Coltivazione dei microrganismi
Coltivazione dei microrganismi
Coltivazione dei microrganismi
I batteri, che sono i microrganismi più diffusi nella biosfera e quelli di maggiore importanza ecologica e medica, possono essere coltivati agevolmente in laboratorio con opportune tecniche (terreni di coltura), che consentono la riproduzione sia delle forme microbiche saprofitarie sia di quelle parassite. I mezzi di coltura, che sono idonei per la coltivazione oltre che dei batteri anche dei funghi, sono in genere costituiti da brodi nutritivi formati da composti chimici indispensabili alla loro sopravvivenza e riproduzione (vitamine, sostanze organiche, sali ecc.).
Tuttavia, non tutti i microrganismi riescono a essere agevolmente coltivati in laboratorio. I protozoi, per esempio, sono di difficile coltivazione in vitro e ancora oggi non sono stati allestiti per loro validi terreni di coltura artificiali. La coltivazione in laboratorio dei virus, agenti infettanti subcellulari, è più difficoltosa e richiede costi elevati e attrezzature sofisticate. Infatti tali particelle infettanti acellulari risultano parassite endocellulari obbligate e hanno perciò bisogno di essere coltivate su tessuti e quindi su colture di cellule in vitro, oppure inoculate in un organismo vivente come un animale da esperimento o in uova di pollo embrionate.
Terreni di coltura per batteri
Per poter coltivare i batteri vivi in laboratorio occorre utilizzare degli idonei mezzi di coltura artificiali, comunemente detti terreni. Questi sono costituiti da materiali nutritivi in grado di riprodurre artificialmente, in laboratorio, l'ambiente che può soddisfare le esigenze metaboliche del batterio. Precondizione necessaria è che i terreni siano sterili (ovvero privi di microrganismi) prima della semina con uno specifico batterio. È allora indispensabile che tutte le operazioni che portano alla preparazione dei terreni siano condotte con tutte le accortezze in grado di evitare la contaminazione, da parte di germi estranei, del terreno che dovrà essere “seminato”.
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