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Teoria della Progettazione Architettonica Contemporanea

INTRODUZIONE TEORICA

Teorie dell’architettura contemporanea l’architettura non è disgiunta dal suo fenomeno culturale e non ne vive dunque

isolata. La disciplina dell’architettura ha il suo linguaggio e le sue necessità espressive e ontologiche; si possono portare concetti

filosofici alla linguistica, tuttavia, appropriarsi di un lessico di un’altra disciplina è una traduzione complessa e fuorviante. Ad

esempio Eisenman il quale fonda la sua attività da architetto e da teorico sull’appropriazione di teorie di natura linguistica

portandole nel campo dell’architettura. Le sue prime case ne sono un esempio; tale produzione è basata sulla concezione

strettamente linguistica dell’architettura. Lui ha una visione dunque autonoma dell’architettura ed escludono il punto di vista

umano.

Alvaro Siza invece nella sua produzione si basa su un approccio meno teorico ma fondato su teorie derivanti dalla

fenomenologia. Il fenomeno è il fondamento che deve interessare all’architetto quando progetta: il luogo assume grande

importanza. Dunque si differenzia da Eisenman, poiché crede che l’architettura non sia autonoma: l’architettura trasforma,

non inventa.

Rem Koolhaas dissimula i suoi interessi filosofici, in realtà è un assiduo e attento lettore teorico; è evidente che sia un

intellettuale e non solo un architetto.

La teoria è parte integra dell’architettura già per il fatto stesso che essa vive nel suo tempo.

Il termine teoria può significare una forma di mediazione tra l’idea e la realtà: la teoria può essere intesa come applicazione

di idee. Può essere anche una giustificazione dell’atto o uno strumento per una critica o come l’architettura in sé come

applicazione di essa alla realtà.

All’interno della teoria architettonica vi è anche la questione della tecnologia che garantisce la produzione architettonica.

Rapporto fra teoria e prassi

Tecnica tecné in greco come lavoro manuale nell’arte. Il rapporto fra teoria e prassi è in architettura fondamentale in

quanto nella parola stessa architettura vi è il concetto di arché e tecné (principio e tecnica). Il rapporto tra teoria e prassi genera

la possibilità di una gerarchia tra le due; in filosofia l’oscillazione è passata attraverso differenti gradi fino ad arrivare alle

teorie contemporanee.

Prassi la prassi ha un significato non solo operativo ma nel significato più antico è un movimento fisico dell’uomo e dunque

ha a che fare con un atto dinamico. Il rapporto fra teoria e prassi è anche il tentativo di dare risposta al valore della conoscenza:

come fare in modo che un’idea possa restituire un qualcosa nella realtà? Una filosofia della conoscenza deve tener conto della

capacità di organizzare i dati e i dati stessi.

Vi sono due modalità differenti che mettono in relazione la teoria e la prassi: il processo induttivo e quello deduttivo. Anche in

architettura una serie di casi porta successivamente ad una teoria.

Concetto di paradigma serie di idee che fondano una visione del mondo. L’architettura si modifica in funzione del

paradigma che in quel tempo è vigente, in relazione al potere.

Idea etimologicamente riconducibile a “video”, vedere, cioè vedere con la ragione.

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Genius loci considerazione del luogo in quanto tale che tuttavia produce artefatti differenti; alla base vi è comunque la

teoria che alla base tiene conto del luogo. Secondo Eisenman il progetto diviene autonomo rispetto non solo al contesto ma

anche rispetto all’abitante stesso. Siza invece utilizza l’uomo come misura delle cose e dunque del progetto.

Nel 1988 Eisenman organizza con Philip Johnson una mostra decostruttivista al MOMA in cui vengono esposte le opere di 7

architetti (Tschumi, Koolhaas, Hadid, Libeskind etc.); con tale mostra si compie la celebrazione di 15 anni di teoria negli USA

e della consacrazione decostruttivista. Esattamente in questo momento tale fenomeno termina, tuttavia tali teorie hanno

influenzato grandemente l’architettura in quel periodo.

