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Introduzione Bioinformatica Proteine
Le proteine sono molecole biologiche che svolgono una serie
interminabili di funzioni all’interno della cellula ( regolazione genica,
metabolismo, segnalazione, accrescimento e struttura della cellula ).
Nella bioinformatica della proteine è si importantissimo conoscere la
sequenza amminoacidica della proteina, ma è importante aggiungere
agli elementi della bioinformatica anche le strutture delle
macromolecole, e quindi delle proteine stesse. La struttura della
proteine è un indice fondamentale della funzione delle proteine stesse: il
66% delle proteine con una struttura simile possiedono una funzione
simile, mentre l’evoluzione ha plasmato anche funzioni simili con
strutture di erenti in quanto la combinazioni di strutture possono far si
che la proteina abbia la possibilità di fare una stessa funzione.
Purtroppo a livello laboratoristico è ancora di cile poter replicare una
singola proteina presente in migliaia e migliaia di copie come nel caso
della PCR. È importante ricordare come tutte le informazioni che
possiamo estrapolare, anche attraverso l’utilizzo della bioinformatica,
sono importantissime per la predizione e la strutturazione delle proteine
ES la mioglobina e l’emoglobina sembrano proteina totalmente diverse,
in realtà sono fatte della stessa struttura e possiedono anche una
funzione correlata. Si parte dalla sequenza primaria, si continua con la
struttura delle proteine e si arriva alla costruzione della proteomica.
Nell’ultimi anni la struttura proteica è stata molto studiata ed analizzata,
sia per varie applicazione successive alla conoscenza, sia per
miglioramenti delle tecniche di analisi. Si parla di crescita esponenziale !
Tutto questo è possibile vederlo all’interno del database principale delle
strutture proteiche -> PDB, Protein Data Bank. Seppur c’è stata
l’aumento della conoscenza delle strutture proteiche, essa non è
paragonabile al numero di sequenze proteiche conosciute o scoperte
negli stessi anni ( 6’000’000 contro 50’000, tra le quali sono molto
ridondanti ). Questo può essere dovuto alla di coltà che si possono
incontrare nello studio della struttura ( cristallogra a a raggi X, tecniche
NMR, spettroscopia elettronica o di massa ). Una via alternativa, ma al
tempo stesso valida, si basa sulla comparazione di sistemi biologici: noi
studiamo tratti di strutture e le colleghiamo
a speci ci amminoacidi, a questo punto
pensiamo di strutturare AA simili nella
stessa maniera; oppure riusciamo a
comparare proteine con uno stesso pro lo
AAco a nché abbiano una stessa funzione
( o quanto meno simile ) ed è qui che entra
in gioco la bioinformatica !
fi
ffi ff fi ffi ffi fi
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Proteine
Amminoacidi
Gli amminoacidi sono molecole monometriche delle proteine che
possono unirsi tra loro per formare un peptide, attraverso legami
covalenti chiamati legami peptidici. Essi sono composti da un
carbonio centrale chiamato, carbonio-alfa,
unito a 4 gruppi caratteristici : un gruppo
amminico, un gruppo carbossilico, un
idrogeno non polare e un gruppo, chiamato
R, speci co per ogni amminoacido che lo
caratterizza e lo diversi ca.
Il carbonio Alfa è ibridizzato SP e la forma
3
geometrica teorica è tetraedica. Esso è un centro chiare della
molecola, poiché è legato a 4 gruppi funzionali di erenti
( esclusione la glicina ). Per questa ragione esistono 2 tipologie di
stereoisomeri degli amminoacidi : stereoisomero D e stereoisomero
L. Il sistema D e L degli stereoisomerie indica in modo assoluto la
disposizione dei gruppi funzionali intorno all’atomo di carbonio,
senza considerare la possibilità del centro chiare di essere
otticamente attiva, e quindi destrogira o levrogira ( questo anche
perché non tutte le molecole sono otticamente attive anche se
possiedono un centro chirale ). Questo sistema paragona la
struttura della gliceraldeide a quella dell’amminoacido e posiziona il
gruppo carbossilico dell’amminoacido e il gruppo aldeidico della
gliceraladeide in alto. In questa maniera, nell’amminoacido,
troviamo in posizione opposta il gruppo R e laterale gli altri 2.
