Bullismo a scuola
La parola bullismo deriva dall'inglese "bullying" e si riferisce a un gruppo di persone implicato in azioni di molestie. Può essere svolto da parte di un singolo individuo o da un gruppo; nello stesso modo la vittima può essere una persona o più. Per parlare di bullismo però non ci si può riferire a un semplice litigio, ma è necessario che tra i litiganti ci sia un'asimmetria di forza. La vittima, infatti, non è in grado di difendersi e si trova in condizioni di impotenza di fronte al suo oppressore.
Forme di comportamento aggressivo
Esistono varie forme di comportamento aggressivo: quello verbale (attraverso minacce, prese in giro), con la forza (picchiando, spingendo) e quello per il quale non vengono usate né parole né contatto fisico (esclusione intenzionale, smorfie di beffeggiamento).
Bullismo diretto e indiretto
Possiamo distinguere tra bullismo diretto e indiretto. Il primo si riferisce a scontri aperti, mentre il secondo è meno percettibile, ma ugualmente dannoso, perché consiste nell'isolamento volontario dal gruppo.
Studi di Dan Olweus
Per rilevare la portata del problema, è stato formulato da Dan Olweus (professore all'Università di Bergen, Norvegia), un questionario che fu dato ad alunni delle scuole elementari e medie da compilare anonimamente. Il questionario è particolarmente importante in quanto:
- Fornisce una definizione di bullismo, quindi i bambini sono a conoscenza dell'oggetto delle domande.
- Le risposte non devono essere generiche ma si riferiscono a periodi di riferimento ben definiti.
- Le possibilità di risposta sono ben chiare, senza problemi di interpretazioni soggettive.
- Sono domande sulla reazione degli altri, quindi come vengono percepite da coloro che rispondono.
Il questionario fu somministrato parallelamente a studenti di città diverse, sempre norvegesi, fornendo informazioni sulla frequenza nelle diverse classi, tra maschi e femmine. Il risultato rese noto che uno studente su sette è esposto al rischio di diventare vittima o bullo. Il 15% della popolazione scolastica era stato coinvolto in episodi di bullismo; il 9% erano vittime, il 7% bulli e l'1,6% apparteneva a entrambe le categorie. Il questionario non fornisce un quadro esauriente circa la diffusione del bullismo, ma può accertare che è un problema piuttosto diffuso nelle scuole norvegesi.
Differenze di età e genere
Con l'aumentare dell'età, la percentuale delle vittime diminuisce sia per i maschi sia per le femmine. Di solito le vittime prescelte sono gli studenti più deboli e più giovani, mentre gli oppressori sono più grandi. Passando dalla seconda elementare alla terza media, le vittime diventano meno della metà. Per quanto riguarda i bulli, otteniamo risultati diversi: dalla seconda elementare alla terza media c'è un lieve aumento, eccetto in prima media: gli studenti, infatti, si ritrovano ad essere i più giovani della nuova scuola, avendo minore accesso alle vittime di classi inferiori.
Maschi e femmine
Esistono grandi differenze tra i maschi e le femmine. Sicuramente i maschi sono più esposti al problema, soprattutto nelle scuole medie, e sono per gran parte responsabili del bullismo rivolto alle femmine. Ma va notato che anche le femmine sono in qualche modo coinvolte, attraverso le molestie indirette, come isolare volontariamente o calunniare. Le differenze tra maschi e femmine vanno riferite a elementi biologici e socio-ambientali. Comunque bisogna affermare che anche per i maschi la forma più usata di bullismo è quella senza mezzi fisici, quindi limitata a parole e gesti.
Il ruolo di insegnanti e genitori
Grazie al questionario sono state fornite informazioni sul ruolo di insegnanti e genitori di fronte al problema. Il risultato è che gli insegnanti non hanno mai discusso in classe circa il problema e raramente hanno cercato di bloccarlo. Un problema importante è quello della supervisione durante l'intervallo o alla mensa: è fondamentale che un numero sufficiente di adulti controlli gli alunni, ma spesso manca la capacità e la volontà. Per quanto riguarda i genitori, risulta che essi abbiano affrontato il problema troppo poco, specialmente quelli dei prevaricati.
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