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SISTEMA DI CONDUZIONE CARDIACO

grazia all’eccitabilità del miocardio

specifico

 NODO SENO ATRIALE in

prossimità dello sbocco della V.

Cava superiore (atrio dx) e da inizio

all’eccitazione cardiaca ,

trasmettendola ai fascetti

internodali.

 

FASCETTI INTERNODALI

anteriore o di Bachmann, laterale o

di Weckenbach (o diretto) e

posteriore o di Thorel, che

interconnettono il nodo seno atriale con il nodo atrio ventricolare.

 importante

NODO ATRIO VENTRICOLARE perché è l’unico punto di contatto elettrico tra

atri e ventricoli, al quale fa seguito il fascio di HIS.

 

FASCIO DI HIS aggregato robusto di cellule formate dall’incontro fra i due atri ed il

ventricolo di dx in prossimità del setto. Perfora poi il setto dividendosi poi in :

- BRANCA DX

- BRANCA SX

Che a loro volta si dividono in : fascicolo anteriore e posteriore andando via via

ramificandosi formando la:

 

RETE DI PURKINJE rete di fasci che si forma dalla dilatazione e ramificazione del fascio di

His che, sollecitando i muscoli papillari dei ventricoli, induce alla contrazione (che avviene

con un movimento rotatorio per poter far uscire tutto il sangue).

CICLO CARDIACO

CICLO CARDIACO durata tot circa 0.8 sec. Che comprendono una fase di SISTOLE = contrazione

e di DIASTOLE = rilassamento.

DIASTOLE (0.4 sec)il miocardio è rilassato, le valvole atrio-ventricolari sono aperte e il sangue

entra spontaneamente negli atri e nei ventricoli; le valvole semilunari sono chiuse.

(

SISTOLE ATRIALE 0,1s): gli atri si contraggono e si svuotano, spingendo con forza tutto il sangue

nei ventricoli che sono ancora in diastole.

SISTOLE VENTRICOLARE (0,3 s): i ventricoli cominciano a contrarsi, il sangue si muove

vorticosamente e le valvole atrio-ventricolari si chiudono. La pressione nei ventricoli cresce fino a

provocare l’apertura delle valvole semilunari, così il sangue fluisce nell’aorta e nelle arterie

polmonari. Durante tutta questa fase gli atri sono in diastole e si rilassano riempiendosi di sangue.

DIASTOLE ventricolare SISTOLE ventricolare

IRRORAZIONE DEL CUORE l’unica che avviene in fase di DIASTOLE ventricolare. Perché il

passaggio del sangue alle coronarie, che irrorano il cuore, avviene attraverso degli orifizi situati nei

seni della valvola aortica. In fase di sistole ventricolare la valvola è aperta e gli orifizi, schiacciati

contro le pareti valvolari, si chiudono. Invece durante la DIASTOLE , il sangue che tende a tornare

indietro, viene incanalato negli orifizi delle coronarie perché i seni dell’aorta ora non sono più

schiacciati contro le pareti. Quindi il cuore è l’unico organo che viene vascolarizzato durante la

fase di DIASTOLE VENTRICOLARE.

CIRCOLAZIONE

Il SISTEMA CIRCOLTORIO si divide in sistema

ARTERIOSO e sistema VENOSO:

 CIRCOLAZIONE ARTERIOSA (o sistemica)

= dal alla periferia, porta il sangue

ricco di sostanze nutritizie.

 CIRCOLAZIONE VENOSA = dalla periferia

al , povero di sostanze nutritizie.

GRANDE CIRCOLAZIONE dal ventricolo sx,

tramite l’AORTA,e le sue diramazioni, il sangue

arriva in tutti i distretti anatomici. Rilascia poi i

nutrienti a livello delle aree capillari e si porta,

povero di sostanze nutritizie, nell’atrio dx

tramite le VENE CAVE superiore ed inferiore.

dal

PICCOLA CIRCOLAZIONE ventricolo dx ,

tramite l’ARTERIA POLMONARE (che si divide in

dx e sx) il sangue viene spinto nei polmoni dove

riceve ossigeno e sostanze nutritizie. Poi si porta

nell’atrio sx con le 4 VENE POLMONARI.

CIRCOLAZIONE ARTERIOSA

Arteria principale = AORTA :

1- Aorta ASCENDENTE

2- ARCO DELL’AORTA

3- Aorta DISCENDENTE

4- Aorta TORACICA

5- Aorta ADDOMINALE

AORTA ASCENDENTE (circa 5 cm ) nasce dal ventricolo sx, da dove si porta verso l’alto e verso

destra. Nel suo primo tratto è contenuta nel sacco pericardico. Da questo tratto originano le

arterie CORONARIE dx e sx.

