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Tutti gli articoli da studiare per superare l'esame di diritto commerciale avanzato del professor Corrado Malberti (unitn), aggiornati all'anno accademico 2017-2018.
Ogni articolo e' evidenziato in modo diverso in base al grado di importanza, inoltre sono evidenziate le parti viste a lezione.
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Esame di Diritto commerciale avanzato docente Prof. C. Malberti

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ESTRATTO DOCUMENTO

all'ordine del giorno anche prima dell'assemblea. Alle domande pervenute prima

dell'assemblea è data risposta al più tardi durante la stessa. La società può fornire

una risposta unitaria alle domande aventi lo stesso contenuto.

1-bis. L'avviso di convocazione indica il termine entro il quale le domande poste

prima dell'assemblea devono pervenire alla società. Il termine non può essere

anteriore a tre giorni precedenti la data dell' assemblea in prima o unica

convocazione, ovvero a cinque giorni qualora l' avviso di convocazione preveda che

la società fornisca, prima dell' assemblea, una risposta alle domande pervenute.

D. Lgs. 6/2003 Relazione illustrativa

L'individuazione legislativa delle ipotesi di invalidità, richiesta dalla legge delega,

corrisponde ad una sorta di riserva di legge al riguardo, volta ad escludere ipotesi di

invalidità atipiche, come l'inesistenza delle deliberazioni assembleari, della quale

si è in giurisprudenza alquanto abusato , frustrando la portata dell'originario art.

2377 c.c. , che aveva inteso convertire la nullità per violazione di norme imperative, di

cui al principio generale di cui all'art. 1418, in semplice annullabilità (salve solo le due

ipotesi di cui all'art. 2379), e reintroducendo in tal modo, sotto le mentite spoglie

dell'inesistenza, la nullità virtuale delle deliberazioni assembleari per violazione di

norme imperative.

Art. 2377 c.c. (Annullabilità delle deliberazioni)

2. Le deliberazioni che non sono prese in conformità della legge o dello statuto

possono essere impugnate dai soci assenti, dissenzienti od astenuti

, dagli

amministratori

, dal consiglio di sorveglianza e dal collegio sindacale .

3. L'impugnazione può essere proposta dai soci quando possiedono … l'uno per

mille del capitale sociale nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di

rischio e il cinque per cento nelle altre; lo statuto può ridurre o escludere questo

requisito. …

4. I soci che … non sono legittimati a proporre l'impugnativa hanno diritto al

risarcimento del danno loro cagionato dalla non conformità della deliberazione alla

legge o allo statuto.

6. L'impugnazione o la domanda di risarcimento del danno sono proposte nel

termine di novanta giorni dalla data della deliberazione, ovvero, se questa è

soggetta ad iscrizione nel registro delle imprese, entro novanta giorni dall'iscrizione o,

se è soggetta solo a deposito presso l'ufficio del registro delle imprese, entro novanta

giorni dalla data di questo.

8. L'annullamento della deliberazione non può aver luogo, se la deliberazione

impugnata è sostituita con altra presa in conformità della legge e dello statuto.

Art. 2379 c.c. (Nullità delle deliberazioni)

4. Si applicano, in quanto compatibili, il settimo e ottavo comma dell’articolo

2377 .

Art. 127-bis TUF (Annullabilità delle deliberazioni e diritto di recesso)

1. Ai fini dell'articolo 2377 del codice civile colui a cui favore sia effettuata la

registrazione delle azioni successivamente alla data indicata nell'articolo

83-sexies, comma 2 e prima dell'apertura dei lavori dell'assemblea, è considerato

assente all'assemblea .

3. La presente disposizione si applica anche alle società italiane con azioni

ammesse nei sistemi multilaterali di negoziazione italiani o di altri paesi dell'Unione

europea con il consenso dell'emittente.

Assetti proprietari

Art. 120 TUF*

2. Coloro che partecipano in un emittente azioni quotate avente l'Italia come

Stato membro d'origine in misura superiore al tre per cento del capitale ne danno

comunicazione alla società partecipata e alla Consob . Nel caso in cui l'emittente

sia una PMI

, tale soglia è pari al cinque per cento .

*vd. novita’ introdotte dalla legge di bilancio

Art. 117 reg. 11971 (Comunicazione delle partecipazioni rilevanti in azioni)

1. Coloro che partecipano al capitale sociale di un emittente azioni quotate

comunicano alla società partecipata e alla Consob: a) il superamento della soglia

del 3% nel caso in cui la società non sia una PMI; b) il raggiungimento o il

superamento delle soglie del 5%, 10%, 15%, 20%, 25%, 30%, 50%, 66, 6% e 90%;

c) la riduzione della partecipazione al di sotto delle soglie indicate alle lettere a) e

b)

.

Art. 1 TUF (Definizioni)

l. … w) "emittenti quotati": i soggetti, italiani o esteri, inclusi i trust, che emettono

strumenti finanziari quotati in un mercato regolamentato italiano .

w-quater) "emittenti quotati aventi l'Italia come Stato membro d'origine" :

1) gli emittenti azioni ammesse alle negoziazioni in mercati regolamentati

italiani o di altro Stato membro dell’Unione europea, aventi sede legale in

Italia ;

2) …

3) gli emittenti valori mobiliari di cui ai numeri 1) e 2), aventi sede in uno Stato

non appartenente all’Unione europea, che hanno scelto l’Italia come Stato

membro d’origine tra gli Stati membri in cui i propri valori mobiliari sono

ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato .

Art. 119 TUF (Ambito di applicazione)

1. Le disposizioni del presente capo si applicano, salvo che sia diversamente

specificato, alle società italiane con azioni quotate in mercati regolamentati

italiani o di altri paesi dell'Unione Europea (società con azioni quotate)

.

Art. 121 TUF (Disciplina delle partecipazioni reciproche)

1. Fuori dai casi previsti dall'articolo 2359-bis del codice civile, in caso di

partecipazioni reciproche eccedenti il limite indicato nell'articolo 120, comma 2, la

società che ha superato il limite successivamente non può esercitare il diritto di

voto inerente alle azioni eccedenti e deve alienarle entro dodici mesi dalla data in

cui ha superato il limite . In caso di mancata alienazione entro il termine previsto la

sospensione del diritto di voto si estende all'intera partecipazione.

2. Il limite richiamato nel comma 1 è elevato al cinque per cento, ovvero, nei casi

previsti dall'articolo 120, comma 2, secondo periodo, al dieci per cento, a

condizione che il superamento della soglia da parte di entrambe le società abbia

luogo a seguito di un accordo preventivamente autorizzato dall'assemblea

ordinaria delle società interessate .

5. I commi 1, 2 e 3 non si applicano quando i limiti ivi indicati sono superati a

seguito di un'offerta pubblica di acquisto o di scambio diretta a conseguire

almeno il sessanta per cento delle azioni ordinarie .

