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Anziani 1

Noi non siamo medici, ne fisioterapisti, possiamo pescare da queste discipline, prendiamo

info da utilizzare con gli anziani. Noi non dobbiamo curare o guarire lanziano da condizioni

patologiche, lo dobbiamo aiutare a stare meglio. L'esercizio ha effetti positivi.

A noi interessa avvicinarlo ed educarlo al movimento, fargliene capire l'importanza.

Come nel bambino dobbiamo promuovere la consapevolezza del corpo maturando gli

aspetti relativi alla percezione, al movimento… l'anziano li ha persi. Non tutti gli anziani

perdono consapevolezza del proprio movimento o dell'ambiente che li circonda. Chi più chi

meno.

“Consapevolezza del corpo e dell'ambiente”? Perché è importante per l'anziano?

Più e consapevole e meno è in balia dell'ambiente che lo circonda (non riuscire ad reagire

ad ostacolo imprevisto, un gradino, una radice di un albero, una macchina troppo veloce...).

Più lo si fa diventa automatico…

È importante stimolare le capacità motorie e avere obiettivi specifici per il loro miglioramento.

Studiare effetti dell'esercizio sullanziano e ricavarne indicazioni per la pratica.

Nell’anziano più che massimizzare la prestazione, la si deve ottimizzare in relazione a ciò

che deve fare nella vita quotidiana.

Per capire chi abbiamo davanti (il soggetto anziano) / Per dare un'idea generale sulla

popolazione anziana ci sono 2 forme di classificazione:

1. Classificazione per età cronologica

- Adulto: 25-44

- Adulto di mezza età: 45-64

- Giovane anziano: 65-74

- Anziano: 75-84

- Anziano-anziano: 85-99

- Anziano più anziano: 100+

I gerontologi e i geriatri distinguono tra:

- III età (65-84): generalmente gli anziani che vanno in palestra si trovano in questa

fascia, poi dipende dall'individuo ovviamente. Qui noi possiamo contribuire

maggiormente, perché c'è ancora un certo margine di miglioramento, il

fisico/l'organismo è in grado di rispondere agli stimoli di esercizio (ma anche

psicologici, cognitivi, mentali ecc). Potenziale di miglioramento fisico e mentale e,

possibile adattamento, emotività positiva. Possiamo mantenerle e un minimo

migliorarle le nostre capacità fisiche o cognitive.

- IV età (85-100+): perdita più marcata (di capacità fisiche e cognitive), rischio fragilità,

minore adattamento, rischio demenza (di vario tipo… con conseguente perdita di

consapevolezza, di identità, di tutte le varie facoltà che ci distinguono dall animale).

È una fascia di età molto eterogenea (la 3 età) ed è per questo che si passa alla

classificazione funzionale. Non sono necessariamente fragili o deboli o poco inclini al

di età sono ancora abbastanza in forma, non vanno “protetti

movimento, in questa fascia

troppo”.

Gli over 65/gli anziani sono un gruppo di individui molto eterogeneo in cui possiamo trovare

differenze individuali estreme (anziano molto informa e anziano che a malapena è

autonomo).

Individui della stessa età possono rientrare in categorie molto diverse in base alla loro

“funzionalità”.

[Termini usati con gli anziani: abilità funzionale (abilità di vita quotidiana/pratica, da quelle

più semplici come camminare a quelle più complesse…), efficienza funzionale (insieme

all’aspetto di esecuzione di compiti che non di

delle capacità motorie ma legate più

prestazione; quindi la forza in relazione al salire sulla sedia; la mobilità articolare in relazione

al raggiungere un oggetto in alto o allacciarsi le scarpe…). Vengono valutate con test da

campo relativi all'abilità che si svolge (es: quanto tempo impiega ad alzarsi dalla sedia 10

volte ecc)].

2. Classificazione funzionale

In base alle capacità e abilità / in base a quello che sanno fare.

