Esame di biochimica
Biochimica- modulo BSA
Biochimica dei Sistemi e degli Apparati
Meccanismi di omeostasi e
Metabolismo controllo delle vie
• La rete del metabolismo metaboliche
• La respirazione cellulare e metabolismo • Controllo del pH
glucidico tamponi biologici
•
Glicolisi
• • Membrane biologiche e sistemi di
Decarbossilazione ossidativa
• trasporto
Ciclo di Krebs
• • controllo delle vie metaboliche
Fosforilazione Ossidativa
• biosegnalazione
•
Gluconeogenesi
• recettori, molecole segnale, strategie
•
Glicogenolisi e glicogeno sintesi
• di segnalazione chimica
• metabolismo lipidico circuiti biochimici
•
La beta-ossidazione
• enzimi segnapasso
•
Biosintesi degli acidi grassi
• Regolazione trascrizionale/traduzionale
•
• Catabolismo degli amminoacidi Regolazione allosterica--> vedi appunti
• enzimologia
Ciclo dell’urea
• Regolazione covalente: reversibile ed
•
• Via dei pentosi e dei fosfati irreversibile
• chetogenesi e corpi chetonici • controllo della concentrazione ematica di
glucosio
• Ciclo di Cori iperglicemia
•
• Ciclo Gls-Ala via di biosegnalazione
•
• Sistemi navetta per il potere riducente dell'insulina
ipoglicemia
• via di biosegnalazione del
• glucagone
digiuno prolungato
•
• Metabolismo del tessuto adiposo
• Tessuto muscolare
• Digestione dei nutrienti e riserve di
energia metabolismo
La rete del metabolismo
La biosfera: cicli di materie e flussi di energia
Gli organismi sono sistemi aperti, NON all'equilibrio, che scambiano
costantemente materia ed energia con l'ambiente circostante.
Questo flusso, che gli organismi instaurano con l’ambiente, non può interrompersi in
nessun istante della una vita dell’organismo perché è ciò gli consente di mantenersi
lontano dall’equilibrio chimico. L’equilibrio chimico è quello che si può stabilire, per
esempio , tra una pietra/organismo morto e l’ambiente.
L’unico modo per mantenersi lontano dall’equilibrio chimico è quello di assicurare questo
flusso di materia e di energia, che possa consentire all’organismo di costruire gli elementi
e le molecole di cui è fatto/ di costruire gli ingranaggi molecolari che costituiscono le sue
cellule, quindi dare corpo alle diverse funzioni che un organismo vivente è in grado di fare,
assicurandosi la sopravvivenza e la proliferazione(riproduzione).
L'equilibrio termodinamico per un organismo vivente equivale alla morte.
L'equilibrio termodinamico è uno stato in cui il ΔG dei processi interni a quel sistema è
ΔG=0, quando equivale a 0 vuol dire che nell'organismo non vi è energia libera per
compiere alcun lavoro.
Energia - l’unità di misura dell'energia è il joule (J)-
L'energia misura l'attitudine di un sistema compie un lavoro.
Il lavoro necessario per muovere un oggetto di una certa distanza (spostamento)
contro una forza resistente si calcola moltiplicando la forza per lo spostamento:
L = forza x spostamento (1 J = 1 newton m = 1 kg m2 s-2)
Un joule è il lavoro svolto esercitando la forza di un newton per una distanza di un
metro (circa pari a quello necessario per sollevare da terra un oggetto di 102 grammi per
un metro).
Un’unità alternativa, non del SI, è la caloria (cal).
Una caloria è la quantità di energia necessaria a scaldare un grammo di acqua da 14,5 a
15,5 °C alla pressione di 1 atm.
1 cal = 4,184 joule.
1 metabolismo
La termodinamica è estremamente importante poiché ogni processo, comprese le
reazioni chimiche che si svolgono in ogni istante dentro i sistemi viventi, si accompagna a
una variazione dell’energia.
Se c’è un processo, c’è una variazione dell’energia.
Primo e secondo principio della termodinamica
1) Il primo principio della termodinamica afferma che in un sistema isolato l’energia
può essere convertita da una forma all’altra, ma non può essere né creata né distrutta.
L’energia è costante.
Primo vincolo imposto dalla natura alle trasformazioni :
Possono verificarsi soltanto quei cambiamenti che lasciano inalterata l'energia
totale dell'universo. Sono cioè impossibili eventi capaci di alterare la quantità totale di
energia dell’universo.
