Design inglese
La Gran Bretagna viene considerata la culla, la sede del design. Infatti, si può dire che la tecnologia moderna nacque in Inghilterra, grazie a invenzioni che miglioreranno la produzione, ma che causeranno anche delle ricadute socioeconomiche (ciò sta alla base di un dibattito teorico). In questo periodo vediamo la nascita della macchina a vapore di Watt, che svincola la forza lavoro dall’essere situata nei pressi di un corso d’acqua. Essa viene applicata in diversi ambiti, tra cui, fondamentale, la tessitura.
A questo periodo risale anche la costruzione del ponte sul fiume Severn (1777), considerato da De Fusco oggetto di disegno industriale poiché rispecchia i criteri di: massima efficienza, estrema funzionalità, risoluzione di un problema ed estrema economia. Venne realizzato come grande opera ingegneristica e architettonica, ma soprattutto va incontro ad un aspetto economico.
Josiah Wedgwood
Nacque in una famiglia che, sin dal ’600, ha lavorato nel settore delle caratteristiche ceramiche inglesi. Egli fu una tipica figura di self-made man: popolare, ben inserito nel suo tempo. Si collega ad una sfera alta di intellettuali e artisti, conosce i processi e metodi di produzione, fu infatti tramite la sua amicizia con Watt che riuscì a meccanizzare la produzione delle ceramiche (Wedgwood era stato infatti affetto dal vaiolo, che gli ha causato una menomazione a causa della quale non poteva utilizzare il tornio). La sua fu una produzione vasta e varia, di due tipologie differenti:
- Ornamentale: si tratta di oggetti più decorati, creati per una classe sociale più elevata (come il servizio per Caterina di Russia). Tra di esse troviamo anche delle imitazioni del passato, desiderio dell’intraprendente industriale che rappresentano il di superare le migliori opere prodotte in qualsiasi luogo e a qualsiasi tempo (siamo nell’epoca degli scavi). Vengono inseriti questi modelli sulle ceramiche, che quindi entrano a far parte quotidianamente della vita domestica delle persone e dialogano con la storia e con il passato.
- Utilitaristica: caratterizzata da linee di altissima qualità, ma molto più semplici ed economiche. Seppe infatti trovare il modo per rendere sempre più adeguata la forma alla funzione, così da rendere i prodotti ceramici quantificandone la produzione, abbassando il prezzo ma migliorandone la qualità (vaso Panther).
Wedgwood fece molta ricerca dal punto di vista tecnologico (sua è l’invenzione del pirometro) ma anche e soprattutto dal punto di vista dei materiali, inserendo per esempio basalti e utilizzando delle terre “diverse”.
1768: anno d’inizio della sua collaborazione con Thomas Bentley, che porta ad una gestione e divisione del lavoro tipica moderna (= maggiore produttività). Wedgwood si occupa dell’aspetto commerciale e Bentley (mercante di Liverpool) si occupa degli aspetti più progettuali, ma entrambi concordano sul fatto che bisogna offrire un prodotto di qualità diversificandolo.
Fecero due importanti innovazioni:
- Catalogo: rappresentazione diversa rispetto a quella tipica dell’età vittoriana.
- Miglioramento delle condizioni di vita degli operai: interesse sociale (in ciò venne influenzato da Dickens ed Hengels).
NB la sua fabbrica è tuttora presente e si rifà alla sua tradizione.
Età vittoriana: 1837-1901
In questo periodo l’Inghilterra si contende con la Francia la supremazia economica e militare. Nel 1837 Vittoria, una donna di grande moralità, apertura e curiosità, diventa regina. Nei suoi 63 anni di regno si ha un grande sviluppo in diversi ambiti (per es. rete fognaria, metro), tra cui anche le arti, grazie anche al principe consorte Albert (proveniente dal Granducato di Sassonia).
Siamo in un’epoca di grandi contrasti sociali e culturali. De Fusco parla di involuzione e appiattimento rispetto al momento rivoluzionario che c’era stato con Wedgwood. L’età vittoriana trova la sua massima rappresentazione nella Great Exhib