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Storia economica

Teorie dello sviluppo

Teorici spiegano perché Paesi si sono sviluppati ed altri no. Studiano prima quelli che si sono sviluppati per primi e le loro caratteristiche e confrontano quest'ultime con quelle degli altri Paesi sviluppatisi in seguito.

Rostow: il processo di trasformazione

Rostow sostiene che il processo di trasformazione da società agricola in industriale avviene in 5 fasi: società tradizionale, transizione, decollo, maturità, età dei consumi di massa. I Paesi "ritardatari" cercano di imitare il modello di successo, ovvero quello inglese. Imitazione del modello inglese senza differenze: chi si sviluppa copia l'Inghilterra.

  • Società tradizionale: Stadio precedente la trasformazione in cui l'economia è basata sull'agricoltura (settore fondamentale). Esistono, inoltre, piccole manifatture tessili, officine dove si lavora il ferro (siderurgia) e piccoli mercanti.
  • Transizione: Ad un certo punto la società si mette a produrre delle innovazioni, ad abbandonare la tradizione e a cercare quindi un mutamento. Nascono quindi le prime figure imprenditoriali. Le innovazioni principali sono la macchina a vapore, la rotazione agraria e cambiamenti giuridici istituzionali. Preparano la base ma non fanno veri e propri cambiamenti.
  • Decollo-Takeoff: Quando si forma un gruppo sufficientemente numeroso di imprenditori dinamici, i nuovi investimenti assumono una dimensione consistente e il sistema presenta un'accelerazione (appunto decollo), incominciando un percorso di accumulazione di capitale e incremento della produttività. Il sistema economico non viene investito dalle innovazioni in maniera uniforme, ma incominciando prima da certi settori che avranno un ruolo di settori-guida nei confronti degli altri. Le innovazioni vengono quindi usate per migliorare. Si parla di rivoluzione, infatti, perché cambia la realtà.
  • Maturità: Fase in cui la curva ha il flesso. Quando l'intero sistema si è modernizzato, si entra in una fase di rallentamento dovuto a un restringersi delle possibilità di investimento e al rallentarsi della creazione di nuove tecnologie.
  • Età dei consumi di massa: Per il mantenimento del tasso di crescita del sistema bisogna allargare il mercato dei beni di consumo ristretto solo nella cerchia dei ricchi, abbassando i costi. Si avvia quindi un processo di standardizzazione della produzione e si applica lo stesso prezzo per tutti i beni specifici.

Gli altri teorizzano imitazioni con differenze, cioè affermano che ci si può sviluppare anche non imitando gli inglesi ma avendo anche delle concezioni diverse da questi.

Gerschenkron: vantaggio dell'arretratezza

Gerschenkron teorizza il concetto di vantaggio dell'arretratezza (i late comers non hanno pagato parte dei costi legati allo sviluppo delle innovazioni che utilizzano) con i quali posiziona i vari Paesi europei a una distanza dalla Gran Bretagna. Il Paese più vicino è quello che ha maggiori probabilità di poterla imitare; quanto più ci si allontana dalle condizioni della società inglese, tanto più difficile diventa l'imitazione e sempre più probabile il ritardo. Egli vede tuttavia una possibilità di recupero da parte di quei Paesi che si rivelano in grado di attivare fattori sostitutivi degli originali prerequisiti inglesi mancati, fattori sostitutivi capaci di svolgere lo stesso ruolo sia pur in modo diverso. Quindi, quando un Paese attraverso i fattori sostitutivi riesce a decollare, il suo decollo può essere più rapido di quello del leader, per merito dei cosiddetti vantaggi dell'arretratezza. Un Paese imitatore non necessita di invenzioni e quindi di tutto il complesso lavoro necessario per perfezionarle, ma può introdurre tecnologie già messe a punto da altri, producendo un balzo verso l'alto di produttività più rapido di quello che era possibile al leader. In questo modo, per i late comers sarà possibile non solo decollare ma anche avere la possibilità di affiancarsi o persino superare il leader. I Paesi ritardatari devono, quindi, avere le conoscenze (know how) e devono avere la capacità di sfruttare questi vantaggi (Germania e Belgio fanno la ferrovia prendendo le prime locomotive inglesi e le modificano migliorandole e ciò sarà uno dei fattori di sviluppo).

