[ ] LO STATO SOLIDO DELLA MATERIA
8 L’ordine con cui normalmente si studiano i tre
stati è solido - gassoso - liquido.
Questo perchè lo stato solido e lo stato
gassoso sono stati di aggregazione limite,
razionabili secondo modelli semplici.
Mentre lo stato liquido è uno stato intermedio
tra i due.
Si può passare da uno stato all’altro.
IL MODELLO IDEALE DELLO STATO SOLIDO stato solido stato cristallino.
Nel linguaggio scientifico la denominazione di è sinonimo di
Si parla di sostanze allo stato solido quando presentano una disposizione ordinata delle unità
costitutive (atomi, molecole, ioni) le quali si ripetono periodicamente nello spazio. In un solido
cristallino è quasi sempre possibile individuare un motivo che si ripete con regolarità, e tale
regolarità ha conseguenze geometriche anche su scala macroscopica, ovvero si notano nella
forma del cristallo.
Questo modello ideale dello stato solido si basa sull’ipotizzare che un solido sia costituito da delle sfere
rigide, non deformabili da parte delle interazioni o dalla formazione di legami.
Se penso di distribuire queste sfere rigide e uguali tra di loro su un piano ottengo che posso avere due
diversi tipi di disposizioni:
Ogni sfera interagisce con ogni sfera che ha vicino, questa interazione sarà tanto maggiore tanto più sono le
numero di
sfere che la circondano, il numero di sfere con cui interagisce una sfera centrale è chiamato
coordinazione (n.c.).
Per il principio della minima energia ogni particella è spinta a interagire con forze di attrazione con il maggior
numero possibile di altre particelle.
Per questo motivo le particelle tendono a disporsi nel modo più compatto possibile in modo da ridurre al
minimo gli spazi vuoti e a dare luogo al maggior numero di interazioni possibile (numero di coordinazione più
alto).
Perciò tra i due tipi di disposizioni è favorito il primo, ma siccome ci sono vari fattori che influenzano questa
disposizione, ad esempio il fatto che le particelle non siano esattamente sferiche oppure le diverse
dimensioni degli ioni positivi e negativi nei composti ionici, porta all’esistenza di una grande varietà di
strutture cristalline. disposizione a massimo
In ogni caso le due disposizioni di sfere uguali prendono il nome di
impacchettamento non massimo impacchettamento
dove ogni sfera è a contatto con altre 6 (sx) e a dove
ogni sfera è a contatto con altre 4 (dx). massimo
Se andiamo a disporre anche uno strato superiore e uno inferiore allo strato a
impacchettamento, per ottenere il maggior numero di sfere a contatto, dovrò disporle in corrispondenza
delle cavità dello strato iniziale.
In questo modo ogni sfera è a contatto con 6 sfere del suo strato, con 3 dello strato superiore e con 3 dello
strato inferiore. Si dice che il suo numero di coordinazione è 12.
MA posso avere due situazioni diverse avendo lo stesso numero di coordinazione 12:
In una situazione lo Nell’altra situazione lo
strato superiore coincide strato inferiore coincide
esattamente con lo con le cavità dello strato
strato inferiore, si ottiene superiore, si ottiene una
una sequenza A-B-A-B, sequenza A-B-C-A-B-C
e il reticolo è di tipo e il reticolo è di tipo
esagonale compatto cubico a facce centrate
Questo per quanto riguarda strutture a massimo impacchettamento che sono assunte ad esempio da alcune
sostanze allo stato elementare (principalmente metalli e gas nobili allo stato solido), mentre per quanto
non a massimo impacchettamento
riguarda le strutture quelle più comunemente adottate dalle sostanze
sono: quella cubica a corpo centrato con numero di coordinazione 8 e quella cubica semplice con numero di
coordinazione 6.
Anche se si ha una struttura a massimo impacchettamento sono comunque presenti degli spazi vuoti che si
chiamano cavità. Possono essere di due tipi: ottedriche e tetraedriche.
Prendono questo nome non in base alla loro forma ma in base alla disposizione delle sfere che le
racchiudono. cavità tetraedica
La si trova tra 4 sfere disposte ai vertici di un tetraedro.
Il numero di cavità tetraedriche è il doppio del numero di sfere.
cavità ottaedrica
La si trova tra 6 sfere disposte ai vertici di un ottaedro.
Il numero di cavità ottaedriche è uguale al numero di sfere.
LE STRUTTURE DEI COMPOSTI IONICI
Il modello a massimo impacchettamento può essere utilizzato per comprendere le strutture dei composti
ionici.
