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Didattica generale :l’ educazione personalizzata.

Quando negli anni 80 apparve la traduzione di quest’ opera di Hoz, questa passò quasi inosservata poiché in quella

stagione avanzavano diverse teorie pedagogiche lontane dalla personalizzazione. La prima edizione risale al 1970 Hoz

nacque nel 1911 a Burgos.

Il suo lavoro di ricerca si è svolto in tre ambiti: studi sperimentali orientamento cristiano sistematizzazione pedagogica.

Questi studi gli permisero di costruire il S.O.F.E. ovvero un sistema di obiettivi fondamentali dell’ educazione,

rappresentato in un modello tridimensionale. Dai suoi studi sorse il concetto di educazione personalizzata.

La personalizzazione educativa.

Il processo educativo ha un duplice significato : uno di assimilazione culturale e morale (poiché le generazioni adulte

influenzano le giovani generazioni) l’altro come processo di separazione individuale (il soggetto deve sviluppare e

realizzare le sue personali capacità). L’educazione si realizza in ogni soggetto in sintonia con le sue caratteristiche

personali poiché in ogni bambino vi sono differenze di personalità. Proprio queste differenze hanno condotto a due tipi di

interventi-educativi: Educazione speciale: se le differenze di personalità sono così profonde da non far compiere delle

azioni. Educazione personalizzata: se le differenze non sono poi tanto profonde. Per arrivare all’educazione

personalizzata si parte con un educazione individuale che fu poi sostituita da un educazione collettiva e per armonizzare

i due si affermò un educazione dell’ insegnamento individualizzato che si opponeva ad ogni socialismo rafforzando l’

individualità; ma questo suo significato si ampliò quando si volle rafforzare internamente la persona rendendola più

efficiente per la società. L’educazione personalizzata si fonda sulla considerazione dell’ essere umano come persona. Il

concetto di persona si articola attorno alla singolarità autonomia e apertura questi sarebbero i principi ai quali si sviluppa

l’ educazione. La singolarità : è il fondamento della persona e ci son delle differenziazioni qualitative in virtù della quale

ogni uomo è quello che è, nella singolarità si può sviluppare l’ originalità che è la manifestazione dinamica della

singolarità ossia la qualità che permette di considerare qualcuno origine di qualcosa,e la creatività quest’ ultima si può

sviluppare in 3 modi: come scoperta Es: l’archeologo, come improvvisa illuminazione Es; l’ artista, e si presenta

come parte del processo produttivo, che si sviluppa in gruppo.

L’ autonomia : con l’ autonomia la persona si sente soggetto, si sente realtà superiore e diversa dagli oggetti che la

circondano. La massima espressione dell’ autonomia è la libertà.

L’ apertura : è il coronamento della vita dell’ uomo come quella religiosa.

In conclusione potremmo dire che l’educazione personalizzata mira a sviluppare questi tre elementi nella persona. Essa

si preoccupa di tre cose : efficacia dell’ insegnamento, democratizzazione sociale e scolastica, e la dignità

dell’uomo.

Inoltre essa si basa su una diagnosi dell’ soggetto e sulla base della diagnosi si formula poi il progetto. La diagnosi è il

progetto che si formula sulle possibilità e sui limiti che un soggetto presenta. Essa ha il compito di scoprire quale sia l’

eccellenza dell’ essere umano. L’educazione raggiunge la sua massima qualità, quando raggiunge l’eccellenza

personale. L’eccellenza trova il suo fondamento in un attitudine. Ci sono diversi tipi di eccellenza che sono:

discipline scolastiche, temi culturali e di attualità divertimenti e hobby. La diagnosi ha il fine di classificare un alunno e di

valutare le capacità che un essere umano ha di progredire nell’ apprendimento e nella formazione personale. Essa si

esprime mediante un descrizione verbale della capacità di un soggetto. La diagnosi è pedagogica quando dà la

possibilità di prevedere il rendimento dedicato alla valutazione educativa. Il progetto è il programma di attività a lui

adatto. La prognosi è correlata alla diagnosi. Essa esprime gli obiettivi che possono essere raggiunti dall’individuo.

