Lezione 1-2
Definizione di biologia
La biologia (dal greco bìos = vita e lògos = studio) è la scienza che studia la vita e gli organismi
viventi, che si distinguono dalla materia inanimata in base ad alcune caratteristiche comuni.
Caratteristiche dei sistemi viventi
I sistemi viventi sono tipicamente dei sistemi aperti e si possono definire tali solo se possiedono
sei caratteristiche: i sistemi viventi sono in grado di accrescersi, di riprodursi, di rispondere agli
stimoli provenienti dall’ambiente esterno, di trasformare energia, di mantenere l’omeostasi
ossia l’equilibrio dinamico e infine, in quanto appartenenti a una specie, sono in grado di
evolversi.
Le caratteristiche della vita
Gli organismi sono composti da cellule
Sebbene siano molti diversi tra loro per dimensione e aspetto, tutti gli organismi viventi sono
costituiti da unità di base chiamate cellule. Le nuove cellule sono generate esclusivamente dalla
divisione di cellule preesistenti. Questi concetti sono espressi dalla teoria cellulare, uno dei
concetti unificanti fondamentali della biologia.
Alcune delle forme di vita più semplici sono unicellulari, costituite cioè da un’unica cellula; altre
forme di vita, invece, sono pluricellulari, ossia costituite da miliardi di cellule.
Ogni cellula è circondata da una membrana plasmatica protettiva che la separa dall’ambiente
circostante. La membrana plasmatica regola il passaggio di materiale tra la cellula e l’ambiente.
Le cellule posseggono molecole specializzate che contengono l’informazione genetica. Nella
maggior parte delle cellule, l’informazione genetica è codificata nel DNA. Tipicamente, le cellule
sono fornite di strutture interne, dette organelli, specializzate per svolgere funzioni precise.
Esistono fondamentalmente due diversi tipi di cellule:
Cellule procariotiche: esclusive dei batteri e di organismi microscopici detti archeobatteri. I
procarioti sono classificati in due gruppi principali, ossia archea (procarioti più antichi. Vivono
sia negli habitat comuni ma anche in condizioni estreme tipo a notevoli profondità dove si ha
assenza di ossigeno, temperature elevate, acque estremamente salate o pozze coperte di ghiaccio
dell’Antartide) e bacteria (procarioti più numerosi e più diversificati. Di questo gruppo fanno
parte i micoplasmi ossia le più piccole cellule viventi, prive di parete cellule, con un diametro di
0,2m, vivono nel terreno e nelle acque di scarico e alcune specie vivono nelle mucose umane.
Dei bacteria fanno parte anche i cianobatteri, ossia organismi fotosintetici che catturano
energia luminosa e la trasformano in energia chimica producendo ossigeno). I micoplasmi
non si vedono con il microscopio ottico, non modificano la morfologia delle cellule contaminate
pur essendo presenti, alterano la crescita e le caratteristiche biochimiche/antigeniche delle cellule
in vitro, sono visibili solo con microscopio a fluorescenza dopo colorazione del DNA o altre
metodiche tipo PCR. Le cellule procariotiche non hanno solo aspetti negativi in quanto sono
batteri patogeni per piante e animali (es. clostridium botulinum, salmonella, vibrio cholerae),
ma sono anche utili e fondamentali per gli organismi viventi (attività fotosintetica,
decompongono organismi morti, fissano l’azoto). Nel nostro organismo, più precisamente sulla
pelle, nel cavo orale, nel tubo digerente, nelle vie respiratorie ed in minor misura sulle
mucose genitali, sono presenti colonie batteriche più o meno vaste e di diverso tipo. Alcune
colonie possono essere definite commensali o simbionti, come la Flora Batterica Intestinale
che con la sua fermentazione consente la liberazione di moltissime vitamine del gruppo B,
favorisce il mantenimento dell’integrità della mucosa intestinale e si oppone alla proliferazione
di altri microrganismi patogeni. Alcuni batteri hanno la capacità di formare endospore, ossia
strutture molto resistenti ad agenti chimici, al calore e alle radiazioni.
Cellule eucariotiche: contengono una varietà di organelli circondati da membrana, incluso un
nucleo che contiene il DNA.
I virus meritano un discorso a parte essendo privi di caratteristiche distintive degli esseri viventi.
Non sono considerati esseri viventi anche se sono in grado di interagire con essi.