2) Il secondo principio della termodinamica afferma che in un sistema isolato l’energia
tende a disperdersi in modo disordinato aumentando la sua entropia fino ad un valore oltre
il quale non sono più possibili trasformazioni.
Secondo vincolo imposto dalla natura alle trasformazioni:
Nessun evento può portare come bilancio netto ad un aumento dell’ordine
dell’universo. Sono cioè impossibili eventi capaci di aumentare il grado di ordine
dell’energia dell’universo. L’S aumenta.
In un sistema isolato, l'energia si conserva e può presentarsi in forme differenti (primo
principio). Nei processi di trasformazione, parte dell’energia tende a disperdersi in modo
disordinato e non più disponibile per compiere lavoro (secondo principio).
Il primo principio della Energia interna U
termodinamica, ΔU = Q + L, L’energia interna (U) di un sistema è una grandezza estensiva che
può essere applicato a corrisponde alla somma dell’energia cinetica e dell’energia
potenziale di tutte le particelle che lo compongono.
qualunque sistema, quindi
anche ad un organismo, che è L’energia interna, U, misura la capacità di un sistema di compiere
un sistema aperto in quanto lavoro.
“deve” scambiare energia e In base al primo principio della termodinamica, la variazione di
materia con l’ambiente energia interna ΔU di un sistema può essere scritta come: ΔU = Q
circostante. + L
Quando un organismo svolge N.B. In condizioni di T ° e P costanti e in assenza di lavoro
espansivo, U = H
una qualsiasi attività
(camminare, correre, saltare,
volare, ecc.), svolge un lavoro sull’ambiente che fa diminuire l’energia interna del
suo corpo (-L). Le attività che un animale svolge producono anche energia termica
che andrebbe ad aumentare pericolosamente la temperatura del suo corpo, se non fosse
2 metabolismo
continuamente ceduta all’esterno sotto forma di calore (-Q). Anche la perdita di calore
determina una riduzione dell’energia interna dell’organismo: ΔU = -Q – L <0
Pertanto, per ripristinare la propria capacità di compiere lavoro un essere vivente
deve assorbire energia dall’ambiente.
❗ ’organismo non assorbe energia “biologicamente utile” né sotto forma di calore né di
lavoro.
Per chiarire: nelle giornate molto calde, in cui il corpo dell’animale riceve calore
dall’esterno, questo calore non può essere utilizzato per le attività biologiche. Né si può
trasferire energia “biologicamente utile” sollevando l’animale ad una certa altezza dal
suolo, compiendo quindi su di esso un lavoro meccanico.
La fonte di energia, che permette di ripristinare l’energia interna persa con il lavoro (-L) o
con il calore (-Q), proviene dall’alimentazione; quando un animale mangia, recupera
parte dell’energia chimica immagazzinata negli alimenti per aumentare la propria
energia interna e mantenerla costante.
" L’insieme delle reazioni biochimiche che avvengono nel corpo dei sistemi viventi,
e che permette di estrarre energia biologicamente utile dalle molecole alimentari,
prende il nome di metabolismo.
Gli organismi viventi possiamo considerarli delle macchine biologiche che per funzionare
devono estrarre energia dai nutrienti e trasformarla in una forma di energia che possa
essere utilizzata per compiere lavoro.
Negli organismi viventi il meccanismo che si occupa di catturare l’energia chimica
dal cibo è il catabolismo.
Nel caso specifico, gli “ingranaggi” della “macchina biochimica” sono gli enzimi del
catabolismo del glucosio che fanno prendere alla reazione di combustione del glucosio
una strada alternativa, più lunga e complessa, ma più utile dal punto di vista biologico.
L’energia in eccesso dei reagenti non viene liberata tutta insieme, come in un motore a
scoppio, ma in piccole quantità, attraverso una successione di trasformazioni chimiche
controllate da enzimi.
La logica di fondo è quella di estrarre un po’ alla volta l’energia del cibo in modo da
incanalarla –senza pericolo di brusche variazioni di T e P del sistema – nella sintesi di
ATP, un composto ricco di energia in grado di fornire l’energia necessaria per il lavoro
biologico.