Secondo capitolo

Nella società moderna l’uomo con l’ avanzare della tecnica in campo tecnologico si è imposto un problema quello di

diventare un essere succube di quello che ha creato. La tecnica incute nell’ uomo sia speranza che timore, speranza

poiché la tecnica può liberare l’uomo dalla schiavitù . Timore perché le stesse necessità tecniche possono finire per

meccanizzare la vita dell’ uomo. Poiché spesso l’uomo sta diventando vittima della propria produzione. Il problema non

sta nel fatto che la macchina domina l’uomo ma che attraverso i mezzi di comunicazione moderni gli uomini diventano

esseri diretti da altri. Ciò che è importante nella formazione e imparare a lavorare intellettualmente (ovvero fare ciò che

non si sa ancora fare). Quindi è compito dell’ educazione aiutare l’uomo a vivere in questo mondo e a dominare le

situazioni, dopo averle comprese. L’educazione dovrà sviluppare la capacità di comunicazione e di espressione

dell’uomo. Il contenuto culturale dell’ educazione di oggi si enuncia nell’ espressione verbale, numerica, plastica, e

dinamica della realtà umana naturale e trascendentale, i quattro tipi di espressione costituiscono lo schema formale del

lavoro scolastico. Il termine espressione sintetizza il processo di apprendimento e la sua manifestazione esterna( intesa

come la possibilità di linguaggio) Ci sono tre tipi di linguaggi: ICONICO = pittura. ANALOGICO = grafici. SIMBOLICO =

.

numeri e lettere. Per questo bisognerebbe incentrare il lavoro scolastico sull’ attività espressiva

Terzo capitolo.

Per adoperare un cambiamento educativo occorre non solo cambiare i programmi ma anche il rapporto tra maestro e

alunno il quale supera la concezione dove il maestro parla e l’alunno ascolta, al fine di formare un a vera comunità. In

questa comunità sono coinvolti direttamente tre categorie di persone: docenti genitori e giovani. Raggruppiamo nella

famiglia genitori e figli nella scuola docenti e alunni ma per unire docenti e genitori occorre formare l’associazione di

genitori e docenti. Inoltre l’educazione personalizzata comporta anche un cambiamento nel concetto di insegnante. Il

miglior insegnante è colui che spiega meglio, quello che con più chiarezza espone le sue idee ed ha il compito di

provocare in ogni alunno l’incontro tra soggetto e oggetto nell’ ambito dell’ insegnamento vi è il modello d’interazione

sociale. Inoltre l’insegnante fa parte di un dipartimento (gruppo insegnanti accomunati da una stessa disciplina) e di un

consiglio di classe. Le tappe del ciclo docente sono:

-programmazione a lungo termine e breve termine.

–conoscenza degli alunni

-valutazione preliminare di ogni alunno comunicazione insegnante alunno.

.

–controllo del rendimento e valutazione dell’ attività didattica realizzata

Quarto capitolo

L’alunno deve essere concepito come principio di attività. Ci sono due attività : una dall’interno verso l’ esterno e l’altra

dall’ esterno verso l’interno (attività ricettiva). L’educazione in funzione dell’ autonomia personale è un processo con il

quale il soggetto acquisisce la responsabilità della propria vita. L’educazione può avvenire in gruppo e ci sono 3 tipi

di gruppo: gruppo grande (espositivo): l’attività si può qualificare come espositivo da parte dell’ insegnante e ricettiva da

parte dell’alunno. Gruppo medio(colloquiale): basato su un insieme di dati materiali o esperienze dove il problema va

studiato. Gruppo piccolo (lavoro): qui la personalità si delinea più chiaramente e la collaborazione diventa effettiva.

