Programma generale delle lezioni Prof.ssa Monica Delsignore
2 marzo Il diritto amministrativo: illustrazione generale dei contenuti
della materia e del corso 3 marzo La Pubblica Amministrazione nello
Stato: evoluzione e ruolo
4 marzo Il diritto amministrativo nella Costituzione e le altre fonti del
diritto amministrativo
9 marzo Il principio di legalità
10 marzo Il principio di imparzialità: presentazione corso diritto
Amministrativo speciale
11 marzo Cenni agli altri principi dell’organizzazione e dell’azione
amministrativa
16 marzo La Pubblica Amministrazione in senso soggettivo
17 marzo I soggetti della PA
18 marzo I soggetti della PA (FINO A QUI PROGRAMMA PROVA di
AUTOVALUTAZIONE)
23 marzo L’attività amministrativa tra prestazione di servizi,
regolazione e attività provvedimentale
24 marzo La prestazione di servizi pubblici
25 marzo L’attività esercizio della funzione: potere e interesse
legittimo
30 marzo Attività vincolata, discrezionalità tecnica e discrezionalità
amministrativa
31 marzo Il procedimento amministrativo
1 aprile Il diritto di accesso ai documenti amministrativi
7 aprile COMPITO SCRITTO
PASQUA
15 aprile L’istruttoria e la conferenza di servizi
20 aprile La fase decisoria e i possibili esiti. 1 Il provvedimento
21 aprile 2 Il silenzio e la liberalizzazione (scia)
22 aprile 3 Gli accordi e l’attività consensuale della PA
27 aprile L’invalidità del provvedimento
28 aprile I provvedimenti di secondo grado
29 aprile I contratti della PA (ASSEGNAZIONE PARERE con consegna
entro mercoledì 13 maggio)
11 maggio I contratti della PA
12 maggio La responsabilità della PA
13 maggio Domande finali ULTIMA LEZIONE IN AULA
22 maggio CONVEGNO Il cambiamento climatico: politiche di
mitigazione e di adattamento. Aula Martini ore 9.30-17.30 (richiesta del
riconoscimento di 1 CFU agli studenti per la partecipazione alla
giornata)
03/03/2020
Cosa si intende per diritto amministrativo
Per diritto amministrativo ci si riferisce ad un complesso di norme che
disciplinano la PA e i suoi rapporti con i cittadini. PA = attività che mira a
curare interessi pubblici, cioè dell’intera collettività.
Oggi l’amministrazione è avvertita dal cittadino come un peso.
Il diritto amministrativo è una branca del diritto pubblico in quanto si
riconnette allo stato, la nascita del diritto amministrativo si ricollega allo stato
di diritto, alla tripartizione dei poteri di Montesquieu (poteri che appartengono
a soggetti distinti).
• potere esecutivo: compito di attuare le norme e permettergli di
introdurre delle modifiche nelle vite dei cittadini. È necessario in
quanto il semplice dettato legislativo non è in grado di compiere una
modifica completa e si chiede quindi un’attività di attuazione della
norma;
• Potere giurisdizionale: compito di interpretare le norme quando
nascano controversie;
• Potere legislativo: compito di comporre norme.
Questo complesso di norme che regola la PA è diverso d tutti gli altri in
quanto si caratterizza per il fatto di non essere organizzato in un corpo
unitario, si tratta di un complesso di norme che non conosce un sistema
proprio in un codice. L’assenza di un codice significa che le norme sono
contenute in fonti diverse (a volte fonti legislative diverse come decreti o
regolamenti) quindi fonti eterogenee, ma anche la mancanza di una
sistemicità vera e propria. Questo ha fatto sì che la giurisprudenza ha svolto
un ruolo fondamentale nell’individuazione dei principi e dell’organizzatore
armonica della PA.
Complesso di norme non unitario e non organizzato, questo fa si che ci
sia maggiore difficoltà nel trovare le disposizioni.
Il diritto amministrativo è speciale
• norme
Questo corpo di regole si caratterizza per essere un insieme di
speciali (diritto pubblico cioè espressione dello Stato) e come tale
conosce delle regole particolari in quanto cerca di concordare da un
lato interessi pubblici e dall’altro interessi privati. Sono regole
diverse in base alle regole di rapporto paritario come visto nel diritto
privato. Ha delle regole particolari che si legano all’esercizio di un
potere utile per il benessere dei cittadini.
