1. COMPARAZIONE
3 domande:
1. perché bisogna comparare ( funzione svolta dal diritto e dal fatto in
sé di comparare)
2. che cosa (oggetto: Che cosa compara e che cosa può/non può
comparare)
3. come ( metodo: come fare comparazione )
Il diritto comparato non è il diritto straniero. Diritto straniero è un presupposto
necessario per lo studio del diritto comparato, ma lo studio del diritto straniero
non è di per sé comparazione e per poter svolgere comparazione è necessario
studiare i FORMANTI di un ordinamento giuridico. I formanti sono atti/
comportamenti che danno forma ad un determinato ordinamento giuridico:
FORMANTE LEGISLATIVO; GIURISPRUDENZIALE (sentenze/decisioni varie corti e
corti supreme); DOTTRINALE ( studio della dottrina che contribuiscono
all'evoluzione dell'ordinamento in un senso e nell'altro).
Il formante giurisprudenziale caratterizza il modello di Common law ( ciò che
dicono e interpretano le corti) ,mentre il legislativo quello romano-germanico
(Civil law, cioè la produzione legislativa del governo). Il diritto comparato è una
disciplina recente, il suo studio risale al 1869 la cui nascita è 1900 anno in cui
si tenne il primo congresso di diritto internazionale comparato a Parigi.
La comparazione è o non è una scienza a se stante?
Per De Vergottini la comparazione è scienza giuridica a se stante, in quanto ha
un suo proprio oggetto di studio della pluralità degli oggetti giuridici esistenti,
raggruppati in famiglie e modelli distinti (modellizzazione dei diversi istituti).
L'alternativa è considerare il diritto comparato come metodo la cui materia è
diritto pubblico, a cui si applica il metodo della comparazione.
Per Bognetti il metodo della comparazione è (v slide).
La comparazione come scienza e metodo è stata vinta da chi sostiene che sia
una scienza, scollegandolo dal diritto pubblico.
Le differenze tra diritto pubblico e privato comparato: il diritto privato riguarda
singoli individui e singoli istituti ( contratti, clausole vessatorie…), mentre nel
diritto pubblico la comparazione riguarda i modi attraverso cui i diversi
ordinamenti disciplinano l'organizzazione del potere e la posizione degli
individui e dei gruppi in relazione al potere e le varie forme di governo.
Perché comparare?
1. Per conoscere (obbiettivo principale)
2. Per l'utilizzazione dei risultati ottenuti ( funzione secondaria )
3. Conoscenza teorica e classificazioni
4. Miglioramento relazioni internazionali
5. Ausilio per la preparazione di testi normativi
6. Ausilio per l'armonizzazione e unificazione di normative
7. Comprensione di istituti dell'ordinamento
8. Comprensione realtà straniere
A chi e per cosa serve?
1)Dottrina (fini conoscitivi di altri ordinamenti)
2)Legislatore (migliore predisposizione della normativa interna)
3)Giudice ( tecnica interpretativa della normativa interna e utilità per la
formazione della sentenza )
Cosa comparare?
Si può fare comparazione interna ad un determinato ordinamento giuridico? Sì
attraverso la comparazione di ordinamenti regionali.
L'oggetto deve essere le leggi per come sono state approvate (law in the
books) o per come vengono attuate (law in action). Es. CNEL o regioni.
In relazione all' oggetto il diritto pubblico può essere comparato
microcomparazinalemnte o macrocomparazionalmente ( in relazione all' ambito
spaziale) o diacronica (storica da cui non può prescindere) e sincronica
( situazione attuale di due/più ordinamenti e li mette in comparazione.
Come comparare? tertium comparationis,
Bisogna individuare un ovvero individuare gli istituti da
comparare ( es. bicameralismo in Italia e USA: per pria cosa bisogna sapere che
cos'è il principio bicamerale, ovvero il tertium comparationis, in seguito si
(comparatum)
raffronta ciò che già si conosce con quello che ancora non si
(comparandum)).
conosce
2. FORME DI STATO
diacronica sincronica
Forma di stato: chiave (evoluzione tempo) e
(comparazione dei diversi ordinamenti che esistono in un determinato
momento: regionalismo e federalismo).
La forma di stato è un rapporto che intercorre tra gli elementi costitutivi dello
stato:
1)popolo
2)territorio
3)potere sovrano (imperio)
Il rapporto determina una forma piuttosto che un'altra.
