Inizio - Pterophyta felce
BOTANICA SISTEMATICA - Psilotophyta
EMBRIOFITE
ALGHE 1. BRIOFITE 3. SPERMATOPHYTA
classificazione MUSCI Ovulo
teoria dell’andosimbiosi sporofito Sacche polliniche
RHODOPHYTA (alghe ripr sessuata /sporogonia GYMNOSPERMEAE
rosse) ciclo ovulo - endosperma
HAPTOPHYTA - Bryidae primario
(cromophyta) - Sphagnidae sacche polliniche
- Phaeophyceae (ALGHE - Andraeidae fecondazione
BRUNE) dispersione spore
- Bacillariophyceae ANGIOSPERME (fiore)
(DIATOMEE) HEPATOPHYTA (epatiche) gineceo
- Pennales / anfigastri ovuli
Centrales ripr. vegetativa: coppe androceo
propagulifere (rami sacche polliniche
ALGHE VERDI anteridiofori e granulo pollinico
CHLOROPHYTA anrchegoniofori) differenze granuli pollinici
- Ulvophyceae IMPOLLINAZIONE
CHAROPHYTA ANTHOCEROTOPHYTA DOPPIA FECONDAZIONE
- Charophyceae (antocerote) SEME
per PIANTE TERRESTRI FRUTTO
Biodeterioramento 2. PTERIDOFITA - INFIORESCENZE
cormo
evoluzione STELE FUNGHI
evoluzione foglie Eumycota micelio
MICROFILLE / riproduzione
MACROFILLE ZYGOMICETI
gametofito BASIDIOMICETI
sporangi ASCOMICETI
riconoscimento differenza asco-basidio
riproduzione carie del legno
CICLO ISOSPOREO
CICLO ETEROSPOREO LICHENI
- Lycophyta (licopodiale, ripr sessuata
selaginella) CORPI FRUTTIFERI
- Sphenophyta ripr vegetativa
BOTANICA SISTEMATICA
La botanica sistematica studia la diversità degli organismi vegetali; questo studio è legato alla
storia evolutiva e lo scopo è quello di costruire un sistema che raggruppa gli individui con
caratteristiche comuni. INIZIO
Compiti sistematica:
1. distinguere tra loro gruppi di individui simili sulla base delle differenze
2. unificare in base alle somiglianze e inserire i gruppi di individui simili in un sistema di
categorie ordinate gerarchicamente. La categoria base è la specie.
La tassonomia si occupa di studiare i caratteri che descrivono gli individui in modo da identificare
somiglianze e diversità.
La classificazione usa un sistema astratto perché è definito da noi, soprattutto nell’identificare il
gruppo più piccolo (base) degli organismi. INIZIO
Definizioni di specie:
- approccio sistematico, individui morfologicamente simili, devono essere trasmissibili
alla discendenza (può essere determinato dalle condizioni ambientali)
- approccio biologico, insieme di popolazioni interfertili, ma riproduttivamente isolate da
altre popolazioni ( es. mulo è sterile)
- approccio riproduttivo, gli individui condividono lo stesso sistema riproduttivo, legato
sia a morfologia che a segnali (es. visivo, olfattivo)
- approccio ecologico, gli individui devono occupare la stessa nicchia (=insieme di caratteri
ambientali e di relazioni)
- approccio filogenetico, gli organismi ora presenti derivano da altri organismi, gli esseri
viventi sono in continua mutazione INIZIO
Nel mondo vegetale la specie morfologica racchiude un insieme di individui morfologicamente
simili per caratteri geneticamente fissati e trasmissibili alla discendenza.
Molte piante di specie diverse sono in grado di creare una progenie feconda, ibridazioni (querce).
L’ibridazione delle piante è possibile perché le piante sono poliploidi (possono avere tante copie del
numero base di cromosomi, e questo rende possibile l’appaiamento di cromosomi omologhi anche
in specie diverse. Su gli ibridi si fonda l’addomesticamento delle piante (es. frumento).