Art. 122 TUF (Patti parasociali)

5-ter. Gli obblighi di comunicazione di cui al comma 1 del presente articolo non si

applicano ai patti, in qualunque forma stipulati, aventi ad oggetto partecipazioni

complessivamente inferiori alla soglia indicata all'articolo 120, comma 2 .

Consiglio di amministrazione

Art. 2380-bis c.c. (Amministrazione della società)

1. La gestione dell'impresa spetta esclusivamente agli amministratori, i quali

compiono le operazioni necessarie per l'attuazione dell'oggetto sociale .

Art. 1, Codice di autodisciplina (Ruolo del consiglio di amministrazione)

1.P.1. L’emittente è guidato da un consiglio di amministrazione che si riunisce con

regolare cadenza e che si organizza e opera in modo da garantire un efficace

svolgimento delle proprie funzioni.

1.P.2. Gli amministratori agiscono e deliberano con cognizione di causa e in

autonomia, perseguendo l’obiettivo prioritario della creazione di valore per gli azionisti

in un orizzonte di medio-lungo periodo.

1.C.1. Il consiglio di amministrazione:

a) esamina e approva i piani strategici, industriali e finanziari dell’emittente e del

gruppo di cui esso sia a capo, monitorandone periodicamente l’attuazione ;

definisce il sistema di governo societario dell’emittente e la struttura del gruppo ;

b) definisce la natura e il livello di rischio compatibile con gli obiettivi strategici

dell’emittente , includendo nelle proprie valutazioni tutti i rischi che possono assumere

rilievo nell’ottica della sostenibilità nel medio-lungo periodo dell’attività

dell’emittente ;

c) valuta l’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile

dell’emittente nonché quello delle controllate aventi rilevanza strategica, con

particolare riferimento al sistema di controllo interno e di gestione dei rischi;

d) stabilisce la periodicità, comunque non superiore al trimestre, con la quale gli

organi delegati devono riferire al consiglio circa l’attività svolta nell’esercizio delle

deleghe loro conferite;

g) effettua, almeno una volta all’anno, una valutazione sul funzionamento del

consiglio stesso e dei suoi comitati nonché sulla loro dimensione e

composizione […]

h) tenuto conto degli esiti della valutazione di cui alla lettera g), esprime agli

azionisti, prima della nomina del nuovo consiglio, orientamenti sulle figure

manageriali e professionali, la cui presenza in consiglio sia ritenuta opportuna ;

i) fornisce informativa nella relazione sul governo societario :

(1) sulla propria composizione , […];

(2) sulle modalità di applicazione del presente articolo 1 e, in particolare, sul

numero e sulla durata media delle riunioni del consiglio […];

(3) sulle modalità di svolgimento del processo di valutazione di cui alla precedente

lettera g);

1.C.5. Il presidente del consiglio di amministrazione si adopera affinché la

documentazione relativa agli argomenti all’ordine del giorno sia portata a

conoscenza degli amministratori e dei sindaci con congruo anticipo rispetto alla

data della riunione consiliare …

Art. 2381 [Presidente, comitato esecutivo e amministratori delegati]

Salvo diversa previsione dello statuto, il presidente convoca il consiglio di

amministrazione, ne fissa l’ordine del giorno, ne coordina i lavori e provvede

affinché adeguate informazioni sulle materie iscritte all’ordine del giorno

vengano fornite a tutti i consiglieri

.

Art. 2383 [Nomina e revoca degli amministratori]

La nomina degli amministratori spetta all'assemblea, fatta eccezione per i primi

amministratori, che sono nominati nell'atto costitutivo, e salvo il disposto degli

articoli 2351, 2449 e 2450.

Art. 147-ter TUF [Elezione e composizione del consiglio di amministrazione]

1. Lo statuto prevede che i componenti del consiglio di amministrazione siano

eletti sulla base di liste di candidati e determina la quota minima di partecipazione

richiesta per la presentazione di esse, in misura non superiore a un quarantesimo

del capitale sociale o alla diversa misura stabilita dalla Consob con regolamento

tenendo conto della capitalizzazione, del flottante e degli assetti proprietari delle

società quotate .

… Lo statuto può prevedere che, ai fini del riparto degli amministratori da

eleggere, non si tenga conto delle liste che non hanno conseguito una

percentuale di voti almeno pari alla metà di quella richiesta dallo statuto per la

presentazione delle stesse ; …

1-ter. Lo statuto prevede, inoltre, che il riparto degli amministratori da eleggere sia

effettuato in base a un criterio che assicuri l’equilibrio tra i generi. Il genere meno

rappresentato deve ottenere almeno un terzo degli amministratori eletti. Tale

criterio di riparto si applica per tre mandati consecutivi

.

3. Salvo quanto previsto dall'articolo 2409-septiesdecies del codice civile, almeno

uno dei componenti del consiglio di amministrazione è espresso dalla lista di

minoranza che abbia ottenuto il maggior numero di voti e non sia collegata in

alcun modo, neppure indirettamente, con i soci che hanno presentato o votato la

lista risultata prima per numero di voti

.

4. In aggiunta a quanto disposto dal comma 3, almeno uno dei componenti del

consiglio di amministrazione, ovvero due se il consiglio di amministrazione sia

composto da più di sette componenti, devono possedere i requisiti di

indipendenza stabiliti per i sindaci dall'articolo 148, comma 3, nonché, se lo

statuto lo prevede, gli ulteriori requisiti previsti da codici di comportamento

redatti da società di gestione di mercati regolamentati o da associazioni di categoria.

Art. 2, Codice di autodisciplina (Composizione del consiglio di amministrazione)

2.P.1. Il consiglio di amministrazione è composto da amministratori esecutivi e

non esecutivi

, dotati di adeguata competenza e professionalità.

2.P.2. Gli amministratori non esecutivi apportano le loro specifiche competenze

alle discussioni consiliari, contribuendo all’assunzione di decisioni consapevoli

e prestando particolare cura alle aree in cui possono manifestarsi conflitti di

interesse.

3.P.1. Un numero adeguato di amministratori non esecutivi sono indipendenti,

nel senso che non intrattengono, né hanno di recente intrattenuto, neppure

indirettamente, con l’emittente o con soggetti legati all’emittente, relazioni tali da

condizionarne attualmente l’autonomia di giudizio .

2.C.3. Il consiglio di amministrazione designa un amministratore indipendente

quale lead independent director, nei seguenti casi:

(i) se il presidente del consiglio di amministrazione è il principale responsabile

della gestione dell’impresa (chief executive officer)

;

(ii) se la carica di presidente è ricoperta dalla persona che controlla l’emittente .