8.10.20

Lo scopo definitivo dell’architettura è di fatto costruire spazi per il vivere umano. La storia dell’architettura non si può dunque

imparare se non attraverso il controllo della sua esperienza materiale. La qualità dell’architettura si manifesta nell’interazione

tra lo spazio e le persone che ne fanno esperienza. Ogni disciplina ha il proprio distinto linguaggio, inclusa l’architettura con

il proprio vocabolario tecnico che costituisce la disciplina stessa. L’architettura è una disciplina i cui termini sono considerati

anche solo verbali in funzione della loro nominazione ed è alla ricerca sempre di possibili contaminazioni e influenze da altre

discipline. La terminologia per questo viene portata in architettura anche a livello metaforico. Termini semanticamente generici

come storia, memoria e identità sono dunque ampi dal punto di vista del campo semantico e necessariamente assumono in

architettura un proprio specifico significato. L’architetto è colui che opera un’attività di supervisione nel momento della

costruzione; egli in teoria sa i modi e le vie attraverso le quali il progetto deve essere fatto. La conoscenza dei principi e delle

tecniche risulta infatti fondamentale.

La teoria dell’architettura viene vista come una definizione e descrizione scritta; a differenza invece dell’architetto che costruisce

senza scrivere un testo.

Contemporaneo l’architettura contemporanea è l’insieme di idee e realizzazioni che hanno a che fare con qualcosa che si

sta facendo. La teoria in questo senso spiega ciò che sta avvenendo al giorno d’oggi. La teoria sviluppa idee in diretta relazione

con le realizzazioni architettoniche.

15.10.20

L’insieme di strumenti teorici intellettuali e mentali devono essere applicati su ogni singolo approccio e situazione; nella teoria

dell’architettura impariamo strumenti mentali che sono stati astratti e resi teoria a partire dalla pratica in un dato periodo. La

teoria dell’architettura nasce con Vitruvio e, pur attraversando diverse esperienze, ha una storia che dura XX secoli. Tali

strumenti mentali sono concetti resi flessibili per applicarli ad ogni situazione differente a seconda delle esigenze progettuali.

In architettura la teoria e la pratica vanno di pari passo e sono contemporaneamente sempre presenti. Ciò che l’architetto

costruisce dipende dalla natura delle idee e dalle parole.

Tuttavia per conoscere il progetto non bisogna basarsi solo sulla forma, ma bisogna conoscerne la teoria sulla quale l’architetto

si è basato per comprendere appieno le idee che hanno formato quel determinato progetto. Per questo bisogna stabilire una

relazione con il passato e la storia della critica, immaginando il ruolo e l’importanza che l’apporto teorico ha nella

progettazione. 2

Teoria della Progettazione Architettonica Contemporanea

Ciò che caratterizza gli ultimi decenni è il movimento concettuale in architettura che ha modificato uno slittamento nei

meccanismi retorici e letterari: l’architettura contemporanea è fatta da riviste, libri, mostre, cataloghi e ciascuna ha il proprio

modo di parlare.

Post – modernismo

Mentre in Europa nel dopoguerra già si organizzava il rapporto fra architettura e teoria, in USA la teoria era assente. Nei primi

anni ’60 si comincia a pensare all’architettura come disciplina in senso più ampio del termine come liberazione dell’esperienza

umana dai vincoli dello status quo allora presente. Bisognava rinnovare l’esperienza individuale dell’architetto all’interno della

città, impoverita ulteriormente dai processi di industrializzazione e prefabbricazione. Il tentativo di una rottura radicale sulla

base della disillusione della tecnologia è il motivo per cui alcuni membri di questa generazione hanno trovato il modo di

fondare il futuro dell’architettura, cercandolo in un passato non moderno ma premoderno, in un cambio di direzione fatale nel

tentativo di sostituire i concetti base del modernismo. Svanisce la convinzione che la tecnologia guidi la storia e si entra in una

nuova concezione per cui l’architettura è basata sull’esperienze originarie autentiche e umane. Compare dunque il termine

esperienza, sostituendo la precedente convinzione che l’architettura aveva la potenzialità di diventare più sofisticata se fosse

avanzata in modo teleologico. Adesso invece si ritorna alle origini e il centro dell’attenzione non è più la fiducia e la capacità

nella tecnologia ma si torna all’esperienza di continuità storica anziché rottura. Questi protagonisti del cambiamento

intellettuale non sono un gruppo autoidentificato e difeso da un manifesto: si tratta di un gruppo di architetti indipendenti i

cui risultati collettivi si possono comprendere come costituenti di una nuova ideologia nei confronti dell’architettura (che subisce

influenza dalla fenomenologia). Si torna a porre l’esperienza umana al centro del discorso. Tale ideologia raggiunge il massimo

della coerenza negli anni ’60 all’interno dei circoli accademici.