L’educazione può anche avvenire in modo individuale, studio indipendente che racchiude tre livelli:

-studio guidato: richiede controllo e presenza dell’ insegnante.

–studio suggerito: l’insegnante propone l’alunno sceglie.

–studio autonomo: stesso lo studente indica l argomento del proprio lavoro.

Quinto capitolo.

Fra gli elementi del lavoro scolastico c’è il programma (descrizione anticipata). Gli elementi di un programma si dicono

variabili poiché si possono modificare, le variabili di un programma sono: persone –capacità degli alunni, esperienze-

istruzione, interessi. Gli obiettivi: in un programma gli obiettivi si esprimono indicando il contenuto di apprendimento

progettato per gli alunni. La formulazione chiara degli obiettivi è la condizione necessaria per l’efficacia del programma. I

mezzi: -tecniche di

insegnamento, motivazione, informazione, aiuto personale.

–tecniche di apprendimento, materiale tempo spazio tecniche di verifica.

Ci sono tre tipi di programmazione:

Fondazionale: ha più stabilità, il soggetto non ha variazioni e chi lo stabilisce è estraneo al centro educativo.

A breve termine: è soggetta a variazione costante, chi lo stabilisce deve appartenere alla scuola. Si riferisce al lavoro di

una giornata o di un mese.

A lungo termine. Può essere stabilità mediante una collaborazione di persone esterne e di persone appartenenti al

centro educativo. Si riferisce a lavoro di un intero anno scolastico.

Sesto capitolo

Il fine dell’ educazione personalizzata è la capacità del soggetto di formulare e realizzare il suo progetto di vita. Mentre il

fine si trova fuori dall’ esperienza gli obiettivi si individuano attraverso vie sperimentali: fine = ragionamenti obiettivi =

esperienza. Da parte degli alunni la mancanza di attenzione per determinati obiettivi comporta una perdita efficacia delle

attività scolastiche. L’obiettivo però si deve raggiungere seguendo un organicità, che spesso per seguire diverse materie

non avviene, per cui sembra necessario integrare i vari insegnamenti in modo tale che l’ apprendimento di una materia

rafforzi l’ apprendimento di un altro. Per integrare l’ insegnamento delle diverse materie è necessario trovare un

elemento che essendo comune a tutti non annulli la singolarità di ogni scienza. Come mezzo d’ integrazione si’è

affermata l’uso di vocaboli (espressioni verbali). Possiamo distinguere tre tipi di vocabolari: -specifico( parole che

compaiono in una sola materia)-comune( parole che compaiono in tutte le materie) -condivisi (parole che pur

utilizzandosi in più di una materia, non si utilizzano in tutte). Studiando il vocabolario ci sì é resi conto di come i vocaboli

di significato oggettivo presentano una correlazione minore dei vocaboli di significato attivo (verbi). Questo ci fa capire

come le scienze differiscono tra loro per l’oggetto di studio, ma coincidono nelle funzioni intellettive (cioè i vocaboli che si

trovano nelle diverse materie erano di più quelli attivi).Esaminando questi vocaboli attivi sì è passati allo studio delle 6

fasi: ricettiva (osservazione) riflessiva (analisi) estensiva (creazione) ritentiva(sintesi) espressiva pratica (realizzazione)

Espressiva simbolica. La formazione intellettuale può essere integrata con gli aspetti della formazione umana. bisogna

acquisire i contenuti, conoscenze e sviluppare le funzioni, è necessario identificare i valori coinvolti nell’ attività umana.

