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Laboratorio di Cartografia, professoressa Pressenda

 Il punto di osservazione= la carta presenta porzione di superficie della terra attraverso punto

dall’alto,

particolare, solitamente da punto di vista ZENITALE: visione di pianta, richiede

capacità di astrazione. Condiziona la modalità di comunicazione si avvale di simboli, non dà

l’idea dell’altezza.

 La selezione= il cartografo seleziona le informazioni da riportare sulla carta in base alla

tipologia e allo scopo della carta stessa.

 L’orientamento= una tra le convenzioni che tra ‘800 e ‘900 sono state introdotte in ambito

è

cartografico. Solitamente una carta è orientata con il NORD in alto.

 La scala= La scala è il rapporto tra una distanza misurata sulla terra e quella stessa distanza

misurata sulla carta. Il processo di riduzione in scala riconduce a un rapporto numerico che è

dato dalla relazione tra le dimensioni reali e le dimensioni del disegno cartografico. Per

rappresentare una porzione di spazio della superficie terrestre occorre ridurre quella superficie al

fine di trasferire quella porzione di spazio su carta. La scala può essere espressa in forma

numerica o grafica: in forma numerica è rappresentata da una frazione (esempio=1:50.000, si

legge uno al cinquantamila, l’unità di misura è il cm.).

Tipologie di scala

 Grandissima (da 1:1000 a 1:10.000) carte catastali, mappe.

 Grande (valori compresi tra 1:10.000 a 1:200.000) carte topografiche.

 Media (valori compresi tra 1: 200.000 a 1: 1.000.000) carte corografiche carte regionali o

nazionali a seconda della scala.

 Piccola scala (valori compresi tra 1: 1.000.000 a 1: 5.000.000) carte continentali o con più di un

continente.

 Piccolissima scala (a partire da 1: 5.000.000) planisferi.

NB Grande scala= grande dettaglio; piccola scala= piccolo dettaglio

Le carte hanno sempre una funzione quindi il cartografo, anche in carte a grande scala, sceglie

sempre quali elementi mettere in evidenza.

Nel passaggio di scala alcuni oggetti rappresentati sulla carta rimangono e altri vengono eliminati

in carta a grandissima scala c’è la pianta di una CHIESA, nel passaggio a grande scala

Esempio

c’è solo simbolo (croce) che rappresenta la Chiesa. 2

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Alcuni simboli (come il puntino= insediamento) sono da leggere in ragione della legenda, ogni

legenda può stabilire simboli diversi a seconda della funzione della carta.

Le proiezioni cartografiche

Qualsiasi carta è frutto di una proiezione cartografica procedura geometrica che consente di

rappresentare la superficie geoide del globo terrestre su una superficie piana.

I sistemi di proiezione sono moltissimi ma qualunque sia il sistema di proiezione utilizzato è

fondamentale capire che non è mai possibile mantenere simultaneamente corretta la

rappresentazione delle dimensione e delle forme degli oggetti territoriali rappresentanti implica

APPROSSIMAZIONE presuppone che si mantenga la fedeltà O delle dimensioni O delle forme

dell’oggetto territoriale rappresentato. Il processo di approssimazione è più visibile in carte a

piccola e piccolissima scala.

Due grandi tipologie di proiezioni:

proiezioni che mantengono la corretta rappresentazione delle forme dell’oggetto

1. Conformi=

territoriale rappresentato, ma alterano le distanze e conseguentemente le aree.

Scala conforme di Marcatore 3

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2. Equivalenti= son equivalenti le distanze ma sono alterate le forme degli oggetti territoriali

La scelta della proiezione dipende anche dal punto di vista che si sceglie.

Segni e Simboli convenzionali

Gli oggetti sulla carta sono rappresentati da segni e simboli convenzionali con un valore semantico

prestabilito. Possono essere di diverse tipologie che vanno a soddisfare esigenze diverse a seconda

della funzione della carta.

SEGNI:

- Segni lineari per rappresentare rete idrografica, rete stradale, ferroviaria (simboli fisici e

antropici). Linee semplici, doppie, trattini, puntini.

utilizzati per rappresentare punti quotati (ad esempio l’altitudine di una

- Segni puntuali

montagna), le città.

