Decisioni di impresa
Le decisioni d’impresa possono essere prese a seconda che si guardi nel breve o nel lungo periodo. Le decisioni tuttavia sono sempre finalizzate al raggiungimento di un obiettivo che è sempre, o comunque nella maggior parte dei casi, la creazione di valore economico.
Legenda
I flussi finanziari FF(t), o generazioni nette di cassa NCG(t), sono la somma algebrica di tre voci: i dividendi (quote che vengono corrisposte agli azionisti), gli aumenti di capitale a pagamento (versamenti di denaro addizionali che gli azionisti possono versare all’impresa; tuttavia è un caso eccezionale in quanto solitamente l’impresa ricorre all’autofinanziamento o all’indebitamento) e le restituzioni di capitale (riacquisto da parte dell’impresa di azioni proprie; anche questo è un evento straordinario).
Per valore economico s’intende la somma attualizzata dei flussi finanziari FF(t) che si prevede l’impresa sia in grado di generare in futuro a favore dei suoi azionisti o soci.
La somma dei flussi finanziari [FF(t)] non può tuttavia avvenire per FF che si trovano in istanti temporali diversi e questo non può avvenire per i seguenti motivi:
- Inflazione, infatti il valore del denaro di oggi è diverso da quello dell’anno scorso;
- Rischio / incertezza;
- L’opportunità di reinvestire gli FF disponibili.
Proprio per i motivi appena elencati, per cercare di sommare flussi finanziari d’istanti temporali diversi si ricorre all’attualizzazione dei FF in modo da rendere equivalenti tra loro i diversi flussi finanziari.
Ipotesi 1: Non esiste inflazione e non esiste rischio
Sia la somma di denaro disponibile all’anno 0 e Xt (1 + i). Ho: Xt = X0 con i = Tasso Rendimento Risk Free (1 + i).
Ipotesi 2: Non esiste inflazione ma esiste rischio
In questo particolare caso, si deve prima di tutto considerare la tipologia dell’investitore e capire se è un decisore: avverso al rischio, propenso al rischio o indifferente. (Guardo Grafico sul quaderno)
Nel caso in cui il nostro investitore sia della prima tipologia, quella avversa al rischio, allora occorre sommare al tasso un premio di rischio e quindi non avrò più i ma k ( = Tasso di attualizzazione) quindi il rendimento diventa: Xt = X0 con k = Tasso Rendimento Risk Free + Premio di Rischio (1 + k).
Ipotesi 3: Esiste inflazione e esiste rischio
K K = i + α
Il rendimento si ottiene con la solita formula ma in questo caso il fattore sarà dato da α, dove α indica il coefficiente d’inflazione che tiene conto di questa variabile.
Calcolo del V.E. (Valore Economico dell’impresa)
FF(t) = D(t) – I(t)
In un generico anno t, il FF generato dall’impresa verso azionisti e soci è pari a D(t) dove D(t) indica il dividendo che l’impresa distribuisce nell’anno t e I(t) l’investimento che azionisti e soci fanno verso l’impresa.
Sapendo ciò, il Valore Economico di un’impresa, o V.E., si può trovare attraverso due formule, una diretta (1.1) e una inversa (1.2).
Come si può notare dallo schema (1.3), gli azionisti o soci versano del capitale all’impresa. Questa attraverso degli investimenti che permettono di generare cassa e in questo modo l’impresa può poi o autofinanziarsi o distribuire dividendi agli azionisti. In realtà l’impresa è anche soggetta ad entrate per erogazione di finanziamenti e uscite per ripagare i propri debiti o per pagare gli oneri degli istituti di credito. Quest’ultimo fatto comporta che esiste sia la possibilità di indebitarsi (soldi provenienti non solo da azionisti ma anche da istituti di credito) sia il “serbatoio di cassa”; pertanto il CF può anche essere trattenuto e ridistribuito in esercizi successivi. Tutto ciò ha ricadute sulla modalità di calcolo del NCF.
Strumenti per le decisioni di impresa
Devono supportare il decisore affinché le decisioni siano sempre coerenti con l’obiettivo di creazione del valore economico. Affinché queste decisioni vengano prese si ricorre a tecniche, o metodi, e a un “processo”. Quest’ultimo è composto da 5 (o meglio 6) fasi che, una volta seguite in ordine dall’1 al 6, portano alla presa di una decisione:
- Individuazione delle alternative = in questa fase si decide se si è di fronte ad un investimento non obbligato o obbligato. Nel primo dei due casi l’impresa può o meno realizzare l’investimento e deve considerare anche l’ipotesi di non investire (questo è il caso base). Un errore che spesso si commette in questi casi è quello di considerare che in mancanza di un investimento l’impresa manterrà i livelli attuali; tuttavia, questo non è veritiero in quanto è molto probabile che la situazione peggiori. Tutte le altre alternative di investimento vengono analizzate in termini differenziali rispetto il caso base. Per quanto riguarda invece gli investimenti obbligati, il caso base è costituito da una qualsiasi delle alternative di investimento e quindi i NCF delle altre vengono determinati differenzialmente rispetto a questa.
- Verifica della consistenza = in questa fase si verifica che non siano state dimenticate alcune parti essenziali dell’investimento e, di contro, che non si abbia considerato anche parti inutili, evitando così oneri superflui. Si ricorre così ad operazioni di bundling (individuazione degli interventi complementari) e unbundling.
- Precisazione dei confini dell’analisi = in questa fase...
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