Atomo
• Principio di indeterminazione di Heisenberg
- E' impossibile determinare contemporaneamente la posizione e la quantità di moto
di un elettrone . ∆ ≥
Il prodotto dell'incertezza sulla quantità di moto e sulla posizione è h/4π
-27
∆p∆q ≥ h/4π h è la costante di Plunk ed è una quantità grande (10 ) rispetto alla
particella.
Orbitali atomici
-
La loro energia è definita dal valore dei numeri quantici:
- è il principale Da 1…∞ Distanza dal nucleo (quindi energia)
n
è il secondario o angolare Da 0…n-1 Eccentricità
- l
- è il magneti Da -l, 0, +l Orientazione se applico un campo
m elettrico esterno
- numero di -1/2, +1/2 Senso orario o antiorario della
Spinn - attorno al suo asse
rotazione dell'e
- Principio di esclusione di Pauli - che abbiano tutti e quattro i numeri
In un atomo non possono coesistere due e
quantici uguali: un orbitale può ospitare al massimo due elettroni con numero di
Spinn opposto.
- Principio della massima molteplicità (regola di Hund)
- si dispongono in modo da
Se ci sono più orbitali degeneri, (isoenergetici), gli e
occupare il massimo numero di questi con Spinn parallelo.
- Potenziale (energia) di ionizzazione
Energia che si deve fornire all'atomo allo stato gassoso per sottrarre elettroni
(prima, seconda ionizzaz. etc).
→ - -
+ e
A A
- Affinità elettronica
Energia che viene liberata quando ad un atomo neutro viene aggiunto un elettrone.
Si parla di energia positiva se l'atomo libera energia, negativa se la assorbe
→
- -
A + e A
P.I. e A.E. sono proporzionali.
- Elettronegatività - di legame.
Secondo Pauling: capacità di un atomo di attrarre a sé gli e
Secondo Mulliken: media aritmetica fra P.I. e A.E.
X = (P.I. + A.E.) /2 -
Secondo Allred e Rochow, in base alla legge di Coulomb: forza con cui un e dello
strato di valenza, posto ad una distanza uguale al raggio covalente dell'atomo, viene
attratto dal nucleo dell'atomo stesso.
• Il legame chimico
Cella elementare (legame ionico)
- La più piccola parte del cristallo che mantiene la stessa simmetria del cristallo (ioni
tutti dello stesso segno).
- Energia reticolare
Risultato della somma delle attrazioni meno la somma delle repulsioni. Se è
positivo si forma il cristallo.
- Carica formale
La carica che un atomo viene ad assumere se, con un processo immaginario, si
spezzano tutti i legami che questo forma con altri atomi a lui legati e gli si attribuisce
- per ciascuna coppia di legame.
un e
- Numero di ossidazione
Si definisce N.O. di un atomo, facente parte di una molecola o di uno ione
poliatomico, la carica elettrica che questo verrebbe ad assumere se si spezzassero,
- in
con un processo immaginario, tutti i legami e si assegnassero gli e
compartecipazione all'atomo più elettronegativo.
- Teoria del legame di valenza
Un legame tra due atomi è costituito da una coppia di elettroni, con spin
accoppiato, che occupa un orbitale di legame generato dall'interazione di due orbitali
atomici, uno per ciascun atomo.
- Teoria dell'orbitale molecolare
Dalla combinazione lineare di n orbitali atomici si ottengono n orbitali molecolari,
metà di legame e metà di antilegame.
• I gas
- Legge di Boyle
Per una data quantità di gas, mantenuto a temperatura costante, il prodotto della
pressione P per il volume V è costante.
PV = k
- Legge di Charles (isobara)
A pressione costante, il volume di un gas varia di 1/273 rispetto al volume che esso
occupa a 0° C per ogni variazione di temperatura di 1°.
α α
P = cost V = V a 0° C = 1/273
V = V (1 + t) 0
0
- Legge di Gay-Lussac (isocora)
A volume costante, la pressione di un gas varia di 1/273 rispetto alla pressione che
esso ha a 0° C per ogni variazione di temperatura di 1°.
α α
P = P a 0° C = 1/273
V = cost (1 + t)
P = P 0
0
- Equazione di stato dei gas ideali (perfetti)
Equazione valida per gas molto rarefatti in cui le particelle sono molto piccole e si
urtano fra loro con urti elastici, quindi l'energia è conservata.
