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Etimologia del termine "DROGA"

Sono da scartare per loti i glottologici le derivazioni da:

Arabo = e → medicamento, Francese = → confetto

dawd durawa dragèe

! !

pula Iranico = → erba/polvere medicinale

! daruk

Greco = → frutta o dolce a fine Celtico = → cattivo

! thragemeta droug, drwg, droch

!

pasto

Più probabili le origini etimologiche da:

Olandese = → Olandese e basso tedesco indicavano

droog

! con termine simile spezie - doghe vegetali a

Neederlandese =

! droghe carattere aromatico; le drogherie erano

Basso tedesco = droghe

! infatti luoghi in cui si vendevano queste

spezie per conservare gli alimenti (modifica-

vano certi aspetti dei cibi).

Inglese = → usato dal 1327

drug

! Francese = → usato dal 1460

! droguerie

Italiano = → 1400

droga

!

MATERIALE IN ESAME : può essere biologico o non biologico. Quando si ha materiale

biologico, non si può agire sempre su di esso direttamente, ma ci sono vari processi di

estrazione della sostanza da analizzare (vedi appunti lab).

Metodo Stas-Otto: hanno messo appunto metodi per estrarre sostanze organiche volatili da

materiale biologico (ad es nicotina).

L'analisi diretta invece si effettua diretta,ente sul campione senza pre-trattamento (es kit per

analizzare stupefacenti nell'urina); il vantaggio in questo caso è che non si perde sostanza,

però i materiali devono essere di tipo particolare (urina e siero) che sono abbastanza

trasparenti. In questo caso si usano i metodi immunoenzimatici e l'analisi è più veloce. Questi

test però sono adatti per analisi di screening e di routine proprio perché sono più veloci, e

permettono una prima scrematura (si analizzano più campioni). 4

SOLUBILIZZAZIONE

Per la si utilizzano solventi come metanolo ed etanolo (che sono solubili

in acqua e quindi non si possono usare per le estrazioni); il cicloesano è usato sia per

solubilizzare, ma anche per estrarre perché è meno immiscibili in acqua.

Se si solubilizza in acqua significa che si hanno dei sali fra le mani, per cui si avrà un pH della

soluzione (cloridrato) => cambiando il pH si possono solubilizzare sostanze acide e basiche.

Se la sostanza si solubilizza in acqua, non si possono usare molte tecniche, fra cui la TLC o

l'HPLC, ma si può applicare la cromatografia L-L e l'UV/VIS.

TIPI DI ESTRAZIONE:

Estrazione L-L (per composti organici non volatili)

A. Estrazione SPE (per composti organici non volatili): di solito si può scegliere la

B. caratteristica (lipofilia)

HS (per VOC = composti organici volatili) = Spazio di testa

C.

L'estratto che si ottiene viene portato a secchezza (si evapora il solvente), si riprende con un

altro solvente e si solubilizza: se si usa un volume noto si può infatti determinarne la

concentrazione.

Tabella

Detection time: dipende

dalla dose e dalla

frequenza di

assunzione. 5

Sangue

• Urine

• saliva

La è facile da analizzare ed è quella che dà più componenti vicino al sangue. È un

• liquido abbastanza fluido che permette molte analisi, fra cui quelle di tipo immuno-chimico

e immuno-enzimatico perché è un liquido trasparente e una matrice semplice.

sudore

Il è una via di eliminazione.

• capelli

I sono una matrice tra quelle più utilizzate.

• Fluido amniotico è un fluido importante; è però un metodo invasivo e riguarda solo le

• donne, ma utile per capire in che a,niente è stato mantenuto,il feto; si capiscono anche le

sostanze che superano la barriera emato-placentare. Non si può mai sapere la conc che

raggiunge il feto!

meconio

Il sono le feci.

• latte

Il e una matrice molto lipofilia; si ha una differenza importante con quello animale,

• però è una matrice importante per capire le sostanze che sono state assunte, soprattutto

quelle lipofile.

liquido seminale

Il si analizza solo in casi particolari.

• respiro

Il viene utilizzato per determinare l'alcol ma anche il metabolismo.

• unghie

Le sono un'altra matrice cheratinica ma è più difficile da prelevare.

• grasso

Il nell'analisi post-morte ma non si analizza di solito, ma potrebbe essere importante

• per analizzare tutti i composti lipofili (DDT una volta). Sul vivo il grasso si può prelevare da

più punti, ma si può raccogliere dal naso! !

bile

La si analizza nel post-mortem ed è importante perché può dare idea dell'abuso della

• sostanza protratto nel tempo.

SANGUE

☞ → le sostanze sono rilevabili nel sangue per alcune ore (in genere non più di

24h), in base alla loro emivita plasmatica. Il sangue è la matrice di elezione se lo scopo della

stabilire se un soggetto è sotto l'effetto

ricerca chimico-tossicologica è quello di di una

certa sostanza. Articoli 186 e 187 del codice della strada per valutare se una persona è sotto

l'effetto di sostanze stupefacenti.

Il sangue, se congelato, porta una volta scongelato ad una massa difficile da analizzare,

soprattutto se post-mortem.

Vantaggi: Svantaggi:

! !

determinazione della correlazione dose- maggior svantaggio: il prelievo è invasivo

• •

effetto; (perché se uno non vuole il prelievo di

determinazione di parametri PK; sangue non si può fare!)

• la conc delle sostanze è correlabile con Inoltre il prelievo può essere fatto solo

• •

la dose assunta (solo nel momento in cui da un personale medico qualificato

si conosce la dose). (anche gli infermieri).

I volumi sono limitati (max 5 mL di

• sangue). Normalmente il volume è di 5 L.

Sostanze come il GH (doping nel calcio o nel ciclismo) possono essere ritrovate nel sangue e

in questo caso ci vuole il consenso. 6

URINA

☞ → le sostanze sono rilevabili nell'urina per alcuni giorni, in base alla loro cinetica di

eliminazione. L'urina è la matrice da scegliere nell'indagine chimica tossicologica perchè

permette di vedere se il soggetto si è accostato per più tempo ad una certa sostanza (=> nel

caso in cui si voglia vedere se il soggetto abbia assunto una sostanza nei giorni

immediatamente precedenti al prelievo, in genere 1-7 giorni). Quando si fa il controllo ci deve

essere qualcuno presente al momento dell'urinazione

Vantaggi: prelievo non invasivo; volumi a volte elevati, facilità di conservazione (anche

! congelamento).

Svantaggi: adulterabile (sostituzione della matrice, diluizione, aggiunta di sostanze -

! mascheranti; questo però solo se non si controlla!); la conc delle sostanze non è correlabile

con la dose assunta.

NB: valutare la diluizione dell'urina: se uno beve tantissimo prima dell'esame i metaboliti

saranno molto diluiti e quindi sotto il cut-off. Si valuta poi anche il pH è il peso specifico.

CAPELLI matrici "alterative"

☞ → sono ma ultimamente sono molto utilizzati per analisi

come:

- patenti: o prima di conseguire la patente, o prima di fare un lavoro a rischio (guidare

autobus), o per riconsegnare la patente a un soggetto a cui è stata ritirata.

- rilevare il consumo di alcol: si va a ricercare l'etil-glucuronide (metabolismo delle sostanze

polari)

Vantaggi: si ha un passaggio delle sostanze dal torrente circolatorio al bulbo del capello =>

! nella matrice cheratinica passano, oltre ai metaboliti, anche la sostanza tal quale: si ricerca

infatti prima la sostanza pura, poi i suoi metaboliti. Inoltre il prelievo è facile, non è invasivo,

gli analiti sono stabili e i capelli sono facili da conservare e trasportare. Dato che si ha un

detection time di mesi-anni (prossimale-distale), si può andare a determinare la storia delle

assunzioni pregresse (crescita 1cm al mese).

Svantaggi: la conc delle sostanze nel capello non è correlabile alla dose assunta. Inoltre le

! concentrazioni degli analiti sono basse (ng/mg); è impossibile stabilire se un soggetto "era

sotto l'effetto di"

MECCANISMO DI INCORPORAZIONE: le sostanze vengono incorporate nei capelli/peli

diffusione

attraverso vari meccanismi, il più importante è la delle sostanze dal sangue al

follicolo. (Prodotti della Giuliani)

NB: se il follicolo è ben irrorato, si ha più possibilità di avere tanti capelli => è anche una

questione genetica.

Il campionamento viene di solito effettuato dalla zona nucale, cercando di tagliare i capelli il

più possibile vicino al cuoio capelluto. Poiché i capelli crescono circa 1 cm al mese, è

segmenti le per stabilire l'assunzione nel tempo.

possibile effettuare un'analisi 50 mg di

capelli sono sufficienti per eseguire l'analisi.

La preparazione del campione pre l'analisi del capello prevede le seguenti fasi:

TAGLIO: da effettuare con strumenti accuratamente puliti

1) LAVAGGIO: per eliminare tutte le sostanze presenti sulla superficie esterna del capello,

2) che potrebbero fornire falsi positivi o interferire con l'analisi

IDROLISI DELLA MATRICE CHERATINICA: tratta,entro con acidi o basi oppure con

3) enzimi per digerire la matrice prima dell'estrazione. 7

Il campione viene opportunamente estratto ed analizzato.

NB: le informazioni ottenibili da questa analisi riguardano l'ASSUNZIONE NEL TEMPO (le

sostanze sono sono stabili e permanenti nella matrice cheratinica), NON è invece possibile

determinare un'assunzione avvenuta nei giorni immediatamente precedenti al prelievo. Per

l'analisi, infatti, non viene prelevata la porzione del capello che si trova attaccata al cuoio

capelluto, nella quale è incorporata una sostanza assunta pochi giorni prima.

Il midollo del capello, che è in contatto con il follicolo, è quello che raccoglie le sostanze

provenienti dal sangue. La matrice cheratinica è una matrice proteica, fatta da catene di aa

che devono essere quindi degradate → idrolisi chimica/enzimatiche per arrivare al midollo e

poter avere accesso alle sostanze. Se si ha una routine importante da fare (molte analisi) si

possono analizzare anche con metodi immuno-chimici ed enzimatici.

Il problema è che siamo sottoposti ad agenti atmosferici => ci può essere un inquinamento di

tipo ambientale sulla superficie esterna, per cui si può lavare il capello, anche se

l'inquinamento ambientale non dà fastidio nelle analisi di cromatografia. Se però si deve

analizzare una sostanza come nicotina, cannabinoidi, cocaina etc, l'inquinamento esterno

conterrà anche queste sostanze => si dovranno eliminare sostanze depositate all'esterno per

evitare falsi positivi => è opportuna effettuare lavaggi con solventi come il diclorometano per

eliminare sostanze interferenti con l'analisi.

Anche il trattamento estetico del capello può influire nell'analisi: se una donna vuole

dimostrare che non assume sostanze stupefacenti, esistono dei trattamenti mensili molto

costosi che possono eliminare sostanze inserite nel midollo del capello.

NB: si ha una parte prossimale del capello è una distale (sulla punta); quando si fa l'analisi il

capello deve essere lungo almeno 2-3 cm e il prelievo si fa nella parte nuca le, che è la parte

più irrorata è regolare, e dove anche la crescita e più regolare. In altre parti la crescita è

diversa, ma nell'esame è importante la segmentazione. Statisticamente il capello cresce 1cm

al mese circa, per cui se si prelevano 3 cm non si può dividere per 3 ed essere sicuri che

ogni cm corrisponda ad 1 mese. Di solito si prelevano 50-100 mg. A Brescia richiedono 6

cm. Il ciuffo prelevato è rappresentativo, per cui in base a dove si preleva la conc può essere

diversa. Si fa una segmentazione di solito di 3 cm in 3 cm se i capelli sono lunghi.

Dopo il lavaggio si segmenta in piccoli pezzi e si procede con l'analisi.

NB: il colore dei capelli influisce sull'eliminazione delle sostanze: anche le unghie contiene

sostanze perché è anch'essa una matrice cheratinica, ma il capello dà una maggior facilità di

analisi. Se il capello è chiaro, si potrebbero ritrovare minori conc di sostanze.

I livelli che si riscontrano vengono paragonati ai cut-off che dà la regione e di solito si

analizzano le sostanze che la regione dice che sia meglio controllare: morfina, ecstasy,

cannabinoidi, cocaina etc. L'analisi è importantissima anche perché si può andare a vedere se

una sostanza ha assunto una sostanza al di sotto dei cut-off! È un'analisi che si può fare

anche post-mortem per capire come e quanto il soggetto assumeva sostanze (non serve per

verificare un'assunzione saltuaria): va a valutare una certa FREQUENZA DI ASSUNZIONE

(anche solo se fosse ogni fine settimana).

