Critica della Ragion Pratica
Obiettivo: dimostrare che la ragione grazie a principi fornitile da essa, può definire che sia il bene e produrre azioni buone, senza rivelazioni o speciali intuizioni del bene.
Cronologia della filosofia pratica di Kant
- 1756-57: tiene lezioni di philosophia practica all'università di Könisberg basandosi sulla tradizione scolastico-aristotelica presente nelle opere di Baumgarten.
- 1764: insoddisfatto della tesi correnti, indaga sul carattere fondamentale di obbligatorietà all'interno di ogni morale. Lo porterà alla distinzione tra imperativi ipotetici e categorici.
Tali tesi contemporanee prese in considerazione sono 3:
- La dottrina di Wolff che mirava a "promuovere la perfezione totale".
- Quella dell'epistolario di Wolff, Crusius, che predicava "l'agire in conformità col volere di Dio".
- Quella del filosofo scozzese Hutchinson, conformare al "sentimento morale".
- 1762-65: decisivo è l'incontro coi testi di Rousseau, specificamente l'Emile e il Contrat social. La morale ora volta all'universalità nella ricerca del bene assoluto, escludendo le particolarità e guardando alla presenza dell'intenzione (vedi filosofia del costituzionarismo come modello dell'autonomia).
- 1781: riflessioni sulla effettiva possibilità di una "morale della fedeltà" se non la fondazione di essa, non può ad un soggetto con una specifica volere al bene.
- 1785: individuazione del principio dei fondi di "autonomia" della ragion pratica nella sua capacità di esunzione di regole che dica fondamento alla possibilità di ottenere il bene.
Critica della Ragion Pratica
Obiettivo: dimostrare che la ragione grazie a princìpi formulati da essa può definire cosa sia il bene e produrre azioni buone, senza rivelazioni o speciali intuizioni del bene.
Cronologia della filosofia pratica di Kant
- 1756-57: tiene lezioni di philosophia practica all'università di Könisberg basandosi sulla tradizione scolastico aristotelica già presente nell'opera di Baumgarten.
- 1764: insoddisfatto della tesi correnti, indaga sul carattere fondamentale di obbligatorietà all'interno di ogni morale.
- Lo porterà alla distinzione tra imperativi ipotetici e categorici.
Tali tesi contemporanee prese in considerazione sono 3: la dottrina di Wolff che mirava a "promuovere la perfezione totale"; quella dell'apostolo di Wolff, Crusius che predicava "l'agire in conformità al volere di Dio", e quella del filosofo scozzese Hutchenson, conforme al "sentimento morale".
- 1765-66: decisivo è l'incontro con i testi di Rousseau, specificatamente l'Emile e il Contratto sociale. La morale ora volta all'universalità nella ricerca del bene assoluto, mirando le azioni e guardando alla presenza dell'intenzione.
- 1772: riflessioni sulla effettiva possibilità di una "necessità felice" e sulla fondazione di essa, non poggiate ad un soggetto con una predisposizione al bene.
- 1785: individuazione del principio del fond. di "autonomia" della ricerca pratica nella sua capacità di esercitare un ruolo che dirà fondamentale alla possibilità di attuare il bene.
Tratti essenziali della morale in Kant
Già a partire dalla Critica della ragion PURA si pone un problema fondamentale che riguarda anche la sfera pratica, e cioè: può "la ragion pura definire principi morali"? Egli parla quindi di "canone della ragion pura" "nel suo uso a priori"
- insieme di principi a priori che regola il retto uso di una facoltà
- uso fondato sulla natura specifica di quella facoltà, che non genera errori o illusioni
- uso teorico:
- uso pratico:
non possiede alcun principio sintetico causativo poiché essa organizza e struttura discorsivamente con i suoi principi "speculativi" ciò da la sintesi operata dalla facoltà dell'intelletto su fenomeni; le fornisce - NESSUN CANONE
possiede principi che fondano l'esperienza, cioè la possibilità di oggetti pratico-morali (ossia le azioni che, conformi ai precetti morali, potrebbero incontrarsi nella storia degli uomini)
PRATICO = "tutto ciò che è possibile per mezzo della libertà"
Poiché noi abbiamo il potere di vincere, con le rappresentazioni di ciò che è titolato, dannoso le impressioni esercitate sulla facoltà sensibile di desiderare poiché queste rappresentazioni si basano sulla
libertà della volontà come possibilità di compiere non determinate azioni
possiamo affermare che quest'ultima ci dà
della legge oggettiva della libertà, ossia permette
la vera qualifica di ciò che è pratico sta quindi
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Critica della ragion pratica, Kant, Filosofia morale
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