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Storia dell’arte bizantina 06/11/18

IX- X secolo

Santa Sofia – Costantinopoli, ingresso della chiesa molto importante della

civiltà bizantina. Lunetta mosaicata, sotto l’imperatore Giustiniano, aggiunta in

epoca posteriore, nartece vestibolo di ingresso, porte di bronzo del VI secolo

come le cornici e il marmo tutti in data di Giustiniano. Porta imperiale, ad

allusione che in talune circostanze era l’imperatore a varcare queste porte.

Vicino al palazzo imperiale, santa sofia era del patriarca.

Lunetta della porta imperiale del IX- inizio X secolo.

Si inizia a descrivere il Cristo posto in modo frontale, con nimbo o aureola, che

è crucisiniato, ci sono poi delle tracce con delle iscrizioni, che sono state

inserite nel XII secolo, “ I C , X C ” cioè Iesus Csristos, in mano ha due versetti

del Vangelo “ pace a voi, io sono la luce del mondo”, Cristo benedicente,

l’artista ha seguito un modello già codificato a secoli addietro.

I due medaglioni: Maria nel cerchio , della Vergine Maria e dall’altra parte

l’arcangelo, con lo scettro, sono i condottieri del celeste con tunica e mantello

d’argento, con uno stemma un nastro bianco che gli lega i capelli. ( arcangelo

Gabriele in rapporto con bla Vergine ) qui abbiamo un astrazione. Per altri

studiosi potrebbe essere l’arcangelo Michele perché protettore della Chiesa. La

rappresentazione nei medaglioni viene ritrovato anche nell’arte romana,

ricorda l’aureola, come nel caso laico dell’imperatore , con l’aureola che

circonda la testa di alcuni personaggi e vengono ritenuti sacri. L’aureola

attorno della testa è stata assorbita all’interno del medioevo, questo

medaglione sottolinea l’aspetto sacrale del personaggio, ma questo espediente

è dettato da una mancanza di spazio. La gestualità è anche un fattore molto

importante , dei movimenti ripetuti , la Vergine è una figura mediatrice le

preghiere dei presenti vengono deviate verso Cristo, questa è una tradizione

che permane nel tempo , es. icona di Roma della Vergine Agniosoritissa = tipo

iconografico raffigurante la Vergine che intercede davanti al Cristo di fronte

all’umanità. “ vergine della santa cassa” – icona della santa cassa, delle

reliquie della Vergine non si può avere molto perché è stata assunta ma solo

scarpe e cinture -

Santa Caterina nel Sinai – icona del Cristo VII sec.

Tecnica su legno , occhi molto grandi, profilo del collo molto simile quello

prima, tiene il libro chiuso. Frutto Questa produzione seriale è frutto della

rappresentazione dell’immagine del Cristo. Rappresentare il vero volto di

Cristo, attraverso varie fonti e testimonianze, così una immagine di questo tipo

è ritenuta miracolosa e divina. 07/11/18

Suppedaneum = padana dove poggiare i piedi.

Lunetta di Santa Sofia

Persona inginocchiata = imperatore di Costantinopoli, molto divinizzato

attraverso la cerimonia dopo la loro morte di raggiungimento dell’empireo.

L’imperatore è rappresentato così, in proscunesis cioè inchino che il re compie

di fronte l’immagine sacra che può essere solo chinando la testa ma anche un

inginocchiamento fino a terra. La committenza di alto rango , in questo caso

imperiale, è riservata ad un certo ceto molto ristretta. Il committente è anche

rappresentato nell’opera è l’imperatore che sceglie di farsi rappresentare così

in prostrazione , in ambiente che non è terreno ma di un ambiente paradisiaco ,

tutto molto essenziale come ambiente e suggerisce la trascendenza del

paradiso, linea di orizzonte molto bassa. Il volto dell’imperatore è un ritratto,

con delle imperfezioni, ma lo stile non cambia. C’è anche differenza materica ,

che si utilizzano tasselli di marmo di color rosa per la pelle anziché tasselli di

pasta vitrea.

Lo stemma , corona sferica una specie di calotta , con un tessuto di fondo che

veniva cambiato in base alla ricorrenza con vari colori poiché simboleggiavano

diverse cose.

Clamide = mantello a semicerchio che viene saldato nella spalla da una fibula,

la decorazione nella media altezza del clamide è il tablion di forma quadrata.

Trono a forma di lira, rapporto tra Orfeo che suona la lira( Roma , catacombe di

san Marcellino e Pietro), accostato a Cristo poiché scende agli inferi.