Per eliminare le sostanze ci vuole tempo! Se uno vuole eliminare ad es cocaina assunta ad

alte dosi, ci possono volere anche più di 6 mesi! Se si tagliano i capelli, le sostanze si

ritrovano comunque perché vengono eliminate lentamente se l'assunzione è prolungata. 8

Il capello serve anche per dimostrare l'assunzione personale di sostanze (nel caso in cui uno

venga beccato con molta cocaina e vuole dimostrare che è lui ad assumerla e non la

spaccia).

PELO

☞ Il è un'altra matrice cheratinica che può essere analizzata; ha però delle

caratteristiche particolari, soprattutto quello a livello inguinale perché non ha la a crescita

come il capello, ma cresce per circa 8-9 mesi => se si prelevano quelli si può valutare

l'assunzione in quell'arco di tempo. Poi cadono spontaneamente.

Gli altri peli sono difficili, a volte, da recuperare perché sono pochi e per l'analisi ne servono

(50-100 mg).

NB: quando si fa l'analisi si deve avere la possibilità di una contro-analisi => ci deve essere

una quantità di capelli da tenere da parte.

Si ricercano sostanze glucuronide nell'ordine dei ng. 9

TEST IMMUNO-TOSSICOLOGICI

- QUALITATIVA:

Risposta non-negativa > cut-off - negativa < cut-off

Si passa direttamente alla CONFERMA.

- SEMIQUANTITATIVA:

Risposta il segnale rilevato è confrontato con una curva di

calibrazione => si ottiene un DATO ANALITICO PRELIMINARE, da CONFERMARE.

La conferma si effettua con tecniche cromatografiche selettive: GC/MS e/o LC C/Ms-MS in

specifico e quantitativo.

grado di fornire un dato

Questi screening nascono per problematiche inerenti alla biochimica clinica → si sono rilevati

di grande utilità in ambito forense e sono in continua evoluzione tecnologica. Introdotti in

ambito forense alla fine degli anni '70 sono così chiamati perché sfruttano il principio della

reazione ANTIGENE-ANTICORPO:

Antigeni = sostanze che, se introdotte nell'organismo, sono in grado di determinare una

! risposta immunitaria cellulare o umorale (o entrambe), e sono in grado di reagire con i

prodotti specifici del SI (immunoglobuline, cellule T attive). Possono essere

Completi: sostanze in grado di indurre formazione di Ab specifici e/o reagire con essi

a. Incompleti (apteni): molecole generalmente di piccole dimensioni capaci di reagire

b. con gli Ab ma non di indurne la sintesi; gli apteni acquistano proprietà immunogene

quando coniugati a proteine (proteine vettrici / carriers)

Anticorpi = proteine sieri che prodotte dalla serie linfoide che appartengono alla famiglia

! delle Ig. Hanno la capacità di reagire con la configurazione antigeni a responsabile della loro

produzione.

PRODUZIONE di ANTICORPI: 1

STICK IMMUNOCHIMICO SALIVA - PRELIEVO

!

In genere viene effettuato con un tampone assorbi-saliva di pura cellulosa e senza additivi (

cotton fioc da tenere nella cavità orale e da riempire di saliva). Si posiziona sotto la lingua.

Quando l'indicatore diventa blu vuol dire che è stata raccolta la quantità sufficiente di fluido

(il tempo varia, a seconda della produzione di saliva, da 30 secondi a 4 minuti). Per effettuare

di

le analisi chimico-tossicologiche su tale matrice sono necessari alcuni mL di campione, ma

solito si applicano testi immunochimici. 2 mL per l'urina sono pochi, mentre in questo

caso, essendo analisi di screening sui gruppi di sostanze. Si ha subito un risultato positivo o

NB:

negativo per quanto riguarda la presenza di certe sostanze. vale per certi GRUPPI di

sostanze."Positivo" in realtà sarebbe "non negativo" perché la non negatività va controllata =>

è meglio dire non negativo e poi andare a controllare per avere la risposta definitiva di

positivo o negativo. 2

Non è stata apportata una modifica per evidenziare le persone a rischio con questo test; la

saliva però è una di quelle problematiche che potrebbero interessare nei prossimi anni.

Sono stick disponibili anche in farmacia ed esistono anche per l'analisi dell'urina.

NB: Nel caso del positivo non si ha nessuna traccia, nel negativo invece si vede una traccia

(nessuna banda di assorbimento).

REQUISITI ANALITICI : campo di analisi = rilievo di droghe e/o psicofarmaci

- INTERFERENZE

No

- SPECIFICITÀ con la sostanza madre (cross-reattività)

- CUT-OFF

Titolati per = valore soglia al di sotto del quale un test viene considerato

NEGATIVO e al di sopra NON NEGATIVO. Generalmente stabilito dalla sensibilità della

metodica.

Accertamenti sanitari di assenza di tossicodipendenza o di assunzione di sostanze

stupefacenti o psicotrope in lavoratori addetti a mansioni che comportano particolari rischi

per la sicurezza, l'incolumità e la salute di terzi.

Questi test card sono immunochimici e sono strutturati così: si ha deposito del

campione alla base della lastra (minime quantità TLC) e si hanno anticorpi

marcati con microparticelle colorate (danno così origine ad assorbimento nel

visibile) e si vanno a ricercare gli antigeni (COC, THC, MET, MOR):

- COC = cocaina+metaboliti → cutoff = 300 ng/mL (coca ha molti metaboliti)

- THC = cannabinoidi → cutoff = 50 ng/mL

- MET = metamfetamina → cutoff = 500 ng/mL

- MOR = oppiacei → cutoff = 300 ng/mL (categoria molto ampia)

Questi cutoff servono a risparmiare altre analisi; se invece fosse non negativo al

cutoff si va a procedere con le altre tecniche di conferma.

Questi stick sono basati sulla competizione tra la droga eventualmente presente nelle urine e

quella immobilizzata lungo il supporto dello stick: quando lo stick entra in contatto con l'urina,

il campione, assorbito per capillarità, va a reidratare la zona (in basso) del supporto su cui

sono presenti degli Ab marcati con microparticelle colorate, i quali inizieranno a migrare

lungo il supporto. La sospensione contenente gli Ab marcati continuerà a migrare fino a che

non incontrerà l'Ag immobilizzato.

In assenza della droga nell'urina, gli Ab marcati legano la droga immobilizzata sul supporto,

provocando la comparsa di una banda colorata (RISPOSTA NEGATIVA). Quando nella matrice

in esame è presente la droga, sia si legherà agli Ab marcati impedendone il leg con la droga

immobilizzata e quindi la comparsa della banda colorata (RISPOSTA POSITIVA) 3

Se si prende urina bianca (già valutata senza sostanze stupefacenti) e si semina sulla

! lastrina, si hanno gli Ab marcati presenti nella lastrina e questi corrono con la corsa

cromatografica, andandosi a legare con gli Ag già seminati sulla lastrina in una certa

posizione => si vede un colore nel sito in cui erano stati seminati gli Ag → RISPOSTA

NEGATIVA.

Se si ha un urina "non negativa" questa contiene sostanze che si legano come Ag agli Ab e

! quindi gli Ab marcati non si possono legare agli Ag già seminati => non si vede colore

perché gli Ab non si legano ma oltrepassano il sito in cui sono presenti gli Ag già depositati

sulla piastra → RISPOSTA NON NEGATIVA.

NB: attenzione alla possibilità che ci siano sostanze che possono interferire, per cui se il

risultato è non negativo, è sempre bene andare a controllare (possono esserci sostanze che

si legano allo stesso modo e quindi danno la stessa risposta oppure non permettono di

vedere la sostanza attiva).

CUT-OFF DELLE SOSTANZE NELLE URINE

Negli oppiacei ci sono almeno 4 analiti che si vanno a ricercare. Per il metadone si va a

ricercare anche il suo metabolita principale ...

Le amfetamine sono sostanze molto piccole e possono interferire con sostanze endogene

già presenti, per cui hanno un valore più alte. Metilen diossi amfetamina (= MDMA). Il

metaboliti a principale dei cannabinoidi nell'urina non è il THC come nella saliva ma il

metabolita THC-COOH.

Per la bupreonrfina, che sostituisce il metadone, si va a ricercare anche il metabolita = nor-

bupreonrfina.

Nel caso dell'urina si cerca di utilizzare maggior matrice per aumentare la sensibilità.

VANTAGGI

- -

Elevata sensibilità Minima quantità

nei confronti del di materiale biologico

gruppo di molecole da rilevare (γ/mL; nec sparito per l'esecuzione del test (es

μg/mL e/o ng/mL); 50 μL di urina);

- -

Notevole velocità diret-

di esecuzione (100 Possibilità di eseguire la reazione

tamente

campioni in 1-2 ore); sul materiale in esame, senza

sottoporlo ad alcun procedimento

estrattivo o di concentrazione.

SVANTAGGI

- non specifici;

Selettivi per gruppi, ma

- Possibilità di interferenze con altre molecole a causa di reazioni crociate.

Questi test non hanno mai una retta di calibrazione perfetta, ma se ne hanno tante. Si usano

standard di riferimento (basso, medio, alto) e questo range si può considerare semi-

quantitativo.

ANALISI DI CONFERMA CON TECNICHE SPETTROMETRICHE DI MASSA: 4

Le conferme devono sempre esser fatte con il detector di

massa, che può essere massa semplice o massa-massa

(preferibile per il liquido).

• Con la massa si può vedere qualsiasi molecola

all'interno della matrice e si ricava lo spettro di massa

• Con la massa-massa si deve già sapere quale sostanza

si ha è in questi test si è favoriti dal fatto che si ha uno

screening precedente e quindi si vanno a ricercare le

sostanze a cui il test è risultato non negativo in modo

molto sensibile.

SPETTROMETRO DI MASSA: 5

VELENI

Assaggiatori del re. L'analisi chimico-tossicologica si sviluppa per identificare un veleno =

termine giuridico perché si è in ambito forense. Si è legati alla magistratura attraverso il

codice di magistratura civile e, soprattutto, penale. È un termine giuridico perché il termine

"veleno" è compreso nel codice.

VENEFICIO → Gli articoli 575, 576, 577, 585 del c.p. riportano che l'uso del "mezzo venefico"

mezzo insidioso

è da considerarsi un'aggravante dell'omicidio in quanto (se uno ha in mano

una pistola non è un mezzo insidioso perché le intenzioni sono chiare).

insidiosità e proditorietà

Per poter agire con è certo che il veleno deve esplicare la sua

azione lesiva in dosi esigue in modo da essere dissimulato nel momento in cui viene

introdotto nel corpo umano e occultato a resto avvenuto.

La gravità deriva non tanto dalle caratteristiche proprie del "mezzo venefico" o delle

"sostanze venefiche", ma dalle modalità d'uso, che devono essere tali da rendere il veleno

difficile da evitare da parte della vittima, come da scoprire poi (indagine chimico-

tossicologica) .

Quest'ultima parte gli piace!! anche "occultato a resto avvenuto"

NB: Essendo un mezzo insidioso, il veleno può agire anche a piccole dosi, per cui per poi

ritrovarlo si può far fatica.

Il topo assaggiatore è il più anziano e il più vecchio e quindi lo sacrificano per assaggiare il

cibo.

- OMICIDIO VOLONTARIO: chiunque cagiona la morte di un uomo è punito con la reclusione

non inferiore ad anni ventuno.

- CIRCOSTANZE AGGRAVANTI DELL'OMICIDIO: quando è adoperato un mezzo venefico o un

altro mezzo insidioso, ovvero quando vi è premeditazione, la pena è l'ergastolo.

VELENO: da un punto di vista medico legale, si può definire come "ogni sostanza che,

introdotta nell'organismo, cagiona malattia ed eventualmente morte con meccanismo

chimico o biochimico". ! NB: deve

La definizione va saputa come tale

Cazzaniga, Luvoni, Cattabeni.

essere introdotta nell'organismo per avere efficacia. Il meccanismo chimico è di tipo diretto

(acidi e basi forti), mentre quello biochimico è di tipo indiretto e implica diversi fattori, o

meglio, un iter complesso. Non esiste una specifica definizione; etimologicamente si

definisce come sostanza che, per le sue proprietà chimiche e chimico-fisiche può

compromettere più o meno gravemente l'integrità e la funzionalità di un organismo vivente.