 

CORONARIE Irrorano la parete cardiaca. Quella sx si divide in due rami : l’a.

CIRCONFLESSA ,che lungo il margine sx del cuore

da origine all’a. Marginale sx, e l’a.

INTERVENTRICOLARE ANTERIORE.

Quella dx si immette nel solco del seno coronario ,

il suo ramo nel margine dx prende il nome di a.

Marginale dx.

ARCO DELL’AORTA all’altezza della 2° costa l’a.

ascendente si porta verso sx e posteriormente formando

un arco, da qui hanno origine i cosiddetti vasi epiaortici :

 

TRONCO BRACHIOCEFALICO o A. ANONIMA si trova dietro al manubrio sternale,

portandosi verso l’alto da origine a : l’A. SUCCLAVIA DX e l’A. CAROTIDE COMUNE DI DX.

 Nella parte sx. in analogia, nascono l’A. SUCCLAVIA SX e l’A. CAROTIDE COMUNE DI SX che

però originano direttamente dall’arco aortico

Le succlavie arrivano alla fossa sopraclavicolare e le carotidi si immettono nel fascio nervo

vascolare del collo.

AORTA DISCENDENTE all’altezza della 2° vertebra T l’aorta cambia bruscamente direzione

spostandosi verso il basso, sul lato sx della colonna vertebrale.

AORTA TORACICA (17-20 cm)Nel suo decorso cambia leggermente direzione posizionandosi

medialmente , quindi anteriormente alla colonna e posteriormente all’esofago creando così il

restringimento Bronco aortico dell’Esofago. Da qui nascono le:

 BRONCHIALI, più profonde, che seguono la diramazione dei bronchi. Dal ventricolo dx

origina L’ARTERIA POLMONARE che decorre vicino all’aorta, e a livello dell’arco aortico si

divide in 2 rami : l’a. POLMONARE DI DX e di SX che seguono parallelamente le arterie

bronchiali (che sono invece diramazioni dell’aorta) e che sono funzionali alla respirazione.

 Pericardiche, Mediastiniche e INTERCOSTALI, più superficiali.

AORTA ADDOMINALE Attraversa il diaframma con lo iato aortico e diventa aorta addominale.

Porta nutrimento alla faccia inferiore del

diaframma e agli organi della cavità

addominale.

Si divide in 3 rami che formano il

TRIPODE CELIACO :

 

A. GASTRICA stomaco.

 

A. SPLENICA milza.

 

A. EPATICA fegato.

Porta poi il sangue agli altri organi della

cavità attraverso:

 

A. FRENICHE diaframma e

porzione inferiore dell’esofago.

 

A. MESENTERICA SUPERIORE

intestino tenue, crasso e pancreas.

 

A. MESENTERICA INFERIORE

colon e retto.

 

A. RENALE rene dx e sx

Più in basso , a livello delle vertebre

Lombari , l’aorta si divide in :

 A. ILIACA COMUNE DI DX

 A. ILIACA COMUNE DI SX

Che a loro volta si dividono in interna ed

esterna. Vanno a vascolarizzare tutto l’arto

inferiore.

RITORNO VENOSO

Il sangue arriva, povero d nutrienti, all’atrio dx tramite le VENE CAVE sup. e inf.

 

VENA VACA SUPERIORE

V. GIUGULARI si uniscono alle rispettive SUCCLAVIE dx e sx, per formare le :

VENE ANONIME o

BRACHIOCEFALICHE la

cui confluenza da la v.

cava superiore che arriva

nella parte superiore

dell’atrio destro.

Al lato destro dei corpi

vertebrali, v. AZIGOS che

si forma dalla

continuazione delle Vene

Lombari ascendenti di

destra. Lungo il suo decorso riceve il sangue refluo delle v. intercostali dx , della EMIAZIGOS , che

porta il sangue delle intercostali inferiori di sx, e dalla EMIAZIGOS accessoria, che porta il sangue

delle intercostali superiori di sx. La Vena Azigos poi passa sopra il polmone dx formando un arco e

confluisce nella vena cava superiore.

 

VENA CAVA INFERIORE

Le vene, relative di ogni

organo, scorrono parallele

alle relative arterie per

andare a confluire, salendo

verso l’alto, nella :

VENA PORTA costituita dalle

due vene Mesenteriche.

Questa entra a livello del

fegato, che ha la funzione di

depuratore. Il sangue qui viene

setacciato e poi, tramite le V.

Sovra epatiche , va a confluire

nella V. Cava Inferiore che

raggiunge l’atrio dx.