- Elite*: sono anziani che si allenano giornalmente e partecipano a gare; svolgevano

un'attività lavorativa che richiedeva un allenamento continuo (istruttore di sci, corpi

speciali polizia ecc); si sono allenati costantemente per anni; non hanno avuto

malattie disabilitati; rimangono ancora molto attivi. Anche geneticamente hanno

caratteristiche che si saranno tramandate in modo ereditario. Sono una categoria

speciale, con la quale generalmente si applicano i principi dell'allenamento degli

atleti, sempre In proporzione alle capacità.

- In forma: maggior parte delle persone in palestra; tendono a mantenersi attivi e ad

avere una vita sana proprio come scelta e abitudini di vita; anziani fisicamente

efficienti; praticano esercizio dalle 2 alle 7 volte alla settimana per scopi salutari,

ricreativi (non partecipano a gare); hanno uno stile di vita salutare (non fumano, non

bevono, si nutrono correttamente ecc); sembrano molto più giovani della loro età.

- Fisicamente indipendenti: generalmente sono la maggioranza; non praticano

esercizio fisico, ma riescono a svolgere le attività della vita quotidiana, sono

autonomi. 1) hanno uno stile di vita salutare e non presentano nessun tipo di

malattie. 2) non hanno uno stile di vita salutare (bevono, fumano e hanno qualche

malattia cronica - in realtà tutti gli anziani hanno almeno una piccola cosa...). *1

- Fisicamente fragili: quegli anziani che sono a rischio di perdita funzionale e

conseguenti disabilità causata anche da un minimo stress esterno. Riescono a

svolgere i compiti quotidiani con un aiuto esterno, umano o tecnologico. L'esercizio

adattato alla situazione ha comunque un effetto positivo, può aiutarli a migliorare dei

compiti.

- F.Dipendenti: Sono anziani che non riescono ad eseguire qualche o nessun compito

della vita quotidiana da soli come vestirsi, alzarsi dal letto o da una seria, lavarsi,

mangiare, muoverti in casa o salire le scale. I più rappresentati in questa categoria

sono gli ultracentenari e le donne (vivono più a lungo e sono più deboli degli uomini).

*lo studio dei benefici dell'esercizio fisico per gli anziani nasce dallo studio della categoria

degli atleti master; studiando gli atleti master si è visto che l'esercizio fisico riesce a far

recuperare anni di invecchiamento per quanto riguarda perdite di forza o di capacità

aerobica, di potenza, equilibrio, mobilità articolare ecc. L'esercizio è la medicina perfetta per

cercare di rallentare gli effetti dell'invecchiamento (capito dallo studio dei master).

*1 la maggioranza degli anziani rientra in questa categoria, con questi individui è importante

Cercare di mantenere un livello sufficiente di capacità fisiche attraverso l'esercizio. Perché

sono a rischio maggiore degli altri di poter andare incontro ad una qualunque condizione che

può portarli a perdere la loro autonomia/indipendenza (una caduta, una patologia non tanto

grave che li porta a stare fermi per settimane e ciò li porta a perdere abilità funzionale, la

capacità/abilità di compiere autonomamente gesti fondamentali). Perché non si sono creati

una riserva (un margine di sicurezza, perché praticando esercizio si mantengono le proprie

capacità motorie, che mi permette di allontanarmi dalla soglia a rischio di perdita di

indipendenza).

Questi ultimi hanno però una riserva limitata che li rende vulnerabili a problemi inaspettati.

Sono autonomi, ma stanno rosicchiando la riserva di capacità motorie.

Le ultime 2 categorie le troviamo in casa o in casa di cura.

Perché le prime categorie di anziano sano posso utilizzare le forme di esercizio più varie e

applicare i principi dell'allenamento (che si applicano anche ai giovani) rispettando la

progressione dell'intensità e della difficoltà (quindi il sovraccarico, le ripetizioni ecc). In piedi,

seduti a terra, proni, supini, di fianco, camminando e correndo.

Per le ultime due categorie l'esercizio dovrà necessariamente essere adattato, il movimento

sarà limitato e userò prevalentemente la sedia. Si dà però per scontato che l'anziano si

debba muovere il meno possibile o che non possa eseguire movimenti più complessi. Non è

così.

