00) Legenda 2
19) SNP Para-Orto 3
20) Antipertensivi 125
21) Antianginosi 194
22) inibitori PDE 211
23) Antiaritmici 219
24) Farmaci per l’apparato respiratorio 229
25) Farmaci per la visualizzazione di organi 243
26) Vitamine 259
LEGENDA
Steroidi Arancio
Glicosidi Fucsia
Insulina
in Marrone
1
a Diuretici Azzurro
a Anestetici verdeacqua
µ FANS + antigottosi Rosso
Antistaminici Grigio
Farmaci del SNC Blu
Sedativo ipnotici Blu verde
scuro
Anticonvulsivanti Blu rosa
Ansiolitici Blu
Lina
µ Antischizofrenici
Antiparkinson
Analgesici narcotici Blu amaranto
Alluginogeni Blu fucsia
Anti-Alzheimer Blu verdechiaro
Antidepressivi Blu viola
Farmaci del SNP Rosa
Antipertensivi Giallo
e Antianginosi
1 Giallo
ai Inibitori PDE Indaco
Antiaritmici Giallo
F. apparato respiratorio Indaco
F. visualizzazione di organi Nero
Vitamine Arcobaleno
= informazione non fondamentale
main = informazione importante, da sapere
imp
SISTEMA PERRIFERICO
NERVOSO
È un sistema organo-effettore quindi è molto più semplice del SNC: non ci sono neuroni che
si parlano tra di loro ma il neurone interagisce direttamente con l’organo effettore.
Nel trovare farmaci per questo sistema ci saranno però dei problemi di selettività, dal
momento che ogni organo è caratterizzato da un suo sottotipo recettoriale: è complesso
trovare sostanze che agiscano su un solo sottotipo recettoriale.
Il SN periferico si distingue in
• autonomo —> il segnale parte dal centro, arriva ai gangli del midollo spinale e viene poi
inoltrato agli organi effettori. La trasmissione dal SNC ai gangli è interamente sotto
controllo colinergico (ACh) mentre la trasmissione postgangliare può avvenire tramite NA
(parasimpatico), A (simpatico) o ACh. Questo implica che i sistemi simpatico e
parasimpatico sono sempre sotto controllo colinergico centrale.
• somatico —> non sono previsti gangli ed è regolato dall’ACh. Controlla la muscolatura
striata.
Rappresentazione schematica del SN periferico autonomo:
Tutto l’organismo è sotto controllo dei due sistemi ortosimpatico (in genere stimolante) e
parasimpatico (in genere deprimente).
I sistemi ortosimpatico e parasimpatico sono più complessi di come vengono rappresentati
nell’immagine sovrastante:
• Parasimpatico —> 2 sottotipi recettoriali, muscarinici e nicotinici, ciascuno dei quali
suddiviso in ulteriori diversi sottotipi recettoriali.
• Ortosimpatico —> 2 sottotipi recettoriali, α e β, a loro volta suddivisi in ulteriori sottotipi.
La stimolazione o l’inibizione dei recettori dei due sistemi può esser fatta per via diretta
(agendo sui recettori) o indiretta (utilizzando inibitori del reuptake o delle vie metaboliche).
Sostanze in grado di stimolarli si chiamano di parasimpatico- o ortosimpatico mimetici.
Sostanze in grado di inibirli si chiamano parasimpatico- ortosimpatico-litici.
Non sempre tutti i farmaci mimetici e i lici sono farmacologicamente rilevanti (es. antagonisti
β2 non sono utili).
SN PARASIMPATICO
Parliamo quindi di acetilcolina.
I recettori per l’acetilcolina vengono classificati in due tipologie, nicotinici e muscarinici,
sulla base dell’interazione con due sostanze naturali: nicotina e muscarina. Ultimamente c’è
tanta attenzione sui recettori nicotinici, che possono essere anche di tipo neuronale.
Muscarina e nicotina sono entrambe molecole otticamente attive mentre l’acetilcolina non lo
è. Tuttavia ACh è caratterizzata da una sua particolare struttura conformazionale attiva.
f interazioni
elettrostatiche
mmm
motivi elettronici sterili
sugli
prevalgono
Per determinare quale conformazione lega realmente il recettore sono stati creati analoghi
dell’ACh a conformazione bloccata:
n
muscarinic
nicotinico vedi avanti
più
Quindi la probabile conformazione che interagisce con il recettore muscarinico non è quella
più stabile (cis), ma è la trans.