Pollard: regioni economiche

Pollard afferma che di norma non è la nazione, ma la regione che decolla economicamente, per regione intendendosi un'area, più o meno grande, di attività economiche interconnesse attorno a un centro propulsivo. C'è quindi una regione economica che si sviluppa e trascina il Paese. Il secondo richiamo di Pollard focalizza il concetto di fattori di interferenza. Pollard sottolinea con il suo concetto di differenziale della contemporaneità che vi sono eventi che interferiscono con i sentieri predisposti dalle decisioni dei singoli Paesi, deviandoli talora in senso positivo talora in senso negativo (lo stesso evento ha effetti diversi in contesti diversi). Esempio: ferrovia, fondamentale per lo sviluppo di Belgio, Germania, USA, mentre in altri paesi come Russia e Italia la ferrovia non è fondamentale. L'Adriatica (linea ferroviaria) non porta sviluppo nelle zone in cui sorge. In alcuni paesi l'impatto dell'innovazione è diverso che in altri. La rotazione delle colture aiuta in Europa ma non dove c'è la coltura del riso.

North: teoria delle istituzioni

North introduce la teoria delle istituzioni (insieme di regole che determinano le modalità con cui gli individui cooperano o competono per raggiungere i loro obiettivi); istituzioni efficienti favoriscono lo sviluppo e fanno risparmiare sui costi di transazione. Tali regole diverse possono essere più o meno adeguate al momento storico in cui si trovano ad agire. Chi si inventa un'istituzione che si rivela più efficiente per un dato periodo storico, si vedrà avvantaggiato. Esempio: se invento il brevetto allora uno è premiato per la sua innovazione. Se c'è un regime democratico è più facile innovare rispetto a un posto in cui abbiamo una monarchia assoluta (Inghilterra e Francia). Costo di transizione: costo che ho per avere conoscenze per entrare nel mercato.

David: teoria della path dependence

David sviluppa la teoria della path dependence (eventi anche casuali limitano o ampliano le scelte tecnologiche e istituzionali di un paese determinandone il sentiero di sviluppo). Catene di eventi, talora anche causali, finiscono col chiudere alternative che erano inizialmente possibili e col delimitare il campo delle scelte alla particolare configurazione che si viene a formare. L'Inghilterra diventa un polo di attrazione perché inventa la religione Anglicana attirando tutti i cristiani cacciati durante la controriforma, attirando persone attirano anche il know how per questo si sviluppano le grandi università.

Sviluppo dell'Inghilterra

Fino alla fine del '400 l'Inghilterra era un Paese arretrato sia dal punto di vista economico che tecnologico: il commercio estero era detenuto al 50% da mercanti anseatici e italiani e le esportazioni erano limitate ai Paesi bassi meridionali (lana grezza e pannilana). Nel '500 la situazione cambiò radicalmente:

