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Caritone/la storia di Cherea e Calliroe Appunti scolastici Premium

Appunti di letteratura greca su Caritone/la storia di Cherea e Calliroe basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Seita dell’università degli Studi di Torino - Unito, Facoltà di Lingue e letterature straniere. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Letteratura greca docente Prof. M. Seita

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Tragedia e epica avevano elementi molto simili; riguardavano personaggi di ceto altissimo come.

Principe e regine, a volte c'erano anche degli schiavi o delle nutrici.

Es, Mito di Edipo ha delle tragedie molto importanti; Edipo contro il proprio volere ha sposato la

propria madre, ha ucciso padre, da questo matrimonio ci sono i figlie e le figlie. È diventato il re di

Tebe e governa molto bene. Quando comprende tutto quello che ha fatto, pensa che la morte/

suicidio sia un modo tropo sbrigativo e allora va verso Grecia in condizione di essere un cieco per.

Ispirare la colpa.

3.La commedia

La commedia fa parte come politico ad Atene e ha una notevole evoluzione.

-Le prime commedie affrontavano temi attuali come guerra e corruzione. A noi sono arrivate

complete le commedie di Aristofane (commedia antica); anche se c'erano altri commediografi; i

temi di attualità erano trattati con estrema fantasia.

Es, Lisistrata è una donna di Atene, sposata ed è stanca della guerra di Peloponneso (coinvolse

quasi tutto il mondo greco), convoca donne di Atene e di altre città greche e propone per portare la

fine alla guerra che le donne non si concedano più ai mariti.. In realtà la guerra continua e durò

quasi 30 anni (431-404 a.c.) e sarà vinta dagli Spartani dando inizio al declino politico di Atene.

-Molte commedie (non solo di Aristofane) insistono molto sull'assurdità di una guerra; è

praticamente una guerra civile. La Grecia non si solleverà più, sarà sottomessa d altre varie

potenze; la prima di questa è Macedonia sotto Filippo ll e suo figlio Alessandro Magno.

-In questo contesto la commedia cambia, non ha più senso una commedia disponibile politico

perche i Greci sono comandati da altri. I temi della commedia assumono un carattere più privato

così nasce la commedia Nuova; il tema era della famiglia, dei giovani, dei problemi che si pongono

e dell'amore. Ci sono i personaggi di ceto medio, famiglie benestanti e di solito il padre si dedica al

commercio.

-Il più celebre commediografico di questo periodo è Meneadro di cui abbiamo una commedia

complea ed è comprensibile. La commedia politica non influisce sul romanzo perché sono troppo

diversi anche se nel romanzo sono presenti personaggi di spicco come il re di Persia.

Es,Il Misantropo/ Lo scorbutico, è ambientata in campagna. Il personaggio è un contadino con un

caratteraccio; non vuole aver a che fare con altri perché ritiene che tutti. Quelli intorno a lui siano

corrotti specialmente se arrivano dalla città. Il contadino è vedovo e ha una figlia in età da marito; è

stata educata in modo molto severo. Un giorno arriva un giovane della città in campagna per

andare a caccia, vede la ragazza e si innamorano. Questo giovane vuole parlare al padre per

chiederla in moglie ma il padre lo prende in malo modo e lo ciaccia; ma non demorde e finge di

essere un contadino. C'è un piccolo coincidente; il vecchio ha una vecchia serva che ha lasciato

cadere il secchio nel pozzo mentre attingeva l'acqua e il vecchio si reca nel pozzo e non riesce più

ad uscire; il giovane lo slava, il vecchio si rende conto che gli altri possono essere d'aiuto e gli

concede di sposare la figlia. La commedia si conclude con il banchetto nuziale. È una vicenda

molto semplice; ci sono i personaggi della vita quotidiana, tutto finisce bene senza nessun

elemento politico (tutto ciò si colloca nel clima politico della Grecia conquistata da Alessandro

Magno in cui le persone non si interessano più alla politica ma agli affetti privati e alla famiglia)

