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lavoro 50 ricavi di vendita 480 entrate 480

ammortamento 100 uscite 50

rimanenze iniziali 180 ∆ liquidità 430

TOT 330 liquidità iniziale 770

utile 150 liquidità finale 1200

TOT PAREGGIO 480

! S.P. 31/12/T1!

cassa 1200 capitale sociale 1000

impianti ø utile T0 50

rimanenze ø

TOT ATTIVITA’ 1200 TOT PASSIVO 1050

utile 150

TOT PAREGGIO 1200

!

TAVOLA DI VARIAZIONE DEL PATRIMONIO NETTO!

CAPITALE RISERVE RISULTATO VALORI FINALI

SOCIALE D’ESERCIZIO

VALORI INIZIALI 1000 50

DESTINAZIONE 50 -50

UTILE A RISERVA

UTILE T1 150 150

VALORI FINALI 1000 50 150 1200

P.N. VALORI INIZIALI 1050!

P.N. VALORI FINALI 1200!

DINAMICA REDDITUALE 150!

N.B.: nota integrativa T0=T1, rendiconto finanziario T0=T1!

Le rimanenze finali vanno nel C.E. (rettifiche dei costi)!

Le rimanenze iniziali vanno nel C.E. (costi)!

!

PERIODO AMMINISTRATIVO E PERIODO DI ESERCIZIO!

Come e quando si misura l’economicità?!

Le operazioni di gestione sono svolte in modo continuativo e sono tra loro strettamente collegate

da un punto di vista spaziale e temporale per questo si dice che la gestione è unitaria lungo tutta la

vita dell’impresa.!

Esiste un’esigenza di misurazione periodica ai fini della valutazione dell’economicità, quindi v è la

necessità di “spezzare” la continuità delle operazioni di gestione, che sono:!

-operazioni concluse a fine periodo amministrativo!

-operazioni in corso a fine periodo amministrativo!

Per periodo amministrativo si intendono 12 mesi.!

Il reddito viene considerato strumento di misura dell’economicità.!

Reddito globale si riferisce all’intera vita dell’impresa, reddito di esercizio(o periodo) si riferisce a

periodi limitati della vita dell’impresa.!

ESERCIZIO!

DATI!

banca iniziale= 1000!

acquisti = 10(quantità) x 30 (prezzo) =300!

vendite = 10(quantità) x 80 (prezzo) =800!

impianto = 200!

lavoro = 100!

Tutti i dati sono valori riferiti all’intera vita (due anni) dell’impresa, per i singoli periodi (anno 1,2)

abbiamo:!

ANNO 1!

banca iniziale = 1000 (apporto del socio)!

acquisti = 10 x 30 = 300!

vendita = 4 x 80 = 320!

impianto = 200!

lavoro = 50!

ANNO 2 !

lavoro = 50!

vendita = 6 x 80 = 480!

Spezzando la vita dell’impresa tra anno 1 e anno 2 ci sono processi in corso (es: nell’anno 1

acquisto 10 ma vendo 4) quindi il ciclo vendita si conclude nell’anno 2. Nell’anno 1 devo calcolare

le rimanenze, devo calcolare l’ammortamento dell’impresa su due periodi: nell’anno 1 è 70

nell’anno 2 è 130.!

FOCUS SULLA DETERMINAZIONE DEL MAGAZZINO FINALE: vien valutato in base al costo di

acquisto (secondo il legislatore), nell’anno 1 acquisto 10 unità e ne vendo 4; quindi le rimanenze

finali sono 6 unità, che le moltiplico per il prezzo di acquisto (=180)!

nell’anno 2: rimanenze totali 6!

acquisti ø!

vendita 6!

rimanenze 0!

REDDITO GLOBALE E DINAMICA MONETARIA!

-costruisco il bilancio dell’intera vita dell’impresa!

dinamica reddituale: C.E. dinamica monetaria: R.F. !

acquisti 300 vendita 800 entrate 800

impianto 200 uscite -600

lavoro 100 ∆ liquidità 200

UTILE GLOBALE 200 banca iniziale 1000

banca finale 1200

TOT PAREGGIO 800!

! S.P. !

banca 1200 capitale sociale 1000

utile 200

Su periodi lunghi, in particolare sull’intera vita dell’impresa, la sommatoria degli utili e perdite è

analoga alle variazioni di liquidità; teoricamente quindi la dimensione reddituale è uguale alla

dimensione monetaria quando si considera l’intera vita dell’impresa.!

!

!

ANNO 1! C.E 31/1/T1 R.F. 31/12/T1!

acquisti 300 vendite 320 entrate 320

lavoro 50 rimanenze finali 180 uscite (acquisti, lavoro, -550

impianto)

ammortamento 70 ∆ liquidità -230

TOT 420 TOT 500 valori iniziali 1000

UTILE 80 valori finali 770

TOT PAREGGIO 500 (tot + utile)!

! S.P.!

banca 770 capitale sociale 1000

impianto netto 130 utile 80

rimanenze 180

TOT 1080 TOT 1080

Nel breve periodo non c’è uguaglianza tra dinamica reddituale e finanziaria.!

ANNO 2! C.E 31/1/T2 R.F. 31/12/T2!

rimanenze iniziali 180 vendite 480 entrate 480

lavoro 50 uscite -50

ammortamento 130 ∆ liquidità 430

TOT 360 TOT 480 valori iniziali 770

UTILE 120 valori finali 1200

TOT PAREGGIO 480 (tot + utile)!

utile T1 + utile T2 = 80 + 120 = 200!

liquidità T1 + ∆ liquidità T2= -230 + 430 = 200!

∆ S.P. 31/1/T2 !

banca 1200 capitale sociale 1000

utile T1 80

TOT 1080

utile T2 120

TOT PAREGGIO 1200

!

Nell’intera vita dell’impresa il reddito globale è uguale alla variazione di liquidità globale.!

Nei periodi inferiori alla vita dell’impresa il reddito di esercizio è diverso dalla variazione di liquidità

ma ∑ reddito di esercizio = ∑ variazione di liquidità, lungo l’intera vita dell’impresa. !

LEZIONE 5!

DIFFERENZA TRA PERIODO AMMINISTRATIVO E ESERCIZIO!

Il periodo amministrativo è un concetto temporale mentre esercizio è un concetto economico.!

La gestione è unitaria perchè le operazioni si svolgono in modo continuativo ma vi è l’esigenza di

misurazione periodica della dinamica economica e finanziaria dell’impresa.!

PRINCIPIO DI COMPETENZA!

Permette di coniugare il fatto che la gestione è unitaria ma che le misurazioni sono periodiche.

Avviene una ripartizione dei costi e dei ricavi su diversi periodi della vita dell’impresa.!

Nel periodo 1 avremo costi e ricavi relativi (o di competenza) del periodo 1; nel periodo 2 considero

solo costi e ricavi del periodo 2.!

COMPETENZA TEMPORALE: si basa su un concetto di tempo inteso come tempo fisico (il

trascorrere del tempo), costi e ricavi vengono ripartiti in funzione della manifestazione

dell’operazione, indipendentemente da legami economici che l’operazione ha tra un periodo e

l’altro. In contabilità le operazioni vengono rilevate in ordine cronologico cioè al momento della loro

manifestazione. !

LA COMPETENZA ECONOMICA: si basa su un concetto di tempo economico, significa che costi e

ricavi sono correlati tra loro cioè vengono ripartiti in funzione degli impatti economici tra più periodi

diversi, indipendentemente dalla manifestazione numeraria (=registrazione in contabilità)

dell’operazione. Quando si parla di competenza economica si parla di esercizio quindi il bilancio si

riferisce a 12 mesi, in particolare agli impatti economici che avvengono nei 12 mesi. Da periodo

amministrativo si passa a un concetto di esercizio; a fine periodo amministrativo inizio ad applicare

il principio della competenza economica, ci sono una serie di operazioni(di integrazione e rinvio)

per arrivare alla costruzione delle tavole di C.E. e S.P.!

ESEMPIO !

operazione: 1/10/T pagamento premio assicurazione annuale 1800€!

costo per assicurazione @ banca 1800

31/12 Tutti i costi e ricavi rilevati in ordine cronologico in base alla manifestazione numeraria delle

operazioni sono di competenza economica dell’anno?!

Si passa dal periodo amministrativo al periodo di esercizio:!

31/12 ASSICURAZIONE !

1800 rettifica di costo che è

rinviata all’anno T+1

-1350

SALDO 450

1/10/T 31/12 30/09/T1!

—/————450€—————/——1350€———/—>!

450€ il metto nell’anno T perchè sono pagati nell’anno T ma dal punto di vista della competenza

economica devo “spezzare” i 1800€: 1800€:12 mesi=150€; per cui calcolo 150x3=450 per quanto

riguarda l’anno T e 1350 nel C.E. dell’anno T1, anche se la manifestazione numeraria è avvenuta

nell’annp T(significa applicare il principio di competenza economica).!

PERIODO AMMINISTRATIVO: è un concetto temporale, è l’intervallo di tempo a cui il bilancio fa

riferimento; dopo aver rilevato le operazioni in ordine cronologico sino al 31/12 in base alla loro

manifestazione numeraria, prima di costruire il C.E. dobbiamo porci la domanda: quali sono i valori

che economicamente vengono attribuiti al periodo amministrativo? Rispondendo avviene il

passaggio da periodo amministrativo ad esercizio: da competenza temporale a competenza

economica. Questo passaggio comporta la valorizzazione quindi dei processi non conclusi al

31/12. Le operazioni contabili per passare da periodo amministrativo a esercizio vengono rilevate

al 31/12, prima della rilevazione del C.E. e ci sono due tipi di operazioni:!

- operazione di integrazione di costi e ricavi;!

- operazione di rinvio di costi e ricavi.!

Permettono di arrivare a costi e ricavi di esercizio da inserire in C.E.; contrapponendo costi e ricavi

di competenza dell’esercizio trovo il reddito di esercizio (saldo del C.E.).!

!

ESEMPIO OPERAZIONI DI RINVIO!

operazione: incasso di affitto attivo annuale in data 1/11/T per 1200 (operazione a cavallo d’anno)!

il pagamento avviene in modo anticipato (all’inizio del periodo)!

Dal punto di vista del periodo amministrativo avremo:!

1/11/T CASSA @ RICAVI FISSI 1200

ATTIVO

1/11————200————31/12—————1000———1/11/T1!