I composti ionici sono costituiti da anioni (-) e cationi(+), gli anioni hanno dimensioni molto più grandi rispetto
agli anioni, e si può perciò pensare che il reticolo sia costituito dagli anioni, mentre i cationi di trovano nelle
cavità che si formano.
numero di coordinazione
In questo caso il corrisponde al numero di ioni di segno opposto che circondano
un dato ione. Il numero di coordinazione dipende dalle dimensioni relative fra cationi e anioni, ovvero dal
rapporto dei raggi (r+/r-). NaCl:
Ad esempio per il cloruro di sodio
• il rapporto tra i raggi è r+/r- = 0,53
• Nel reticolo Na+ occupa le cavità ottaedriche del reticolo di Cl-
• Il numero di coordinazione è 6 per cationi e anioni
Ha una struttura molto comune.
Il numero di coordinazione dipende dalle dimensioni relative fra cationi e anioni, ovvero dal rapporto dei raggi
(r+/r-), vuol dire che quando questo rapporto aumenta significa che i cationi si fanno più posto e gli anioni si
allontanano gli uni dagli altri. Nella tabella sono riportate le distanze in alcuni
composti che hanno la stessa struttura di NaCl.
Si nota come variano le distanze al crescere del
rapporto tra i raggi.
I RETICOLI DEI SOLIDI CON STRUTTURA MOLECOLARE COVALENTE
molecole discrete
Quando parliamo di sostanze costituite da non sempre si trovano in strutture a massimo
impacchettamento, anche se comunque tendono a disporsi nel modo più compatto possibile, questo
perchè:
• le molecole non sempre sono riconducibili a una forma sferica
• le forze di interazioni intermolecolari tendono a disporre le molecole con orientazioni preferenziali in modo
da rendere massima la loro interazione. legami direzionali
solidi molecolari
La struttura dei dipende perciò essenzialmente dalla geometria delle molecole e dalla
direzionalità dei legami.
Quindi nel caso in cui le molecole hanno forma sferica o assimilabile a una sfera, le forze di
interazione non sono direzionali e la sostanza assume allo stato solido una struttura a
massimo impacchettamento.
Questo accade ad esempio nel caso dei gas nobili (a bassissime temperature) dove
molecole elementari dei gas sono tenute insieme da forze di London e quindi permettono di
assumere strutture a massimo impacchettamento. (a destra l’impacchettamento del gas nobile Ar)
Un altro esempio è quello delle molecole di O , H , N e gli alogeni, anche se non sono
2 2 2
riconducibili a forma sferica perchè hanno una forma più allungata, sono molecole apolari
che non presentano forze di interazioni direzionali, e quindi anche loro possono ottenere
strutture a massimo impacchettamento. (a destra l’impacchettamento delle molecole di O )
2
Passando a molecole più complesse si ottengono strutture più complesse, tuttavia se le forze intermolecolari
non hanno proprietà spiccatamente direzionali possono essere ricondotte a strutture a massimo
impacchettamento anche se più o meno distorte.
Mentre se ci troviamo nella situazione in cui sono presenti forze intermolecolari
direzionali, ad esempio se sono presenti legami a idrogeno, la struttura non potrà essere
a massimo impacchettamento, questo è il caso del ghiaccio.
Le molecole tendono a disporsi in modo da rendere massima la loro interazione.
Esistono anche dei solidi che rappresentano un eccezione alla regola del massimo impacchettamento e
solidi con struttura covalente polimera.
sono i Ovvero sono dei solidi in cui gli atomi son legati fra
TUTTI
loro da legami covalenti, che sono legami direzionali.
Il numero di legami covalenti che si formano dipende dalla sostanza (quindi dalla sua configurazione
elettronica), ed essendo composti molto diversi tra loro non è possibile razionalizzare un modello comune e
una geometria di struttura comune per racchiuderli tutti.
Un caso particolare che si riporta spesso è quello delle forme allotropiche, ovvero quando abbiamo un
composto le cui molecole allo stato elementare possono disporsi in modi diversi, dovuto a diverse condizioni
in cui si sono formati che hanno fatto si che si cristallizzassero in modi diversi, e quindi presentano due
aspetti completamente diversi.
Un esempio classico è quello del Carbonio, che allo stato naturale si presenta in due forme allotropiche,
diamante e grafite. La formula di entrambi è C. La gra te è formata da
Il diamante è formato piani di carbonio tenuti
da una concatenazione insieme da forze di
continua di tetraedri, ha Vander Waals, ha
numero di numero di
coordinazione 4, è più coordinazione 3, è
compatto della gra te. meno compatto del
diamante.