Gli organismi crescono e si sviluppano
La crescita biologica consiste in un aumento della dimensione delle singole cellule di un
organismo o nell’aumento del numero delle cellule, o entrambi. La crescita di un organismo può
essere uniforme oppure può essere maggiore in alcune parti, cosicchè le proporzioni del corpo
cambiano durante il processo di accrescimento. Uno degli aspetti significativi del processo di
crescita è che ogni parte dell’organismo continua a funzionare mentre cresce.
Oltre ad accrescersi, gli organismi viventi si sviluppano. Lo sviluppo comprende tutti i
cambiamenti che avvengono durante la vita di un organismo.
Gli organismi regolano i propri processi metabolici
In tutti gli organismi viventi avvengono reazioni chimiche e trasformazioni energetiche essenziali
per la nutrizione, la crescita, la riparazione cellulare e la trasformazione dell’energia in forme
utilizzabili. L’insieme delle attività chimiche dell’organismo è chiamato metabolismo. In ciascun
essere vivente, le reazioni metaboliche avvengono di continuo e devono essere accuratamente
regolate per mantenere l’omeostasi, uno stato di equilibrio interno.
Gli organismi rispondono agli stimoli
Tutte le forme di vita rispondono agli stimoli, cambiamenti fisici o chimici che avvengono nel
loro ambiente interno od esterno.
Gli organismi si riproducono
Tutti gli esseri viventi sono in grado di generare altri organismi simili a se stessi, garantendo così
la perpetuazione della specie a cui appartengono.
Le popolazioni si evolvono e si adattano all’ambiente
La capacità di una popolazione di evolversi e di adattarsi all’ambiente le permette di sopravvivere
in un mondo soggetto a continui cambiamenti. Gli adattamenti sono caratteri ereditari che
migliorano la capacità di un organismo di sopravvivere in un particolare ambiente.
I livelli di organizzazione biologica
Gli organismi hanno diversi livelli di organizzazione
Il livello chimico è il più semplice livello di organizzazione e comprende gli atomi e le molecole.
Un atomo è la più piccola unità di un elemento chimico che ha in sé le proprietà caratteristiche di
quell’elemento. Gli atomi si combinano chimicamente per formare le molecole. A livello cellulare,
diversi tipi di atomi e di molecole possono associarsi tra loro per formare le cellule. Durante
l’evoluzione degli organismi pluricellulari, le cellule si sono associate per formare i tessuti. Nella
maggior parte degli organismi complessi, i tessuti si associano in strutture funzionali chiamate
organi. Negli animali, le principali funzioni biologiche sono espletate da gruppi di organi
coordinati tra loro, chiamati sistemi. Gli organismi pluricellulari sono formati da sistemi che
funzionano insieme con grande precisione.
Esistono diversi livelli di organizzazione ecologica
Gli organismi interagiscono tra loro dando luogo a livelli ancora più complessi di organizzazione
biologica. Tutti i membri di una specie che vivono contemporaneamente in una stessa area
geografica costituiscono una popolazione. Le popolazioni di organismi che vivono in un’area
particolare e interagiscono tra loro formano una comunità. Una comunità, insieme all’ambiente
nel quale si trova, è detta ecosistema. L’insieme di tutti gli ecosistemi esistenti sulla Terra è
definito biosfera. La biosfera comprende tutto ciò che è abitato dagli organismi viventi. Lo studio
di come gli organismi siano in relazione tra loro e con il loro ambiente fisico è chiamato ecologia.
L’evoluzione è il concetto di base unificante della biologia
L’evoluzione è il processo con il quale le popolazioni di organismi cambiano nel tempo. La teoria
evoluzionistica è diventata il più importante concetto unificante della biologia.
Le specie si adattano in risposta ai cambiamenti ambientali
Ciascun organismo è il prodotto di complesse interazioni tra i geni ereditati dai suoi antenati e le
condizioni ambientali. Se tutti gli organismi appartenenti a una specie fossero identici tra loro,
ogni cambiamento ambientale potrebbe rivelarsi disastrosamente per tutti e la specie si
estinguerebbe. Gli adattamenti ai cambiamenti ambientali sono il risultato di processi evolutivi
che avvengono in lunghi periodi e coinvolgono molte generazioni.
La selezione naturale è un importante meccanismo mediante il quale procede l’evoluzione
Sebbene il concetto di evoluzione sia stato affrontato attraverso i secoli da filosofi e naturalisti,
Charles Darwin fu il primo a portare all’attenzione generale la teoria dell’evoluzione e a suggerire
un meccanismo plausibile, la selezione naturale, che potesse spiegarla.
