Tipi di cifrari
Cifrari monoalfabetici
Cifrario di Cesare: deriva dall’imperatore Giulio Cesare e veniva utilizzato in ambito militare per scambiare messaggi con i dislocamenti delle sue truppe in tutta sicurezza. È infatti noto che i suoi nemici fossero analfabeti, quindi figuriamoci pensare solamente di riuscire ad interpretare un messaggio criptato. Inoltre, nessun metodo di criptanalisi risulta da quel periodo, e sembra quasi incredibile la potenza che ha avuto questo cifrario, nonostante la sua estrema semplicità.
Il cifrario di Cesare è un sistema di criptografia chiamato a sostituzione monoalfabetica: in pratica, ogni lettera dell’alfabeto viene fatta scorrere di una (o N) posizione/i. Quindi, dal nostro alfabeto (italiano): a, b, c, d,… z Avremo: z, a, b, c,… v Essendo le lettere 26, si capisce che possiamo effettuare 26 traslazioni prima di ritornare alla configurazione iniziale.
Non a caso infatti, possiamo esprimere questo sistema di crittografia con una formula matematica: prima mettiamo in relazione biunivoca l’alfabeto con i numeri, dopodiché applichiamo:
C = (N + X) mod 26
mentre per decriptare:
D = (N - X) mod 26
Dove:
- N è la nostra chiave, ovvero lo spostamento,
- X invece è una lettera generica che farà parte della frase che vogliamo criptare,
- Mod 20 è proprio quello che dicevamo poco fa; grazie a lui contiamo in modulo 21.
Come possiamo trovare il testo in chiaro?
Ebbene ci possiamo trovare in due possibili soluzioni:
- L’attaccante sa che è stato utilizzato un sistema di cifratura monoalfabetica ma non conosce quale,
- L’attaccante sa che è stato utilizzato un sistema di cifratura di Cesare.
Nel primo caso, all’attaccante basterà effettuare un’analisi di frequenza: in pratica, sapendo che nella lingua italiana le lettere più comuni sono: E, A, O, I, L, N, R, S, T e le meno usate sono: B, F, Q, Z. Allora, gli basterà appunto analizzare i criptogrammi per riuscire a stabilire in base alla ripetizione che lettere stanno osservando.
Il secondo metodo, forse più lungo ma sicuramente più semplice, si basa su un semplice attacco Brute Force: l’attaccante, tenendo a mente la storia che abbiamo accennato poco del limite di 20 spostamenti, si farà una semplice lista dove di volta in volta proverà a ruotare di +1 il criptogramma che vuol decifrare:
Se per esempio abbiamo la parola “emcq”, l’attaccante comincerà:
- emcq spostato di -1: dlbp Niente.
- emcq spostato di -2: ciao Trovato!
Perciò la chi...
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