CARLOS FERRATER
GIARDINO BOTANICO DI BARCELLONA, SPAGNA (1999 - 2002)
PARCO DELLA SCIENZA, GRANADA, SPAGNA (2005 - 2008)
CASA PER UN FOTOGRAFO 2, TARRAGONA, SPAGNA (2003 - 2006)
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Docente: arch. Stella Dileo studente: Florìn Doru Coronidi
CARLOS FERRATER
Carlos Ferrater nasce a Barcellona il 22 Novembre 1944. Ottiene il titolo di architetto alla Scuola di
Architettura di Barcellona nel gennaio del 1971 ed il dottorato nell’aprile del 1987 con la tesi “Opera
singolare: processo continuo”. Dal 1971 lavora nel suo studio professionale a Barcellona. Nell'anno 2000 si
incorporano come architetti associati nello studio Xavier Martí e Lucía Ferrater e come studi associati Joan
Guibernau, Elena Mateu, Alberto Peñín e Juan Trías de Bes. Membro della Reale Accademia di Belle arti di
Sant Jordi. É presidente di Adii FAD, INFAD ed ARQ INFAD tra il 1985 ed il 1992. Professore aggiunto
dell'ultimo corso di Progetti della Scuola di Architettura di Barcellona dal 1971 e titolare per concorso
dal1987. Attualmente professore responsabile ed amministratore della Cattedra Bianca dell'ETSAB, UPC
(Universitá Politecnica della Catalunya). Membro del Consiglio Rettore della Scuola di Architettura
dell'Universidad Ramón Llull. Membro del Consiglio Sociale dell'Università Internazionale di Catalunya.
Direttore dei Corsi di Architettura nell'Università Internazionale Menéndez Pelayo, Santander gli anni 1993 e
1995. Direttore dell'IV Biennale di Architettura Spagnola e membro del Comitato Scientifico della 1ª
Biennale di Architettura Ibero-americana 1997-1998. Autore tra altre opere dei tre isolati nella Villa Olimpica
di Barcellona, il Villaggio Olimpico della Valle Hebrón, l’Hotel Re Juan Carlos I, l'edificio Impiva di
Castellón, il Palazzo di Congressi di Catalunya, il Giardino Botanico di Barcellona, l'Auditorium e Palazzo
di Congressi di Castellón e la Stazione Intermodal di Saragozza. Attualmente sta realizzando, tra varie opere,
anche la Città delle Scienze vicino al fiume Genil ed i Giardini vicino alla Qubba a Granada, una torre di 100
m. nell'area metropolitana di Barcellona, il Centro Culturale ed alberghiero nell'Ex Maciá di Sabadell, edifici
nel Paseo di Gracia di Barcellona, il Centro Culturale di Jacobins vicino alla cattedrale di Lui Mans-Parigi, la
torre Aquileia nel Lido a Venezia. Dall'anno 2000 ha ricevuto tre premi FAD (Fomento de las Artes
Decorativas), il Premio Bonaplata, il Premio Città di Barcellona. È stato finalista del Premio Mies der Rohe
e selezionato nella Biennale Europea del Paesaggio. Ha ricevuto il Premio Città di Madrid ed il Premio
Nazionale di Architettura spagnola. Invitato a partecipare alla Biennale di Venezia 2004 con i progetti del
paseo maritimo di Benidorm e il giardino botanico di Barcellona.
Lo studio Carlos Ferrater si pone come una delle realtà più consolidate nella compagine architettonica della
Catalunya e dell’intera Spagna. È, difatti, uno studio con più di trent’anni di esperienza e comunque in
continuo sviluppo, con interessi e coinvolgimenti che esulano dal territorio nazionale e che ha contribuito a
riportare le sorti dell'architettura spagnola a un livello assolutamente eccezionale nel contesto internazionale.
Il suo impegno e il suo riconoscimento in campo internazionale sono testimoniati dai molti premi e dalla
recente partecipazione alla IX Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, sicuramente una delle
manifestazioni europee di architettura più importanti. La capacità gestionale dello studio traspare
chiaramente dalle opere eseguite; il linguaggio architettonico proprio dell’architetto si può definire sobrio,
lineare ed in armonia con l’intorno, e al tempo stesso capace di trasmettere forza ed emozione. I suoi
manufatti hanno arricchito il contesto nel quale sorgono, talvolta rendendo rappresentativi spazi fino a quel
momento marginali.
OFFICE OF ARCHITECTURE IN BARCELLONA (OAB):
Carlos Ferrater è un architetto con più di quarant’anni di esperienza (dal 1971) che ha coniugato la pratica
professionale con l’esperienza accademica, dimostrando il suo valore attraverso numerose opere di grande
rilievo e contagiando l’entusiasmo per il lavoro realizzato giorno dopo giorno e la coerenza di una traiettoria
professionale. Nel 2005 Carlos, con i figli Borja e Lucia Ferrate r e il genero Xavier Martí-Galí, decisero di
costituire una nuova piattaforma collettiva, Office of Architecture in Barcelona (OAB) basata sul bagaglio
conoscitivo accumulato negli anni precedenti di professione. In questo modo OAB raccoglie la traiettoria
dell’anteriore studio, introducendo i nuovi modi di intendere l’architettura apportati dai componenti del
gruppo, una forma di approccio ai progetti più ricca, variata, intrecciata e flessibile. Il rinnovamento e la
successiva creazione di questa nuova piattaforma cercherà di affrontare le sfide che l’architettura di questo
secolo propone in ambito intellettuale, sociale, tecnologico e medio ambientale.
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Docente: arch. Stella Dileo studente: Florìn Doru Coronidi
Dalla socializzazione del lavoro collettivo e a partire dalle impronte personali dei suoi membri, questo
reportage riunisce progetti e opere costruite in quest’ultimo periodo che manifestano la volontà di lavorare in
diversi scenari, ampliando e arricchendo lo spettro di propositi alla ricerca di nuovi scenari di espressione
formale. Incidere negli aspetti teorici del progetto, nell’innovazione e nella ricerca di nuove tecnologie,
senza dimenticare il rispetto del contesto, la radice sociale del lavoro dell’architetto e la ragione costruttiva
intrinseca negli intenti e nello sviluppo progettuale. OAB ha permesso di sperimentare in diversi ambiti di
lavoro, come gli edifici di differente dimensione e fattura, spazi pubblici, interni, allestimenti, interventi nel
paesaggio, rendendo possibile allo stesso tempo l’internazionalizzazione di una parte del lavoro dello studio.
Varie circostanze hanno portato alla nascita di questa nuova piattaforma, basata sul lavoro trasversale, aperta
all’innovazione e alla sperimentazione, flessibile nei suoi propositi concettuali e con il convincimento che un
nuovo progetto rappresenta un’esperienza differente in cui bisogna impostare le lancette dell’orologio sullo
zero. Durante lo sviluppo del progetto viene dosato ciò che si è appreso anteriormente, giungendo a
dimostrare che l’essenza del lavoro dell’architetto non risiede nel linguaggio né nella vanità dello stile, né
nell’utilizzo di metodologie, ma risiede nella risposta alle condizioni del paesaggio e della città, alla
complessità dell’organizzazione sociale dei programmi, all’utilizzazione della luce come materia
prima,capace di generare singolarità ed emozione, e alla materialità che incide negli aspetti sensitivi e
sensoriali che avvicinano l’opera di architettura ai futuri utenti e abitanti, destina
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