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Apa: attività fisica adattata

Anziani e contesto di vita

Anziani normativi: vivono a casa propria.

Anziani non normativi: vivono in una struttura residenziale.

Definizione e ruolo dell'APA

APA: attività fisica adattata (programmi di esercizio non sanitari, svolti in gruppo, finalizzati alla modifica dello stile di vita e per la prevenzione di secondo e terzo grado delle disabilità di individui affetti da malattie croniche).

APA: non sanitario, fattore protettivo nel confronto degli anziani. Nasce in Canada. L’APA trasforma e adatta il movimento alle risorse e ai vincoli delle persone.

Struttura residenziale e attività fisica

Struttura residenziale: "casa di riposo".

ADL: attività basiche dell’autonomia dell’individuo.

Handycap: handing cap (mano nel cappello), persona che elemosina.

Attività fisica: attività che attraverso qualsiasi movimento attua un qualsiasi consumo energetico.

Attività motoria: declinata secondo esercizi.

Valutazione e stile di vita

IPAQ: (strumento soggettivo di valutazione dell’attività motoria), è una serie di domande, riferisce i minuti utilizzati nei movimenti nei 7 giorni precedenti alla somministrazione del questionario.

QOL: quality of life.

Stile di vita: da sedentario ad attivo, maggiore speranza di vita, chi fa attività fisica normalmente ha uno stile di vita sano (no fumo, alimentazione corretta).

Rapporto Surgeon General 1996

1996 Surgeon General Report: a ogni età si trae beneficio dall’attività fisica, i vantaggi iniziano da 30 minuti ogni giorno.

Popolazione mondiale e disabilità

Il 15% della popolazione mondiale vive con qualche forma di disabilità (1 persona su 10), le percentuali stanno aumentando (+malattie croniche, +speranza di vita).

Terminologia e modelli di disabilità

Menomazione: perdita o anormalità a carico di una struttura o funzionalità psicologica, fisiologica o anatomica.

Disabilità: qualsiasi limitazione o perdita (conseguente a menomazione) della capacità di svolgere un’attività in modo normale.

Handicap: condizione di svantaggio conseguente a una menomazione o a una disabilità che limita l’adempimento del ruolo normale del soggetto.

Convenzione ONU 2006

ONU 2006: approva la convenzione sui diritti delle persone con disabilità (50 articoli con indicazioni per l’uguaglianza e l’inclusione sociale).

Problematiche legate alla disabilità

Disabilità: maggiore discriminazione, minore istruzione, minore lavoro, minore assistenza sanitaria.

Modelli di disabilità

  • Mod. Medico:
    • Disabilità come problema dell’individuo.
    • Difficoltà in seguito a malattia, trauma.
    • Raggruppamento in base alla gravità.
  • Mod. di Minorazione Sociale:
    • Sottolinea le conseguenze sociali alla disabilità.
    • Azioni che isolano e discriminano.
    • Negate possibilità, NO inclusione MA segregazione.
  • Modello sociale:
    • La disabilità viene categorizzata da persone “abili”.
    • Disabilità come creazione di differenze tra abili e non abili.

Educazione alla salute

Educazione alla salute: processo educativo attraverso il quale si apprende ad assumere consapevolmente decisioni utili al mantenimento ed al miglioramento della propria salute. Processo continuo lungo tutto il ciclo di vita.

Modello ICF

Modello ICF: modello integrato della disabilità, cambio di prospettiva, il focus non è più l’handicap ma il funzionamento della persona rispetto all’ambiente.

  • Funzioni corporee: sono le funzioni fisiologiche dei sistemi corporei anche quelle psicologiche.
  • Strutture corporee: sono le parti anatomiche del corpo. Come gli organi, gli arti e le loro componenti.
  • Menomazioni: sono problemi nella funzione o nella struttura, intesa come deviazione o perdita significativa.
  • Attività: è l’esecuzione di un compito o di una azione da parte dell’individuo.
  • Partecipazione: è il coinvolgimento in una situazione di vita.
  • Limitazione attività: sono difficoltà che un individuo può incontrare nell’eseguire delle attività.
  • Restrizione partecipazione: sono i problemi che un individuo può sperimentare nel coinvolgimento nelle situazioni di vita.
  • Fattori ambientali: costituiscono gli atteggiamenti, l’ambiente fisico e sociale in cui le persone vivono.