200 sono di competenza dell’anno T!

1000 sono di competenza ell’anno T1!

Competenza economica:!

AFFITTI ATTIVI!

1000 1200

SALDO 1200

ESEMPIO DI OPERAZIONE DI INTEGRAZIONE!

operazione: rilevazione di interessi attivi relativi a titoli di stato per 400, cedola quadrimestrale (gli

interessi vengono pagati ogni 4 mesi), pagamento posticipato(viene pagato alla fine dei 4 mesi) in

data 1/2/T1.!

Costruisco bilancio anno T(è l’obiettivo):!

1/10/T————300———31/12———100———1/2/T1!

aspetto monetario +400!

1/2/T1 cassa @ interessi attivi 400

31/12 operazioni di integrazione ricavi di competenza a C.E. per 300!

PERIODO AMMINISTRATIVO: CARATTERISTICHE:!

1) LUNGHEZZA DEL PERIODO:!

a. 12 mesi: -periodo base di riferimento!

-periodo legislativo!

-periodo per il bilancio di esercizio!

b. periodo inferiore a 12 mesi: -per esigenza di controlli interni!

-per esigenza di comunicazione esterna(relazione trimestrale e

semestrale per le società quotate; a fronte di particolari eventi come inizio e fine della vita

dell’impresa; operazioni straordinarie (fusioni, scissioni..)!

2) INDIVIDUARE IL MOMENTO DI INIZIO E FINE DEL PERIODO:!

-considerando i 12 mesi, non sempre il periodo amministrativo coincide con l’anno

solare(decisione in funzione del momento in cui i processi produttivi in corso (a fine periodo)

prescelto sono minimi; questo per ridurre il più possibile le operazioni di valutazione di costi e ricavi

che impattano su più periodi amministrativi; in Italia la maggior parte delle imprese chiude a un

periodo che va da 1/1 a 31/12; alcune imprese hanno date diverse (coin e imprese di

abbigliamento chiudono al 31/1 o al 28/2; imprese vitivinicole chiudono al 30/6).!

La scelta del periodo amministrativo dipende dal tipo di attività economica svolta.!

PASSAGGIO ALL’ESERCIZIO!

1/1/T apertura dei valori di S.P.!

anno T: periodo amministrativo di rilevazione delle operazioni in contabilità generale!

31/12 operazioni di integrazione e rinvio, chiusura valori e S.P. e C.E. anno T!

Devo individuare e aggregare i valori relativi a tutte le operazioni che economicamente sono

riconducibili al periodo amministrativo T, indipendentemente dal periodo temporale di una

rilevaizone.!

N° DELLE MOMENTO DI EFFETTO ESEMPIO

OPERAZIONI RILEVAZIONE ECONOMICO

1 T T -acquisto e utilizzo di materie prime !

-rilevazione costo del lavoro!

-costi per servizi

2 T T1 -materie prime acquistate ma non utilizzate!

-impianto acquistati ma utilizzati in T1

3 T T,T1 -affitti!

-premi assicurazione

4 T1 T -interessi attivi e passivi di c/c bancario

5 T1 T1,T -interessi attivi su cedole con pagamento posticipato

6 T-1 T-1,T e periodi -impianti disponibili e utilizzati negli anni successivi

successivi

DEFINIZIONE DI ESERCIZIO!

a. L’esercizio è definito come unità economica relativa; per unità si fa riferimento al sistema di

operazioni economicamente correlate, cioè dal C.E. vi sono costi e ricavi di competenza

dell’esercizio che sono correlati tra loro (es: se nell’anno T acquisto un impianto per 1000 e ho

dei ricavi per 100 il costo correlato ai ricavi di utilizzo dell’impianto è l’ammortamento di 50).!

b. Economica significa valorizzare gli effetti economici della gestione (e non monetari)!

c. Relativa: considera un periodo temporale limitato rispetto all’intera vita dell’impresa; si

determina quindi il risultato di esercizio che è il risultato prodotto dal periodo amministrativo di

12 mesi.!

REDDITO DI ESERCIZIO ≠ REDDITO GLOBALE! LEZIONE 6!

Il periodo amministrativo si basa su un concetto di competenza temporale, per costruire C.E. e S.P.

si passa alla competenza economica.!

Al 13/12 introduco delle operazioni di integrazione e operazioni di rinvio; considerando il

criterio della competenza economica.!

A) Quali valori generano tali operazioni?!

B) Cosa sono queste operazioni? Come si rilevano in contabilità generale?!

A)QUALI VALORI GENERANO!

OPERAZIONE COMPETENZA OPERAZIONI DI COMPETENZA

TEMPORALE INTEGRAZIONE O ECONOMICA

RINVIO (31/12)

acquisto di materie prime 1500 rinvio per rimanenze rimanenze finali 600

1/4 finali

acquisto di impianti 10/5 10000 rinvio valore netto contabile

(=ammortamento) 8000

costo lavoro 30/7 2000 integrazione svalutazione crediti 300

ricavi(crediti) 1/9 5000 rinvio valore netto 4700

C.E.!

acquisti 1500 rimanenze finali 600

ammortamento 2000 ricavi 5000

lavoro 2000

TFR 200

svalutazione crediti 300

1 QUANTITA’ ECONOMICHE CERTE!

-derivano da un processo di misurazione oggettiva!

-valori oggettivi!

-aderenti alla realtà!

-si riferiscono ad operazioni rilevate durante il periodo amministrativo!

2 QUANTITA’ ECONOMICHE STIMATE!

-derivano da una misurazione soggettiva!

-sono valori soggettivi!

-valori che approssimano la realtà!

-valori generalmente verificabili in futuro!

-si riferiscono ad operazioni rilevate a fine periodo amministrativo!

-al 31/12 si stimano e nell’anno successivo si possono verificare!

3 QUANTITA’ ECONOMICHE CONGETTURATE!

-quantità economica che deriva da una valutazione che si avvicina alla realtà ma non può essere

misurata!

-derivano da una misurazione soggettiva, basata su ipotesi gestionali future, date le condizioni

produttive del presente!

-valori soggettivi!

-valori per i quali si cerca una congruenza con la realtà!

-derivano da operazioni di scissione del valore del bene nel tempo (l’impianto da 1000 lo scindo in

quote da 200 l’anno)!

-si riferiscono ad operazioni rilevate a fine periodo amministrativo!

Il reddito di esercizio è un valore economico congetturato perchè contiene delle quantità

economiche congetturate.!

Il suo valore è una rappresentazione soggettiva ma fedele della situazione economica

dell’impresa.!

!

B)COSA SONO E COME SI RILEVANO LE OPERAZIONI DI INTEGRAZIONE E RINVIO!

OPERAZIONI DI INTEGRAZIONE: comportano la rilevazione di costi e ricavi di competenza

dell’esercizio, la cui manifestazione numeraria non si è però ancora verificata a fine periodo

amministrativo; il pagamento/incasso è posticipato.!

OPERAZIONI DI RINVIO: rideterminazione dei costi e ricavi di competenza futura, la cui

manifestazione numeraria è già avvenuta nel corso del periodo amministrativo; il pagamento è

anticipato.!

REGOLE DI RILEVAZIONE DELLE OPERAZIONI DI INTEGRAZIONE E RINVIO!

1) data di rilevazione 31/12!

2) in partita doppia muovo un conto di C.E. e uno di S.P.!

TIPOLOGIE DI INTEGRAZIONE!

1.!

Ratei attivi (S.P. )!

Ratei passivi (S.P. )!

Valori di S.P. a cui corrispondono ricavi (ratei attivi) e costi (ratei passivi) di competenza

dell’esercizio con manifestazione numeraria posticipata rispetto alla chiusura del periodo

amministrativo.! C.E. S.P.!

integrazione di costi 400 integrazione di ricavi 300 ratei attivi 300 ratei passivi 400

es: In data 1/2 si incassano interessi attivi posticipati quadrimestrali (il quadr. inizia il 1/10)!

(400/4)*3=300 (quest’anno) e 100 nella scrittura dell’anno prossimo!

31/12!

rateo attivo @ interessi attivi 300

es: In data 1/3 si pagano interessi passivi posticipati semestrali per 600!

1/9—>1/12 400 integrazione! 31/12!

interessi passivi @ ratei passivi 400

2.!

Fondi rischi futuri (S.P. )!

Fondi spese future (S.P. )!

Sono valori di stato patrimoniale che accolgono costi di competenza dell’esercizio presente e

passato relativi a rischi o spese futuri/e.!

Il costo di competenza si chiama accantonamento al fondo; questo accantonamento corrisponde

ad un costo di competenza dell’esercizio, ha la funzione di non far ricadere quote di costo di

competenza di esercizi precedenti sul C.E. di esercizi futuri.!

es: Fondo manutenzione impianti:!

anno 1 anno 2 anno 3

utilizzo impianto utilizzo impianto utilizzo impianto

quota costo manutenzione quota costo manutenzione quota costo manutenzione

Nel fondo manutenzione (spese future) accoglie la sommatoria delle quote di costo di

manutenzione di ogni anno, il fondo manutenzione si forma anno per anno dalla sommatoria degli

accantonamenti (quote di costo di competenza) rilevate al 31/12.!

anno 1 accantonamento a fondo @ fondo manutenzione (S.P. ) 100

manutenzione (C.E. )

anno 2 accantonamento a fondo @ fondo manutenzione (S.P. ) 150

manutenzione (C.E. )

anno 3 accantonamento a fondo @ fondo manutenzione (S.P. ) 50

manutenzione (C.E. )

anno 1 C.E. S.P.

accantonamento a fondo fondo manutenzione 100

manutenzione 100

anno 2 C.E. S.P.!

accantonamento a fondo fondo manutenzione 250!

manutenzione 150 (=100+150)

anno 3 C.E. S.P.!

accantonamento a fondo fondo manutenzione 300!

manutenzione 50 (=250+50)

anno 4 Pagamento dei servizi di manutenzione dell’impianto per 300 euro in data 1/10!

1/10!

fondo manutenzione @ banca 300

S.P.!

fondo manutenzione ø

3. !

Trattamento di Fine Rapporto (TFR)!

TFR a C.E. (quota di competenza dell’esercizio)!

debito TFR a S.P. (sommatoria delle quote di TFR rilevate in ogni esercizio)!