Riproduzione per apomissia: alcune piante sono in grado di riprodursi facendo un embrione
senza che avvenga fecondazione. La formazione dell'embrione può avvenire o grazie a un gamete
normale che forma direttamente l’embrione (embrione aploide) o di un gamete anomalo diploide o di
una cellula somatica. Deve però avvenire l'impollinazione. Quindi ogni pianta è una specie a sé
perché isolata riproduttivamente da tutte le altre (tarassaco). INIZIO
In base a cosa sono definite le categorie?
Classificazione artificiale:
- fisionomia (arbusti, erbe,...)
- Linneo: caratteri delle strutture riproduttivi
Questa classificazione si basa sul fatto che le specie siano sempre state come sono ora. La
classificazione viene sconvolta quando viene scoperta l’evoluzione.
Classificazione naturale: le specie si evolvono col passare del tempo e possono nascere specie
nuove.
Compito della sistematica filogenetica è quello di considerare le caratteristiche morfologiche macro
e microscopiche, quelle fisio-ecologiche e i caratteri molecolari (DNA/RNA/proteine). Grazie a ciò è
possibile determinare le somiglianze tra le specie attuali e comprendere i rapporti di parentela.
Gruppo monofiletico: i membri discendono dallo stesso antenato. E’ un taxon naturale.
Gruppo polifiletico: i membri discendono da più di una linea evolutiva. Taxon artificiale.
Gruppo parafiletico;: sono esclusi uno o più discendenti di un antenato. Taxon artificiale. INIZIO
ALGHE
Sono organismi fotoautotrofi (fanno fotosintesi ossigenica) generalmente vivono in acqua, ma
possono trovarsi anche in ambiente aereo se c’è molta umidità.
Si sono evolute in ambiente stabile (acquatico) quindi non hanno avuto bisogno di sviluppare
strutture complesse. Sono organismi a tallo = organismi che non hanno evoluto organi e tessuti,
hanno corpo poco specializzato.
Le alghe sono un grande taxon artificiale che comprende organismi eucarioti (cianobatteri e alghe
azzurre non sono compresi nelle alghe, ma sono batteri) con caratteristiche comuni:
- vivono in ambienti acquatici o dove c’è molta umidità
- autotrofi e fotosintetizzanti (fotosintesi ossigenica)
- hanno corpi unicellulari o pluricellulari privi di differenziamento: tallofite
- per la riproduzione producono gametocisti (ripr. sessuata) e sporocisti (ripr. per
sporogonia). INIZIO
Morfologia
Unicellulari: organizzazione flagellata, è la forma più primitiva
Pluricellulari: filamentose, sono le più importanti dal punto di vista evolutivo. Sono le prime alghe
pluricellulari: le cellule si dividono, ma la lamella mediana permette loro di rimanere attaccate. La
parete è attraversata da ponti citoplasmatici che consente loro di comunicare.
- Può non esserci specializzazione: la crescita del filamento avviene grazie alla
divisione di tutte le cellule del filamento.
- Oppure c’è specializzazione:
- crescita apicale, solo le cellule all’apice del filamento si dividono. Si
distinguono 2 tipi di cellule: quelle del filamento hanno solo funzione
vegetativa; quelle apicali servono per l'allungamento del filamento.
- ramificare, le cellule del filamento fanno una divisione con diverse direzioni
Tallo pseudoparenchimatico, alga rossa con rami laterali e filamenti intrecciati
tra loro.
Tallo tissutale, alghe brune con cellule che si dividono in diversi piani.
In alcune Laminariales il tallo è differenziato in tre parti. INIZIO
Criteri di classificazione
1. Plastidi: nelle alghe sono fotosintetizzanti (sono presenti praticamente solo cloroplasti). Nelle forme
più primitive c’è un unico grande cloroplasto per cellula; in alghe più evolute ci sono più cloroplasti più
piccoli.
