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Diritto costituzionale

Elenco argomenti

  • La costituzione e i suoi principi fondamentali
  • La costituzione rigida
  • Democrazia diretta e democrazia rappresentativa. Il divieto di mandato imperativo
  • Art. 1 Sovranità popolare: forme e limiti
  • Procedimento di revisione costituzionale e i principi supremi come limiti alla revisione; Art. 138 e 139
  • La Repubblica fondata sul lavoro
  • Art. 2 Il principio di libertà dei singoli e delle formazioni sociali
  • Art. 3 primo comma. Dal principio di uguaglianza sociale al principio di ragionevolezza delle classificazioni legislative
  • L’esempio dei permessi per l’allattamento di un neonato
  • Art. 3, secondo comma. Lo Stato sociale e i diritti sociali
  • Art. 5 e nuovo art. 114. Principio unitario e principio autonomistico
  • Art. 7 e art. 8. Il principio concordatario e la derogabili delle norme costituzionali ad eccezione dei principi supremi
  • Le intese con le comunità religiose diverse dalla cattolica
  • Art. 10 e 117. Il principio internazionalista
  • Adattamento automatico per le norme di diritto internazionale generalmente riconosciute
  • Rispetto degli obblighi internazionali scaturenti dai Trattati
  • Art. 11 Il principio pacifista. Le limitazioni alla sovranità in favore di organizzazioni internazionali
  • La partecipazione alla Unione Europea: prevalenza delle fonti comunitarie, derogabilità delle norme costituzionali ad eccezione dei cosiddetti "principi supremi" (c.d. CONTROLIMITI)

Le fonti del diritto

  • Norme giuridiche, sociali e morali
  • Fonti fatto. La consuetudine
  • Fanti atto. Il procedimento di adozione e il valore che ne consegue
  • Interpretazione della legge
  • Principio di completezza dell’ordinamento. I Criteri per l’integrazione delle lacune. Analogia leggio e principi generali dell’ordinamento (art. 12 pre. leg.)
  • Principio di coerenza dell’ordinamento e la risoluzione delle antinomie (criterio cronologico; criterio gerarchico; non applicazione del diritto interno contrastante con il diritto comunitario direttamente applicabile)
  • Le leggi costituzionali: procedimento
  • La legge ordinaria e il significato del procedimento parlamentare
  • La riserva di legge e il suo significato in regime di Costituzione rigida
  • La riserva di legge nella prassi. Atti con forza di legge.
  • Riserva di legge assoluta è relativa
  • Gli atti con forza di legge: il decreto legislativo delegato e il decreto legge
  • Il potere regolamentare dell’esecutivo nella legge n. 400 del 1988
  • La delegificazione
  • Il referendum abrogativo (N.B.)

Principi fondamentali

Scrivere una Costituzione equivale a dire che una società si autovincola un vincolo che essa stessa si impone per regolare i rapporti al suo interno. Il termine “costituzione”, illuministicamente, significa fiducia nell’essere umano di fare scelte razionali. Scrivere una costituzione vuol dire fare un’operazione di natura giuridica e storica, è la formazione di regole di vita permanenti. La costituzione nasce come un solo documento in cima alla piramide dei documenti normativi ed incarna una certa visione del mondo che si traduce in principi. Ad esempio il principio di uguaglianza, nato con la Rivoluzione Francese.

Coloro ai quali si riferisce la Costituzione, ne condividono gli ideali. Non in tutti i periodi storici è possibile scrivere una Costituzione. Nel 1946, in Italia, si elegge l’Assemblea Costituente; ciò è stato possibile in virtù di ciò che era successo precedentemente (Fascismo + 2o Guerra Mondiale). In Germania, invece, la Costituzione di Bonn venne scritta sotto influenza degli Alleati. La nostra Costituzione è il frutto di un accordo tra i vari partiti che, coerentemente ai propri ideali, avevano combattuto il Fascismo durante la Resistenza: PCI, DC, PSI, liberali, Partito d’Azione e monarchici. L’unione tra le diverse anime politiche si rese necessaria per rimettere in piedi l’Italia, anche da un punto di vista morale.