Costantino Mortatti diceva che sono date da chi detiene il potere e chi ne è
assoggettato. Non cambia il rapporto tra gli elementi costitutivi in quanto vi è
sia il popolo, sia il territorio che il potere d'imperio. Il bilanciamento di chi ha il
potere e chi ne è assoggettato determina una certa forma di stato. Può essere
data anche dai principi e dai valori cui lo stato ispira la sua azione. Questa
visione è in chiave finalistica: Anche in questo caso non cambia l'approccio di
fondo. La finalità avrà calibrato il rapporto tra il popolo e il potere d'imperio.
Le forme di stato possono essere classificate in base alla Rappresentatività
monarchie repubbliche
del capo dello stato: distinzione tra e (machiavelli
1500: "tutti gli stati che hanno imperio sugli uomini sono o sono stati
repubbliche o principati (ovvero un sistema nel quale il vertice dello stato non è
rappresentativo))
Un'altra modalità per determinare le forme di stato può essere attraverso la
classificazione Diacronica: ricostruzione dell'evoluzione delle forme di stato
che può essere graduale e continuativa o a vote subisce fratture nel corso della
storia.
La classificazione Sincronica invece, vede come il potere politico è articolato
in un determinato territorio. Questa forma di studio porta ad analizzare
ordinamenti che hanno una minore i maggiore capacità di distribuire il potere:
se la capacità è
Minore
: si avrà un ordinamento accentrato.
Media si avrà un ordinamento regionale.
Massima si avrà un ordinamento federale.
Il concetto di forma di stato deve essere distinto dalla forma di governo:
la forma di stato è il rapporto che intercorre tra i diversi ordinamenti dello
stato, mentre la forma di governo è il rapporto che intercorre tra gli organi
costituzionali dello stato ( Parlamento, Governo e capo dello stato).
Si tratta di elementi e aspetti complementari, da tenere distinti, in quanto si
posso avere ordinamenti che hanno la stessa forma di stato, ma diversa forma
di governo (Italia e America: repubblica entrambi, ma in Italia Parlamentare,
America Presidenziale). Oppure ordinamenti che hanno diversa forma di stato,
ma medesima forma di governo (Italia e Inghilterra: Repubblica e Monarchia,
ma in entrambi gli ordinamenti la forma di governo è quella Parlamentare).
Classificazione Diacronica: dal punto di vista della loro evoluzione storica,
le forme di stato si suddividono in:
1. Stato assoluto
2. Stato di polizia
3. Stato liberale
4. Stato autoritario
5. Stato totalitario
6. Stato democrazia pluralista
7. Stato sociale
L'evoluzione diacronica ha portato una crescita delle tutele delle situazioni
soggettive, in quanto ci sono delle parentesi (stato autoritario e totalitario), ma
il trend è quello di passare da una forma di stato nella quale il bilanciamento
tra chi detiene il potere e chi ne è assoggettato era risolto interamente a favore
del primo elemento (stato assoluto), fino ad arrivare ad una forma si stato ove
tale bilanciamento è fortemente garantista per chi al potere è assoggettato. Il
potere è limitato e controllato e il popolo è garantito nei confronti dell'esercizio
del potere pubblico.
REGIME PATRIMONIALE: dal punto d vista storico viene prima dello stato
assoluto (è un pre stato). Regime privatistico che caratterizza l'assetto feudale.
Intorno al X sec. L'Europa è in una situazione d'insicurezza per la mancanza del
potere centrale, per la progressiva destrutturazione dell'organizzazione
Carolingia ed inoltre vi sono incursioni di saraceni, normanni ed altre
popolazioni. Nasce così dal basso la ricerca di nuove strutture di potere: nasce
il fenomeno dell'incastellamento. Chi è dentro le mura del castello ottiene la
protezione d parte del signore e la sottomissione a quest'ultimo. Tale sistema è
detto vassallatico, ed è caratterizzato da tre elementi:
1. Elemento reale: le terre o i beni vengono dati in concessione dal
signore al vassallo.
2. Elemento personale: Il vassallo deve dichiarare la propria
(omagium).
personale fedeltà al vassallo, attraverso un rito
3. Elemento giuridico: il vassallo acquista un potere giurisdizionale
nella zona interessata, datagli in concessione da parte del signore.
Tale assetto è caratterizzato da un accordo di natura pattizia tra feudatari e
vassalli, caratterizzato dalla finalità di difesa comune da minacce esterne. Per
poter essere definito forma di stato, tale assetto dovrebbe essere dotato della
politicità ( dimensione pubblicistica), non ci è fine generale, ma solo fini
personali. Per questo non è classificabile come forma di stato.
