dell'espletamento delle

funzioni di quest'ultimo, il depositario dovrà sottoporre la questione all'attenzione degli Stati

firmatari e degli Stati contraenti o, se del caso, dell'organo competente dell'organizzazione

internazionale in causa.

Articolo 78 - Notifiche e comunicazioni

Salvo che il trattato o la presente Convenzione dispongano diversamente, una notifica o comunicazione che

deve essere fatta da uno Stato in virtù della presente Convenzione:

a. è trasmessa, se non esiste depositario, direttamente agli Stati a cui essa è destinata oppure, se esiste

un depositario, a quest'ultimo;

b. è considerata come effettuata dallo Stato in questione solo al momento del ricevimento da parte dello

Stato a cui è trasmessa o, se del caso, del depositario;

c. se è trasmessa a un depositario, è considerata come ricevuta dallo Stato a cui è destinata solo nel

momento in cui quello Stato avrà ricevuto dal depositario l'informazione prevista dal paragrafo 1,

lettera e) dell'articolo 77.

Articolo 79 - Correzione degli errori nei testi o nelle copie certificate conformi del trattato

1. Se, dopo l'autenticazione del testo del trattato, gli Stati firmatari e gli Stati contraenti costatano di

comune accordo che tale testo contiene un errore, si procede alla correzione di tale errore ricorrendo

ad uno dei mezzi qui di seguito enumerati, a meno che i suddetti Stati non decidano di effettuare la

correzione in altro modo:

a. correzione del testo esatto e parafatura della correzione ad opera dei rappresentanti

debitamente legittimati;

b. formulazione di uno strumento o scambio di strumenti in cui è contenuta la correzione che si

è convenuto di apportare al testo;

c. redazione di un testo corretto dell'intero trattato seguendo la procedura utilizzata per il testo

originario.

2. Quando si tratta di un trattato per il quale esiste un depositario, quest'ultimo notifica agli Stati

firmatari e agli Stati contraenti l'errore e la proposta di correzione e fissa un termine appropriato

entro il quale formulare obiezioni alla correzione proposta. Se, allo scadere del termine:

a. nessuna obiezione è stata fatta, il depositario procede alla correzione nel testo e alla sua

parafatura, redige un verbale di rettificazione del testo e ne trasmette copia alle parti del

trattato e agli Stati che hanno titolo per diventarlo;

b. è stata fatta un'obiezione, il depositario comunica l'obiezione agli Stati firmatari e agli Stati

contraenti.

3. Le regole enunciate ai paragrafi 1 e 2 si applicano anche quando il testo è stato autentificato in due o

più lingue ed emerge un difetto di concordanza che, per accordo degli Stati firmatari e degli Stati

contraenti, deve essere corretto.

4. Il testo corretto rimpiazza il testo difettoso ab initio, a meno che gli Stati firmatari e gli Stati

contraenti non decidano diversamente.

5. La correzione del testo di un trattato che è stato registrato è notificata al Segretario

dell'Organizzazione delle Nazioni Unite.

6. Quando un errore è rilevato in una copia certificata conforme di un trattato, il depositario redige un

verbale di rettifica e ne comunica copia agli Stati firmatari e agli Stati contraenti.

Articolo 80 - Registrazione e pubblicazione dei trattati

1. Dopo la loro entrata in vigore, i trattati sono tramessi al Segretario dell'Organizzazione delle Nazioni

Unite per la registrazione o la classificazione e iscrizione a repertorio, secondo i casi, nonché per la

pubblicazione.

2. La designazione di un depositario costituisce autorizzazione per quest'ultimo a compiere gli atti

previsti al paragrafo precedente.

PARTE VIII - DISPOSIZIONI FINALI

Articolo 81 - Sottoscrizione

La presente Convenzione sarà aperta alla firma di tutti gli Stati membri dell'Organizzazione delle Nazioni

Unite o di una istituzione specializzata o dell'Agenzia internazionale dell'energia atomica, come pure di tutti

gli Stati che siano parti dello Statuto della Corte internazionale di giustizia e di qualsiasi altro Stato invitato

dall'Organizzazione delle Nazioni Unite a diventare parte della Convenzione, nel modo seguente: fino al 30

novembre 1969, presso il Ministero federale degli affari esteri della Repubblica austriaca, e in seguito, fino al

30 aprile 1970, presso la sede dell'Organizzazione delle Nazioni Unite a New York.

Articolo 82 - Ratifica


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Sara F

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Suor Orsola Benincasa - Unisob o del prof Pagano Emiliano.

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