Non si può dare una specifica definizione di veleno in quanto per alcune sostanze

considerate veleni classici (Arsenico, Stricnina) a piccole dosi sono medicamenti => Nella

definizione non è inserito il concetto di DOSE! Non sono individuabili sostanze che possono

in ogni circostanza agire come veleno. Il termine "veleno" non esprime un concetto

ASSOLUTO. Non è possibile individuare alcuna sostanza che in ogni circostanza possa agire

stricnina

come tale. Questo riguarda soprattutto sostanze come la (utilizzata per doping

perché a bassi dosaggi ha azione eccitante) o l'arsenico (che aveva un utilizzo terapeutico

utilizzato in terapia, ma è stato causa di un sacco d avvelenamenti sottoforma di anidride)

=> sono sostanze che, somministrate in opportuno dosaggio, hanno proprietà terapeutiche.

1

Oppure sostanze generalmente considerate innocue (come gli alimenti), se assunte in

rilevante quantità, possono determinare un'azione tossica.

Un veleno può essere:

Gassoso e/o volatile

a. Organico non volatile

b. Di origine naturale: animale / vegetale / minerale (gas o metalli)

c.

MALATTIA = processo morboso, cioè sequenza di azioni e reazioni, che induce in un

organismo uno stato anormale caratterizzato da alterazioni funzionali o anatomiche (

tratto da

). Anche se si sbaglia a dare un medicinale si è in questo ambito!

un libro di medicina legale

Paracelso: "tutte le sostanze sono veleni; non ce n'è nessuna non sia un veleno.. La dose

giusta differenzia il veleno dal rimedio".

DIAGNOSI DI AVVELENAMENTO

La DIAGNOSI differenziale di AVVELENAMENTO si fa tra: omicidio, suicidio, accidente, morte

da causa esterna. La diagnosi deve trovare fondamento nel convergere in maniera univoca di

una serie di elementi di giudizio che scaturiscono dall'applicazione di più criteri atti a

dimostrare un nesso causale tra l'azione lesiva di natura chimica e la morte e/o

l'intossicazione. Si ha quindi una criteriologia medico-legale.

Si parla anche di meccanismo chimico e biochimico:

- chimico

il meccanismo è DIRETTO (es: bagno in acido solforico o acido cloridrico sulla

faccia) e può causare anche la morte diretta; anche l'ingestione ad esempio di soda causa

ustioni tali che è difficile sopravvivere => azione diretta della sostanza sull'organismo.

- biochimico

il meccanismo è quello che riguarda noi: deve essere assorbito e avrà effetti in

base alla sua farmacocinetica e farmacodinamica. 2

CRITERIOLOGIA MEDICO-LEGALE per stabilire la causa di morte:

Criterio circostanziale: come e dove è avvenuto il delitto; serve per capire e riuscire ad

1) arrivare. Può arrivare anche la p.g (polizia giudiziaria). È "

l'acquisizione e valutazione di tutte

le notizie collegate all'evento che ha portato all'avvelenamento, generalmente raccolte

".

dall'autorità inquirente

→ La conoscenza dei fatti assume un ruolo fondamentale nel quadro generale della

diagnosi di avvelenamento. In questo criterio confluiscono anche tutti i dati di sopralluogo

(ritrovamento di farmaci nei pressi del cadavere, che può rappresentare un elemento di

notevole aiuto per l'identificazione del veleno).

2) Criterio anatomo-patologico: esame autoptico MACROSCOPICO (esterno: come era

vestito il soggetto, la posizione, macchie di sangue, colore delle macchie per vedere

intossica mentre da cianuro o da CO etc. Si ha poi apertura della cavità addominale e si

va a vedere a livello macroscopico la situazione generale dell'organismo; ad esempio un

tossicodipendente da eroina ha una situazione generale di morbosità elevata a tutti gli

organi; successivamente si apre la scatola cranica e si vanno a vedere se ci sono stati

ictus etc) e MICROSCOPICO (si prelevano gli organi e in parte vengono dati al chimico

tossicologico e in parte vengono dati per le analisi istologiche: preparati in alcol e colorati

in maniera particolare. Se i prelievi sono stati fatti bene si può evidenziare ad esempio

medico legale.

l'infarto) => competenza del Cristalli su polmone e parete dello stomaco?

Le procure sono territoriali e ogni territorio ha un magistrato competente che può

convocare un medico legale che deve vedere le condizioni del soggetto sul luogo del fatto

prima di trasportare il soggetto agli obitori. Queste sono autopsie giudizio aree perché

vengono fatte su ordine del magistrato e quindi non ci si può opporre.

Questo criterio riguarda " acquisizione e rilievo di tutti gli elementi che provengono dall'esame

". Esempi: Acidi minerali e alcali minerali (NaOH e HCl)

esterno del cadavere e dall'autopsia

sono difficili da rilevare con l'analisi tossicologica e provocano lesioni caratteristiche del

tubo digerente, per cui l'esame anatomo-patologico è quello più idoneo per rilevare

intossicazioni dia userò tipo. Con questo tipo di esame si ricercano anche segni da

assunzione di droga (segni di aghi).

Criterio anamestico-clinico: storia clinica del soggetto; notizie e storia del sospetto

3) avvelenamento. → il soggetto è stato ricoverato? Si richiedono le cartelle cliniche e quindi

si cerca di fare la storia del soggetto dal punto di vista di assunzione delle sostanze: non

si deve solo ricercare un avvelenamento da sostanze tossiche, ma si deve anche capire se

assume altre sostanze che possono peggiorare la situazione (es troppe bdz).

Non è una mera registrazione di una successione di avvenimenti, ma una verificazione

(Cazzaniga) →

ragionata a ricostruire vichianamente il "factum" che si identifica nel "verum"

" quali

Riguarda le circostanze nelle le manifestazioni morbose hanno dato origine al sospetto di

". Esempi: ambiente, qualità alimenti ingeriti,

qualità

avvelenamento e la delle manifestazioni

farmaci assunti, sintomi dell'avvelenamento presunto, decorso della malattia.

DATI SINTOMATOLOGICI IMPORTANTI:

Tetano stricninico → Stricnina

» Abbassamento valori di Ach-E → Esteri organo-fosforici (pesticidi)

» 3

Quadro clinico avvelenamento da funghi → Amanita phalloides

»

Questi dati forniscono elementi decisivi, sia per la diagnosi generica ma, anche e

soprattutto, per la qualità dell'avvelenamento.

Il dato sintomatologico deve comunque essere valutato da un medico o da una persona di

sicura attendibilità nella descrizione della sintomatologia e non da persone emotivamente

coinvolte (parenti, amici event. presenti al momento dell'avvelenamento).

PROBLEMI NELL'ACQUISIZIONE DEL DATO CLINICO: Immediatezza azione del tossico;

mancanza di testimoni.

Se uno passa dal pronto soccorso è un problema perché hanno tutto molto diluito, i

prelievi fatti non vengono conservati. !

STUDIARE I FUNGHI PERCHÉ AL GAMBARO PIACCIONO

Criterio chimico-tossicologico: acquisizione e valutazione del dato chimico-tossicologico

4) tossicologo forense.

=> competenza del Esempi: alcali/acidi minerali (NaOH, HCl), difficili

da rilevare con l'analisi tossicologica, provocano lesioni caratteristiche del tubo digerente;

la morte da "droga" si può identificare con i segni della puntura dell'ago.

Questo criterio si occupa della " "

ricerca del veleno con le opportune indagini di laboratorio

diagnosi di avvelenamento

=> valutazione del DATO TOSSICOLOGICO → la deve

scaturire dall'insieme di tutti gli elementi di giudizio emersi dai criteri citati, atti a

dimostrare un nesso causale tra l'azione lesiva di natura chimica e la morte e/o

intossicazione. 4

OMICIDIO

L'accesso del Magistrato sul luogo in cui è stato commesso un reato (nei casi di omicidio

dove è stato ritrovato il cadavere) mira a completare e rilevare nelle forme di legge quanto

sia già stato compiuto dall'autorità di polizia.

Solitamente l'intervento del medico legale è richiesto dal Magistrato quando si tratta di

delitto contro la persona (presunto omicidio, infanticidio ecc) oppure di morte per infortunio.

I problemi medico-legali che si prospettano più frequentemente al perito (medico legale)

sono quelli della diagnosi differenziale tra omicidio, suicidio e accidente, fra morte da causa

esterna e da causa naturale. ⇨ L'esame esterno completo del cadavere ed il prelievo dei

campioni da sottoporre ad indagine chimico-tossicologica sono effettuati al momento

dell'autopsia.

Negligenza = atteggiamento passivo o attivo nei confronti di obblighi e doveri di chi non si

preoccupa della possibilità di causare danni ad altri.

Imprudenza = insufficiente ponderatezza.

★ Imperizia = ignoranza delle competenze specifiche.

Codice di procedura penale: chi è accusato di omicidio in tribunale viene ammesso non a

un giudice, al gip, al giorno etc, ma alla corte di assise, a cui partecipano 3 giudici che fanno

parte della magistratura e poi la giuria, che è popolare (tutti possono essere estratti per

parteciparvi ed è molto difficile rinunciare perché è un obbligo)

- VOLONTARIO, a sua volta suddiviso in

Semplice: "chiunque cagiona la morte di un uomo è punito con la reclusione non inferiore

• anni 21".

agli In caso di avvelenamento, la volontà si desume dalla dose e dal modo di

somministrazione del veleno.

Aggravato: quando sia stato commesso per eseguire o occultare un altro reato, o per

• conseguire per sè od altri il prodotto, il profitto o l'impunità di un altro reato.

Rientra in questa tipologia anche l'omicidio commesso contro l'asse dente o il

discendente (parenti) con ogni mezzi (venefico e/o insidioso*), con sevizie e con

premeditazione. La pena è l'ergastolo.

È da considerarsi volontario aggravato anche l'eutanasia senza il consenso del malato, sia

che essa venga praticata dal medico o dai parenti del malato.

* Per mezzi insidiosi, fra i quali è da annoverare l'uso del veleno, si intende quelli che

hanno come caratteristica una intrinseca proditorietà connessa con la dissimulazione

nell'apprestamento dei mezzi stessi ed il loro occultamento fino ad effetto lesivo

conseguito.

Attenuato: quando ricorrono le circostanze attenuanti comuni di cui all'art. 62 C.P.: aver

• agito per motivi di valore morale e sociale; aver agito in stato d'ira determinato da fatto

ingiusto altrui; etc.

Omicidio volontario attenuato è anche quello commesso con il consenso della vittima (art.

579 C.P.) e quindi pure l'eutanasia in seguito a richieste dello stesso paziente, purché

ricorra la condizione essenziale della validità del consenso (=> in Italia l'eutanasia non è

permessa). Si può avere anche un processo alternativo che corrisponde a ⅓ della pena.

- TENTATO: è il fatto di chi compie atti idonei, diretti in modo non equivoco a produrre la

morte altrui, e la morte non si verifica. Le pene sono da 24 a 30 anni di reclusione. Per

1

giudicare il tentativo sono spesso necessarie indagini medico legali, in merito all'idoneità

dei mezzi messi in opera per uccidere.

- COLPOSO: chiunque cagiona per colpa (negligenza, imprudenza, inosservanza delle leggi,

regolamenti, ordini o discipline) la morte di una persona è punito con la reclusione da 6

mesi a 5 anni => è ad esempio l'uccisione di un soggetto sulle strisce pedonali. Se il fatto è

commesso con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale o di quelle

per la prevenzione degli infortuni sul lavoro la pena è della reclusione da 1 a 5 anni. Nel

caso di morte di più persone, ovvero di morte di una o più persone e di lesioni di una o più

persone, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni

commesse aumentata fino al triplo, ma la pena non può superare gli anni 12.

- PRETERINTENZIONALE: se l'agente cagiona la morte con atti diretti soltanto a

percuotere o produrre lesioni personali => deve mancare l'intenzione di uccidere. La pena è

da 10 a 18 anni di reclusione. Per la valutazione della preterintenzionalità valgono anche

elementi di ordine medico-legale: il giudizio sulla capacità lesiva dei mezzi utilizzati e quello

sulla ricorrenza di concause (se uno tira un pugno e il soggetto cade picchiando la testa

sullo spigolo del marciapiede, il medico legale informa sulla causa effettiva della morte).

- PRETERINTENZIONALE AGGRAVATO: quando ricorrano le circostanze aggravate

considerate per l'omicidio volontario, ovvero se il fatto è commesso con armi o sostanze

corrosive.

COLPA (domanda esame)

Negligenza: atteggiamento passivo (o attivo) nei confronti di obblighi e doveri di chi non

A. si preoccupa alla possibilità di causare danni ad altri.

Imprudenza: insufficiente ponderatezza (atto in contrasto con le norme di sicurezza date

B. dalla ragione o dall'esperienza); qui può rientrare anche il farmacista.

Imperizia: ignoranza delle competenze specifiche (è la peggiore).

C.