Le vene, che devono far

risalire il sangue, hanno delle

valvole per spingere il sangue

contro la Forza di Gravità.

STRUTTURA DELLE ARTERIE E DELLE VENE

ARTERIE dimensioni medie o piccole, possono essere elastiche o muscolari. Formate da:

 

Tonaca INTIMA endotelio, cellule piatte su lamina basale.

 

Lamina ELASTICA interna costituita da tessuto connettivo elastico.

 

Tonaca MEDIA tessuto muscolare liscio con fibre elastiche.

 

Lamina ELASTICA esterna costituita da tessuto connettivo elastico.

 

Tonaca AVVENTIZIA tessuto connettivo ricco di vasi sanguigni che vanno ad irrorare le

arterie stesse.

Tutte queste fibre elastiche fanno si che l’arteria sia sempre aperta.

Lume aperto dell’arteria = lume beante.

VENE sono notevolmente meno spesse e presentano solo le 3 tonache :

 Tonaca INTIMA

 Tonaca MEDIA

 Tonaca AVVENTIZIA

CAPILLARI luogo in cui avviene lo

scambio metabolico, passaggio dalla

circolazione arteriosa al ritorno venoso.

DIFFERENZE ARTERIE / VENE :

- Arterie hanno pressione > perché il sangue deve essere spinto in tutti i distretti anatomici.

- Le vene sono più superficiali, le arterie pi profonde, perché una lesione venosa si può

riparare, mentre arteriosa no.

- Se c’è una lesione la vena si può chiudere e le pareti possono attaccarsi, la sua forma è

funzionale al compito che deve svolgere.

- Le vene possono anche essere eliminate perché il circolo sanguigno si adatta con percorsi

collaterali.

I vasi adattano la loro struttura per far circolare il sangue in maniera continua e non ad

intermittenza, come viene invece pompato, questo per assicurare un afflusso continuo di

ossigeno agli organi e soprattutto al cervello.

TESSUTO CARDIACO

Il cuore si trova avvolto dal PERICARDIO esternamente : pericardio FIBROSO

internamente : pericardio SIEROSO

Il PERICARDIO SIEROSO è costituito da 2 foglietti :

- pericardio PARIETALE ricopre la superficie interna del pericardio fibroso.

- pericardio VISCERALE più interno, riveste il cuore e l’inizio dei grandi vasi si chiama

anche EPICARDIO (tonaca più esterna del cuore).

LEGAMENTI che ancorano il pericardio fibroso agli altri organi della parete toracica sono :

 

Legamento STERNO PERICARDICO dal manubrio sternale alla faccia anteriore del

pericardio.

 

Legamento VERTEBRO PERICARDICO dala 5° vertebra T raggiunge l’apice del pericardio.

 

Legamenti FRENO PERICARDICI situati tra la base del pericardio e il diaframma.

Il cuore è un organo cavo costituito da 3 tonache sovrapposte (dall’esterno all’interno) :

 EPICARDIO

 MIOCARDIO

 ENDOCARDIO

EPICARDIO mesotelio costituito da cellule piatte che poggiano su una lamina sotto mesoteliale.

Nel suo versante esterno questa membrana secerne LIQUIDO PERICARDICO, che si trova quindi

nello spazio pericardico, tra i 2 foglietti del pericardio. Serve per limitare l’attrito con gli organi con

i quali il cuore viene a contatto.

MIOCARDIO che si divide in miocardio COMUNE e miocardio SPECIFICO.

 

MIOCARDIO COMUNE gran parte della struttura cardiaca. Cellule muscolari striate

cardiache o miocardiociti striati. Cellule mononucleate con forma ad X o Y in modo tale che

possano prendere contatto con più cellule vicine contemporaneamente. Le cellule sono

singole e mononucleate proprio perché se ho un danno, questo si limita ad una piccola

area di cellule, preservando la funzionalità cardiaca (e non prende il muscolo in tutta la sua

lunghezza come le cellule muscolari scheletriche).

- Interposti fra le cellule vi sono i DISCHI INTERCALARI, dei particolari complessi giunzionali

composti da DESMOSOMI e fascia di ADHAERENS disposti in una linea a zig zag, che

consentono una stretta correlazione elettrica tra le cellule, per trasmettere la contrazione,

che è involontaria e spontanea.

Le miofibrille formano una sostanza contrattile continua, strutturata per SARCOMERI,

similmente al muscolo striato scheletrico.

