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Oggetto del biodiritto

Non perdersi nella definizione. Il diritto delle scienze della vita, come definiamo allora la vita, quando inizia e quando finisce? Un embrione, un ovulo fecondato è già inizio della vita ("uno di noi") o consideriamo inizio della gravidanza solo quando l’ovulo fecondato si impianta nell’utero? Rispondere a queste domande ha riflessi giuridici, se ad esempio consideriamo inizio della gravidanza il contatto tra i due gameti dobbiamo considerare la pillola del giorno dopo come interruzione della gravidanza, con tutte le restrizioni previste dalla legge 1994 del '78, diversamente possiamo considerare la pillola un contraccettivo.

L’embrione viene tutelato dal 14simo giorno, quando si crea il pre-embrione o stria neurale che darà origine al sistema nervoso centrale, prima c’è un ammasso di cellule. Alcuni ordinamenti invece scelgono come momento la fusione dei gameti. E quando finisce? Fino agli anni '70 la morte era considerata la cessazione del battito cardiaco. Successivamente è stata sostenuta come la cessazione irreversibile di tutte le funzioni cerebrali, viva per la definizione degli anni '70. Cessazione totale degli organi del nostro organismo, in una visione olistica.

Fonti e complessità del quadro in Italia

Fissare il limite è il punto di massima divergenza, specialmente con la teoria secondo la quale l’uomo non deve sostituirsi alla natura. Esiste un confine tra:

  • Rimozione delle malattie
  • Potenziamento genetico

Il nostro ordinamento, come altri, è lacunoso di fronte a queste recenti innovazioni scientifiche, oltre al fatto che si tratta di tematiche che ci interrogano sulla nostra morale, politica, religiosità, per cui è più difficile raggiungere un parere di maggioranza per arrivare a una legge. Tuttavia, queste situazioni sussistono e arrivano ai giudici, che devono decidere anche in assenza di una disposizione specifica. Si ha così un’esplosione della giurisprudenza a riguardo che si spacca in posizioni anche opposte. Es, da una parte obbligo e dall’altra il divieto dei giudici di sottoporre al metodo stamina.

C’è anche una questione di omogeneizzazione della legislazione, perché è chiaramente facile, per chi ha la possibilità economica, recarsi in un paese dove ciò che intende fare è legale.

Modelli giuridici: permissivi e impositivi

- Permissivi – Che lasciano alle persone più libere. - Impositivi – Che pongono limiti più rigidi. - Classico caso del fine vita, in alcuni paesi è consentita l’eutanasia e l’assistenza al suicidio. Non si parla di diritto alla morte ma di non punibilità a determinate condizioni di chi si presta a queste pratiche, che rimangono nel codice penale ma non sono punibili.

Un criterio per orientarsi nelle posizioni sul Biodiritto può essere il principio di non contraddizione. Un ordinamento giuridico coerente, la legge conforme a Cost. Sembra scontato ma non lo è, ad esempio solo dopo una decina d’anni la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionali alcune parti della legge 40.

Il biodiritto adatto oggi: caratteri e metodo

La non contraddizione, la verità, la giustizia. Aperto sia alla scienza che alla condivisione morale (per quanto possibile). Aggiornato sulla base delle ultime scoperte scientifiche. Attento, che fa fatica a definirsi generale e astratto, che considera nello specifico e attentamente ogni singolo caso.

Esiste il rifiuto di sottoporsi ai trattamenti sanitari (es. morire per non ricevere emotrasfusioni). Es anoressica maggiorenne che rifiuta il trattamento per guarire. Il Biodiritto ci impone attenzioni particolari ai singoli casi, si comporta in maniera diversa, su determinate basi però, perché la legge è generale e astratta.

Diritto resiliente

Si può arrivare così a un diritto resiliente, capace di rispondere a un urto senza spezzarsi, mantenendo la sua funzione. Capace di assorbire tutte queste difficoltà mantenendosi capace di limitare i poteri (non solo i classici ma anche quello economico delle imprese farmaceutiche ad esempio) e mantenere la sua funzione ordinante e di tutela dei diritti fondamentali.

Bioetica e Biod (cultura, politica, religione…): i 4 principi della BE; principi generali del BioD.