L'uso di SOSTANZE VENEFICHE o altro mezzo insidioso è considerato un'aggravante del

DELITTO DI OMICIDIO VOLONTARIO:

Ergastolo

» Morte in conseguenza di altro delitto: Overdose = morte di un soggetto che ha assunto una

» sostanza; si parla sempre del soggetto che ha venduto l'ultima dose alla vittima.

Somministrazione di bevande alcoliche, stupefacenti, sostanze psicotrope a soggetti non in

» grado di intendere e di volere.

ARTICOLI C.P. "DEI DELITTI DI COMUNE PERICOLO MEDIANTE FODE"

439. Avvelenamento di acque o sostanze alimentari

» 440. Adulterazione/contraffazione di sostanze alimentari

» 441. Adulterazione/ contraffazione di prodotti che possono causare danno alla salute

» 442. Commercio di sostanze alimentari contraffatte / adulterate

» Commercio/somministrazione di medicinali guasti

443.

» 444. Commercio di sostanze alimentari nocive

» Somministrazione di medicinali in modo pericoloso per la salute

445.

» 2

439. Avvelenamento di acque o di sostanze alimentari: chiunque avvelena acque o sostanze

destinate all'alimentazione, prima che siano attinte o distribuite per il consumo, è punito con

non inferiore a 15 anni.

la reclusione Se dal fatto deriva la morte di alcuno, si applica

l'ergastolo; e, nel caso di morte di più persone, si applica l'ergastolo (il testo originale

comminava la pena di morte).

440. Adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari: chiunque corrompe o adultera

acque o sostanze destinate all'alimentazione, prima che siano attinte o distribuite per il

da 3 a 10

consumo, rendendole pericolose alla salute pubblica, è punito con la reclusione

anni. La stessa pena si applica a chi contraffà, in modo pericoloso alla salute pubblica,

sostanze alimentari destinate al commercio. La pena è aumentata se sono adulterate o

contraffatte sostanze medicinali.

441. Adulterazione e contraffazione di altre cose in danno della pubblica salute: chiunque

adultera o contraffà, in modo pericoloso alla salute pubblica, cose destinate al commercio,

diverse da quelle indicate nel,articolo precedente, è punito con la reclusione da 1 a 5 anni o

con la multa non inferiore a lire 700.000.

442. Commercio di sostanze alimentari contraffatte o adulterate: chiunque, senza essere

concorso nei reati preceduti dai 3 articoli precedenti, detiene per il commercio, pone in

commercio, ovvero distribuisce per il consumo acque, sostanze o cose che sono state da

altri avvelenate, corrotte, adulterate o contraffatte, in modo pericoloso alla salute pubblica,

soggiace alle pene rispettivamente stabilite nei detti articoli [452, 448, 516].

Commercio o somministrazione di medicinali guasti:

443. chiunque detiene per il

commercio, pone in commercio o somministra medicinali guasti o imperfetti, è punito con la

da 6 mesi a 3 anni NB:

reclusione e con la multa non inferiore a 103 €. Medicinale

imperfetto è anche quello senza foglietto illustrativo, senza AIC etc.

444. Commercio di sostanze alimentari nocive: chiunque detiene per il commercio, pone in

commercio ovvero distribuisce per il consumo sostanze destinate all'alimentazione, non

da 6

contraffatte nè adulterate, ma pericolose alla salute pubblica, è punito con la reclusione

mesi a 3 anni di con la multa non inferiore a 51 €.

La pena è diminuita se la qualità nociva delle sostanze è nota alla persona che le acquista o le

riceve.

Somministrazione di medicinali in modo pericoloso per la salute pubblica:

445.

chiunque, esercitando, anche abusivamente, il commercio di sostanze medicinali, le

somministra in specie, qualità o quantità non corrispondente alle ordinazioni mediche, o

da 6 mesi a 2 anni

diversa da quella dichiarata o pattuita, è punito con la reclusione e con la

NB:

multa da 103 a 1032 €. La catena del freddo va mantenuta!

ADULTERAZIONE = modificazione illegale di una sostanza alimentare, effettuata mediante

aggiunta di ingredienti di scadente qualità o di sostanze impure. La forma di adulterazione

più comune consiste nell'altra re una determinata sostanza, mescolandola con una meno

pregiata, allo scopo di ridurre i costi nella preparazione di un prodotto. Esempi di

3

adulterazione sono l'eliminazione del grasso dal latte venduto poi come "intero", l'aggiunta di

zucchero di canna o barbabietola per aumentare il tenore alcolico del vino durante la

fermentazione, o l'utilizzo di sostanze chimiche per nascondere alcune caratteristiche

scadenti del prodotto alimentare. Secondo la legge italiana è considerata adulterazione anche

la scorretta informazione eventualmente riportata sull'etichetta, relativa a dosaggi e

ingredienti di un prodotto.

CONTRAFFAZIONE : il regolamento CE n.1383 del Consiglio del 22 luglio 2003 fornisce le

merci contraffatte

seguenti definizioni: per si intendono:

- merci, imballaggio

le compreso il loro (anche l'imballaggio è importante => controllarlo

marchio

sempre in farmacia!) su cui sia stato apposto, senza autorizzazione, un di

fabbrica o di commercio identico a quello valida,ente registrato per gli stessi tipi di merci, o

che non possa essere distinto nei suoi aspetti essenziali da tale marchio di fabbrica o di

violi i diritti del titolare del marchio in questione;

commercio e che pertanto

- logo, etichetta,

qualsiasi segno distintivo (compresi opuscolo etc), anche presentato

separatamente;

- imballaggi

gli recanti marchi di merce contraffatta presentati separatamente.

STORIA DEI VELENI E DEGLI AVVELENAMENTI (può essere chiesta nelle crocette)

Greci: conobbero l'uso di molti veleni.

- Ippocrate descrive casi di avvelenamento da erbe, piante cibi.

- Socrate venne condannato a morte nel 399 a.C, costringendolo a bere una pozione

cicuta

preparata con la (blocco della muscolatura). Veniva considerata una pianta in grado

di donare una morte indolore.

- Plutarco racconta che alla morte di Alessandro il Grande, essendoci il sospetto di un

avvelenamento da arsenico, venne osservato il cadavere e: "quantunque giacesse il suo

cadavere per molti giorni in luoghi caldi e soffocanti senzacchè usata gli fosse veruna cura,

non diede verun segno di essere guasto da veleno, ma si conservò tuttavia terso, e tale

che parea morto per allora".

Romani: moltissimi sono stati gli avvelenamenti a scopo di omicidio e/o suicidio. Le donne

erano particolarmente abili a manipolare i veleni. Locuste, una donna esperta nella

conoscenza dei veleni, preparò un antidoto universale per proteggere l'imperatore Nerone →

Si pensava che somministrando dose non letali, nel tempo si potesse raggiungere una carica

immunitaria in grado di proteggere.

Medioevo: si ritrovano testimonianze di avvelenamenti e avvelenatori. Numerosi sono i libri e

i manuali in cui venivano descritte le tecniche per preparare i veleni e come combatterli.

1384: Carlo il Cattivo, re di Navarra (Spagna) ordinò al suo menestrello (giullare del re) di

avvelenare Carlo VI, re di Francia, suo fratello e i suoi zii. Gli diede le seguenti istruzioni: "Vai a

sublimato di arsenico;

Parigi: c'è una sostanza che si chiama se un uomo ne mangia una

piccolissima quantità ne muore immediatamente. La troverai in vari paesi (...), in tutte le

farmacie. Prendi questa sostanza è riducila in polvere e quando sarai giunto dal re e dai suoi

parenti, recati presso le cucine e metti questa polvere nelle carni, nella minestra e nel vino

stando ben attento a non farti scoprire". 4

Rinascimento: riprese con vigore l'arte dell'avvelenamento. Famose sono le vicende della

casa "Borgia" in cui sia Alessandro Borgia che si suoi 2 figli, Valentino e Lucrezia Borgia,

avvelenarono molti loro nemici con l'arsenico.

Il caso di Giulia Toffana (domanda crocette): una signora romana, una certa giulia Toffana,

1640

elaborò nel una "preparazione galenica" costituita da una pozione incolore, insapore e

di Toffana"

inodore, denominata "acqua è chiamata anche "acquetta" che fece la sua

fortuna. La donna divenne ricchissima, producendo il veleno su vasta scala e vendendolo a

quanti erano insoddisfatti del coniuge e volevano "diventare vedovi", in un'epoca in cui il

divorzio non era ancora riconosciuto legalmente. Fu considerata una "serial killer" sui generis,

in quanto simpatizzante p R donne che si sentivano intrappolate in matrimoni sbagliati.

Toffana venne condannata a morte e prima di morire confessò di aver fatto morire con il suo

veleno più di 600 persone. anidride

Secondo Garelli, medico di Carlo VI d'Aosta, l'acqua Toffana" era a una soluzione di

arseniosa addizionata di alcoolato di cantaridi.

Queste mescolanze di veleni vegetali e animali si ritrova sempre (si usava anche sangue

putrefatto), ma si ritrova sempre l'arsenico.

Chimica-tossicologica moderna: risale a non più di 2 secoli fa → è con il XIX secolo che si

ha il maggiore sviluppo della chimica tossicologica, approfittando degli sviluppi della chimica

analitica. È il secolo delle maggiori scoperte in ambito della tossicologia analitica,

arricchendosi di nuovi mezzi diagnostici per la ricerca dei veleni nell'organismo secondo

Plenck

quanto pronunciato da (1781): "il solo sicuro segno di avvelenamento è rilevabile

dall'individuazione botanica se si tratta di prodotti vegetali, o all'identificazione chimica sè si

tratta di un veleno minerale ritrovato nel corpo umano" (Elementa medicinae te chirurgia

forensis, Vienna 1781, p.36). → L'avvelenamento è quindi riscontrabile attraverso

chimica

l'identificazione della sostanza.

1814: M.J. Orfila, professore di Medicina Legale alla Sorbona di Parigi, introdusse la

tossicologia forense nell'ambito della medicina legale. Perché? Perché ha iniziato a

suddividere i veleni in classi →"Traità des Poisons ou Toxicologie Generale" = 1º esempio di

"indagine generica" tossicologica, delineando un vero approccio scientifico all'analisi chimica

dei reperti autoptici. Viene tradizionalmente considerato il fondatore della Tossicologia

forense.

1800

Nel inizia a svilupparsi la chimica in Germania. Da ricordare!

Sertùrner morfina

1805: isola la dall'oppio (era un farmacista!) → dalla morfina si è poi

! sviluppata una tendenza alla tossico-dipendenza che si sviluppò soprattutto in Germania

per l'utilizzo eccessivo della sostanza.

Marsh

1836: mette a punto il 1º metodo analitico per l'arsenico in materiale biologico.

! Reinsch → arsenico e mercurio

1841: metodo analitico qualitativo per in organi e liquidi

! biologici: se si utilizzano spiraline di rame in un liquido biologico acidificato contenente

arsenico e mercurio, le spiraline diventano scure e quindi si può capire se in quel campione

biologico sono presenti arsenico e mercurio.

Stas alcaloidi

1851: idea il 1º metodo di estrazione degli da campioni biologici (nicotina).

! 5

Otto metodo Stas-Otto,

1856: modifica il metodo di Stas, che diventa il utilizzato tutt'ora

! NB:

per riscontrare avvelenamenti ad esempio di nicotina. non confondere la nicotina del

tabacco con quella da veleno (che viene estratta dal tabacco e separata dalla parte

vegetale ottenendo la nicotina base = liquido utilizzato in agricoltura come pesticida, che

può dare quindi

Drangendorff

1868: trova una tecnica sistematica per l'estrazione e la separazione dei

! tossici non volatili, utilizzato anche per individuare sostanze che contengono azoto

spruzzando le lastrine.

Selmi ptomaine

1876: identifica le o basi putrefattive cadaveriche (metodo per identificare

! sostanze putrefattive).

SUDDIVISIONE DEI VELENI SECONDO ORFILA (fu il 1º ad isolare l'arsenico da campioni

autoptici):

Corrosivi Stupefacenti narcotici

1) 4)

Astringenti Acri-narcotici

2) 5)

Acri Settici o putrefattivi

3) 6)

METODO DI MARSH

: quando non si trovava

niente nelle analisi, per vedere se il soggetto era

stato avvelenato con arsenico, si usava questo

metodo.

Pallone A comunicante con tubo (B) contenente

CaCl , seguito da un secondo tubo (C) con capillare

2

libero a punta (D).

- Materiale organico da esaminare ( 5-50 g di organi) viene distrutto per via umida.

- Aggiunta di Zn⁰ e H SO nel pallone A → formazione di H nascente.

2 4 2

- Aggiunta del materiale in esame dopo 10 min → formazione di arsina (AsH ).