I cloroplasti sono delimitati da 3/4 membrane: la membrana interna si invagina a formare i
TILACOIDI. TEORIA DELL’ENDOSIMBIOSI: i cloroplasti sono delimitati da diverse membrana:
probabilmente i cloroplasti si sono formati da un’endosimbiosi tra organismi eterotrofo che ha
mangiato un cianobatterio (struttura con membrane che si invaginano). Nelle alghe i cloroplasti
possono essere avvolti da 3/4 membrane, quindi probabilmente ci sono state altre simbiosi.
Carattere che consente di identificare i diversi gruppi di alghe è la disposizione dei tilacoidi:
- Nelle alghe rosse (Rhodophyta) i tilacoidi sono singoli (non raggruppati a formare i grana) e
ognuno presenta i ficobilisomi: granuli formati da ficobiline (pigmenti accessori della
fotosintesi).
- Nelle alghe brune (Phaeophyceae) i tilacoidi sono associati a 2 o a 3
- Nelle alghe verdi (Chlorophyta) i tilacoidi sono organizzati in grana e intergrana come si
trovano nelle piante superiori.
All’interno del cloroplasto delle alghe c’è una struttura chiamata pirenoide, all'interno del quale viene
accumulata la rubisco che serve per la prima fase della fotosintesi. INIZIO
2. Sostanze di riserva.
- nei plastidi (come nelle piante superiori)
- nei citoplasma vicino ai plastidi,
3. I pigmenti sono caratteri sistematici:
- clorofille, clorofilla a è presente in tutti i gruppi perché è centro di reazione (senza non può
avvenire la fotosintesi). Clorofille b, c, d sono pigmenti accessori e a seconda della presenza
si distinguono i gruppi di alghe
- ficobiline, solo nelle Rhodophyta
- carotenoidi
La presenza di pigmenti diversi fa sì che le alghe possano vivere a profondità diverse. I pigmenti
accessori servono per aumentare lo spettro di energia utili per il processo fotosintetico. Alghe rosse
possono vivere anche a grandi profondità. Le alghe brune hanno più carotenoidi che xantofille. Nelle
alghe verdi prevalgono le clorofille quindi sono quelle che vivono più in superficie.
4. Parete: è formata da una parte fibrillare e una parte amorfa. La maggior parte delle alghe è formata
perlopiù da matrice:
- sono sostenute dall’acqua, quindi non hanno bisogno di molta cellulosa che le sostenga
- sono sottoposte a sollecitazioni (correnti) che impongono che il corpo dell’alga sia più
flessibile di quello delle piante terrestri
La consistenza della parete può essere aumentata grazie a deposizioni di: carbonato di calcio
(alghe coralline, charophyceae), silice (diatomee). INIZIO
1. RHODOPHYTA (alghe rosse)
Dette rosse perché il colore prevalente è il rosso a causa dei pigmenti ficobiline (organizzate in
ficobilisomi).
cicli: si alternano due generazioni diploidi (sporofitiche) e una generazione gametofitica (aploide).
Caratteristiche:
1. mancano forme flagellari, si muovono grazie alle correnti d’acqua
2. ultrastruttura del plastidio (cloroplasto):
- i tilacoidi singoli, non sono riuniti in gruppi
- il cloroplasto è delimitato da doppia membrana (frutto della simbiosi
primaria)
3. pigmenti
- clorofilla a e d
- carotenoidi (alfa, beta e xantofille)
- ficobiline in ficobilisomi (granuli):
- ficocianina (azzurra, si trova all’interno dei ficobilisomi)
- ficoeritrina (rossa, si trova all’esterno dei ficobilisomi)
4. sostanze di riserva:
- amido delle floridee, accumulano sostanza simile all’amido perché formata da
polimero di glucosio. Si trova in granuli all’esterno del plastidio, nel citoplasma.