RECETTORI NNICOOTTINNICA
Sono recettori a canale ionico regolati da ligando, che regolano il flusso dello ione sodio.
canale
Può essere presente in diversi stati, tutti in equilibrio l’uno con l’altro:
L’ACh lega le subunità α,
quindi più subunità α sono
presenti nel recettore, più
molecole di ACh servono per
attivarlo completamente. Lo
stesso discorso vale per le
sostanze antagoniste.
Agata
I recettori nicotinici si distinguono in due macrofamiglie:
Dal momento che esistono diverse isoforme delle subunità α e β (come per il GABA), a
seconda di come si assemblano si possono ottenere dei sottotipi recettoriali diversi:
poIizia
Non sono quindi solamente di due tipi, gangliare e neuromuscolare, come si pensava
inizialmente, ma anche di tipo neuronale.
A seconda del sottotipo recettoriale e quindi della localizzazione nell’organismo, hanno la
capacità di modulare la liberazione di altri NT:
Proprio per questa loro caratteristica, i recettori nicotinici centrali svolgono un ruolo
fondamentale in tante patologie del SNC.
Farmaci attivi sui nicotinici possono essere antagonisti (di due tipi) o nicotino-mimetici
(diretti o indiretti). modo
bloccano in to
aspecifico.ms
che parasi p
Si è tentato di individuare molecole farmacologicamente attive modificando il ligando
naturale (ACh) e altre sostanze naturali:
DI ACH
a DERIVATI
Qualsiasi modifica al gruppo L’aggiunta di sostituenti in α mantiene
trimetilammonio risulta in un calo l’attività nicotinica e riduce quella
di attività. muscarinica. Se la sostituzione invece
è fatta in β si perde attività nicotinica
in ogni caso, ma se effettuata con
configurazione S si ha anche
un’incremento dell’attività
muscarinica.
_nicotinico
agonisti carbammati
DELLA
b NICOTINA
DERIVATI
È possibile la sostituzione dell’anello, ma è necessaria la presenza di un atomo
di N nel ciclo, altrimenti non si ha attività (vedi fenile).
isossatolo Fanicotina tutti
dell'anello
4C 6C de metilati ETERI CI
DINI
PIRI
ALTRI AGONISTI
c odiato
effetti
senza
mm sintesi
no
enantioselective
Sarebbe un ottimo punto di partenza, ma non sono possibili molte modifiche della struttura.
Si è provato a lavorare piuttosto sull’espansione d’anello: correlata
struttura o
ha
Non terapeutiche
applicazioni O
Evoluzione del modello farmacoforico per i recettori nicotinici α4β2:
Man mano che si andava avanti nella scoperta di nuovi composti, questo modello non
riusciva più a spiegare la loro attività per i vari sottotipi recettoriali. Il modello è stato quindi
modificato man mano venivano scoperti nuovi composti agonisti.
Dal 2004 i modelli farmacoforici ligand-based sono stati soppiantati dagli studi a raggi X.
REGIA
GANGLIO
A disuso
totalmente in
ora
lo
se si si
naso
annega spaziatore ottengono
dei bloccanti neuromuscolari
PACHI
CURAR
B I t
ad alti i muscoli
anche
dosaggi
morte
respiratori
quaternaria salificata
non
guati
Sono tutte strutture caratterizzate da un azoto quaternario o uno salificato, oppure entrambi
quaternari. Le molecole pancuronio, vecuronio, rapacuronio hanno attività simile ad
atracuronio e mivacuronio pur avendo una struttura totalmente diversa perchè conta la
distanza tra i due atomi di azoto.
Nella tabella che segue sono indicati tutti i derivati che sono stati sintetizzati a partire dalla
tubocurarina. Sono tutti inibitori competitivi, ad eccezione del sussametonio/succinilcolina
che agisce invece con un modo diverso, per depolarizzazione dei recettori.
I pachicurari sono antagonisti non depolarizzanti. Sono competitivi reversibili: la diminuzione
del legame della ACh determina una diminuzione dell’efficienza della trasmissione nervosa.
Determinano paralisi flaccida.
LEPTOCURARI
C
Sono antagonisti depolarizzanti, ottenuti per semplificazione molecolare dei pachicurari.
La loro azione è diversa perchè quando legano il recettore e la prima risposta che si ottiene
è l’opposto di quella voluta; una depolarizzazione del recettore e quindi la contrazione della
muscolatura. desensibilizzando il
recettore questo non
Ade
sensibile ad
e più stimolo
allo
non risponde
Riassumendo, i bloccanti del recettore nicotinico (bloccanti neuromuscolari) sono di due
tipi. Le sostanze utilizzate in ambito farmaceutico sono gli antagonisti non depolarizzanti.
di
il
cambia tipo paralisi
spastica Laptocurari
Flaccida pachiariari
Il capostipite degli antagonisti non depolarizzanti è la D-tubocurarina:
L’effetto della tubocurarina è una paralisi motoria che comincia dai muscoli oculari e
coinvolge alla fine i muscoli respiratori. Riduce la pressione sanguigna per effetto sui gangli
e per il rilascio di istamina (effetti minori con i bloccanti sintetici).