E’ la quota di competenza dell’esercizio, relativa alla remunerazione differita a favore dei lavoratori;

la remunerazione complessiva si chiama debito TFR.!

anno 1 anno 2 anno 3

C.E. quota TFR 100 C.E. quota TFR 200 C.E. quota TFR 250

S.P. debito TFR 100 S.P. debito TFR 300 S.P. debito TFR 550

anno 1 31/12!

quota TFR @ debito TFR 100

!

!

anno 2 31/12!

quota TFR @ debito TFR 200

anno 3 !

quota TFR @ debito TFR 250

anno 1 C.E. S.P.!

quota TFR 100 debito TFR 100

anno 2 C.E. S.P.!

quota TFR 200 debito TFR 300

anno 3 C.E. S.P.!

quota TFR 250 debito TFR 550

anno 4 Pagamento del debito TFR per 550 il 1/1!

1/1!

debito TFR @ banca 550

S.P.!

debito TFR 550

550

4.!

Fatture da ricevere (S.P. ) corrispondono all’operazione di acquisto!

Fatture da emettere (S.P. ) corrispondono all’operazione di vendita!

Sono valori di S.P. e si riferiscono a scambi commerciali già effettuati per i quali però manca, a fine

periodo amministrativo, momentaneamente la documentazione necessaria per la rilevazione in

contabilità.! 31/12!

acquisti @ fatture da ricevere per 1000

1000

31/12!

fatture da emettere @ vendite prodotti finiti 500

C.E. S.P.! LEZIONE 7!

5.!

LE IMPOSTE!

Con la rilevazione delle imposte si integrano a C.E. costi di competenza che hanno manifestazione

numeraria futura.!

IMPOSTE —> C.E.!

DEBITI TRIBUTARI —> S.P.! 31/12!

imposte @ debiti tributari 800

C.E. S.P.!

!

imposte 800 debiti tributari 800

!

TIPOLOGIE DI RINVIO!

1.!

RISCONTI ATTIVI —> S.P.!

RISCONTI PASSIVI —> S.P.!

I risconti sono valori di S.P. a cui corrispondono costi (risconti attivi) o ricavi (risconti passivi) da

rinviare ad esercizi futuri perchè di competenza futura, pur essendosi già manifestata la

dimensione numeraria. Si riferiscono a operazioni già rilevate in contabilità generale in base alla

competenza temporale (=il pagamento è stato anticipato).!

Ai risconti attivi corrispondono rettifiche di costi (C.E. )!

Ai risconti passivi corrispondono rettifiche di ricavi (C.E. )!

ESEMPIO: !

1/9 pagamento anticipato di un premio di assicurazione annuale per 1800!

N.B. il pagamento anticipato è un operazione di rinvio perchè dura anche l’anno successivo, copre

4 mesi dell’anno T e 8 dell’anno T+1! 1/9!

premio assicurativo @ c/c bancario 1800

PREMIO ASSICURAZIONE(C.E. ) BANCA (S.P. )!

1800 1800

1200

S=600 31/12!

risconti attivi @ premio di assicurazione 1200

RISCONTI ATTIVI S.P.

1200

C.E. S.P.!

premio assicurativo 600 risconto attivo 1200

ESEMPIO:!

1/11 incasso affitto attivo per 600 semestrale, pagamento anticipato!

1/11!

cassa @ fitti attivi 600

CASSA (S.P. ) FITTI ATTIVI (C.E. )!

600 600

400 S=200

!

S=saldo=ricavo di competenza! 31/12!

fitti attivi @ risconto passivo 400

RISCONTI PASSIVI! 400

C.E. S.P.!

fitti attivi 200 risconti passivi 400

2.!

AMMORTAMENTO!

Quota di ammortamento (C.E. )!

Fondo di ammortamento (S.P. )!

Il fondo di ammortamento è dato dalla sommatoria delle quote di ammortamento rilevate ogni anno

sino al termine della vita del bene (immobilizzazione materiale o immobilizzazione immateriale).!

Individua quote di costo di competenza dell’esercizio rappresentative della partecipazione di

immobilizzazione materiale e immobilizzazione immateriale alla formazione del risultato di

esercizio. L’ammontare in % viene applicato sul saldo del mastrino del bene al costo storico.!

ESEMPIO:!

costo di acquisto (=costo storico) per 900!

durata economica(=vita utile) pari a 3 anni!

VALORE NETTO CONTABILE = costo storico - fondo ammortamento!

quote di ammortamento costanti (ogni anno la quota di ammortamento è 300(=900/3)!

anno 1 anno 2 anno 3

quota ammortamento 300 quota ammortamento 300 quota ammortamento 300

fondo ammortamento 300 fondo ammortamento 600 fondo ammortamento 900

valore netto contabile 600 valore netto contabile 300 valore netto contabile 0

(=900-300) (=900-600) (=900-900)

31/12!

quota di ammortamento @ fondo ammortamento 300

C.E.1 S.P.1!

ammortamento 300 impianto 900 fondo ammortamento

300

C.E.2 S.P.2!

ammortamento 300 impianto 900 fondo ammortamento

600

C.E.3 S.P.3!

ammortamento 300 impianto 900 fondo ammortamento

900

!

IMMOBILIZZAZIONE!

E’ un bene a fecondità ripetuta o è definito come costo pluriennale, sono investimenti e come tali

vanno tra le attività di S.P., sono di tre tipi:!

1) immobilizzazioni immateriali (licenze, brevetti) —> ammortamento!

2) immobilizzazioni materiali (impianti, macchinari..) —> ammortamento!

3) immobilizzazioni finanziarie (titoli, partecipazioni) —> no ammortamento!

!

3.!

RIMANENZE FINALI!

C.E. (rettifica di costi)!

S.P. (attività)!

Le rimanenze sono grandezze comuni a due esercizi, con la rilevazione di rimanenze finali si

rinvian al futuro costi legati a materie acquistate nell’esercizio, ma non utilizzate nell’esercizio.!

Le rimanenze sono costi di acquisto per quantità al 31/12!

31/12!

rimanenze finali S.P. @ rimanenze iniziali C.E. 1000

C.E. S.P.!

rimanenze finali 1000 rimanenze iniziali 1000

Le rimanenze iniziali vanno a C.E. e sono dei costi.!

C.E. 1!

rimanenze finali 1000

4.!

SVALUTAZIONE CREDITI!

svalutazione crediti C.E. !

fondo svalutazione crediti S.P.!

Individua quote di costo di competenza dell’esercizio legate al probabile mancato incasso di crediti

sorti nell’esercizio. Il fondo svalutazione ha la funzione di evitare che i costi di competenza

dell’esercizio ricadano su esercizi futuri ed è dato dalla sommatoria di quote di svalutazione credito

rilevate ogni anno a C.E.!

Il valore netto dei crediti = crediti nominali - fondo svalutazione crediti!

La percentuale di svalutazione viene calcolata sul saldo del mastrino crediiti.!

ESEMPIO:!

1/9 vendita con pagamento dilazionato a 30 giorni!

CREDITI!

(1/9) 900 900 (1/10)

(10/9) 300

(13/11) 500 S=800 1/9!

crediti (S.P. ) @ prodotti c/vendite (C.E. ) 900

1/10!

cassa @ crediti (S.P. ) 900

31/12!

svalutazione crediti @ fondo svalutazione 300

crediti

C.E. S.P.!

svalutazione crediti 300 crediti nominali fondo svalutazione

crediti 300

ANNO 2! 31/12!

svalutazione crediti @ fondo svalutazione 200

crediti

! C.E. S.P.!

svalutazione crediti 200 crediti nominali fondo svalutazione

creditii 500 (=200+300)

crediti nominali 1000!

crediti valore netto 700!

ESEMPIO: FUNZIONAMENTO FONDO SVALUTAZIONE CREDITI!

anno 1: crediti per 1000!

svalutazione crediti per 100! 31/12/T1!

svalutazione crediti @ fondo svalutazione 100

crediti

S.P.!

crediti 1000 fondo svalutazione

crediti 100

anno 2: incasso crediti!

a) per 1000!

b) per 900!

c) per 800!

a) 1/3!

cassa @ crediti 1000

b) 1/3!

@ crediti 1000

cassa 900

fondo svalutazione 1000

crediti

c) 1/3!

@ crediti 1000

cassa 800

fondo svalutazione 100

crediti

perdita su crediti 100

5.!

SVALUTAZIONE INVESTIMENTI FINANZIARI!

Svalutazione investimenti finanziari C.E. !

Fondo svalutazione investimenti finanziari S.P.!

Quote di costo di competenza dell’esercizio legate al minor valore rispetto al costo storico e di

acquisti dell’investimento finanziario!

ESEMPIO:!

1/9 acquisto titoli per 1500!

31/12 svalutazione titoli per 500! 1/9!

titoli @ banca 1500

TITOLI BANCA!

1500 1500

I titoli sono investimenti finanziari (S.P. )!

!

a) 31/12!

svalutazione titoli @ fondo svalutazione titoli 500

OPPURE!

b) 31/12!

svalutazione titoli @ titoli 500

!

a) SVALUTAZIONE TITOLI FONDO SVALUTAZIONE TITOLI!

500 500

C.E. S.P.!

svalutazione titoli 500 titoli valore nominale 500 fondo svalutazione titoli

500

Quanto vale il patrimonio in titoli? 1500 - 500 = 1000!

b) SVALUTAZIONE TITOLI TITOLI!

500 500 (31/12)

500 (1/9) S=100

C.E. S.P.!

svalutazione titoli 500 titoli valore netto 1000

6.!

SVALUTAZIONE DI COSTI!

Incrementi lavori in corso (C.E. , rettifica di costi)!

Costruzioni in economia(o costruzioni interne) S.P. !

Se la costruzione è terminata avremo impianti, macchinari..!

Si indiivduano costi da rinviare al futuro perchè di competenza futura, iscrivendoli a S.P.

l’operazione si riferisce a costruzioni interne che verranno ammortizzate una volta pronte all’uso.!

ESEMPIO:!

Costruizione in economia di un impianto!

costo del lavoro 50!

costo di energia 100!

servizi di consulenza 50!

C.E. S.P.!

costi di esercizio incrementi per lavori in costruzione in economia

corso 200 oppure, se

terminato, impianto 200

lavoro 50

costo di energia 100

servizi di consulenza 50 31/12!

costruzioni in economia @ incrementi lavori in corso 200

Oppure se la costruzione è terminata:! 31/12!

impianto @ incremento lavori in 200

corso

L’impianto in T1 verrà ammortizzato.!

