INTRODUZIONE Gli altri elementi potrebbero essere dei metalli
che fanno parte di coenzimi e quindi risultano
La chimica studia le proprietà e la struttura fondamentali per l’organismo. Infatti, dal
della materia. Essa si occupa di come due o più punto di vista biologico risulta:
sostanze diverse interagiscono tra di loro per
trasformarsi in sostanze diverse attraverso
processi detti reazioni chimiche. Si occupa
inoltre dell’energia termica, elettrica,
meccanica o di altro tipo coinvolta nelle
reazioni stesse.
PROPRIETA’ CHIMICHE = relative
- alle trasformazioni che subiscono a
livello delle loro particelle quando
vengono a contatto con sostanze dalle
proprietà opposte. [proprietà acide o
basiche, ossidanti o riducenti] IL METODO SCIENTIFICO è alla base di
una buona teoria scientifica che deve avere le
PROPRIETA’ FISICHE = non
- seguenti caratteristiche:
coinvolgono trasformazioni a livello di
legami primari. [possono coinvolgere le Spiega i difetti delle teorie precedenti e
-
interazioni tra due molecole uguali (di le ingloba
non legame)] Ha caratteristiche predittive
- Spiega fenomeni complessi in termini
- di fenomeni più semplici
Le une e le altre sono di norma
⟶ È elegante e semplice
-
quantificabili e possono essere sottoposte a
misure. Risultano inoltre essere
propedeutiche alla biochimica ossia allo
studio delle principali molecole di interesse
biologico e il loro ruolo nelle cellule viventi.
ELEMENTI ESSENZIALI PER LA VITA 1
elementari. [questo numero è il valore della
costante di Avogadro] [entità elementare si
riferisce ad un atomo, una molecola, uno ione,
un elettrone, qualsiasi altra particella o
gruppo specifico di particelle]
Ogni misura è intrinsecamente affetta da una
certa dose di INCERTEZZA legata al limite
di precisione degli strumenti utilizzati e,
talora, ai limiti nel controllo delle condizioni
dell’esperimento. Gli errori possono essere
distinti in:
Sistematici che possono e debbono
- essere rimossi con una accurata
tecnica sperimentale.
Casuali che non è possibile eliminare,
- ma se si ripete molte volte la misura i
valori che si ottengono sono distribuiti
attorno al valore più probabile secondo
una curva di distribuzione gaussiana.
(il valore più affidabile è il valor medio
Il metodo sperimentale richiede di eseguire della distribuzione normale)
determinate misure. Una proprietà fisica o
chimica è di norma quantificabile. Allo scopo
di uniformare le unità di misura utilizzate in
tutto il mondo, viene raccomandato l’uso delle
unità stabilite dal sistema internazionale
delle unità di misura (SI). CIFRE SIGNIFICATIVE
Il numero che esprime la misura è costituito
dalle cifre che ci è possibile leggere sulla scala
dello strumento. Quali sono le cifre
significative?
Gli zeri che si trovano alla sinistra
- della prima cifra diversa da zero non lo
sono, mentre quelli che compaiono tra
due cifre diverse da zero o dopo la
virgola sono significativi. Invece se
GRANDEZZE FONDAMENTALI = a compaiono dopo una cifra diversa da
partire dal 2009 le definizioni delle grandezze zero in un numero interno possono
fondamentali sono cambiate e sono tutte essere significativi o meno (quando li
riferibili a costanti fisiche note con estrema utilizzo usando la notazione
precisione, ad esempio, si definisce mole la scientifica).
quantità di sostanza corrispondente a Le costanti matematiche si utilizzano
-
esattamente 6.02214076x10 entità
23 con le determinate approssimazioni. 2
In una reazione la somma delle masse
dei reagenti è uguale alla somma delle
NOTAZIONE SCIENTIFICA masse dei prodotti IN UNA
⟶
Nei calcoli scientifici si usa scrivere i grandi REAZIONE CHIMICA LA MASSA SI
numeri e piccoli come una cifra (da 1 a 9) CONSERVA. (chimico francese)
seguita eventualmente da punto decimale e
cifre successive e moltiplicata per la relativa LEGGE DI PROUST (1801) =
potenza di dieci. Ad esempio: 3578 = 3.578 x LEGGE DELLE PROPORZIONI
10
3 DEFINITE
Un composto chimico è formato da
La precisione delle misure usate come dati
⟶ elementi sempre nella stessa
di partenza nella derivazione di una proporzione in peso,
grandezza derivata ne influenzano indipendentemente da come sia
evidentemente la precisione. sintetizzato.