• Il diritto amministrativo ha un proprio giudice —> esiste un giudice che
in primo grado è composto dal TAR e in secondo grado dal Consiglio
di Stato, che ci occupano appunto delle controversie nate sul diritto
amministrativo.
04/03/2020
Origine ed evoluzione del diritto amministrativo
Il diritto amministrativo si colloca in un periodo storico molto antecedente
dove ci si riferisca al diritto amministrativo come all’insieme di regole che
mirano a tutelare l’interesse di una comunità. Si colloca già nelle collettività
sociali organizzate dell’antichità. Già nell’antica Roma vi erano delle res
publiche che erano tutelate. Si può trovare un origine del diritto
amministrativo così inteso già nell’antichità.
Da un punto di vista giuridico, il diritto amministrativo si colloca con
l’affermarsi dello stato di diritto.
Stato di diritto
Si caratterizza per:
• la presenza di un parlamento eletto: lo stato di diritto nasce alla fine del
‘700 con la rivoluzione francese e in un primo momento il
parlamento era eletto solo da un corpo elettorale più ristretto, col
tempo questo si è ampliato. Il potere supremo comunque non spetta
più al legibus solutus, ma nello stato di diritto la sovranità spetta al
parlamento che viene eletto e in quanto tale deve essere
espressione del popolo;
• La tripartizione dei poteri: l’idea è che questi tre poteri siano separati,
cioè che questi poteri siano attribuiti all’interno dello stato siano
attribuiti a soggetti distinti. Non è più il sovrano che ha tutti questi
poteri. Questi tre poteri nell’idea di stato di diritto non sono mai
concentrati in un singolo soggetto, ma sono ripartiti, nel senso che:
◦ Il potere legislativo spetta al parlamento proprio perché questo
viene eletto dal corpo elettorale ed è espressione della volontà
degli elettori. Il parlamento ha un potere che è considerato il
più importante perché le costituzioni prevedono che esistano
determinate materie per le quali vi è una riserva del potere
legislativo, cioè materie che possono essere disciplinate solo
da regole dettate dal potere legislativo (riserva di legge
assoluta come l’ambito penale), oppure può avere una riserva
di legge relativa, come ad esempio in materia tributaria in
quanto è la legge che deve avere e dettare la cornice. Questa
riserve rappresenta un modo per indicare la superiorità del
potere legislativo in determinati ambiti —> dove esiste la
riserva di legge il potere regolamentare e normativo che
potrebbe spettare anche al potere esecutivo, viene ridotto e
limitato nel senso che il potere normativo del potere esecutivo
non può contrastare con la legge dettata dal potere legislativo.
Il potere legislativo possiamo dire che controlla il potere
esecutivo;
◦ potere giurisdizionale: decidere le controversie interpretando la
legge, in capo ad una magistratura indipendente. L’attività di
interpretazione deve essere affidata a giudici indipendenti dal
potere esecutivo. Questo rappresenta una garanzia per i
cittadini in quanto gli permette di trovare tutela laddove il
potere esecutivo non abbia rispettato i limiti della legge;
◦ Potere esecutivo: rappresentato dal re e dalla burocrazia, in capo
alla PA. Dal re e da un insieme di ufficiali di governo, segretari e
soggetti che con il re si occupano di dare attuazione alle regole
scritte dal parlamento.
Questo potere esecutivo, nello stato di diritto, viene sottoposto alla legge
cioè alla supremazia del parlamento eletto. Cioè è con lo stato di diritto che si
afferma la necessità che il re e la burocrazia debbano rispettare e applicare le
leggi espressione del parlamento. Questo principio di sottoposizione
dell’amministrazione del re alla legge è un principio fondante del diritto
amministrativo —> principio di legalità. Il diritto amministrativo nasce con
l’affermazione del principio di legalità, cioè il diritto amministrativo consiste
nelle regole scritte dal potere legislativo a cui deve essere assoggettato il
potere esecutivo. Questa legge generale ed astratta garantisce anche il
cittadino, le regole e il diritto amministrativo offrono una garanzia al
cittadino che diventa tutelato dagli eventuali abusi di potere
compiuti dal potere esecutivo. Idea di tutela del cittadino.