3

- Accensione del bunsen e riscaldamento al rosso del tubo C. Si scalda per 30 min.

- Decomposizione dell'aria in arsenico (As⁰) → deposito nero sul capillare D: l'arsenico si

deposita nella parte fredda del tubo sottoforma di macchia di colore nero splendente.

Nel pallone A si metteva il materiale organico da seminare (5-50 g) e veniva distrutto

aggiungendo precedentemente zinco metallico e ac.solforico. Si sviluppava idrogeno

nascente, che seguiva la via, entrava nella colonnina contenente calcio cloruro per eliminare

l'umidità e poi fuoriusciva.

L'idrogeno è un gas che in eccesso di ossigeno non dà problemi, è esplosivo in assenza di

ossigeno (si utilizza nel FID insieme all'aria per bruciare le sostanze che eluiscono dalla

colonna cromatografica). Per sapere se l'ambiente era saturo di ossigeno si accendeva la

fiammella.

In presenza di idrogeno, se è presente arsenico, si forma arsina (AsH3), che è volatile e

quindi si depositava nel 2º tubo orizzontatale; si accendeva poi il bunsen e l'arsina veniva

decomposta ad arsenico metallico, che andava a depositarsi nella parte fredda del,tubo

(capillare) sottoforma di macchia nera splendente.

- Interferenze con antimonio

- Riconoscimenti: sul deposito metallico si eseguono i test di riconoscimento qualitativi

specifici per arsenico e antimonio. 6

- Metodo sensibile: permette di rilevare la presenza di quantità di arsenico nell'ordine dei

gamma (μm) => era utile per i casi avvelenamento.

Caso di Marie Capelle - Lafarge (1840) → !

sapere i casi perché possono esserci nel pre-appello

Un industriale francese, Paul-Lafarge, morì dopo un ritorno da un viaggio di affari a Parigi.

Lafarge aveva ricevuto per posta, dalla madre, una scatola di cioccolatini preparati dalla

moglie (Marie Capelle), che mangio durante il suo soggiorno parigino. Al suo rientro a casa

venne colto da terribili coliche e morì dopo circa 15 giorni. La famiglia Lafarge denunciò la

moglie in quanto, a detta della servitù, era stata vista che comprava veleni a base di As come

derattizzanti. Fu effettuata l'autopsia e venne disposta la perizia tossicologica da parte del

giudice. Da questa perizia emerse che venne estratto un precipitato giallo (per ebollizione dei

tessuti) che i periti identificarono come "composto arsenicale". Venne consultato ORFILA,

che dichiarò che quello che era stato trovato poteva essere solo del materiale organico. Una

nuova perizia venne ordinata, e su consiglio di Orfila venne impegnato il metodo di Marsh,ma

non fu trovato nulla. Poiché i risultati peritali erano discordanti, venne ordinata dal giudice

l'esumazione del cadavere per prelevare altro materiale organico.

La perizia renne fatta d Orfila stesso, il quale concluse che:

• Nel corpo di Lafarge era presente arsenico: corretta applicazione del metodo di Marsh.

• Il metodo di Marsh è stato applicato per verificare che l'arsenico non proveniva dai reattivi

da lui utilizzati nè dal terreno circostante la bara.

• Non era di origine terapeutica perchè le dosi erano elevate.

• I diversi risultati ottenuti dalle perizie precedenti derivavano dall'applicazione non corretta

del metodo di Marsh.

=> Marie Capelle venne arrestata e condannata all'ergastolo.

SELMI : scopri le ptomaine, o basi putrefattive cadaveriche, che si formano nel cadavere in

seguito a fenomeni di degradazione dei tessuti. Sono composti solubili nei principali solventi

organici, danno reazioni cromatiche dello stesso tipo di quelle date dai tossici di natura

esogena, e inoltre sono in grado di provocare la morte dell'animale da esperimento (prova

biologica).

Caso Gibbone - Ricca (1870)

Il generale Gibbone, romano di 60 anni, apparentemente sano, prima di andare al lavoro

prese una tazza di caffè preparata dal suo attendente Ricca. Subito colto da malore, venne

poi a morte il giorno stesso. Immediatamente si sospettò di un avvelenamento, non solo per

le circostanze dell'evento, ma anche per una condotta di vita dell'attendente non molto

limpida. Inoltre, l'amante di Ricca, a detta di alcuni testimoni, aveva cercato di acquistare

topicidi e veleni e si seppe che quel giorno venne venduta ad uno sconosciuto una certa

stafisagria

dose di (delfinina).

Venne fatta l'autopsia, ma il cadavere era già in avanzato stato di decomposizione. Non viene

trovato nessun elemento che facesse pensare ad una morte naturale ed in più gli estratti di

viscere avevano fatto morire tutte le rane a cui erano stati somministrati → In un periodo in

cui non esisteva la cormatografia la diagnosi di avvelenamento era fatta C che con analisi di

tipo biologico (usavano le rane) => Per sapere se si trattava di avvelenamento si

7

somministravano le viscere del cadavere alle rane e sè queste morivano significava che si

trattava di avvelenamento (analisi biologiche).

Quindi il generale Gibbone era stato avvelenato con la stafisagria nel caffè. Benché i

consulenti della difesa sostenessero che il generale fosse morto per una patologia renale, il

Ricca venne condannato a morte.

In appello venne nominato il prof. Selmi per le indagini e stabilì che ciò che aveva fatto

morire tutte le rane dopo aver somministrato gli estratti dei visceri del Gibbone, altro non

erano che le ptomaine. Il Ricca venne condannato all'ergastolo.

Successivamente si venne a sapere che il Ricca aveva tentato di avvelenare il Gibbone, ma

Artemisia,

con un topicida contenente innocua per l'uomo, e che il generale era

effettivamente morto per un attacco di nefrite, anche se il suo attendente era convinto di

averlo avvelenato (Il tentato omicidio è però quasi peggio dell'omicidio!).

ptomaine

Le sono sostanze che hanno catene idrocarburiche con 2 gruppi amminici finali

(come putrescina, cadaverina) e sono difficili da determinare perché sono abbastanza solubili

in ambiente acquoso, e quindi vanno derivatizzate per estrarle.

METODO DI GETTLER-GOLDBAUM CIANURI,

(1947) = metodo per la rilevazione dei

usato tutt'ora (blu di Prussia), per riconoscere se una sostanza contiene azoto.

Si ha una provetta di grandi dimensioni con il campione di sangue collegato al vuoto con una

flangia (parte staccabile attaccata con una molletta) a cui è collegata una cartina basica

(carta da filtro) che, se si colora di blu, il saggio è positivo.

IL CIANURO

I cianuri (di sodio o potassio) sono un veleno molto potente e particolare; sono cristalli

NB:

bianchi, senza caratteristiche particolari. sono SALI, per cui sono solubili in acqua, ma se

acido cianidrico (HCN), liquido volatile incolore

si acidifica la soluzione, si forma con

caratteristico odore di mandorle amare - T = 25,6 C (utilizzato anche nelle camere di

eb

Hauschwiz: facevano cadere il sale nella camera e si formava l'acido, che ha quindi una

potenza devastante). L'acido cianidrico è detto anche ac. idrocianico, ac. prussico o nitrile

il vero responsabile dell'azione tossica è lo ione cianuro CN-,

formiato; che a pH

fisiologico si trova nella forma protonata HCN → nello stomaco si forma di sicuro HCN che

può attraversare lo stomaco, ma non si può stabilire con certezza, perché non si può fare

una PK.

- Il cianuro è presente in natura nelle mandorle amare, nei semi di alcuni frutti come pesche,

albicocche, prugne, nonché nelle parti verdi di alcune piante (sorgo, lauroceraso),

amigdalina glucosidi cianogenici

contenenti e altri (infatti non si possono più usare le

mandorle amare, perché contengono 7ppm di cianuro; l'amaretto di Saronno non può

contenere più di 7 ppm di cianuro, utilizzato anche sulla punta delle frecce). Nell'amigdalina

il CN è legato alla struttura e dà il sapore amaro.

- combustione

Si origina dalla di composti organici contenenti N, come materiali sintetici

(melamina, nylon, poliuretano e poliacrilonitrile) e materiali naturali (seta e lana).

- Come NaCN e/o KCN, è utilizzato come reagente nell'industria di coloranti, resine e fibre

insetticida

sintetiche. È impiegato come fumigante per la disinfestazione di locali,

soprattutto magazzini. È un metabolita del nitroprussiato di sodio (5 CN e 1 NO). 8

BLOCCA LA RESPIRAZIONE, AGISCE SULLA CELLULA

Cenni storici: a partire dal 1942, le autorità della "Sicurezza del Reich" cominciarono a

trasformare il campo di Auschwiz in un gigantesco campo di sterminio. Fu nel corso degli

anni 1942-43 che avvenne il potenziamento delle installazioni di morte a mezzo di gas. Ferita

H decise di provare un insetticida, utilizzato dall'esercito per disinfettare le caserme. Questo

zyklon B

prodotto era stato messo in commercio con la denominazione di (acidificando

questo sale si formava acido cianidrico). Il prodotto fu posto in una camera ermetica, situata

nei locali di punizione del campo, la cosiddetta cantina numero 11, e venne evidenziata subito

la sua notevolissima rapidità d'azione. La prima camera a gas zyklon Venne installata senza

più indugi, dopo il nullaosta dell'autorità. Essa poteva asfissiare con una sola operazione 900

persone che venivano preventivamente pigiate in più di 10 in 1 m².

ASSORBIMENTO: rapido per inalazione e attraverso le mucose. Basso passaggio

attraverso la cute. Per assunzione orale dei sali di cianuro si libera HCN per opera dei succhi

gastrici e riassorbito in questa forma. Dai glicosidi cianogeni delle piante (amigdalina,

prunasin) l'HCN si libera nell'intestino per via enzimatica (β-glucosidasi, linasi) o per idrolisi e

poi riassorbito.

METABOLISMO: viene metabolizzato per la maggior parte della in tiocianato con consumo

rodanasi;

di tiosolfato. Reazione catalizzata, a livello epatico, dall'enzima mitocondriale

l'enzima catalizza nell'uomo 1mg di CN- per Kg corporeo. La rodanasi è un enzima epatico

che catalizza la coniugazione fra gli ioni cianuro (CN-) e il tiosolfato S O , generando acido

2 3=

tiocianico: il tiocianato (SCN-) non è tossico e viene eliminato con le urine. La reazione

chimica è la seguente: CN- + S O → SCN- + SO

2 3= 3=

Oltre al tiosolfato (sapere struttura), l'enzima può usare come substrato anche l'idrossi-

cobalamina che trasforma in cianocobalamina => Avviene un legame anche con idrossi-

cobalamina, con formazione di ciano-cobalamina.

MECCANISMO D'AZIONE: elevata affinità di CN- per il Fe nei citocromi della catena

3+

respiratoria mitocondriale. Inibizione dell'ultimo stadio della fosforilazione ossidativa e

blocco dell'utilizzazione

mancanza di ATP mitocondriale (ne blocca la formazione) =>

dell'ossigeno da parte delle cellule principalmente a livello cerebro-bulbare => Acidosi lattica

ipossia citotossica.

e Poiché l'uso di O è bloccato, il sangue venoso risulta ossigenato e

2

assume un colore rosso vivo quasi uguale a quello del sangue arterioso. Si assiste a una

stimolazione della respirazione, poiché le cellule rispondono come se vi fosse una carenza di

ossigeno (FAME D'ARIA) => paralisi respiratoria, convulsioni ipossiche, morte rapida per

arresto respiratorio. Sebbene gli esatti dettagli chimici siano ancora sconosciuti, la forma

NON DISSOCIATA (HCN) sembra bloccare il

trasferimento dell'e- nel complesso citocromo a₃: 9

Come risultato dell'inibizione da cianuro, sono compromessi la fosforilazione ossidativa ed il

metabolismo aerobio. Il trasferimento degli elettroni dal complesso citocromo a₃ all'O è

2

bloccato, la P di O tissutale periferica comincia a salire e il gradiente di rilascio dell'O per

2 2

l'ossi-Hb è diminuito. Come risultato: sono presenti nel sangue venoso conc anormalmente

elevate di ossi-Hb, che conferiscono un rossore alla pelle simile a quello osservato

nell'avvelenamento da CO. A livello dei nuclei del tronco encefalico, questo effetto può

causare arresto respiratorio e morte.