Charles Moore, Norbert Schulz, Kenneth Frampton e Charles Jenks sono solo alcuni di tali protagonisti, i cui testi iniziano ad

avere graduale impatto nel corso del tempo. La storia dell’architettura viene recuperata come fonte di ispirazione per il progetto

contemporaneo. Il contenuto storico del post – moderno è uno dei punti fondamentali che si pone come recupero della storia

in diretto rapporto con la fenomenologia. La loro capacità è stata quella di inventare nuovi protocolli sperimentali per la

scrittura progettuale. Seppure siano degli intellettuali impegnati nell’intellettualizzazione dell’architettura, essi sono sostenitori

del primato dell’esperienza vissuta come mezzo per capire la storia.

Il post – modernismo in architettura è stato un movimento stilistico che ha portato un cambiamento radicale soprattutto con

la fioritura negli anni ’80. Se il post – modernismo è piuttosto facile da identificare stilisticamente ed esteticamente, i suoi

contorni intellettuali non sono facili da definire.

Post - modern definizione data da Lyotar ciò che accade nella società quando finisce la grande narrazione totalizzante

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(ad esempio la religione, il marxismo) dell’esperienza umana. Avviene una disillusione dai grandi orizzonti totalizzanti e

dunque si passa al periodo post – moderno, in un ambiente sociale e culturale frammentato. La frammentazione e l’incapacità

di dare risposte totalizzanti sono alle base della condizione post-moderna. Per questo ci si rivolge alla storia, che viene presa

e riutilizzata in modo decontestualizzato come base di riferimenti formali stilistici. L’esperienza estetica torna ad essere uno

degli oggetti principali di interesse per l’architetto, cosa che non avveniva in precedenza nel periodo moderno.

L’obiettivo è fare esperienza dei luoghi e fare in modo che essa divenga la base del progetto ed il punto di partenza. Se

considero il luogo devo farne esperienza e tale esperienza farà parte del progetto Genius Loci, spirito del luogo come

originale esperienziale. 3

Teoria della Progettazione Architettonica Contemporanea

20.10.20

Articoli bibliografia:

La presenza tra il ‘53 il ‘63 nella redazione di Casabella di Enzo Paci fu di grande influenza per la scuola milanese. Rapporto interessante fra architettura

e teoria.

Giulio Carlo Argan, storico dell’arte, scrive riguardo una visione fenomenologica del Bauhaus.

Vittorio Gregotti direttore di Casabella nell’84.

Figure che conoscono direttamente la filosofia dalle fonti; Argan conosceva Heidegger. Relazione diretta tra architetti e critici storici e filosofi.

Shultz, a partire dal suo testo “Genius Loci”, sottolinea lo sviluppo dell’idea di esperienza del luogo su base fenomenologica. Egli modifica piano piano il

suo punto di vista passando attraverso la conoscenza della fenomenologia.

“La Fenomenologia della Cultura europea” Rogers dimostra come la fenomenologia sia già presente nell’architettura ancora prima che ce se ne

accorgesse.

“Filosofia per Architetti” Mitrovic fa un’introduzione sul rapporto fra intenzione ed esperienza in Husserl. Il secondo capitolo si riferisce ad Heidegger

(da pag. 120 a 125 non necessario; salta anche paragrafo che descrivere il rapporto fra Heidegger e il nazismo; leggi paragrafo su teoria architettonica

contemporanea; leggi Schultz fenomenologia e approccio all’architettura, ultimo paragrafo).

Per ciò che concerne la storia recente, dalla metà degli anni ’60 con i fenomeni sociopolitici, vi sono stati anni di forte

declinazione teorica anche nell’architettura. Vi sono stati anni di grande impegno; ad esempio, in Francia fino a quel momento

vi erano intellettuali attivi nella società come Sartre. Fino alla metà degli anni ’60 finisce tale epoca di intellettuali attivi nella

città; da questo momento inizia un percorso teorico fuori dalle università come filosofi non solamente in Francia; inizia un

confronto molto più diretto e teorico ma da un punto di vista maggiormente istituzionale. In questo senso cambia la figura

dell’intellettuale teorico. Si tratta di un fenomeno in cui la presenza della teoria in tutti i campi, compresa l’architettura, diviene

radicale e molto presente.

