Lezione 3 - Biochimica clinica
Velocità di eritrosedimentazione (VES)
La velocità di eritrosedimentazione è un indice utilizzato per misurare indirettamente il grado d'infiammazione. È un indice poco specifico e non proporzionale all'andamento della malattia. Tuttavia, è ancora molto utilizzato per il suo basso costo e velocità.
Cos'è la velocità di eritrosedimentazione?
La velocità con cui gli eritrociti formano degli aggregati. Nella misurazione della VES si tratta un campione con un anticoagulante, generalmente citrato di sodio, posto in una provetta graduata di piccolo calibro tenuta in posizione verticale.
Per misurarla si usa il metodo di Westergren (ideato nel 1918): si depone il sangue all'interno di provette di piccolo calibro e si aspetta che il sangue si separi spontaneamente nella parte corpuscolata, che si depone sul fondo del capillare, e nella parte liquida costituita dal plasma, che si trova nella parte superiore.
Il tempo impiegato dai globuli rossi per depositarsi sul fondo della provetta/capillare è quello che viene definito VES. Unità di misura: si esprime in mm di sedimento prodotto/ora (v.r. 4-10 mm/h nell'uomo; 6-15 mm/h nella donna).
Quando aumenta il valore della VES?
Aumenta in caso d'infiammazione, ossia quando nel sangue aumenta la quantità di proteine infiammatorie.
Generalmente domanda d'esame: Come viene eseguito il metodo di Westergren? Su che tipo di campione viene eseguito? Quali sono i principali indicatori d'infiammazione?
- VES
- PCR (proteina C reattiva): <5 mg/l (può arrivare a valori altissimi in caso di un processo infiammatorio in corso)
Marcatori circolanti in oncologia
Marcatori circolanti (che possiamo misurare all'interno del nostro sangue):
- Presente sulla superficie o all'interno della cellula tumorale
- Può essere una proteina, un enzima, un ormone
- La sua presenza in circolo non è sufficiente per formulare una diagnosi
- Utile, come analisi, per pazienti che hanno familiarità con la forma tumorale in oggetto
Questi valori possono essere alterati anche da un'operazione chirurgica, o da malattie autoimmuni; per tale ragione conviene ripetere le analisi dopo un certo tempo per verificare se l'alterazione di valori è indipendente dal tumore, dovuta ad esempio ad un evento sporadico.
Come già detto, il primo marcatore tumorale identificato consiste nella proteina di Bence-Jones (individuata nel 1848).
Domanda d'esame: Quali sono i limiti diagnostici dei marcatori tumorali circolanti? Non sono sempre indicatori di un tumore, non sono un marcatore precoce, nel tempo il valore può cambiare e dimostrarsi indicatore.