Importante disposizione è che sia il gruppo carbossilico che il
gruppo R si devo localizzare dietro al piano frontale del carbonio
Alfa. In base quindi alla disposizione del gruppo amminico si
distinguono i due stereoisomeri : se si trova a sinistra è lo
stereoisomero L ( se fosse otticamente
attivo sarebbe destrogiro ) ; se si trova a
destra è lo stereoisomero D ( se fosse
otticamente attivo sarebbe levogiro ).
Nelle cellule eucariotiche, si ritrova e
viene sintetizzato esclusivamente lo
stereoisomero L. La stereoisomeria è
molto importante per l’azione catalitica
degli enzimi, i quali sono stereospeci ci.
fi fi fi ff
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Classi cazione degli amminoacidi
Gli amminoacidi in natura sono circa 20 e sono distinguibili in base
al loro gruppo R. Nell’uomo questi 20 amminoacidi sono suddivisi
in amminoacidi non-essenziali, ovvero amminoacidi che possono
essere sintetizzati dalle cellule umane; e amminoacidi essenziali,
ovvero amminoacidi che devono essere introdotti con la dieta,
poiché non sintetizzabili. In base alle caratteristiche chimico-
siche, ma anche strutturali e funzionali, gli amminoacidi sono
classi cabili in 5 gruppi :
- Amminoacidi non polari = amminoacidi con gruppi R non polari e
quindi idrofobici, con possibilità di creare interazioni idrofobiche.
L’idrofobicità dell’amminoacido è direttamente proporzionale alla
lunghezza della catena R
idrofobica. Questo gruppo è
composto da 7 amminoacidi
( ordinati per ordine
crescente di grandezza del
gruppo R ) :
- Glicina : amminoacido
• più semplice di tutti,
non chirale e non crea
legami idrofobici.
Alanina : amminoacido
• che crea interazioni
idrofobiche all’interno delle proteine.
Prolina : amminoacido in cui il gruppo R si lega in una
• struttura ciclica con il gruppo amminico diventando un
imminoacido. Essa mantiene una conformazione rigida delle
proteine.
Valina : amminoacido che crea interazioni idrofobiche
• all’interno delle proteine.
Leucina : amminoacido che crea interazioni idrofobiche
• all’interno delle proteine.
Isoleucina : amminoacido che crea interazioni idrofobiche
• all’interno delle proteine.
Metionina : amminoacido che contiene un atomo di zolfo nel
• suo gruppo R, formando un legame tioetere.
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- Amminoacidi polari, ma non carichi = amminoacidi con gruppi R
polari e quindi idro li, con possibilità di creare legami idrogeno.
Essi non hanno una carica espressa. Questo gruppo è composto
da 5 amminoacidi ( ordinati per
ordine crescente di grandezza del
gruppo R ) :
Serina : amminoacido con polarità
• dovuta al gruppo ossidrile.
Treonina : amminoacido con
• polarità dovuta al gruppo ossidrile.
Cisteina : amminoacido con
•
polarità dovuta al gruppo sol drico.
Essa in molte occasioni è
responsabile delle reazioni di
ossidoriduzione insieme ad un’altra
cisteina. Con la loro ossidazione si
forma un ponte disulfuro e un dimero chiamato cistina. Con
la riduzione della cistina si crea due molecole di cisteina. La
cistina, quando creata, è molto idrofobica e permette la
stabilizzazione della porteina.
Asparagina : amminoacido con polarità dovuta al gruppo
• ammidico.
Glutammina : amminoacido con polarità dovuta al gruppo
• ammidico.
- Amminoacidi carichi negativamente ( acidi ) = amminoacidi con
gruppi R con una carica negativa a Ph siologico, risultando
molto reattivi. Questo gruppo è composto da 2 amminoacidi
( ordinati per ordine crescente di grandezza del gruppo R ) :
Aspartato : amminoacido con la stessa struttura
• dell'asparagina, ma con un gruppo carbossilico invece che
un gruppo ammidico. La carica negativa si localizza
nell’ossigeno con un solo legame.
Glutammato : amminoacido con la stessa struttura della
• glutammina, ma con un gruppo carbossilico invece che un
gruppo ammidico. La carica negativa si localizza
nell’ossigeno con un solo legame.
- Amminoacidi carichi positivamente ( basici ) = amminoacidi con
gruppi R con una carica positiva a Ph siologico, risultando molto
fi fi fi fi
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reattivi. Questo gruppo è composto da 3 amminoacidi ( ordinati
per ordine crescente di grandezza del gruppo R ) :
Lisina : amminoacido con gruppo R contenente un gruppo
• amminico aggiuntivo, che dona la carica positiva.
