UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI MESSINA
DIPARTIMENTO DI ECONOMIA
CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN:
SCIENZE ECONOMICHE E FINANZIARIE
Curriculum: Metodi quantitativi
________________________________________________________________________________
Controllo statistico di processo:
il caso dei diamanti da
investimento
Svolta da:
Napoli Valentina
473920
_______________________________________________________________
ANNO ACCADEMICO 2017/2018
SOMMARIO ............................................................................................................................................. 2
INTRODUZIONE 3
CAPITOLO 1....................................................................................................................................................
..................................................................................................................................................... 3
Metodologia ....................................................................................................................................... 4
Strumenti statistici ............................................................................................................................. 4
Foglio di raccolta dati
.............................................................................................................................................. 4
Istogramma ............................................................................................................................. 6
Diagramma di Pareto ...................................................................................................................... 6
Diagramma causa-effetto
..................................................................................................................................... 7
Carte di controllo ..................................................................................................................................... 9
Verifica di ipotesi ........................................................................................................................... 10
Regressione logistica
................................................................................................................................................... 15
DATASET ............................................................................................................................ 15
Statistiche descrittive .............................................................................................................. 18
Applicazione strumenti statistici
................................................................................................................................... 24
Applicazione su Stata
............................................................................................................................................. 32
CONCLUSIONI
INTRODUZIONE
Ogni azienda vorrebbe che tutti i pezzi prodotti fossero uguali e perfetti: ciò significherebbe
considerare il processo produttivo altamente affidabile. Nella realtà, anche il processo
produttivo più affidabile presenta una variabilità intrinseca che dipende da diversi fattori. Il
controllo statistico della qualità consiste in una collezione di strumenti essenziali per scoprire
e di conseguenza dell’output
i fattori che incidono maggiormente sulla qualità del processo
finale, attraverso l’analisi della loro variabilità. Per applicare questi concetti ad un caso
empirico si è presa in considerazione un’azienda produttrice di diamanti che persegue lo
come l’oro o un
scopo di entrare nel mercato dei diamanti da investimento. Il diamante,
qualsiasi titolo quotato, può essere acquistato con lo scopo di investire e valorizzare il
proprio patrimonio nel lungo periodo. Questa tipologia di diamanti, però, necessita di
requisiti ben precisi imposti dal Sistema di Classificazione Internazionale della G.I.A.
Gli strumenti statistici adottati in questa sede sono:
̅
- Le carte di controllo (P, R e );
- Il foglio di raccolta dati;
- Il diagramma di Pareto;
- Il diagramma causa-effetto;
- Verifica di ipotesi;
- Regressione logistica;
- Plot e istogrammi per la rappresentazione grafica.
Questo elaborato si suddivide in 3 capitoli. Nel primo capitolo si elabora un richiamo della
teoria dei suddetti strumenti statistici; nel secondo si descrive, analizza e rappresenta
graficamente il dataset utilizzato; nell’ultimo, ovvero nelle conclusioni, si riepilogano i risultati
ottenuti. L’applicazione empirica di questi strumenti statistici sui dati estratti dal dataset è
stata effettuata con l’ausilio di due programmi di elaborazione dati: Microsoft Excel e Stata.
CAPITOLO 1
Metodologia
Strumenti statistici
Foglio di raccolta dati
I fogli di raccolta dati sono moduli organizzati in modo tale da rendere facile e rapida la
raccolta dei dati, in funzione della loro successiva elaborazione. Questo strumento è utile
per mantenere sotto osservazione e raccogliere ripetutamente alcuni dati che si riferiscono
ad un certo processo come, ad esempio: dati relativi alle singole problematiche, difettosità,
cause dei difetti, localizzazione dei difetti.
Figura 1 – Esempio foglio raccolta dati
Ogni tipo di foglio di raccolta dati ha una parte comune che riguarda le informazioni che
inquadrano la raccolta stessa, come ad esempio data, settore, reparto, macchinario e così
via. Per costruirla è necessario decidere quale evento o problematica osservare; decidere
quali dati, quando e per quanto tempo raccoglierli.
