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Criminologia - il bullismo a scuola Appunti scolastici Premium

Appunti di Criminologia per l'esame del professor Scatolero sul bullismo a scuola. Gli argomenti trattati sono i seguenti: la definizione di bullismo, gli studi recenti effettuati, gli insegnanti e i genitori, il tragitto tra casa e scuola, i persecutori e le vittime, le caratteristiche del bullo, gli indicatori della possibile vittima.

Esame di Criminologia docente Prof. D. Scatolero

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Bullismo a scuola la parola bullismo deriva dall’inglese “bullying” e si riferisce ad un

Definizione di bullismo:

gruppo di persone implicato in azioni di molestie.

Può essere svolto da parte di un singolo individuo o da un gruppo; nello stesso modo la vittima può

essere una persona o più. Per parlare di bullismo però non ci si può riferire ad un semplice litigio, ma è

necessario che tra i litiganti ci sia un’asimmetria di forza. La vittima, infatti, non è in grado di difendersi,

si trova in condizioni di impotenza di fronte al suo oppressore.

Esistono varie forme di comportamento aggressivo: quello verbale (attraverso minacce,

prese in giro), con la forza (picchiando, spingendo) e quello per il quale non vengono usate

né parole né contatto fisico (esclusione intenzionale, smorfie di beffeggiamento).

Possiamo distinguere tra bullismo e indiretto. Il primo si riferisce a scontri aperti,

diretto

mentre il secondo è meno percettibile, ma ugualmente dannoso, perché consiste

nell’isolamento volontario dal gruppo.

per rilevare la portata del problema, è stato formulato da Dan

Studi recenti effettuati:

Olweus (professore all’università di Bergen, Norvegia), un questionario che fu dato ad alunni

delle scuole elementari e medie da compilare anonimamente. Il questionario è

particolarmente importante in quanto:

1- fornisce una definizione di bullismo, quindi i bambini sono a conoscenza dell’oggetto delle

domande;

2- le risposte non devono essere generiche ma si riferiscono a periodi di riferimento ben

definiti;

3- le possibilità di risposta sono ben chiare, senza problemi di interpretazioni soggettive;

4- sono domande sulla reazione degli altri, quindi come vengono percepite da coloro che

rispondono.

Il questionario fu somministrato parallelamente a studenti di città diverse, sempre

norvegesi, fornendo informazioni sulla frequenza nelle diverse classi, tra maschi e femmine.

Il risultato rese noto che è esposto al rischio di diventare o vittima o

uno studente su sette

bullo. Il 15% della popolazione scolastica era stato coinvolto in episodi di bullismo; il 9%

erano vittime, il 7% bulli e l’1,6% apparteneva a entrambi le categorie. Il questionario non

fornisce un quadro esauriente circa la diffusione del bullismo, ma può accertare che è un

problema piuttosto diffuso nelle scuole norvegesi.

Con l’aumentare dell’età, la percentuale delle vittime diminuisce sia per

Nelle diverse classi:

i maschi sia per le femmine. Di solito le vittime prescelte sono gli studenti più deboli e più

giovani, mentre gli oppressori sono più grandi. Passando dalla seconda elementare alla

terza media, le vittime diventano meno della metà. Per quanto riguarda i bulli, otteniamo

risultati diversi: dalla seconda elementare alla terza media c’è un lieve aumento, eccetto in

prima media: gli studenti, infatti, si ritrovano ad essere i più giovani della nuova scuola

avendo minore accesso alle vittime di classi inferiori.

Maschi-Femmine: Esistono grandi differenze tra i maschi e le femmine. Sicuramente i

maschi sono più esposti al problema, soprattutto nelle scuole medie e sono per gran parte

responsabili del bullismo rivolto alle femmine. Ma va notato che anche le femmine sono in

qualche modo coinvolte, attraverso le molestie indirette, come isolare volontariamente, o

calunniare. Le differenze tra maschi e femmine vanno riferite a elementi biologici e socio-

ambientali. Comunque bisogna affermare che anche per i maschi la forma più usata di

bullismo è quella senza mezzi fisici, quindi limitata a parole e gesti.

Grazie al questionario sono state fornite

Che cosa fanno insegnanti e genitori?

informazioni sul ruolo di insegnanti e genitori di fronte al problema. Il risultato è che gli

insegnanti non hanno mai discusso in classe circa il problema, e raramente hanno cercato di

bloccarlo. Un problema importante è quello della supervisione durante l’intervallo o alla

mensa: è fondamentale che un numero sufficiente di adulti controlli gli alunni, ma spesso

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manca la capacità e la volontà. Per quanto riguarda i genitori, risulta che essi abbiano

affrontato il problema troppo poco, specialmente quelli dei prevaricatori.