- CELLULE di GRANULI ATRIALI Parte ENDOCRINA del miocardio, situata nell’ATRIO DX che

è ricco di questo tipo di cellule. Sono cellule muscolari con presenza di granuli specifici che

contengono il PEPTIDE NATRIURETICO ATRIALE (ANP) = un ormone che svolge un ruolo a

livello dei reni per regolare la pressione sanguigna.

 

MIOCARDIO SPECIFICO tessuto che si occupa della conduzione dell’impulso. Cellule più

piccole, con striature ridotte e con meno giunzioni. Sono interconnesse tra loro con

strutture nervose, per questo hanno la capacità di DEPOLARIZZARE la membrana cellulare

trasmettendo impulsi per la contrazione ordinata. Cellule organizzate in sistemi e situate in

zone ben specifiche (es cellule di PURKINJE).

analogo

ENDOCARDIO all’endotelio dei vasi sanguigni, cellula piatta su lamina basale. Va a

rivestire le pareti interne del cuore. Riveste anche l’apparato valvolare. Intorno alle valvole

abbiamo invece il tessuto connettivo fibroso che costituisce lo scheletro del cuore.

SCHELETRO DEL CUORE costituito da anelli fibrosi che si dispongono intorno alle valvole :

- Polmonare e Aortico

- Atrio ventricolare DX e SX

Sono uniti fra loro da tessuto connettivo fibroso molto robusto che forma :

- TRIGONO FIBROSO DX tra l’orificio aortico, atrio ventricolare dx e atrio ventricolare sx.

- TRIGONO FIBROSO SX più piccolo, tra l’orificio aortico e quello atrio ventricolare sx.

- TENDINE DEL CONO fascio di fibre connettivali fra l’orificio aortico e dell’a. polmonare.

Tendine del cono

Trigono fibroso sx

Trigono fibroso dx

APPARATO RESPIRATORIO

APPARATO RESPIRATORIO si divide in :

VIE AEREE che si dividono in

SUPERIORI cavità nasali, seni

(

paranasali, faringe).

INFERIORI laringe, trachea,

(

bronchi e ramificazioni)

POLMONI organo della

respirazione, che contiene gli

ALVEOLI POLMONARI.

Formato da un canale che parte

dall’esterno e arriva all’interno.

CAVITÀ NASALI

Strutture ossee cartilaginee.

Comunicano con l’esterno

attraverso le NARICI e con l’interno

(cioè con la faringe) attraverso l’

APERTURA NASALE POSTERIORE

per mezzo delle COANE.

Le cavità sono formate da 2

porzioni: VESTIBOLO (anteriore) e CAVITA’

NASALI PROPRIAMENTE DETTE

(posteriormente).

- Parete mediale interna : sono distinte in dx e sx, separate dal SETTO NASALE.

- Pareti laterali delle cavità presentano dei rilievi caratteristici che formano delle

circonvoluzioni chiamati CORNETTI o CONCHE NASALI superiore, medio, inferiore. Che

delimitano degli spazi chiamati MEATI superiore, medio e inferiore. I cornetti rivestiti di

mucosa respiratoria si chiamano anche TURBINATI, perché fanno subire all’aria un

percorso vorticoso per portarla a circa 37°C.

- Parete inferiore della cavità nasale = PALATO duro e molle.

SENI PARANASALI = strutture contigue al naso, formate da ossa pneumatiche. Sono collegati alle

cavità nasali per mezzo degli OSTI, che vengono però facilmente ostruiti (sinusiti).

1- SENI FRONTALI

2- SENI MASCELLARI

3- CELLULLE ETMOIDALI ant. e post. (o seni etmoidali)

4- SENO SFENOIDALE

F(x) dei SENI PASANASALI :

- far diminuire il peso delle ossa del cranio;

- amplificano il suono.

- Cuscinetto per attutire i colpi facciali.

- Insieme ai CORNETTI NASALI, umidificano e riscaldano l’aria, isolando la cavità dai

cambiamenti di t° , in particolare per le radici dei denti e gli occhi.

MUCOSA tutte le pareti delle cavità nasali ne sono rivestite. Le cellule che tappezzano le pareti

sono costituite da un epitelio pseudostratificato secernente muco. La sua presenza, unitamente

all’azione dei peli protettivi e delle ciglia, facilita l’intrappolamento di microrganismi , blocca le

impurità che respiriamo, filtra e ne favorisce l’eliminazione verso l’esterno.

FARINGE

È il tratto in comune tra apparato respiratorio e digerente. Vi passa aria e cibo.

È un canale muscolo membranoso, costituito da lamina connettivale detta APONEUROSI

 

FARINGEA, al suo interno mucosa faringea, al suo esterno muscoli costrittori della faringe.