!

OPERAZIONI DI INTEGRAZIONE E RINVIO!

MODALITA’ DI CONTABILIZZAZIONE:!

1. MODALITA’ DIRETTA!

La rettifica, integrazione di costi e ricavi avviene nello stesso conto del valore originario, quindi a

C.E. avremo un unico valore: il valore di C.E. in termini di contenuto è misto.!

2. MODALITA’ INDIRETTA !

La rettifica/integrazione di costi e ricavi avviene in un conto nuovo; a C.E. vi sono due valori o conti

diversi e quindi ciascun valore mantiene la propria individualità in termine di contenuto.!

ESEMPIO MODALITA’ DIRETTA:!

INTERESSI PASSIVI RATEO PASSIVO!

1/6 200 300 31/12

1/11 300

31/12 300 S=800

C.E. S.P.!

interessi passivi 800 rateo passivo 300

ESEMPIO MODALITA’ INDIRETTA:!

Rilevazione del costo del lavoro con riferimento al TFR al 31/12!

TFR (C.E. ) DEBITO TFR (S.P. )!

200 200

C.E. S.P.!

costo del lavoro 1000 debito TFR 200

TFR 200

TOT COSTO LAVORO

1200

LA DETERMINAZIONE DEL REDDITO DI ESERCIZIO E DEL RELATIVO CAPITALE DI

FUNZIONAMENTO!

Si determinando il reddito di esercizio e il relativo capitale di funzionamento perchè le valutazioni di

bilancio vengono effettuale ipotizzando l’impresa in funzionamento!

REDDITO E CAPITALE DI LIQUIDAZIONE: le valutazioni vengono effettuate considerando

l’impresa in liquidazione DIVERSO!

REDDITO DI ESERCIZIO E CAPITALE DI FUNZIONAMENTO = REDDITO E CAPITALE DI

LIQUIDAZIONE!

BILANCIO DI ESERCIZIO!

FASI OPERATIVE!

1/1 FASE 1: rilevazione delle operazioni di gestione in ordine cronologico !

rilevazione operazione in base all’aspettp numerario!

31/12 rilevazione operazione a libro giornale e a mastro!

31/12 IL PRIMO BILANCIO SI VERIFICA (FASE 2)!

la sintesi delle rilevazioni in contabilità generale è una tavola bilanciante, ha la finalità di verificare

la correttezza delle rilevazioni in termini formali!

31/12 COMPETENZA ECONOMICA (FASE 3)!

operazioni di integrazione e rinvio!

31/12 SECONDO BILANCIO DI VERIFICA (FASE 4)!

31/12 TAVOLE S.P. E C.E. (FASE 5)!

S.P.: valori rappresentativi dei processi in corso:!

-valori numerari!

-valori finanziari!

-valori patrimoniali!

C.E.: di competenza dell’esercizio, valori economici di esercizio!

FASE 1! 1/1!

azionista c/sottoscrizione @ capitale sociale 700

1/1!

banca @ azionista c/sottoscrizione 700

10/2!

acquisti @ fornitori 100

12/3!

impianti @ fornitori 500

10/4!

fornitori @ banca 80

30/5!

fornitori @ banca 250

15/11!

clienti @ vendite 120

15/11!

cassa @ clienti 100

30/11!

costo lavoro @ banca 50

1/12!

costo assicurazioni @ banca 180

FASE 2 BILANCIO DI VERIFICA!

CONTI VALORI + VALORI - SALDO + SALDO -

capitale sociale 700 700

banca 700 560 140

acquisti 100 100

debiti vs fornitori 330 600 270

impianti 500 500

crediti vs clienti 120 100 20

vendite 120 120

cassa 100 100

costo lavoro 50 50

costo assicurazione 180 180

TOTALI 2080 2080 1090 1090

LEZIONE 9!

REGOLAMENTAZIONE CONTABILE!

L’obiettivo è studiare le disposizioni id legge legate alla formazione del bilancio di esercizio.!

1) Regole legate alla formazione del bilancio individuale (Codice Civile art. 2423 e seguenti)!

2) Regolamentazione contabile riguardo al bilancio consolidato (D.Leg.127/91) per i gruppi di

imprese, esiste solo in forma ordinaria!

3) Società finanziarie e banche (D.Leg. 87/1992 e i provvedinementi della banca d’italia)!

4) Società assicurative (D.Leg. 173/1997 e 209/2005 e i provvedimenti ISVAP)!

Le prime due valgono per tutte le imprese, la terza solo per le banche e la quarta solo per le

compagnie assicurative.!

Per tutte le società quotate in borsa vi è l’obbligo, dal 2005, di applicare i principi contabili

internazionali IAS/IFRS nella formazione del bilancio; l’obbligo deriva dal regolamento europeo del

2002. I principi contabili internazionali IAS/IFRS sono obbligatori per le imprese quotate sia per il

bilancio individuale che consolidato.!

In italia c’è stata una riforma del diritto societario col D.Leg. 3/2006.!

Ci sono bilanci individuali ordinari e bilanci individuali abbreviati per le società di piccole medie

dimensioni, dati da certi vincoli (non serve la nota di gestione). !

I principi sono facoltativi per le imprese non quotate.!

Gli IAS/IFRS sono di due tipi:!

-FULL IAS/IFRS: obbligatori per le imprese quotate!

-IAS/IFRS SME: per le piccole medie imprese, non sono obbligatori.!

Le imprese non quotate possono applicare entrambi ma non sono obbligatori.!

BILANCIO ORDINARIO DI ESERCIZIO!

La finalità del legislatore nel dettare le norme sul bilancio è la tutela di tutti i soggetti terzi con

interessi verso l’impresa. Per questo motivo il bilancio è definito come strumento informativo

principale sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria dell’impresa. Il legislatore

definisce gli aspetti giuridici fondamentalmente per la formazione del bilancio osservando la tutela

verso i terzi. !

NORMATIVA ITALIANA SUL BILANCIO!

La normativa italiana è così strutturata: prevede NORME GENERALI e NORME SPECIFICHE, le

norme si strutturano su tre livelli gerarchici più uno (i principi contabili nazionali, che sono

facoltativi).!

STRUTTURA NORMATIVA DEL BILANCIO!

I.CLAUSOLA GENERALE (2423 codice civile)!

S’intende l’obiettivo del bilancio e le linee guida per la sua formazione.!

II.PRINCIPI GENERALI DI REDAZIONE DEL BILANCIO (2423 codice civile)!

Regole applicative generali ma anche di indicazione di caratteristiche qualificative del bilancio.!

III.CRITERI DI RAPPRESENTAZIONE E DI VALUTAZIONE (2423, 2426 codice civile)!

Regole specifiche applicative.!

PRINCIPI CONTABILI NAZIONALI!

Han funzione integrativa al codice civile.!

Si parte da norme di carattere generale e si arriva a norme più specifiche!

art. 2427: nota integrativa!

art. 2428: relazione sulla gestione!

art. 2435 bis: bilancio in forma abbreviata!

PRINCIPI CONTABILI NAZIONALI!

Utili per la formazione del bilancio.!

1) Sono principi economico-ragionieristici da impiegare nella predisposizione del bilancio a

supporto delle scelte operative, sono l’insieme dei criteri, procedure, metodi e tecniche a

supporto della contabilizzazione delle operazioni, della valutazione delle singole voci del

bilancio e della rappresentazione nelle tabelle di sintesi.!

2) I soggetti che pubblicano i principi contabili sono soggetti nazionali o internazionali: !

SOGGETTI NAZIONALI SOGGETTI INTERNAZIONALI

Il consiglio nazionale dei dottori commercialisti e IASC, che aveva pubblicato 29 principi

ragionieri (CNDCR), il cui consiglio aveva pubblicato

20 principi contabili

MA MA

Oggi li pubblica l’OIC (Organismo Italiano di Oggi esiste lo IASB, che ha emesso nuovi principi e

Contabilità), che ha rivisto i 20 principi e ha rivisto i precedenti (i principi si chiamano IAS/IFRS)

pubblicato altri nuovi principi contabili e documenti ed ha pubblicato IAS/IFRS per le piccole medie

interpretativi imprese e sta gestendo un progetto di convergenza

col FASB (USA) per arrivare ad un unico corpus di

principi internazionali

3) Il ruolo assorto dai principi contabili del sistema legislativo è direttamente collegato al contesto

economico e giuridico di un paese, nei paesi civil law (come l’Italia) i principi contabili sono regole

operative coerenti con la legge ma han un ruolo subordinato alla legge, in particolare i principi

contabili assolvono le funzioni integrative e interpretative e supplettive rispetto alla legge. Nei paesi

common law (come l’Inghilterra) i principi contabili vengono considerati a pari livello della norma di

legge.!

CLAUSOLA GENERALE (I)!

2423/1!

Il bilancio vien predisposto dagli amministratori, che ne hanno la responsabilità. Il bilancio è

composto da SP, CE e nota integrativa; SP e CE sono in forma tabellare vincolata, la nota

integrativa ha una forma quali-quantitativa libera nel rispetto di un contenuto minimo, imposto dalla

legge. Questi tre elementi costituiscono il bilancio in senso stretto:!

a. SP!

b. CE!

c. nota integrativa!

d. RG (obbligatorio)!

e. relazione degli organi di controllo (obbligatorio)!

Il bilancio cosi formato (con a,b,c,d,e) prende il nome di bilancio in senso ampio.!

2423/2!

Parla della clausola generale (è un principio) di ordine superiore( il più importante): fa una

rappresentazione veritiera (a), corretta (b) e con chiarezza (c).!

2423/3!

Si ha l’obbligo si andare contro la legge per garantire la completezza informativa e soddisfare la

clausola generale.!

2423/4!

Vi è l’obbligo di non applicare la legge, quando in casi eccezionali si violerebbe la clausola

generale.!

Le rappresentazioni veritiera e corretta costituiscono l’obiettivo del bilancio.!

(a) RAPPRESENTAZIONE VERITIERA:!

S’intende la credibilità e la congruenza con la realtà; veritiero non significa vero per la presenza di

valori stimati e congetturati; veritiero significa ammettere discrezionalità tecnica delle valutazioni

ma non arbitrarie, significa avere le competenze tecniche necessarie in fare valutativa, significa

ottenere valori coerenti con la dinamica economica e la situazione aziendale presente e futura.!

