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L’ELETTRO-MAGNETISMO

CARICARE UN CORPO

strofinio strofinando un corpo contro un altro, gli elettroni di uno o dell’altro si sposteranno e verranno

trasmessi

mettendo a contatto un corpo carico ed uno neutro il corpo neutro si caricherà

contatto avvicinando un corpo carico ad uno neutro, se il corpo è positivo le cariche positive

induzione

vengono respinte e si posizionano nella parte più lontana, se il corpo è negativo le cariche positive

vengono attratte e si posizionano nella parte più vicina.

LEGGE DI COULOMB

Nel 1785 il fisico Coulomb dimostrò che la legge secondo cui due corpi elettrizzati interagiscono è

uguale alla legge di gravitazione universale formulata da Newton. In particolare la forza attrattiva o

q possedute

repulsiva F tra due corpi elettricamente carichi è direttamente proporzionale alle cariche q 1 2

dai due corpi e inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza

q q 1

= =

1 2

F k k πε

2 4

d 0 ε -12

k è la costante di Coulomb, è la costante dielettrica nel vuoto e corrisponde a 8,859⋅10

0

K si determina misurando la forza tra due cariche note poste ad una determinata istanza ed eseguendo

numerosi esperimenti. La forza di Coulomb è attrattiva se le cariche sono discordi (+/- -/+) mentre è

repulsiva se le cariche sono concordi (+/+ -/-).

Dallo studio dell’interazione tra due cariche elettriche, si è arrivati alla formulazione di numerose teorie

sulla struttura dell’atomo. Uno di questi esempi è l’atomo di Rutherford. www.totuccio.too.it

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ATOMO DI RUTHERFORD L’esperimento di Rutherford consiste nel lanciare

contro una sottilissima lamina d’oro, un fascio di

particelle alfa, particelle cariche positivamente. Quasi

tutte attraversano la lamina come se questa fosse

trasparente, ma alcune sono riflesse dalla lamina e

tornano addirittura indietro. Questi risultati, che non

potevano essere spiegati dai modelli atomici esistenti, portarono Rutherford a concludere che nell’atomo

vi è un nucleo centrale molto piccolo in cui è concentrata quasi tutta la massa dell’atomo e intorno al

quale ruotano gli elettroni. Le particelle alfa che tornano indietro sono quelle che arrivano talmente vicino

al nucleo degli atomi d’oro da subire la sua intensa forza repulsiva, in accordo con le previsioni della

legge di Coulomb.

LINEE DI FORZA di un campo elettrico, su una carica di

In un punto P 1

prova agisce una forza rappresentata dal vettore F .

1

Spostiamo la carica di un piccolo tratto nella direzione e

in cui sulla carica

nel verso di quel vettore, fino al punto P 2

agisce una forza F . Ripetendo la procedura si costruisce

2

una linea spezzata. Per spostamenti sempre più piccoli questa diventa una curva a cui il vettore campo

elettrico è, in ogni punto, tangente. Questa curva orientata (su cui si segna una piccola freccia che indica

il verso del campo) si chiama linea di forza (o linea di campo).

Le linee di forza non esistono nella realtà ma servono a rappresentare la variazione del campo elettrico

in una data regione di spazio. Per convenzione le linee di forza escono dalle cariche positive ed entrano

nelle cariche negative.

CAMPO ELETTRICO

Un campo elettrico è la regione dello spazio in cui una carica elettrica fa sentire la propria azione su

un’altra carica eventualmente presente. Il campo elettrico è un campo vettoriale, infatti ad ogni punto

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dello spazio viene associato un vettore. Vettore che, per essere definito tale, ha bisogno di un’intensità

(lunghezza del segmento), di una direzione (retta) e di un verso (verso di percorrenza lungo la retta).

Ponendo una carica di prova q in un dato punto P nello spazio, troviamo che essa è sottoposta ad una

0 =

E F q ha lo stesso verso di F se q > 0 e verso

forza elettrica F. Il vettore di intensità del campo 0

0

< 0. L’intensità del campo elettrico si misura in Newton/Coulomb o in Volt/metro.

opposto se q

0

COME SI DISPONE IL CAMPO ELETTRICO

Se il campo elettrico è uguale a zero all’interno, esso è

rivolto verso l’esterno in modo radiale (perpendicolare alla

superficie). Infatti se fosse inclinato scomponiamo il vettore

E (campo elettrico) in una componente perpendicolare “p” e

in un vettore tangenziale “t” che però metterebbe in

movimento le cariche. In tal modo si creerebbe una corrente

continua e, poiché ciò è impossibile, il campo elettrico deve

essere necessariamente perpendicolare alla superficie

IL FLUSSO E LA LEGGE DI GAUSS ∆S

Per definire il flusso consideriamo un elemento piano di superficie posta in un campo elettrico

∆S

uniforme d’intensità E e fissiamo un orientamento su mediante il vettore n.