Ma per i partiti ci fu subito un primo problema, politico e istituzionale, da affrontare: cosa fare della Monarchia che, prima di distaccarsene, aveva aderito al Fascismo? C’era, a tal proposito, una posizione importante: Chiesa Cattolica: Rimanere con la Monarchia, perché le dava maggiori garanzie di stabilità e conservazione del concordato del 1929 (Patti Lateranensi) il quale proclamava la religione cattolica apostolica romana religione dello Stato. La DC da un lato appoggiava la Chiesa, ma dall’altro riconosceva gli errori della Monarchia. Anzitutto si decise che prima i partiti avrebbero deciso la forma di Stato (Monarchia o Repubblica) e solo successivamente si sarebbero svolte vere elezioni. Ma proprio per le difficoltà di scelta della DC, la scelta sulla futura forma di Stato fu assegnata alla volontà popolare.

Il “referendum” si svolge il 2 giugno del 1946: le donne che votano per la prima volta in Italia, erano fortemente devote alla chiesa cattolica, altre persone pur non avendo capacità decisionali in ambito politico votarono emotivamente. La scelta sul referendum fu azzardata e alla fine vinse la Repubblica, un sistema “integralmente” democratico. Democrazia non integrale: il ruolo di Capo dello Stato viene occupato da un soggetto non eletto, uno scelto da Dio e diventa Re. Democrazia integrale: anche il Capo di Stato viene eletto, direttamente o indirettamente, in forma democratica (Capo dello Stato in Italia è Rappresentativo in Secondo Grado)

Il 2 giugno 1946, oltre allo svolgimento del referendum istituzionale, gli elettori hanno eletto anche l’assemblea costituente, dalla quale facevano parte i migliori intellettuali antifascisti (livello del dibattito alto, anche su idee del mondo molto diverse e spesso contrapposte). Il dibattito democratico può produrre un risultato solo se le parti coinvolte sono disposte a raggiungere un compromesso (che secondo Hans Kelsen, è la virtù della democrazia). Kelsen, giurista austriaco, è stato il primo a pensare a una pace perpetua e ad un governo mondiale, voleva superare la statualità in un’organizzazione internazionale che avrebbe detenuto la forza fisica (cioè gli eserciti)

Kelsen aveva già capito che la Democrazia Pluralista è molto difficile da mantenere a causa della pluralità di idee politiche e religiose unite al suffragio universale, visioni incompatibili riunite nel voto. I Contrasti di interessi sono diventati, nel '900, contrasti irreparabili tra visioni del mondo opposte. Kelsen capisce che non c’era un’idea di bene comune condivisa, ma che variava da una corrente politica all’altra, ciascuna delle quali voleva prevalere. Karl Smith, oppositore di Kelsen, era convinto che la maggioranza avesse il diritto di imporsi sulla minoranza. O la minoranza (50% - 1) accetta tale imposizione o poteva essere espulsa, poi perseguibile e infine eliminabile fisicamente. Kelsen aveva un’idea più complessa e articolata: legge elettorale proporzionale che garantisse una rappresentanza reale delle varie opinioni e dei vari ideali e, senza dire chi abbia ragione e chi torto, si giunge ad un compromesso (questo è quello che è successo durante i lavori dell’Assemblea Costituente in Italia). Il compromesso fu l’alternativa alla guerra civile:

[Società pluralista: società in cui coesistono tante visioni della realtà] John Rawls —> esperimento: immaginiamo di dover scrivere noi una Costituzione; la nostra condizione è il velo di ignoranza, cioè siamo nelle condizioni ideali per scrivere un patto perché non sai quali ruoli andrai a ricoprire in società, quindi si stilano delle regole che vadano bene in tutte le posizioni sociali. METAFORMA per dire che, nello scrivere le regole, bisogna tenere conto anche delle condizioni degli altri —> uno dei segreti del successo della nostra Costituzione è che l’Assemblea Costituente non conosce l’esito delle successive elezioni del '48 e quindi si è fatto in modo che venisse scritta una “Costituzione per tutti”.

Le libertà e la Repubblica di Weimar Fu a Weimar che ci si domandò come conciliare la libertà dello Stato Liberale con la nuova vita politica. Ad esempio, il suffragio universale è una libertà che per alcuni rappresenta un diritto inalienabile mentre per altri è una semplice formalità aggirabile (e quindi la vita politica deve essere interiorizzata dagli individui affinché la democrazia funzioni). Stato sociale vuol dire che lo Stato interviene per riequilibrare la situazione sociale secondo un compromesso che per la prima volta viene sancito in un documento giuridico: i diritti sociali fondamentali, che riguardano le condizioni di vita, vengono garantite dallo Stato, che lascia i cittadini in balia delle loro possibilità economiche.