Per mostrare la relazione che lega tra loro gli obiettivi dell’educazione si può utilizzare un modello tridimensionale, in

questo modello si uniscono le tassonomie più diffuse che coprono alcuni campi dell’educazione, come il campo cognitivo

affettivo e psicomotorio, costituendo così un sistema degli obiettivi fondamentali dell’educazione. Il s.o.f.e si elabora

attorno ai tre modelli citati Conoscenza –funzione –valori. Il sofe può servire come elemento di base per la

programmazione dei diversi insegnamenti. Si deve tener però presente che i valori e le funzioni non cambieranno mentre

le conoscenze cambiano dipendentemente dalla materia. Come fare? L’insegnante che deve programmare deve

scegliere la materia o tema poi deve mettere in relazione gli obiettivi inclusi in esse e le attività necessarie per

raggiungere ciascun obiettivo poi a ogni obiettivo attribuirà un numero e pure ad ogni attività esempio obiettivi(4) =

1,2,3,4. Attività(3)= 1.1 ,1.2 ,1.3. Fatta questa relazione numerica L’insegnante farà un quadro dove su un lato indica le

funzioni e sull’ altro i valori.; poi dovrà incrociare con una linea le colonne delle funzioni e dei valori. Nel sofe si utilizzano

gli obiettivi obbligatori e/o comuni, mentre gli obiettivi individuali non sdi possono programmare perché sono scelti dallo

studente in vie come accademiche temi culturali e di attualità, attività produttive e hobby.

Capitolo settimo

Ci sono vari tipi di programmazione: la programmazione a lungo termine e a breve termine. La programmazione lunga si

riferisce a un contenuto ampio e occupa periodi di tempo superiori a un trimestre. La programmazione breve si ci

riferisce a contenuti e ad attrività il cui svolgimento occupa periodi di tempo minori. Della programmazione dovrebbero

occuparsi, gli specialisti del settore culturale e gli specialisti in pedagogia. Alla programmazione breve devono

collaborare insegnanti e alunni. La programmazione lunga deve essere fatta prima dell’inizio dell’attività didattiche la

programmazione breve sarà fatta periodicamente man mano che nell’istituzione scolastica si andrà svolgendo l’attività.

Le tappe della programmazione sono uguali sia per la programmazione lunga che breve. 1) descrizione dei destinatari

dell’attività educativa.(capacità, esperienza- istruzione, interessi) 2) definizione degli obiettivi.(obiettivi comuni,

obbligatori, minimi, individuali facoltativi e possibili)3) preparazione delle prove di verifica del rendimento. 4) i mezzi:

attività e tecniche di apprendimento attività docenti e materiali. L’educazione

personalizzata esige che si tenga conto delle diverse capacità degli alunni. Per questa ragione si dovranno fissare gli

obiettivi comuni obbligatori individuali e facoltativi. Obiettivi comuni = cioè si propongono a tutti gli alunni e hanno tre

caratteristiche infatti sono per tutti obbligatori e minimi(cioè possono essere raggiunti anche da alunni con problemi)

obiettivi individuali = vengono stabiliti dall’ alunno stesso con l’orientamento dell’insegnante e si dividono in liberi.

(liberi= serie di obiettivi che gli alunni possono scegliere come non scegliere) e facoltativi( sono gli obiettivi che gli alunni

scelgono senza la possibilità di evitare la scelta). Il Lavoro docente è una funzione di stimolo alla attività degli studenti

l’insegnamento deve essere inteso come presentazione motivante sia della materia che delle tecniche di lavoro. La

programmazione del materiale didattico consiste nello specificare il materiale per svolgere il programma, ci sono tre tipi

di materiale 1. materiale di lettura e di studio(schede e libro) 2. materiale audiovisivo(film-cassette) 3.matariale di

esecuzione ovvero materiale utilizzabile dagli studenti per produrre qualcosa. La realizzazione del lavoro consiste nello

stabilire il tempo il luogo e la situazione d’apprendimento in cui si deve realizzare il lavoro degli alunni. Le attività

possono essere compiute da soli, piccoli gruppi, gruppo classe e gruppo grande.