Si estende dalla base cranica alla 6° vertebra C. È divisa in 3 porzioni :

 

RINOFARINGE quella parte a contatto con le cavità nasali, cioè con le coane e l’apertura

posteriore delle cavità nasali.

 

OROFARINGE in corrispondenza della cavità orale, in particolare con L’ISTMO DELLE

FAUCI, un tratto della cavità formato da due archi , anteriore e posteriore, che si

congiungono a livello dell’UGOLA, che rappresenta l’apertura della faringe a livello delle

cavità nasali.

 

IPOFARINGE o FARINGE LARINGEA porzione più bassa, a contatto con la laringe,

separata da quest’ultima dall’EPIGLOTTIDE, una cartilagine della laringe che separa

l’apparato digerente da quello respiratorio.

Sulle 2 parete interne laterali, in corrispondenza della rinofaringe, c’è l’ORIFICIO FARINGEO DELLA

TUBA UDITIVA o tuba di EUSTACHIO = punto di comunicazione tra faringe e orecchio medio.

TONSILLE della cavità orale :

- Tonsille FARINGEE

- Tonsille PALATINE

- Tonsille LINGUALI

- Tonsille TUBARICHE

Formano l’anello linfatico di Waldeier.

RECESSO FARINGEO o PIRIFORME =

depressione delimitata tra la parete

anteriore della faringe e quella posteriore

della laringe. 

IRRORAZIONE della faringe tramite le arterie SUCCLAVIE e CAROTIDI in entrambi i lati.

LARINGE

È un canale MUSCOLO MEMBRANOSO CARTILAGINEO che mette in comunicazione la faringe con

la trachea. Funzione deglutizione e fonetica (influenzata dagli ormoni ).

- Superiormente faringe e osso ioide

- Inferiormente trachea

- Anteriormente muscoli del collo

- Lateralmente ghiandola TIROIDE e fascio vascolo nervoso del collo

ipofaringe

- Posteriormente (superiormente ) esofago (inferiormente)

STRUTTURA CARTILAGINEA :

CARTILAGINI IMPARI =

 

TIROIDEA la più sviluppata; anteriormente presenta un’incisura centrale proiettata in

avanti = PROMINENZA LARINGEA (pomo d’Adamo) che lateralmente ha due masse

cartilaginee che formano uno scudo, e postero lateralmente presenta 2 CORNI superiori e 2

inferiori (che si articolano con la cartilagine cricoide per formare l’artic. Tirocricoidea).

 forma

CRICOIDEA anulare schiacciata anteriormente e più slargata posteriormente. Si

articola superiormente con i corni della cartil. Tiroidea e inferiormente con la trachea.

 forma

EPIGLOTTIDE di foglia con il picciòlo rivolto verso il basso. Ha la possibilità di

muoversi e di chiudere la rima della laringe durante la deglutizione, per evitare che il bolo

alimentare entri nelle vie respiratorie.

CARTILAGINI PARI =

 

ARITENOIDI forma triangolare, a livello della base c’è il processo vocale, a cui si

ancorano le corde vocali.

 

CORNICULATE piccole strutture piramidali che si sovrappongono alle aritenoidi.

 CUNEIFORMI

STRUTTURA LEGAMENTOSA :

 

MEMBRANA TIROIOIDEA collega il margine inferiore dell’osso ioide al margine superiore

della cartilagine tiroidea. La porzione superiore della membrana si ispessisce formando il

legamento Tiroioideo.

 

LEGAMENTO CRICOTIROIDEO anteriormente, tra il margine inferiore della cartilagine

tiroide ed il margine superiore della cartilagine cricoide.

 

LAMINA CRICOTRACHEALE dal contorno inferiore della cartilagine cricoide a quello

superiore del primo anello tracheale.

Cartilagini e apparato membranoso sono in perfetta continuità.

MUSCOLI :

 

CRICOARITENOIDEO posteriore e laterale dalla cartilagine aritenoide alle facce,

rispettivamente posteriori e laterali, della cartilagine cricoide. Funzione : dilatazione della

glottide (posteriore) e avvicinamento delle corde vocali (laterale).

 

MUSCOLO TIROARITENOIDEO teso tra il processo vocale della cartilagine aritenoide e la

faccia interna anteriore della cartilagine tiroide. Insieme al legamento vocale forma le

corde vocali vere.

 

MUSCOLI ARITENOIDEI trasverso ed obliquo tra le 2 cartilagini aritenoidi.


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pupy90

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze motorie e Sportive
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher pupy90 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia ed antropometria umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Foro Italico - Iusm o del prof Ripani Maurizio.

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