Istogramma
L’istogramma è una tecnica di rappresentazione grafica dei dati che associa ad ogni classe,
in cui è diviso il valore della variabile osservata, la sua frequenza. La sua finalità è quella di
individuare la variabilità di un fenomeno. Si tratta di un diagramma a colonne che presenta
in ordinata il numero di osservazioni in ciascuna classe e in ascissa le classi (il centro di
ogni colonna coincide con il valore centrale della classe). Per classe si intende la
dimensione di un intervallo di variabilità dei dati che si è preso come base per la
rappresentazione dei dati stessi. Non vi sono regole precise per la scelta del numero di
classi, ma è il progettista che sceglie arbitrariamente; resta comunque uso comune l’utilizzo
di formule come: 1
( )
K= (3,3* log(N)) + 1 oppure K= 2
dove K è il numero di classi e N il numero delle osservazioni.
Figura 2 - Esempio istogramma
Al grafico può essere sovrapposta la retta del valore obiettivo per verificare il
posizionamento del valore centrale dei dati rispetto al target assegnato.
Figura 3- tendenza centrale
Focalizzando l’attenzione sulla forma del diagramma si può valutare la dispersione dei dati:
per esempio, diagrammi a campana appiattiti indicano una forte dispersione dei valori.
Infine, è possibile contrapporre al diagramma i limiti di tolleranza per valutare se il processo
rientra o meno nei margini stabiliti dall’azienda.
Figura 4 - dispersione
Diagramma di Pareto
L’analisi di Pareto è una tecnica di supporto all’azione del problem solving frequentemente
utilizzata nell’ambito del controllo statistico di processo. Si tratta di una metodologia grafica
che consente di individuare, su basi oggettive, le priorità di intervento nella soluzione dei
problemi evidenziando, tra una serie di cause, quelle che incidono maggiormente sul
fenomeno in esame. Il grafico è il risultato di una combinazione tra un diagramma a barre e
importanti per l’interpretazione del grafico,
una curva. La curva stessa rilascia informazioni
infatti se la stessa si impenna significa che gli elementi presi in esame sono importanti;
altrimenti, se si appiattisce, significa che non sono rilevanti.
Figura 5 - diagramma di Pareto
Nella prima metà del novecento Joseph Juran, basandosi sulle idee di Pareto, ha sviluppato
la teoria dell’80/20, secondo cui in un sistema il 20% degli input produce l’80% degli
output, mentre il restante 80% degli input produce solo il restante 20% degli output. Le
percentuali, ovviamente, vanno considerate come valori indicativi, ma questa teoria può
essere applicata in qualsiasi campo ed è fondamentale per concentrare gli sforzi solo sugli
elementi veramente necessari (vital few), senza quindi avere un dispendio di risorse.
Diagramma causa-effetto
Il diagramma causa-effetto detto anche diagramma di Ishikawa serve per illustrare
graficamente le cause maggiori e le sottocause di determinati fenomeni che generano un
certo effetto o un problema. Può essere inteso sia come mezzo per la rappresentazione
sintetica delle cause suddette, sia come strumento per l'individuazione delle soluzioni
adeguate. Solitamente il diagramma prende una forma a lisca di pesce (da cui il nome
alternativo di diagramma a lisca di pesce). Il problema di cui si vuole studiare la soluzione
viene disposto al termine di una linea, ai lati della quale si innestano altre linee che
rappresentano le cause principali del problema; su queste si innestano a loro volta le cause
secondarie e così via. Figura 6 - esempio diagramma a causa-effetto
Carte di controllo
Le carte di controllo sono finalizzate al monitoraggio della variabilità (la fluttuazione dei valori
misurati attorno alla media) di un processo produttivo, al fine di migliorare la qualità dello
stesso e dell’output finale. In ogni processo produttivo è presente una variabilità intrinseca
che non dipende da cause esterne, ma è originata da una serie di fluttuazioni interne al
In questo caso si dice che il processo è “sotto controllo
processo (dette cause ordinarie).
