Federalismo
Quella del funzionalismo è una delle teorie poste al processo di integrazione europea; alla base vi è l'idea che la cooperazione tra i singoli Stati membri debba essere limitata a settori ben determinati, d'interesse sociale ed economico comune.
Funzionalismo e federalismo
La tesi dei funzionalisti - o cooperazione intergovernativa - si contrappone a quella dei federalisti, propensi ad istituire un vero e proprio Stato federale con un'autorità politica dotata di poteri sovraordinati a quelli dei governi degli Stati membri. Questo approccio è parte dell'integrazione europea post-bellica. Fondatore del Movimento federalista europeo, era membro della Commissione europea e poi del Parlamento italiano e del primo Parlamento europeo.
Il ruolo di Monnet
Monnet, ispirandosi all'economista Mitrany, aveva pensato che una soluzione funzionalistica (senza politica per via della guerra) alla questione dell'acciaio - materiale strategico per ogni potenza e con costi elevati di produzione - sarebbe stata utile, in particolare sfruttando la disponibilità di carbone fossile nella regione della Ruhr. La Germania avrebbe messo in comune tali risorse.
Europa e partecipazione democratica
Si sviluppa così un'Europa dove ogni espressione della partecipazione democratica viene assorbita entro una concezione tecnocratica. La soluzione dei problemi sociali ed economici, non essendo di natura politica, può essere gestita da tecnici esperti a livello sovranazionale. È vero, però, che eliminando la tecnocrazia, con l'atto unico europeo e il successivo tentativo di avvicinare i cittadini alla vita dell'Unione, il deficit democratico risulta evidente.
Il deficit democratico
Il deficit democratico è una nozione utilizzata principalmente per accusare l'Unione europea di inaccessibilità al cittadino a causa della complessità del suo sistema e dei suoi meccanismi decisionali. Ad ogni tappa che ha segnato l'integrazione europea, la questione della legittimità democratica si è imposta all'attenzione in modo sempre più marcato. L'UE sta cercando una semplificazione giuridica e una migliore informazione del pubblico, coinvolgendo la società civile nella realizzazione delle politiche europee. Non a caso, il trattato di Lisbona prevede che le sessioni del Consiglio UE siano pubbliche.
Erika Cracco A.A. 2012-2013
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