-Ci sono commedie nuove più complicate; un personaggio molto ricorrente nella commedia è la

cortigiana o la prostituta; talvolta sono viste come personaggi negativi e avidi (pensano solo per i

soldi/ non è amore ma è sesso). A volte invece si tratta di ragazze rapite da briganti che le hanno

vendute a proprietari di postriboli; sono diventate prostitute per causa di forza maggiore. In alcune

commedie un giovane si innamora sinceramente di una di queste ragazze, commedia finisce bene

perché si scoprono le vicissitudini della ragazza e si riescono a ritrovare i genitori della ragazza

benestanti così ci potrà essere il matrimonio; è schema molto frequentate nelle commedie e

questo tipo d commedia passa al teatro latino.

Altre volte un tema può essere il rapporto contrastato tra padri e figli, più conservatori e litigi alla

tradizione.

Compare anche il re di Persia; la Persia in questo periodo era ancora grande potenza anche se già

era un po' in declino politicamente.

A differenza dei romanzi storici più vicini a noi, l'aspetto storico nel romanzo di caritone è molto

debole.

Libro I

Dopo che si è presentato, dice che ci troviamo a Siracusa

Ermocrate era il personaggio più in vista politicamente perché qualche anno prima aveva ottenuto

un'importante vittoria dei siracusani contro gli Atenesi.

(Ermocrate era un personaggio storico, nel 45 a.C., aveva combattuto una battaglia navale contro

gli Atenesi che volevano prendere Siracusa durante la guerra del Peloponneso)

Ermocrate è il padre di Calliroe. Dal punto di vista storico Ermocrate aveva dei figli, ma non ci

risulta che avesse una figlia di nome Calliroe, è un personaggio inventato.

Il nome di Calliroe richiama la parola greca "kallos" che significa "bellezza"; Calliroe è così bella da

essere scambiata per una dea. Gli antichi spesso assegnavano a un personaggio un nome

parlante.

-Calliroe è figlia di famiglia aristocratica

-Cherea è figlio di Aristone, di famiglia aristocratica; non è un personaggio storico ma Caritone dice

che era il personaggio politico più importante di Siracusa dopo Ermocrate.

1)È un tema ricorrente nel romanzo. Se i protagonisti sono dei poveracci, scoprirà

successivamente che erano i trovatelli di una famiglia benestante.

2)C'era amore idealizzato; i protagonisti bellissimi + sono delle famiglie aristocratiche

3)Fedeltà dei protagonisti

Calliroe e Cherea si incontrano a una festa religiosa in onore di Afrodite. Calliroe non era mai

uscita di casa prima, è accompagnata dalla madre. Cherea sta tornando "dalla palestra" (dal

ginnasio; scuola) e incrocia Calliroe e si innamorano perdutamente.

Rappresentazione dell'amore era qualcosa che piaceva a un certo tipo di pubblico.

C'è un problema; sembra che Cherea e Calliroe non si debbano sposare perché Ermocrate e

Aristone sono nemici politici, si trafila una situazione drammatica ma a sbrogliare ci pensa il dio

Amore (che non vediamo in scena, così non sarà in Apuleio)

Cherea e Calliroe sanno che le loro famiglie non sono d'accordo, tornano a casa e soffrono.

Calliroe si dispera nella sua camera, per pudore non confessa il suo amore a nessuno. (Pudore è

un tema molto frequente in questi romanzi) Cherea si confida con Aristone, lui non lo sgrida ma gli

dice che Ermocrate non gli concederà mai la figlia. Cherea non si reca più in palestra, gli amici

notano e riescono a capire il motivo e vogliono aiutarlo; la cosa coinvolge in un certo momento

l'intera Siracusa; fanno una riunione per chiedere a Ermocrate di mettere da parte l'odio verso

Aristone e di concedere la figlia. Ermocrate e Aristone sono d'accordo. Calliroe sviene di gioia e i

due giovani si sposano.