[…] Il consiglio di amministrazione degli emittenti appartenenti all’indice

FTSE-Mib designa un lead independent director se ciò è richiesto dalla

maggioranza degli amministratori indipendenti

, salvo diversa e motivata

valutazione da parte del consiglio da rendere nota nell’ambito della relazione sul

governo societario.

2.C.4. Il lead independent director:

a) rappresenta un punto di riferimento e di coordinamento delle istanze e dei

contributi degli amministratori non esecutivi e, in particolare, di quelli che sono

indipendenti ai sensi del successivo articolo 3;

b) collabora con il presidente del consiglio di amministrazione al fine di garantire

che gli amministratori siano destinatari di flussi informativi completi e tempestivi

.

Art. 4, Codice di autodisciplina (Istituzione e funzionamento dei comitati interni al

consiglio di

amministrazione)

4.P.1. Il consiglio di amministrazione istituisce al proprio interno uno o più

comitati con funzioni propositive e consultive secondo quanto indicato nei

successivi articoli

.

4.C.2. L’istituzione di uno o più comitati può essere evitata riservando le relative

funzioni all’intero consiglio, sotto il coordinamento del presidente e alle seguenti

condizioni […] Il consiglio di amministrazione illustra analiticamente nella

relazione sul governo societario i motivi sottesi alla scelta di non istituire uno o

più comitati

;

Art. 5, Codice di autodisciplina (Nomina degli amministratori)

5.P.1. Il consiglio di amministrazione costituisce al proprio interno un comitato

per le nomine, composto, in maggioranza, da amministratori indipendenti

.

Art. 6, Codice di autodisciplina (Remunerazione degli amministratori)

6.P.3. Il consiglio di amministrazione costituisce al proprio interno un comitato

per la remunerazione, composto da amministratori indipendenti. In alternativa, il

comitato può essere composto da amministratori non esecutivi, in maggioranza

indipendenti; in tal caso, il presidente del comitato è scelto tra gli amministratori

indipendenti

.

Art. 7, Codice di autodisciplina (Sistemi di controllo interno e di gestione dei

rischi)

7.P.4. Il comitato controllo e rischi è composto da amministratori indipendenti. In

alternativa, il comitato può essere composto da amministratori non esecutivi, in

maggioranza indipendenti; in tal caso, il presidente del comitato è scelto tra gli

amministratori indipendenti

. […]

Art. 2389 c.c. [Compensi degli amministratori]

1. I compensi spettanti ai membri del consiglio di amministrazione e del comitato

esecutivo sono stabiliti all'atto della nomina o dall'assemblea . [...]

2. La rimunerazione degli amministratori investiti di particolari cariche in

conformità dello statuto è stabilita dal consiglio di amministrazione, sentito il

parere del collegio sindacale . [...]

Art. 123-ter TUF [Relazione sulla remunerazione]

1. Almeno ventuno giorni prima della data dell'assemblea prevista dall'articolo 2364,

secondo comma, o dell'assemblea prevista dall'articolo 2364-bis, secondo comma, del

codice civile, le società con azioni quotate mettono a disposizione del pubblico

una relazione sulla remunerazione, presso la sede sociale, sul proprio sito

Internet e con le altre modalità stabilite dalla Consob con regolamento .

6. […] l'assemblea convocata ai sensi dell'articolo 2364, secondo comma, ovvero

dell'articolo 2364-bis, secondo comma, del codice civile, delibera in senso

favorevole o contrario sulla sezione della relazione sulla remunerazione prevista

dal comma 3. La deliberazione non è vincolante . L'esito del voto è posto a

disposizione del pubblico ai sensi dell'articolo 125-quater, comma 2.

Massima del consiglio notarile di Milano

La eliminazione dal precedente secondo comma dell'art. 2392 dell'obbligo di

vigilanza sul generale andamento della gestione, sostituita da specifici obblighi ben

individuati (v. in particolare gli artt. 2381 e 2391), tende, pur conservando la

responsabilità solidale, ad evitare sue indebite estensioni che , (…), finiva per

trasformarla in una responsabilità sostanzialmente oggettiva , allontanando le

persone più consapevoli dall'accettare o mantenere incarichi in società o in situazioni

in cui il rischio di una procedura concorsuale le esponeva a responsabilità

praticamente inevitabili. Si tratta di un chiarimento interpretativo di notevole rilevanza,

avuto riguardo alle incertezze dell'attuale prevalente

Art. 2384 c.c. [Potere di rappresentanza]

1. Il potere di rappresentanza attribuito agli amministratori dallo statuto o dalla

deliberazione di nomina è generale . Le limitazioni ai

poteri degli amministratori che risultano dallo statuto o da una decisione degli organi

competenti non sono opponibili ai terzi, anche se pubblicate, salvo che si provi

che questi abbiano intenzionalmente agito a danno della società .

Disciplina ante Riforma Disciplina attuale

Art. 2391 c.c. [Conflitto d’interessi] Art. 2391 c.c. [Interessi degli

L'amministratore, che in una determinata amministratori]

operazione ha, per conto proprio o di L'amministratore deve dare notizia

terzi, interesse in conflitto con quello agli altri amministratori e al collegio

della società, deve dare notizia agli altri sindacale di ogni interesse che, per

amministratori e al collegio sindacale, e conto proprio o di terzi, abbia in una

deve astenersi dal partecipare alle determinata operazione della società,

deliberazioni riguardanti l’operazione precisandone la natura, i termini,

stessa. l’origine e la portata; se si tratta di

amministratore delegato, deve altresì

astenersi dal compiere l’operazione,

(…) investendo della stessa l’organo

La deliberazione del consiglio, qualora collegiale […]

possa recare danno alla società, può, (…)

entro tre mesi dalla sua data, essere Nei casi di inosservanza a quanto

impugnata dagli amministratori assenti o disposto nei due precedenti commi del

dissenzienti e dai sindaci se, senza il presente articolo ovvero nel caso di

voto dell’amministratore che doveva deliberazioni del consiglio o del comitato

astenersi, non si sarebbe raggiunta la esecutivo adottate con il voto

maggioranza richiesta. In ogni caso sono determinante dell’amministratore

salvi i diritti acquistati in buona fede dai interessato, le deliberazioni medesime,

terzi in base ad atti compiuti in qualora possano recare danno alla

esecuzione della deliberazione. società, possono essere impugnate dagli

amministratori e dal collegio sindacale

entro novanta giorni dalla loro data;

l’impugnazione non può essere proposta

da chi ha consentito con il proprio voto

alla deliberazione se sono stati

adempiuti gli obblighi di informazione

previsti dal primo comma. In ogni caso

sono salvi i diritti acquistati in buona fede

dai terzi in base ad atti compiuti in

esecuzione della deliberazione.