La cellula
La cellula è l’unità strutturale e funzionale di tutti gli organismi viventi. Essi si accrescono e si
sviluppano, regolano i propri processi metabolici, rispondono agli stimoli e si riproducono.
Il termine cellula fu proposto da Robert Hooke (1665), un fisico inglese ma anche naturalista del
XVII secolo, osservando una fettina sottile di sughero con un microscopio rudimentale. Osservò
diverse file di celle, ben delimitate, simili a quelle di un alveare, che gli ricordavano le piccole
celle di un convento o di una prigione.
Classificazione degli esseri viventi
La classificazione degli organismi viventi è oggetto di studio della sistematica (disciplina che
studia la diversità esistente fra gli organismi e le loro relazioni evolutive) e della tassonomia (si
occupa della classificazione dei viventi, cioè del loro ordinamento all’interno di diverse categorie,
basandosi sulle loro relazioni evolutive).
I cinque regni
La classificazione dei viventi presenta numerosi aspetti controversi, soprattutto quando riguarda
gli organismi inferiori, per questo motivo sono stati proposti diversi schemi e quello a cui si fa
ancora più spesso riferimento prevede la suddivisione di tutti gli esseri viventi (a esclusione dei
virus) nei cinque regni monere, protisti, funghi, piante e animali, in base alla complessità della
struttura e alle modalità di nutrizione.
La cellula: l’unità base della vita
Le cellule, i mattoni che costituiscono gli organismi, sono un ottimo esempio dell’unità di tutti gli
organismi viventi.
La teoria cellulare è un concetto unificante della biologia
Due scienziati tedeschi utilizzarono un ragionamento induttivo per arrivare alla conclusione che
tutte le piante e gli animali sono costituiti da cellule. Più tardi, un altro scienziato tedesco osservò
che le cellule si potevano formare solo per divisione di una cellula preesistente. Il loro lavoro
contribuì fortemente allo sviluppo della teoria cellulare, il concetto unificante che stabilisce che
le cellule rappresentano l’unità vivente fondamentale di funzione e di organizzazione degli
organismi e tutte le cellule derivano da altre cellule. I punti salienti della teoria cellulare erano i
seguenti:
Tutti gli organismi viventi sono costituiti da una o più cellule.
La cellula è la più piccola unità di materia vivente.
Tutte le cellule derivano da altre cellule.
Le cellule contengono le informazioni ereditarie.
Le informazioni si trasmettono dalla cellula madre alle cellule figlie.
L’organizzazione di tutte le cellule è fondamentalmente simile
L’organizzazione delle cellule e le loro piccole dimensioni sono proprietà critiche che permettono
loro di mantenere in equilibrio l’ambiente intracellulare per consentire il funzionamento corretto
dei processi biologici. Affinchè la cellula mantenga il suo equilibrio interno, i suoi contenuti
devono essere separati dall’ambiente esterno. La membrana plasmatica è una membrana di
superficie strutturalmente distinta che circonda tutte le cellule e svolge una funzione protettiva.
Nelle cellule vegetali è circondata da parete rigida costituita da cellulosa che conferisce ai tessuti
vegetali rigidità ed elasticità, sostegno all’intera pianta e mantiene il corretto bilancio osmotico.
Qualsiasi cellula possiede tre strutture fondamentali:
Membrana plasmatica: involucro esterno della cellula, la delimita separandola dalle altre e
dall’ambiente circostante.
Citoplasma: soluzione acquosa di consistenza gelatinosa nella quale si compiono tutte le
funzioni cellulari.
Materiale genetico: rappresenta le informazioni che definiscono le caratteristiche della cellula
stessa e della sua attività; tali informazioni vengono trasmesse alle cellule figlie.
Le dimensioni cellulari hanno un limite
Pur essendo le dimensioni cellulari estremamente variabili, la maggior parte delle cellule ha
dimensioni microscopiche; pertanto, per misurarle si utilizzano unità di misura molto piccole. Una
cellula deve assumere nutrimento e altri materiali e deve liberarsi dei prodotti di rifiuto generati
dalle reazioni metaboliche; tutto ciò che entra o esce dalla cellula deve passare attraverso la
membrana plasmatica che deve essere abbastanza grande, rispetto al volume cellulare, da
rispondere alle necessità di regolazione del passaggio di materiale: un fattore critico, quindi, nel
determinare le dimensioni di una cellula è il rapporto tra la sua area superficiale e il suo volume.