LEGGE DELLE PROPORZIONI
REGOLE DI PROPAGAZIONE DELLE MULTIPLE (1807) = John Dalton
CIFRE SIGNIFICATIVE Quando due elementi si combinano per
Nell’addizione e nella sottrazione
- formare più di un composto, il loro
si possono sommare e sottrarre solo rapporto in peso in un composto diviso
numeri aventi le stesse unità di misura per il rapporto in peso in uno qualsiasi
e il risultato deve essere scritto con un degli altri composti (con gli stessi
numero di cifre decimali pari alle cifre elementi), è dato da una frazione
decimali del fattore che ne ha di meno. espressa da numeri interi semplici.
Questa legge è alla base della scrittura
delle formule empiriche.
[la calcolatrice non fornisce tale calcolo
preciso] TEORIA ATOMICA DI DALTON
Nei prodotti, divisioni, elevazioni a
- potenza o radici su grandezze 1. Gli atomi degli elementi sono le
diverse, il risultato va scritto con un particelle basilari della materia.
numero di cifre significative uguale a Essi sono indivisibili e non possono
quello del fattore che ne ha di meno. essere né creati né distrutti (oggi
conosciamo la fissione e la fusione).
2. Gli atomi di un dato elemento sono
identici, avendo lo stesso peso e le
stesse proprietà chimiche.
3. Gli atomi di elementi diversi si
LEGGE DI LAVOISIER (1785) combinano tra di loro in rapporti di
3
numeri identici per formare le essere letta in verticale (gruppi) o in
molecole di composti. orizzontale (periodi).
4. Gli atomi di elementi diversi
possono combinarsi in più di un
rapporto di numeri interi semplici
per formare più di un composto.
[già con Democrito e Lucrezio
troviamo una definizione
pittoresca degli atomi] NUMERO ATOMICO [Z]: numero dei
protoni contenuti nel nucleo atomico e
L’ATOMO identifica univocamente un elemento.
Un atomo è costituito da un nucleo
§ dove si addensano i neutroni ed i NUMERO DI MASSA [A]: numero totale dei
protoni, mentre attorno ad esso si nucleoni (protoni e neutroni) presenti nel
muovono nello spazio gli elettroni. nucleo di un dato atomo e identifica i vari
Date le caratteristiche delle particelle,
§ isotopi di uno stesso elemento.
la massa dell’atomo è concentrata nel
nucleo.
Il nucleo è carico positivamente,
§ ISOTOPI: atomi dello stesso elemento (stesso
mentre gli elettroni creano nello spazio Z) con diverso numero di neutroni quindi di A.
attorno al nucleo una nuvola di carica Hanno le stesse proprietà chimiche, ma
negativa. l’abbondanza naturale dei diversi isotopi sono
differenti (la somma dell’abbondanza dei
singoli isotopi deve far 100%).
[masse riferite a particelle isolate, COME FUNZIONA LA RADIOAZIONE
altrimenti un atomo peserebbe di meno Il carbonio 14 è un isotopo radioattivo ossia
in quanto vi è dell’energia utilizzata dopo un determinato periodo di tempo decade
per tenere più atomi insieme] (la sua presenza diminuisce) emettendo un
elettrone e trasformandosi in azoto 14 (cambia
PERIODICITA’ DEGLI ELEMENTI = la sua natura). L’isotopo viene prodotto
elaborata da Mendeleev indica l’andamento costantemente nella troposfera ed entra
delle caratteristiche degli elementi che nell’atmosfera principalmente sotto forma di
variano con cadenza periodica. La tabella può CO , dove la sua concentrazione è costante. La
2 4
CO entra nei cicli vitali degli organismi
2
viventi, sia animali che vegetali. Pertanto, fino
a che un organismo è in vita, la concentrazione
di carbonio 14 al suo interno rimane costante.
Al momento in cui l’organismo muore il
carbonio 14 comincia a decadere e non viene
più rimpiazzato; pertanto, la concentrazione
nei resti dell’organismo diminuisce
regolarmente nel tempo, seguendo la legge del
decadimento radioattivo (consente di stimare
l’età di un reperto).
MASSE ATOMICHE MASSE ATOMICHE RELATIVE dei singoli
La massa dei singoli isotopi è definita in nuclidi sono leggermente inferiori a quelle
rapporto alla massa dell’isotopo carbonio 12 della somma delle masse delle particelle
(posta uguale a 12 per convenzione). Per isolate. Il difetto di massa è rintracciabile
definizione: nella forza che è necessaria per tenere insieme
le particelle in un nucleo (i protoni
tenderebbero a respingersi), risulta un
parametro relativistico: E = mc . Questa
2
energia viene liberata nelle reazioni nucleari.