  • La scoperta dell'America aprì nuove vie commerciali e ciò avvantaggiò l'Inghilterra che era la più vicina alle "nuove terre" e disponeva di coste frastagliate adatte alla costruzione di porti e di capitale umano con ottime capacità di navigazione oceanica: i prodotti arrivati dalle colonie avrebbero permesso proficui scambi con le produzioni continentali europee (spezie e metalli preziosi contro legname, canapa, seta grezza) e lo sviluppo della navigazione portò ad incrementare non solo la cantieristica e le attrezzature portuali, ma numerose attività creditizie e assicuratrici strettamente connesse;
  • Il crollo delle produzioni di pannilana italiani nella prima metà del Cinquecento favorì la diffusione di quelli inglesi distribuiti sul mercato di Anversa: si svilupparono le manifatture (i pannilana rappresentavano l'80% delle esportazioni contro il 5% della lana grezza);
  • Aumento della disponibilità di oro e argento grazie alla pirateria a danno dei galeoni spagnoli: questo permise di avere capitali per la formazione della East India Company (compagnia di commercianti che aveva il monopolio del commercio nell'Oceano Indiano) e delle prime colonie americane; alimentano anche la pirateria.
  • "Colbertismo parlamentare" ovvero politiche orientate al sostegno dei commerci e delle manifatture: fortissimi dazi sui prodotti tessili stranieri (50-70%) con ovvi vantaggi per manifatture locali; Navigation Act (le merci inglesi dovevano essere trasportate su navi inglesi, nei porti inglesi potevano accedere solo navi inglesi o comunque con capitano e maggioranza della ciurma inglesi) e conseguente sviluppo della cantieristica; Colico act (proibizione delle importazioni di tessuti di cotone stampato e stimolo all'importazione di cotone grezzo) e quindi incremento manifatture cotoniere.
  • Aumento del know-how grazie alla tendenza della leadership a compiere viaggi all'estero per conoscere e imparare e soprattutto grazie all'apertura delle frontiere ai protestanti (valloni dai Paesi Bassi meridionali e Ugonotti dalla Francia) perseguitati in patria per motivi religiosi: essi portarono la tecnologia inglese ad essere la più evoluta (new drapery per i tessili in lana dai valloni, moderne produzioni per seta, orologi e vetro dagli ugonotti);
  • Diversificazione delle produzioni: nel Seicento i pannilana scesero a meno della metà delle esportazioni complessive (anche a causa della sfavorevole congiuntura economica europea) e si ampliarono le altre manifatture tessili (seta, lino e cotone permettono di produrre indumenti a basso costo); in occasione della crisi del legno (usato per l'edilizia, la cantieristica e per produrre il carbone da legna) non solo si aumentarono le importazioni dai paesi scandinavi, ma si incrementò l'utilizzo del carbone fossile poi cokizzato; sviluppo della produzione di ferro (da 5.000 tonn. annue nel 1550 a 18.000 nel 1600) e produzione di canoni in ferro vista la difficoltà negli approvvigionamenti di rame per avere cannoni in bronzo (più costosi e meno efficienti nelle battaglie navali), facendo più armi non permetto a Inglesi e Olandesi di crearmi fastidi, la Spagna perde la guerra contro l'Inghilterra.
  • Agricoltura molto efficiente grazie a provvedimenti normativi (leggi sulle recinzioni: si creano le prime recinzioni, inclosure bill, il terreno appartiene così al signor X che ci può fare ciò che vuole, rimangono senza lavoro i contadini più poveri che non vengono più usati nella campagne ma sono costretti al lavoro in miniera e nelle industrie a bassissimi salari e quindi conseguente grande disponibilità di mano d'opera) e all'ampio ricorso alla rotazione (cerealicoltura e allevamento non sono più in competizione, ma si integrano). Gli Olandesi spiegano agli Inglesi che con la rotazione possono far fruttare maggiormente il terreno. Gli Olandesi decidono di introdurre una coltura detta foraggese che reintegra il terreno di sostanze nutritive e che da anche cibo per gli animali, allevamenti assieme ad agricoltura (la mucca permette di avere grandi produzioni di concime e latte).

Fase di transizione

La crisi del legno

Importanza del legname: era il combustibile per eccellenza e il materiale di base per le costruzioni edili e navali, nonché per la realizzazione della maggioranza degli attrezzi e delle macchine. A causa della crescita della domanda e dei tagli indiscriminati, il legname a partire dal 1200 iniziò a scarseggiare (in particolare nell'area mediterranea): il prezzo salì, ma la domanda non diminuì. Dalla fine del XV secolo alla metà del XVII la crescita dei consumi fu tale che i prezzi si quintuplicarono (in Inghilterra) e si ebbero punte di oltre il 1000% (in Italia). Salvo che nell'edilizia dove si ebbe una sua parziale sostituzione con altri prodotti (marmo, pietre, mattoni), il legname continuò infatti ad essere molto richiesto a causa:

  • dell'aumento demografico (più richiesta di beni in legno);
  • dell'espansione della navigazione oceanica (più navi e di maggiori dimensioni);
  • dell'incremento della metallurgia (più consumo di carbone da legna per la fusione dei metalli).

Le foreste situate presso le miniere e quelle vicino alle città furono interamente tagliate e si dovette far ricorso a quelle poste in aree lontane dai centri urbani e manifatturieri con la conseguenza di avere maggiori oneri legati ai costi di trasporto. Questo provocò ovviamente un incremento dei prezzi di tutti i beni per la cui produzione si utilizzava il legname: da una parte si determinarono "strozzature" produttive, dall'altra però si ampliarono gli utilizzi di materiali alternativi soprattutto per la fusione dei metalli.