Arginina : amminoacido con gruppo R contenente un
• gruppo guanidico ( vedi foto ) che dona la carica positiva.
Istidina : amminoacido con gruppo R contenente un gruppo
• imidazolico aromatico ( vedi foto ) che dona la carica
positiva. Questo amminoacido è l’unico che può essere
ionizzato o no a Ph siologico, risultando utile in molti
situazioni.
- Amminoacidi aromatici = amminoacidi con gruppi R contenenti
un composto aromatico. Essi risultano come amminoacidi
idrofobi e hanno una disposizione in 3D particolare che in uenza
la struttura generale delle proteine. Inoltre gli amminoacidi
aromatici riescono ad assorbire la luce, nello speci co nella
regione ultravioletta, che restituiscono con frequenza maggiore
( cromosomi e uorofori ). Questo principio viene utilizzato per
l’identi cazione delle proteine nel caso di una scena del crimine o
dell’impronta digitale. Questo gruppo è composto da 3
amminoacidi ( ordinati per ordine crescente di grandezza del
gruppo R ) :
Feninalanina : amminoacido che interviene nelle interazioni
• idrofobiche.
Tironina : amminoacido che oltre alle interazioni idrofobiche
• possono creare dei legami idrogeno grazie all’ossidrile unito
al composto aromatico. Questa particolarità crea anche una
leggera polarità dell’amminoacido.
Triptofano : amminoacido formato da 2
• eterocicli nel gruppo R, nei quali è
contenuto anche un atomo di N. Questa
caratteristica rende l’amminoacido
leggermente polare.
Amminoacidi acidi e basi
Gli amminoacidi quando sono immessi
nel mezzo acquoso si ionizzano,
formando una forma di ione bipolare chiamata forma Zwiterione.
fi fl fi fi fl
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Questo ione bipolare può comportarsi sia come acido che come
base in riferimento ai gruppi carichi :
NH si comporta come acido = NH —> NH + H
+ 3+ +
3 2
COO si comporta come base = COO —> COOH + OH
- - -
Queste reazioni sono interconnesse tra loro, poiché sia il gruppo
amminico che il gruppo carbossilico si trovano nella stessa
molecola ( amminoacido ). Vedendo in una unica sequenza e
focalizzandoci sul passaggio dall’acido alla base coniugata
possiamo avere una valutazione generale sul comportamento
dell’amminoacido, formando una titolazione.
Prendiamo in esame un amminoacido che non presenta un gruppo
R carico: si parte dalla forma più protonata dell’amminoacido e si
titola con NaOH. Nella titolazione avremo 2 fasi, una per ogni
gruppo da ionizzare, con due punti di esso ( punti in cui la
concentrazione dell’acido è uguale alla concentrazione della base
coniugata, con Ph uguale al PKa ). Prima avviene la ionizzazione
dell’acido carbossilico, e poi quella del gruppo amminico. Le
cariche delle forme dell’amminoacido, in questa maniera, passano
da una carica positiva, ad una carica nulla e ad una carica
negativa. La titolazione degli amminoacidi ci aiuta a conoscere e
capire la carica dell’amminoacido e la sua forma ionica in relazione
al Ph della soluzione : la forma Zwiterione di un amminoacido,
ovvero la forma con carica netta pari a 0, si trova esclusivamente
ad un Ph preciso, chiamato Punto o Ph isoelectrico ( Pi ), e
corrisponde alla media aritmetica del
Pka dell’acido carbossilico e al Pka
del gruppo amminico. Valori di Ph
inferiori al Pi dell’amminoacido,
creerà la forma protonata
dell’amminoacido, quindi carica
positivamente no ad un massimo di
+1 su tutte le molecole. Valori di Ph
superiori al Pi dell’amminoacido,
creerà la forma deprotonata
dell’amminoacido, quindi carica
negativamente no ad un massimo di
-1 su tutte le molecole. Ovviamente,
queste considerazioni sono basate
su equilibri chimici, ragion per cui lo
spostamento del Ph e la
fi fi fl
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concentrazione delle forme dell’amminoacido, avviene
gradualmente. Ogni amminoacido ha un Pi caratteristico, dovuto
alla stabilizzazione o meno dei gruppi R degli amminoacidi.
