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Biochimica clinica

Grandezze e unità di misura

Analisi attuate su materiali biologici per valutare la concentrazione di analiti.

  • Concentrazione di massa: massa dell'analita in un determinato volume.
  • Concentrazione di sostanza: molarità (moli/litro) o equivalenti/litro per ioni.
  • Concentrazione di attività: attività dell'analita (U) in un determinato volume.

Sostanze aeriformi: concentrazioni sostituite da pressioni parziali.

Tipologie di esami biochimico/clinici

  1. Analisi singole: non correlate tra loro anche se contemporanee.
  2. Raggruppamenti analitici: analisi correlate.
    • Profili biochimici: esplorare aspetti biochimico-metabolici
    • Profili d'organo: lesioni o disfunzioni di organi
    • Profili diagnostici: per dare una risposta a un quesito diagnostico
  3. Prove dinamiche: analisi eseguite prima e dopo una stimolazione.

Motivazioni della richiesta di esami biochimico/clinici

  1. Esami richiesti nell'interesse del paziente
    • A scopo diagnostico
    • A scopo prognostico
    • Per il monitoraggio terapeutico
    • Per scopi di screening
  2. Esami richiesti nell'interesse dei sanitari

    Motivi medico-legali, a scopo cautelativo.

  3. Esami richiesti nell'interesse della collettività

    Ricerche epidemiologiche.

Qualità analitica

Capacità di fornire risultati attendibili, data da:

  • Sensibilità: capacità di dosare piccole quantità dell'analita in esame. Quantificata dal “limite di rivelazione” (minima quantità apprezzata).
  • Specificità: capacità di dosare esclusivamente la sostanza in esame. Non quantificabile.
  • Precisione: concordanza dei risultati di ripetute determinazioni sullo stesso campione. È quantificata da indici di dispersione, come D.S. (Deviazione Standard) e C.V. (Coefficiente di Variazione).
    • Ripetibilità: precisione nella stessa serie analitica.
    • Riproducibilità: precisione in serie analitiche diverse.
  • Accuratezza (esattezza): capacità di fornire valori il più vicini possibile al valore "vero". Quantificata dal "grado di inaccuratezza" o BIAS (scarto percentuale tra valore "trovato" e valore "vero").

Sensibilità e specificità sono caratteristiche intrinseche di un procedimento analitico, precisione e accuratezza dipendono anche dall'efficienza del laboratorio.

Errori analitici

  • Grossolani: errori macroscopici che riguardano l'organizzazione del laboratorio e la professionalità degli addetti.
  • Sistematici: si ripetono ogni volta che si effettua l'analisi. Influenzano l'accuratezza.
  • Accidentali (o casuali): inevitabili, dovuti a numerose cause. Influenzano la precisione.

Controllo di qualità

Comprende una serie di interventi atti ad assicurare i requisiti di sensibilità, specificità, precisione e accuratezza -> attendibilità del risultato. È riferito alla fase analitica propriamente detta. Sensibilità e specificità possono essere determinate una volta per tutte. Precisione e accuratezza richiedono un controllo preliminare e uno continuativo.

Traguardi analitici

Livelli di sensibilità, specificità, precisione e accuratezza che dovrebbero essere raggiunti nei procedimenti biochimico-clinici. Per precisione e accuratezza sono i livelli di imprecisione (CV) e di inaccuratezza (BIAS), dipendenti dalla variabilità biologica degli analiti.

Variabilità dei dati biochimico-clinici

  1. Biologica: effettive variazioni della grandezza misurata
  2. Pre-analitica: variazioni dovute a possibili alterazioni a cui può andare incontro il materiale biologico
  3. Analitica: variazioni legate al procedimento analitico utilizzato.

Variabilità biologica: presenza di malattie, fattori genetici e fisiologici, abitudini e stili di vita, fattori contingenti (farmaci). Si distingue in intra-individuale (stessa persona in momenti diversi) e inter-individuale (individui diversi nelle stesse condizioni) => variabilità biologica totale (complesso di variazioni dovute a fattori biologici non controllabili).

Quantificate da Coefficienti di Variazione: CV = (CVbio. intra + CVbio. inter)/2 ≤ CVbio. tot.

Livelli desiderabili: Precisione: CV ≤ 1/2 CVa; Accuratezza: Bias ≤ 1/4 CVbio. intra

Termini di confronto dei dati di laboratorio

  1. Valori di riferimento (valori normali): intervallo di riferimento, definito statisticamente (95% centrale). Valori compresi nell'intervallo rendono improbabili condizioni patologiche.
  2. Valori precedentemente osservati nello stesso individuo: monitorare decorso di condizioni patologiche e valutare la rispondenza a trattamenti.
  3. Valori desiderabili: valori che tendono a minimizzare il rischio di insorgenza di patologie.
  4. Valori decisionali: valori soglia che, se raggiunti, consigliano di assumere determinate decisioni cliniche.