Il Biodiritto nasce in alcuni contesti culturali, non in tutti, e relativamente di recente. Di bioetica invece si parla per la prima volta nel '27 con un autore tedesco che scrisse un articolo censurato dal nazismo e poi riemerso. Dagli anni '60 '70 se ne è parlato molto. Perché nasce. Parlando di bioetica contestualmente si è profilato l’aspetto giuridico, solo che per via del contesto non si è sviluppata una disciplina specifica. I giuristi hanno iniziato ad occuparsi più che altro dei casi concreti.

Già dai primi del ‘900 si potrebbe parlare di Biodiritto, ad esempio dal punto di vista del consenso informato. Un medico veniva infatti condannato per non aver dato al paziente le giuste informazioni su ciò che intendeva fare. Abbiamo visto delle applicazioni avanzate.

Possibile altra prospettiva del BioD per tutelare la vita. Una dirigente dell'Istituto nazionale per la medicina della povertà. Ospite. Ci parlerà della salute delle persone povere collegato al flusso di migranti di questi anni. Coloro che non hanno una buona salute purtroppo non superano il viaggio, quelli che ce la fanno hanno generalmente una. Poi si ammalano delle classiche malattie dei senzatetto dovute alla malnutrizione e all’igiene.

Natura e artificio

Diritto costituzionale: D. F., FdS, ragionevolezza, bilanciamento interessi (i se e i ma). Comparazione, multi e interdisciplinarietà. Oggetto: Vita e morte - Scienze della vita e della cura dell’essere umano (bioverde, animali, piante) - Medicina, biologia, genetica - Robotica, computer-brain interface - Neuroscienze, ICT, bioinformatica, biomatematica, bio… Biologia sintetica, farmacogenetica, e converging technologies, potenziamento cognitivo, robotica, personalized medicine, gene editing, neuroscienze (BRAIN)… Complessità.

Esperimenti genetici e implicazioni etiche

Articolo dell’Università di Guangzhou (Cina) pubblicato su Protein and Cell (11.04.15) quando altre, fra cui Nature e Science lo avrebbero rifiutato. 86 embrioni non più impiantabili (doppio set di cromosomi): sostituzione del gene della beta-talassemia. Dopo 48 ore (cresciuti a 8 cellule) 71 sopravvissuti. 54 esaminati, in 28 il gene era scomparso, ma solo in alcuni di essi era avvenuta la corretta sostituzione, in altri mutazioni impreviste.

Per alcuni (UK Robin Lovell-Badge) vietare impiego di tecniche simili impedisce la ricerca controllata e non considera che gli embrioni sarebbero in ogni caso distrutti. Per altri (John Harris, utilitarian bioethicist at the University of Manchester, UK) non c’è differenza con quello che già si fa in PMA con embrioni sovrannumerari. Per altri (Bioethicist A. Smajdor): “Qui nel Regno Unito abbiamo dato il via libera alla modifica del DNA di bambini che trasmetteranno questi cambiamenti a tempo indeterminato alla loro prole”.

Si pongono delle problematiche per le modifiche che passano alle generazioni future: “bambini su misura e potenziamento umano” negativa e positiva: disciplina che ponga limiti. Eugenetica. Nature sostiene che altri 4 laboratori cinesi sono al lavoro. Che la modifica del genoma di embrioni umani utilizzando le tecnologie attuali potrebbe avere effetti imprevedibili sulle generazioni future: è pericoloso ed eticamente inaccettabile.

In questa prima fase, gli scienziati dovrebbero accettare di non modificare il DNA delle cellule riproduttive umane. Se mai sorgesse un caso veramente convincente per i benefici terapeutici di una modifica germinale, incoraggiamo una discussione aperta su una appropriata linea d'azione."

Altri hanno sollevato dei dubbi, il dottor Neri ad es. “Potrebbe essere sfruttata per le modifiche non terapeutiche. Siamo preoccupati che una protesta pubblica su tale etica violazione potrebbe ostacolare un’area promettente di sviluppo terapeutico." Le critiche sono legate alla poca sperimentazione, alle mutazioni e modifiche non volute, al fatto che le cellule modificate siano difficilmente controllabili, ai possibili effetti collaterali, si sostiene un ritorno al principio di non maleficenza; (non far danno).