Spazio metafisico dato anche dall’oro che espande luce, con le tessere d’oro

assumono diverse inclinazioni e questo espediente crea un fenomeno di

rifrazione e una particolare brillantezza, sia se illuminato dalla luce naturale

delle finestre sia da quella artificiale. Le tessere d’oro sono di riuso , poiché

hanno smantellato il mosaico precedente e riutilizzate le tessere, ci sono anche

tessere d’argento molto più fragili perché si ossidano, per evocare una luce più

fredda una luce lunare non solare. Le tessere d’oro erano di vetro con una

lamina d’oro che veniva incorporato nella cosiddetta “pizza” cioè lastra di

vetro, con un'altra lastra di vetro di fissaggio e queste tessere venivano sempre

poste inclinate.

Per quanto riguarda lo stile c’è un particolare nell’uso del verde per le ombre,

nella riproduzione di alcune pietre ( più avanti ci sarà la rinascenza macedone,

ritorno alla classicità), giustapposizione dei colori , macchie di colori che

conferiscono rilievo, ombre colorate, mantenute in vita con la tradizione di

Bisanzio.

A quest’opera lavoravano diversi artisti e non solo un artista solo ma una serie

di operatori, non c’è una firma autografa che contraddistingue una figura di

artista in particolare. Ci sono degli elementi di astrazione tipici del linguaggio

medievale e alcune caratteristiche “pittoriche” delle tecniche usate. Il gesto

della benedizione fa un gesto di parlare cioè dice pace a voi, poiché l’arte

cristiana riprende l’arte romana tipico appunto di quest’ultimo ( ad locutio) cioè

di un discorso solenne. L’arte bizantina sottostà a dei codici di linguaggio.

Moneta con Leone VI il saggio, e suo padre Basilio I (867-886).

Codice miniato , Omeliario di Gregorio Nazianzieno (880-883) , miniature su

pergamena anche qui troviamo un simile affetto coloristico che dona rilievo e

colore al volto.

“Davanti alle porte imperiali, i ceri acesi in mano, il basileus compie tre inchini

Delle cerimonie della

per rendere grazie a Dio”. Costantino vii Porfirogenito,

corte bizantina”, ci dice come si veste e molti altri dettagli. Valenza liturgica ma

con un gesto che viene proiettato all’infinito, qualcosa che si ripete.

C’è una scarsa conoscenza della prospettiva, il piede del Cristo in parte è fuori

dalla pedana queste alcune imperfezioni, il trono in parte è inclinato, in parte è

frontale e per questo tradisce una scarsa conoscenza con la disciplina della

prospettiva cosa che gli umanisti riprenderanno e si perfezioneranno.

Impero Bizantino

Fino alla fine del IV secolo l’impero è unico, e quindi è improprio parlare di

impero bizantino in questo secolo ma possiamo parlar di impero romano

d’oriente a partire dal 395 on Teodosio i il Grande che lascia in eredità ai suoi

figli ad Onorio ed Arcadio questo immenso impero, Onorio prende l’Occidente e

Arcadio prenderà l’Oriente. Gli studiosi testimoniano che i bizantini sono rimasti

testimoni della civiltà roamana (romanorum), 476 crolla l’impero romano

d’occidente ma sopravvive il versante orientale fino al XV secolo.

Giustiniano nel VI secolo riesce a riconquistare molti territori del versante

occidentale, territori bagnati dal mediterraneo con massima importanza al

commercio e agli scambi all’interno del bacino mediterraneo (età d’oro di

Giustiniano non solo per le opere d’arte ma anche nel senso economico,

politico e sociale). L’impero bizantino si riduce con l’espansione dell’islam e

quindi perde possedimenti importanti gli resta la costa dei Balcani, l Greci e

gran parte dell’Anatolia, Greta siamo al tempo di Leone III, nel periodo

dell’iconoclastia (717-741). XI sec, con Basilio II on l’estensione del territorio

bizantino. Alla fine del XII sec. Alla morte di Emanuele i si tiene una parte dei

Balcani, Grecia e parte dell’Anatolia e Crimea. Con la quarta crociata, molto

importante perché sostenuta dai veneziani, conquistando Costantinopoli, fino

1261 Costantinopoli cade in mano ai Veneziani e fanno una grande razzia dei

grandi tesori che ora sono contenuti a San Marco. L’impero Bizantino si riduce

in 3 piccoli stati che sono:

- Epiro (odierna Albania e Grecia)

- Nicea (oggi città turca)

- Trebisonda (città del mar nero) 08/11/18

Arte bizantina: periodizzazione

- ARTE PALEOCRISTIANA (IV-VIII sec.)