Commentario alla riforma della societa’

“Una chiave interpretativa potrebbe essere quella di escludere, almeno

tendenzialmente, dall’applicazione dell’art. 2391 c.c. i casi nei quali l’interesse

dell’amministratore è legato alla propria posizione in seno alla società (…),

includendovi invece quelle situazioni nelle quali l’interesse dell’amministratore

discende dalla propria sfera, per così dire, extrasociale”

Interessi degli amministratori nella Relazione della Riforma

Resta ovviamente salva, come da dottrina prevalente e giurisprudenza da tempo

consolidata, l'applicazione della disciplina generale dell'articolo 1394 in tema di

conflitti di interessi del rappresentante nell'ipotesi in cui l'attività dell'amministratore

non sia preceduta da una deliberazione collegiale, come può avvenire in caso di

amministratore unico o di amministratore delegato con poteri di rappresentanza.

Il conflitto di interessi è disciplinato dall'articolo 2391 con particolare rigore sotto vari

profili; in primo luogo si tutela la trasparenza , imponendosi agli amministratori di

dare notizia di ogni interesse che essi abbiano, anche per conto di terzi, in operazioni

della società, anche se l'operazione sia nell'interesse sociale; in secondo luogo si

impone agli amministratori delegati interessati di astenersi dal compiere

l'operazione, investendone l'organo collegiale ed obbligando a motivare la

deliberazione adottata nella situazione prevista dalla norma ; [...]

[...] in terzo luogo, si persegue la prevenzione del danno consentendo

l'impugnativa della deliberazione dell'organo non solo agli amministratori assenti

o dissenzienti, ma anche a quelli consenzienti ed al collegio sindacale quando

non siano stati debitamente informati del conflitto; da ultimo, sotto il profilo

propriamente risarcitorio si prevede che il risarcimento integrale del danno sia

dovuto, oltre che nei casi di violazione dei doveri di informazione o di astensione

dal voto, anche nei casi in cui un amministratore abbia utilizzato a vantaggio

proprio o di terzi, o abbia comunicato a terzi, dati, notizie od opportunità di affari

appresi nell'esercizio delle proprie funzioni

.

Il maggior rigore di questa disciplina vuole sottolineare non solo che qualsiasi

amministratore, essendo un gestore di un patrimonio altrui, non può approfittare

della sua posizione per conseguirne diretti o indiretti vantaggi, ma, soprattutto, il

valore della trasparenza nella gestione delle società .

Operazioni con parti correlate

Art. 2391-bis c.c. [Operazioni con parti correlate]

Gli organi di amministrazione delle società che fanno ricorso al mercato del

capitale di rischio adottano, secondo principi generali indicati dalla Consob,

regole che assicurano la trasparenza e la correttezza sostanziale e procedurale

delle operazioni con parti correlate e li rendono noti nella relazione sulla gestione; a

tali fini possono farsi assistere da esperti indipendenti, in ragione della natura, del

valore o delle caratteristiche dell'operazione.

[...] I principi di cui al primo comma si applicano alle operazioni realizzate direttamente

o per il tramite di società controllate e disciplinano le operazioni stesse in termini di

competenza decisionale, di motivazione e di documentazione. L'organo di controllo

vigila sull'osservanza delle regole adottate ai sensi del primo comma e ne riferisce

nella relazione all'assemblea.

Allegato al regolamento per (oper)azioni con PC

[Nozione]

Un soggetto è parte correlata a una società se:

a. direttamente, o indirettamente, anche attraverso società controllate, fiduciari o

interposte persone:

i. controlla la società , ne è controllato, o è sottoposto a comune controllo;

ii. detiene una partecipazione nella società tale da poter esercitare

un’influenza notevole su quest’ultima;

iii. esercita il controllo sulla società congiuntamente con altri soggetti

b. è una società collegata della società;

c. è una joint venture in cui la società è una partecipante;

d. è uno dei dirigenti con responsabilità strategiche della società o della sua

controllante ;

e. è uno stretto familiare di uno dei soggetti di cui alle lettere (a) o (d)

;

f. è un’entità nella quale uno dei soggetti di cui alle lettere (d) o (e) esercita il

controllo, il controllo congiunto o l’influenza notevole o detiene,

direttamente o indirettamente, una quota significativa, comunque non inferiore

al 20%, dei diritti di voto;

g. è un fondo pensionistico complementare, collettivo od individuale, italiano

od estero, costituito a favore dei dipendenti della società , o di una qualsiasi

altra entità ad essa correlata.

Responsabilita’

Art. 2392 c.c. [Responsabilità verso la societa’]

1. Gli amministratori devono adempiere i doveri ad essi imposti dalla legge e

dallo statuto con la diligenza richiesta dalla natura dell'incarico e dalle loro

specifiche competenze. Essi sono solidalmente responsabili verso la società dei

danni derivanti dall'inosservanza di tali doveri [...]

[...] Essi sono solidalmente responsabili verso la società dei danni derivanti

dall’inosservanza di tali doveri, a meno che si tratti di attribuzioni proprie del

comitato esecutivo o di funzioni in concreto attribuite ad uno o più

amministratori

.

[...] In ogni caso gli amministratori, fermo quanto disposto dal comma terzo dell’articolo

2381, sono solidalmente responsabili se, essendo a conoscenza di fatti

pregiudizievoli, non hanno fatto quanto potevano per impedirne il compimento o

eliminarne o attenuarne le conseguenze dannose .

[...] La responsabilità per gli atti o le omissioni degli amministratori non si estende

a quello tra essi che, essendo immune da colpa, abbia fatto annotare senza

ritardo il suo dissenso nel libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio,

dandone immediata notizia per iscritto al presidente del collegio sindacale .

Regole sulla diligenza nella relazione al diritto societario

Nell'adempimento dei doveri imposti dalla legge o dallo statuto gli amministratori

devono usare la diligenza richiesta dalla natura dell'incarico: il che non significa

che gli amministratori debbano necessariamente essere periti in contabilità, in

materia finanziaria, e in ogni settore della gestione e dell'amministrazione

dell'impresa sociale, ma significa che le loro scelte devono essere informate e

meditate , basate sulle rispettive conoscenze e frutto di un rischio calcolato, e non di

irresponsabile o negligente improvvisazione.

E' stata conservata la responsabilità solidale di amministratori, sindaci e revisori

contabili per i danni conseguenti alle violazioni rispettivamente imputabili

, salva

comunque la possibilità di provare - trattandosi di responsabilità per colpa e per fatto

proprio - di essere immuni da colpa (v. artt. 2392, ultimo comma; 2407, secondo

comma, e 2409 sexies, primo comma). La posizione di ciascuno dei vari soggetti

solidalmente responsabili va valutata distintamente, in relazione alle circostanze

di ogni singolo caso e ai diversi obblighi che fanno loro capo .