La bioetica e i suoi padri fondatori

La bioetica figlia di tanti padri: Non nasce come branca della filosofia morale che si occupa della genetica, del rapporto tra medici e pazienti. Secondo uno di questi suoi padri è la scienza che dovrebbe condurre l’uomo a una condotta rispettosa del pianeta che gli permetta di risolvere i problemi del suo tempo, disuguaglianze, occupazione, inquinamento, sviluppo culturale, non prettamente di salute, nasce in termini più ampi. Poi ci sarà la svolta antropica garanzie ad alcuni strumentisti statunitensi si sviluppa in termini sanitari. Potter dice che dobbiamo costruire un ponte tra la conoscenza scientifica e le capacità umane di usarla per quei fini importanti. La tecnologia ha perso la prospettiva cui dovrebbe tendere.

Cosa si potrebbe fare oggi per garantire più bios nel nostro pianeta. Worldmapper.org Biocapacità del territorio di produrre ricchezza in termini di risorse naturali.

Origini e sviluppo della bioetica

Come nasce, perché. La bioetica si sviluppa negli SU negli anni ’60 – ’70 per via del contesto generale, materia risultato di un movimento culturale. Quando nasce la bioetica nasce anche il bioD come sentenze e leggi in materie che chiamiamo bioetica.

Ci sono passi delle leggi di Platone sul rapporto medico paziente del suo tempo. Norimberga, tappa della sua nascita perché furono processati anche i medici che effettuarono esperimenti nei campi di concentramento. Il codice di N. fissa i P. da seguire quando si fa sperimentazione umana, P. indicati da un tribunale, può considerarsi bioD. Fritz Jahr ’27 – Usa proprio il termine Bio – ethik, analisi sulla relazione etica tra uomini, animali e piante. Non nasce solo tra medico e paziente ma con un respiro più ampio.

Come l’uomo deve comportarsi per essere in armonia con uomini e piante. Poi col nazismo non è circolato, si parla di psicologia animale, arrivando a domandarsi implicitamente su una psicologia vegetale, ci sono delle reazioni non molto diverse da quelle animali, es. cambiare percorso di crescita se il terreno è occupato o inquinato.

Contributi e influenze sulla bioetica

André Hellegers ’71 – Direttore del Kennedy Institute of Ethics negli stessi anni in cui Potter scriveva il suo libro. Focalizzazione di essa su ciò che è per noi oggi. Van Rensselaer Potter ’71 – Bioethics: A bridge to the future. Medico che si interessava anche di filosofia. Fa un’analisi complessiva. Individua nelle 6 P i maggiori problemi del nostro tempo: Population, siamo troppi secondo lui – Pace – Pollution – Poverty - Politics che non sa affrontare tematiche importanti - Progress che non procede nella giusta direzione.

La ragione per la quale il futuro è in pericolo è che le 2 culture della società moderna (scienze dure e umane) non comunicano, questo è il ponte che vuole costituire per rimettere in contatto queste due culture: applicare gli strumenti umanistici e scientifici al servizio della sicurezza e vivibilità del futuro umano. La bioetica come una scienza per sopravvivere. La distanza tra l’accumulo delle conoscenze scientifiche e l’incapacità di creare una responsabilità di vita, del mondo, della storia sulla base di questa conoscenza. Quindi al di là delle questioni solo individuali e mediche.

Diversi autori lavorarono sul recupero della natura. In questo processo di scoperta delle piccole vittorie sono l’immediatezza, l’euforia accompagnata dall’esaltazione, la possibilità di essere in errore, umanità con responsabilità. Un senso di limite dei dati e dei processi: vanno interpretati guardando alla interdisciplinarietà ed analisi empirica. Un approccio pragmatico, l’interesse prevalente alla risoluzione dei problemi, all’intervento sui guasti.

Allora la sua definizione di bioetica è: disciplina che combina scienza e filosofia con la saggezza, conoscenza su come usare il sapere, nella prospettiva di garantire la conoscenza e lo sbocciare della situazione umana. Combina la conoscenza biologica con quella dei sistemi di valore umani in un sistema di autovalutazione. Sistema che assicuri la salute pubblica e i diritti delle donne – Prevenire la sovra popolazione – Proteggere l’ambiente e la biodiversità (per proteggere noi stessi, siamo una comunità unica) – Trasformare la società in modo da raggiungere il bene comune.