∆S

Chiameremo flusso di E attraverso la quantità scalare:

α

Φ = ⋅ ⋅

E n cos ∆S α

dove n è la rappresentazione vettoriale di e è l’angolo di n

con E

Φ

Secondo Gauss il flusso relativo ad una superficie chiusa (sfera, piramide, ellissoide…) è uguale alla

ε

carica q diviso la costante .

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Φ=0

q Se allora, per verificare l’uguaglianza, q deve essere uguale a 0.

Φ = ε 0

Una delle possibili applicazioni della legge di Gauss è la gabbia di Faraday. Essa vale solo con

superfici chiuse e dimostra che in uno spazio chiuso la carica si dispone solo lungo la superficie.

Supponiamo di avere una scatola vuota al suo interno. Carichiamo la scatola e dentro poniamo una

carica di prova e troveremo che il campo elettrico è zero.

q q

Φ = = ⋅ ∆ = Φ = = =

⇒ ⇒ ⇒

E S E q

0 0 0 0

ε ε

0 0

la carica è nulla all’interno della scatola ma siccome la carica né si crea né si distrugge, allora l’eccesso

di carica si sarà spostato lungo tutta la superficie.

POTENZIALE ELETTRICO

Il potenziale elettrico è definito come il lavora fatto da una carica per unità di carica. È una grandezza

scalare e si misura in Volt (joule su coulomb). = ⋅

Il lavoro è uguale a forza F per spostamento S: L F S

Supponiamo di spostare una carica q dal punto A al punto B:

0 = ⋅

L F AB

AB

L = −

AB V V

B A

q 0

Il potenziale ha senso solo se ci troviamo in presenza di un campo elettrico.

F

= − = − ⋅ =

F F E q E

1 0 q

0

= ⋅ = − ⋅ ⋅

L F AB E q AB

AB 1 0 Joule

L q

− = = − ⋅ ⋅ =

V V E AB Volt

0

AB q q

B A Coulomb

0 0

Il lavoro si misura in Joule mentre la carica si misura in Coulomb. Il lavoro è, come abbiamo detto, il

prodotto tra forza e spostamento. Con questa definizione posso calcolarmi una differenza di potenziale

±∞ − = = − =

di una carica a che è stato convenzionalmente fissata a 0, quindi… V V L V 0 V

∞ ∞

B B B B

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Il potenziale rappresenta un campo scalare (fatto da numeri che godono di determinate proprietà);

mentre il campo elettrico è un campo vettoriale.

Caricando una sfera positivamente mi accorgo che il campo elettrico in ogni punto risulta uguale a zero,

infatti non ci sono cariche in movimento. Per cui, secondo la legge di Gauss, il campo elettrico è zero e

l’eccesso di carica si è distribuito tutto all’esterno. La direzione del campo elettrico nella sfera è rivolta

verso l’esterno ed è sempre perpendicolare alla superficie. Il lavoro per spostare da A a B la carica è

zero; quindi la differenza di potenziale sarà uguale a zero e si dice che la superficie è equipotenziale.

APPENDICE

P RODOTTO SCALARE α

⋅ = ⋅ ⋅

a b a b cos

M ATERIALI banda di conduzione

banda interdetta

banda di valenza

banda interdetta 5 ev

Isolanti banda interdetta 1 ev

Semiconduttori

Conduttori non c’è banda interdetta

L’elettronvolt (ev) è l’energia che acquista un elettrone quando è sottoposto alla differenza di potenziale

di 1 volt −

= ⋅ = ⋅ ⋅

19

ev q V 1

, 6 10 1 joule

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ESPERIMENTO DI MILLIKAN

Uno dei vari metodi escogitati per calcolare la carica dell’elettrone è stato proposto da un fisico

americano: Robert Millikan.