Business Judgement Rule nella giurisprudenza della Cassazione

" il giudice investito dell'esame di un'azione sociale di responsabilità non può

sindacare il merito degli atti o dei fatti compiuti dagli amministratori e dai sindaci

nell'esercizio del loro ufficio ; non può, cioè, giudicare sulla base di criteri

discrezionali di opportunità o di convenienza, poiché in tal modo sostituirebbe 'ex

post' il proprio apprezzamento soggettivo a quello espresso o attuato

dall'organo all'uopo legittimato ; deve, invece, accertare e valutare se gli

amministratori abbiano violato l'obbligo di adempiere i doveri ad essi imposti dalla

legge e dall'atto costitutivo con la diligenza del mandatario” (Cass. 12-11-1965, n.

2359)

Così, per assicurare che la società abbia un "assetto organizzativo,

amministrativo e contabile adeguato alla natura e alla dimensione dell'impresa",

gli organi delegati devono "curarne" l'adeguatezza (art. 2381, quinto comma)

; il

consiglio e i deleganti devono "valutarne" l'adeguatezza sulla base delle

informazioni ricevute (art. 2381, terzo comma)

; e il collegio sindacale deve

"vigilare" sulla permanente sussistenza di tale adeguatezza e sul suo corretto

concreto funzionamento (art. 2403, primo comma).

Testo ante Riforma Testo Attuale

2393 c.c. [Azione sociale di 2393 c.c. [Azione sociale di

responsabilità] responsabilità]

1. L’azione di responsabilità contro gli 1. L’azione di responsabilità contro gli

amministratori è promossa in seguito a amministratori è promossa in seguito

deliberazione dell’assemblea, anche se a deliberazione dell’assemblea, anche

la società è in liquidazione. se la società è in liquidazione .

2. La deliberazione concernente la 2. La deliberazione concernente la

responsabilità degli amministratori può responsabilità degli amministratori

essere presa in occasione della può essere presa in occasione della

discussione del bilancio, anche se non è discussione del bilancio, anche se

indicata nell’elenco delle materie da non è indicata nell’elenco delle

trattare. materie da trattare, quando si tratta di

fatti di competenza dell’esercizio cui si

riferisce il bilancio .

3. La deliberazione dell’azione di 3. L’azione può essere esercitata

responsabilità importa la revoca entro cinque anni dalla cessazione

dall’ufficio degli amministratori contro cui dell’amministratore dalla carica.

è proposta, purché sia presa col voto La deliberazione dell’azione di

favorevole di almeno un quinto del responsabilità importa la revoca

capitale sociale. In questo caso dall’ufficio degli amministratori contro

l’assemblea stessa provvede alla loro cui è proposta, purché sia presa col

sostituzione. voto favorevole di almeno un quinto

del capitale sociale.

In questo caso, l’assemblea stessa

provvede alla sostituzione degli

4. La società può rinunziare all’esercizio amministratori

.

dell’azione di responsabilità e può 4. La società può rinunziare

transigere, purché la rinunzia e la all’esercizio dell’azione di

transazione siano approvate con responsabilità e può transigere,

espressa deliberazione dell’assemblea, purché la rinunzia e la transazione

e purché non vi sia il voto contrario di siano approvate con espressa

una minoranza di soci che rappresenti deliberazione dell’assemblea, e

almeno il quinto del capitale sociale. purché non vi sia il voto contrario di

una minoranza di soci che rappresenti

almeno il quinto del capitale sociale o,

nelle società che fanno ricorso al

mercato del capitale di rischio, almeno

un ventesimo del capitale sociale ,

ovvero la misura prevista nello statuto

per l’esercizio dell’azione sociale di

responsabilità ai sensi dei commi primo

e secondo dell’articolo 2393-bis.

2393 c.c. [Responsabilità verso la società]

[...] L'azione di responsabilità può anche essere promossa a seguito di

deliberazione del collegio sindacale, assunta con la maggioranza dei due terzi

dei suoi componenti

.

2393-bis c.c. [Azione sociale di responsabilità esercitata dai soci]

L’azione sociale di responsabilità può essere esercitata anche dai soci che

rappresentino almeno un quinto del capitale sociale o la diversa misura prevista

nello statuto, comunque non superiore al terzo.

Nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, l'azione di cui al

comma precedente può essere esercitata dai soci che rappresentino un

quarantesimo del capitale sociale o la minore misura prevista nello statuto .

[...] La società deve essere chiamata in giudizio e l’atto di citazione è ad essa

notificato anche in persona del presidente del collegio sindacale.

I soci che intendono promuovere l’azione nominano, a maggioranza del capitale

posseduto, uno o più rappresentanti comuni per l’esercizio dell’azione e per il

compimento degli atti conseguenti

.

In caso di accoglimento della domanda, la società rimborsa agli attori le spese del

giudizio e quelle sopportate nell’accertamento dei fatti che il giudice non abbia posto a

carico dei soccombenti o che non sia possibile recuperare a seguito della loro

escussione.

[...] I soci che hanno agito possono rinunciare all’azione o transigerla; ogni

corrispettivo per la rinuncia o transazione deve andare a vantaggio della società .

Si applica all’azione prevista dal presente articolo l’ultimo comma dell’articolo

precedente.

In conformità alle istanze formulate da quasi cinquant'anni da molti studiosi, è

stata prevista la legittimazione di una minoranza di soci ad esercitare l'azione

sociale di responsabilità (art. 2393 bis).

Poiché, salvo diverse percentuali previste nello statuto, la legittimazione spetta a tanti

soci che rappresentino almeno il 20% del capitale sociale (o il 5% nelle società che

fanno ricorso al mercato del capitale di rischio), questa importante tutela spetta solo a

minoranze sufficientemente significative: circostanza questa che, assieme alla

previsione che ogni vantaggio conseguito anche in via transattivi spetta alla società,

pare idonea ad evitare l'insorgenza di una eccessiva conflittualità tra i soci.

2394 c.c. [Responsabilità verso i creditori sociali]

Gli amministratori rispondono verso i creditori sociali per l’inosservanza degli

obblighi inerenti alla conservazione dell’integrità del patrimonio sociale .

L’azione può essere proposta dai creditori quando il patrimonio sociale risulta

insufficiente al soddisfacimento dei loro crediti.

La rinunzia all’azione da parte della società non impedisce l’esercizio dell’azione da

parte dei creditori sociali. La transazione può essere impugnata dai creditori sociali

soltanto con l’azione revocatoria quando ne ricorrono gli estremi.

2394-bis c.c. [Azioni di responsabilità nelle procedure concorsuali]

In caso di fallimento, liquidazione coatta amministrativa e amministrazione

straordinaria le azioni di responsabilità previste dai precedenti articoli spettano al

curatore del fallimento, al commissario liquidatore e al commissario

straordinario .

2395 c.c. [Azione individuale del socio e del terzo]

Le disposizioni dei precedenti articoli non pregiudicano il diritto al risarcimento

del danno spettante al singolo socio o al terzo che sono stati direttamente

danneggiati da atti colposi o dolosi degli amministratori.