Intossicazione da Acido Cianidrico - Meccanismo - I cianuri si trovano nei semi delle mele,

delle albicocche, delle pesche e nelle mandorle amare, che non si possono più usare in pasticceria,

dove infatti si usano le mandorle dolci. Sono affini al ferro ferrico presente nella cromoproteina

citocromo ossidasi, enzima respiratorio ossidativo terminale situato nei mitocondri, fondamentale per

l'utilizzo dell'ossigeno dal parte dei tessuti. I cianuri quindi riescono a bloccare il metabolismo aerobico

causando anossia istotossica (= il sangue porta l'ossigeno, ma esso non può essere sfruttato). Quando

il cianuro si inserisce nel flusso sanguigno, per il 98% penetra rapidamente nei globuli rossi dove si

lega al ferro ferrico, perciò nel sangue intero si possono misurare concentrazioni di cianuri fino a 10

volte maggiori di quelle registrate nel plasma. Quindi tra le due concentrazioni quella plasmatica è più

indicata per descrivere per esempio la concentrazione tissutale dei cianuri. Il problema principale è che

la concentrazione plasmatica varia molto al variare del tempo, proprio per le caratteristiche

tossicocinetiche dei cianuri, e quindi è di difficile interpretazione.

Avvelenamento Acuto - Il cianuro è molto velenoso e se somministrato in alte dosi provoca la morte

entro pochi minuti (Dose Letale pari a 50 ml di HCN gassoso, o 250 mg di sali di cianuro),

specialmente se lo stomaco è vuoto. Sottoforma di gas può essere adsorbito sul gel di silice e può

essere poi rilasciato in seguito a riscaldamento (metodo usato durante la Seconda Guerra Mondiale

nei campi di sterminio ad Auschwitz).

Sintomi dell'avvelenamento acuto innanzitutto irritazione o danneggiamento delle mucose orali e dello

stomaco (l'aspirato del lavaggio gastrico può presentare sangue) poi seguono ansia, mal di testa,

vertigini e disorientamento, dispnea (fino a 60 ispirazioni al minuto), bradicardia, aritmie, ipotensione (e

talvolta insufficienza cardiaca), cianosi transitoria, nausea, sudorazione fredda e acidosi

metabolica. L'acidosi è dovuta alla diminuzione della normale differenza di quantità di ossigeno

arterioso e venoso. Se la concentrazione di cianuro supera i 2.5 µg/l si avrà anche paralisi con

depressione respiratoria, dispnea (difficoltà di respirazione con sensazione di "fame" d'aria)

convulsioni, opistotono (corpo contratto ad arco), trisma (contrazione mascelle), collasso

cardiovascolare, edema polmonare, coma e morte.

La colorazione rossa della pelle (dovuta probabilmente dalla presenza di ossiemoglobina nel sangue

venoso) descritta in molti libri è raramente presente: per esempio non ci può essere se viene

preceduta dal collasso cardiocircolatorio.

Concentrazioni plasmatiche di CN- (non dosi!):

- < 0,25 μg/mL → NORMALI

- intossicazione

0,25 - 2 μg/mL → ELEVATE => (dosi sub-letali = 0,5 mg/Kg di sale, che

corrispondono a 10 ppm di HCN) → vertigini, nausea, iperipnea con fame d'aria, rossore

del viso, cefalea, stordimento, senso di costrizione alla gola.

- avvelenamento

> 2-3 μg/mL → LETALI => (dosi letali = 2-5 mg/Kg di sale, che

corrispondono a 100 ppm di HCN) → crampi, perdita di coscienza, iperipnea con fame

d,aria e convulsioni. La morte può sopravvenire in poche decine di secondi ( ).

! 10

TRATTAMENTO DELL'AVVELENAMENTO DA CIANURO: data l'affinità del CN- con il Fe ,

3+

nitrito di sodio

si forma la metaemoglobina (MetHb); con la somministrazione di (NO -), si

2

produce metaemoglobina, la quale può competere efficacemente con il citocromo a per il

3

tiosolfato

legame con il cianuro libero (è la forma libera a legarsi!!). La somministrazione di

fornisce il substrato per l'enzima rodanasi, che catalizza la biotrasformazione del cianuro in

tiocianato, non tossico ed eliminato con le urine.

ANTIDOTI: il TEMPO è il fattore critico nel trattamento dell'avvelenamento da cianuro.

Tradizionalmente vengono usati tre farmaci:

Nitrito di amile per inalazione: è il più controverso ed è un debole produttore meta-

1) emoglobina nell'uomo e sembra che non porti ad alcun vantaggio.

Nitrito di sodio per via endovenosa ad una dose iniziale di 300 mg nell'adulto: converte

2) una discreta frazione dell'emoglobina circolante totale in metaemoglobina. I gruppi eme

ferrici legano avidamente gli ioni cianuro per formare un complesso stabile ciano-

metaemoglobina. Quando la conc ematica di cianuro diminuisce, si ha una dissociazione

del complesso cianuro-citocromo ossidasi e una ripresa del metabolismo ossidativo. La

ciano-metaemoglobina è inerte in termini di trasporto di ossigeno e, nonostante il cianuro

Sia legato tenacemente, essa è ancora un complesso completamente reversibile, che

presenta il rischio di rilasciare cianuro libero e il ritorno ad uno stato di avvelenamento. La

permanente e irreversibile detto ossificazione del cianuro si ottiene con:

Tiosolfato di sodio somministrato per via endovenosa. Il tiosolfato contiene un gruppo

3) solfato-solfuro che può essere utilizzato dall'enzima rodanasi (tiosolfato-cianuro solfo

tiocianato.

transferasi, enzima ampiamente distribuito), per convertire il cianuro a

Questo prodotto, molto meno tossico, viene eliminato con le urine.

DIAGNOSI sul CADAVERE:

Soggettiva: colorito roseo del cadavere solo nelle prime fasi dell'avvelenamento, poi

a. subentra la cianosi. Tipico odore di mandorle amare nella scatola cranica e nel contenuto

gastrico quando si fa l'autopsia.

Obiettiva: rilievo analitico tramite reazione di Gettler-Goldbaum / celle di Conway / GC in

b. spazio di testa (detector azoto-fosforo, che è il più sensibile in spazio di testa).

Metodo di Gettler-Goldbaum (qualitativo e semi-quantitativo): L'HCN che si libera dal

materiale biologico viene catturato da una cartina basica imbevuta di solfato ferroso, inserita

11

blu di Prussia

tra 2 flange di vetro. In presenza di CN- si forma una colorazione dopo

immersione della cartina in HCl del 1:4.

FeSO + 6NaCN → Na [Fe(CN) ] + Na SO

4 4 6 2 4

3 Na [Fe(CN) ] + 2Fe(SO ) → Fe [Fe(CN) ] + 6 Na SO

4 6 4 3 4 6 3 2 4

Blu di Prussia

Preparazione della cartina basica: disco di carta da filtro (diametro 1 cm) immersa in una

soluzione di FeSO al10% e in una soluzione al 10% di NaOH.

4

Metodo semiquantitativo Gettler e Goldbaum, su materiale biologico - nella apposita provetta

si immette il campione + ac. tricloroacetico (si acidifica per formare acido cianidrico, volatile:

serve una sostanza volatile!) + Pb acetato per eliminare eventuali ioni S= . Nella provetta "a

monte" si immette azoto, gas "trasportatore".

L'azoto da questa raggiunge la provetta contenente il campione, e lì, se c'è del cianuro si

forma HCN, che sospinto dalla corrente d'azoto va a fissarsi su una cartina umida con Fe 2+

solfato e KOH. Concluso l'esperimento si immerge la carina in HCl: la formazione di un colore

per via di una reazione tra sali ferrosi e cianuri rivela la presenza di questi ultimi. Con delle

cartine contenente diverse e note quantità di ferricianuro si possono ottenere informazioni

semiquantitative.

Le flange hanno la possibilità di avere il buco

centrale più o meno grande; più si restringe il

passaggio, più si aumenta la sensibilità perché la

sostanza viene concentrata in quel piccolo spazio.

Si fanno soluzioni di bianco e di campioni standard

con conc note di cianuri e si determina la

colorazione; sulla base di questo si può poi

analizzare il campione.

Il diametro della cartina dipende dalla flangia.

Il prelievo del liquido oculare post-portem è un po' particolare perché per prelevarlo serve

una siringa particolare che danneggia l'occhio e quindi bisogna chiedere ai parenti se si può

effettuare; è però un validissimo liquido da analizzare. È stato però utilizzato in un caso di

avvelenamento per determinare la quantità di cianuri ingeriti da una ragazza nella minestra

ed è stata poi fatta una determinazione spettrofotometrica.

Non ci sono però dati sperimentali che fanno pensare che se si trova una sostanza nel

liquido oculare, questa rispecchi la quantità assunta.

È stata accusata poi la compagna di questa ragazza di aver somministrato minestra

avvelenata con cianuri.

Per la determinazione non è stato applicato il metodo di gettler-golbaum, ma è stata fatta

anche una ricerca in GC, che ha dato come risultati una concentrazione molto più elevata di

cianuri rispetto a quelli trovati in precedenza. Per questo l'avvelenamento era avvenuto dopo

aver mangiato la minestra e la compagna è quindi stata liberata. La vittima era di origini

siciliane e i genitori vivevano in campagna dove utilizzavano il cianuro come derattizzante (è

usato anche sulle navi con lo stesso scopo). 12

CELLA DI CONWEY - ANALISI DEI CIANURI MEDIANTE MICRODIFFUSIONE

Le due camere, interna ed esterna, sono collegate

perché la cella interna ha delle pareti più basse e,

quando si chiude il coperchio con un filo di

silicone, la camera si satura con i composti volatili.

Nella parte centrale si mette il reattivo e all'esterno

il campione (matrice), che nel nostro caso può

essere solo sangue. Quando si acidifica? Si può

aggiungere acido anche blando (acetico) prima ere

la camera.

Se si ha un contatto tra le 2 camere, se si

consuma uno dei 2 reattivi, si forma un equilibrio

tra fase gassosa e liquida, equilibrio che può

essere spostato nella cella interna grazie alla redox

o altra reazione.

Si mette quindi 1 mL di sangue nella parte esterna

con acido (per far sviluppare acido cianidrico) e 2

mL di NaOH 0,1N in centro: si forma infatti acido

cianidrico, che entrando in contatto con soda

diventa nuovamente cianuro di sodio. Al centro si

forma quindi una soluzione salina.

Con lo spettrofotometro: si preleva 1 mL della soluzione interna di

cianuro di sodio, si aggiungono 3 mL di tampone fosfato, 1 mL di

cloraminaT 0,25% e 3 mL di miscela acido barbiturico-piridina e si

sviluppa un complesso con colorazione blu (che assorbe a λ =

596nm, nel visibile, per cui si può usare lo spettrofotometro), che è il

blu di Prussia, ma lascia sempre un punto di domanda perché

potrebbe esserci qualche altra sostanza che da lo stesso

complesso?

Si può fare anche una GC in spazio di testa: si mettono in un vial: 0,5

ml di sangue, 0,5 mL di IS, 0,5 mL di acqua e 50 μL di acido acetico,

che basta per far passare il cianuro ad acido cianidrico, volatile, che

viene prelevato con una siringa e iniettato in GC. Nel cromatogramma si ottengono 2 picchi,

uno del cianuro e uno dello IS. Non è semplice avere un IS che si comporti come il cianuro; in

questo casi si è usato aceto nitrile (CH3CN), che è volatile ma non subisce vaporizzazione per

acidificazione, è volatile di suo. Se si scalda il vial si instaura a più velocemente l'equilibrio tra

fase gassosa e liquida.

Una diluizione isotopica su CN è difficile e servirebbe un detector di massa, che hanno

grande sensibilità per le molecole che contengono azoto e fosforo (pesticidi).

Questo metodo è più sicuro di quello spettrofotometrico perché si basa sui tempi di

ritenzione. 13

50 g di visceri omogenati

METODO DI STAS-OTTO

Se si aumenta la qta di materiale, si aumentano le interferenze,

per cui questo metodo è poi stato modificato da GAMBARO e Acidificazione con acido

collaboratori per diminuire la quantità iniziale di matrice e avere tartarico e aggiunta di 200

una determinazione più precisa: in questo caso si usano 50 g di mL di alcool etilico

visceri omogenati. → Riscaldamento

I visceri utilizzati erano sicuramente il fegato (contiene

molecole metabolizzate), il rene (se non si ha l'urina, si può Sostanze Sostanze

prendere il rene per avere un'idea dell'eliminazione: si TERMOSTABILI TERMOLABILI

vedono le sostanze assorbite e in via di eliminazione); il

polmone (perché è molto vascolarizzato). L'encefalo non si b.m 1 ora T ambiente 24 ore

usa in analisi di tipo generico perché è grasso e quindi se

ha una bassa conc di sostanze assunte ma alta di grasso, si

hanno notevoli interferenze nell'analisi. Raffreddamento + Filtrazione

Se si ha il sangue non si usa per questo tipo di analisi, lo Poi divisione del materiale SOLIDO

stesso per l'urina. Si mettono quindi intessuti che possono e del SOLVENTE (EtOH)

dare un'idea maggiore dell'assunzione da parte del soggetto

di una sostanza.