Rendimento
Π rendimento di una macchina termica = energia trasformata in lavoro/ l’energia
chimica che si libera dalla combustione del combustibile
- Π > 100% non si può ottenere per il primo principio della termodinamica, l’energia si
conserva e non si può creare dal nulla
3 metabolismo
Π < 100% deve sempre essere inferiore per il secondo principio della termodinamica,
l’energia termica non può essere convertita integralmente in lavoro LQ ≠ 1
• Π macchina = 25 % il restante viene eliminata dalla macchina sotto forma di calore
• Πcellula muscolare = 70% (nel glucosio quindi il 70% dell’energia può essere trasformata
in energia di sintesi)
In base al primo principio, se una reazione libera energia, le molecole prodotte devono
possedere meno energia dei reagenti, in quantità pari a quella liberata.
La reazione biochimica più universale della biosfera:
Questa reazione è fortemente sposata verso i prodotti e quando ha raggiunto l’equilibrio
libera una quantità enorme di energia —> questa energia potrebbe essere utilizzata dalla
cellula per svolgere tutti i lavori di cui ha bisogno, questo è motivo per cui il glucosio è il
combustibile per eccellenza dei sistemi biologici.
Le diverse modalità in cui avviene la combustione:
- Mettiamo una mole di glucosio (180 g) in una stufetta e accendiamo questa massa di
⇢
glucosio si sviluppa una fiamma che testimonia il rilascio di una grossa quantità di
energia (G°’= -2867,5). Che lavora fa questa fiamma? Poichè si sviluppa del gas
(CO2) e anche del vapore acqueo, queste molecole si espandono e fanno un lavoro
espansivo nei confronti dell’aria, tutto il resto viene rilasciato sotto forma di calore.
Πstufa = L =0 quindi L/Q= 0 se noi facciamo avvenire la nostra reazione all’esterno, ad
esempio in un cammino, questo non è organizzato, non ha una modalità in cui la
reazione può avvenire in modo ordinato. La reazione porta al rilascio dell’energia
perché data dalla differenza dell’energia tra reagenti e prodotti (più stabili), per il primo
principio l’energia in più esce dal sistema, va nell’ambiente e poiché l’ambiente non è
equipaggiato per trasformarla in alcunché, questa energia si riversa sotto forma di
calore e non compie alcun lavoro utile.
- Ora immaginiamo di mettere una mole del glucosio (180 g) in una caldaia e di
⇢
accendere la massa del glucosio Si sviluppa una fiamma che va a scaldare l’acqua
contenuta nel serbatoio, il vapore acqueo che si sviluppa per il riscaldamento dell’acqua
fa muovere un pistone, legato all’albero motore della locomotiva, presente in uno
stantuffo. In questo modo l’energia può essere utilizzata per far muovere la locomotiva.
Per sfruttare l’energia presente nel combustibile c’è bisogno di una macchina che
contenga degli ingranaggi idonei;
Π = L/Q= 25% la maggior parte dell’energia viene liberata sotto forma di calore
4 metabolismo
Adesso vediamo il processo di combustione nelle cellule:
-Una mole di glucosio (180 g) viene convertita,ad
ΔG° = -2867.5 kJ/mol
opera di percorsi biochimici diversi, in 2 molecole di
NADH e 2 molecole di piruvato(Glicolisi)—> dal
piruvato si formano molecole ancora più semplici di
Negli organismi viventi il meccanismo che si occupa di catturare
acetile attivati dal CoA( acetil-CoA)
l’energia chimica dal cibo è il catabolismo.
Nel caso specifico, gli “ingranaggi” della “macchina biochimica” sono
(decarbossilazione ossidativa).
gli enzimi del catabolismo del glucosio che fanno prendere alla
reazione di combustione del glucosio una strada alternativa, più
Queste reazioni costituiscono una macchina con cui 2 CO
lunga e complessa, ma più utile dal punto di vista biologico. 2
L’energia in eccesso dei reagenti non viene liberata tutta insieme,
la cellula è in grado di liberare a pacchetti l’energia
come in un motore a scoppio, ma in piccole quantità, attraverso una 6 O 2
contenuta nel glucosio che verrà
successione di trasformazioni chimiche controllate da enzimi. La 6 H O
2
logica di fondo è quella di estrarre un po’ alla volta l’energia del cibo
smontato( comprende tante tappe, in ogni tappa si 4 CO
in modo da incanalarla senza pericolo di brusche variazioni di T e 2
verifica una modificazione).
P del sistema nella sintesi di ATP, un composto ricco di energia in
grado di fornire l’energia necessaria per il lavoro biologico.