L’azione può essere esercitata entro cinque anni dal compimento dell’atto che ha

pregiudicato il socio o il terzo. Il collegio sindacale

2397 c.c. [Composizione del collegio]

[...]

Almeno un membro effettivo ed uno supplente devono essere scelti tra gli iscritti

nell’apposito registro . I restanti membri, se non iscritti in tale registro, devono essere

scelti fra gli iscritti negli albi professionali individuati con decreto del Ministro della

giustizia, o fra i professori universitari di ruolo, in materie economiche o giuridiche.

2409-bis c.c. [Revisione legale dei conti]

[...]

Lo statuto delle società che non siano tenute alla redazione del bilancio

consolidato può prevedere che la revisione legale dei conti sia esercitata dal

collegio sindacale. In tal caso il collegio sindacale è costituito da revisori legali

iscritti nell'apposito registro.

Art. 148-bis TUF [Limiti al cumulo degli incarichi]

1. Con regolamento della Consob sono stabiliti limiti al cumulo degli incarichi di

amministrazione e controllo che i componenti degli organi di controllo delle

società di cui al presente capo, nonché delle società emittenti strumenti finanziari

diffusi fra il pubblico in misura rilevante ai sensi dell'articolo 116, possono

assumere presso tutte le società di cui al libro V, titolo V, capi V, VI e VII, del codice

civile.

La Consob stabilisce tali limiti avendo riguardo all'onerosità e alla complessità di

ciascun tipo di incarico, anche in rapporto alla dimensione della società, al

numero e alla dimensione delle imprese incluse nel consolidamento, nonché

all'estensione e all'articolazione della sua struttura organizzativa .

Art. 144-terdecies [Limiti al cumulo degli incarichi]

1. Non possono assumere la carica di componente dell’organo di controllo di un

emittente coloro i quali ricoprono la medesima carica in cinque emittenti

.

2. Il componente dell’organo di controllo di un emittente può assumere altri

incarichi di amministrazione e controllo presso le società di cui al Libro V, Titolo V,

Capi V, VI e VII del codice civile, nel limite massimo pari a sei punti risultante

dall’applicazione del modello di calcolo contenuto nell’Allegato 5-bis, Schema 1, salvo

che ricopra la carica di componente dell’organo di controllo in un solo emittente.

3. Gli incarichi esenti e gli incarichi di amministrazione e controllo presso le

società piccole non rilevano al fine del calcolo del cumulo degli incarichi di cui al

comma 2.

Testo ante Riforma Testo Attuale

2403 c.c. [Doveri del collegio 2403 c.c. [Doveri del collegio

sindacale] sindacale]

1. Il collegio sindacale deve controllare Il collegio sindacale vigila

l’amministrazione della società, vigilare sull’osservanza della legge e dello

sull’osservanza della legge e dell’atto statuto, sul rispetto dei principi di

costitutivo ed accertare la regolare tenuta corretta amministrazione ed in

della contabilità sociale, la particolare sull’adeguatezza

corrispondenza del bilancio alle dell’assetto organizzativo,

risultanze dei libri e delle scritture amministrativo e contabile adottato

contabili e l’osservanza delle norme dalla società e sul suo concreto

stabilite dall’art. 2426 per la valutazione funzionamento.

del patrimonio sociale. (…) Esercita inoltre il controllo contabile

nel caso previsto dall’articolo

2409-bis, terzo comma .

2403-bis c.c. [Poteri del collegio

sindacale]

I sindaci possono in qualsiasi

momento procedere, anche

individualmente, ad atti di ispezione e

di controllo.

Il collegio sindacale può chiedere agli

amministratori notizie, anche con

riferimento a società controllate,

sull’andamento delle operazioni

sociali o su determinati affari. Può

altresì scambiare informazioni con i

corrispondenti organi delle società

controllate in merito ai sistemi di

amministrazione e controllo ed

all’andamento generale dell’attività

sociale.

Art. 8, Codice di Autodisciplina (Sindaci)

8.P.1. I sindaci agiscono con autonomia ed indipendenza anche nei confronti

degli azionisti che li hanno eletti

. 8.P.2. L’emittente predispone

le misure atte a garantire un efficace svolgimento dei compiti propri del collegio

sindacale.

8.C.5. Nell’ambito delle proprie attività, i sindaci possono chiedere alla funzione

di internal audit lo svolgimento di verifiche su specifiche aree operative od

operazioni aziendali. 8.C.6. Il collegio

sindacale e il comitato controllo e rischi si scambiano tempestivamente le

informazioni rilevanti per l’espletamento dei rispettivi compiti.

2404 c.c. [Riunioni e deliberazioni del collegio]

Il collegio sindacale deve riunirsi almeno ogni novanta giorni. La riunione può

svolgersi, se lo statuto lo consente indicandone le modalità, anche con mezzi di

telecomunicazione.

Il sindaco che, senza giustificato motivo, non partecipa durante un esercizio sociale a

due riunioni del collegio decade dall’ufficio.

Testo Attuale Testo Attuale

Consiglio di Amministrazione Collegio Sindacale

2388 c.c [Validità delle deliberazioni 2404 c.c [Riunioni e deliberazioni del

del consiglio] collegio]

Per la validità delle deliberazioni del Il collegio sindacale è regolarmente

consiglio di amministrazione è costituito con la presenza della

necessaria la presenza della maggioranza dei sindaci e delibera a

maggioranza degli amministratori in maggioranza assoluta dei presenti

. Il

carica, quando lo statuto non richiede un sindaco dissenziente ha diritto di fare

maggior numero di presenti. iscrivere a verbale i motivi del proprio

[...] dissenso.

Le deliberazioni del consiglio di

amministrazione sono prese a

maggioranza assoluta dei presenti, salvo

diversa disposizione dello statuto.

2405 c.c [Intervento alle adunanze del consiglio di amministrazione e alle

assemblee]

I sindaci devono assistere alle adunanze del consiglio di amministrazione, alle

assemblee e alle riunioni del comitato esecutivo .

I sindaci, che non assistono senza giustificato motivo alle assemblee o, durante

un esercizio sociale, a due adunanze consecutive del consiglio

d'amministrazione o del comitato esecutivo, decadono dall'ufficio .

2407 c.c. [Responsabilità]

I sindaci devono adempiere i loro doveri con la professionalità e la diligenza

richieste dalla natura dell’incarico; sono responsabili della verità delle loro

attestazioni e devono conservare il segreto sui fatti e sui documenti di cui hanno

conoscenza per ragione del loro ufficio.

Essi sono responsabili solidalmente con gli amministratori per i fatti o le

omissioni di questi, quando il danno non si sarebbe prodotto se essi avessero

vigilato in conformità degli obblighi della loro carica.