I ’

L METODO DELLA GOCCIA D OLIO

Alcune gocce d’olio, prodotte da un vaporizzatore penetrano attraverso il tubo nella camera dove cadono

liberamente e si elettrizzano per strofinio con l’aria. Ponendo due piastre tra cui è presente un campo

elettrico, solo alcune particelle riescono occasionalmente ad attraversare il foro fatto al centro. Millikan

conosceva il diametro, la densità e la massa di ogni singola goccia:

= ⋅

mg q E mg = forza di gravità

mg

=

q E

Ad ogni m corrisponde una q (carica) e, Millikan, notò che tutte queste cariche avevano un sottomultiplo

⋅ 19

1

, 6 10 Coulomb . È questa la carica di un elettrone.

comune:

DISTRIBUZIONE DELLA CARICA

σ

La densità di carica è uguale al rapporto tra carca e superficie.

Collegando con un filo metallico due sfere esse avranno lo stesso potenziale.

q q

1 1

= ⋅ = ⋅

1 2

V V

πε πε

1 2

r r

4 4

0 1 0 2

q q q q

1 1

⋅ = ⋅ =

1 2 1 2

πε πε

r r r r

4 4

0 1 0 2 1 2

q

σ σ π

= = ⋅

⇒ 2

1 q r

4

π

1 1 1 1

2

r

4 1

q

σ σ π

= = ⋅

⇒ 2

2 q r

4

π

2 2 2 2

2

r

4 2

σ π σ π

⋅ ⋅

2 2

r r

4 4

=

1 1 2 2

r r

1 2

r

σ σ

= 2

1 2 r

1 r

poniamo σ σ

> > >

⇒ ⇒

2

r r 1

2 1 1 2

r

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In un corpo, in corrispondenza delle punte, trovo un eccesso di carica superiore rispetto al resto del

corpo. La carica non si distribuisce uniformemente lungo la superficie, ma quando il raggio di curvatura è

minore ci sarà un eccesso di carica.

IL CONDENSATORE

Supponiamo di prendere due corpi metallici di forma arbitraria; togliamo adesso alcune cariche negative

da uno e mettiamole nell’altro. Questo sistema si chiama condensatore e i due corpi metallici sono le

cosiddette armature. Generalmente, per identificare un condensatore, esiste una grandezza particolare,

un parametro: la capacità. Per capacità si intende il rapporto tra la carica q e la differenza di potenziale

=

tra le due armature V. c q V

La capacità si misura in Farad, cioè in Coulomb su Volt.

1 Coulomb

=

1 Farad 1 Volt

Il Farad, però, è una grandezza enorme e, di conseguenza, per misurare la capacità si usano i suoi

sottomultipli: µF -6

Microfarad = = 10 F

ηF -9

Nanofarad = = 10 F

-12 F

Picofarad = pF = 10

Ecco un esempio di condensatore:

Troviamo il campo elettrico (che è verso il basso e perpendicolare) www.totuccio.too.it

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q (valido per una superficie chiusa)

Φ = ε

E 0 q

Φ = + + + ⋅ = ⋅ =

S E S E flusso

0 0 0 ε

2 2

E 0

q

=

E ε ⋅ S

0 2

Troviamo adesso la capacità L

=

V d = distanza tra le armature

q 0

= ⋅

L F d

= − ⋅ =

(formula inversa )

F E q E F q

0 0

= − ⋅ ⋅ = ° ⋅ ⋅ ⋅ = ⋅ ⋅

cos 180

L E q d E q d E q d

0 0 0

⋅ ⋅

E q d q

= = − ⋅ = ⋅

0 d

V E d ε ⋅ S

q 0 0 2

ε ⋅ S

q

= = 0 2

c q d

⋅ d

ε ⋅ S

0 2

per cui la capacità dipende dalla geometria delle armature e dalla loro posizione reciproca.

I condensatori possono essere collegati

In serie Quando hanno tutti la stessa carica

Quando sono esposti tutti alla medesima differenza

In parallelo di potenziale

Se ho un collegamento in serie o in parallelo, il problema che si pone è quello della capacità equivalente.

Immagino che i condensatori siano chiuse in un’enorme scatola. Applico ai morsetti una carica e la

divido per la differenza di potenziale. www.totuccio.too.it

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q

=

c −

eq V V B

A

q q q

= = =

c c c

− − −

1 2 3

V V V V V V

A 1 1 2 2 B

q q q

− = − = − =

V V V V V V

A 1 1 2 2 B

c c c

1 2 3

 

1 1 1 Condensatore in serie

 

− = + +

V V q  

A B  

c c c

1 2 3

q 1

=

=

c

eq 

 1 1 1

1 1 1 + +

 + +

q 

 c c c

 c c c 1 2 3

1 2 3

1 1 1 1

= + +

c c c c

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Scienze fisiche FIS/03 Fisica della materia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cecilialll di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fisica II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Santorelli Pietro.
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