P = pressione in atm del gas e dell'ambiente con il quale la P
PV = nRT del gas è in equilibrio
V = volume in l n = numero di moli
T = temperatura assoluta (in gradi Kelvin)
R = costante dei gas ideali = 0,082
- Principio di Avogadro
Volumi uguali di gas diversi nelle stesse condizioni di temperatura e pressione
contengono un uguale numero di molecole.
In particolare, nelle condizioni standard di 0° C e 1 Atm, una mole di un gas
qualsiasi occupa 22,413 l di volume
- Legge di Dalton sulle pressioni parziali
Se ho una miscela di gas in un certo volume, la pressione totale esercitata dalla
miscela gassosa è uguale alla somma delle pressioni parziali, intendendo per
pressione parziale la pressione che avrebbe ogni gas se occupasse da solo l'intero
volume a disposizione. + P + P … + P
P = P
1 2 3 m
- Equazione di Van der Waals (per i gas reali)
Le particelle di un gas reale hanno un volume proprio (covolume), quindi non tutto
il volume del recipiente è accessibile al loro movimento.
Le deboli attrazioni fra le molecole del gas producono un effetto che è analogo a
quello che si avrebbe se la P dell'ambiente fosse un poco superiore. 2
Devo quindi aggiungere alla P dell'equaz. dei gas ideali un fattore a/v e sottrarre al
volume V il covolume b. a e b dipendono dal gas un questione (cost per un gas).
2 ) (V - b) = nRT
(P + a/v
- Temperatura critica
Temperatura al di sopra della quale un aeriforme non può essere liquefatto per sola
compressione e quindi è un gas. Al di sotto di essa può essere liquefatto per sola
compressione e allora è un vapore.
• Lo stato liquido
- Tensione superficiale
All'interno di un liquido le forze di attrazione fra le molecole sono compensate. In
superficie le molecole sono attirate quasi totalmente solo verso l'interno, esercitando
una sorta di compressione nel corpo del liquido e hanno quindi la proprietà di
impedirne la dispersione. La superficie tende quindi a divenire più piccola possibile.
Dipende dalla temperatura e diminuisce all'aumentare di questa.
- Tensione o pressione di vapore
Ad una certa temperatura le molecole di un liquido possiedono differenti energie
cinetiche. Alcune hanno en sufficiente a vincere le forze intermolecolari: se si
trovano in superficie passano allo stato aeriforme, evaporando.
Se il liquido si trova in un recipiente chiuso, dopo un certo tempo si raggiunge uno
stato di equilibrio dinamico, dove il numero di molecole che passano allo stato
aeriforme è uguale a quello delle molecole che si condensano, tornando allo stato
liquido.
La tensione di vapore è la pressione esercitata dal vapore in equilibrio con il suo
liquido ad una determinata temperatura, e cresce all'aumentare di questa.
• Le soluzioni (proprietà colligative)
- Legge di Raoult
L'aggiunta di un soluto nell'acqua ne aumenta il punto di ebollizione (innalzamento
ebullioscopico) e ne diminuisce il punto di fusione (abbassamento crioscopico)
perché abbassa la tensione di vapore della soluzione.
Tale diminuzione è proporzionale alla frazione molare (moli di soluto su moli
totali) del soluto.
La tensione di vapore P della soluzione è data dalla somma della pressioni di
e P moltiplicati per le rispettive
vapore dei due componenti allo stato puro P
A B
e X .
frazioni molari X
A B P = X P + X P
A A B B ⇒
Se la tensione di vapore del soluto è 0 (soluto solido) P = X P
A A
< <
P P perché X + X = 1 e quindi X 1.
A A B A
⇒
= 1 - X P = (1 - X ) P = P - X P e quindi P - P = X P
X
A B B A A B A A B A
∆P ⇒ ∆
Indichiamo con = P - P P/P = X
A A B
Quindi: l'abbassamento relativo della tensione di vapore del solvente in una
soluzione diluita, a soluto non volatile, è uguale alla frazione molare del soluto.
- Legge di Van't Hoff (pressione osmotica)
Pressione da applicare ad una soluzione a contatto con un'altra più diluita tramite
una membrana semipermeabile per evitarne la diluizione.
π ⇒ π
= (inRT) / V c = concentrazione, n/V
= icRT
i = indice di Van't Hoff, si calcola sommando le moli degli ioni che trovo nella
soluzione.
• Termodinamica
- Energia interna
Insieme delle energie cinetiche degli atomi più le energie di legame date dalle
interazioni. (Anche en dovuta a masse gravitazionali).
∆U
La variazione di en interna è uguale all'energia totale (sia come calore Q che
come lavoro W) che il sistema scambia con l'ambiente.
∆ U = Q + W
- Entalpia
Funzione H associata al calore.