LEZIONI 10-11!

(b) RAPPRESENTAZIONE CORRETTA:!

Richiama tre concetti e si realizza attraverso:!

1. Il rispetto della normativa e dei principi contabili;!

2. La comunicazione non sia deviante, ciò si realizza con comportamento in buona fede più

chiarezza espositiva;!

3. La correttezza in senso economico per evitare rappresentazioni false della situazione

economica, patrimoniale e finanziaria dell’impresa;!

(c) CHIAREZZA:!

E’ il principio giuda alla predisposizione del bilancio, significa porre i destinatari del bilancio in

condizione di comprendere da un punto di vista formale (rappresentanza dei valori) e da un punto

di vista sostanziale (processo di formazione dei valori) le modalità di formazione del reddito di

esercizio e del capitale di funzionamento nonchè le caratteristiche della situazione patrimoniale e

finanziaria dell’impresa. Ci sono 4 regole funzionali al raggiungimento e miglioramento della

chiarezza:!

1.il contenuto delle tavole di sintesi è rigido e imposto dal legislatore; !

2.nel bilancio vi è la distinzione obbligatoria tra valori ordinari (che derivan dalla gestione ordinaria)

e valori straordinari (che derivano da eventi straordinari);!

3.valutazione autonoma degli elementi (attivi e passivi, costi e ricavi) eterogenei, significa divieto di

compenso di partite (elementi di bilancio), ES: divieto di sommare utili e perdite, debiti e crediti,

non posso sommare costi e ricavi;!

4.inserimento di informazioni aggiuntive nelle tavole di sintesi.!

d) 2423/3 - COMPLETEZZA INFORMATIVA!

Per rispettare la clausola generale vi è un’obbligo di fornire informazioni aggiuntive relative alle

singole problematiche di ciascuna impresa. Dalla norma generale si passa alle problematiche

specifiche.!

ESEMPIO: in periodo di crisi si leggono spesso informazioni sulle scelte di ristrutturazione del

debito sui piani di rientro con le banche.!

e) 2423/4 !

Obbligo di non applicazione delle disposizioni di legge per garantire il rispetto della clausola

generale.!

1)casi eccezionali: questi casi non sono definiti in modo specifico, ma non è caso eccezionale

l’inflazione e la perdita di esercizio !

ESEMPIO: un terreno che da agricolo (1000) passa a terreno edificabile (2500) causa modifica del

piano per cui devo fare un adeguamento del valore rivalutando il terreno (∆1500);!

2)non devono essere applicati agli art. 2426 (tratta dei criteri di valutazione) per cui l’obbligo di

deroga si manifesta, son necessarie informazioni in nota integrativa e c’è un vincolo alle

destinazioni derivanti dagli utili derivanti dalla deroga.!

ESEMPIO: rivalutazione di un bene da ammortizzare per cui la rivalutazione deriva ad un caso

eccezionale, ho l’obbligo di deroga all’art. 2426 e devo dare informazioni in motivazione della

regola e sugli effetti economici e finanziari della deroga c’è un vincolo alla destinazione degli utili

derivanti dalla deroga.!

bene immobile: 1000!

caso eccezionale: il valore passa a 1500!

ammortamento: 20% (1500-300=1200)!

SP iniziale SP post-rivalutazione!

immobile 1000 immobile rivalutato 1500 riserva 500 (pari alla

rivalutazione)

SP pubblicato/finale SP anno 2!

immobile 1200 riserva vincolata 400 immobile 900 (1200-300) riserva vincolata 300

(1500-300) riserva libera 100 (20% riserva libera (100+100)

di 500)

!

vendita del bene: SP!

immobile ø riserva vincolata ø

(perchè l’ammortamento

non c’è più)

riserva libera 500!

(recupero tutti i soldi che

avevo l’anno 1)

II) PRINCIPI GENERALI DI REDAZIONE DEL BILANCIO (2423 bis/1)!

Principi:!

1)Continuità;!

2)Funzione economica;!

3)Prudenza.!

1)CONTINUITA’!

Principio base in funzione del quale il bilancio di esercizio deve essere costruito, il bilancio deve

essere predisposto considerando la prospettiva di funzionamento dell’impresa, quindi i criteri di

valutazione, le correlate ipotesi alla base delle stime e congetture e le informazioni sulle

prospettive evolutive della gestione devono essere coerenti con tale principio. In questo modo si

determinano il reddito di esercizio e il capitale di funzionamento. Senza il principio di continuità si

redigono altri bilanci (bilancio di liquidazione). La continuità si applica su due livelli:!

a) L’impresa nel suo complesso!

Operativamente le valutazioni vengono effettuate considerando il business-plan (un documento di

programmazione che mi da informazioni sulla stima dei redditi futuri, sulla stima dell’indebitamento

futuro e sul patrimonio netto futuro).!

b) Valutazione delle singole voci di bilancio!

Significa operativamente far riferimento alla sostenibilità del valore dei beni durevoli.!

ESEMPIO:!

impianto costo storico 10000!

ammortamento 4000!

valore netto contabile 6000!

L’amministratore si chiede se il valore netto contabile è sostenibile (=economicamente corretto):

l’impresa sarà utile in futuro? Se non lo sarà più si farà una svalutazione totale con riduzione del

reddito di 6000, se sarà utile ci chiediamo se il valore netto contabile è congruo? Se lo è continuo

ad ammortizzarlo, se non lo è effettua una svalutazione parziale del bene.!

2)FUNZIONE ECONOMICA!

In base a tale principio le operazioni devono essere rilevate considerando la realtà economica

sottostante agli aspetti formali. Il principio si riferisce quindi alla modalità di contabilizzazione delle

operazioni e al richiamo della prevalenza della sostanza sulla forma giuridica delle operazioni di

gestione.!

ESEMPIO: LEASING FINANZIARIO!

Funzionamento: l’impresa stipula un contratto di leasing finanziario e paga canoni periodici.

L’impresa utilizza l’impianto oggetto del contratto ed alla scadenza può decidere se riscattare il

bene. La società di leasing cede il bene su contratto di leasing, finanzia l’impresa tramite la

richiesta di pagamenti periodici e alla fine del contratto cede il bene o rientra in possesso del bene.!

Contabilizzazione:!

-FORMA GIURIDICA! SP CE!

/ / canoni periodici

non rilevo nulla perchè

non ci sono beni di

proprietà (il bene è di

proprietà della società di

leasing)

!

-SOSTANZA ECONOMICA!

SP CE!

immobilizzazione al netto debito di finanziamento ammortamenti

di ammortamenti (perchè v/leasing (perchè l’auto

se uso l’auto dopo 5 anni non l’ho pagata)

vale meno) interessi passivi

In Italia vi è un richiamo limitato al principio della prevalenza della sostanza sulla forma, quindi il

leasing viene contabilizzato nelle tavole in base alla forma giuridica ma in nota integrativa devono

essere fornite tutte le informazioni della contabilizzazione in base alla sostanza economica.!

3) PRUDENZA (2423 bis/1-2-4-5)!

La prudenza è il principio di redazione del bilancio più importante in Italia (chiaramente rimane

subordinato alla clausola generale).!

2423/1 - 2!

La prudenza si sostanzia principalmente nel divieto di contabilizzare componenti positivi di reddito

non realizzati e nella necessità di contabilizzare componenti negativi di reddito non realizzati ma di

competenza dell’esercizio (asimmetria di comportamento tra rilevazione di componenti positivi e

negativi di reddito di competenza dell’esercizio, che si traduce in una prevalenza della prudenza

sul principio di realizzazione e di competenza).!

ESEMPIO: !

costo titoli all’inizio dell’anno: 1000!

a) se al 31/12 i titoli valgono 1200, nel bilancio rilevo 1000 (200 di utili sperati non li rilevo)!

oppure!

b) se al 31/12 i titoli valgono 800, nel bilancio rilevo 200 di perdite presunte!

N.B.: componenti positivi non realizzati: non li contabilizzo!

componenti negativi non realizzati: li contabilizzo!

2423/4!

Il principio di prudenza comporta il tener conto dei rischi e delle perdite di competenza

dell’esercizio, anche se conosciuti dopo la chiusura dell’esercizio!

31/12/T chiusura periodo amministrativo!

31/3/T1 approvazione della bozza di bilancio del c.d.a.!

30/4 approvazione del bilancio in assemblea dei soci!

!

28/2/T1 crisi di un cliente i cui crediti si riferiscono all’anno T!

svalutazione crediti anno T!

15/3/T1 cliente è fallito!

svalutazione al 100% dei crediti dell’anno T!

15/3/T1 concordato preventivo!

si rivede la svalutazione totale per inserire in bilancio il 10% del valore dei crediti!

2423 bis/5!

Il principio di prudenza comporta il divieto di compenso di partite (divieto di sommare tra loro valori

relativi a componenti di patrimonio e di reddito aventi segno opposto, es: crediti e debiti). l principio

di prudenza costituisce la guida nell’applicazione dei criteri di valutazione (2426). Il principio di

prudenza è guida nell’ambito delle operazioni di integrazione e rinvio, il principio di prudenza si

sostanzia nell’utilizzo del criterio di valutazione del costo (di acquisto o produzione) che

rappresenta il valore massimo attribuibile all’elemento di bilancio da valutare. Le uniche eccezioni

sono i lavori in corso e le partecipazioni valutate a patrimonio netto. Ha la funzione di evitare

sopravvalutazioni del patrimonio netto e del reddito a tutela dei terzi.!

ESEMPIO: CRITERIO DEL COSTO!

Valutazione delle rimanenze finali di prodotti:!

costo di produzione 6000!

a) se il valore di mercato è 10000, in bilancio rilevo 6000!

b) se il valore di mercato è 5000, in bilancio rilevo 5000 (svalutazione del magazzino in

applicazione del principio di prudenza)!

Inserisco sempre il valore minimo tra costo e valore, il principio di prudenza è subordinato alla

clausola generale cioè alla rappresentazione veritiera e corretta (questo comporta il divieto

all’eccesso di prudenza).!

ESEMPIO!

crediti v/clienti 1000!

c’è difficoltà d’incasso valutata in 600 come perdita presunta!

incasso stimato 400!

svalutazione crediti al 31/12 600!

Tutte le svalutazioni maggiori di 600 sono vietate perchè sarebbe un eccesso di prudenza.!