Capitolo ottavo

L’insegnamento e’ l’educazione intellettuale che i realizza in due settori: 1 insegnamento sistematico(obiettivo di

sviluppare le conoscenze) 2 l’orientamento è = (un aiuto a una persona per risolvere dei problemi e si propone di

mettere il soggetto in una condizione di reagire a qualunque situazione). Il compito dell’orientamento spetta ad un equipe

formata da medici psicologi e assistenti sociali. Gli obiettivi dell’orientamento si collocano nella fase elaborativa

dell’attività intellettuale nella quale sono incluse le funzioni dell’espressione della creazione e della valutazione.

Capitolo nono

Quando si affronta il tema della valutazione in ambito scolastico si pensa al problema della valutazione in rendimento

degli alunni. La complessità dell’ educazione fa supporre la possibilità che sia insufficiente una sola tecnica di

valutazione, il che induce a ritenere che una serie di prove finali, per quanto completa, non possa abbracciare tutti gli

aspetti della valutazione educativa. Sullo schema del processo educativo si costruisce il modello di valutazione che

dovrebbe includere la situazione di partenza, lo svolgimento del processo educativo e i risultati raggiunti. Il modello della

valutazione educativa è costituito da 4 elementi: gli obiettivi, il piano, l’ attività e i risultati. Gli elementi da valutare all’

inizio del processo educativo sono: gli alunni e gli insegnanti. Gli alunni, in quanto protagonisti del processo educativo,

sono il punto di riferimento fondamentale della valutazione. La valutazione degli insegnamenti si realizza in funzione

della loro attività educativa; le tecniche di valutazione si dividono in due grandi gruppi: sistemi categoriali e sistemi con

aggettivi. Il campo dei risultati viene considerato come il campo della valutazione. La valutazione degli alunni è il

fondamento dell’ orientamento, il quale è incluso in tutte le tappe del processo valutativo.

Dal fine agli obiettivi dell’ educazione personalizzata

Qualsiasi atto umano si realizza per un fine determinato; Bisogna avere conoscenza del fine. I fini possono essere

Immediati (senza perdere tempo) e mediati (si raggiungono realizzando prima qualche azione particolare). Il fine=

rappresenta l’ unità degli obiettivi. Gli obiettivi= sono la mediazione per arrivare al fine ultimo. La finalità= rappresenta i

diversi aspetti che costituiscono il fine stesso. L’ uomo per raggiungere un determinato fine deve essere educato. Per

raggiungere un fine ci sono tre finalità : sentimento di sicurezza, di dignità e di solidarietà. Altre finalità educative si

ricavano in altri ambiti: vita interiore, ambito familiare, lavorativo, della vita sociale, dell’ amicizia e nell’ ambito della fede.

secondo capitolo

comuni

Obiettivo: fine immediato di un’ attività. Gli obiettivi possono essere: (si propongono a tutti gli alunni, hanno 3

individuali

caratteristiche: sono per tutti, obbligatori e minimi;possono essere raggiunti anche da alunni con problemi) e

(si riferiscono alla singola persona,hanno tre caratteristiche: sono particolari, massimi e liberi). Nelle istituzioni

fondamentali

scolastiche gli obiettivi sono presenti nei programmi che scandiscono gli obiettivi (da tener presente in

operativi

ogni attività educativa) e (hanno un carattere concreto perché sono osservabili più facilmente). Ci sono poi

generali specifici

obiettivi e , i quali fanno parte degli obiettivi operativi. Le componenti di un obiettivo sono 3:

conoscenze (temi che si devono acquisire), attitudini(funzioni esercitate) e valori(virtù che si devono promuovere o

rafforzare). Terzo capitolo

L’ identificazione degli obiettivi è un lavoro che prevede la riflessione sulla realtà educativa e sul soggetto. Per

raggiungere un obiettivo oltre che specificare gli atti educativi per raggiungerlo, bisogna anche specificare le relazioni