H = U + PV
Il calore scambiato da un sistema in una trasformazione isobara è uguale alla
variazione di entalpia del sistema.
- Entropia
S: grado di disordine del sistema che controlla l'andamento dei processi chimici.
∆ ∆ ∆ (calore/temperatura)
S = Q/∆
T
- Primo principio della termodinamica
Se un sistema isolato si evolve dallo stato uno allo stato due e torna dal due all'uno,
la variazione di energia interna è zero.
∆ E = 0
Nulla si crea e nulla si distrugge.
- Secondo principio della termodinamica
In un sistema isolato l'entropia aumenta sempre: aumenta avviene una qualsiasi
trasformazione irreversibile e rimane costante per una qualsiasi trasformazione
reversibile.
- Terzo principio della termodinamica
Se la temperatura diminuisce, anche l'entropia diminuisce e tende allo zero
assoluto.
- Energia libera di Gibbs (Helmholtz)
G: funzione di stato che permette di misurare la spontaneità delle reazioni che
avvengono a P e T costanti. Dipende da stato finale e stato iniziale soltanto.
∆ ∆ ∆
G = H - T∆
S
∆G = 0 equilibrio chimico
⇒ ∆G > 0 reazione non spontanea
∆G < 0 reazione spontanea
• Cinetica chimica
- Teoria delle collisioni molecolari ( Arrhenius)
Due molecole per reagire si devono incontrare: gli urti provocano delle
modificazioni. La velocità di una reazione è proporzionale al numero di collisioni per
secondo e alla frazione che di tali urti sia efficace.
ε
-ε
a/RT v = grado di frequenza collisioni, en efficace
V = Z e Z = fattore di frequenza
-εa/RT = distribuz di Boltzmann dell'en molecolare
e
Velocità dipende da:
- Concentrazioni
- Temperatura assoluta
- Presenza di catalizzatori
- Stato di suddivisione (aggregazione) dei solidi
- Agitazione (no gradienti di concentraz intorno ai reagenti)
- Radiazioni UV
- Energia di attivazione
Differenza fra l'energia del complesso attivato e l'energia delle molecole separate
- Catalizzatore
Specie chimica che diminuisce l'energia di attivazione e accelera una reazione
senza parteciparvi direttamente e senza venir consumata (è invariato al termine della
reazione)
• Equilibrio chimico
- Legge dell'azione di massa
In un equilibrio chimico il rapporto fra il prodotto delle concentrazioni dei prodotti
e il prodotto delle concentrazioni dei reagenti, ciascuno elevato a un esponente pari al
coefficiente stechiometrico è costante a temperatura costante.
→
AA + bB cC + dD c d
[D] = Kc
[C] a b
[B]
[A]
- Concentrazione attiva
Attività in soluzione: f = coefficiente di attività c = concentraz molare
a = fc
- Principio di Le Chatelier (legge dell'equilibrio mobile)
Ogni variazione in una delle variabili che determinano la posizione di un equilibrio
in un sistema, provoca uno spostamento dell'equilibrio in una direzione tale da
opporsi alla variazione della variabile considerata.
(Ogni equilibrio chimico o fisico reagisce ad una azione esterna opponendosi alla
variazione prodotta).
• Equilibrio in soluzione acquosa
- Teoria acido-base di Arrhenius +
Gli acidi sono sostanze che in soluzione acquosa sono in grado di rilasciare ioni H
-
Le basi sono sostanze che in soluzione acquosa sono in grado di rilasciare ioni OH
- Teoria acido-base di Broensted-Lowry
Gli acidi sono delle sostanze in grado di cedere un protone ad una base
Le basi sono sostanze in grado di accettare un protone da un acido
- Teoria acido-base di Lewis
Un acido è qualsiasi specie in grado di accettare un doppietto elettronico (ha un
orbitale vuoto).
Una base è qualsiasi specie che possa mettere in compartecipazione un doppietto
-
elettronico (coppia di e condivisibile).
- Coppie coniugate acido-base
Quanto più un acido è forte, tanto più è debole la sua base coniugata.
Quanto più una base è forte, tanto più debole è il suo acido coniugato.