Finestra diagnostica: arco di tempo nel quale un'indagine di laboratorio può fornire indicazioni utili per la diagnosi.

Valore clinico delle indagini di laboratorio

Può essere quantificato in base al grado di probabilità con la quale i risultati da esso fornitipermettono di affermare la presenza o l'assenza di tale affezione. Consente di stabilire un livello dell'analita dosato da assumere come valore soglia, discriminante (cut off) tra soggetti sani e malati. È possibile quantificare il valore diagnostico dell'indagine in base a sensibilità (diagnostica), specificità (diagnostica), valori predittivi (+) e (-), accuratezza (diagnostica).

  • Sensibilità: frequenza di risposte positive eseguendo il test in soggetti malati. = VP / (VP + FN)
  • Specificità: frequenza di risposte negative eseguendo il test in soggetti sani. = VN / (VN + FP)
  • Valore predittivo (+): frequenza di VP rispetto ai totali positivi. = VP / (VP + FP)
  • Valore predittivo (-): frequenza di VN rispetto ai totali negativi. = VN / (VN + FN)
  • Accuratezza diagnostica: frequenza di risposte vere rispetto alle totali. = (VP + VN) / tot

Tutti questi indici dipendono dal cut off prescelto.

Le proteine del plasma

[proteine] = 6-8,6 g/dL (80% delle sostanze disciolte nel plasma). Distinte in albumine e globuline.

Albumine

  • Albumina prop. detta: più abbondante (2/3); contribuisce alla P onc e al potere tamponante del plasma; trasporta in circolo numerose sostanze endogene ed esogene; riserva circolante di AA.
  • Prealbumina: trasporto degli ormoni tiroidei, può associarsi alla prot. legante il retinolo.

Globuline

Proteine globulari, con azioni simili all'albumina e funzioni specifiche (immunitaria, enzimatica, etc.)

La [proteine] è un equilibrio dinamico tra sintesi, ripartizione tra plasma e interstizio, eliminazione.

Sintesi

Prevalentemente epatica; Ig dalle plasmacellule.

Scambi plasma-LIS

Dipendono dal gradiente di Pi, dal gradiente di concentrazione e dalle dimensioni molecolari.

Perdite esterne e catabolismo

Livello enterico e renale; fegato e macrofagi.

Eliminazione delle proteine plasmatiche

A livello enterico: le proteine del LIS passano attraverso gli enterociti e giungono nel lume intestinale -> eliminate come tali o digerite ad AA (di norma riassorbiti).

A livello renale: filtrazione data da PM (imperm se > 70000) e carica elettrica (se (-) passa peggio). Ogni giorno 18g di proteine sono ultrafiltrate (< 1/1000 di quelle date dal PRP -> 65 kg/24 h). Normalmente < 100 mg di proteine sono escrete dal rene.

Turnover delle proteine plasmatiche

Velocità di turnover media: 20-25 g/die (10% di tutte le proteine plasmatiche).

Indagini di laboratorio relative alle proteine plasmatiche

  1. Determinazione delle prot totali del plasma o del siero (metodi fotometrici)
  2. Separazione elettroforetica
  3. Determinazione di singole proteine (metodi immunometrici).

Alterazioni della [proteine] del plasma/siero

Aumenti:

  • Disidratazione
  • Iperproduzione di alcune proteine (es. Ig o PFA)

Diminuzioni:

  • Iperidratazione
  • Ridotta sintesi (insuff. apporto proteico alimentare, difetti della digestione/assorbimento, epatopatie)
  • Accelerato catabolismo proteico
  • Aumentate perdite esterne (rene, intestino, cute)

Proteinurie

Si intende l'eliminazione urinaria di proteine superiore a 150 mg/24 h. Si rileva secondo tecniche di "Dry chemistry", usando strisce reattive da immergere nelle urine (dipsticks). Il colore assunto da determinate aree impregnate di opportuni reagenti allo stato anidro consente di stabilire la concentrazione (visivamente per comparazione, o misurando la luce riflessa dall'area colorata).

Classificazione

  1. Secondo l'intensità: lieve < 0,5, moderata 0,5-3,5, grave > 3,5
  2. Secondo i caratteri clinici: isolata, intermittente, persistente
  3. Secondo l'origine: renale (glomerulare, tubulare) o extrarenale (pre-renale, post-renale)
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Scienze mediche MED/09 Medicina interna

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