Teoria SOC:

- Selezione: scelgo solo alcuni azioni più funzionali.

- Ottimizzazione: Le rendo più automatiche possibile.

- Compensazione: per esempio riduco la velocità per migliorare la precisione.

Esercitazioni usando la sedia cercando il più possibile di imitare le attività che si possono

svolgere in piedi.

Quindi ok cercare di adattare il movimento, ma non infantilizzare le proposte motorie.

Quindi non rendere gli esercizi troppo semplici, banali, poco dinamici...

Perché l'anziano si adatta alle proposte e più si abbassa il livello, più gli si appiattisce la

possibilità di avere stimoli di vario genere che poi gli possono essere utili quando si troverà

nella complessità dell'ambiente esterno.

Sicuramente dovrò potenziare, quindi ripetizioni, sovraccarico ecc ma non limitare a quello,

perché devo dargli più stimoli possibili, perché questo gli da un vantaggio.

L'anziano nella casa di cura muore prima (o comunque rischia di raggiungere prima la

fragilità e la disabilità). Anche con un'assistenza h24.

Perché ha pochi stimoli fisici e psicologici.

Infantilizzazione dell'ambiente esterno. L'anziano non deve essere trattato come un bambino

che è capace di fare le cose. Certo, deve essere aiutato, ma non bisogna sostituirsi ad esso.

Anche solo avere il problema di farsi il pranzo è uno stimolo.

L'anziano ancora un minimo capace è meglio lasciarlo fare.

☆differenze significative Anziani 2

Problema dell'invecchiamento.

L'Italia sta diventando un paese sempre più vecchio.

Fonti Istat: la numerosità della popolazione aumenta nelle fasce di età più avanzata e

diminuisce in tutte le classi di età sotto ai 44 anni.

Perché occuparci degli anziani?

- L'esercizio fisico ha effetti importanti sull'invecchiamento e per migliorare le

condizioni della vita.

- Se la tendenza resta questa, ci staranno sempre meno giovani in palestra.

Cause dell'aumento del numero degli anziani

Dovuto a fattori che hanno contribuito ad aumentarne la sopravvivenza:

- Processo della medicina.

- Miglioramento delle condizioni igieniche, alimentari, dei livelli di educazione.

- Riduzione di guerre.

- Diminuzione delle nascite.

- Riduzione mortalità infantile.

Quindi non è un effetto dell'evoluzione della specie o una conquista dell'organismo umano.

Per questo poi l'organismo non è pronto a affrontare l'invecchiamento e si hanno le

condizioni di involuzione delle capacità motorie, cognitive…

Andamento del miglioramento delle condizioni di salute pubblica - Cause dell'allungamento

dell’aspettativa di vita:

Vaccini, bonifica delle acque, controllo delle condizioni igieniche del cibo, sicurezza sul

posto di lavoro, sicurezza mezzi di trasporto, riconoscimento rischi tabacco…

Individui “speciali”, per caratteristiche genetiche ereditarie.

Però gli ultracentenari non hanno una qualità di vita buona/alta generalmente.

Costi alti per il soggetto.

Si rischia di sviluppare forme di demenza e di essere dipendenti, di perdere

consapevolezza...

Si dovrebbe allungare la vita ma affiancata dalla ricerca per migliorare la qualità.

L'esercizio in parte riesce ad intervenire sulla qualità della vita dell'anziano.

- Genetici: legati alla presenza, nelle donne, della doppia coppia di cromosomi x. I

maschi hanno più probabilità di trasmettere malattie genetiche rispetto alle donne.

- Ormonali: estrogeni possono proteggere dalle malattie cardiovascolari (forse). Nei

maschi il testosterone li porterebbe ad esporsi a rischi vari (praticano sport estremi,

guidano più veloci… forse sempre).

- Sociali/ambientali/comportamentali: la donna veniva meno esposta a rischi lavorativi

meno stressanti... le donne non partecipavano partecipavano guerre…

atteggiamento di tipo protettivo.