- Segni areali coloriture particolari per rappresentare varie tipologie di interesse o di distretti

amministrativi

SIMBOLI:

Simboli prestabiliti: croce per chiesa, aereo per aeroporto etc…

- 4

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Uso del colore fondamentale. È potente mezzo di condizionamento nella lettura della carta. Non è

mai una scelta casuale o secondaria, è alla base del discorso cartografico e del messaggio che si

vuole mandare.

L’universo dei segni e dei simboli può essere sterminato nel caso di carte topografiche.

storica, hanno un ruolo importante. L’ambito

Anche le scritte e numeri, a partire dalla cartografia

della toponomastica fa parte delle scelte comunicative in relazione al contributo di quella carta. La

carta integra forme di comunicazione grafica con forme di comunicazione verbale e numerica.

La disposizione e il carattere delle scritte variano a seconda della tipologia degli oggetti

rappresentati (corsivo, maiuscolo, grassetto etc. sono codici convenzionali per trasmettere certo tipo

di messaggio). 5

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Convenzioni cartografiche nelle scritte toponomastiche

Individuare i rapporti tra:

- Tipo

- Dimensione

- Colore dei caratteri

RAPRRESENTAZIONE orografica difficile.

Nei secoli passati si utilizzava simbolo del “monte”

- numeri che indicano l’altitudine, ma non permette di visualizzare l’andamento

- Punti quotati

morfologico del rilievo o della catena montuosa 6

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- Tinteggiature altimetriche, poi metodo di differenze di colorazione tipo di colore serve a

rappresentare fascia altimetrica, scelte convenzionali, solitamente colore più intenso= rilievo più

alto. Stesso criterio utilizzato per le profondità marine tinteggiature batimetriche

Tinteggiatura altimetrica

Tinteggiatura batimetrica

Curve di livello unisce rilievi con la stessa altitudine 7

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Il reticolato geografico

Una volta individuato l’orientamento, il calcolo dell’esatta proporzione degli oggetti rappresentati

rispetto alla superficie terrestre è possibili grazie al reticolato geografico.

Utilizzato principio individuato per la prima volta da Tolomeo un reticolato di riferimento=il

reticolato dei meridiani e dei paralleli, costruito a partire da due assi facilmente individuabili:

asse di rotazione della terra, ossia quello passante per i poli e l’equatore, l’intersezione del piano

perpendicolare all’asse terrestre.

I meridiani= linee immaginarie che solcano la superficie terrestre in direzione nord- sud. Tutti i

meridiani partono da un polo e arrivano a un polo opposto. Ogni punto della superficie terrestre è

attraversato da uno e uno soltanto meridiano, ad eccezione dei poli.

I paralleli= linee immaginarie che solcano la superficie terrestre in direzione est- ovest e che

intersecano la superficie terrestre con piani perpendicolari all’asse di rotazione. Il piano equatoriale

determina il parallelo dell’equatore che è di dimensione massima ed è equidistante dai poli.

Sistema di coordinate che serve a individuare un punto definito della superficie terrestre definito

dall’intersezione di un meridiano e un parallelo.

La posizione assoluta di un certo punto è definitiva dalle due coordinate sferiche di latitudine e

longitudine, ed è espressa in gradi.

valore angolare che misura sull’arco

La latitudine= del meridiano la distanza tra un punto e

l’equatore. Questo valore designa insieme di punti che sono sullo stesso parallelo che quindi hanno

latitudine. A partire da equatore in direzione NORD sopra l’equatore, in direzione SUD al

la stessa

di sotto dell’equatore. Equatorelatitudine = 0° poli= 90°.

valore angolare che si misura sull’arco del parallelo, e che misura la distanza tra

La longitudine=

un punto e il meridiano di riferimento (convenzionalmente è il meridiano di Greenwich). Misurata

in gradi EST e OVEST a partire dall’Equatore. 8


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wanda99

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in storia
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher wanda99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia e cartografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Pressenda Paola.

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