Dall'indoeuropeo al germanico: eredità ed innovazioni
Quando parliamo di “germanico” parliamo in realtà di qualcosa che non è così unitario come si possa pensare. Gli studiosi sono riusciti a capire che queste innovazioni non siano avvenute simultaneamente ma secondo una scala cronologica. Il germanico è divisibile in due fasi:
- Protogermanico, il germanico più antico;
- Germanico comune, da cui si divideranno i gruppi orientale, settentrionale ed occidentale.
Innovazioni fonetiche
Fonemi non presenti nell’indoeuropeo che compaiono nel germanico; la modifica più famosa è la prima mutazione consonantica (o prima legge di Grimm, a cui si agganciano gli studi di Verner) avvenuta nel protogermanico (sec. a.C). Un’altra è la (V-III) rizotonia, la quale avviene sicuramente dopo la prima mutazione, nel Germanico comune. Esiste il fenomeno delle sonanti come quello della riduzione delle vocali indoeuropee (germanico comune II-I sec. a.C).
Questi cambiamenti fonetici creano inevitabilmente relativi cambiamenti morfologici: innovazioni nel campo del sistema nominale (riduzione dei casi, declinazione debole di sostantivi ed aggettivi, una semplificazione rispetto al complesso sistema di desinenze dell’indoeuropeo) e la creazione dei verbi deboli, i quali si affiancano ai verbi forti, i cosiddetti “irregolari”.
Rizotonia
Nell’indoeuropeo avevamo un modo di accentuare le parole che cambia completamente nel germanico. L’accento, dal punto di vista linguistico, è definito tratto soprasegmentale e serve ad esprimere meglio una sillaba rispetto alle altre. Esso può essere intensivo (quando per evidenziare la sillaba si utilizza più aria, più potenza respiratoria) o musicale (detto anche “tonale”, quando la stessa sillaba, a seconda della nota utilizzata per pronunciarla, avrà una connotazione diversa relativamente alla tonalità della voce -> lingua cinese).
Un’altra categoria da analizzare quando si parla di accento è la posizione: esso può essere fisso (sempre su una determinata sillaba, quando segue una regola) o libero (come per l’italiano, dove qualsiasi sillaba può subire accentuazione). Questo cambiamento prende il nome di rizotonia (dal greco rizo, radice, e tonia, l’accento della radice).
Conseguenze: Sincope, le sillabe atone cadono, si affievoliscono e non si sentono più. Oltre a questo, il frangimento vocalico (o frattura) in cui l’accento potente su una vocale provoca una sorta di dittongamento della vocale, ossia crea una sorta di appoggio, la metafo.
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