La base di questo metodo è l'estrazione con alcol etilico, previa denaturazione con acido e

calore del materiale: si acidifica con acido tartarico e si aggiungono 200 mL di alcol etilico e

si riscalda:

Per le sostanza termolabili a temperatura ambiente per 24h

a. Per le sostanze termostabili a bagno maria per 1h

b.

Dopo raffreddamento, si filtra la soluzione è si separa il materiale solido dal solvente

(etanolo). Il materiale solido viene trattato con altro etanolo per recuperare quantitativamente

i principi attivi. Il solvente viene eliminato (evaporato con una camera di distillazione e

recuperato; NB quando si evapora il solvente non si perdono i p.a), cercando di ottenere un

estratto secco per poi ritrattarlo; in questo caso si ottiene un liquido "sciropposo", che viene

trattato con altre piccole porzioni di etanolo a caldo ( 100 mL), si fa nuovamente

evaporazione del solvente e si ottiene un estratto con aspetto secco e granulare. 14

- Se su questo residuo si pensa di avere ancora grassi, si fa un ulteriore trattamento con

etanolo

- Altrimenti si prende il residuo finale, si riprende con 100 mL di acqua acidulata (con acido

solforico), si raffredda in frigorifero per 12 ore, si separano gli eventuali grassi ancora

presenti, si fa filtrazione e si ottiene una soluzione acquosa delle molecole di interesse. Da

questa soluzione acquosa si fa un'ESTRAZIONE L-L.

È quindi un processo molto complesso! Sapere solo che questo metodo si utilizza in ricerca

generica e si estraggono in alcol i principi attivi,insieme a sostanze endogene, che possono

interferire nell'analisi.

Per un'estrazione generica non si cercano i VOC, ma le sostanze organiche non volatili, che

possono essere acide o basiche => quando si fa l'estrazione, si deve fare un estratto di tipo

acido e uno di tipo basico. L'estrazione di tipo liquido liquido si basa sulla ripartizione di una

sostanza in 2 soluzioni immiscibili fra loro.

- Si fa prima un'acidificazione della soluzione e si aggiunge etere etilico (sta sopra perché ha

NB:

un peso specifico diverso dall'acqua e in particolare è più leggero. si deve scegliere un

solvente in cui sono solubili le sostanze che si cerca di estrarre); si fa un'estrazione con

imbuto separatore e si ottengono 2 fasi: una organica e una acquosa.

- Quella organica viene addizionata di sodio solfato anidro per disidratare, si fa evaporare il

solvente e il residuo viene ripreso con solvente opportuno e si ottiene l'ESTRATTO ACIDO

NB:

che contiene le molecole acide e/o neutre. questo estratto contiene anche molecole di

natura endogena e si fa per primo perché si preferisce avere un estratto alcalino "pulito".

- Quella acquosa viene basificata con NaOH 20%, si aggiunge etere etilico e si fa una nuova

estrazione L-L in cui vengono estratte le sostanze basiche; si disidrata la fase organica con

sodio solfato anidro, si evapora e il residuo viene ripreso con opportuni solventi a dare

l'ESTRATTO ALCALINO.

Di solito si preferisce avere l'estratto alcalino pulito perché la maggior parte dei p.a sono

alcalini. Se invece di aggiungere sodio solfato anidro alla prima fase organica che si ottiene,

= ri-estrazione),

si aggiunge una soluzione acquosa basica (BACK le sostanze acide

contenute nell'etere passano nella soluzione acquosa basica, si separano le 2 fasi e nell'etere

15

rimangono le sostanze interferenti. Sulla soluzione alcalina di acidifica nuovamente e si rifà

l'estrazione. Lo stesso si può fare sulla fase organica contenente le sostanze basiche per

eliminare gli interferenti.

La bile si analizza separatamente, e lo stomaco o anche perché si analizza solo il contenuto

dello stomaco. volumi:

Qui sono importanti i se ho 1 mL è meglio estrarre con 1/2/5 mL? Nelle SOP

(procedure operative standard), se ho 200 mg di campione, conviene fare 3 estrazioni con

20 mL ciascuna piuttosto che una sola estrazione con 200 mL perché si ha una ripartizione

sempre uguale: se si estrae ogni volta il 50%, questo 50% è sempre lo stesso e Mac

Si, se si aggiunge troppo solvente poi è maggiore la qta da far evaporare.

NB: È importante che non si formino le emulsioni (sospensioni difficili da risolvere e chi si

trovano all'interfaccia delle 2 fasi), composte da grassi e altre sostanze interferenti. A volte

bisogna salificare con HCl, aggiungere un po di solvente in più perché a volte non bastano

20 mL ma ne servono 40).

metodo di Stas-Otto

Il consiste nell'estrarre una sostanza con etanolo. L'acido tartarico

nella RICERCA GENERICA SU

serve ad acidificare l'ambiente (è un acido blando). Si usa

MATRICE (tessuti, ma sarebbe meglio non prendere l'encefalo perché contiene tanto grasso

e sangue ed urina perché vengono utilizzate a parte con test appositi. È invece concentrato

su fegato, polmoni e reni). Lo svantaggio è quello di avere tanto materiale, non il consumo di

alcol, che può essere recuperato dalla distillazione perché, quando distillato, non contiene

sostanze ed è quindi puro. L'estratto acido e basico viene poi ripreso con solvente opportuno

dopo averlo portato a secchezza e può quindi essere analizzato in cromatografia.

VANTAGGI: metodo applicabile per Analisi Tossicologica Sistematica (STA); si aumenta la

sensibilità analitica.

SVANTAGGI: • molto dispendioso (tempi + notevoli quantità di alcool e solventi)

☞ • lungo => no per routine

• estratti non molto puliti => interferenze, che però si possono eliminare con

altre tecniche (SPE)

Per i cianuri Gettler Golbaund hanno messo a punto un metodo apporta per rilevarli

attraverso la formazione di blu di Prussia. In spettrofotometria invece si evidenzia grazie alla

formazione di un complesso, in quanto non ci sono molte sostanze che formano un

complesso con quei reattivi. Si ha inoltre un assorbimento in UV ad una determinata λ.

QUANTITATIVO lambert-beer

Da un punto di vista la è fondamentale.

Nello spazio di testa di ha un'analisi sia qualitativa che quantitativa e si può usare anche un

detector particolare (azoto fosforo).

Quando è possibile si applicano quindi più tecniche per confermare, ma si applicano di solito

più tecniche quando si è in analisi qualitativa e non quantitativa: bisogna essere sicuri di

avere una certa sostanza, poi si deve quantizzare quella sostanza.

Inizialmente: CROMATOGRAFIA SU CARTA (PC)

» Poi: TLC (Rf) - SPETTROFOTOMETRIA UV (UV/VIS) - ASSORBIMENTO ATOMICO (AA)

» 16

Negli anni '70:

» - GLC (gas-liquido): il liquido si trova sulla colonna capillare

- GC → GC/MS => è una GC che permette di separare solo certe sostanze, ovvero quelle

volatilizzabili. Inoltre serve un apposito detector, quello di massa, che non sempre

funziona. Ogni sostanza ha quindi un suo tempo di ritenzione è una sua massa → si

ottiene uno spettro di massa grazie all'impatto enti della sostanza, all'uscita dal gas-

cromatografo, con degli ioni.

NB: nel compito scrivere i conti. L'area (specificare che A è l'area) del picco è proporzionale

alla concentrazione!!

Quando si fa analisi QUANTITATIVA si usa sempre lo standard interno, per cui si lavora con

rapporto delle aree.

un Se non si vede lo IS nei risultati significa non che si è persa la

L'IS serve per avere una

sostanza, ma che l'analisi non è stata effettuata correttamente.

corretta analisi quantitativa e deve essere convalidato con il metodo.

Quando si fa un processo analitico si devono avere a disposizione gli strumenti, i reattivi, gli

IS etc. 17

CRITERIO CHIMICO-TOSSICOLOGICO

Signore trovato morto su una panchina con un sacco di plastica (polietilene) sulla testa.

Iniziano a immettere nel sacchetto il gas con delle bombolette contenenti butano o isottano; il

soggetto è morto asfissiato (l'O2 diminuisce e quindi non può più alimentare tutte le reazioni

che lo richiedono). Si viene a creare una situazione border-line tra la vita e la morte si passa

da una parte all'altra in relazione a vari fattori.

Quello che interessa al medico legale è sapere se il soggetto è davvero morto asfissiato

oppure no => analisi istologica o isto-patologica.

Il prof interviene per ricercare idrocarburi volatili e per fare analisi generiche su sangue, urine

e bile. Con lo spazio di testa si può vedere se c'è gas nel sangue. Se però il soggetto viene

lasciato a T elevata e se il sangue viene lasciato in un vial aperto, l'analisi non sarà corretta

perché le sostanze volatili evaporano in fretta, soprattutto a T elevate.

Basta chiudere il vial, aumentare la T e i VOC passano nella fase vapore, che viene prelevata

e immessa in GC. Si può andare ad analizzare la miscela di gas che ha contribuito all'asfissia

del soggetto.

Il rilievo di alcol deve essere fatto su sangue prelevato dalla femorale perché è distante dallo

stomaco; il sangue nei distretti vicini allo stomaco può contenere sostanze per diffusione da

questo organo. È importante il prelievo (provetta deve essere piena, altrimenti sopra si crea

uno spazio di testa e quando IS pare la provetta quelli che c'è sopra esce non appena si apre

la provetta) e la sua conservazione.

METODOLOGIA DELL'INDAGINE CHIMICO-TOSSICOLOGICA

- Prelievo (raccolta) e conservazione del materiale

- Indagine chimico-tossicologica: "generica" e "mirata"

- Valutazione del dato positivo

- Valutazione del dato negativo.

Prelievo e conservazione dei campioni: la scelta del materiale su cui fare un'indagine chimico-

tossicologica dipende dal fatto che la ricerca sia GENERICA o MIRATA, e da:

ricerca su CADAVERE (conservazione del camp. in frigorifero a +4ºC o in freezer a -25ºC)

a. o su VIVENTE (conservazione del campione in freezer a -25ºC).

b.

VALUTAZIONE DEL DATO POSITIVO: interpretazione dei dati quantitativi, al fine di valutare

terapeutica - tossica - mortale.

se l'assunzione è di tipo Sono importanti i dati riportati

nella letteratura specifica per capire se c'è stato avvelenamento. Se è stata fatta la PK ed è

riportata una certa Cmax ma se ne trova una differente, allora bisogna sospettare che

magari non sia avvelenamento.

VALUTAZIONE DEL DATO NEGATIVO → INDAGINE GENERICA. Quando si ha un riscontro

negativo, non si può dire di non aver trovato nulla, ma bisogna specificare cosa si è cercato

=> quando si ha un dato negativo bisogna sempre specificarlo e giustificarlo. Ci sono quindi

diversi casi da analizzare:

- Non vi è assunzione di veleno => non è un caso di avvelenamento

- Si trova una sostanza tossica che non rientra nel protocollo analitico. Alcune sostanze si

ricercano solo in certi casi, in cui sia sospetta la sua assunzione (digitalici) 1

- Mancanza di sensibilità analitica per una certa sostanza, che ha causato poi la morte del

soggetto.

- Biotrasformazione della sostanza nel materiale cadaverico: in questi casi si può ricercare il

metabolita

- Sostanza completamente eliminata dall'organismo: questo è un caso un po' strano perché

se una sostanza determina morte del soggetto per avvelenamento. Un avvelenamento da

phalloide)

funghi (amanita può non essere riscontrato perché l'azione è ritardata e quindi

le fallo tossine ormai sono state eliminate.

CLASSIFICAZIONE DEI VELENI: nella metodologia dell'indagine chimico-tossicologica si

classificano i veleni in categorie che presentano caratteristiche analitiche comuni:

Composti organici non volatili Altro (sostanze che richiedono tecniche

1. 6.

Composti organici volatili (VOC) analitiche particolari): Il paraquat ad

2. Composti gassosi esempio ha un ammonio quaternario che

3. Composti metallici rende la molecola solubile in acqua e

4. Anioni tossici (permanganato, borato, quindi non è facile analizzare queste

5. clorati etc): sono un po' difficili da sostanze.

analizzare, così come altre sostanze che

richiedono tecniche particolari.

1. COMPOSTI ORGANICI NON VOLATILI: è il gruppo che comprende il maggior numero di

tossici (90%). Possono essere: farmaci, droghe d'abuso, pesticidi etc.

