Lezione 1: La visione darwiniana del mondo
Il pensiero biologico moderno si basa su principi posti nella seconda metà dell'800, teorie frutto di sperimentazioni, provate scientificamente e riproducibili.
Teorie fondamentali
- Teoria cellulare (Schleiden e Schwann, 1839): ogni essere vivente ha come unità funzionale la cellula.
- Biogenesi (R. Virchow 1855): ogni organismo vivente deriva per riproduzione da un altro organismo vivente.
- Teoria evoluzionistica (C. Darwin 1859): tutti gli organismi viventi sono legati l'uno all'altro perché discendono da un antenato comune.
- Leggi dell'ereditarietà (G. Mendel, 1865): negli stessi anni delle teorie di Darwin, un religioso Ceco, Mendel, elaborava le idee che noi abbiamo organizzato nelle Leggi di Mendel. Egli tentava di capire come i caratteri si trasmettono di generazione in generazione; Darwin non ne venne mai a conoscenza, snobbò questo lavoro di botanica, perdendo una grande occasione di capire come i caratteri potessero essere trasmessi.
- Teoria cromosomica dell'ereditarietà (Sutton e Boveri, 1903): si vedono dei corpi, i cromosomi, che si ripartiscono equamente nelle cellule figlie durante la divisione. Sono i cromosomi i veicoli della trasmissione delle caratteristiche.
Cellule
Procariote
Forma primitiva, non compartimentata, organismi unicellulari a riproduzione asessuata, organizzati in due regni:
- Eubatteri
- Archea
Eucariote
Più complessa, posteriore, compartimentata, in cui i compartimenti danno una razionalizzazione al lavoro cellulare. Possono essere:
- Unicellulari: regno dei protisti, sottoregno dei protozoi
- Pluricellulari: regni dei protisti, animali, piante, funghi (anche pochi funghi eucarioti unicellulari: lieviti) (ci sono sia protisti uni che pluricellulari)
Un progenitore comune procariote si è evoluto per un lungo periodo nelle acque, durante la quale c’è stata una diversificazione in due domini: procarioti ed eucarioti. Gli archea si pensa siano i discendenti dei primi procarioti comparsi sulla terra, vivono in nicchie isolate anaerobiche (come era l’atmosfera primordiale).
La tassonomia
I naturalisti, avendo a che fare con milioni di specie, hanno ideato un contenitore, il concetto di specie: un gruppo di individui che hanno caratteristiche simili e in grado di accoppiarsi e produrre prole fertile. Per organismi con riproduzione sessuata, la definizione di specie si concentra sulla morfologia e al giorno d'oggi sul genoma.
Questa è la tassonomia proposta da Linneo, dal raggruppamento più grande al più piccolo, qui con l’esempio di un leopardo:
- Dominio: eucarioti
- Regno: animali
- Filum: cordati (hanno anche solo per una fase embrionale una corda dorsale)
- Classe: mammiferi
- Ordine: carnivori
- Famiglia: felidi
- Genere: pantere
- Specie: leopardo (panthera pardus)
La teoria evoluzionistica
La teoria evoluzionistica afferma che tutti gli organismi sono legati da un filo ininterrotto poiché sono discendenti da un unico sistema vivente o da un piccolissimo numero di sistemi viventi ancestrali. Instaura un ordine nella straordinaria varietà degli organismi e li connette con gli altri aspetti della realtà del pianeta; fornisce una spiegazione causale del mondo vivente e della sua eterogeneità.
Riflettendo sulla reciproca affinità delle specie, Darwin arriva alla conclusione che ciascuna specie non è stata creata singolarmente, ma che tutte le specie esistenti discendono per variazione da altre specie. Come si instaurano queste variazioni e come si mantengono nelle popolazioni.