statistico”, ovvero si tratta di un processo prevedibile, che può essere descritto mediante
leggi statistiche. Oltre alle cause ordinarie, possono sussistere anche cause straordinarie di
variazione, le quali determinano grosse fluttuazioni nei dati, che non sono imputabili al
processo oggetto di analisi (es. scarsa esperienza e professionalità del personale, utilizzo
di metodologie produttive non appropriate). In tal caso il processo ha un andamento
imprevedibile, per cui si parlerà di processo “fuori controllo statistico”. L’analista deve
innanzitutto identificare se tali cause straordinarie determinano un peggioramento del
prodotto, e quindi eliminarle, o un miglioramento della qualità. In tal caso il processo deve
essere modificato in modo che le incorpori al suo interno. Se le cause ordinarie possono
essere ridotte modificando il processo stesso, quelle straordinarie possono essere corrette
anche senza modificare il processo. La struttura della carta di controllo prevede la fissazione
di due limiti: uno inferiore e uno superiore, che si collocano a ± 3 scarti quadratici medi dalla
misura statistica di interesse che può essere la media, la proporzione, il range.
Figura 7 - esempi di carte di controllo
Il riquadro A rappresenta un processo sotto controllo; il riquadro B, invece, presenta due
cause straordinarie di variazione, quindi è fuori controllo statistico; infine il riquadro C,
presenta un trend. Il trend si verifica quando:
- Si presentano 8 valori consecutivi al di sotto o al di sopra del valore centrale;
- Si individuano 8 valori consecutivi crescenti o decrescenti
o “carte di Shewhart”,
Le carte di controllo, si classificano in:
- carta P, che indaga sulle proporzioni di un fenomeno;
- carta R, che indaga sul range;
̅
- carta , che indaga sulla media.
La carta P individua i limiti inferiori e superiori mediante la seguente formula:
̅ (1−̅ )
= ̅ + 3√ LIMITE SUPERIORE
̅
̅ (1−̅ )
= ̅ − 3√ LIMITE INFERIORE
̅
∑
=1
̅ ̅ =
- rappresenta la proporzione media dei pezzi difettosi
∑
=1 è l’ampiezza
dove è il numero dei pezzi difettosi nel sottogruppo i, mentre
campionaria del sottogruppo i;
∑
l’ampiezza media dei sottogruppi
=1
̅ ̅ =
-
dove k è il numero dei sottogruppi considerati.
La carta di controllo sul range del processo e la carta di controllo per la media sono utilizzate
per dati quantitativi, infatti sono dette carta di controllo per variabili. Affinché un processo
considerato “sotto controllo” è necessario che entrambe le carte non
possa essere
presentino valori esterni ai limiti di controllo.
permette di effettuare un’analisi preliminare delle cause di variabilità.
La carta R Occorre
stimare il range medio e lo scarto quadratico medio del range. I limiti di controllo dipendono
da due fattori:
- Il fattore d2, che rappresenta la relazione fra lo scarto quadratico medio e il range nel
caso di ampiezze campionarie variabili;
- il fattore d3, che rappresenta la relazione tra lo scarto quadratico medio e lo standard
error del range nel caso di campioni di ampiezza variabile.
k
∑ R d3 d3
̅ i ̅ ̅
i=1 ̅ ̅
R = UCL = R + 3R UCL = R − 3R
k d2
d2
Dove:
- è il range di n osservazioni del sottogruppo i;
- k è il numero di sottogruppi di ampiezza n.
I calcoli possono essere semplificati con l’introduzione dei fattori D3 e D4 che equivalgono
a: D3=1 - 3(d3/d2) D4=1 + 3(d3/d2)
Quindi la formula finale sarebbe: D4*̅ ̅
UCL = LCL= D3*
Una volta appurato che il processo è “sotto controllo” dal punto di vista della Carta R, è
possibile passare alla valutazione del processo dal punto di vista della media, attraverso
̅
l’analisi
della carta . ̅ ̅
R R
̿ ̿
UCL = X +3 LCL = X +3
d2√n d2√n
dove: ̅
∑
̿ ̿
=1
=
- è la media delle medie relativa ai sottogruppi
̅ è la media campionaria delle n osservazioni nel sottogruppo i
k è il numero dei sottogruppi.
k
∑ R
̅ i
i=1
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Controllo statistico della qualità
-
Sviluppo sistema controllo qualità per motoveicoli
-
Sintesi programmazione e controllo della produzione
-
Corso di formazione sul controllo statistico di processo