All’azione di responsabilità contro i sindaci si applicano, in quanto compatibili, le

disposizioni degli articoli 2393, 2393-bis, 2394, 2394-bis e 2395.

Sistemi alternativi

Art. 10, Codice di autodisciplina

10.P.1 In caso di adozione di un sistema di amministrazione e controllo dualistico

o monistico, gli articoli precedenti si applicano in quanto compatibili, adattando

le singole previsioni al particolare sistema adottato, in coerenza con gli obiettivi

di buon governo societario , trasparenza informativa e tutela degli investitori e del

mercato perseguiti dal Codice e alla luce dei criteri applicativi previsti dal presente

articolo.

10.P.2. Nel caso in cui sia proposta l’adozione di un nuovo sistema di

amministrazione e controllo, gli amministratori informano i soci e il mercato in

merito alle ragioni di tale proposta, nonché al modo nel quale si prevede che il

Codice sarà applicato al nuovo sistema di amministrazione e controllo .

10.P.3. Nella prima relazione sul governo societario pubblicata successivamente

alla modifica del sistema di amministrazione e controllo, l’emittente illustra in

dettaglio le modalità con cui il Codice è stato applicato a tale sistema . Tali

informazioni sono pubblicate anche nelle relazioni successive, indicando eventuali

modifiche relative alle modalità di recepimento del Codice nell’ambito del sistema di

amministrazione e controllo prescelto.

10.C.1. Nel caso di adozione del sistema di amministrazione e controllo dualistico,

l’applicazione del Codice si informa ai seguenti criteri:

a) salvo quanto previsto dal successivo punto b), gli articoli del Codice che

fanno riferimento al consiglio di amministrazione e al collegio sindacale, o ai loro

componenti, trovano applicazione, in linea di principio, rispettivamente al

consiglio di gestione e al consiglio di sorveglianza o ai loro componenti

;

b) l’emittente, in ragione delle specifiche opzioni statutarie adottate, della

configurazione degli organi di amministrazione e controllo – anche in relazione al

numero dei loro componenti e delle competenze ad essi attribuite – nonché delle

specifiche circostanze di fatto, può applicare le previsioni riguardanti il consiglio

di amministrazione o gli amministratori al consiglio di sorveglianza o ai suoi

componenti

;

10.C.2. Nel caso di adozione del sistema di amministrazione e controllo

monistico, l’applicazione del Codice si informa ai seguenti criteri

:

a) gli articoli del Codice che fanno riferimento al consiglio di amministrazione e al

collegio sindacale, o ai loro componenti, trovano applicazione, in linea di

principio, rispettivamente al consiglio di amministrazione e al comitato per il

controllo sulla gestione o ai loro componenti

;

b) le funzioni attribuite al comitato controllo e rischi dall’art. 7 del presente

Codice possono essere riferite al comitato per il controllo sulla gestione previsto

dall’art. 2409-octiesdecies cod. civ., ove rispetti i criteri di composizione indicati

nello stesso art. 7 . Controllo contabile

d.lgs. 2010/39. Art. 13 [Conferimento, revoca e dimissioni dall'incarico,

risoluzione del contratto]

1 . Salvo quanto disposto dall'articolo 2328, secondo comma, numero 11), del codice

civile, … l'assemblea, su proposta motivata dell'organo di controllo, conferisce

l'incarico di revisione legale e determina il corrispettivo spettante al revisore

legale o alla società di revisione legale per l'intera durata dell'incarico e gli

eventuali criteri per l'adeguamento di tale corrispettivo durante l'incarico.

2 …. l'incarico ha la durata di tre esercizi

, con scadenza alla data dell'assemblea

convocata per l'approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio dell'incarico.

3. L'assemblea revoca l'incarico, sentito l'organo di controllo, quando ricorra una

giusta causa, provvedendo contestualmente a conferire l'incarico a un altro

revisore legale o ad altra società di revisione legale secondo le modalità di cui al

comma 1 . Non costituisce giusta causa di revoca la divergenza di opinioni in merito

ad un trattamento contabile o a procedure di revisione.

d.lgs. 2010/39. Art. 14 [Relazione di revisione e giudizio sul bilancio]

1. Il revisore legale o la società di revisione legale incaricati di effettuare la

revisione legale dei conti:

a) esprimono con apposita relazione un giudizio sul bilancio di esercizio e sul

bilancio consolidato, ove redatto ed illustrano i risultati della revisione legale;

b) verificano nel corso dell'esercizio la regolare tenuta della contabilità sociale e

la corretta rilevazione dei fatti di gestione nelle scritture contabili.

3. Nel caso in cui il revisore esprima un giudizio sul bilancio con rilievi, un

giudizio negativo o rilasci una dichiarazione di impossibilità di esprimere un

giudizio, la relazione illustra analiticamente i motivi della decisione .

d.lgs. 2010/39. Art. 15 [Responsabilità]

1. I revisori legali e le società di revisione legale rispondono in solido tra loro e

con gli amministratori nei confronti della società che ha conferito l'incarico di

revisione legale, dei suoi soci e dei terzi per i danni derivanti dall'inadempimento

ai loro doveri. Nei rapporti interni tra i debitori solidali, essi sono responsabili nei

limiti del contributo effettivo al danno cagionato .

2. Il responsabile dell’incarico ed i dipendenti che hanno collaborato all'attività di

revisione contabile sono responsabili, in solido tra loro, e con la società di

revisione legale, per i danni conseguenti da propri inadempimenti o da fatti illeciti

nei confronti della società che ha conferito l'incarico e nei confronti dei terzi

danneggiati

. Essi sono responsabili entro i limiti del proprio contributo effettivo al

danno cagionato.

Art. 2409-bis c.c. [Revisione legale dei conti]

La revisione legale dei conti sulla società è esercitata da un revisore legale dei conti o

da una società di revisione legale iscritti nell'apposito registro. Lo statuto delle

società che non siano tenute alla redazione del bilancio consolidato può

prevedere che la revisione legale dei conti sia esercitata dal collegio sindacale . In

tal caso il collegio sindacale è costituito da revisori legali iscritti nell'apposito registro.

d.lgs. 2010/39. Art. 16 [Enti di interesse pubblico]

1. Le disposizioni del presente capo si applicano agli enti di interesse pubblico e ai

revisori legali e alle società di revisione legale incaricati della revisione legale presso

enti di interesse pubblico. Sono enti di interesse pubblico:

a) le società italiane emittenti valori mobiliari ammessi alla negoziazione su

mercati regolamentati italiani e dell'Unione europea ;

b) le banche ;

c) le imprese di assicurazione di cui all'articolo 1, comma 1,lettera u), del codice

delle assicurazioni private;

d) le imprese di riassicurazione …;

2. Negli enti di interesse pubblico, nelle società controllate da enti di interesse

pubblico, nelle società che controllano enti di interesse pubblico e nelle società

sottoposte con questi ultimi a comune controllo, la revisione legale non può

essere esercitata dal collegio sindacale .

d.lgs. 2010/39. Art. 17 [Indipendenza]

1. L'incarico di revisione legale ha la durata di nove esercizi per le società di

revisione e di sette esercizi per i revisori legali. Esso non può essere rinnovato o

nuovamente conferito se non siano decorsi almeno quattro esercizi dalla data di

cessazione del precedente incarico .