Le donne sono svantaggiate rispetto agli uomini in relazione alle capacità motorie, sono più

deboli (capacità di forza ridotta), capacità aerobica ridotta, vive più a lungo e rischia negli

ultimi anni di vita di avere livelli di capacità motorie bassi. Quindi le donne dovrebbero

ricevere attenzioni particolari.

Definizione di invecchiamento: insieme dei processi biologici/fisiologici che portano con il

passare degli anni ad una perdita progressiva di adattabilità all'ambiente esterno*. Non è

una malattia ma rende l'anziano più vulnerabile.

*soprattutto per quanto riguarda l'esercizio; ha un adattamento più lento che va a ridursi

piano piano.

Teoria genetica o dell'accumulo di danno: tutti i processi di riparazione dei tessuti fanno si

di scarto che ľorganismo non riesce ad eliminare in modo

che si accumulino sostanze

efficiente; anche la capacità di riparazione dei danni si perde. Ľccumularsi di queste difficoltà

fa si che si perda la capacità di mantenersi. Oppure teoria dell'orologio biologico (arrivata ha

certa, la cellule non si dividono più ecc ecc).

Le teorie si intrecciano.

Con l'esercizio vogliamo dare all'anziano la possibilità di rispondere all'ambiente esterno e

cercare di affrontarlo.

- Ridurre apporto calorico: per lo stato infiammatorio, aiuta a migliorare il metabolismo

del glucosio… effetti che riducono gli effetti negativi e patologici dell'invecchiamento.

Ma ancora non sperimentato sull'uomo.

Esercizio fisico è una forma di attività fisica strutturata, con degli scopi ben precisi di

miglioramento o mantenimento delle capacità motorie in generale.

Attività fisica è qualunque attività svolta che ci permette di essere attivi.

Per rallentare l'invecchiamento l'anziano deve cercare di mantenersi attivo attivo livello

Questo si può ottenere con l’esercizio fisico.

fisico, sociale e mentale.

Studio laureati harvard anni 50-80.

La qualità della vita è un concetto complesso, perché si compone di tanti aspetti.

Non è un termine facilmente definibile, è molto soggettiva. Viene valutata in modo

soggettivo, varia molto da soggetto a soggetto. Varie dimensioni che determinano la qualità

della vita:

- Fattori di salute ed efficienza fisica: condizione fisica (anche se dipende da

persona a persona), stato di salute percepito (,,), funzione fisica o abilità funzionale

(capacità di compiere in modo efficace i compiti della vita quotidiana - funzione fisica

rispetto a ciò che devo fare nell'ambiente). L'esercizio, migliorando questi fattori, può

contribuire all'aumento della qualità di vita.

- Fattori sociali e ricreativi: ruolo sociale, attività ricreativa.

- Fattori cognitivi ed emotivi: funzione emotiva (riconoscere, gestire, affrontare le

emozioni nel modo giusto), funzione cognitiva (capacità di interagire con l'ambiente e

utilizzare gli stimoli esterni per l'apprendimento, per migliorare...), benessere,

soddisfazione, autostima (come ci valutiamo), autoefficacia (se ci riteniamo capaci di

affrontare determinate cose). Migliorando le capacità motorie l'anziano si sente più

sicuro, si valutano più positivamente davanti a compiti che richiedono forza e

resistenza.

- Status economico.

L'esercizio fisico contribuisce a migliorare 3 aree di fattori che contribuiscono alla qualità

della vita.

Teorie che cercano di spiegare perché l'esercizio ha effetti positivi sulla qualità della vita.

Sono varie:

- Teoria cardiovascolare: il miglioramento dell'apporto di ossigeno all'organismo e al

cervello ha un effetto positivo per quanto riguarda riduzione della depressione,

dall'ansia. Esercizio fisico ha un effetto p

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/01 Metodi e didattiche delle attività motorie

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chtg di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Attività motoria per l'età evolutiva e per gli anziani e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Roma "Foro Italico" o del prof Pesce Caterina.
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