5. parete, ha molta matrice che contiene polisaccaridi che la rendono molto idrofila (vischiosa)
e consente alle alghe di essere flessibili:
- la componente rigida interna è data da cellulosa
- la componente mucillaginosa esterna è data da polimeri del galattosio: agar e
carragenina.
La parete viene prodotta continuamente così che l’alga possa liberarsi dai microorganismi
che potrebbero colonizzare gli strati più esterni e ridurre l’esposizione solare.
6. divisione cellulare, la fusione delle vescicole che provengono dall’apparato di Golgi
avviene ai lati della cellula; si ha invaginazione della membrana plasmatica e della parete
che va a formare il setto (formazione centripeta). Quando si è formato il setto resta
un’apertura che viene chiuso da una specie di tappo di natura proteica (struttura tipica delle
alghe rosse). INIZIO
2. HAPTOPHYTA (cromophyta)
Presentano diversi gruppi: Phaeophyceae (alghe brune, hanno i talli più complessi); Bacillariophyceae
(diatomee, unicellulari).
Caratteri generali:
1. pigmenti
- clorofilla a e c
- non ci sono le ficobiline
- carotenoidi
2. ultrastruttura del cloroplasto, i tilacoidi sono riuniti in gruppetti di 3-4 senza i grana. Il
cloroplasto è delimitato da 4 membrane.
Famiglia Phaeophyceae (ALGHE BRUNE)
E’ un gruppo di alghe marine che vive nei mari freddi (poche in acque dolci). Sono considerate le
alghe più evolute perché hanno talli complessi e specializzati.
Caratteristiche:
1. parete formata da poche fibrille di cellulosa e da una matrice formata da un sale: alginato
(usato in industria alimentare, farmaceutica e tessile).
2. sostanze di riserva: laminarina, polisaccaride contenuto nel vacuolo
3. pigmenti, clorofilla a e c, carotenoidi INIZIO
Morfologia
Talli molto complessi: mancano forme unicellulari. Filamentosi, ramificati, laminari fino a talli che
diventano alti diversi metri (Macrocystis).
Alcuni generi di Laminaria hanno il tallo diviso in regioni: apteri alla base con funzione di
ancoraggio, stipite che funge da sostegno, la lamina è la porzione fotosintetizzante in alto.
Famiglia Bacillariophyceae (DIATOMEE)
Sono alghe molto antiche che si trovano sia in ambienti marini che in acque dolci. Si sono evolute
nel giurassico/cretaceo. Sono in grado di impregnare le pareti di silice (fossili). INIZIO
Le diatomee sono caratterizzate dalla parete formata da due valve: una superiore più grande,
EPITECA, che si incastra in quella minore più piccola, IPOTECA. In direzione longitudinale si trova
una fessura, rafe, dalla quale possono uscire dei prolungamenti della cellula che servono per il
movimento.
Questa parete particolare condiziona il ciclo delle alghe (ciclo diplonte):
1. c’è RIPR VEGETATIVA, ma sono alghe unicellulari quindi l’organismo deve fare mitosi per
riprodursi. Quando l’alga si divide una delle due cellule figlie eredita l’epiteca e riforma
ipoteca, l'altra cellula figlia eredita l’ipoteca che diventa epiteca: quindi una cellula figlia ha le
dimensioni della cellula madre mentre l’altra sarà più piccola.
2. Quando la cellula più piccola raggiunge la dimensione minima non può più riprodursi per
mitosi, quindi fa RIPR SESSUATA. Quando una cellula diploide raggiunge la dimensione
minima è in grado di fase meiosi e dare origine a 4 cellule aploidi, di cui solitamente 3
degenerano e ne resta 1 sola, quindi per ogni cellula che fa meiosi resta un solo gamete.