Questo ponte tra il presente e il futuro consente la creazione di un altro ponte. Bioetica, come la scienza della sopravvivenza, può anche creare connessioni tra l'evoluzione biologica e culturale. Si tratta della sopravvivenza dell'ecosistema globale. Se la bioetica ha l'obiettivo a lungo termine della sopravvivenza del genere umano, si dovrebbe avere una visione ampia, non solo relativa al medico di preoccupazione per le questioni sociali e ambientali. Si dovrebbero superare le divisioni tra natura e cultura, scienza e valori, umanità e natura. Una comunità e una cittadinanza globale, appunto.

Nell’anno in cui scrive altri usano il termine bioetica ma in termini più ristretti. Lui li critica per questa visione ristretta al solo ambito medico. Quali costi per questa operazione? Ci si dovrebbe concentrare sulla sopravvivenza come specie piuttosto che sul prolungamento individuale della vita, per cui dovrebbe essere controllata (imposta) la riproduzione anche se non c'è accordo nella popolazione (Nudging).

La svolta antropica

Il termine originale ‘bioetica’ era limitato all’applicazione medica da parte delle persone dell’Università di Georgetown. Poi si parlò di "etica clinica": con la rimozione dei termini ecologico, popolazione e problemi sociali. I professori di filosofia se ne occuparono trasformandola in una specialità etica, notando però che non aveva credenziali di filosofia.

Le influenze: Margaret Mead (1901–1978), Pierre Teilhard de Chardin (Jesuit, 1881–1955), C. P. Snow in his widely read 1959 lecture “The Two Cultures”, Pragmatism: William James (1842–1910), John Dewey (1859–1952), Environment: Aldo Leopold (1887–1948) dedica di 1971. Concetti che ritornano oggi. Potter non era un fulmine a ciel sereno, altri autori si rendevano conto che non tutta la tecnologia possibile deve essere applicata, questo è un tema possibile del BioD, non tutto deve essere eticamente e giuridicamente lecito, fissare i limiti.

Fritz è una scoperta recente, la maggior parte dei libri si riferiscono a Potter. La bioetica si occupa di quello che succede fisicamente al nostro corpo ma ponendo attenzione alla autodeterminazione della persona. Se prendiamo un principio base, il consenso informato (un trattamento utile, clinicamente efficace, si può accettare o no). Esso nasce nella giurisprudenza statunitense quando un medico agisce sul nostro corpo, nasce per proteggere l’integrità fisica.

Oggi si può mutare prospettiva, non come bene protetto la dimensione fisica ma la morale, l’auto determinazione. Es testimone di Geova, non rifiuta la trasfusione per tutela la sua integrità fisica ma religiosa. Lo tuteliamo perché c’è di mezzo l’aspetto fisico, non per la sua auto determinazione morale, la volontà in quanto tale, essa passa attraverso la tutela del corpo. Non ci sono quasi condanne per non aver tutelato l’autodeterminazione se non ci sono danni fisici. Questo è evidente se consideriamo ad es. che per le Sezioni unite non c’è responsabilità penale se l’intervento ha buon esito e la persona non ha manifestato il suo rifiuto di sottoporsi ad esso (come fa a esplicitare una cosa che non conosce, non essendo un medico?). Nasce con una dimensione fisica e, per ora, rimane tale.

Altro es: Per usare nostri campioni biologici occorre il nostro consenso? Non si tratta di tutelare la dimensione fisica, il campione è già stato preso. L’ordinamento che tutela anche la dimensione morale chiede alla persona se è contraria ad un uso specifico, magari non per la sperimentazione animale, militare, cosmetica… Alcuni ordinamenti li considerano una res nullius, altri prevedono di ricontattare le persone per sapere cosa pensano se subito non l’hanno detto.

Altro es: Ho diritto di rifiutare un intervento vitale se sono maggiorenne, capace, informata, perché posso tutelare la mia integrità fisica. Però non si può chiedere che il medico, rispettando la mia volontà, mi dia la morte. Si può non intervenire, interrompere un trattamento ma non somministrare una sostanza letale, il risultato della morte giunge lo stesso. Ad esempio, la CoCost canadese ha dichiarato incostituzionale il divieto di assistenza al suicidio che non tutela la life liberty and security, presente nella carta dei diritti fondamentali canadesi (simile alla Cedu).

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher CriUniTn di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Biodiritto e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Casonato Carlo.
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