4) PRINCIPIO DI REALIZZAZIONE (2423 bis/2)!

Richiama in modo implicito i principi di prudenza e di competenza, il principio di realizzazione si

riferisce al concetto di utili realizzati quindi il riferimento è verso i componenti positivi di reddito.!

Quando i ricavi sono realizzati?!

Quando avvieneuno scambio esterno, nel caso della vendita di beni col trasferimento della

proprietà, nel caso di servizi quando viene erogato il servizio.!

ESEMPIO: RAPPORTO TRA REALIZZAZIONE E PRUDENZA!

titoli acquistati per 1000!

a) 31/12 i titoli valgono 1000 (∆ø)!

in bilancio scrivo 1000!

b) 31/12 i titoli valgono 800 (∆-200)!

in bilancio rilevo 800 per prudenza!

negativa -200=potenziale minor valore!

-è realizzato? no perchè non ho venduto i titoli!

-per prudenza lo considero? si!

-è di competenza dell’esercizio? si!

c) 31/12 i titoli valgono 1100 (∆+100)!

in bilancio rilevo 1000 perchè la vendita dei titoli non è realizzata!

positiva +100=potenziale maggior valore!

-è realizzato? no!

-per prudenza lo considero? no!

-è di competenza dell’esercizio? si perchè si rifa a titoli acquistati ma prevale la prudenza quindi

non contabilizzo +100!

Anche il principio di realizzazione richiama l’asimmetria di comportamento nella rilevazione dei

componenti positivi e negativi di reddito perchè in caso di componenti positivi c’è la necessità di

realizzazione, in caso di componenti negativi avviene la contabilizzazione anche se non sono

realizzati. Il principio di prudenza prevale su realizzazione e competenza.!

CE!

componenti di costo componenti di ricavo

realizzati e non realizzati realizzati di competenza

di competenza

5) PRINCIPIO DELL’ INDIVIDUALITA’ VALUTATIVA (2423 bis/5)!

In base a tale principio è necessario evitare compensazione tra elementi dell’attivo e del passivo e

tra componenti positivi e negativi di reddito. Significa valutare in modo separato elementi

eterogenei facenti parte di una singola voce.!

ESEMPIO: !

in magazzino ho i prodotti A e B!

costo A 10000!

valore mercato A 20000!

totale valore mercato A 30000!

costo B 800!

valore mercato B 23000!

totale valore mercato B 31000!

Il principio dell’individualità valutativa richiama la chiarezza (clausola generale) e la prudenza.!

LEZIONI 10-11!

(b) RAPPRESENTAZIONE CORRETTA:!

Richiama tre concetti e si realizza attraverso:!

1. Il rispetto della normativa e dei principi contabili;!

2. La comunicazione non sia deviante, ciò si realizza con comportamento in buona fede più

chiarezza espositiva;!

3. La correttezza in senso economico per evitare rappresentazioni false della situazione

economica, patrimoniale e finanziaria dell’impresa;!

(c) CHIAREZZA:!

E’ il principio giuda alla predisposizione del bilancio, significa porre i destinatari del bilancio in

condizione di comprendere da un punto di vista formale (rappresentanza dei valori) e da un punto

di vista sostanziale (processo di formazione dei valori) le modalità di formazione del reddito di

esercizio e del capitale di funzionamento nonchè le caratteristiche della situazione patrimoniale e

finanziaria dell’impresa. Ci sono 4 regole funzionali al raggiungimento e miglioramento della

chiarezza:!

1.il contenuto delle tavole di sintesi è rigido e imposto dal legislatore; !

2.nel bilancio vi è la distinzione obbligatoria tra valori ordinari (che derivan dalla gestione ordinaria)

e valori straordinari (che derivano da eventi straordinari);!

3.valutazione autonoma degli elementi (attivi e passivi, costi e ricavi) eterogenei, significa divieto di

compenso di partite (elementi di bilancio), ES: divieto di sommare utili e perdite, debiti e crediti,

non posso sommare costi e ricavi;!

4.inserimento di informazioni aggiuntive nelle tavole di sintesi.!

d) 2423/3 - COMPLETEZZA INFORMATIVA!

Per rispettare la clausola generale vi è un’obbligo di fornire informazioni aggiuntive relative alle

singole problematiche di ciascuna impresa. Dalla norma generale si passa alle problematiche

specifiche.!

ESEMPIO: in periodo di crisi si leggono spesso informazioni sulle scelte di ristrutturazione del

debito sui piani di rientro con le banche.!

e) 2423/4 !

Obbligo di non applicazione delle disposizioni di legge per garantire il rispetto della clausola

generale.!

1)casi eccezionali: questi casi non sono definiti in modo specifico, ma non è caso eccezionale

l’inflazione e la perdita di esercizio !

ESEMPIO: un terreno che da agricolo (1000) passa a terreno edificabile (2500) causa modifica del

piano per cui devo fare un adeguamento del valore rivalutando il terreno (∆1500);!

2)non devono essere applicati agli art. 2426 (tratta dei criteri di valutazione) per cui l’obbligo di

deroga si manifesta, son necessarie informazioni in nota integrativa e c’è un vincolo alle

destinazioni derivanti dagli utili derivanti dalla deroga.!

ESEMPIO: rivalutazione di un bene da ammortizzare per cui la rivalutazione deriva ad un caso

eccezionale, ho l’obbligo di deroga all’art. 2426 e devo dare informazioni in motivazione della

regola e sugli effetti economici e finanziari della deroga c’è un vincolo alla destinazione degli utili

derivanti dalla deroga.!

bene immobile: 1000!

caso eccezionale: il valore passa a 1500!

ammortamento: 20% (1500-300=1200)!

SP iniziale SP post-rivalutazione!

immobile 1000 immobile rivalutato 1500 riserva 500 (pari alla

rivalutazione)

SP pubblicato/finale SP anno 2!

immobile 1200 riserva vincolata 400 immobile 900 (1200-300) riserva vincolata 300

(1500-300) riserva libera 100 (20% riserva libera (100+100)

di 500)

!

vendita del bene: SP!

immobile ø riserva vincolata ø

(perchè l’ammortamento

non c’è più)

riserva libera 500!

(recupero tutti i soldi che

avevo l’anno 1)

II) PRINCIPI GENERALI DI REDAZIONE DEL BILANCIO (2423 bis/1)!

Principi:!

1)Continuità;!

2)Funzione economica;!

3)Prudenza.!

1)CONTINUITA’!

Principio base in funzione del quale il bilancio di esercizio deve essere costruito, il bilancio deve

essere predisposto considerando la prospettiva di funzionamento dell’impresa, quindi i criteri di

valutazione, le correlate ipotesi alla base delle stime e congetture e le informazioni sulle

prospettive evolutive della gestione devono essere coerenti con tale principio. In questo modo si

determinano il reddito di esercizio e il capitale di funzionamento. Senza il principio di continuità si

redigono altri bilanci (bilancio di liquidazione). La continuità si applica su due livelli:!

a) L’impresa nel suo complesso!

Operativamente le valutazioni vengono effettuate considerando il business-plan (un documento di

programmazione che mi da informazioni sulla stima dei redditi futuri, sulla stima dell’indebitamento

futuro e sul patrimonio netto futuro).!

b) Valutazione delle singole voci di bilancio!

Significa operativamente far riferimento alla sostenibilità del valore dei beni durevoli.!

ESEMPIO:!

impianto costo storico 10000!

ammortamento 4000!

valore netto contabile 6000!

L’amministratore si chiede se il valore netto contabile è sostenibile (=economicamente corretto):

l’impresa sarà utile in futuro? Se non lo sarà più si farà una svalutazione totale con riduzione del

reddito di 6000, se sarà utile ci chiediamo se il valore netto contabile è congruo? Se lo è continuo

ad ammortizzarlo, se non lo è effettua una svalutazione parziale del bene.!

2)FUNZIONE ECONOMICA!

In base a tale principio le operazioni devono essere rilevate considerando la realtà economica

sottostante agli aspetti formali. Il principio si riferisce quindi alla modalità di contabilizzazione delle

operazioni e al richiamo della prevalenza della sostanza sulla forma giuridica delle operazioni di

gestione.!

ESEMPIO: LEASING FINANZIARIO!

Funzionamento: l’impresa stipula un contratto di leasing finanziario e paga canoni periodici.

L’impresa utilizza l’impianto oggetto del contratto ed alla scadenza può decidere se riscattare il

bene. La società di leasing cede il bene su contratto di leasing, finanzia l’impresa tramite la

richiesta di pagamenti periodici e alla fine del contratto cede il bene o rientra in possesso del bene.!

Contabilizzazione:!

-FORMA GIURIDICA! SP CE!

/ / canoni periodici

non rilevo nulla perchè

non ci sono beni di

proprietà (il bene è di

proprietà della società di

leasing)

!

-SOSTANZA ECONOMICA!

SP CE!

immobilizzazione al netto debito di finanziamento ammortamenti

di ammortamenti (perchè v/leasing (perchè l’auto

se uso l’auto dopo 5 anni non l’ho pagata)

vale meno) interessi passivi

In Italia vi è un richiamo limitato al principio della prevalenza della sostanza sulla forma, quindi il

leasing viene contabilizzato nelle tavole in base alla forma giuridica ma in nota integrativa devono

essere fornite tutte le informazioni della contabilizzazione in base alla sostanza economica.!

3) PRUDENZA (2423 bis/1-2-4-5)!

La prudenza è il principio di redazione del bilancio più importante in Italia (chiaramente rimane

subordinato alla clausola generale).!

2423/1 - 2!

La prudenza si sostanzia principalmente nel divieto di contabilizzare componenti positivi di reddito

non realizzati e nella necessità di contabilizzare componenti negativi di reddito non realizzati ma di

competenza dell’esercizio (asimmetria di comportamento tra rilevazione di componenti positivi e

negativi di reddito di competenza dell’esercizio, che si traduce in una prevalenza della prudenza

sul principio di realizzazione e di competenza).!

ESEMPIO: !

costo titoli all’inizio dell’anno: 1000!

a) se al 31/12 i titoli valgono 1200, nel bilancio rilevo 1000 (200 di utili sperati non li rilevo)!

oppure!

b) se al 31/12 i titoli valgono 800, nel bilancio rilevo 200 di perdite presunte!

N.B.: componenti positivi non realizzati: non li contabilizzo!

componenti negativi non realizzati: li contabilizzo!