Qui c'è anche tema dell'invidia; altri che volevano sposare la bellissima Calliroe. Questi sono

personaggi politici importanti, superiori a Cherea; si riuniscono tra loro per vendicarsi. Decidono di

agire con l'inganno, secondo la proposta del tiranno (da non intendersi come personaggi politici,

solo gli uomini che avevano preso il potere in una certa città) di Siracusa, facendo credere a

Cherea che Calliroe lo tradisce.

Una sera giunge a casa dei giovani sposi un messaggerohe dice che Aristone è caduto da una

scala. Cherea esce di casa per andare a vedere come sta il padre e una banda di giovinastri lascia

fuori di casa i segni di un banchetto. Al mattino Cherea torna e li vede, crede che Calliroe abbia

banchettato a sua insaputa, Calliroe e Cherea litigano, lei non sa nulla ma si riconciliano.

Ma i pretendenti vogliono ancora vendicarsi di Cherea. Il tiranno di Agrigento va in ricerca del

"Parassita" (letteralmente "che siede vicino", uno che vive a spese di altri, libero ma non aveva

risorse per vivere o voglia di cercare di averle che tentava sempre di farsi invitare a pranzo dai

signori, in cambio offrivano intrattenimento e conversazioni). Il tiranno di Agrigento chiede al

Parassita di fingere di essere l'amante della serva più fedele di Calliroe e lui ci riesce.

La serva gli dà un appuntamento per la notte.

Il tiranno, a questo punto, fa entrare in azione un altro personaggio, con una buona parlantina, che

deve mettersi in contatto con Cherea, trovarsi nella palestra di Cherea e rivolgersi a lui; gli dice che

la moglie lo tradisce e Cherea ci crede.

Il personaggio dice a Cherea di dire a Calliroe che quella sera deve uscire, poi di nascondersi non

lontano dalla casa e vedrà che a tarda notte l'amante di Calliroe busserà alla porta e verrà fatto

entrare.

Cherea se la cosa è vera, decide di ammazzarsi.

Cherea la sera esce, e si nasconde, e vede il parassita che bussa a casa e viene fatto entrare.

Cherea segue l'uomo provando dolore e sdegno. Appena visto che è entrato Cherea il parassita se

ne va.

Cherea entra in camera da letto e Calliroe gli corre incontro.

Cherea non le dice nulla ma dà un calcio nel ventre- il calcio che dà alla moglie ricorda Nerone che

uccise la moglie Poppea a calci mentre era incinta.

Calliroe sviene, le serve accorrono ma Calliroe non si riprende e tutti pensano che sia morta.

Cherea chiede dell'amante di Calliroe alle schiave, le tortura e viene a sapere che l'amante era

della serva e non di Calliroe.

Si spande la notizia che Calliroe è morta, uccisa dal marito, gli viene subito fatto un processo e

Cherea dice che vuole essere condannato a morte (Cherea vuole morire diverse volte nel

romanzo, ma viene sempre salvato) qui interviene un suo amico molto fedele; Polocarmo che gli

impedirà spesso di uccidersi- spesso nella tradizione antica ci sono coppie di amici fedeli come

Cherea e Policarmo, Achille e Patroclo. Cherea viene salvato dal padre di Calliroe, Ermocrate

perché ha agito spinto da una gelosia sobillata da altri.

Funerale di Calliroe, molto solenne, che Caritone descrive anche nei dettagli, sono raccolti oggetti

preziosi che verranno sepolti con Calliroe.

Calliroe è inumata e non cremata come facevano spesso i Greci e i Romani. Sontuoso monumento

funerale. Vicino al mare, Calliroe è sepolta.

Anche il capo di una banda di pirati ha partecipato al funerale di Calliroe, ha visto dei beni preziosi

nella bara di Calliroe e decide di viorare la tomba dato che non c'è nessuno a fare la guardia e

pendere gli oggetti preziosi.

Quella notte, lui e i suoi uomini tentano il colpo. Cominciano a spaccare la lastra della tomba per

calarvisi all'interno, dove Calliroe si è svegliata; era caduta in una sorta di "coma", quando si

sveglia pensa di essere a casa nel letto ma non trova il marito, ma corone di furori funebri e oggetti

preziosi, capisce di essere stata sepolta viva.