Nei sistemi di civil law le regole sono delle regole speciali. Le norma alle quali
è sottoposto il potere esecutivo sono regole che valgono solo per il potere
esecutivo (PA). Sono regole peculiari che sono proprie solo del potere
esecutivo.
Queste regole nascono con l’Unità d’Italia con la legge n. 2248 del 1865 che
era formata da diversi allegati per quanto riguarda l’esercizio del potere
amministrativo.
Negli stati common law invece vale un principio diverso, che è simile a quello
dello stato di diritto e cioè dalla Rule of law, anche qui esiste la regola del
diritto che significa “regola della legge” e cioè anche in questi sistemi la
legge rappresenta la fonte suprema. Vi è una centralità anche in questi
sistemi del potere legislativo.
La differenza è che questi sistemi applicano la stessa legge prevista
indistintamente ai soggetti privati e pubblici, questo fa si che la nascita del
diritto amministrativo sia collocata in tempi più recenti. La dottrina sta
rivedendo l’idea per cui si ravvedono delle distinzioni tra privati e pubblici
nell’interpretazione delle norme.
Questo sistema di stato di diritto è un principio anche dell’UE all’art. 2 TUE:
idea di comunanza di diritti e di valori tra gli stati dell’unione europea.
Idea che lo stato di diritto si trovi tra i principi fondanti dell’unione europea,
proprio perché questo stato di diritto rappresenta la supremazia del potere
legislativo e un valore considerando fondamentale da tutti gli stati
dell’unione. Questo principio è stato di recente oggetto di procedure
d’infrazione ai sensi dell’art. 6 del trattato UE perché non solo questi valori
siano fondanti, ma la stessa Unione Europea ritiene che qualora non vengano
rispettati sia possibile richiamare gli stati al loro rispetto. Di recente infatti sia
rispetto la Polonia sia Ungheria sono state avviate delle procedure di
infrazioni sulla base dell’art. 2 TUE. Queste problematiche sono state
presentate anche davanti alla Corte di Giustizia e risolte con delle sentenze. Il
problema era l’esistenza in questi paesi di un sistema di magistratura che
non assicurava una indipendenza piena dal potere esecutivo.
Nel 2018 si avvia una proposta della Commissione per far dipendere
l’erogazione dei fondi dell’Unione anche all’effettivo rispetto dei valori
fondanti.
Tuttavia il sistema di diritto è un sistema che è neutrale quanto all’ampiezza
del potere esecutivo. Lo stato di diritto non indica quali siano gli spazi lasciati
al potere amministrativo, al potere esecutivo di attuare le politiche esecutive.
È neutrale rispetto all’ampiezza dei poteri dello stato.
L’origine del diritto amministrativo è quindi legata allo Stato diritto.
L’evoluzione del diritto amministrativo
Rispetto a questa ampiezza esistono modelli di stato diversi che si sono
succeduti nel tempo e quindi rappresentano l’evoluzione del diritto
amministrativo nel tempo.
L’evoluzione del diritto amministrativo, invece, è legata dal fatto che nel
tempo si sono succeduti diversi modelli di stato. In particolare:
• lo stato liberista: la politica diffusa al tempo (‘800) era quella del
laisser faire (lasciar lavorare, lasciar produrre). Modello di stato
liberista cioè di uno Stato che limita il più possibile il suo intervento
lasciando spazio ai soggetti privati che, nella concorrenza tra di loro,
garantiscono il maggior benessere per la società. Questa idea di
stato liberista è chiamata anche con il nome di “stato guardiano
notturno” in quanto, in questa riduzione del potere pubblico entro
limiti molto ristretto, si limita ad esercitare un potere di controllo.
Potere che mira ad assicurare l’ordine pubblico tra i cittadini e a
garantire la difesa dello stato da nemici esterni. Non esercita
nessuna azione particolare se non quella di limitarsi a garantire
l’ordine pubblico interno e la difesa dello stato e dei cittadini.
• Lo stato liberista poi si evolve in quello che viene chiamato Stato
sociale, welfare state o stato del benessere. Modello che si afferma
successivamente in quanto si afferma un diverso indirizzo politico
che ritiene che il potere esecutivo debba avere un ruolo maggiore.
Le leggi richiedono allo stato un maggiore intervento per il bene dei
cittadini. Necessità di aumento dei ministeri e della burocrazia. Lo
Stato deve perseguire determinati interessi per la collettività.