2423/4!

Il principio di prudenza comporta il tener conto dei rischi e delle perdite di competenza

dell’esercizio, anche se conosciuti dopo la chiusura dell’esercizio!

31/12/T chiusura periodo amministrativo!

31/3/T1 approvazione della bozza di bilancio del c.d.a.!

30/4 approvazione del bilancio in assemblea dei soci!

!

28/2/T1 crisi di un cliente i cui crediti si riferiscono all’anno T!

svalutazione crediti anno T!

15/3/T1 cliente è fallito!

svalutazione al 100% dei crediti dell’anno T!

15/3/T1 concordato preventivo!

si rivede la svalutazione totale per inserire in bilancio il 10% del valore dei crediti!

2423 bis/5!

Il principio di prudenza comporta il divieto di compenso di partite (divieto di sommare tra loro valori

relativi a componenti di patrimonio e di reddito aventi segno opposto, es: crediti e debiti). l principio

di prudenza costituisce la guida nell’applicazione dei criteri di valutazione (2426). Il principio di

prudenza è guida nell’ambito delle operazioni di integrazione e rinvio, il principio di prudenza si

sostanzia nell’utilizzo del criterio di valutazione del costo (di acquisto o produzione) che

rappresenta il valore massimo attribuibile all’elemento di bilancio da valutare. Le uniche eccezioni

sono i lavori in corso e le partecipazioni valutate a patrimonio netto. Ha la funzione di evitare

sopravvalutazioni del patrimonio netto e del reddito a tutela dei terzi.!

ESEMPIO: CRITERIO DEL COSTO!

Valutazione delle rimanenze finali di prodotti:!

costo di produzione 6000!

a) se il valore di mercato è 10000, in bilancio rilevo 6000!

b) se il valore di mercato è 5000, in bilancio rilevo 5000 (svalutazione del magazzino in

applicazione del principio di prudenza)!

Inserisco sempre il valore minimo tra costo e valore, il principio di prudenza è subordinato alla

clausola generale cioè alla rappresentazione veritiera e corretta (questo comporta il divieto

all’eccesso di prudenza).!

ESEMPIO!

crediti v/clienti 1000!

c’è difficoltà d’incasso valutata in 600 come perdita presunta!

incasso stimato 400!

svalutazione crediti al 31/12 600!

Tutte le svalutazioni maggiori di 600 sono vietate perchè sarebbe un eccesso di prudenza.!

4) PRINCIPIO DI REALIZZAZIONE (2423 bis/2)!

Richiama in modo implicito i principi di prudenza e di competenza, il principio di realizzazione si

riferisce al concetto di utili realizzati quindi il riferimento è verso i componenti positivi di reddito.!

Quando i ricavi sono realizzati?!

Quando avvieneuno scambio esterno, nel caso della vendita di beni col trasferimento della

proprietà, nel caso di servizi quando viene erogato il servizio.!

ESEMPIO: RAPPORTO TRA REALIZZAZIONE E PRUDENZA!

titoli acquistati per 1000!

a) 31/12 i titoli valgono 1000 (∆ø)!

in bilancio scrivo 1000!

b) 31/12 i titoli valgono 800 (∆-200)!

in bilancio rilevo 800 per prudenza!

negativa -200=potenziale minor valore!

-è realizzato? no perchè non ho venduto i titoli!

-per prudenza lo considero? si!

-è di competenza dell’esercizio? si!

c) 31/12 i titoli valgono 1100 (∆+100)!

in bilancio rilevo 1000 perchè la vendita dei titoli non è realizzata!

positiva +100=potenziale maggior valore!

-è realizzato? no!

-per prudenza lo considero? no!

-è di competenza dell’esercizio? si perchè si rifa a titoli acquistati ma prevale la prudenza quindi

non contabilizzo +100!

Anche il principio di realizzazione richiama l’asimmetria di comportamento nella rilevazione dei

componenti positivi e negativi di reddito perchè in caso di componenti positivi c’è la necessità di

realizzazione, in caso di componenti negativi avviene la contabilizzazione anche se non sono

realizzati. Il principio di prudenza prevale su realizzazione e competenza.!

CE!

componenti di costo componenti di ricavo

realizzati e non realizzati realizzati di competenza

di competenza

5) PRINCIPIO DELL’ INDIVIDUALITA’ VALUTATIVA (2423 bis/5)!

In base a tale principio è necessario evitare compensazione tra elementi dell’attivo e del passivo e

tra componenti positivi e negativi di reddito. Significa valutare in modo separato elementi

eterogenei facenti parte di una singola voce.!

ESEMPIO: !

in magazzino ho i prodotti A e B!

costo A 10000!

valore mercato A 20000!

totale valore mercato A 30000!

costo B 800!

valore mercato B 23000!

totale valore mercato B 31000!

Il principio dell’individualità valutativa richiama la chiarezza (clausola generale) e la

prudenza.LEZIONI 10-11!

(b) RAPPRESENTAZIONE CORRETTA:!

Richiama tre concetti e si realizza attraverso:!

1. Il rispetto della normativa e dei principi contabili;!

2. La comunicazione non sia deviante, ciò si realizza con comportamento in buona fede più

chiarezza espositiva;!

3. La correttezza in senso economico per evitare rappresentazioni false della situazione

economica, patrimoniale e finanziaria dell’impresa;!

(c) CHIAREZZA:!

E’ il principio giuda alla predisposizione del bilancio, significa porre i destinatari del bilancio in

condizione di comprendere da un punto di vista formale (rappresentanza dei valori) e da un punto

di vista sostanziale (processo di formazione dei valori) le modalità di formazione del reddito di

esercizio e del capitale di funzionamento nonchè le caratteristiche della situazione patrimoniale e

finanziaria dell’impresa. Ci sono 4 regole funzionali al raggiungimento e miglioramento della

chiarezza:!

1.il contenuto delle tavole di sintesi è rigido e imposto dal legislatore; !

2.nel bilancio vi è la distinzione obbligatoria tra valori ordinari (che derivan dalla gestione ordinaria)

e valori straordinari (che derivano da eventi straordinari);!

3.valutazione autonoma degli elementi (attivi e passivi, costi e ricavi) eterogenei, significa divieto di

compenso di partite (elementi di bilancio), ES: divieto di sommare utili e perdite, debiti e crediti,

non posso sommare costi e ricavi;!

4.inserimento di informazioni aggiuntive nelle tavole di sintesi.!

d) 2423/3 - COMPLETEZZA INFORMATIVA!

Per rispettare la clausola generale vi è un’obbligo di fornire informazioni aggiuntive relative alle

singole problematiche di ciascuna impresa. Dalla norma generale si passa alle problematiche

specifiche.!

ESEMPIO: in periodo di crisi si leggono spesso informazioni sulle scelte di ristrutturazione del

debito sui piani di rientro con le banche.!

e) 2423/4 !

Obbligo di non applicazione delle disposizioni di legge per garantire il rispetto della clausola

generale.!

1)casi eccezionali: questi casi non sono definiti in modo specifico, ma non è caso eccezionale

l’inflazione e la perdita di esercizio !

ESEMPIO: un terreno che da agricolo (1000) passa a terreno edificabile (2500) causa modifica del

piano per cui devo fare un adeguamento del valore rivalutando il terreno (∆1500);!

2)non devono essere applicati agli art. 2426 (tratta dei criteri di valutazione) per cui l’obbligo di

deroga si manifesta, son necessarie informazioni in nota integrativa e c’è un vincolo alle

destinazioni derivanti dagli utili derivanti dalla deroga.!

ESEMPIO: rivalutazione di un bene da ammortizzare per cui la rivalutazione deriva ad un caso

eccezionale, ho l’obbligo di deroga all’art. 2426 e devo dare informazioni in motivazione della

regola e sugli effetti economici e finanziari della deroga c’è un vincolo alla destinazione degli utili

derivanti dalla deroga.!

bene immobile: 1000!

caso eccezionale: il valore passa a 1500!

ammortamento: 20% (1500-300=1200)!

SP iniziale SP post-rivalutazione!

immobile 1000 immobile rivalutato 1500 riserva 500 (pari alla

rivalutazione)

SP pubblicato/finale SP anno 2!

immobile 1200 riserva vincolata 400 immobile 900 (1200-300) riserva vincolata 300

(1500-300) riserva libera 100 (20% riserva libera (100+100)

di 500)

!

vendita del bene: SP!

immobile ø riserva vincolata ø

(perchè l’ammortamento

non c’è più)

riserva libera 500!

(recupero tutti i soldi che

avevo l’anno 1)

II) PRINCIPI GENERALI DI REDAZIONE DEL BILANCIO (2423 bis/1)!

Principi:!

1)Continuità;!

2)Funzione economica;!

3)Prudenza.!

1)CONTINUITA’!

Principio base in funzione del quale il bilancio di esercizio deve essere costruito, il bilancio deve

essere predisposto considerando la prospettiva di funzionamento dell’impresa, quindi i criteri di

valutazione, le correlate ipotesi alla base delle stime e congetture e le informazioni sulle

prospettive evolutive della gestione devono essere coerenti con tale principio. In questo modo si

determinano il reddito di esercizio e il capitale di funzionamento. Senza il principio di continuità si

redigono altri bilanci (bilancio di liquidazione). La continuità si applica su due livelli:!

a) L’impresa nel suo complesso!

Operativamente le valutazioni vengono effettuate considerando il business-plan (un documento di

programmazione che mi da informazioni sulla stima dei redditi futuri, sulla stima dell’indebitamento

futuro e sul patrimonio netto futuro).!

b) Valutazione delle singole voci di bilancio!

Significa operativamente far riferimento alla sostenibilità del valore dei beni durevoli.!

ESEMPIO:!

impianto costo storico 10000!

ammortamento 4000!

valore netto contabile 6000!

L’amministratore si chiede se il valore netto contabile è sostenibile (=economicamente corretto):

l’impresa sarà utile in futuro? Se non lo sarà più si farà una svalutazione totale con riduzione del

reddito di 6000, se sarà utile ci chiediamo se il valore netto contabile è congruo? Se lo è continuo

ad ammortizzarlo, se non lo è effettua una svalutazione parziale del bene.!

2)FUNZIONE ECONOMICA!

In base a tale principio le operazioni devono essere rilevate considerando la realtà economica

sottostante agli aspetti formali. Il principio si riferisce quindi alla modalità di contabilizzazione delle

operazioni e al richiamo della prevalenza della sostanza sulla forma giuridica delle operazioni di

gestione.!