Art. 2434-bis c.c. [Invalidità della deliberazione di approvazione del bilancio]

… La legittimazione ad impugnare la deliberazione di approvazione del bilancio

su cui il soggetto incaricato di effettuare la revisione legale dei conti ha emesso

un giudizio privo di rilievi spetta a tanti soci che rappresentino almeno il cinque

per cento del capitale sociale .

Art. 156 TUF [Relazioni di revisione]

4. In caso di giudizio negativo o di dichiarazione di impossibilità di esprimere un

giudizio o in presenza di richiami di informativa relativi a dubbi significativi sulla

continuità aziendale il revisore legale o la società di revisione legale informano

tempestivamente la Consob .

Art. 157 TUF [Effetti dei giudizi sui bilanci]

1. Salvi i casi previsti dall'articolo 156, comma 4, la deliberazione dell'assemblea

o del consiglio di sorveglianza che approva il bilancio d'esercizio può essere

impugnata, per mancata conformità del bilancio alle norme che ne disciplinano i

criteri di redazione, da tanti soci che rappresentano almeno il cinque per cento

del capitale sociale . Tanti soci che rappresentano la medesima quota di capitale della

società con azioni quotate possono richiedere al tribunale di accertare la conformità

del bilancio consolidato alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione.

Controllo giudiziario

Art. 2409 c.c. [Denuncia al tribunale]

Se vi è fondato sospetto che gli amministratori, in violazione dei loro doveri, abbiano

compiuto gravi irregolarità nella gestione che possono arrecare danno alla società o a

una o più società controllate, i soci che rappresentano il decimo del capitale sociale o,

nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, il ventesimo del

capitale sociale possono denunziare i fatti al tribunale con ricorso notificato anche alla

società. Lo statuto può prevedere percentuali minori di partecipazione.

Il tribunale, sentiti in camera di consiglio gli amministratori e i sindaci, può ordinare

l’ispezione dell’amministrazione della società a spese dei soci richiedenti,

subordinandola, se del caso, alla prestazione di una cauzione. Il provvedimento è

reclamabile.

Il tribunale non ordina l’ispezione e sospende per un periodo determinato il

procedimento se l’assemblea sostituisce gli amministratori e i sindaci con soggetti di

adeguata professionalità, che si attivano senza indugio per accertare se le violazioni

sussistono e, in caso positivo, per eliminarle, riferendo al tribunale sugli accertamenti e

le attività compiute.

Se le violazioni denunziate sussistono ovvero se gli accertamenti e le attività compiute

ai sensi del terzo comma risultano insufficienti alla loro eliminazione, il tribunale può

disporre gli opportuni provvedimenti provvisori e convocare l’assemblea per le

conseguenti deliberazioni. Nei casi più gravi può revocare gli amministratori ed

eventualmente anche i sindaci e nominare un amministratore giudiziario,

determinandone i poteri e la durata.

L’amministratore giudiziario può proporre l’azione di responsabilità contro gli

amministratori e i sindaci. Si applica l’ultimo comma dell’articolo 2393.

Prima della scadenza del suo incarico l’amministratore giudiziario rende conto al

tribunale che lo ha nominato; convoca e presiede l’assemblea per la nomina dei nuovi

amministratori e sindaci o per proporre, se del caso, la messa in liquidazione della

società o la sua ammissione ad una procedura concorsuale.

I provvedimenti previsti da questo articolo possono essere adottati anche su richiesta

del collegio sindacale, del consiglio di sorveglianza o del comitato per il controllo sulla

gestione, nonché, nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, del

pubblico ministero; in questi casi le spese per l’ispezione sono a carico della società.

Diritto di recesso

2437-ter c.c. [Criteri di determinazione del valore delle azioni]

(…)

I soci hanno diritto di conoscere la determinazione del valore di cui al secondo

comma del presente articolo nei quindici giorni precedenti alla data fissata per

l’assemblea; ciascun socio ha diritto di prenderne visione e di ottenerne copia a

proprie spese.

Il socio ha diritto alla liquidazione delle azioni per le quali esercita il recesso.

Il valore di liquidazione azioni è determinato dagli amministratori, sentito il parere del

collegio sindacale e del soggetto incaricato della revisione legale dei conti, tenuto

conto della consistenza patrimoniale della società e delle sue prospettive

reddituali, nonché dell’eventuale valore di mercato delle azioni

.

(…)

Il valore di liquidazione delle azioni quotate in mercati regolamentati è

determinato facendo riferimento alla media aritmetica dei prezzi di chiusura nei

sei mesi che precedono la pubblicazione ovvero ricezione dell’avviso di

convocazione dell’assemblea le cui deliberazioni legittimano il recesso .

51 TUF [Predeterminazione del valore delle azioni in caso di deliberazioni che

attribuiscono diritto di recesso (art. 2437 ter c.c.)]

(…)

Conseguentemente la previsione di cui all'art. 2437 ter c.c. non trova applicazione o

deve comunque ritenersi rispettata:

- in caso di approvazione alla unanimità della delibera che legittima il recesso;

- nel caso in cui i soci che non concorrono alla approvazione di una delibera che

legittima al recesso abbiano espressamente o tacitamente rinunziato al diritto di

conoscere preventivamente il valore delle azioni;

- nel caso in cui la delibera sia stata assunta sotto condizione risolutiva espressa

dell'esercizio del diritto di recesso .

L'attribuzione ai soci del diritto a conoscere la determinazione del valore delle

azioni (…) di cui all'art. 2437 ter, comma 5°, c.c. è posta nell'interesse di quei soci

che, non avendo concorso all'approvazione della delibera che attribuisce il

diritto di recesso, intendano esercitarlo conoscendo il valore attribuito

dall'organo amministrativo alla loro partecipazione, tenuto conto :

a) della impossibilità di revocare la dichiarazione di recesso una volta che questa


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DESCRIZIONE APPUNTO

Tutti gli articoli da studiare per superare l'esame di diritto commerciale avanzato del professor Corrado Malberti (unitn), aggiornati all'anno accademico 2017-2018.
Ogni articolo e' evidenziato in modo diverso in base al grado di importanza, inoltre sono evidenziate le parti viste a lezione.
La sola conoscenza approfondita di questi articoli permette di rispondere indicativamente all'80% delle domande dell'esame.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher studentunitn di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale avanzato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Malberti Corrado.

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