Vantaggio: il fatto che ci sia un gamete solo aumenta la variabilità della progenie. Il
gamete si fonderà con un gamete diverso che proviene da cellule diverse e daranno origine a
uno zigote. Questo zigote non ha più la parete, può rimanere nell’ambiente per un po’ di
tempo e si ingrandisce, raggiunge la taglia massima e ricostruisce la parete. In questo
modo si riforma una cellula in grado di dividersi mitoticamente e fare di nuovo riproduzione
vegetativa. INIZIO
Le diatomee sono divise in due gruppi in base alla morfologia:
- Pennales, simmetria bilaterale. Possono costruire colonie. Caratteristica: i gameti maschili
perdono i flagelli, si muovono grazie alle correnti
- Centrales, sono marine, hanno simmetria raggiata. Contribuiscono all'assorbimento di CO2. I
gameti maschili sono flagellati.
ALGHE VERDI 3. CHLOROPHYTA (alghe verdi) / CHAROPHYTA
Sia in acque marine che in acque dolci. Anche in cortecce alberi, terreni e superfici umide, neve. Con
i cianobatteri creano importanti simbiosi con altri organismi: es. licheni (agenti biodeteriogeni). INIZIO
Caratteri che accomunano i due gruppi:
- pigmenti: clorofilla a, b (come piante terrestri); carotenoidi
- ultrastruttura del cloroplasto, come nelle piante terrestri: tilacoidi organizzati in grana,
connessi da tilacoidi intergrana, plastidio delimitato da doppia membrana.
- sostanze di riserva: amido primario in granuli, si trova nei cloroplasti (non nel citoplasma
come negli altri gruppi)
- parete: ha componente fibrillare cellulosica e matrice formata da pectine ed emicellulose.
Probabilmente le piante terrestri si sono evolute da questo gruppo di alghe.
I cicli sono vari:
- cicli aplonti
- cicli aplodiplonti
- CHLOROPHYTA
Comprendono forme unicellulari flagellate o no, coloniali o filamentose.
Ciclo: durante la citodieresi, la formazione dei setti trasversali avviene tramite lo sviluppo del
FICOPLASTO: nella telofase i microtubuli si dispongono parallelamente al piano equatoriale tenendo
distanti i 2 nuclei. Si ha invaginazione della membrana e si forma una piastra centrale. INIZIO
Ulvophyceae
Alghe unicellulari (coccale) coloniali o filamentose con molti nuclei per cellula. Sono quasi tutte
aflagellate. La maggior parte vive in acque salmastre.
La parete cellulare si forma in un solco in cui le cellule si dividono con la formazione di un fuso
persistente. Le pareti trasversali non hanno plasmodesmi.
- CHAROPHYTA
Sono alghe aploidi filamentose
Nelle Charophyta + semplici si trova un fuso persistente che tiene distanti i 2 nuclei e il setto si forma
per invaginazione della membrana.
Nelle Charophyta + evolute compare per la prima volta il FRAGMOPLASTO.
Fanno una particolare riproduzione sessuata: coniugazione. Non mandano in giro i gameti, ma
quando i filamenti si incontrano, alcune cellule fanno delle espansioni così da connettersi tra loro: 2
cellule di 2 filamenti entrano in contatto. Si forma un tubo, tubo di coniugazione. Quando si è
costruita questa connessione citoplasmatica, una delle due cellule migra nell’altra. Queste due
cellule si trasformano in gamete. Si forma quindi lo zigote. Lo zigote forma una parete resistente e
può fare meiosi solo quando le condizioni ambientali sono favorevoli (ciclo aplonte) e dare origine a 4
cellule aploidi. Solitamente sopravvive 1 sola cellula aploide che darà origine al nuovo filamento
aploide. INIZIO
Charophyceae
Hanno un grado di organizzazione molto elevato: formate da un fusto diviso in nodi e internodi.
Solitamente le alghe producono gametocisti e sporocisti, le C. c’è invece presentno spergatogonio e
oogonio. All’interno dello spermatogonio c'è uno strato di cellule sterili che contiene il tessuto che
darà origine ai gameti maschili. Il gamete femminile è uno solo (cel
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