Tra le due situazioni è sicuramente

Bullismo a scuola e nel tragitto tra casa e scuola:

la scuola quella che favorisce la manifestazione del bullismo, ma tra esse c’è una relazione:

gli studenti prevaricati a scuola sono gli stessi che lo sono anche nel percorso. È importante

intervenire soprattutto durante il percorso perché è la situazione in cui vengono aiutati di

meno.

Nelle grandi città il fenomeno non è necessariamente più sviluppato, anzi c’è una maggiore

influiscono positivamente

consapevolezza. Neanche le dimensioni delle classe e della scuola

o negativamente sul fenomeno. È comunque meglio e più semplice intervenire sulle classi

meno numerose e con alunni più giovani.

Persecutori e vittime: le cause e i profili

Dopo aver esaminato le caratteristiche dell’ambiente o del sistema in cui è maggiormente

probabile lo sviluppo del fenomeno, esamineremo ora i diversi profili delle vittime e degli

oppressori.

Innanzitutto bisogna chiarire che il bullismo, per la maggior parte delle volte, si sviluppa per

un periodo piuttosto lungo. Infatti il comportamento aggressivo, tipico di un persecutore, è

una caratteristica stabile; di conseguenza la vittima, se non avrà abbastanza forza da

ribellarsi, non riuscirà a sottrarsi alla violenza per un periodo di alcuni anni.

Esistono diversi fattori che causano lo sviluppo del fenomeno.

A volte si assiste a episodi di bullismo a causa della competizione scolastica: vedendosi

superare con i voti, i bulli reagiscono per liberarsi delle frustrazioni. Bulli e vittime spesso

hanno risultati peggiori rispetto alla media.

Un altro fattore decisivo è la forza fisica: le vittime sono più deboli, mentre i bulli sono più

potenti rispetto alla media di tutti i ragazzi. L’aspetto fisico assume quindi un ruolo

importante? Avere un tratto esteriore diverso dagli altri (come per esempio i capelli rossi,

essere obeso, avere un particolare dialetto) può portare ad essere ritenuto “pieno di difetti”.

In realtà tutti abbiamo dei difetti o delle piccole anomalie, quindi questo sta a dimostrare

che l’aspetto fisico non può essere la vera causa o la singola causa della prevaricazione, ma

esso rappresenta solo un piccolo pretesto.

tipiche caratteristiche comportamentali delle vittime sono

Caratteristiche della vittima:

l’essere ansiose e insicure di sé, essere sensibili, calme, non aggressive, sentirsi fallite,

stupide, poco attraenti ed avere un’opinione di sé molto negativa. Reagiscono alle violenza

piangendo e rinchiudendosi in se stesse, senza dire niente ai genitori né agli insegnanti,

quindi vivono isolati e non hanno un amico in classe; hanno un atteggiamento negativo

verso la violenza e sono fisicamente più deboli. Più un ragazzo è debole e frustrato, più

facilmente sarà preso come bersaglio dal bullo, che si sentirà superiore.

Esistono due tipi di vittima: quella che trasmette agli altri le sue

passiva o sottomessa,

sensazioni di insicurezza e incapacità di reagire, quindi è incapace di affermarsi in un gruppo

di amici. Il tutto viene peggiorato dalle continue prevaricazioni. Una causa e forse anche

una conseguenza di questo tipo di vittima è l’aver avuto durante l’infanzia dei genitori

iperprotettivi, coi quali hanno avuto comunque un rapporto positivo. L’altro tipo di vittima è

che presenta spesso un carattere ansioso ma anche aggressivo; è iperattiva,

provocatrice,

quindi ha problemi di attenzione, causando irritazione e tensione. I due tipi di vittime

differiscono per il fatto che quelle passive sono maggiormente esposte al rischio di

depressione. la principale caratteristica comune ai bulli è il comportamento

Caratteristiche del bullo:

aggressivo verso gli altri, sia adulti, sia coetanei. Preferiscono scontrarsi coi ragazzi più

deboli, da cui può facilmente difendersi, ma litigano senza paura anche con gli altri, perché

si sentono forti e sicuri. Sono spesso molto impulsivi, vedono la violenza come qualcosa di

positivo e sentono il bisogno di dominare. Hanno un’opinione positiva di sé ed hanno scarsa

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in psicologia
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Criminologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Scatolero Duccio.

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