E Weimar che ci ha trasmesso questo principio semplicemente etico ma che alcuni Stati ancora oggi faticano a recepire (es. USA —> se hai i soldi ti curi, altrimenti no). Vengono sancite le tre libertà fondamentali: “personale” (vietata incarcerazione senza motivo e processo), “di domicilio” (perquisizioni abitazioni solo dietro mandato), “di corrispondenza” (intercettazioni abitazione private solo sotto ordine del giudice. Accanto a queste, si aggiunsero le libertà che riguardavano la collettività: libertà “di pensiero” (posso esprimere ciò che penso, libertà individuale ma che ha riflessioni sulla collettività), libertà di “associazione e di riunione” (particolarmente esercitate da movimenti dei lavoratori).

Queste libertà, individuali e collettive, Weimar le chiama libertà classiche, alle quali fanno specchio i diritti sociali sotto forma di requisiti per l’esercizio delle libertà classiche. Nella Repubblica di Weimar c’era la necessità di conciliare la garanzia delle libertà classiche e dei nuovi diritti per consentire a tutti di poter usufruire di tali libertà. Vi è il bisogno che anche le masse più povere potessero esercitare pienamente il proprio diritto di voto. Il concetto chiave di questo pensiero è la dignità, l’uscita da una condizione di dipendenza, non però l’uguaglianza economica quanto il bilanciamento delle libertà di mercato e una rete sociale che coinvolga e dia la possibilità a tutti di partecipare alla vita delle collettività. È proprio con Weimar che il Welfare riceve una propria strutturazione. Lo Stato garantisce le condizioni di vita essenziali per poi permettere di usufruire delle libertà fondamentali. Nasce la nuova Repubblica, una Repubblica che doveva ottenere il favore sia della destra che della sinistra. La Costituzione di Weimar fu, però, accettata solo formalmente e non sostanzialmente, il compromesso non piacque né a destra né a sinistra. Le forze politiche furono incapaci di accettare quella situazione, favorendo così di fatto l’ascesa al potere di Hitler.

Cosa successe dopo la seconda guerra mondiale? La nostra Costituzione va a riprendere la costituzione di Weimar, riprendendo i diritti sociali affianco a quelli fondamentali. Una massa che mise d’accordo socialisti e comunisti che accettarono così di limitare i loro estremismi, accettando lo stato sociale al posto di quello socialista. Si riuscì a limitare la libertà del mercato a favore del sociale (Welfare). Individuo liberale: non vuole ingerenza dello Stato nella sua sfera personale. La persona, per i cattolici (che erano parte della costituente), non è solo individuo liberale ma ha bisogno di una rete di rapporti che lo rende persona (scuola, chiesa, sindacato). Inoltre, sempre per i cattolici, l’individuo non può essere lasciato da solo contro il mondo (elemento che avvicinò i cattolici ai socialisti), la collettività è intesa come rete di sostegno per l’individuo stesso.

[MUTUE: associazioni di lavoratori i quali depositano in esse delle somme di denaro che venivano utilizzate in caso di bisogno, furono fondate per paura che lo Stato liberale lasciasse da soli i lavoratori). Seconda guerra mondiale, olocausto, bomba atomica: 3 eventi che costrinsero normalmente i costituzionalisti a dover trovare un compromesso e a non poter restare fermi sui loro ideali curando esclusivamente i loro interessi. Il principio meno riuscito OGGI della Costituzione è l’influenza della chiesa. Uscita indenne dalla caduta del Fascismo, era preoccupata dall’esito del referendum, temendo che fosse proclamata una Repubblica laica. Che fine avrebbero fatto i Patti Lateranensi che la proteggevano? —> art 17 della Costituzione. La sinistra non voleva che fosse sancito il rispetto dei P.L. del 1929, minacciando di boicottare i lavori dell’Assemblea. Togliatti, alla fine, cadette.

Anche Mussolini aveva capito che non poteva schierarsi contro la Chiesa, la quale era riconosciuta come soggetto di diritto internazionale. Non ha un territorio né un popolo, quindi differisce dallo Stato del Vaticano. I Patti Lateranensi erano costituiti da:

  • Concordato: accordo tra Italia e Chiesa Cattolica in tema religioso; Es. matrimonio in Chiesa assume valenza e riconoscimento civile, senza bisogno di ripetere l’operazione in Comune; oppure insegnamento nella scuola italiana della religione come materia curricolare.
  • Trattati: relativi alla finanza e al territorio che la Chiesa rivendicava. Es. determinati palazzi siano sotto sovranità del Papa e della Chiesa Cattolica.