che ci sono fra gli obiettivi. Bloom negli anni 50, cercò di riunire gli obiettivi in un’ unica tassonomia (elenco di obiettivi)

integrando le attività scolastiche. Ma non ci riuscì perché si realizzarono varie tassonomie, ognuna legata al campo

cognitivo, affettivo e psicomotorio; così i De Landscheere arrivarono ad una tassonomia unica unendo il campo

cognitivo, affettivo e motorio. Da ciò si capì che a scuola dovessero essere integrati i diversi insegnamenti. Per integrare

tale insegnamento in Spagna si avviò lo studio delle scienze per unire tutte le materie e si vide che l’ espressione che più

verbale

si usa per tutte le materia è quella ; quindi si iniziò a studiare il vocabolario delle diverse scienze, per vedere se

si riuscivano ad individuare gli elementi comuni e se l’ attività mentale contribuisse. Dopo tutto ciò comparvero 3 tipi di

comune specifici

vocabolario: (parole che compaiono in tutte le materie) (parole che compaiono in una sola materia) e

condivisi (parole che pur utilizzandosi in più di una materia, non si utilizzano in tutte). Utilizzando il

vocabolario comune si capì che erano di più le parole verbali che quelle nominali, perciò le parole verbali di

fase ricettiva

significato attivo furono raggruppati in 6 fasi del processo del pensare: ( ricezione degli stimoli da parte del

fase riflessiva fase acquisita fase

soggetto) (per ordinare gli stimoli ricevuti) ( conoscenze acquisite)

estensiva fase espressiva fase

(modificazione degli elementi cognitivi) (manifestazione esterna dell’ attività mentale)

applicativa (applicare praticamente). Stabilite queste fasi si giunge al modello di apprendimento: stimolo –

elaborazione -espressione. Allo stimolo l’ uomo non si limita a ricevere passivamente allo stimolo ma ne va alla ricerca.

All’ elaborazione si associa la memoria e la creatività perché è da esso che si arriva all’ espressione. L’ espressione a

sua volta può essere verbale e non verbale, la non verbale può essere tecnica-artistica e morale. Le componenti di un

obiettivo che sono: conoscenza –funzioni -valori corrispondono a stimolo –elaborazione -espressione che sono i modelli

di apprendimento. Quindi trasformare il modello di apprendimento in un sistema di obiettivi.

Quinto capitolo

L’ iniziatore dell’ insegnamento per obiettivi fu Tyler nel 1949 il quale intendeva trasferire nella scuola il modo in cui si

opera nelle aziende.La definizione degli obiettivi è il primo passo verso una chiarificazione personale interna agli scopi

educativi. Insieme ai vantaggi ci sono anche i limiti della programmazione e della valutazione per obiettivi( espressione

di un risultato desiderato, previsto e almeno in parte raggiungibile)La fonte per la formulazione degli obiettivi generali

potrebbe essere costituita dal S.O.F.E.. Una sintesi delle principali critiche mosse alla programmazione e alla

valutazione per obiettivi fu fatta da Boldy;Egli afferma : il procedimento che si usava nella programmazione educativa

consiste nel formulare obiettivi generali, nel suddividerli, in obiettivi specifici e stabilire l’ ordine con cui dovranno essere

conseguiti e Boldy dice che l’insegnante non può decidere in partenza l’ordine con cui dovranno svolgersi. Un altro limite

dice Boldy è che l’ insegnante pone più attenzione ai risultati che i processi attraverso cui l’ alunno agisce. Quindi per

questi motivi gli insegnanti quando programmano devono aver presente il quadro delle attività intellettuali e delle abilità


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flaviael

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Didattica generaleEducazione personalizzata. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: La personalizzazione educativa, programmazione a lungo termine e breve termine, conoscenza degli alunni, valutazione preliminare di ogni alunno comunicazione insegnante alunno, ecc.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Didattica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Suor Orsola Benincasa - Unisob o del prof Laneve Cosimo.

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