STATO ASSOLUTO: Nasce al 1648, cioè pace Vestfalia, concretizzata in due
trattati tra cattolici e protestanti che mise fine alla guerra dei 30 anni (1618-
1648). Nata per la volontà dei principi tedeschi di arginare le aspirazioni
restauratrici del nuovo imperatore asburgico e la fine del principio cuius regio
eius religio, sancito dalla pace di Augusta nel 1655. la pace di Vestfalia pose
fine alle aspirazioni asburgiche e riconobbe la libertà degli stati tedeschi in
materia religiosa e politica estera.
Nasce un sistema nel quel gli stati si riconoscono come stati, al di là della fede
dei loro governanti. Ai sovrani venne riconosciuta la piena sovranità e la
potestà di stringere alleanze, purché non fossero contro il sacro romano
impero, che rimarrà fino al 1806 con la sconfitta di Francesco II Asburgo da
parte di Napoleone.
Dopo la pace di Vestfalia, l'impero è di fatto solo un' aggregazione di tanti stati
indipendenti. Lo stato assoluto nasce come negazione della feudalità, infatti è
caratterizzato per la concentrazione esasperata del princeps in capo al
sovrano: la corona esercita funzione:
1. LEGISLATIVA
2. ESECUTIVA
3. GIUDIZIARIA
Tutto il potere spetta al sovrano. E' il periodo rinascimentale della riscoperta dei
classici, in particolare dal punto di vista giuridico della massime di Ulpiano: "
Quod principi piacui, leges abet vigorem" ( quello che vuole il sovrano ha
" Principus legibus solutus est"
vigore di legge); (il re fa le leggi, ma non è
legato ad esse ( solutus)).
Un ultimo elemento caratterizzante dello stato assoluto è l'emersione di
interessi generali, lo stato inizia ad avere finalità pubblicistiche. Inizia a
svilupparsi un'amministrazione statale, la finalità è perseguire gli interessi
generali, anche se dalla sola prospettiva di quella che è la volontà del sovrano.
STATO DI POLIZIA: si tratta di un' evoluzione dello stato assoluto ( è sempre
quindi stato assoluto, sempre concentrazione di tutti i poteri nella mani del re).
polieia
Polizia deriva da (comunità), quindi la sua cura. Nel corso del '700 in
Francia, grazie alle spinte della borghesia si sviluppa l'assolutismo illuminato.
La finalità dello stato è quello di soddisfare il benessere dei sudditi, sempre con
la concentrazione dei poteri. Tutto per il popolo, ma niente dalla parte del
popolo. Se anche si sposta l'obbiettivo dalla volontà del re a quello del
benessere dei sudditi, rimangono tutti i mezzi saldamente nel controllo del re (i
caratteri fondamentali sono quelli dello stato assoluto) .
Questa tipologia di stato di trova in Prussia con Federico II; in Austria con Maria
Teresa d' Austria e con Giuseppe II; in Toscana.
STATO LIBERALE: nasce in forte contrapposizione allo stato assoluto.
Progressiva emersione del peso della borghesia a fronte della crisi delle
monarchie europee. Il re chiede nuovi tributi e la borghesia condiziona le
richieste del re, chiedendo libertà per le sue attività economiche e la
partecipazione all'attività politica. La borghesia condiziona l'accettazione di
nuovi tributi alla possibilità di avere voce in capitolo su come questi denari
possano essere spesi dal re. Lo stato liberale si sviluppa nel mondo secondo tre
tappe: 1. Glorious Revolution: 1689 approvazione Bill of Rights, prima
dichiarazione dei diritti e di ampio valore per lo sviluppo
costituzionale e di diritti.
2. Rivoluzione americana: 1787 con la frattura delle ex colonie e
l'Inghilterra.
3. Rivoluzione Francese: 1789. Punto più alto e forte di rottura con il
sistema giuridico precedente con la decapitazione del Re con il
passaggio di un modello di ancient regime (stato assoluto) ad un
modello di stato liberale.
Lo stato liberale è caratterizzato da:
1. COSTITUZIONALITA': ART. 16 della dichiarazione dei diritti
dell'uomo e del cittadino dice che una costituzione deve garantire la
separazione dei poteri e la garanzia dei diritti fondamentali. Per
esserci un ordinamento liberale, deve esserci una costituzione con
tali elementi.
2. GIURIDICITA': Tutto ciò che uno stato fa deve essere conforme alle
leggi.
3. RAPPRESENTATVITA': almeno uno degli organi deve avere una
base elettiva (rivendicazione dell'attività pubblica da parte della
borghesia).
