Aristocrazia e democrazia
La distinzione è basata sul criterio del numero. A tale visione Aristotele introduce una distinzione sul modo di governare, dando una valutazione scindendo forme di governo buone e cattive, entrando in un campo soggettivo quindi:
- Monarchia ➔ Tirannide
- Aristocrazia ➔ Oligarchia
- Democrazia ➔ Anarchia
Valutazioni delle forme di governo
Non tutti si riconoscono nelle valutazioni "buone" o "cattive", ma tutti concordano che la forma giusta è quella dove si agisce per interesse pubblico e la forma sbagliata è quella dove si agisce per il proprio tornaconto. Il governo del popolo è più critico in quanto è il "popolo dei poveri," che decide. La forma monarchica è stata, fin ora, la migliore, la più scelta per la sicurezza che dava ma anche perché molti non si riconoscevano nelle altre forme di governo. Tali distinzione è stata criticata da Hobbes per la soggettività della valutazione.
Contributi di Machiavelli e Gelson
Machiavelli mantiene le forme di repubblica e principato (democrazia e monarchia). Il giurista Gelson agli inizi del 900 manterrà anch'egli due forme: autarchia (simbiosi tra monarchia e aristocrazia) e democrazia. Da annoverare è il periodo storico che predilige i totalitarismi e quindi Gelson tende per una democrazia molto accentuata.
L'analisi di Machiavelli
Nei primi capitoli Machiavelli passa in rassegna i principati ereditarî e principati nuovi. I primi sono poco sviluppati, ci si limita a temporeggiare, è un governo di amministrazione; i secondi denotano un interesse maggiore in Machiavelli che li suddivide in:
- Principati presi per virtù e armi proprie, cioè grazie alle capacità personali, alla scaltrezza, alle
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Polis greche arcaiche – Monarchia, aristocrazia e timocrazia nelle origini politiche elleniche
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Storia delle dottrine politiche
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