Modello in cui lo Stato è uno Stato interventista.
• Questo modello di Stato a sua volta si evolve in un modello di Stato
chiamato Stato imprenditore. Lo Stato interviene anche
nell’economia. Intervento che si lega anche al dopo guerra quindi
alla necessità di assicurare servizi alla comunità. Lo stato interviene
nell’economia del paese creando enti economici che svolgono
attività imprenditoriali (forniscono energia, ferrovie dello stato).
Molto spesso queste attività sono svolte in via esclusiva, quindi
come monopolio legale come unici operatori sul mercato. Questo
stato ha presentato diverse criticità.
• Si è passato quando ad un nuovo modello più attuale: Stato
regolatore. Modello in cui si propone una riduzione del campo di
azione dei poteri pubblici. Questo modello, che è quello attuale, è un
modello che si è affermato prima negli USA e GB dove c’è stata
l’idea in cui determinati settori sono stati liberalizzati, cioè il
monopolio dello Stato si è ritenuto non corretto in base alla migliore
capacità di soggetti privati di fornire lo stesso servizio. Questo
modello si è affermato anche nell’UE in alcuni settori importanti
(comunicazione, trasporto). Viene meno il monopolio legale per
lasciare spazio ad una privatizzazione (come Poste Italiane). Questa
liberalizzazione comporta che, se in qualche modo si limita
l’esercizio di attività da parte di pubblici poteri, si accompagna la
necessità di stabilire le regole del gioco tra i privati per garantire ed
assicurare determinati valori pubblici, necessità di regole di tutelare
il consumatore, ma anche tutelare interessi pubblici come la salute e
l’ambiente.
Questo ultimo modello è il più recente, anche se la recessione degli ultimi
anni ha in qualche modo riportato ad un modello di stato interventista (Stato
salvatore) al quale si riconosce la possibilità di intervenire in situazioni di crisi
e in funzione salvifica per esempio di istituti bancari, o stato finanziatore in
settori in difficoltà.
Le fonti del diritto amministrativo
Ordinamento internazionale ed europeo
Principio di legalità come cardine del diritto amministrativo.
Fonti del diritto amministrativo nel senso di fonti sulla pubblica
amministrazione. Disciplina dell’organizzazione del potere esecutivo.
Tendenzialmente queste fonti erano fonti interne, ma accanto a fonti sulla PA
troviamo anche di fonti della PA.
Fonti sia sulla PA, cioè che contengono limiti e discipline all’esercizio della PA,
sia fonti della PA, cioè fonti che vengo emanate dalla PA medesima.
Il sistema delle fonti ha subito un cambiamento nel corso del tempo, nel
senso che nei modelli di stato originari inizialmente le fonti del potere
amministrativo erano contenute solo in norme nazionali. Con l’evolversi degli
scambi commerciali tra stati e rapporti tra stati con la globalizzazione, le fonti
del diritto amministrativo si trovano non solo più all’interno dell’ordinamento
nazionale, ma anche ordinamento internazionale e Unione Europea.
All’interno dell’ordinamento internazionale sono diverse le forme di fonti che
assumono rilievo. Tra accordi e convenzioni ve ne sono numerosi che
riguardano il diritto amministrativo (accordo di Basilea). Più in generale un
trattato internazionale che assume rilievo è la CEDU —> trattato che per la
prima volta introduce delle posizioni di diritto in capo a singoli soggetti. La
convenzione non contiene degli articoli specifici dedicati all’attività
amministrativa, tuttavia molti articoli hanno assunto rilievo grazie
all’interpretazione che è stata fornita dalla Corte Europea per i diritto
dell’uomo. La Corte ha sviluppato diversi principi e regole applicabili nei
rapporti tra autorità pubblica e soggetti privati: in particolare abbiamo art. 6
che disciplina la necessità di un equo processo. Esempio sentenza CONSOB.
La convenzione europea non ha niente a che fare con l’unione europea (della
convenzione fa parte anche la Russia).
Attraverso l’interpretazione delle norme da parte della Corte quindi sia sono
elevati alcuni principi.
Art. 117 Costituzione afferma che la potestà legislativa è esercitata nei limiti
dei vincoli comunitari e internazionali. CEDU considerata parametro
interposto: nel momento in cui la legge deve essere applicata da un giudice
che ritiene la norma in questione in contrasto con
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