Sente i colpi di piccone dei pirati. Uno dei pirati la vede muoversi, pensa a un fantasma e non

vuole più entrare; il capo dei pirati scende e trova Calliroe. Decide di non ucciderla e la porta con

se, decide anche che la venderanno come schiava, perché è molto bella e vale molto.

Questo è il primo spostamento da Siracusa; si va a Mileto; si trovava nella stessa ragione di

Afrodisia- si trovava in Asia Minore (Turchia), era più importante di Afrodisia; era finita sotto il

dominio dell'impero persiano poi si era liberata, ma era finita nuovamente sotto il suo dominio. Nel

romanzo di Caritone, Mileto si trova sotto il governo del gran re di Persia. I governatori delle

province persiani erano detti Satrapi. Al crollo del' iper o persiano, Mileto passò prima ad

Alessandro, poi all'impero romano.

A Milano erano nati i primi filosofici greci come Talete (ogni cosa deriva dall'acqua).

C'era anche uno scrittore greco; Aristide; vissuto nel ll secolo a.C., e aveva scritto dei racconti che

gli antichi indicavano con il titolo "Racconti Milesi", diede il via a un sottogenere del romanzo,

alcuni autori nel loro romanzo inserirono esempi di questi racconti (se ne trovano in Petronio e

Apuleio) che interrompono la trama principale. Questi racconti erano licenziosi e piuttosto spinti,

niente amore idealizzato come nel romanzo di Caritone.

Il capo dei pirati va a Mileto cercando qualcuno interessato alla schiava; vede un uomo vestito a

lutto; molto triste e si informa sulla sua identità. È Dionisio; è vedevo da poco, non sa darsi pace,

ha avuto una bambina dalla moglie.

Il capo dei briganti capisce che può fare la proposta di Calliroe all'amministratore dei beni di

Dionisio; si danno appuntamento nella tenuta di campagna dove l'amministratore deve decidere su

Calliroe.

Il capo dei pirati dice a Calliroe, che ha delle nausee, che la lascerà in campagna da queste

persone per riprendersi e poi la restituirà al padrone. Calliroe sa che l'ha venduta ma accetta

perché pensa che queste persone siano meglio dei pirati, e chiede di lasciare soltanto un anello

che aveva al dito- sull'annellino di Calliroe è inciso il ritratto di Cherea ed è un tipico segno di

riconoscimento; questo modo era usato molto spesso nei romanzi per identificare persone rapite

da pirati o da briganti; potevano essere anellini, abitini dei bambini, dei sonaglini o giocattoli.

Il capo dei pirati si imbarca e fugge con la merce rubata.

L'amministratore la paragona a Afrodite, è bellissima, la compra e la presenterà al padrone.

Calliroe, anche se schiava, è accolta molto bene dai nuovi padroni; è stata da a una camera in cui

si sfoga a alta voce di tutte le sue sventure; se la prende con la divinità Fortuna- Calliroe si incazza

contro la Fortuna; divinità diventata molto importante un paio di secoli prima di Caritone, per gli

antichi Fortuna era una voce media; una parola di senso ambiguo, significava sia sorte positiva

che negativa. Ci sono delle statue e testimonianze letterarie della Fortuna in opera di tutt'altro

genere, come in Cesare. La Fortuna diventa anche un luogo comune dei romanzi, è un modo per

prendersela con una divinità.

*Briganti e pirati si trovano anche nella commedia negli antefatti; tale ragazza che ora fa prostituta,

è stata precedentemente rapita dai pirati, che l'hanno ventura a un mezzano. Erano ben presenti

anche nella realtà; erano stati sconfitti sul Mediterraneo con Pompeo nel I secolo a.C., perché

attacavano navi mercantili romane, o con le armi, o proponendo a chi si arrendeva, un cambio di

vita fornendo a loro un pezzo di terra da coltivare.

*Era un mondo molto variegato, alcuni (spesso erano soldati) avevano intrapreso la cattiva strada

in seguito a causa di difficoltà.

*Avevano delle basi fortificate (con le mura per difendersi) lungo il Mediterraneo, spesso su isole;

attaccavano navi che trasportavano merci o ricchi signori.

