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Biomateriali 1 - Prof. Chiesa

Appunti personalmente rielaborati del corso di Biomaterali 1. Il documento è comprensivo dei seminari ed è basato su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Chiesa dell’università degli Studi del Politecnico di Milano - Polimi. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Biomateriali 1 docente Prof. R. Chiesa

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Se abbiamo, ad esempio, dei materiali puri come l’Al, la resistenza dell’alluminio puro può essere

aumentata solo tramite incrudimento: deformazione plastica, non essendo presenti eventuali atomi di altre

specie in posizione interstiziale o sostituzionale. Lo stesso discorso vale anche il rame puro proprio perché

puri. La lega di titanio è molto applicata in ambito ortopedico poiché permette di avere delle proprietà

meccaniche molto maggiori rispetto al titanio puro maggiormente impiegato in ambito odontoiatrico.

Un aumento della resistenza attraverso uno dei processi permette di aumentare molto la resistenza del

materiale. Uno sforzo di snervamento di 50 MPa può arrivare infatti anche fino a 1000 MPa, tuttavia ciò che

comporta è una diminuzione dell’allungamento a rottura e quindi una riduzione della duttilità del

materiale.

Otterremo un materiale molto più resistente ma molto meno deformabile. Questo comporta

l’abbassamento della tenacità. Un materiale è più tenace se l’area sottesa alla curva sforzo-deformazione è

maggiore. Quindi in questo caso stiamo diminuendo la tenacità e questo è un problema in molte

applicazioni poiché non solo vogliamo un materiale resistente ma anche tenace. Un grosso problema dei

materiali ceramici è che hanno una bassa tenacità rispetto ai materiali metallici. I ceramici sono quindi

fragili.

LEZIONE 3 – 14/03/17

Tenacità: ci fornisce un’indicazione sulla resistenza a frattura dei materiali. Possiamo dividere i materiali in

due categoria: quelli che falliscono poiché si deformano plasticamente e quelli che falliranno perché si

rompono, cioè si fratturano. La tenacità ci dà un’informazione della resistenza dei materiali a frattura, cioè

della propagazione di una cricca, ossia di un difetto che si propaga lungo la sezione del materiale. Possiamo

fare prove specifiche che misurano la capacità del materiale di assorbire energia a fronte di un urto, cioè di

un impatto. Un materiale sarà tenace se la punta di un intaglio sarà in grado di assorbire l’energia

somministrata tramite un impulso.

Mentre nel caso dei difetti nel reticolo cristallino avevamo dei difetti microscopici, in questo caso si parla di

difetti macroscopici. In prossimità di un intaglio, applicando uno stress lontano dal difetto lo sforzo sarà

uguale a quello nominale, mentre avvicinandoci alla punta del difetto avremo un aumento dello sforzo.

Lo sforzo locale, cioè in una posizione vicina alla cricca sarà uguale allo sforzo nominale più il contributo

legato al difetto e alla distanza dal difetto stesso.


PAGINE

89

PESO

12.36 MB

AUTORE

Ing_bio

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in ingegneria biomedica
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ing_bio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Biomateriali 1 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano - Polimi o del prof Chiesa Roberto.

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