Solitamente nelle tavole periodiche si trova il MISCELE COMPOSTI ELEMENTI
⟶ ⟶
numero di MASSA ATOMICA MEDIE
calcolate prendendo in considerazione le
masse dei vari isotopi e delle loro abbondanze
isotopiche. Un esempio di calcolo: ELEMENTI sono sostanze formate da atomi
Le masse atomiche vengono misurate dello stesso tipo. Gli elementi possono essere
accuratamente tramite uno spettrometro di formati:
massa: da singoli atomi isolati (ad esempio i
- gas nobili)
da un ben definito numero di atomi
- legati covalentemente (ad esempio O )
2
5
da un insieme continuo di atomi 12 g. [l’unità di misura della massa molare è
- sempre legati in maniera covalente (ad g/mol]
esempio grafite)
da un insieme continuo di atomi legati
- Queste grandezze permettono di scrivere
⟶
con legame metallico (ad esempio un’equazione bilanciata non solo qualitativa:
ferro)
Si definiscono FORME ALLOTROPICHE
quelle strutture molecolari che pur avendo lo
stesso tipo di atomo differiscono per il numero
di atomi e per il modo in cui sono legati tra
loro. [N particelle corrisponde ad una mole]
A
MASSA MOLECOLARE (peso molecolare) =
somma delle masse atomiche della molecola n = moli
MOLE è la quantità di sostanza che contiene Esercizio:
tante unità elementari (atomi, molecole, ioni) w = grammi
quanti sono contenute in 12 g esatti di
carbonio 12. PM = peso molecolare
N A
NUMERO DI AVOGADRO [N ] =
A
6.0221418 x 10 mol
23 -1
MASSA MOLARE di qualunque sostanza è
una quantità in grammi pari alla somma dei Esercizio:
pesi atomici degli atomi di cui è composta. Per
definizione il carbonio 12 ha massa molare di 6
deviazioni (in quanto la carica era spalmata su
tutto l’atomo). Egli invece osservò invece poche
deviazioni grandi e qualche rarissimo
rimbalzo all’indietro. Un tale comportamento
poteva essere spiegato solo se la parte caricata
positivamente nell’atomo e contenente la
quasi totalità della massa, fosse concentrata in
una piccolissima frazione centrale del volume
dell’atomo (nucleo). Il modello creato, definito
planetario, venne in seguito (1913) criticato
Esercizio: da Lorentz in quanto l’elettrone in orbita
attorno al nucleo dovrebbe emettere un’onda
elettromagnetica; quindi, il suo contenuto
diminuirebbe e l’elettrone cadrebbe con moto a
spirale sul nucleo in 10 secondi.
-11
MODELLI ATOMICI Nel 1913 viene proposto un modello da Bohr
Nel 1904 Thomson, che negli anni precedenti basato sulla fisica classica che introduce, come
studiando i raggi catodici aveva scoperto assiomi concetti derivanti dalla nascente fisica
l’elettrone, propose un modello di atomo nel quantistica. In questo modello all’interno del
quale gli elettroni erano dispersi in una sfera nucleo sono racchiuse le particelle positive e
di carica positiva tenuti assieme da attrazioni neutre mentre gli elettroni ruotano su orbite
elettrostatiche. Questo modello viene a volte stazionarie. Viene inoltre stimato il raggio
descritto come modello ‘a panettone’. della prima orbita (0.529 A). Postulati del
modello atomico di Bohr:
1. L’atomo si trova normalmente in uno
stato stazionario che non irradia
energia.
2. Solo alcune orbite sono permesse
all’elettrone.
3. L’atomo può assorbire o irradiare
energia solo quando passa da uno stato
stazionario ad un altro.
In un celebre esperimento del 1910
Rutherford inviò un fascio di particelle alfa Limiti della teoria:
(cariche positive) contro un sottile foglio d’oro.
Se il modello di Thomson fosse stato corretto
avrebbe dovuto osservare solo piccole 7
1. Si parte dalla meccanica tradizionale e
si arriva ad un modello fisico
discontinuo introducendo assunzioni
non dimostrate
2. Il modello fornisce una spiegazione
delle proprietà spettroscopiche
dell’atomo di idrogeno ma non riesce ad
interpretare gli spettri energetici degli
altri elementi polielettronici (il contributo dell’energia cinetica è data dalla
differenza E – V)
La soluzione dell’equazione non è un'unica
⟶
funzione, ma una famiglia di funzioni d’onda
Nel 1927 viene introdotto il modello che si distinguono per diversi valori di alcuni
quantomeccanico che si basa sul principio di parametri [numeri quantici]. Non possiamo
indeterminazione di Heinsenberg: per una determinare la traiettoria dell’elettrone bensì
particella di massa piccola (ad esempio un la sua energia in base alla sua posizione.
elettrone) NON È POSSIBILE DEFINIRE LA Quindi lo stato degli elettroni è governato da
SUA TRAIETTORIA, cioè conoscere in ogni equazioni matematiche, le cui soluzioni ci
istante la posizione e la velocità della permettono di calcolare la probabilità di
particella. Si introduce la probabilità di trovare queste particelle in determinati punti
trovare un elettrone in una determinata zona. dello. Spazio attorno al nucleo.