Art. 7, 1o c. —> Chiesa e Stato italiano sono, nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. Nel c.p. fascista CONCUBINATO e ADULTERIO, che costituivano delle violazioni religiose, erano riconosciute anche come reati.

Art. 7, 2o c. —> i loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi e le modifiche degli stessi, che siano accettate da entrambe le parti non richiedono un procedimento di revisione costituzionale. Conta aperture alle modifiche: 1984, accordo Cesaroli (Chiesa) e Craxi (PdC) adesso lo Statuto del Concordato è combinato diventando legge ordinaria. La religione cattolica, da quest’anno, non è più religione di Stato.

Maggioranza e costituzione

Per i diritti sociali intendiamo:

  • Alla salute (art. 32) —> diritto ad avere assistenza sanitaria (caso Di Bella e Vannoni).
  • All’istruzione (art. 34), comma 2 —> è un diritto - dovere, perché è obbligatoria. Parallelismo tra voto e istruzione, sono entrambi diritti - doveri.
  • All’istruzione (art. 34), comma 3 —> la storia è andata diversamente, l’Università degli anni ’70 accessibile a tutti. anche ai non meritevoli (anche se la Costituzione non lo prevedeva).

I diritti sociali hanno un nucleo che deve essere sempre saldo, che la politica non può incrinare. Tuttavia il diritto sociale dipende da scelte politiche e condizioni economiche, quindi ha un andamento oscillante. La Costituzione è un atto che funge da contenitore giuridico. Lo Statuto Albertino era diverso a livello di contenuto: era una costituzione della borghesia vincitrice, si preoccupava di garantire le sole libertà classiche affidandole al Parlamento (eletto a suffragio ristretto). Esprimeva dunque la volontà borghese: si poteva votare se si possedeva un titolo di studio (raro se non si era benestanti). Il Parlamento era il motore dello Stato ed il custode delle libertà. Le carte ottocentesche sanciscono le libertà nei confronti del Re, il potere esecutivo. Ci si accorge successivamente che il Parlamento può essere fonte di oppressione se la maggioranza oscura del tutto le minoranze e gli oppositori. Quindi si pone il problema di riuscire a trovare un freno agli arbitri della maggioranza, come?

Questo è il costituzionalismo: la maggioranza, seppur legittimata da popolo, può abusare dei propri poteri e quindi bisogna ridurre al minimo questo rischio. La differenza tra '800 e '900 è la consapevolezza che non basta scrivere uno statuto ma è necessario un atto che abbia una forza superiore alla legge ordinaria e che limiti, quando serve, i poteri della maggioranza. Costituzione flessibile: quando la Costituzione sta sullo stesso piano della legge ordinaria e dunque una legge originaria può derogare lo statuto, adattandolo alle circostanza. Es. Lo Statuto Albertino sanciva la libertà di stampa, ma allo stesso tempo era possibile varare una legge che censurava determinate notizie. Il motivo per cui si passò da una costituzione flessibile ad una rigida risiede proprio nella non totale fiducia nella maggioranza Art. 1, coma 2 —> la maggioranza (popolo) può agire nelle forme e nei limiti previsti dalla Costituzione.

La Costituzione non solo è rigida, ma è GARANTITA dalla Corte Costituzionale che valuta l'INCOSTITUZIONALITÀ o l'ILLEGITTIMITÀ di una legge (non esiste “anticostituzionalità”). Se una legge è illegittima e quindi viola la costituzione, essa viene annullata in modo retroattivo (i suoi effetti si estinguono a partire dalla sua data di emancipazione). Tutti gli effetti della legge illegittima vengono annullati (eccezione —> il principio del FUNZIONARIO DI FATTO). La sanzione è più severa perché, oltre a riguardare il futuro, essa riguarda anche il passato. La nostra Costituzione poggia su due perni:

  • La rigidità: divieto della legge ordinaria di contraddire la Costituzione
  • La garanzia: rappresentata dalla Corte Costituzionale nel caso in cui la maggioranza dovesse prevaricare i suoi poteri.

La Costituzione è una legge unica nel suo genere, rigida per far si che la maggioranza politica sia costretta a rispettare i principi e le norme poste a tutela della minoranza. Rigidità costituzionale.

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Scienze giuridiche IUS/08 Diritto costituzionale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GladiatoreGla di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Siena o del prof Manetti Michela.
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