L’obiettivo è di ricavare energia utilizzabile dal
punto di vista biologico (ATP): da una singola
molecola di glucosio si ricavano 32 molecole di ATP. Questo vuole dire che la cellula,
ΔG° = -30.5 kJ/mol
nel trasformare il glucosio in CO2 e H20, utilizzando l’ossigeno è in grado di produrre 32
moli di ATP. ΔG° = -30.5 x 32 kJ/mol = 976 kJ/mol
ATP ( ADP + Pi ) In condizioni standard:
Rendimento = Lavoro biochimico/Energia liberata =
G°’= 976/2867.5 = 34%
- 30.5 • 32 KJ/mol = -976 KJ/mol (corrisponde all’energia utile)
In condizioni fisiologiche il rendimento è circa del 70%!
Π = (976/2867) * 100 = 34% G°’, G
Questo valore sembra così basso perché si riferisce al MA è il di reazione che
ci informa sulla quantità reale dell’energia contenuta nella cellula.
Tutte le reazioni chimiche sono processi reversibili, cioè alla fine giungono ad un
particolare punto chiamato equilibrio chimico.
È la posizione all’equilibrio che ci indica se la G°’ aspetto teorico, non è
reazione reversibile(G =0) è completa o incompleta. il parametro più utile per
capire cosa sta succedendo
G.
- L’equilibrio della reazione è definito dal nella cellula;
G0 è l’aspetto più utile,
- La posizione dell’equilibrio chimico dipende dal dipende dalla reale
valore della costante di equilibrio che a sua volta dipende
G’°.*La concentrazione delle
dal concentrazione iniziale dei R o dei P è molecole (dei reagenti e dei
irrilevante. prodotti);
5 metabolismo
ESEMPIO: Reazione di combustione dell’idrogeno molecolare;
all’equilibrio la reazione è spostata verso i reagenti o verso i prodotti?
2H2+ O2 2H20 ∆G’°<< 0
Se poniamo in una stanza due moli di Idrogeno molecolare e una mole di Ossigeno
molecolare e accendiamo una sigaretta la reazione procede molto rapidamente (reazione
esplosiva) e si raggiunge l’equilibrio .
La reazione è molto spostata verso i prodotti ciò significa che il ∆G’° è MOLTO
NEGATIVO
(Al contrario se avessimo una reazione con ∆G’° POSITIVO. La reazione sarebbe
spostata verso i reagenti.)
Il valore del ∆G’° di ogni reazione è una costante ed è tabulato, indica la posizione
dell’equilibrio.
❗ a cambiare è il rapporto [P]/[R] rappresentato dalla lettera Q e chiamato “rapporto di
massa” o “quoziente di massa”. In base a questo rapporto la reazione può aumentare o
diminuire il suo ∆G , il quale determina se la reazione è spontanea o meno in una certa
direzione e se la reazione ha raggiunto l’equilibrio (∆G=0).
6 metabolismo
Se una reazione ha un ∆G’°<0, ma andando a calcolare la quantità di reagenti e
prodotti vediamo che la quantità dei primi è maggiore della quantità dei secondi,
significa che la reazione non è avvenuta o non è all’equilibrio dunque è irreversibile.
Molte reazioni che avvengono nel nostro corpo sono NON SPONTANEE, tendono
dunque a non realizzarsi nella direzione che ci interessa.
Queste reazioni sono sfavorite dal punto di vista termodinamico in quanto hanno un
∆G’°>0 ma i relativi prodotti sono necessari per la cellula.
Per esempio, la sintesi delle proteine è la condensazione tra amminoacidi standard ed è
un processo non spontaneo che richiede energia. Questa energia deve essere fornita
dall’esterno, altrimenti la proteina non verrebbe prodotta. L’energia necessaria proviene da
reazioni che liberano energia in grandi quantità e queste reazioni sono reazioni del
catabolismo.
Le cellule utilizzano Glucosio e Acidi Grassi come nutrienti energetici in quanto sono
molecole instabili dal punto di vista termodinamico, ricche di energia chimica e la loro
combustione in presenza o in assenza di Ossigeno libera energia la quale serve per
alimentare tutto ciò che la richiede.
Questo discorso è riferibile alla sintesi di qualsiasi prodotto a partire da molecole più
semplici.
7 metabolismo
Che cosa spinge in avanti le reazioni
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