Viene usato come rilassante durante gli interventi chirurgici; in associazione in preanestesia.
BLOCCANTI
DEPOLARIZZAND
la
non per
Succinilcolina
questo
per
è usata
ancora
Usi dei bloccanti depolarizzanti: non più utilizzati tranne la succinilcolina.
9 Ach
Tubocurarina Schematizzazione del meccanismo
Nat
i
X d’azione degli antagonisti non
L depolarizzanti. La tubocurarina blocca
Il il recettore ma può essere spiazzata da
0000000 00000000 alte concentrazioni di ACh.
lli
iii
iii oddio
nooooo della
nicotinico
Recettore
neuromuscolare
giunzione
Schematizzazione del meccanismo d’azione degli antagonisti depolarizzanti
dai Succinilcolina
Nat È èèo
oiaioo.io tooo
ftp
o o
il III
arizzata teoffzata
Recettorenicotinico µ
sulla giunzione
neuromuscolare Fase II
Fase I La membrana si ripolarizza ma il
La membrana si depolarizza dando recettore è densensibilizzato
luogo a una scarica iniziale che all’effetto dell’acetilcolina.
produce fascicolazioni transitorie
seguite da paralisi flaccida.
MUSCARINICI
RECETTORI
Sono recettori accoppiati alle proteine G e hanno quindi 7 domini transmembrana. Ne
esistono 5 sottotipi: da M₁ a M₅.
M₁ M₃ M₅ <— accoppiati a proteine Gq
◦ M₂ M₄ <— accoppiati a proteine Gi
◦
Vecchia ipotesi di interazione ligando-recettore, basata sulle relazioni struttura attività:
5
3
1 4
2
La struttura
cristallografica dei
muscarinici non è ancora
stata pubblicata. Quella
che vediamo qui è stata
determinata per omologia
sulla base della struttura
della rodopsina. da
J
Modello di binding moderno:
Effetti dei recettori muscarinici:
Potenzialità terapeutiche dei recettori muscarinici:
oknock.at il di
rilascio
autocoltori favoriscono
sono
altri In
Nt Dopa
questo caso
P DI
Mginibisce
D
Ma
Se Ach inibendo Ma
deprime
su la
sipotenzia dopaminergic
risposta
di
Si farmaci
solo ma
potenziali
parla
esistono
non selettive
sostanze ancora
anticinatosici
Anche antistaminici usati
gli come
hanno azione anticolinergica è
l'effetto topico
perché
di
il rilascio insulina
a aumentano
indiretto da
derivati Ach
DI ACH
DERIVATI
a
sosta di
più
alto Ade
meno
potente
campa
adam
migliore q
ahia equipot nointeresse
farmacologico
deiia comma
Sintassi MENTA
d Bromvr.az Quaterna Acetico
rizzazione
del
Sintassi O
BBETTANE
d'fosgene
menata
colina
epidoridrina
proponica
Se si vuole ottenere il composto otticamente attivo, si parte da un alcool otticamente attivo:
ciaosolforii
metilazione isocianato
esauriente
sapori
b Derivati Della MUSCARINA correlata confronto
il Ach
con
impossibile
amicale 1h
2h 2h 1h
2h 1h
1h OH
Guardando le strutture si direbbe che sia necessaria la presenza dell’azoto quaternario,
dell’ossigeno nel ciclo e dell’ossidrile. Facendo altri studi però si nota che solo la presenza
dello zolfo impedisce l’attività (S non accettà nè dona legami H): è quindi necessario avere
accettore di legami H,
un solo sito non 2 come ci si aspetta osservando la muscarina.
0
A
T
1
N
I Chant
Mesi
12 ossatiolani:
Sono stati creati degli altri derivati della muscarina, gli i primi due hanno attività
agonista mentre i rimanenti hanno attività antagonista (l’aggiunta di una funzione aromatica
porta da agonisti ad antagonisti). Nella tabella viene fatto notare che i rapporti eudismici
delle coppie enantiomeriche sono diverse su recettori dell’ileo e del cuore di cavia: il che
vuol dire che uno dei due enantiomeri ad esempio risulta più attivo dell’altro nell’ileo di 179
volte, ma nel cuore di sole 25 volte. Questo dato conferma che i recettori presenti in questi
due organi appartengono a diversi sottotipi recettoriali.
