Lezione 12: Appunti di economia monetaria
Dibattito esogeneità/endogeneità della moneta
Partendo dalla semplice forma che determinerebbe la quantità di moneta e la moneta ad alto potenziale, si è detto che sono tre i punti discussi da coloro che ritengono non sia possibile fissare da parte dell’autorità monetaria la quantità di moneta.
Elementi
- Lo stesso moltiplicatore monetario dipende dal comportamento del pubblico e del sistema bancario, essendo sensibile alle reazioni che essi avranno al variare dei tassi di rendimento/interesse, tenuto conto che due di essi sono controllati e fissati dal sistema bancario, quello sui prestiti e quello sui depositi bancari.
- Il credito complessivamente erogato nell’economia è determinato dalla domanda di credito, per cui non è vera quell’ipotesi implicita che qualsiasi offerta di credito da parte del sistema bancario trovi sempre una corrispettiva domanda di prestito. Quando non è più vero questo, il circuito del credito si esplicherà in tutta la sua potenza, ma in realtà l’ammontare dei depositi bancari dipenderà dalla domanda di prestiti. È la domanda di credito a generare l’offerta e non l’offerta potenziale che andrà poi a determinare l’ammontare di credito all’interno dell’economia.
- La stessa moneta ad alto potenziale è controllata dal sistema bancario, ma riflette le richieste di liquidità da parte del sistema economico, in particolare del sistema bancario.
Punto 1
Analizzando questi punti si è giunti a dire che la moneta potrebbe essere funzione: quando si considera la dipendenza di M da questi tassi di interesse e non si considera questo m dato meccanicamente sulla base di un certo coefficiente di riserva obbligatoria o libera, quando si ammette che questo moltiplicatore monetario può variare per la reattività del pubblico al variare del tasso dell’interesse, si è fatto un primo passo sulla natura prettamente esogena della moneta.
Si suppone che le autorità monetarie, tramite operazioni di mercato aperto, tendano ad influenzare il tasso di interesse, in particolare quello di rifinanziamento principale o marginale. Esso dovrebbe tendere a ridurre la base monetaria bancaria e l’offerta totale di moneta. Ma se il sistema bancario reagisse ad un aumento di questo tasso con un aumento del tasso sui prestiti, con un aumento dei tassi quella che potrebbe essere la misura restrittiva adottata dalle BC potrebbe avere un effetto molto limitato sull’offerta complessiva di moneta.
Perché l’aumento del tasso di interesse sui prestiti avrebbe l’effetto opposto sull’ammontare desiderato di riserve liquide dal sistema bancario, tenderebbe a sterilizzare l’effetto dell’aumento del tasso di rifinanziamento principale. Se alla fine vi sarà riduzione della quantità di moneta per l’ammontare di depositi bancari, ciò avverrà non direttamente, ma per via indiretta per l’influenza che l’aumento del tasso di interesse sui prestiti potrà avere sulla domanda di credito: se questo aumento di interesse sui prestiti tende a ridurre la domanda di prestiti, alla fine si avrà un effetto restrittivo sulla quantità di moneta in circolazione rimanendo però un effetto indiretto, poiché non sono le autorità monetarie che agiscono sulla quantità di moneta.
Argomentazioni monetariste sull’esogeneità
A fronte delle variazioni di comportamento del pubblico, le banche potrebbero...
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