- Titolazione acido-base Cx e Vx = conc e volume ignoti
CxVx = CnVn Cn e Vn = conc e volume noti
- Costanti di dissociazione acida e basica
Applico la legge dell'azione di massa e trovo i valori di Ka eKb
- Calcolo pH e pOH, idrolisi dei sali e sistemi tampone
+ -
pH = -log [H ] pOH = -log [OH ] -14
Idrolisi dei sali: Ki = costante idrolisi Kw = prodotto ionico dell'acqua = 10
- +
= [OH ] [H ]
Ki = Kw/Ka Ki = Kw/Kb
Sistemi tampone: Cs = conc sale Ca = conc acido
pH = pKa + log Cs/Ca
• Elettrochimica
- Equazione di Nerst
Variando la concentrazione dei componenti di una coppia redox varia il potenziale
di coppia. E = E + (2,3)RT/nF + log [ox]/[red]
0
E = potenziale standard della semicella F = costante di Faraday
0
- Misura potenziometrica del pH tra i due elettrodi,
Misurando con un potenziometro la differenza di potenziale E
H2
+
quello normale e quello a concentrazione ignota di H , si può ricavare il pH della
soluzione: / 0,059
pH = - E H2
- Leggi dell'elettrolisi
Prima legge di Faraday: le quantità di specie chimiche che reagiscono agli elettrodi
nel corso dell'elettrolisi sono proporzionali alla quantità di corrente che passa nel
sistema.
La quantità di corrente si calcola tramite la relazione
⋅ i = intensità di corrente
q = i t t = tempo per cui la corrente circola
Seconda legge di Faraday: durante l'elettrolisi, il passaggio di un faraday provoca
la reazione agli elettrodi di un equivalente di ogni tipo di ione.
TERMODINAMICA CELLULARE
Il metabolismo, inteso come insieme di processi atti a sostenere la vita di una cellula, presenta due
vie più o meno distinte. La prima fase, detta anche tende a degradare
degredativa, catabolismo,
quelle molecole assunte tramite la dieta per ottenere e La
precursori biologici energia disponibile.
seconda fase, quella di detta anche prevede la costruzione di
biosintesi, anabolismo,
macromolecole di importanza biologica a partire dai precursori ottenuti dal precedente catabolismo,
sfruttando l’energia immagazzinata.
L’energia immagazzinata è presente sotto forma di due trasportatori importantissimi, quali l’ATP e
(che trasporta energia libera sotto forma di elettroni liberi). Da chiarire subito è il concetto
NADPH
dell’immagazzinamento dell’energia. La rottura dei legami dei dell’ATP o dei legami con gli
Pi H
dell’NADPH libera energia. Ciò non vuol dire che l’energia è contenuta nel legame, bensì, il
passaggio da uno stato energetico alto ad uno più basso, determina la liberazione nel sistema di
energia libera.
Nella cellula le vie cataboliche e anaboliche tra un dato precursore ed un prodotto non sono quasi
mai identiche. Esistono diversi motivi. Il primo, più semplice, è che di solito le reazioni cataboliche
sono in discesa, ovvero con la liberazione di energia che può essere immagazzinata; al contrario le
reazioni anaboliche sono spessissimo in salita, ovvero hanno bisogno della somministrazione di una
aliquota di energia, spesso indispensabile per andare avanti. In secondo luogo, se le tappe fossero
identiche, il rallentamento di una via determinerebbe un rallentamento dell’altra. Se esistono,
quindi, tappe in comune, esisteranno, per forza, almeno due tappe diverse di competenza di una e
dell’altra via, in modo da poter regolare le varie tappe indipendentemente.
Nella cellula le reazioni che avvengono sono sempre in relazione con le leggi della termodinamica.
Nella cellula il è rappresentato dai reagenti e prodotti, mentre l’ambiente è rappresentato
sistema
dal citosol; l’universo è rappresentato da tutto ciò che circonda la cellula.
Prima legge della termodinamica:
in un cambiamento fisico o chimico qualsiasi, la quantità totale dell’Universo rimane costante.
Questa legge dice che l’energia non si crea e non si distrugge, bensì si modifica.
Seconda legge della termodinamica:
tutti i cambi fisici o chimici tendono a procedere in una direzione tale che l’energia utilizzabile
subisce una degradazione in una forma casuale e disordinata detta Essi si fermeranno
entropia.
all’equilibrio, al quale l’entropia formata è la massima nelle possibili condizioni esistenti..
L’energia utilizzabile è di due tipi: che può compiere lavoro solo se c’è cambiamento di T
termica,
o P; che può compiere lavoro in condizioni di T o p costanti. Nella cellula l’energia
libera,
utilizzabile è solo libera, perché la cellula rappresenta un ambiente costante, ove T e p sono
costanti.
Il calcolo di ÐG può essere effettuato mediante l’equazione ÐG= ÐH –ÐS.
DeltaH= variazione di quantità di calore, contenuto termico, calore rilasciato
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