Pllocarpina
Della
DERIVATI
c basico
imidazole
Allocarpina
Sintassi densa
istidina su
inversione
l 802 di
1 contea
01
4
2
tipo
neri o È
è
i Ho ora
tinatassorio dell deaenz.az
sodico
sale
tetrafuobo.at di
emmatorato
sta decarisa
non agente
bene
suo benzile
mercante
Forte
Bei molto
Red diastecoisan.ci
di
miscela 1 fisso
è
centro
perche dall Itis
deriva
e iniziale
DERIVATI Dell'ARECOLINA
c mina
tossi in
ne
Per dare maggior stabilità metabolica e diminuire il pKa in modo da aumentare il passaggio
attraverso la BEE. Sostituzione dell’estere con eterocicli. Il
L’arecolina in condizioni fisiologiche si derivato migliore ottenuto è stato la
presenta come base libera solo per il 17% xanomielina.
del
all'interno
classica recettore
D NA
OSSO
TREMORI
Sono gli inibitori della acetil colina esterasi. Inibendo l’enzima deputato al catabolismo dell’
acetilcolina il risultato è un aumento dei livelli di neurotrasmettitore. Sono utili nell’Alzheimer,
dove si ha un tono colinergico basso.
A differenza degli agonisti diretti la risposta farmacologica è del tutto aspecifica in quanto,
alzando il livello di ACh, vengono attivati tutti i recettori muscarinici e nicotinici.
L’AChE è un’enzima serina: attacca la molecola di ACh, l’enzima si acetila e la molecola
diventa colina. A questo punto l’enzima subisce una rapida idrolisi e viene ripristinato.
la da è abbastanza fila
sola
serina nucleo
non per
la
attivare reazione 0
o 0
O
Il meccanismo di idrolisi dell’ACh prevede due attacchi nucleofili e due trasferimenti di
protone con l’enzima acilato come intermedio.
A. His-440 strappa un protone da Ser-200 formando un potente nucleofilo (Ser-O-)
B. Attacco nucleofilo all’ACh con formazione dell’intermedio tetraedrico
C. Dall’intermedio tetraedrico si ottiene l’AChE acetilata e la liberazione di colina
D. Rapida reazione di idrolisi e rigenerazione dell’enzima.
è è che
ccn
c i 7
0 013
I cubisti l
Nao i
o
acetilcolina ho_
Ii è
I ch 0
M la
i
I I
l
i cnn.tn 5
colina
ji ll L’indebolimento del legame della serina è
favorito dal fatto che il glutammato attiva
l’istidina, aiutandola nello strappare il protone
alla Ser-200.
i
Gli inibitori dell’AChE hanno svariati impieghi:
Nel malato di miastenia l’ACh viene liberata ma parte dei recettori colinergici sulla placca
neuromuscolare sono bloccati da anticorpi. Per cercare di ottenere lo stesso livello di
risposta dei pazienti sani bisogna aumentare la quantità di acetilcolina a livello della
terminazione.
L’effetto del farmaco è topico. In alcuni casi si possono utilizzare inibitori dell’AChE
anche blandamente irreversibili (quelli usati come pesticidi).
Gli inibitori dell’acetilcolinesterasi si dividono in irreversibili e reversibili. Sostanze con una
porzione carbammica pur dando un legame covalente con l’enzima vengono considerati
reversibili, perchè tale legame viene idrolizzato velocemente.
Vengono definite irreversibili solo sostanze che danno un legame molto forte con l’enzima e
processo di invecchiamento,
che, in seguito al non possono più esservi rimosse.
fa sarin
effetto
sia
periferico
centrale
che
La sua instabilità in vitro è dovuta all’idrolisi del fenolo, seguita da un’ossidazione del
composto. Il medicinale perde di attività e dà un derivato di colore rosso (non ottimo per
uso oftalmico):
Il meccanismo d’azione degli arilcarbammati è identico a quello visto per l’ACh: la triade
attacca il gruppo carbammico della molecola. Però, anzichè ottenere un’enzima acetilato lo
si ottiene carboamilato. La serina carbamilata infatti è molto più stabile di quella acetilata e
viene ripristinata con un t/2 tra i 15-20 minuti. a
tiro
a a
RON T
6
a la
f
SAR: aiuto fisiologico
in
profan
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Chimica farmaceutica - introduzione
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Appunti Chimica farmaceutica I - parte 2
-
Chimica farmaceutica 1 e tossicologica - parte terza
-
Chimica farmaceutica 2 - Seconda parte