Inoltre, le cellule hanno dimensioni piccole in quanto le molecole, una volta all’interno, devono
essere trasportate in quei siti della cellula dove vengono trasformate e poiché le cellule sono di
piccole dimensioni, le distanze percorse dalle molecole al loro interno sono relativamente brevi.
Cellule procariotiche ed eucariotiche
In base all’organizzazione del materiale genetico ed alla presenza di compartimenti cellulari
distinti, si distinguono due tipi di cellule: le cellule procariotiche e le cellule eucariotiche.
L’elemento fondamentale che le differenzia è rappresentato dall’assenza della membrana nucleare
nei procarioti, al contrario gli eucarioti hanno un nucleo delimitato da una doppia membrana. Tra
gli eucarioti si distinguono cellule vegetali e cellule animali.
Le cellule procariotiche non contengono organuli circondati da membrane
Le cellule procariotiche sono tipicamente più piccole di quelle eucariotiche. Infatti, il diametro
medio di una cellula procariotica è solo un decimo di quello di una cellula eucariotica. Nelle
cellule procariotiche, il DNA non è racchiuso all’interno di un nucleo, ma è localizzato in una
regione limitata della cellula, detta nucleoide. Il nucleoide non è delimitato da una membrana, a
differenza del nucleo delle cellule eucariotiche. Come le cellule eucariotiche, le cellule
procariotiche hanno una membrana plasmatica che circonda la cellula. La membrana plasmatica
delimita il contenuto della cellula, originando un compartimento interno. In alcune cellule
procariotiche, la membrana plasmatica si può invaginare formando un complesso di membrane
sulle quali possono avvenire reazioni metaboliche. Molte cellule procariotiche possono avere una
parete cellulare, struttura che racchiude l’intera cellula, compresa la membrana plasmatica.
Molti procarioti possiedono flagelli, lunghe fibre che si protendono dalla superficie cellulare. I
flagelli sono utilizzati come propulsori e sono fondamentali per la locomozione.
Il denso materiale interno delle cellule batteriche contiene i ribosomi, piccoli complessi di RNA e
proteine in grado di sintetizzare polipeptidi. I ribosomi delle cellule procarioti sono più piccoli
rispetto a quelli delle cellule eucariotiche. Le cellule procariotiche presentano anche granuli di
deposito che contengono glicogeno, lipidi o composti fosforilati.
Sistemi di membrane dividono le cellule eucariotiche in compartimenti
Le cellule eucariotiche sono caratterizzate dalla presenza di organuli delimitati da membrana
altamente organizzata, incluso un nucleo contenente il DNA. I primi biologi credevano che le
cellule fossero costituite da un gel omogeneo, detto protoplasma. I biologi chiamavano la
porzione di protoplasma al di fuori del nucleo citoplasma mentre quella all’interno del nucleo
viene chiamata nucleoplasma. Esso è definito come l’insieme di fibrille che costituiscono uno
scheletro che fornisce dei punti di attacco per il DNA.
Il citoplasma è il mezzo interno nel quale si svolgono tutte le attività metaboliche e sintetiche
della cellula. Da esso dipendono i movimenti intracellulari, i cambiamenti di viscosità, il
movimento ameboide, l’elasticità e la contrattilità. Il citoplasma è formato da una componente
fluida, chiamata citosol, e da una serie di particelle insolubili. In esso si verificano molte reazioni
chimiche tra cui le reazioni metaboliche.
Le proprietà particolari delle membrane biologiche permettono alle cellule eucariotiche di
svolgere molte funzioni diverse
Le membrane cellulari hanno proprietà particolari che permettono agli organuli da esse delimitati
di svolgere diverse funzioni. Le membrane funzionano anche come superfici di lavoro cellulare.
Le membrane permettono anche di immagazzinare energia.
Il nucleo cellulare
Il nucleo è tipicamente l’organulo più rilevante della cellula. Nella maggior parte delle cellule, il
DNA è localizzato all’interno del nucleo. A differenza delle cellule procariotiche, in cui la
molecola del DNA ha forma circolare e il DNA è libero nel citoplasma, in quelle eucariotiche le
molecole di DNA sono molecole lineari molto lunghe e hanno estremità caratteristiche e il DNA è
separato dal citoplasma.
L’involucro nucleare è costituito da due membrane concentriche che separano il contenuto del
nucleo dal citoplasma circostante. Esso scompare durante la profase e si ricostituisce durante la
telo
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