Tutte le considerazioni cambiano
leggermente considerando gli
amminoacidi con un gruppo R Importanza del punto
ionizzabile : in questa situazione, nella isoelectrico
titolazione, viene considerata anche la L’amminoacido che si trova a Ph =
ionizzazione del gruppo funzionale al punto isoelectico è più stabile e
all’interno del gruppo R. Nella meno reattivo nella soluzione.
Questo concetto rimane comunque
titolazione avremo, quindi 3 fasi, una per variabile poiché il Pka, e quindi il Pi,
ogni gruppo ionizzabile, con 3 punti di varia di molte nell’amminoacido
esso. Il Pi degli amminoacidi complessato in proteina.
elettricamente carichi viene calcolato
prendendo in considerazione il Pka della
forma +1 e il Pka della forma -1 ( come
per quelli non carichi ), ma una delle quali corrisponde al Pka del
gruppo ionizzabile del gruppo R. Gli AA come aspartato e
glutammato hanno un Pi molto basso e a Ph siologico si trovano
quindi carichi negativamente. Gli AA come lisina, arginina ed
istidina hanno un Pi molto alto e ha Ph siologico si trovano carichi
positivamente. Un caso particolare è l’istidina che possiede un Pi
pari a 7,59 e ha Ph siologico si trova sia ionizzato positivamente
che nella forma zwiterionica.
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Proteine
Gli amminoacidi si possono unire tra loro attraverso una reazione di
condensazione ( con eliminazione di una molecola d’acqua )
dovuta all’unione del nucleo lo
( NH2 ) al carbonio dell’acido
carbossilico ( vedi chimica
organica ). Il legame che si
crea è un legame covalente
chiamato amidico o peptidico.
Il legame avviene attraverso il
gruppo carbossilico di un
amminoacido e il gruppo
amminico di un altro
amminoacido. Esso è un
legame rigido e planare: il
legame C-N e il doppio legame
C=O risentono della risonanza,
con la
formazione di 2 possibili strutture di
risonanza. Questa caratteristica riduce la
distanza del legame C-N e non ne permette
la rotazione del legame ( struttura planare ).
In questa struttura planare, l’ossigeno del
carbonio e l’idrogeno dell’azoto si trovano
nella con gurazione trans. La reazione di
condensazione del legame peptidico è una
reazione endoergonica, ma nella cellula
avviene grazie ad un’azione chimico/
meccanica dai ribosomi. La reazione di
idrolisi del legame
peptidico è una
reazione esoergonica,
ma non avviene spontaneamente per l’elevata Focus
energia di attivazione necessaria. Quando un Nella proteina, oltre ai
legami peptidici, c’è un altro
amminoacido è complessato in almeno un tipo di legame covalente tra
legame peptidico, viene chiamato residuo gli amminoacidi : ponte
amminoacidico, dovuto alla mancanza di una disulfuro, prodotto
sua parte costitutiva. In base alla quantità di dall’unione degli atomi di
zolfo nel gruppo R del
amminoacidi che si complessano tra loro con residuo della cisteina. ( vedi
legami peptidici, si nominano in : AA )
fi fi
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- Dipeptide -> 2 amminoacidi.
- Tripeptide -> 3 amminoacidi.
- Tetrapeptide -> 4 amminoacidi.
- Oligopeptide -> 10/15 amminoacidi.
- Polipeptide -> 90/100 amminoacidi.
- Proteina -> >100 amminoacidi ( solitamente < ai 2000 residui, ma
ci sono eccezioni ).
Nei sistemi biologici, solitamente troviamo una percentuale
maggiore di proteine, ma ci sono dipeptidi od oligopeptidi che
svolgono una funzione biologicamente attiva, anche molto
importante. ( aspartame, ormone, neurotrasmettitore ).
Caratteristiche e diversità delle proteine
- Nella catena proteica degli amminoacidi avremo 2 estremi liberi:
un estremo amminoterminale dovuto al NH3+ libero
dell’amminoacido non complessato in legame peptidico e un
estremo carbossiterminale
dovuto al COO- libero
dell’amminoacido non
complessato in legame
peptidico. ( N-terminale e
C-terminale ). Essa si legge
dal N-terminale al C-
terminale.
- Le proprietà acido/base delle proteine dipendono dal gruppo C-
terminale e N-terminale dei rispettivi amminoacidi nali ( Pka degli
amminoacidi nali ). In più bisogna valutare anche la presenza di
gruppi R ionizzatili all’interno della proteina. Queste
considerazioni possono indicarci relativamente il comportamento
della proteina, poiché tutti i Pka che prendiamo in considerazione
possono essere modi
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