Iconoclastia (VIII-IX sec. 726-787;815-843)

- ARTE BIZANTINA AL TEMPO DELLE DINASTIE DEI MACEDONI (867-1056) E

DEI COMNENI (1058-1185)

Occupazione latina di Costantinopoli a seguito della 4° crociata (1204-

1261)

- ART BIZANTINA AL TEMPO DEI PALEOLOGHI (1261-1453)

Presa di Costantinopoli (1453).

Arte post-bizantina, arte bizantina è viva ancora oggi poiché ancora oggi si fa

uso delle immagini della Bisanzio Medievale.

1) Introduzione spazio temporali

2) Costantino e la fondazione di Costantinopoli

3) La rinascenza Teodosiana

4) L’età d’oro di Giustiniano

5) Culto delle icone e aniconismo

6) L’iconoclastia

7) Il trionfo delle immagini

8) Rinascenza macedone

9) Arte comnena e macedone

Siamo in un periodo in cui l’impero è unico, fondazione della città da Roma a

Costantinopoli , uno spostamento ad est. La città si trova in un ponto di

congiunzione tra due continenti tra l’Europa e l’Asia, tra Mar Nero e Mar

Mediterraneo e il Mar di Marmara prende questo nome perché si

commerciavano marmi, con un canale che si chiama Bosforo, poi c’è un tratto

di mare che si chiama Corno d’Oro un antica insenatura marittima. Le mura

della città sono denominate “cinta di Costantino” di 3 km di lunghezza, qui

Costantino trova i resti dell’acropoli Greca, cioè la Bisanzio fondato dal re Byzas

nel VII sec. a.C. proveniente dall’Attica. Settimio Severo (città romana), la città

si espande anche sotto il profilo dell’urbanistico , nella costruzione del palazzo

imperiale e l’ippodromo così da sembrare la nuova Roma che qui nasce

cristiana e non pagana come a Roma, sotto Costantino, la sua impronta è

cristiana ma promuove l’arte celebrativa imperiale.

Costantino I (306-337)

- Battaglia di Ponte Milvio nel 312 vince contro Massenzio.

- 313 promulga l’editto di Milano ( decreta la libertà di culto, con Teodosio I

la religione di culto sarà quella cristiana).

- 324 Inaugurazione di Costantinopoli come nuova capitale.

Ippodromo

Luogo pubblico monumentale, molto importante per i cittadini dell’epoca ,

luogo dei giochi della corsa dei cavalli, luogo di spettacolo, dove l’imperatore si

esibisce con il pubblico, era giustapposto al palazzo imperiale. Oggi

l’ippodromo è un giardino pubblico, contenente delle opere d’arte. A forma

ellittica, con una parte curvilinea che prende il nome di sfendone il punto in cui

i carri giravano, Carceres dove escono i cavalli.

In rapporto on il Circo Massimo.

7 colli come i setti colli romani, quasi una propaganda di Roma, un Million, che

segna il punto di partenza di tutte le strade che poi si snodano in tutte le

direzioni.

Il Palazzo imperiale (“Mega”)

Sopraelevazione posta sopra la “spina” dove i carri correvano. In mezzo c’è un

obelisco egiziano, molto più antico.

Obelisco in muratura, innalzato per volere di Costantino ma che in epoca

successiva in IX sec. abbellito con delle lamine di bronzo dorato.

Colonna serpentina (tripode greco del sec) , sono tre serpenti attorcigliati,

come un bottino di guerra per ornare l’ippodromo, era in bronzo con un

notevole dislivello al di sotto del manto stradale, lo ritroviamo in una miniatura

conservata al Museo di Topkapi, che raffigura la colonna con tre teste di

serpente. Si pensa che all’inizio fosse un tripode che serviva a sostenere un

manufatto in oro che conteneva un liquido combustibile derivante da Delfi. E

stato trovato la testa del tripode serpentino del IV secolo usato per ornare

l’ippodromo.

Cavalli di Venezia

Ora a San Marco, bottino di guerra dei veneziani durante la IV crociata, sono i

cavalli della quadriga che si trovavano sopra le carceri dell’ippodromo,

importati nel XIII secolo.

Un aspetto importante dell’urbanistica è la Mese, pavimentata e affiancata da

colonne e statue e interrotta da piazze e circondate da colonne che celebrano

l’imperatore , questa strada che parte dal Million e si dirige verso ovest.

Costantino promuove la costruzione del foro arriviamo fino al foro di Teodosio e

poi la strada si biforca e prende varie direzioni.

Colonna di Costantino

Costantino seguendo l’esempio dei suoi predecessori erige una colonna

onorifica che non ha una funzione funzionale di sostegno ma volta a celebrare

la sua grandezza. Si fa rappresentare come imperatore “sole” cioè elios.