Dualismo onda-corpuscolo di de Broglie:
1. A tutti gli oggetti in movimento con
velocità v è possibile associare una
lunghezza d’onda
2. Quanto più piccolo è l’oggetto tanto
maggiore è la lunghezza d’onda
associata (e quindi sarà più esplicito il
suo comportamento ondulatorio)
Nel 1926 Schrodinger sviluppò una equazione
differenziale la cui soluzione è funzione della
posizione dell’elettrone e della sua energia
chiamata funzione d’onda. Il suo quadrato
dà la probabilità di trovare la particella nel
punto dello spazio di coordinate (x, y, z). 8
Probabilità di trovare l’elettrone in un
§ determinato volume di spazio
STRUTTURA ATOMICA DEGLI ATOMI all’interno del nucleo (orbitali atomici)
La materia ha una doppia natura -ondulatoria Disposizione degli elettroni in tutti gli
§
e corpuscolare. atomi (configurazione elettronica)
mediante i numeri quantici
Visione quantomeccanica = N.B) Può essere risolta solo per l’atomo di
idrogeno in quanto è il più semplice, per gli
1) Principio dell’indeterminazione di altri vi sono solo soluzioni approssimate.
Heinsenberg: impossibilità di
determinare simultaneamente la
quantità di moto e la posizione Numero quantico principale [n] = fornisce
-
dell’elettrone (probabilità); l’energia di un orbitale e la distanza media
2) Gli atomi e le molecole possono esistere dal nucleo (energia è quindi in funzione
solo in certi stati energetici. Per dalla distanza) (per H questi valori sono
variare lo stato energetico deve solo in funzione di n)
emettere o assorbire energia; < un insieme di orbitali caratterizzati
3) L’energia emessa o assorbita per dallo stesso valore di n viene chiamato
variare lo stato equivale all’energia del LIVELLO
fotone emesso o assorbito durante la
transizione; n= 1,2,3,4, ……
∆E=hν ∆E=hc/ λ Numero quantico angolare [l] = indica la
- forma del volume di spazio occupato
dall’elettrone < uno o più orbitali con lo
stesso valore di n e l costituiscono un
SOTTOLIVELLO
L’elettrone è trattato come un’onda
stazionaria (non si propaga ma oscilla nel
tempo) caratterizzata da una funzione onda
tridimensionale [Equazione di
Schrodinger] = definisce:
Energia dell’elettrone con una data
§ (livelli energetici) 9
Gli orbitali d [l=2] (tot. 5 orbitali -i singoli
orbitari sono diversi tra loro e si sommano
insieme)
mi allontano sempre di più dal nucleo
à Numero quantico magnetico [ml] = indica
- quanti sono gli orbitali e il loro
orientamento nello spazio: se l=1 ci sono
valori di ml= -1, 0, 1
Gli orbitali s [l=0] sono sfere di diverse se l=2 ci sono valori di
dimensioni e racchiudono il 90% della densità ml=-2, -1, 0, 1, 2
elettronica totale di un orbitale (disposizione < elettroni con lo stesso valore di n, l,
di probabilità radiale) -in particolare vi sono ml definiscono un ORBITALE (un
delle zone preferenziali caratteristiche per orbitale può ospitare due elettroni)
ciascun orbitale s (non sono sfere omogenee) à
gli orbitali s sono unici, varia solo la
dimensione a seconda del valore di n
Gli orbitali p [l=1] (tot. 3 orbitali) il volume Numero quantico di spin [ms] = indica lo
-
ricorda un otto (insieme dei tre orbitali) e il spin e rende conto delle proprietà
centro si trova nell’intersezione delle linee del magnetiche (se gira in un verso o
piano cartesiano (dato che sono diretti verso le nell’altro): può essere +1/2 o -1/2
tre componenti) 10
NON ESISTONO DUE ELETTRONI CHE L’elettrone è soggetto a due tipi di forze: quella
HANNO LO STESSO SET DI NUMERI attrattiva e stabilizzante esercitata dai
QUANTICI E UN ORBITALE PUO’ protoni del
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