4. DEMOCRATICITA': le decisioni devono essere prese dalla
maggioranza, ma con la tutela delle minoranze.
5. SEPARAZIONE DEI POTERI: teorizzato da Locke e Montesquieu,
prevede l'esatto contario della concentrazione dei poteri che
caratterizzava lo stato assoluto. I poteri esecutivo ,legislativo e
giudiziario separato ed attribuiti a diversi organi e soggetti. Le
diverse forme di stato e governo daranno diversi risultati attraverso
la loro separazione. Ogni potere deve fungere come limite degli altri
poteri e come suo freno.
6. PRINCIPIO DI LEGALITA'. L'azione dei pubblici poteri deve essere
assoggettata alla legge, che è il prodotto del parlamento, composto
anche da rappresentanti del popolo.
7. PRINCIPIO EGUAGLIANZA: in senso formale, lo stato e i pubblici
poteri devono trattare tutti allo stesso modo ( la legge è uguale per
tutti), ma i pubblici poteri non si occupano di appianare le diversità
di partenza tra i diversi cittadini. Tale principio presuppone la
presenza di diritti individuali, ai singoli in quanto tali, che possono
essere fatti valere anche nei confronti del potere pubblico.
8. PRINCIPIO RAPPRESENTATIVO: all'interno delle istituzioni
pubbliche vi deve essere qualcuno (almeno un organo) in
rappresentanza ai cittadini. Tale organo è i parlamento nel modello
dello stato liberale, ed è solo la camera bassa (deputati). Nell' '800 la
camera alta era composta da nobili o persone scelte dal re.
Ovviamente non è ancora tutto il popolo a potersi esprimere. Solo le
istanze della borghesia vengono rappresentate ( declinazione
censitaria della rappresentanza). Di fatto i parlamento ha solo la
voce della borghesia, non rappresenta quindi l'intera popolazione.
STATO AUTORITARIO: Nel corso del '900 in alcuni stati europei vi è un
evoluzione tra il bilanciamento tra il potere pubblico e i cittadini, che in alcun
casi vede un aumento delle forme di garanzie, ma in altri casi hanno portato
all'instaurazione di regimi autoritari o totalitari. Le due esperienze più
importanti sono state quella dello stato fascista e nazista. Entrambe nascono
dalla crisi e dalla debolezza dello stato liberale. Il principio di concentrazione
del potere torna e viene applicato con rigore sia nel modello autoritario che
totalitario. A ciò si accompagna una negazione delle libertà del singolo sia dei
corpi sociali. Le forme autoritarie si caratterizzano dalla presenza di un capo
carismatico che cerca un rapporto diretto con le masse e che, sotto il profilo
costituzionalistico si considera superiore rispetto alla legge e quindi non
vincolato dall'ordinamento giuridico. Ciò porta alla soppressione delle istituzioni
rappresentative (cardine assoluto dello stato liberale) e all' emersione e
consolidamento di un partito unico che è lo strumento d'azione del capo
carismatico. Soprattutto nel nazismo si assiste alla confusione degli organi del
partito con gli organi dello stato ed ad una compenetrazione degli uni nell'altro.
STATO DEMOCRAZIA PLURALISTA: progressivo aumento della base sociale.
Iniziano a trovare spazi di manifestazione anche le istanze delle classe sociali
più deboli, in particolare quella operaia. Si pone quindi il problema di garantire
il pluralismo di valori, idee e interessi c he sono spesso contrapposti. Lo stato
liberale si modifica in stato di democrazia pluralista. Il passaggio da stato
liberale a stato democrazia è un' evoluzione che vede lo stato liberale perdere
alcuni dei suoi caratteri. Il carattere più importante che viene perso nella sua
trasformazione è quello di stato monoclasse: vengono rappresentate le istanze
di tutte le classi sociali, mantenendo tutte le caratteristiche dello stato liberale.
La trasformazione coincide con un' evoluzione del principio rappresentativo. Si
supera il limite censitario per cui potesse partecipare al voto, estendendolo a
tutti a prescindere dalle condizioni economiche. Ciò fa si c he i rappresentanti
nella camera bassa non sia più appartenenti ala classe borghese, ma di altre
classi. Le dinamiche politiche mutano e con esse mutano gli obbiettivi di fondo
dello stato. La finalità non è più la garanzia della proprietà privata o del
commercio, ma tutti gli interessi delle classi sociali più deb
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Diritto comparato
-
Funzioni del diritto privato comparato, Diritto privato comparato
-
Diritto comparato
-
Diritto comparato