Disabilità e conseguenze sanitarie

Disabilità porta a diabete, obesità, depressione.

Disabili: sedentari (solo il 25% fa attività fisica).

Disabilità problemi: movimenti (deambulazione), assenza di autonomia, comunicazione compromessa (sensi limitati).

Attività fisica inclusiva

Attività fisica inclusiva: un’attività accessibile a tutti gli individui e lungo tutto il ciclo di vita in setting differenti (qualsiasi età e livello di abilità, individui non solo con disabilità, ma con abilità differenti legate all’età, alle esperienze motorie pregresse o al livello di forma fisica).

Sport terapia e storia

Sport terapia: nasce negli anni ’40 in Inghilterra come terapia riabilitativa per i reduci di guerra (Ludwig Guttman, neurologo inglese).

Canada 1973: Clermont Simard, anziani, conoscere le caratteristiche di una specifica popolazione, attività programmata per migliorare la qualità della vita.

1975, Belgio: Jan Claude de Potter, attività programmata per migliorare la qualità di vita.

Carta Europea dello Sport

Consiglio d’Europa: su sollecitazioni di De Potter, istituì un apposito gruppo di studio che stilò nel 1984 (pubblicata nel 1987) la Carta Europea dello sport per tutti. “Accessibilità nella pratica sportiva da parte di utenti (pubblico e atleti) portatori di handicap diviene sempre più condizione indispensabile per fare dello sport un servizio ed un fenomeno rispondente alle attese della società”.

Obiettivo APA

Obiettivo APA: abilitare tutti gli individui a partecipare ad una regolare attività fisica durante l’intero arco di vita, essere come gli altri nel rispetto dei regolamenti, del tipo di preparazione, degli allenamenti, nella partecipazione alle competizioni.

Adattamento nello sport

  • Ottica sportiva: insegnamento ed organizzazione dello sport partendo dalle caratteristiche della persona per arricchire le sue potenzialità (Thérme, 1990).
  • Ottica sociale: non sempre le potenzialità della persona consentono di praticare sport, diventano prioritari altri aspetti del movimento. Strutturare un tempo libero fruibile dagli individui.
  • Ottica psicomotoria: quando la persona non è in grado di scegliere o non è motivata a muoversi. Situazioni riscontrabili in ambito educativo o in strutture speciali. In particolare con il ritardo mentale: ritrovare il senso del movimento lasciando la possibilità di fare.

Camminare e locomozione

Camminare: viene appreso durante il primo anno di vita e raggiunge la maturità dai 7 fino ai 60 anni. La locomozione umana consiste in movimenti ciclici e alternati degli arti inferiori durante i quali ciascun arto viene in contatto con il terreno, sostenendo il peso corporeo per un certo periodo di tempo, per poi venire portato in avanti.

Locomozione efficace: adeguato pattern del ritmo di passo, controllo posturale, abilità di adattamento ai cambiamenti.

Movimento di un arto durante la locomozione

  • Fase di appoggio (60% del tempo) stance phase.
  • Fase di oscillazione (40% del tempo) swing phase.
  • Doppio appoggio (quando entrambi i piedi sono a terra).

Parametri di movimento

Velocità: distanza percorsa nell’unità di tempo.

Cadenza: frequenza dei passi, numero dei passi nell’unità di tempo.

Lunghezza del passo: distanza tra contatto iniziale di un arto e contatto iniziale dell’arto controlaterale.

Larghezza della base di appoggio: distanza perpendicolare tra il centro del tallone dei due piedi.

Altezza del passo: distanza minima del piede dal suolo durante le fasi di oscillazione.

Problemi muscolari

  • Ipostenia: incapacità di sviluppare forza muscolare.
  • Flaccidità: riduzione del tono.
  • Rigidità: aumento del tono.
  • Spasticità: disordine motorio caratterizzato da un aumento velocità-dipendente della risposta.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/01 Metodi e didattiche delle attività motorie

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Paolo.350 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Attività fisica adattata e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Liubicich Monica Emma.
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