*Gli schiavi erano una realtà ben presente in tutto il mondo antico (non solo i Greci e i Romani);

erano molto spesso prigionieri di guerra, provenienti dal popolo sconfitto. C'erano vari e propri

mercanti di schiavi, erano merce ed erano assolutamente legali; erano proprietà privata, le ricche

famiglie ne avevano tanti; erano anche un modo per far dimostrare la propria ricchezza. La

giustizia nei confronti degli schiavi era operata dai padroni; cerano padroni più umani e crudeli. La

vita era più dura per gli schiavi ch lavoravano in campagna, invece in città avevano lavori più

leggeri, come acconciare la padrona o controllare i figli.

Libro ll

A Dionisio appare la moglie in sogno così com'era il giorno delle nozze; è un segno positivo che

subito Dionisio non capisce.

L'amministratore lo informa della bellissima schiava che ha comprato. Dionisio è scettico, e

amministratore spera che Dionisio ne faccia la sua amante.

Nel frattempo in campagna le altre schiave si stanno occupando di Calliroe; dopo un bagno e

nuove vesti risulta ancora più bella. In particolare la compagna del fattore (persona che lavora nel

campo dell' agricoltura) diventa la serva personale di Calliroe e ne acquista la fiducia- la schiava

ha una certa furbizia e sa conquistarsi le simpatie di Calliroe, lo sciavo furbo è molto presente nella

commedia.

Intanto l'amministratore aspetta il capo dei pirati per fare il contratto, era unico momento in cui per

gli schiavi entrava in gioco la legge. Ma il capo dei pirati non arriva perché è fuggito.

Amministratore capisce che gli abbia venduto una schiava rubata a un altro padrone che avrebbe

potuto richiedere indietro. Amministratore desidera che Dionisio venga in compagna per vedere la

schiava.

Calliroe si è recata nel tempio di Afrodite per pregarla e Dionisio arriva lì; appena entra nel tempio

pensa di vedere Afrodite in persona, amministratore dice che è Calliroe e Dionisio comincia ad

innamorarsi di lei. Il dolore per la moglie passa ma cerca di resistere (Dionisio tratterà sempre

bene Calliroe); vuole parlare con lei per conoscerla sua storia, Calliroe narra ciò che le è capitato

ma non dice di essere già sposata. Dionisio le promette che la farà riportare dal padre, un viaggio

non da poco ma chide alla serva di parlare bene di lui in modo che Calliroe si innamori di lui.

Poi si scopre che Calliroe è incinta; il bambino è di Cherea.

Calliroe fa un sogno in cui le appare Cherea che le dice di non abortire, ma sposare Dionisio le

sembrerebbe un adulterio- fedeltà; tema fondamentale dei romanzi.

Qui c'è un tema del sogno; sogni erano ritenuti premonitori come quello di Dionisio, è un tema già

presente in omero; gli antichi credevano nella veridicità dei sogni, e c'erano specialisti

nell'interpretazione dei sogni e libri su questo argomento; alcuni di questi libri sono arrivati fino a

noi; sono manuali divisi in molte categorie che coprono sogni molto differenti, es, Artemidoro fu

letto da Freud.

Calliroe pensa anche di uccidersi ma poi decide di sposare Dionisio e salvare il bambino.

Libro lll

Dionisio non sa ancora della decisione di Calliroe; è malato di amore per lei, vorrebbe morire di

fame.

La serva gli comunica che Calliroe lo vuole sposare.

La notizia delle nuove nozze si è diffusa per Mileto così come quella della bellezza meravigliosa di

Calliroe e tutti la vogliono vedere. Calliroe prega Afrodite perché le sia favorevole in questo

matrimonio.

Caritone torna indietro alla mattina del giorno successivo al funerale di Calliroe, quando Cherea ha

deciso di uccidersi presso la tomba di Calliroe, capisce che dei pirati hanno portato via Calliroe e si

deside di fare una spedizione per mare per cercarla. Cherea ne a capo; navigano intorno alla

Sicilia e un po' altre.