Quando il mercato non è più sostenibile, l’architettura muta; si sono conosciuti nella storia periodi di crisi e di cambiamento.

Con la crisi del 2007 e del 2008 si è posto un punto di domanda sul fenomeno dell’architettura e dell’architetto, sul suo valore

sociale e all’interno della comunità.

A partire dal Movimento Moderno c’era la necessità teorica e politica negli USA di depurare il Movimento Moderno del suo

contenuto politico per farne un international style. Viene dunque trasformato in uno stile esente da contenuto politico. Gli USA

si rifiutano dunque di accettare e di avere nella propria impostazione teorico-critica un movimento politico. È interessante,

dunque, il lavoro intenzionalmente demolitore del Movimento Moderno della sua componente politica.

Negli anni ’70, da Roland Bart, si sviluppano una serie di teorie e analisi specialmente in Francia. Bart e altri, nella lettura

attiva, discutono circa il concetto di autore. In questo senso la lettura critica è imprescindibile.

22.10.20

Ernesto Nathan Rogers si pone nel contesto alla fine degli anni ’40; agli inizi degli anni ’50 fa parte dei BBPR; è una

figura chiave dei CIAM ed è direttore di Casabella. Egli è un personaggio importante in quanto sintesi della corrente

fenomenologica dell’Italia. Un argomento dibattuto in quegli anni fu il ruolo della storia nella progettazione; in USA e Europa

il dibattito è venuto fuori successivamente. Rogers afferma che l’architettura appartiene al momento in cui è vissuta: ogni

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edificio è potenzialmente moderno nell’ordine in cui viene vissuto in modo moderno. Rogers fu molto influenzato da Paci in

termini di storia intellettuale della fenomenologia dell’architettura. L’esplicito e diretto rapporto tra Paci e Rogers importa l’idea

della fenomenologia nell’architettura. Il mondo dunque viene definito come condizione storica in cui l’uomo vive e da cui ne è

condizionato imprescindibilmente. Per un architetto ciò significa che il luogo di progetto è un luogo esistente da cui non si può

prescindere: c’è dunque un rapporto col contesto, la società, la geografia, etc. Ogni forma preesistente è già a sua volta un

risultato con cui bisogna fare i conti. Il mondo della vita viene dunque inteso come tessuto fabbricato a partire da tutta la storia

di una cultura. Per questo la tradizione è la somma materiale delle esperienze aggiunte giorno per giorno dall’attività umana.

Per questo l’architetto aggiunge nuove esperienze in coerenza con le precedenti ed esistenti. Essere moderni e contemporanei

significa appartenere all’epoca non solo in senso cronologico. Il concetto di tradizione introduce la convinzione che la storia è

contenuta all’interno dell’edificio e ne è parte stessa come esperienza cumulativa a cui si può accedere solo esperienzialmente.

All’interno degli edifici rivive la storia collettiva. L’artista in questo senso deve tener conto della storia e delle esperienze

passate.

Senza tener conto delle condizioni sociali e contestuali si ricade nel formalismo. Per questo motivo è necessario rifondarsi

costantemente, cambiando nella storia.

Il gruppo che si crea sotto Rogers (Gregotti, De Carlo, Rossi, Aulenti, Canella) declina in maniera differente i concetti.

Christian Norberg Shulz i suoi libri divennero popolari negli USA e in Europa, come “Genius Loci”. Ha una formazione

personale molto cosmopolita. Si interseca del radicamento del luogo. La prassi e la teoria per lui divengono inseparabili.

Definisce l’architettura come espressione dello spirito del luogo in cui è costruita. Per Shulz bisogna fare esperienza diretta nel

paesaggio.

Negli anni successivi Shulz cambia questa visione e si apre verso possibilità nuove: la teoria diviene divisa dalla sua pratica.

Kenneth Frampton durante la sua carriera tenta di risolvere alcune contraddizioni. Egli vuole riparare l’asimmetria che si

era formata tra tecnica e storia (regionalismo critico). Il Movimento Moderno muore per incapacità di rapportarsi alla sua stessa

contemporaneità, nonostante sia nato con l’intenzione di creare una visione nuova. Il mondo dell’architettura d

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/08 Scienza delle costruzioni

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vittoria.prencipe1997 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria della progettazione architettonica contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Canclini Andrea.
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