La rivoluzione industriale inglese

Take off: metà 700 inizio rivoluzione industriale, inizia il decollo. Non ci sono date poiché è un processo non un evento nel quale è fondamentale lo sviluppo tecnologico. (1740-80)

Fattori che hanno favorito lo sviluppo industriale inglese

  • Ricchezza di materie prime facilmente estraibili (date le tecnologie dell'epoca). In Russia fa freddo e nonostante ci siano molte materie prime non si riescono ad estrarre mentre in Inghilterra, grazie alla Corrente del Golfo c'è una temperatura più mite e si riesce così ad estrarre;
  • Colbertismo parlamentare (presenza di un parlamento che rappresentava anche gli interessi delle classi produttive e che emanava apposite leggi per sostenere le manifatture inglesi);
  • Settore agricolo rivolto al mercato e ad alta produttività che provocò la crescita dei redditi agricoli e della popolazione; questo fece aumentare la domanda ampliando le possibilità di inserimento sul mercato delle nuove manifatture;
  • Facilità dei trasporti legata alla presenza di un territorio pianeggiante, di fiumi e canali navigabili, di insenature ideali per la costruzione di porti, di una distanza limitata dal mare di tutti gli insediamenti abitativi e manifatturieri;
  • Innovazioni tecnologiche (non legate ad apposite ricerche in università, ma frutto del progressivo perfezionamento di beni preesistenti) e minori costi di produzione legati all'utilizzo dei nuovi macchinari;
  • Minime barriere all'entrata per le nuove manifatture che potevano sorgere con limitati investimenti. Caratteristica della prima rivoluzione industriale: facile diventare imprenditori, creare un'attività costa meno che creare un'industria.

Per avere sviluppo industriale è necessario avere un'agricoltura autosufficiente, produco io il necessario e quello che manca lo acquisto dalle colonie o dai miei alleati.

Fattori che favorirono lo sviluppo dell'agricoltura inglese

  • La legge sulle recinzioni che permetteva un più funzionale uso dei fondi (divenuti di dimensioni medie più grandi) facendo salire la quota destinata ai cereali (l'Inghilterra rimase esportatrice di grano e farina fino al 1776) e quella destinata a foraggio;
  • Crescita qualitativa e quantitativa dell'allevamento (più selezione zootecnica e aumento foraggio disponibile fecero aumentare del doppio e talvolta del triplo il peso del bestiame inglese creando così maggiori quantità di latte, carne e fertilizzanti tutto questo perché ho più foraggio);
  • Utilizzo di contratti d'affitto di lunga durata e con canone in denaro che incoraggiavano gli investimenti nelle opere di miglioramento dei fondi e l'idea di produrre per il mercato dei grani (con relativo sviluppo dei mercati dei fattori produttivi); l'azienda agricola viene gestita dal proprietario stesso (terreno piccolo) oppure decideva di darla in gestione ad altre persone se il terreno era particolarmente grande. Si affittava il terreno e si riscuoteva un canone che poteva essere in natura (mezzadria) o in denaro. In Inghilterra c'erano solo seminativi. Con i canoni in denaro si stimolava l'affittuario a produrre di più e meglio. Se la produzione era 50 si faceva 25 e 25 mentre con l'affitto al proprietario si dava sempre 25 e quello che producevo in più lo si teneva: stimolo a produrre sempre di più. I contratti erano di lungo termine perché uno è interessato a produrre meglio perché rimane sul terreno a lungo.
  • Adozione di nuove tecnologie produttive [Le principali innovazioni tecniche in agricoltura furono: all'inizio del '700 la seminatrice meccanica (prima solo per i foraggi poi anche per i cereali) e la zappatrice a cavalli di Jethro Tull; alla fine del '700 il voltafieno con rebbi rotanti di R. Salmon; la mietitrice a cavalli di P. Bell (1826); la trebbiatrice di A. Meikle (1786); l'aratro metallico di R. Ramson (1808)].

Il tutto determinò un incremento della produzione e un abbassamento dei costi per le aziende agricole e dei prezzi per i consumatori; aumentò la produttività e si liberò capitale umano che venne impiegato nelle miniere e nelle manifatture.

Il tessile è il primo settore industriale in tutti i paesi perché è quello con le barriere d'entrata minori (telaio e materie prime) mentre per la siderurgia ci vogliono più soldi. Nel settore laniero miglioramento della qualità dei prodotti legato ad emigrazione tessitori protestanti fuggiti da Francia e Paesi Bassi meridionali: prevalenza del putting out system (il mercante imprenditore forniva la materia prima da lavorare nei villaggi contadini e si occupava della commercializzazione del prodotto finito che aveva costi bassi e qualità) sull'industria a domicilio (l'artigiano, spesso anche contadino e allevatore, commercializzava direttamente i propri manufatti realizzati con telai di sua proprietà e col lavoro prevalente della propria famiglia) e sulla manifattura accentrata (un imprenditore riuniva in un unico edificio dei telai).

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cla133_burgio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Tedeschi Paolo.
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