Momento di svolta; Caritone ricorda di nuovo la Fortuna- tema della provvidenza; le divinità che

proteggono i buoni anche se sono sottoposti a tante sventure; c'è una tempesta che colpisce la

nave dei pirati, stanno per naufragare e stanno per morire. La nave di Cherea li vedono e vogliono

portare loro soccorso; sono tutti morti tranne uno; il capo (era riuscito a sopravvivere anche perché

aveva sottratto acqua agli altri compagni, lasciandoli morire di sete).- tema della tempesta e del

naufragio sono frequenti nel mondo antico; è un. Ema ben presente nell'Odissea di Omero.

Cherea e gli altri vedono il bottino sparso sulla nave e capiscono che era quello rubato dalla tomba

di Calliroe, quindi il giovane si chiede dove sia la sua innamorata e interrogano il capo dei pirati, il

quale mente dicendo di essere un cretese passeggero di quella nave, che era stato abbandonato

da uomini di un’altra nave e ospitato su quella, non sapendo chi fossero gli altri uomini e

tantomeno chi fosse Calliroe.

La nave di Cherea torna a Siracusa con il capo dei pirati e il bottino, Ermocrate e Cherea credono

alla sua versione dei fatti ma un pescatore lo riconosce; il capo dei pirati viene messo sotto tortura

e confessa ma non dice dove ha venduto Calliroe, viene condannato a morte per crocifissione.- la

crocifissione era una punizione per i criminali, sopratutto gli schiavi; era una morte lente e

dolorosa.

<la crocifissione>

Ancora al tempo della repubblica (prima di Caritone), ci fu una terribile ribellione di schiavi guidata

da Spartaco; era un gladiatore che si era ribellato. All'inizio la ribellione era andata a buon fine.

Erano stati mandati gli esercizi contro di loro ma erano stati in un primo momento sconfitti.

Comincianole battaglie tra gli schiavi e Spartaco non riesce più a controllare, alla fine gli schiavi

sono sconfitti in battaglia e quelli non morti in battaglia sono stati crocifissati pubblicamente.

Talvolta la crocifissione ritorna in opere letterarie. Nella commedia padrone la usa per minacciare

lo schiavo ma lo schiavo la prende sul ridere

Si cricifissavano anche i non cittadini romani che abitavano nelle province e non avevano dei diritti

dei cittadini romani come Gesù. I cittadini romani venivano anch'essi condannati a morte ma non

per crocifissione; era vista come umiliante perché toccava agli schiavi.

Cherea vuole di nuovo mettersi per mare alla ricerca di Calliroe, con lui viene anche Policarmo. È

guidata da Cherea. Arrivano nei possedimenti di Dionisio che nel frattempo ha sposato Calliroe.

Sbarcano e si recano nel tempio di Afrodite.

Dopo il matrimonio tra Dionisio e Calliroe, Dionisio ha fatto collocare un ritratto di Calliroe nel

tempio come un'offerta religiosa. Cherea nota subito, ne rimane molto colpito e sviene.

*Queste combinazioni capitano spesso nella commedia dove sono rappresentate due abitazioni

1) Un ambiente malfamato

2) Una famiglia onesta

Nel tempio di Afrodite, una sacerdotessa vede l'accaduto e informa Cherea e Policarmo del ritratto;

dice che la donna ritratta è nuova signora del luogo perché ha sposato Dionisio.

Cherea è irritato e addolorato, perché pensava che l’avrebbe trovata schiava ma non sposata. Nel

frattempo arriva il compagno della schiava fidata di Calliroe, il quale aveva saputo che questi due

personaggi erano arrivati in zona e vuole fare un favore al suo padrone, facendo andare contro di

loro dei pirati istigandoli ad assediare la nave dei due amici.

Muoiono parecchi dei marinai e chi sopravvive viene preso come prigioniero, tra cui anche Cherea

e Policarmo, che vengono messi in vendita e chiedono di essere venduti allo stesso padrone. I

pirati acconsentono alla loro richiesta.

