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Carlo Scarpa (1906-1978)

16 Marzo 2018

Muore in Giappone nel corso di un viaggio per un incidente. Viene presentato come architetto provinciale seppur prestasse grande attenzione ai dettagli e fosse grande conoscitore dei materiali. La maggior parte delle sue opere sono collocate in Veneto. È un architetto che gode di una raffinatissima cultura, frequenta ambienti culturali veneziani e personaggi raffinatissimi. Come tutti i grandi maestri, le sue opere non sono solo dettagli ma principi per i dettagli.

La Venezia in cui Scarpa interviene

Venezia è attraversata da un dibattito vivacissimo sull'architettura contemporanea. Una delle prime importanti trasformazioni avviene nel 1846 quando viene costruito il ponte ferroviario che unisce la città lagunare alla terraferma. Da quel momento si immagina uno sviluppo verso la terraferma. Successivamente verrà costruito il porto industriale a Marghera che porterà al trasferimento della popolazione dall'isola alla terraferma. Successivamente si affiancherà anche il ponte automobilistico a fianco di quello ferroviario.

Primo piano di salvaguardia per Venezia 1954: conservazione e/o innovazione

È un tema che attraversa l'Italia nel secondo dopoguerra. Nel 1964, Samonà avvia un importante convegno sul tema antico e nuovo. Il tema è quello del difficile rapporto tra conservazione e innovazione a Venezia. Per comprendere meglio è necessario analizzare la tematica secondo eventi.

L'arrivo di Wright a Venezia

Il primo evento importante fu l'arrivo di Wright a Venezia nel 1951 (mostra a Firenze, laurea ad honorem a Venezia). Qui incontra Carlo Scarpa. Nel 1952 Angelo Masieri, giovane architetto allievo di Wright, muore in un incidente automobilistico negli Stati Uniti. In sua memoria la famiglia chiede a Wright di progettare sul luogo che il giovane aveva scelto per erigere la propria casa su progetto dello stesso maestro, la sede dell’omonima fondazione. L'intervento, che si sarebbe dovuto inserire nel denso e stratificato tessuto veneziano di Canal Grande, non venne realizzato per il parere negativo della commissione edilizia del comune di Venezia che, senza entrare in merito all’indiscusso valore del progettista, si appigliò alle prescrizioni regolamentari vigenti.

Facciata che si presenta come una sorta di transenna, con elementi che sembrano fuoriuscire dall'acqua. Lotto triangolare in Volta di Canal. Lungo il lato obliquo verticale viene aperta una calle privata illuminata. La presentazione di questo progetto ai veneziani diventerà occasione del primo scontro fra due opposte fazioni: da una parte coloro che sostengono una posizione di assoluto non intervento nella città di Venezia, dall'altra parte coloro che sostengono l'intervento nella città da parte di Wright e quindi la continua innovazione che manterrà viva la città di Venezia (tutti i professori dello IUAV si schiereranno dalla parte di Wright).

(storico dell’arte italiano), articolo “Venezia e Wright”, 1954

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

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