ESEMPIO: LEASING FINANZIARIO!

Funzionamento: l’impresa stipula un contratto di leasing finanziario e paga canoni periodici.

L’impresa utilizza l’impianto oggetto del contratto ed alla scadenza può decidere se riscattare il

bene. La società di leasing cede il bene su contratto di leasing, finanzia l’impresa tramite la

richiesta di pagamenti periodici e alla fine del contratto cede il bene o rientra in possesso del bene.!

Contabilizzazione:!

-FORMA GIURIDICA! SP CE!

/ / canoni periodici

non rilevo nulla perchè

non ci sono beni di

proprietà (il bene è di

proprietà della società di

leasing)

!

-SOSTANZA ECONOMICA!

SP CE!

immobilizzazione al netto debito di finanziamento ammortamenti

di ammortamenti (perchè v/leasing (perchè l’auto

se uso l’auto dopo 5 anni non l’ho pagata)

vale meno) interessi passivi

In Italia vi è un richiamo limitato al principio della prevalenza della sostanza sulla forma, quindi il

leasing viene contabilizzato nelle tavole in base alla forma giuridica ma in nota integrativa devono

essere fornite tutte le informazioni della contabilizzazione in base alla sostanza economica.!

3) PRUDENZA (2423 bis/1-2-4-5)!

La prudenza è il principio di redazione del bilancio più importante in Italia (chiaramente rimane

subordinato alla clausola generale).!

2423/1 - 2!

La prudenza si sostanzia principalmente nel divieto di contabilizzare componenti positivi di reddito

non realizzati e nella necessità di contabilizzare componenti negativi di reddito non realizzati ma di

competenza dell’esercizio (asimmetria di comportamento tra rilevazione di componenti positivi e

negativi di reddito di competenza dell’esercizio, che si traduce in una prevalenza della prudenza

sul principio di realizzazione e di competenza).!

ESEMPIO: !

costo titoli all’inizio dell’anno: 1000!

a) se al 31/12 i titoli valgono 1200, nel bilancio rilevo 1000 (200 di utili sperati non li rilevo)!

oppure!

b) se al 31/12 i titoli valgono 800, nel bilancio rilevo 200 di perdite presunte!

N.B.: componenti positivi non realizzati: non li contabilizzo!

componenti negativi non realizzati: li contabilizzo!

2423/4!

Il principio di prudenza comporta il tener conto dei rischi e delle perdite di competenza

dell’esercizio, anche se conosciuti dopo la chiusura dell’esercizio!

31/12/T chiusura periodo amministrativo!

31/3/T1 approvazione della bozza di bilancio del c.d.a.!

30/4 approvazione del bilancio in assemblea dei soci!

!

28/2/T1 crisi di un cliente i cui crediti si riferiscono all’anno T!

svalutazione crediti anno T!

15/3/T1 cliente è fallito!

svalutazione al 100% dei crediti dell’anno T!

15/3/T1 concordato preventivo!

si rivede la svalutazione totale per inserire in bilancio il 10% del valore dei crediti!

2423 bis/5!

Il principio di prudenza comporta il divieto di compenso di partite (divieto di sommare tra loro valori

relativi a componenti di patrimonio e di reddito aventi segno opposto, es: crediti e debiti). l principio

di prudenza costituisce la guida nell’applicazione dei criteri di valutazione (2426). Il principio di

prudenza è guida nell’ambito delle operazioni di integrazione e rinvio, il principio di prudenza si

sostanzia nell’utilizzo del criterio di valutazione del costo (di acquisto o produzione) che

rappresenta il valore massimo attribuibile all’elemento di bilancio da valutare. Le uniche eccezioni

sono i lavori in corso e le partecipazioni valutate a patrimonio netto. Ha la funzione di evitare

sopravvalutazioni del patrimonio netto e del reddito a tutela dei terzi.!

ESEMPIO: CRITERIO DEL COSTO!

Valutazione delle rimanenze finali di prodotti:!

costo di produzione 6000!

a) se il valore di mercato è 10000, in bilancio rilevo 6000!

b) se il valore di mercato è 5000, in bilancio rilevo 5000 (svalutazione del magazzino in

applicazione del principio di prudenza)!

Inserisco sempre il valore minimo tra costo e valore, il principio di prudenza è subordinato alla

clausola generale cioè alla rappresentazione veritiera e corretta (questo comporta il divieto

all’eccesso di prudenza).!

ESEMPIO!

crediti v/clienti 1000!

c’è difficoltà d’incasso valutata in 600 come perdita presunta!

incasso stimato 400!

svalutazione crediti al 31/12 600!

Tutte le svalutazioni maggiori di 600 sono vietate perchè sarebbe un eccesso di prudenza.!

4) PRINCIPIO DI REALIZZAZIONE (2423 bis/2)!

Richiama in modo implicito i principi di prudenza e di competenza, il principio di realizzazione si

riferisce al concetto di utili realizzati quindi il riferimento è verso i componenti positivi di reddito.!

Quando i ricavi sono realizzati?!

Quando avvieneuno scambio esterno, nel caso della vendita di beni col trasferimento della

proprietà, nel caso di servizi quando viene erogato il servizio.!

ESEMPIO: RAPPORTO TRA REALIZZAZIONE E PRUDENZA!

titoli acquistati per 1000!

a) 31/12 i titoli valgono 1000 (∆ø)!

in bilancio scrivo 1000!

b) 31/12 i titoli valgono 800 (∆-200)!

in bilancio rilevo 800 per prudenza!

negativa -200=potenziale minor valore!

-è realizzato? no perchè non ho venduto i titoli!

-per prudenza lo considero? si!

-è di competenza dell’esercizio? si!

c) 31/12 i titoli valgono 1100 (∆+100)!

in bilancio rilevo 1000 perchè la vendita dei titoli non è realizzata!

positiva +100=potenziale maggior valore!

-è realizzato? no!

-per prudenza lo considero? no!

-è di competenza dell’esercizio? si perchè si rifa a titoli acquistati ma prevale la prudenza quindi

non contabilizzo +100!

Anche il principio di realizzazione richiama l’asimmetria di comportamento nella rilevazione dei

componenti positivi e negativi di reddito perchè in caso di componenti positivi c’è la necessità di

realizzazione, in caso di componenti negativi avviene la contabilizzazione anche se non sono

realizzati. Il principio di prudenza prevale su realizzazione e competenza.!

CE!

componenti di costo componenti di ricavo

realizzati e non realizzati realizzati di competenza

di competenza

5) PRINCIPIO DELL’ INDIVIDUALITA’ VALUTATIVA (2423 bis/5)!

In base a tale principio è necessario evitare compensazione tra elementi dell’attivo e del passivo e

tra componenti positivi e negativi di reddito. Significa valutare in modo separato elementi

eterogenei facenti parte di una singola voce.!

ESEMPIO: !

in magazzino ho i prodotti A e B!

costo A 10000!

valore mercato A 20000!

totale valore mercato A 30000!

costo B 800!

valore mercato B 23000!

totale valore mercato B 31000!

Il principio dell’individualità valutativa richiama la chiarezza (clausola generale) e la prudenza.!

LEZIONE 13!

C) CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DELLE VOCI DI ATTIVO E PASSIVO!

c1) CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DELL’ATTIVO!

a) per destinazione (in base alla scelta gestionale, primo livello)!

Deriva da una scelta compiuta dal legislatore nell’ambito della teoria economica aziendale, in base

alla teoria economica aziendale si distinguono due criteri:!

1.Modalità di partecipazione del fattore produttivo nel processo produttivo, si distinguono attività

fisse (attività o investimenti che non possono essere distolti dal processo produttivo in tempi brevi)

da attività circolanti (attività con caratteristiche opposte alle attività fisse);!

2.Destinazione economica del fattore produttivo, si distinguono immobilizzazioni (=investimenti

tecnicamente destinati ad uso pluriennale) e disponibilità (investimenti disponibili a consumo o

vendita).!

Il legislatore ha sovrapposto i due criteri privilegiando il secondo della destinazione economica.

Nello SP avremo immobilizzazioni e attività circolanti.!

b) finanziario (riguarda la durata, secondo livello, subordinato al primo)!

In base a tale criterio le attività (e passività) vengono distinte in attivi (e passivi) a medio lungo

periodo e attivi (e passivi) a breve periodo, dove il riferimento temporale è dato dai 12 mesi. Per

crediti e debiti è obbligatoria l’indicazione della durata.!

ESEMPIO:!

crediti verso clienti 1000!

parte scadente entro 12 mesi 700!

parte scadente oltre 12 mesi 300!

RAPPORTO TRA I DUE CRITERI DELL’ATTIVO!

Prevalenza del criterio della destinazione economica sul criterio finanziario.!

ESEMPIO: SP!

b) immobilizzazioni finanziarie crediti (finanziari),

(quota entro 12 mesi)

c) attivo circolante creditii (commerciali), (quota oltre

12 mesi)

criteri di destinazione economica!

criteri finanziari!

Per sapere se classificare il criterio in b) o c): se il credito è finanziario va in b), se è commerciale

va in c), indipendentemente dalla durata, poi indico la scadenza.!

c2) CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DEL PASSIVO!

a) in base al soggetto finanziatore (primo livello)!

b) finanziario (durata, debiti verso terzi, secondo livello)!

Nelle fonti di finanziamento (passività) viene effettuata una netta separazione tra mezzi propri (PN)

e debiti verso terzi (applico il criterio finanziario).!

ESEMPIO:!

Nei debiti verso la banca devo indicare la quota che scade entro e oltre 12 mesi.!

PASSIVO: approfondimento su due caratteristiche:!

1.nel passivo non compaiono i fondi rettificativi dell’attivo (fondi ammortamenti, fondi svalutazione);!

2.per alcuni debiti non è nota nella tavola di SP la loro natura commerciale o finanziaria, per cui è

necessario utilizzare la voce di classificazione specifica.!

ESEMPIO:!

Acquisto di materie prime da società controllate per 1000, in SP vi è un debito per 1000!

-debiti v/ fornitori (D7) —> criterio di classificazione generale!


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e gestione aziendale
SSD:
Università: Brescia - Unibs
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Elitor94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Contabilità generale e bilancio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Brescia - Unibs o del prof Veneziani Monica.

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