Colonna in porfido con un importanza simbolica per la regalità , il cittadino

vedendo il porfido vedeva e riconosceva la regalità. Come anche la porpora che

si produceva dalle conchiglie usate per la colorazione dei tessuti usato però

solo dall’imperatore. Il porfido è una roccia vulcanico simile al granito con delle

sfumature sul violaceo e delle venature bianche. La colonna è imbrigliato in

una struttura metallica che è moderna ottocentesca serve alla messa in

sicurezza, con un altezza di 50 metri costituita da tamburi con uno scheletro

all’interno , quindi 8 tamburi in porfido decorate a forma di corone di alloro

lungo tutta la sua lunghezza, quindi elementi decorativi erano le corone di

alloro con all’apice una statua in forma apollinee l’imperatore con una serie di

raggi intorno alla testa come simbolo di imperatore “sole”( Apollo elios).

Cartina conservata a Vienna abbiamo una personificazione della città come una

donna in trono e come unico emblema abbiamo la colonna di Costantino ed

una statua sopra. Questa sua raffigurazione viene testimoniata anche nelle

monete “al compagno sole invincibile”, Costantino non inventa questo sua

personificazione ma dai suoi predecessori, abbiamo u ipotesi che una sua

statua si trovava vicino al Colosseo.

Philadelfion

Tetrarchi in porfido , gruppo scultoreo in porfido, sono un altra testimonianza

del bottino di guerra in ritorno da Costantinopoli, si tratta di un opera realizzata

prima di Costantino , fine III sec. alti più o meno 1,40 m, tetrarchia= divisione

dell’impero in 4 governanti sotto l’impero di Diocleziano alla fine del III secolo,

( Massimo Daia, Costantino Cloro, Galerio, Diocleziano) ,i tetrarchi vengono dal

Philadelfion, essi sono realizzati in un blocco unico a rilievo scolpiti nel porfido

cioè un'unica colonna dove vennero scolpiti i tetrarchi , con la rappresentazione

gemelle di due coppie di tetrarchi. Vengono quindi strappati dal busto de LA

colonna è trasportati a Venezia nel XIII secolo. Gli archeologi hanno trovato ,

come nel caso della colonna serpentina, una parte un resto della scultura in

particolare il piede di uno dei gerarchi che oggi si trova al museo archeologico

di Istanbul. La colonna pero deriva da un riuso del materiale perché la colonna

risale ancora prima della fondazione di Costantinopoli , due colonne di riuso

alla fine del III secolo. Tema a del riuso dei materiali considerati nobili, riuso

anche simbolico, Costantino si fa uso di un materiale in porfido per sottolinear

la sua missione imperiale, farsi vanto di farsi degno successore dell’impero,

come anche nell’arco di Costantino di epoca di Aurelio Adriana e Traianea.

13/11/18

Gruppo scultoreo dei Tetrarchi oggi a San Marco

In porfido, una roccia vulcanica usato per celebrare una figura imperiale.

Vengono utilizzati come immagini scolpite in una colonna da un monolite, da un

solo elemento lapideo. Costantino riutilizza i tetrarchi.

Philadelphion = “amore fraterno”, caratteristico nei tetrarchi.

Inizio IV sec. Possiamo vedere un fenomeno di lettura con i canoni classici, con

quali criteri hanno eseguito i tetrarchi? Con quali proporzioni?

Es. Ottavio Augusto, primo imperatore romano, statua di elevata qualità

artistica con una leggera torsione della testa e del busto, voler celebrare gli

imperatori viventi, riaffiora l’elemento simbolico che conta più dell’imitazione

della natura e questo è esplicitato dall’uso della materia in questo caso il

porfido.

Codice convenzionale alla gestualità : non c’è nulla di spontaneo ma tutto è

codificato , che tende a rappresentare l’imperatore nel caso di Ottaviano più

naturale possibile, mentre nei Tetrarchi abbiamo gesti codificati tra cui

l’abbraccio, prevale l’elemento convenzionale , non si può pensare che fossero

alti uguali, ma il messaggio prevale sulla bellezza, messaggio della fratellanza

e del gesto di impugnare la spada, c’è molta attenzione in questa

rappresentazione poiché sebbene non vengono utilizzati i canoni classici, si

enfatizza sui messaggi dell’opera. Qui nella tetrarchia indossano delle loire ,

delle corazze gonne per permettere i movimenti e proteggere il corpo del

soldato e il paludamentum, sorretto da una fibula sulla spalla, che servono a

mostrare che questi quattro sono soldati.

Il messaggio è di forza militare e solidarietà tra gli imperatori, con una certe

rigidit&ag

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/07 Civiltà bizantina

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ilearte96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte bizantina e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Piazza Simone.
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