- 1ª fase = ESTRAZIONE

• Estrazione con metodi classici (Stas-Otto); NB: NON confondere estrazione di stas-otto

con estrazione su fase solida!!

• Estrazione diretta L-L

• Estrazione diretta su fase solida (SPE)

- 2ª fase = IDENTIFICAZIONE (TLC; GC; GC/MS; GC/MS-MS; LC; LC/MS; LC/MS-MS)

I VOC sono i comporti che comprendono il maggior numero di sostanze tossiche (90%), che

possono o essere farmaci, droghe d'abuso etc.

Quando si analizza il FID, questo ha una minor sensibilità di altre sostanze perché il FID

analizza tutto e quindi si evidenziano tute e le sostanze che possono dare una ionizzazione in

combustione (elevato rumore di fondo). Se si analizza il CO non si può analizzare in FID

perché ha pochi atomi.

Con il gas-massa invece si diminuisce il rumore di fondo e con il massa-massa ancora di più.

Differenze GC/FID e LC/DAD:

Esempio dell'hashish → I componenti principali sono CBD (precursore del THc), THC e CBN,

che si forma di solito per demolizione del THC (quando il materiale non è ben conservato).

In una pianta si ha passaggio da una struttura all'altra. Il THC è il p.a e quindi è il 1º che si va

a ricercare (si trova in II tabella). Più la droga va a maturazione, più il CBD diminuisce ed

aumenta il THC. Nelle piante da coltivazione il THC deve essere inferiore allo 0,2%, mentre

2

sarà elevato il CBD. Nei capelli invece si va a ricercare il THC. Nell'urina invece si va a

ricercare il metabolita del THC = acido 11-idrossi...

- Nel GC/FID il 1º picco che esce dalla scala è il solvente (FID del solvente): il rilevatore rileva

tutto ciò che è organico Si ha poi il Δ9-THC con un picco elevato e subito dopo un picco

basso che è il Δ8-THC.

- Nella cromatografia liquida si hanno delle gaussiana, non dei picchi. Non si ha il solvente

perché si ha il DAD come rilevatore (detector a serie di diodi, che è sempre in UV-VIS ma

permette di avere la curva di assorbimento e quindi si evidenza la λmax oltre al tempo di

ritenzione); il solvente che si usa, se non assorbe in UV-VIS, non si vede; potrebbe anche

non vedersi se fa parte della fase mobile. La sostanza inoltre esce in tempi maggiori, per

cui si hanno delle curve ampie alla base, per cui il metodo e meno selettivo. I picchi sono

più bassi perché corrispondono alla risposta del detector.

In questo caso si vedono anche gli acidi dei p.a (es 2-carbossi-THC, che non sono i

metaboliti, ma gli acidi presenti nella miscela), che non si vedono in GC, andrebbero

derivatizzati, ma darebbero origine ad una banda cromatografia lunghissima.

Il detector e lo IS si scelgono in base alla cromatografia che si vuole usare.

VALUTAZIONE DEL RISCHIO

...bisogna sempre valutare, nell'utilizzare una nuova sostanza, gli effetti negativi sull'ambiente

oltre che sulla salute dell'uomo...

FATTORI DA CONSIDERARE

- Benefici derivanti dall'uso della sostanza

- Disponibilità e adeguatezza di sostanze alternative per lo stesso uso (cloroformio e

diclorometano in lab)

- Modalità dell'uso e tutto quanto ad esso è correlato

- Effetti sulla qualità ambientale e sulla conservazione delle risorse naturali.

In tossicologia il fattore critico NON è l'intrinseca tossicità della sostanza, ma:

• RISCHIO = probabilità che una sostanza in condizioni specifiche produca un danno.

• SICUREZZA = probabilità che in condizioni specifiche NON si verifichi danno.

CORRELAZIONE DOSE-RISPOSTA: considera in termini matematico-statistici l'effetto

osservato in funzione della dose. Quindi:

- Recettore o sito molecolare con il quale il tossico interagisce per determinare la risposta.

- Produzione di una risposta e grado della stessa dipendono dalla concentrazione nel sito

reattivo.

- Concentrazione nel sito correlata alla dose somministrata.

NOEL (No Observed Effect Level) = dose priva di effetti osservabili

Dal punto di vista del chimico tossicologico

RELAZIONE TRA ESPOSIZIONE ED EFFETTO TOSSICO

La dose è quella somministrata o quella che si ritrova? Si valuta la dose biologicamente

efficace → Se si dà ad esempio un epilettico, si deve andare a vedere lo steady state e si

deve valutare se la dose data è efficace oppure se provoca effetti collaterali (es

addormentamento). 3

ESPOSIZIONE (dose esterna) fattori individuali DOSE (conc nei liquidi biologici, conc

! !

biologicamente efficace) fattori individuali intrinseci EFFETTO DANNOSO

! !

Definizioni:

- DL = dose letale 50 = dose di sostanza che determina la morte nel 50% degli animali

50

trattati

- LC = concentrazione letale 50 = conc di sostanza presente nell'aria o nell'acqua, che

50 NB:

determina la morte del 50% degli animali. è importante indicare il tempo di

esposizione.

- DE = dose efficace 50 = dose che provoca l'effetto farmacodinamico desiderato nel 50%

50

degli animali trattati.

- IT = indice terapeutico = rapporto fra dose richiesta dose necessaria per ottenere la

risposta terapeutica desiderata. Esprime la SICUREZZA di una sostanza

→ IT = DL 50

DE 50

Metodologia di accertamento su persona vivente: Metodologia di accertamento su persona deceduta: 4

ALCOOL ETILICO (CH CH OH)

3 2

Scriverlo sempre con 2 o!!

Liquido incolore, limpido di odore forte e caratteristico, con p.e = 78 C e d10 C = 0,793. NB:

la densità dipende dalla temperatura! Si può analizzare in modo quantitativo con lo spazio di

testa.

È solubile in acqua in tutti i rapporti, per cui si può diluire benissimo e non si può separare

alcol da acqua. Si ottiene da:

- Fermentazione degli zuccheri contenuti in molta frutta (uva → vino; frutta → grappa;

canna da zucchero): la vite proviene dall'Asia. Il vino è sempre esistito e contiene una certa

gradazione alcolica. Gli zuccheri presenti nella frutta sono saccarosio, fruttosio e glucosio,

e per tutti serve una fermentazione (che richiede un certo tempo) → All'apertura degli

anelli degli zuccheri (scissione) si produce alcool etilico e CO2. La presenza di batteri è

essenziale per la fermentazione. Acido tartarico (cremortartaro) e acido citrico? Dai semi

dell'uva si ottiene l'olio di vinacciolo.

- Sintesi (poco economico).

È un prodotto di largo consumo (birra, vino, superalcolici, ma anche come conservante

nell'industria dolciaria e del pane). NON PUÒ ESSERE CONSIDERATO UN ALIMENTO; una

Kcal/g),

volta introdotto nell'organismo produce però energia (7 ma è energia vuota! Le

calorie si ricavano dalla densità → Le calorie dell'alcol sono cosiddette "calorie pronte" in

quanto rapidissimamente disponibili, ma "vuote" poiché producono solo energia senza

apportare nessun principio nutritivo necessario per la vita. Inoltre non è vero che l'alcol

scalda: infatti, sebbene crei una temporanea sensazione di calore, questa sostanza è un

vasodilatatore e quindi determina la dispersione di calore corporeo. Per questo motivo è

sbagliato bere alcolici quando si è esposti al freddo per lunghi periodi di tempo, in quanto si

andrebbe incontro al rischio di assideramento.

L'intossicazione acuta può essere accidentale per effetto di una notevole inalazione di vapori

(esposizione nell'ambiente lavorativo) SOLITAMENTE voluttuaria => difficilmente porta ad

exitus. L'abuso di bevande alcoliche rappresenta un serio motivo di allarme sociale anche

per la diffusione che ha avuto negli ultimi tempi nella popolazione giovanile. Questo problema

deve essere prioritario per la società sia per la sua funzione di rischio nella genesi di

patologie gravi, sia per la capacità di determinare eventi a carattere accidentale e violento e

per i costi sociali che comporta.

Nelle diete si può bere un bicchiere di vino rosso, che fa bene a livello cardiocircolatorio. Nei

vini bianchi invece viene indicata la presenza dei solfiti, che potrebbe dare mal di testa, che

entrano in reazioni redox (nelle preparazioni iniettabili possono essere presenti)??

Anche in farmacia si vende alcool buongusto a gradazione 96% (96 : in 100 mL di quel

liquido ce ne sono 96 in alcool etilico). Non si può pensare di bere un alcol al 96%, ci sono

alcuni whisky molto costosi che devono essere diluiti con la stessa acqua con cui sono stati

preparati.

Il vino ha il 12% di alcool mentre i super alcolici ne hanno il 40% circa e si ottengono in

genere per distillazione: si scalda la soluzione e si ottiene un azeotropo alcol-acqua che

arricchisce la soluzione di alcol (dal 30 al 40%). 1

Per fare una distillazione bisogna scaldare e, quando si raggiunge la T di ebollizione si

formano i vapori, che condensano da un'altra parte e si ottiene il liquido. Quando si fa la

grappa si eliminano la testa e la coda in modo che il cuore non sia contaminato da altri alcol.

metanolo

Il è da accostare alla questione dell'etanolo. Una volta non si aveva la gas-massa.

In alcune damigiane di vino si trovava lo stesso picco che si otteneva in lab analizzando alcuni

cadaveri: era metanolo, che era stato sostituito ad una parte dell'etanolo. Il metanolo però

non ha le stesse caratteristiche dell'etanolo: si usa come solvente e costa meno. L'alcol etilico

è aromatizzato perché deriva dalla frutta, quello metilico invece sa di legno perché deriva

dalla cellulosa e si usa nell'industria delle vernici.

[Accise = tasse sull'etanolo, non presenti sul metanolo perché non è alimentare].

Il vino per esser messo sul mercato deve avere almeno una certa gradazione e in quel caso

avevano pensato di aggiungere alla vinaccia il metanolo perché mancava etanolo (avevano

sostituito tutto l'etilico con il metilico).

Una volta mancava lo spazio di testa, che permetteva di separa i 2 alcol, ma si usava la

distillazione e non si aveva la possibilità di distinguere tra alcol metilico ed etilico.

Il metanolo agisce sul nervo ottico, rovina la retina e porta a cecità (tossicità molto elevata).

NB: se si assumono insieme, il metanolo non crea tossicità perché l'alcol etilico compete nelle

vie di metabolizzazione e viene metabolizzato ad acido acetico, che entra nel ciclo di Krebs.

Nel caso del metanolo si forma invece acido formico, che non entra nel ciclo di Krebs e dà

un'acidosi costante => in caso di intossicazione da alcol metilico si somministra l'etilico per

evitare l'acido si metabolica.

Quando si distilla infatti, si forma sempre un po' di alcol metilico (motivo per cui si eliminano

testa e coda) perché il p.e è vicino, ma entro certe concentrazioni è accettato proprio perché

l'etanolo funge da "antidoto".

Come funziona una PK: se si utilizza alcol etilico si possono studiare assorbimento, Cmax

ed eliminazione. Importante è che OGNI SOGGETTO ALL'ASSUNZIONE DI ALCOL, HA

COMPORTAMENTI DIVERSI => individualità importante riguardo agli effetti dell'alcol. Il fegato

è l'organo maggiormente predisposto alla tossicità da alcol (cirrosi, steatosi -fegato grasso- e

delirium tremens). questione individuale

L'assorbimento di alcol è una

"Astemio" è un soggetto non in grado di metabolizzare alcool! Stanno male perché hanno un

aumento di aldeide acetica a livello sanguigno perché non hanno ADH; questi soggetti non

possono neanche stare vicino al l'alcol perché lo assorbono anche per via dermica e anche

questa via crea tossicità.

NB: è diverso bere il vino durante il pasto e bere un negroni durante l'aperitivo → Più lo

stomaco è pieno, meno l'alcol viene assorbito velocemente.

deprimente sul SNC,

L'alcol non ha effetto eccitatorio: è un ma all'inizio agisce sui recettori

di ricompensa e quindi inizialmente dà perdita dei freni inibitori (allegria iniziale che non deve

essere trasformata in ubriachezza perché porta a depressione).

L'alcol non è droga (sostanza stupefacente) perché non è in tabella e non è in tabella perché

fa parte della nostra civiltà. In altre culture l'alcol non si può utilizzare. 2


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in farmacia (a ciclo unico - durata 5 anni)
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chiararigo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Chimica tossicologica e laboratorio di analisi chimico-tossicologica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Gambaro Veniero.

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