ALCUNE PROPRIETA’ DEI SOLIDI CORRELATE AL LEGAME CHIMICO
Nelle sostanze che presentano una struttura solida covalente polimera, l’energia di legame fra gli atomi è
durezza.
molto forte. Una proprietà che dipende direttamente dall’energia di legame è la
durezza
La è la resistenza che le sostanze oppongono alla scalfittura da parte di un punzone, ovvero la
resistenza che gli atomi oppongono al loro reciproco allontanamento nel punto della scalfitura. ( Come abbiamo
detto dipende dall’energia di legame tra gli atomi).
Il diamante segna il limite superiore della scala della durezza, ovvero ha valore massimo.
Il limite inferiore è segnato dal talco. fragilità.
Una proprietà che invece dipende dalla direzionalità del legame è la
fragilità
La è la possibilità di frattura di un cristallo di una sostanza per azione di sollecitazioni meccaniche
esterne. Questo avviene perchè non potendo variare la direzione dei legami covalenti, se avviene una
deformazione del cristallo conseguentemente avviene una rottura.
Entrambe sono caratteristiche diverse del mondo macroscopico che sono riconducibili a caratteristiche diverse del
mondo microscopico.
I SOLIDI COVALENTI POLIMERI TRIDIMENSIONALI SONO:
Duri
• Fragili
• Non sono solubili in alcun solvente
• Non conducono corrente elettrica
•
La grafite però è sfaldabile e è un discreto conduttore, questo è dovuto alla presenza di forze di Van der
Waals che tengono insieme gli strati di atomi di carbonio.
I SOLIDI COVALENTI MOLECOLARI SONO:
→
poco duri
• perchè le molecole sono tenute insieme da forze di Van der Waals, che sono forze deboli e
perciò c’è una bassa energia intermolecolare
→
Deformabili/poco fragili
• perchè la adirezionalità dei legami fa si che se si sposta un piano su un altro
si ha una situazione identica a quella originale.
→
Non conducono corrente elettrica
• perchè hanno elettroni localizzati sulle singole molecole
Se sono presenti legami a idrogeno però diventano fragili.
I METALLI SONO:
solidi
• sono a temperatura ambiente (tranne il mercurio)
duttili
• Sono →
malleabili
• Sono dovute al fatto che la traslazione di un piano di atomi sull’altro porta solo a cambiare la
forma del solido, ma a livello energetico non cambia niente.
Però per far slittare un piano sull’altro inizialmente viene spesa energia meccanica, necessaria per rompere i
legami chimici, appena si ricostruiscono l’energia di legame si libera sotto forma di calore, per questo
scalda.
quando un metallo viene lavorato si
elastici
• Sono perchè i legami sono adirezionali. Ovvero quando un metallo è sottoposto a una
sollecitazione, alcuni atomi interessati a questa sollecitazione si muovono dalla loro posizione, senza che
implichi la rottura dei legami, (il metallo si è temporaneamente piegato o allungato) quando la
sollecitazione cessa ritornano alla posizione iniziale e il metallo ritorna alla forma iniziale.
I SOLIDI IONICI SONO:
duri
• sono fragili
• Sono isolanti solido
• Sono elettrici allo stato
conduttori liquido
• Sono allo stato
[ ] LO STATO GASSOSO DELLA MATERIA
9 1/3
IL MODELLO STRUTTURALE DELLO STATO GASSOSO
Un gas occupa tutto lo spazio che è a sua disposizione, non ha ne volume ne forma propria ma prende
quella del volume in cui è contenuto.
Le particelle allo stato gassoso possiedono energia cinetica maggiore dell’energia di interazione, per tanto
tendono a occupare tutto lo spazio a loro disposizione.
Lo stato gassoso è caratterizzato da 4 proprietà:
• due sono proprietà estensive, ovvero che dipendono dall’estensione del sistema/dalla massa e sono il
volume quantità di sostanza.
e la
• due sono proprietà intensive, ovvero che dipendono solo dalla natura della sostanza e non dalla sua
temperatura pressione.
estensione e sono la e la
Alcune informazioni sulle varie grandezze: la quantità di sostanza si misura in moli, la pressione, visto che è
² ²
una grandezza derivata ( e si misura in Pascal. La pressione di un gas,
forza/superficie, 1 N/m = 1kg/ms = Pa)
supposto all’interno di un recipiente, è la forza esercitata dalle molecole del gas per unità di superficie
perpendicolarmente ad essa, ovvero se pensiamo alle molecole di gas in continuo movimento all’interno di
un recipiente, esse urteranno continuamene le pareti, e urtandole esercitano delle forze, che sono appunto
dovute alla pressione. La temperatura è espressa in Kelvin, il volume è quello del recipiente che contiene il
gas.