Il loro nuovo padrone è il governatore di una regione vicina (satrapo), che si chiama Mitridate- il

nome diffuso nel mondo greco-orientale; i romani combatterono contro un Mitridate. È il

governatore di una provincia in cui si trova Mileto, quindi è superiore a Dionisio. I due giovani

vengono mandati a compiere lavori di estrema fatica, come a scavare terre o nelle miniere, lavori a

cui due ragazzi benestanti come loro non erano assolutamente abituati.

Calliroe è sposa di Dionisio, ha sognato in cui vede Cherea in catene, ma non interpreta le catene

letteralmente ma che significhino che Cherea è morto.

Durante il sonno, Calliroe parla e pronuncia il suo nome, vicino a lei dorme Dionisio e sente il

nome e vuole sapere chi è; Calliroe confessa ma dice che crede che sia morto. In dionisio

comincia ad istallarsi la gelosia.

Per il momento questo episodio è solo una nube passeggera nel loro legame e nel frattempo

nasce il bambino, che Dionisio crede suo e si ritiene l’uomo più fortunato del mondo per aver

potuto ritrovare l’amore e la paternità di un figlio maschio.

Calliroe è molto onorata perché lui la nomina erede di tutti i suoi beni, si trova in una condizione

superiore rispetto a quella in cui si trovava a Siracusa ma sa bene che questa felicità potrebbe

essere precaria, per legare più a sé la schiava e non farle rivelare il suo segreto la fa liberare da

Dionisio(nel mondo romano gli schiavi liberati venivano chiamati liberti).

La schiava viene quindi liberata ma rimane comunque a servizio di Calliroe, che spera che il

segreto venga mantenuto.

Vengono fatti festeggiamenti e sacrifici alla dea Afrodite per onorare la nascita del bambino e

durante il rito nel tempio Calliroe rivolge in segreto una preghiera alla dea, un invito ad aiutarla a

mantenere il segreto sul vero padre del bambino e di sapere qualcosa di Cherea.

In questo tempio c’è la sacerdotessa che era intervenuta tra Cherea e Policarmo, la quale parte

con Dionisio e Calliroe riguardo a quello che era successo, raccontando anche dello svenimento di

uno dei due alla vista del ritratto e Calliroe capisce subito che sarebbe potuto essere Cherea.

Dionisio, vedendo di nuovo tornare il nome di questo personaggio, riprende la gelosia e vuole

saperne di più, interrogando il fattore compagno della schiava liberata. Inizialmente il fattore non

vuole far sapere nulla ma poi viene minacciato e racconta tutto quello che ha fatto. A questo punto

Dionisio sente prevalere in sé l’amore per la moglie e si sente rassicurato da questo racconto, va

ad informare alla moglie e lei si dà ad un enorme dolore e, per evitare guai, Dionisio chiede alla

liberta di starle sempre vicina perché teme che possa togliersi la vita. Calliroe inveisce contro la

dea Afrodite perché è ormai convinta che Cherea sia morto.

Libro IV

Dionisio, per consolare Calliroe, fa costruire un prezioso monumento in onore di Cherea; cenotafio;

tomba vuota, sulla spiaggia e viene celebrato un vero e proprio funerale come se ci fosse stato il

corpo da seppellire, a cui partecipano i cittadini di Mileto e anche di altre città.

Il motivo per cui c’era tanta gente ad assistere era perché la bellezza di Calliroe si era diffusa in

altre regioni, quindi vengono soprattutto per ammirare questa bellissima donna.

Viene fatta costruire una statua di Cherea da riporre sul cenotafio, prendendo come modello il

piccolo ritratto inciso sull’anello di Calliroe.

Dionisio spera che ormai sia una questione chiusa ma, uno di questo pubblico, è proprio Mitridate

e anche lui rimane ammaliato di Calliroe e se ne innamora.

Il funerale si chiude con questi spettatori innamorati della bella moglie di Dionisio, che le


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e letterature moderne
SSD:
Docente: Seita Mario
Università: Torino - Unito
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mothoa-0925-mm di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura greca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Seita Mario.

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