Criteri di mercato
I criteri di borsa
I criteri di borsa si basano sull’osservazione dei prezzi che si sono formati sul mercato. Il criterio di borsa si usa solo quando l’oggetto di valutazione è una società quotata: deriviamo un prezzo fattibile moltiplicato per il numero delle azioni della società oggetto di valutazione. Questo nasce dalla capitalizzazione di borsa (prezzo del titolo per il numero di azioni), ed è il valore che in un determinato tempo il mercato dà al 100% di quella società.
Bisogna osservare i prezzi fatti sul mercato lungo un orizzonte temporale sufficientemente ampio: osserviamo i prezzi di riferimento lungo diversi orizzonti temporali. Il prezzo ufficiale è il prezzo di riferimento ed è il prezzo ufficiale di borsa (quello che sentiamo al TG): si basa sull’ultimo 20% delle negoziazioni del giorno. Tiene conto di un sufficiente numero di osservazioni per come si è formato quel prezzo.
Con il criterio di borsa si cerca di eliminare le fluttuazioni dei titoli, per cercare un prezzo medio. Cominciamo a raccogliere le osservazioni dalla data di riferimento della stima e dalla motivazione per la quale la stima è richiesta: si individua un prezzo espressivo di un valore medio che non sia inficiato da eventi particolari.
Il prezzo a ritroso si deve verificare da quando il mercato entra a conoscenza di quell’operazione che ha motivato il recesso, che non necessariamente coincide con la data di assemblea. Quindi viene contestato il comma 3 del 2437 per questo: perché parla di prezzi di chiusura nei sei mesi che precedono la pubblicazione per determinare il valore di liquidazione delle azioni quotate in mercati regolamentati.
E il 2437 c.c. che parla anche di media aritmetica (mentre invece si applica una media ponderata per stemperare le variazioni del prezzo). Quindi il legislatore qui è stato impreciso. Il comma 4 è una deroga che ci dice che lo statuto può stabilire criteri diversi di determinazione del valore di liquidazione, indicando elementi dell’attivo e passivo del bilancio, che possono essere rettificati rispetto ai valori risultanti dal bilancio.
Questi elementi dell’attivo e del passivo che possono essere rettificati, sono quelli che possono avere un valore diverso rispetto ai valori storici riportati nel patrimonio. Ma quindi questo criterio che senso ha, alla luce del comma 2? Non si capisce bene come possa essere letto come criterio in deroga.
Criteri dei multipli
I criteri dei multipli si dividono in due categorie principali: multipli di società comparabili e multipli di transazione comparabili.
- Di società comparabili: si calcolano i moltiplicatori riferiti a società comparabili oggetto di valutazione.
- Multipli di transazione comparabili: riguardano transazioni che possono essere ragionevolmente comparabili con quella che osserviamo.
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Criteri fondamentali o classici
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Criteri di resistenza
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Criteri di risoluzione antinomie
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Serie e criteri risolutivi