Tutte queste proprietà si trovano all’interno di alcune leggi, queste leggi sono tutte leggi sperimentali ricavate
guardando il comportamento dei gas reali sottoposti a variare della pressione (P), della temperatura (T) e del
volume (V), è rappresentano un idealizzazione del comportamento dei gas ideali.
Queste leggi sono:
la legge di Boyle
• → PV=k
con temperatura costante
la legge di Charles e Gay-Lussac
• → V=kT
con pressione cosante (si nota che il volume è direttamente proporzionale alla temperatura)
→ P=kT
con volume costante (si nota che la pressione è direttamente proporzionale alla temperatura)
equazione dei gas perfetti o dei gas ideali
È possibile unire le tre leggi un un unica equazione che è detta
È una legge sperimentale ma da dei buoni risultati anche per i gas reali, li descrive con buona approssimazione a
temperature e pressioni non troppo elevate, racchiude tutte e tre le leggi.
R corrisponde alla costante universale dei gas, il suo valore dipende dalle unità di misura utilizzate.
scale termometriche:
Esistono diversi tipi di SCALA ASSOLUTA: K
SCALA CENTIGRADA: °C • l’ampiezza dell’intervallo di
• lo 0 corrisponde alla temperatura di un grado è
temperatura di equilibrio tra uguale a quella della scala
acqua e ghiaccio alla centigrada
pressione di 1 atmosfera • lo 0 però non è uguale, e
• 100°C corrispondono alla corrisponde a + 273,15 °C
temperatura normale di • T(K)=T(°C) +273,15
ebollizione • ammette solo valori positivi
• Ammette valori negativi principio di Avogadro
Nell’equazione dei gas è compreso quello che si chiama , secondo il quale
(1811)
volumi uguali di gas diversi, nelle stesse condizioni di temperatura e di pressione, contengono lo stesso
numero di particelle.
Con il principio di Avogadro nel caso dei gas invece di utilizzare le moli posso utilizzare i volumi, perchè so
che volumi uguali contengono lo stesso numero di molecole.
Nel caso dei gas il volume può essere utilizzato come misura della quantità di
sostanza a cui è direttamente proporzionale.
Cosa è un gas ideale? E cosa lo differenzia da un gas reale?
La definizione di gas ideale è un gas costituito da particelle tutte uguali che si muovono di moto rettilineo
uniforme ma in modo casuale, il loro volume si considera trascurabile rispetto al volume del recipiente, in
pratica è come se avessero a disposizione l’intero recipiente perché sono considerate come puntiformi.
(In un gas reale questo non è possibile perché le particelle hanno un loro volume, quindi il volume che hanno
a disposizione del recipiente sarà il volume totale del recipiente meno il volume occupato dalle particelle).
Inoltre in un gas ideale c’è assenza di interazioni e gli urti che avvengono sulle pareti del recipiente dovuti
alla pressione sono urti completamente elastici. (In un gas reale invece dopo un urto si ha una variazione
dell’energia).
Per i gas ideali vale l’equazione di stato dei gas ideali.
Dato che le particelle si muovono posso definire un energia cinetica media <E >, essa sarà uguale a:
cin
Dato che nell’equazione è presente un rapporto tra due costanti, si ricava un ulteriore costante k, costante di
Boltzmann. l’energia media delle particelle è direttamente proporzionale alla
Da questa equazione si ricava che
temperatura in Kelvin, ovvero che se mi trovo allo zero assoluto non ho movimento, perchè ho energia
cinetica media uguale a 0. Se aumento la temperatura di un gas aumento l’energia cinetica media delle
particelle.
La temperatura è una grandezza termodinamica ed è correlata con il movimento delle particelle.
Un equazione di questo tipo è valida anche nei liquidi e nei solidi anche se è molto meno comprensibile, si
dice vibrazionale. ( Ad esempio nel caso del solido
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Chimica generale pt 3 - Riassunto per esame orale di chimica generale, appunti presi a lezione
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Chimica generale pt 1 - Riassunto per esame orale di chimica generale, appunti presi a lezione
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